tiziana.rambelli

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Il dottor Alberto Zaccaroni, direttore della Unità Operativa di Chirurgia Endocrina dell'ospedale "Morgagni- Pierantoni" di Forlì, Consigliere nazionale Società Italiana di Chirurgia e Responsabile scientifico della chirurgia robotica Azienda AUSL della Romagna, è stato nominato in questi giorni coordinatore per l'Emilia-Romagna della Società italiana unitaria di Endocrinochirurgia.La società nasce dalla fusione del Club dell'UEC (unità di endocrinochirurgia ) con la SIEC ( Società italiana di endocrinochirurgia) che ha come obiettivo quello di riunire, in un unico gruppo, gli endocrinochirurghi italiani di estrazione ospedaliera e universitaria.

"Questa nomina -  sottolinea  il dottor Zaccaroni - rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro che  la nostra azienda ha svolto e svolge nel trattamento chirurgico  delle malattie endocrine metaboliche".

 

Si tratta di un caso originale in letteratura scientifica e verrà pubblicato su JOINTS, rivista ufficiale della SIGASCOT (società italiana del ginocchio artroscopia sport cartilagine tecnologie ortopediche).

Lo studio, realizzato dal dottor Marcello Lughi dell’Uo di Ortopedia di Forlì , si occupa di un caso di Tumore a cellule giganti nel canale del tarso dopo distorsione di caviglia”

“Un caso unico nella letteratura scientifica – spiega il dottor Lughi – che, dopo aver valutato tutto ciò che è stato scritto sull’argomento, è da considerare come originale e particolare.

La neoformazione/tumore, che si era formata in una parte del piede del paziente, nel cosiddetto canale del tarso, è una lesione benigna, ma determinava un intenso e costante dolore e impossibilità al carico.

La causa di tale neoformazione? I tumori giganto - cellulari possono essere l’espressione di una reazione dell’organismo ad un problema. In questo caso, potrebbe essere stato un sanguinamento nel canale del tarso, conseguente ad un trauma distorsivo della caviglia avvenuto precedentemente, a scatenare la reazione giganto cellulare con conseguente neoformazione.”

 

Il Babbo Natale del  Quartiere Romiti ha fatto visita, alla vigilia del Santo Natale, ai bimbi ospiti del reparto di Pediatria dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, portando loro in dono regali e sorrisi  per alleviare la permanenza in ospedale. Il momento della visita, in compagnia di rappresentanti del Comitato di Quartiere Romiti, è stato caratterizzato dalla grande simpatia del Babbo Natale e dei suoi collaboratori,  che ha scherzato con i piccoli ospiti e il personale di Pediatria. L'iniziativa è opera del Comitato di Quartiere Romiti, che ha deciso di rendere questo momento uno degli appuntamenti ricorrenti nel corso dell'anno. Grazie all'iniziativa del Comitato di Quartiere  Romiti e il supporto di molti amici, sono stati possibili donazioni che hanno lo scopo di farsi presenti a chi, in un momento di difficoltà, può trovare in queste visite un momento di svago e di leggerezza.

 
 

L'IPASVI di Forlì-Cesena annuncia la nascita della Fnopi, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.

Di seguito, il comunicato stampa inviato oggi dalla Federazione nazionale Collegi Ipasvi :                                    

Il Senato converte in legge il Ddl Lorenzin: nasce dopo oltre dieci anni di attesa la Fnopi,
Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, il maggior Ordine italiano

“Oggi nasce la Fnopi, la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, il più grande Ordine professionale italiano per numero di iscritti. Un traguardo per il quale gli infermieri hanno corso per oltre dieci anni, che conferma la crescita della professione e rende giustizia agli oltre 447mila professionisti che ogni giorno si dedicano all’assistenza dei più fragili e ai bisogni di salute delle persone”.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli infermieri, ancora oggi Ipasvi, ma tra poco, appunto, Fnopi, sottolinea con estrema emozione la conversione in legge del Ddl 1324-b “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del ministero della Salute”, una legge che per gli infermieri apre le porte di una nuova era.

“Oggi è una giornata storica per gli infermieri – conferma Mangiacavalli -  professionisti laureati e internazionalmente riconosciuti come pilastri dell’assistenza. Ora, al pari di tutte le altre professioni intellettuali, per loro ci sarà una tutela ordinistica che favorirà non solo i professionisti, ma anche per gli stessi cittadini, offrendo armi efficaci ad esempio contro l’abusivismo, che infanga l’operato di centinaia di migliaia di professionisti e pone a rischio la salute degli assistiti”.

L’elemento forte della trasformazione dei Collegi in Ordini è la tutela dell’assistito che si ottiene vigilando affinché l’iscritto abbia titolo al contatto diretto con lui, anche in caso con l’esercizio della magistratura interna. Quindi il controllo sui comportamenti deontologici e professionali: si lavora per una sorta di accreditamento periodico anche in termini di competenza dei professionisti. Non basta essere iscritto all’Ordine se poi l’iscrizione diventa un mero titolo di cui fregiarsi senza rivedere preparazione, formazione e competenza. Va introdotto un percorso di accreditamento periodico professionale e continuativo che gli Ordini posso a pieno titolo verificare.

“La differenza la faranno i codici deontologici – prosegue Mangiacavalli -  che anche grazie alla nuova legge acquisteranno maggiore rilevanza anche per il peso e le potenzialità che i nuovi Ordini avranno dal punto di vista del controllo e della loro applicazione e potranno essere aggiornati con maggiore e più regolare frequenza. 

La differenza la farà l’organizzazione a livello locale che la legge rende elastica prevedendo, anche grazie ai decreti attuativi che ora il ministero della Salute dovrà predisporre con la collaborazioni di tutte le professioni, norme che non ingesseranno più la gestione e l’organizzazione dei professionisti sul territorio come oggi accade”.

Fondamentale nella nuova legge è il superamento, o meglio, l’ammodernamento della legge del 1946 che evidentemente non può essere la stella cometa per gli attuali e per i nuovi Ordini come è stata finora. Il diverso inquadramento degli enti, la loro possibilità di intervento anche disciplinare, una organizzazione più rispondente ai moderni canoni non solo degli enti pubblici, ma anche della programmazione sanitaria, fino ad arrivare a un meccanismo elettivo sicuramente più rispondente a criteri di completezza, ma soprattutto trasparenza, che la rendono  indispensabile perché tutta l’attività di Ordini e Federazioni non sia decontestualizzata nei fatti dal divenire della società e del progresso professionale e scientifico.

In questo senso, sottolinea la presidente degli infermieri, è di importanza fondamentale anche un’altra previsione del Ddl. Quella che riguarda la modifica delle sanzioni penali e accessorie in caso di esercizio abusivo di una professione sanitaria, su cui i nuovi Ordini potranno vegliare con maggior forza e a maggior titolo.  

“Ringraziamo i parlamentari, a partire dai presidenti delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato, Emila Grazia De Biasi e Affari sociali della Camera, Mario Marazziti – conclude Mangiacavalli - il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e tutti quelli che hanno consentito finalmente di sbloccare l’impasse in cui questa norma si trovava da anni.

Ringraziamo la senatrice Annalisa Silvestro, componente del Comitato centrale della Federazione, che non ha mai lasciato che questo cambiamento epocale potesse essere trascurato nelle aule in cui ci rappresenta.

Ringraziamo però anche gli infermieri e tutti i Collegi che hanno creduto nella possibilità di raggiungere questo traguardo e hanno affiancato e sostenuto la Federazione in ogni momento dell’iter della legge.

Gli oltre 447mila infermieri che operano in Italia dimostreranno ora ancora di più la loro professionalità e la loro capacità, come fanno ogni giorno nei luoghi di lavoro accanto agli assistiti, perché sia riconosciuto ovunque il valore della nostra professione che non deve mai smettere di crescere. E noi con lei”.

Ad agosto di quest'anno  la signora Simona Ranieri, dipendente Ausl perdeva la madre, assistita per vent'anni dalla Uo Nefrologia e Dialisi di Forlì, ora diretta dal dottor Giovanni Mosconi e inviava un ringraziamento ai colleghi , di cui riportiamo un breve brano:

"Prima della malattia di mia mamma, iniziata venti anni fa proprio quando sono stata assunta in questa Azienda, non conoscevo medici ed ospedali … anzi ne avevo paura…Sinceramente non so come abbia fatto a trovare la forza e il coraggio per venire in ospedale dove la mia mamma è stata ricoverata per tanti mesi, uscendo la sera di corsa dal lavoro …solo l’amore per una mamma malata che d’improvviso si trasforma in una figlia da lavare, vestire, imboccare, mettere in carrozzina può giustificare tutto questo…Penso però che questa forza e questo coraggio la debba un po’ anche a tutti voi!Perché ovunque sia stata assistita mia mamma dializzata, stomizzata, con una gamba amputata, un intervento TAVI al cuore, ho trovato tanta disponibilità umanità e professionalità e l’ospedale per me non è stato solo un luogo di cura ma è diventato pian piano una piccola grande famiglia dove si tocca con mano la fragilità della vita. E tante volte piangendo nei corridoi ho trovato qualcuno che mi ha donato un fazzoletto per asciugare le mie lacrime di sconforto o qualche collega che mi ha dato una pacca sulle spalle e ha condiviso in silenzio la mia sofferenza…"

Nel ringraziare, la signora chiedeva anche ai colleghi un aiuto nel reperire dei fondi  per acquistare del materiale destinato al reparto in cui era stata curata la madre.

"in memoria di mia mamma per i suoi “amici” dializzati e non, che ogni giorno lottano per sentirsi vivi, perché in fondo al cuore ho un sogno… vorrei che tutto il dolore e la sofferenza di mia mamma si trasformassero in un messaggio di speranza e in un aiuto concreto per tanti altri che si trovano nella sua stessa situazione e … se possiamo sognarlo, tutti insieme possiamo farlo…"

Dopo qualche mese, il sogno è diventato realtà.

Grazie al ricavato raccolto tra i dipendenti Ausl, la  signora Simona Ranieri è riuscita a donare un carrello per terapia e medicazione e sei televisori all'Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Forlì.

Ed ecco il nuovo ringraziamento:

 

"Cari colleghi,

sono sinceramente e profondamente commossa perché anche grazie al vostro contributo sono riuscita a donare alla UO Nefrologia e Dialisi di Forlì in memoria di mia mamma Franca ciò di cui avevano bisogno: un carrello per le medicazioni, 6 televisioni oltre a una donazione in denaro che spero possano rendere un po’ più sopportabile la vita in ospedale dei pazienti malati di reni.

Semplicemente GRAZIE e a tutti voi e alle vostre famiglie va l’augurio più sincero di un sereno Natale da parte mia, della mia famiglia e di un angelo speciale che da lassù ci sorride! Simona Ranieri"

 

 

 

(nella foto la signora Simona Ranieri e la madre Franca Fantuzzi)

L'obiettivo  è sviluppare filoni di ricerca, già avviati da Ausl Romagna Cultura con l'Università degli Studi di Bologna, nel settore medico e antropologico

 

 

Nell'ambito della convenzione tra Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Bologna-Campus di Ravenna e Ausl Romagna Cultura, lunedì 18 dicembre, alle 15:00, presso l'Unità Operativa di Anatomia Patologica dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, il dott. Luca Saragoni incontrerà studenti e docenti della Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell'Università di Bologna.

L'obiettivo è sviluppare filoni di ricerca, già avviati con l'Università degli Studi di Bologna nel settore medico e antropologico.Saranno presenti all'incontro, per l'Università di Bologna, la prof.ssa Susi Pelotti, docente ordinario di Medicina Legale (Università di Bologna) , la prof.ssa Mirella Bridelli, ricercatore in Fisica Applicata  a Beni Culturali, Ambientali, Biologia e Medicina (Università di Parma),  prof.ssa Donata Luiselli, docente associato di Antropologia del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (Università di Bologna). Coordinerà l'incontro il dott. Mirko Traversari del laboratorio di Antropologia e DNA antico del Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Bologna.

Le telecamere della trasmissione Presa Diretta, condotta da Riccardo Iacona e in onda su Rai 3, sono arrivate oggi alla Casa della Salute di Forlimpopoli e all' ospedale Morgagni -Pierantoni di Forli.
La troupe del noto programma, guidata dalla giornalista Sabrina Carreras, ha girato le riprese prima di tutto nei locali della Casa della Salute di Forlimpopoli, dove ha intervistato, oltre a diversi operatori medici e infermieristici, anche il dottor Antonio Brambilla, responsabile del Servizio Assistenza Territoriale della Regione Emilia Romagna (in foto) e il dottor Lucio Boattini, direttore del Distretto di Forli.
 
 

In Emilia-Romagna il percorso di realizzazione delle Case della Salute è stato avviato nel 2010, ed al mese di novembre 2017 sono attive 96 Case della Salute con una popolazione di riferimento superiore ai 2 milioni di abitanti. La Casa della Salute di Forlimpopoli garantisce la continuità assistenziale H24, attraverso i medici di famiglia (H12 giorni feriali) e i medici di continuità assistenziale (ex-guardia medica) (ore notturne dei giorni feriali, ore diurne e notturne dei giorni pre-festivi e festivi).

Il percorso di realizzazione della Casa della Salute è stato ufficialmente avviato nel 2012 ed a fine 2014 la Casa della Salute era organizzata nel modo odierno. 

Le riprese sono proseguite all' ospedale di Forli', per documentare i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, la chirurgia robotica, la distribuzione automatizzata dei pasti e dei farmaci.

Il servizio andra' in onda nei prossimi mesi su Rai 3 nella trasmissione Presa Diretta

 
 

Le due mostre sulla robotica, allestite nell'ospedale di Forli', oggetto del servizio in onda il 16 novembre, alle 19 e alle 20,30 su Teleromagna e scaricabile da qui https://www.teleromagna24.it/attualit%C3%A0/forli-chirurgia-robotica-allospedale-un-riferimento-per-lintera-regione-video/2017/11

Dopo il successo del Primo Congresso Nazionale - Chirurgia robotica: modelli organizzativi e sostenibilità", organizzato  in occasione dalla ricorrenza del decennale della chirurgia robotica forlivese, l 'ospedale Morgagni - Pierantoni di Forlì presenta due interessantissime mostre sulla robotica, allestite nell'atrio del Padiglione Morgagni e aperte al pubblico. 

La prima esposizione, che resterà visitabile fino al periodo natalizio, racconta, con immagini e testi, la storia dei primi dieci anni della robotica chirurgica a Forlì, illustrata con i volti di chi, in questo periodo, ha contribuito a fare dell'esperienza robotica forlivese un modello studiato anche da moltissime delegazioni straniere. Ricordiamo che il  robot Da Vinci forlivese viene utilizzato in tutte le discipline chirurgiche del nosocomio forlivese. La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì fece una prima donazione nel 2006  all’allora Ausl di Forlì, acquistando il sistema robotico Da Vinci IS 2000 e successivamente, nel 2012, acquisendo  il nuovo robot chirurgico Da Vinci IS 3000. Il secondo importante acquisto venne fatto per consentire, al nosocomio e ai suoi professionisti, di rimanere sempre all’avanguardia in quest’ambito di cura e di ricerca. Fortemente significativi  i dati di attività robotica registrati dall'ospedale di Forlì : 1606 interventi  suddivisi in  ben sette  discipline chirurgiche .

La seconda esposizione, tredici bellissimi pannelli di foto e testi, documenta invece la storia di tutta la robotica, dagli automi meccanici del terzo secolo avanti Cristo al robot Da Vinci di ultima generazione. La mostra resterà visibile al pubblico nell'atrio dell'ospedale fino al primo dicembre 2017.

Primo Congresso Nazionale

"Chirurgia Robotica: modelli organizzativi e sostenibilità"

Forlì, 10 - 11 Novembre 2017 

 

 

Sala M. Pieratelli, Padiglione Morgagni -Ospedale G.B. Morgagni - L. Pierantoni

Per festeggiare i primi dieci anni di robotica all'ospedale di Forlì verrà allestita anche una mostra fotografica

 Il titolo dell'iniziativa, "Primo Congresso Nazionale - Chirurgia robotica: modelli organizzativi e sostenibilità", che si terrà nell'ospedale Morgagni - Pierantoni di Forlì il 10 e 11 novembre,  trae origine dalla ricorrenza del decennale della chirurgia robotica a Forlì.  

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì fece una prima donazione, nel 2006, all’allora Ausl di Forlì, acquistando il sistema robotico Da Vinci IS 2000 e successivamente, nel 2012, acquisendoil nuovo robot chirurgico Da Vinci IS 3000. Il secondo importante acquisto venne fatto per consentire, al nosocomio e ai suoi professionisti, di rimanere sempre all’avanguardia in quest’ambito di cura e di ricerca. Fortemente significativi  i dati di attività robotica registrati dall'ospedale di Forlì e suddivisi in  ben sette  discipline chirurgiche:Periodo attività         Specialità                                             N° interventi        
2008-2017               O.R.L.                                                        503    
2008-2017              CHIRURGIA TORACICA                        127        
2010-2017              CHIRURGIA BARIATRICA                     89        
2007-2017              GEM                                                            459        
2011-2016              TOA                                                               48        
2013-2017             GINECOLOGIA                                            73        
2008-2017             UROLOGIA                                                307   

     
Totale           1606
 

"I congressi sulla chirurgia robotica hanno sempre avuto  un’impronta  prevalentemente chirurgica/tecnica. Manca pertanto, nel panorama congressuale, un momento di periodica riflessione sui temi della programmazione e dell’organizzazione dell’attività robotica. Lo scopo di questo convegno è proprio quello di poter dare, a chi inizia questa strada di alta tecnologia, non indicazioni assolute di preminenza di una modalità organizzativa sull’altra, ma gli strumenti per scegliere e valutare il momento ed il modo più adatto di utilizzo dell’attività robotica, in funzione della propria realtà. E’ importante rivalutare, fra medici e manager, che stanno vivendo in prima persona l’esperienza robotica, i punti critici di un’attività che non ha al momento analogie con l’esperienza quotidiana di programmazione ed organizzazione dell’attività di un’azienda sanitaria. L’iniziativa rappresenta un appuntamento unico nel suo genere e desidera fornire agli addetti ai lavori un periodico punto di incontro per un aggiornamento sulle problematiche organizzative, sulle modalità di valutazione e sulle proposte di miglioramento."  (la Segreteria Scientifica)

In occasione del decennale, durante il congresso, presso l'atrio  del Padiglione Morgagni, verrà inaugurata anche  la mostra fotografica "Storia del robot Da Vinci dal 2007 ad oggi a Forlì" che rappresenta  i team che hanno utilizzato, sviluppato e insegnato robotica in questi anni.

 
 
 
Nuova delegazione di medici stranieri oggi in ospedale a Forlì, ospite della Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, diretta dal professor Claudio Vicini.
 
Cinque chirurghi otorinolaringoiatri sono  arrivati dalla lontana Singapore nel nosocomio forlivese per apprendere, dal vivo,  le tecniche robotiche del trattamento dei disturbi respiratori del sonno e TORS  con l'utilizzo del robot "Da Vinci". Chirurghi ricercatori e docenti universitari, già molto conosciuti nel proprio Paese
Ci sono la dottoressa Sue Rene Soon, Ng Teng Fong  del General Hospital, Jurong Medical Center, Member of the National University Health System di Singapore, che si tratterà per tre mesi a Forlì e che è stata inviata direttamente dalla sua Università all'ospedale forlivese. Ci sono poi il dottor Lau Hung Tuan, Consultant Associate e chirurgo otorino presso l' Ospedale di Singapore e il dottor Thong Kim Thye Mark , Senior Consultant del Dipartimento di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale Universitario di Singapore, il dottor Ong Yew Kwang, Senior Consultant  e Assistant Professor presso la Yong Loo Lin School of Medicine di Singapore.  Infine il dottor Magherra Ranjit Gabriel chirurgo presso il  Ng Teng Fong General Hospital e Jurong Medical Center di Singapore e Senior Consultant ENT nel Jurong Health Campus. Il dottor Maghera ha una vasta esperienza internazionale nella chirurgia testa- collo e nella tiroide.
 
Per quanto riguarda l’Osas, l’incidenza, a Singapore è del 15-20%, e il percorso proposto al paziente è simile a quello forlivese, con valutazione clinica e polisonnografia, sleep-endoscopy in casi selezionati e opzione chirurgica per quanti non intendono ricorrere alla ventilazione meccanica (CPAP).
 

 

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