Costanza Senni

Costanza Senni

Il 19 e il 30 settembre, a Rimini, si svolgeranno due iniziative solidali per sostenere l’attività della sezione riminese dell’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma).

Martedì 19 settembre 2017, alle ore 15,  arriva all’Embassy Club di Rimini la tappa riminese del tour italiano organizzato dall’Associazione Italiana Barman e Sostenitori (AIBES) e dall’Azienda Fabbri 1905. Bartenders e Barladies tricolori e internazionali presenteranno cocktail ideati espressamente per la manifestazione, patrocinata dal Comune di Rimini. La  manifestazione e la partecipazione è aperta a tutti con ingresso libero. L’incasso della serata sarà  interamente devoluto a AIL Rimini (Sezione AIL della provincia di Rimini).

Sabato 30 settembre, alle ore 15,30,  nella sede del Casino Civico di Rimini, si terrà un GRANDE TORNEO DI BURRACO, sempre  a favore di Rimini AIL ONLUS. Organizzazione tecnica Civiburraco Rimini, arbitri e regolamento FITAB. Info e iscrizioni entro lunedì 25 settembre presso: Paola Cruciani: 3288078784; Francesco Festa: 3393968022; RiminiAIL :  0541 705058  riminiail@gmail.com

La Chirurgia Ricostruttiva dell'Ausl Romagna cresce: sei comunicazioni sono in programma al congresso della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) che si terrà a Modena dal 21 al 23 Settembre.

Gli interventi verteranno sulla chirurgia delle ustioni e la banca regionale della cute, la chirurgia ricostruttiva mammaria e la chirurgia ricostruttiva del cavo orale dopo chirurgia robotica.

Inoltre tre chirurghi plastici dell'Ospedale di Cesena (il direttore del Centro Ustioni dott.Davide Melandri, il dott.Stefano Palo e la dott.ssa Rossella Sgarzani)  sono stati invitati come faculty."

 

Scarica il Programma del Congresso

Riprendono dopo la pausa estiva i corsi gratuiti per smettere di fumare “Liberati dal fumo” promossi dall’Azienda USL con il supporto dell’ASP dell’Unione dei Comune di Cesena Valle Savio. Sono aperte le iscrizioni per partecipare al corso che si terrà dal 5 al 30 ottobre, il lunedì e il giovedì, dalle ore 18 alle 19.30, presso la sede dell’Unità Operativa SerT di Cesena  (via Brunelli 540).

Il corso, gratuito, comprende il colloquio/visita medica presso il Ser.T. di Cesena, la partecipazione agli incontri e il materiale didattico. Ogni corso, tenuto da un professionista psicologo, prevede un massimo di 12 partecipanti e si articola in 8 incontri bisettimanali di un’ora e mezzo e ulteriori 3 incontri di verifica e rinforzo a distanza di 10, 15 e 30 giorni dal termine del corso. Durante il corso sono previsti un incontro con un esperto di stili di vita sani e un incontro con un pneumologo.

Per iscrizioni e informazioni rivolgersi al Dipartimento di Sanità Pubblica di Cesena, in via M. Moretti 99: tel. 0547 352079; sportello.prevenz.ce@auslromagna.it. (mercoledì e venerdì: dalle 8.30 alle 13). Unico requisito di ammissione richiesto, l’effettuazione di una visita e colloquio orientativo con un medico esperto in dipendenze patologiche, che valuterà il grado di dipendenza dalla nicotina e la motivazione a smettere di fumare.

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare. Nel mondo il fumo è il primo fattore di rischio evitabile di morte prematura. Dai dati del Sistema di Sorveglianza PASSI, nel periodo 2013-16 nel territorio Cesenate i fumatori rappresentano poco meno di un terzo della popolazione 18-69enne (28%), pari a una stima di 39mila persone; il 46% non ha mai fumato e il 26% è un ex fumatore.  Il 31% dei fumatori riferisce di aver tentato di smettere di fumare nell’ultimo anno. L’abitudine al fumo è più diffusa negli uomini (31% rispetto al 24% delle donne), nelle fascia d’età 25-34 (43%).

Nell’ambito dell’annuale Festa della Centrale del Latte, prevista il prossimo 24 settembre, dalle ore 14.30 alle 19, a Cesena (via Violone di Gattolino 201 - Martorano di Cesena)  sarà promossa l’iniziativa solidale e di sensibilizzazione “Il latte che aiuta i bambini” per il sostegno alla clown terapia nelle aree pediatriche dell’ospedale Bufalini di Cesena, come approccio terapeutico nella riduzione della percezione del dolore e dell’ansia nei bambini durante l’esperienza del ricovero ospedaliero e nella somministrazione delle cure.

Sarà dedicato uno spazio specifico dove presenzieranno clown dottori con  materiale informativo a disposizione, qualche gadget (nasi rossi) per i bimbi e un intervento dei clown tra il pubblico.

Sarà interamente devoluto al progetto il ricavato della vendita del latte fresco in quella giornata.

Quando un bimbo nasce gravemente prematuro, ogni misura che possa migliorare il suo benessere è importante. Presso la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale “Infermi” di Rimini sono in uso, al momento in via sperimentale, tre piccole amache da inserire nelle termoculle che ospitano i piccini, in modo che si sentano più “ninnati”. Due di questi presidi sono stati donati proprio questa mattina, col ricavato della manifestazione “Molo Motors Truks Rimini”, svoltasi nei giorni scorsi in piazzale Boscovich a Rimini.

“Siamo un gruppo di amici e abbiamo deciso di realizzare questa iniziativa benefica – racconta Fabio Labranca, il promotore – il 19 e 20 agosto piazzale Boscovich è stato ‘invaso’ da camion, auto, mezzi di vario tipo, provenienti da tutt’Italia ed elaborati in maniera artistica. Un bellissimo raduno in cui spiccavano, tra l’altro alcuni Ape Piaggio realizzati da ragazzi riminesi, che si sono divertiti insieme ai loro genitori”. Grazie al ricavato e agli sponsor (doverosi i ringraziamenti a Daniele Grossi della Compagnia Pescatori che ha donato il catering, a Mirco Grossi per la parte logistica, all’agenzia di eventi Gina Dee Agency) gli organizzatori hanno consegnato ieri mattina in reparto due amache e altri piccoli doni per i pazienti, nonché un omaggio al vicesindaco Gloria Lisi, come simbolico ringraziamento per il sostegno dato dal Comune di Rimini alla manifestazione.

Presenti alla consegna, oltre al vicesindaco e a Labranca, il direttore dell’Unità Operativa dottoressa Gina Ancora con il personale, Vincenzo Tarquini, un altro degli organizzatori, con il figlio Kevin e Samuele (due dei ragazzi che hanno mostrato i loro Ape al raduno) e Daniele Grossi. “Quando il bimbo è nel ventre materno il liquido amniotico gli consente di mantenersi in movimento e lo ‘culla’. I bimbi fortemente pretermine, quando nascono, devono invece stare per lunghe settimane nelle termoculle, su appositi materasssini, su cui si possono sentire ‘schiacciati’ e meno mobili – spiega la dottoressa Ancora - : l’utilizzo di queste piccole amache dà loro un senso di movimento simile a quello del liquido amniotico aumentandone il benessere. Disponevamo già di uno di questi presidi, ora grazie a questa donazione ne abbiamo altri due che consentiranno di migliorare ulteriormente il servizio”.

“Siamo felici di contribuire a questo progetto – aggiunge Labranca – con un investimento significativo. E il prossimo anno contiamo di fare ancora
di più”. “Essere qui oggi mi rende particolarmente emozionata – ha detto il vicesindaco Gloria Lisi -: mi fa piacere partecipare a questo evento, ma è anche la prima volta che torno in ospedale dopo la dimissione della giovane polacca che ha subito violenza in spiaggia. E’ lo stesso ospedale ma sono due stati d’animo e due contesti diversi e direi quasi opposti. Qui ci troviamo di fronte ad un importante gesto di solidarietà, alla Rimini più bella che aiuta gli altri, e lo fa con un presidio medico innovativo, mettendo a buon frutto la tecnologia. Mi fa anche particolarmente piacere che ci siano Kevin e Samuele, due ragazzi delle nostre scuole superiori che non si limitano ad usare le tecnologie, lo smartphone o il tablet, ma che amano anche ‘spataccare’ coi motori, che sanno ‘usare le mani’ per costruire, creare, anche in maniera artistica e con passione ed estro. Caratteristiche che, nel mondo dei motori e non solo, hanno reso grande Rimini e la Romagna, e che non devono finire in cantina. Per di più loro due, e gli altri ragazzi che hanno partecipato al raduno, mettono a frutto queste loro doti per gli altri, per i bimbi più piccini, ed è veramente bello che abbiano voluto partecipare pure alla cerimonia di donazione, rappresentando i tanti ragazzi bravi e generosi come loro. Anche in questo caso il mio pensiero va però ad altri giovani, loro coetanei o poco più, che purtroppo, invece, si sono resi autori di atti di grande ferocia. Eventi come quello di oggi – ha concluso il vicesindaco - rinforzano la speranza e la fiducia nei giovani”

Quando, nel 1987, è partito il servizio di Elisoccorso, lui c’era. E c’è ancora adesso che si festeggiano i trent’anni di quel servizio. Con sulle spalle migliaia di chilometri, volati a salvare vite. Perché la logica dell’elisoccorso, che in Romagna e più precisamente a Ravenna, ha spiccato il primo volo nel luglio 1987, è proprio questa: portare il medico il più velocemente possibile dove c’è bisogno di lui. Un giorno che il dottor Alberto Garelli, ravennate, medico rianimatore al “Santa Maria delle Croci”, ricorda molto bene.

“All’ora lavoravo a Faenza – racconta – e fui uno di quelli, provenienti da tutte le realtà rianimatorie della Romagna, che parteciparono. Eravamo tanti perché l’approccio era quello di far partecipare più medici possibile al fine di condividere pratica e conoscenze, mentre poi ci si è spostati sulla logica della specializzazione, con un numero minore di professionisti e operatori coinvolti: non puoi avere la necessaria practice se fai un volo ogni sei mesi”.

E oltre a questo cosa è cambiato da allora?

“Mah, sono stati fatti passi enormi, sia sui protocolli sia sulle macchine utilizzate. Noi, qui a Ravenna e a Bologna, siamo stati veri e propri pionieri. Nell’’87 la centrale operativa era nell’area in cui ora sorge il Dea ospedaliero, con un solo operatore. Adesso è una realtà all’avanguardia che coordina tutti i mezzi di soccorso della Romagna. Molto importante è stata l’introduzione dell’auto medicalizzata: prima il medico usciva sull’ambulanza e doveva rientrare in ospedale con quella prima di ripartire per un altro soccorso. Ora con l’auto il medico è libero, dopo aver stabilizzato il paziente, di spostarsi su un altro soccorso molto più celermente. Anche l’Elisoccorso segue questo principio e cioè portare il medico il più velocemente possibile dove è il paziente. Poi si valuta la situazione per capire se sia più appropriato spostare il paziente con l’elicottero stesso o con un’ambulanza. Non bisogna infatti dimenticare che l’elicottero può coprire grandi tratti in poco tempo e non è soggetto al traffico a terra, ma i tempi ‘prima’ e ‘dopo’ sono più lunghi per le variabili tecniche. Inoltre a bordo gli spazi sono più stretti e la logistica molto più difficoltosa: quando sale in elicottero il paziente deve essere più stabilizzato possibile”.

Come è composto l’equipaggio dell’elicottero?

“Ci sono il pilota e un infermiere coordinatore che formano l’unità sanitaria di volo e che tengono i contatti con la centrale operativa che: rappresentano la parte aeroautica dell’equipaggio; la parte sanitaria è rappresentata da un medico rianimatore e un infermiere con esperienza di rianimazione. All’inizio di ogni turno si fa un breefing sulla sicurezza sia a bordo sia a terra”.

E’ un mestiere pericoloso…

“Diciamo che bisogna sapere cosa fare anche da questo punto di vista”.

Poi?

“I nostri interventi si suddividono in primari, che sono quelli sul territorio, e secondari, cioè i trasferimenti da un ospedale all’altro, sempre per pazienti con patologie ‘tempo dipendenti’ (ad esempio uno stroke) e in maniera più limitata possibile per non distogliere mezzo ed equipaggio dal territorio. Lavoriamo in maniera integrata con gli altri tre elicotteri presenti in regione, che sono quelli di Bologna, Parma e Pavullo, dotato di verricello per gli interventi in montagna. Quando per motivazioni meteo l’elicottero non può essere utilizzato, il relativo equipaggio si sposta su un’ambulanza medicalizzata che si aggiunge a quelle già operative sul territorio”.

Intervenite soprattutto per traumi?

“Certo, i traumi sono tanti, ma in realtà sono di più gli interventi, sempre in urgenza, per patologia. L’esempio più classico è quello delle patologie cardiache per le quali la celerità d’intervento è molto importante”.

Per lei, come uomo oltre che come medico, cosa è cambiato in questi trent’anni?

“Beh all’inizio l’entusiasmo è alle stelle, come in tutte le cose della vita, che poi diventano routinarie. Però questo specifico lavoro ti assicura una scarica di adrenalina ogni volta che parti per una missione. Anche perché non sai mai quello che troverai…”.

In che senso?

“La centrale operativa quando attribuisce la missione comunica solo il codice patologia e la destinazione. Questo perché il pilota, e in generale tutto l’equipaggio, non devono essere condizionati da quanto troveranno per non compiere delle imprudenze. Pensi ad esempio, se si sapesse che il paziente è un bambino… Invece bisogna rimanere sempre lucidi, volare e atterrare in sicurezza, non mettere a repentaglio per primi se stessi. Inoltre, specialmente quando si tratta di sinistri, non sempre le informazioni che vengono trasmesse alla centrale operativa da chi chiama il 118, e che quindi arrivano a noi, sono corrette. Insomma ogni volta che atterri è una sorpresa. Per di più si lavora sabato, domenica, notte e feste comandate… E talvolta in condizioni estremamente disagiate, con caldo o freddo molto intensi, vento, pioggia, neve…”.

Più ricordi belli o ricordi brutti?

“Diciamo che i ricordi brutti si ricordano di più… Ti restano più impressi. E sono legati a traumi devastanti, in cui magari nonostante il massimo impegno non si è riusciti a salvare i pazienti… Se sono bambini ti metti nei panni dei genitori… I ricordi positivi, per contro, sono legati ai casi che hanno avuto buon esito”.

Ci sono pazienti che tornano a ringraziarvi?

“Questo succede più facilmente per medici e operatori che lavorano nei reparti: a noi il paziente a volte non ci vede neanche… Diciamo che nel nostro lavoro, e per come sono fatto io, mi è più facile sentirmi il ‘colpevole’ piuttosto che l’eroe della situazione. Comunque, in centrale operativa, qualche targa di ringraziamento c’è…”.

Nei suoi trent’anni di Elisoccorso quante ore di volo ha fatto?

“Difficile dirlo, facendo una stima, oltre quattromila”.

Che vuol dire circa sei mesi, su trent’anni, passati “per aria”. Mai pensato di lasciar perdere?

“No, mai… Anzi, posso aggiungere una cosa?”.

Prego.

“Sarebbe molto importante per noi avere il verricello: soprattutto per gli interventi in spiaggia, dove non puoi atterrare perché solleveresti nuvole di polvere pericolosissime. Spero che al più presto si possa fare una sperimentazione”.

Della serie, trent’anni e non sentirli…

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, l’Associazione Alzheimer Lugo organizza domenica 24 settembre, alle ore 12.30, nella tensostruttura di Stuoie c/o Maracanà (Via Madonna delle Stuoie n. 1, Lugo) un pranzo di beneficenza il cui ricavato sarà utilizzato per finanziare la prosecuzione del progetto "Ritroviamoci il venerdì", già da tempo patrocinato dall'AUSL e  rivolto alle persone affette da deterioramento cognitivo e ai loro familiari.

Per informazioni e prenotazioni contattare Luisa cell. 3498494050 entro il 18 settembre.

 

L’alimentazione dell’anziano ospite nelle Case Residenza. Nei giorni scorsi l’unità Operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Sanità Pubblica ha organizzato a Rimini un corso di formazione gratuito a cui hanno partecipato coordinatori di strutture, responsabili delle attività assistenziali e della preparazione dei pasti per gli anziani ospiti nelle Case Residenza per Anziani della provincia riminese.

L’iniziativa formativa rientra nell’ambito del Progetto “Alimentazione dell’anziano” del Piano Regionale della Prevenzione 2015-2018 che pone l'attenzione sugli anziani residenti nelle strutture in quanto la ristorazione socio – assistenziale rappresenta un contesto privilegiato per la prevenzione ed il contrasto alla malnutrizione proteico–energetica nell’anziano e per la promozione di corrette abitudini alimentari. Tra le attività del progetto, oltre il censimento e la valutazione dei menù in uso presso tali strutture, tappa fondamentale è la formazione del personale che si prende cura dell'alimentazione dell'anziano.

La formazione in senso nutrizionale degli operatori addetti all'organizzazione ad alla gestione del servizio di ristorazione all'interno delle strutture che ospitano soggetti in una condizione di “lungodegenza” – spiega Fausto Fabbri, direttore dell’unità operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione di Rimini – è di grande importanza, in considerazione del ruolo che una corretta alimentazione svolge nella promozione e nel mantenimento dello stato di salute delle persone, in particolare di quelle più fragili.

Le linee di indirizzo regionali sulla ristorazione dell’anziano in struttura residenziale, in questo senso, traducono in indicazioni pratiche le conoscenze scientifiche in tema di nutrizione umana, rappresentando un valido strumento nelle mani degli operatori del settore.

L'approvazione delle linee di indirizzo regionali deve, tuttavia, essere considerata come uno stimolo a procedere nel percorso verso l'ottimizzazione degli aspetti nutrizionali nei servizi di ristorazione delle strutture per anziani, tenuto conto dei molteplici aspetti ed implicazioni che connotano l'alimentazione umana e dei significati, al di là di quello meramente biologico della nutrizione, che la stessa assume  

Nei giorni scorsi è stato segnalato al Servizio di Igiene Pubblica un caso di malattia da virus Zika diagnosticato in una persona residente a Faenza, rientrata da qualche giorno da un viaggio in un Paese in cui questo virus è diffuso, come emerso dalle analisi di laboratorio specifiche.

Il virus Zika si trasmette attraverso la puntura di zanzare appartenenti al genere Aedes (come la zanzara tigre), che si infettano pungendo le persone durante la fase contagiosa quando il virus è presente nel sangue.

In questo caso i sintomi causati dall’infezione si erano manifestati durante il soggiorno all’estero e attualmente la paziente è già guarita.

Tuttavia, a scopo precauzionale, su indicazione del Servizio di Igiene Pubblica il Comune di Faenza ha avviato l’esecuzione di un trattamento straordinario di disinfestazione nelle vicinanze dell’abitazione della persona ammalatasi, secondo quanto previsto dal Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi (malattie che si trasmettono con la puntura di zanzare).

Nelle proprietà private della zona interessata si è proceduto ad interventi “porta a porta”, con trattamenti adulticidi della vegetazione mediante pompa a spalla, trattamenti larvicidi di tombini e caditoie e rimozione dei potenziali focolai di sviluppo delle larve di zanzara eliminando tutti i contenitori in grado di raccogliere acqua.

Contestualmente è stato effettuato un trattamento antilarvale nelle tombinature sul suolo pubblico.

Inoltre nelle aree pubbliche saranno eseguiti trattamenti sul verde lungo le strade con un prodotto a base di piretroidi per abbattere le zanzare adulte presenti, da ripetere per tre giorni consecutivi in orario notturno.

L’infezione da virus Zika decorre nella maggior parte dei casi senza alcun sintomo e nei casi in cui compaiono manifestazioni cliniche si tratta di norma di una malattia lieve e di breve durata, che si manifesta con febbre, eritema cutaneo, dolori articolari e muscolari, anche se raramente si possono avere complicanze neurologiche; se contratta durante la gravidanza l’infezione potrebbe causare una malformazione fetale (microcefalia).

Venerdì, 21 Luglio 2017 13:05

Vacanze coi Fiocchi 2017: #SlowDown

Anche l’Ausl della Romagna aderisce a “Vacanze coi fiocchi”, la campagna nazionale realizzata dall’Osservatorio per la sicurezza e l’educazione stradale della Regione Emilia Romagna e dal Centro Antartide di Bologna e che si rivolge a tutti coloro che si mettono in viaggio per raggiungere i luoghi di vacanza con l’intento di promuovere comportamenti responsabili sulle strade e contenere il picco di incidenti stradali e vittime, che si registra nei mesi estivi.

La campagna raccoglie l’invito lanciato dalle Nazioni Unite per la Settimana Globale della Sicurezza Stradale, concentrandosi sullo #SlowDown, la riduzione della velocità alla guida, una delle principali cause di incidente ma anche un grave fattore di stress che mal si sposa con i viaggi verso le mete delle vacanze, che dovrebbero essere improntati al relax, alla lentezza e al piacere nel raggiungere le località prescelte. Perché il viaggio, se ben programmato, è già a tutti gli effetti parte delle nostre ferie.

Materiali informativi e approfondimenti sulla campagna sono disponibili su www.vacanzecoifiocchi.it