Pagnini Francesco

Pagnini Francesco

La demenza è una patologia in costante crescita nella popolazione generale ed è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer Disease International, una priorità mondiale di salute pubblica. Un tema dunque di forte attualità e su cui esperti, medici, famigliari dei pazienti e Associazioni, si confronteranno in un importante convegno, organizzato da Ausl Romagna, che si svolgerà per l’intera giornata di mercoledì prossimo, 24 ottobre, presso l’hotel Dante di Cervia (qui tutti i dettagli). “Azienda Usl della Romagna – Piano regionale demenze: stato dell’arte e prospettive”, il titolo dell’iniziativa, maturata ed organizzata nell’ambito degli eventi per la XXV Giornata mondiale dell’Alzheimer e Demenze, e durante la quale si farà il punto della situazione e si analizzeranno possibili scenari futuri.

In Emilia Romagna nel 2017 sono state quasi 25mila le persone visitate per la prima volta nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, 12.246 delle quali (in lieve calo rispetto alle 12.400 dell’anno precedente) hanno ricevuto una diagnosi di demenza, di cui l’Alzheimer costituisce la forma più frequente; circa 80mila le persone con demenza in regione.

Nel territorio dell’Azienda Usl della Romagna risultano essere presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni. Calcolando un'incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell'8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer.

Gli obiettivi del Servizio Sanitario Regionale richiedono alle Aziende USL di dare piena applicazione a quanto previsto dal Piano regionale Demenze e all’implementazione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Locali così come previsto dalle linee di indirizzo nazionali. In particolare le Ausl dovranno garantire un percorso di presa in carico integrata e corretta gestione dei disturbi psicologici e comportamentali associati alle demenze, spesso causa di precoce istituzionalizzazione e/o ospedalizzazione, favorendo l’utilizzo di tutte le risorse dell’assistenza territoriale sanitaria, socio-sanitaria e sociale (come i Medici Medicina Generale, Centri Disturbi Cognitivi e Demenza, Ospedali di Comunità, Nuclei temporanei demenze, Centri Diurni, Assistenza domiciliare, i Caffè Alzheimer, i Centri d’incontro, formazione e sostegno dei caregiver). Molto stretto e proficuo anche il rapporto di collaborazione e confronto con gli Enti Locali.

La Direzione dell’Azienda USL Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza all’interno del contesto aziendale al fine di dare piena attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Demenze.

I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) rappresentano una realtà consolidata nel territorio aziendale, con un’articolazione presso l’ambito di Rimini–Riccione, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo. I CDCD, costituiscono il nucleo organizzativo dove, personale medico, infermieristico, assistenti sociali e psicologhe in possesso di particolari competenze specialistiche, attraverso idonee modalità di valutazioni multidisciplinari e in una logica di team, definiscono il progetto terapeutico assistenziale in condivisione con la persona e i suoi familiari.       

Nella nostra A.USL, alla strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che consente di qualificare ulteriormente il percorso in favore della persona.

Di particolare rilievo risultano essere i molteplici interventi promossi dalle Associazioni di Volontariato del territorio romagnolo che hanno accolto favorevolmente l’esigenza aziendale di poter condividere un percorso di lavoro fortemente integrato al fine di valorizzare le esperienze presenti sui singoli territori ed estenderle su base aziendale. Il lavoro di rete e la capacità di costruire relazioni efficaci promuovono una maggiore capacità di risposta ai bisogni personalizzati dei singoli pazienti.

 

A seguito di procedura selettiva il dottor Stefano Landi è stato nominato direttore dell’Unità operativa di “Ortopedia e Traumatologia” dell’Ospedale di Rimini. Succede al dottor Giannicola Lucidi che ha raggiunto l’età pensionabile. Il professionista, che ha preso servizio il primo luglio scorso, è stato presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e il direttore medico dei presidi sanitari del Riminese, dottor Romeo Giannei.

Il dottor Landi si è laureato ed ha conseguito la specializzazione in Ortopedia, sempre col massimo dei voti e lode, e sempre all’Università di Bologna. Durante il servizio militare è stato ufficiale medico di complemento. Il professionista ha inoltre avuto esperienze professionali e formative negli Stati Uniti (Texas) e Australia (Melbourne).

Dopo due anni all’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, ha lavorato e ricoperto ruoli di coordinamento presso gli ospedali “Morgagni – Pierantoni” di Forlì (responsabile della traumatologia dell'anziano e del percorso ortogeriatrico, fondamentale per l’erogazione di servizi di qualità, in primis gli interventi sulle fratture degli anziani entro 48 ore dal trauma) e “Bufalini” di Cesena (come responsabile del modulo di Traumatologia, contribuendo a consolidare, insieme alle unità operative di Pronto Soccorso e Anestesia Rianimazione, il percorso del paziente politraumatizzato).

Il dottor Landi ha una casistica operatoria di oltre tremila interventi, di alto livello clinico e principalmente legati alla traumatologia, ma anche alle patologie in elezione e all’oncologia ortopedica di primo livello. Può annoverare numerose pubblicazioni a stampa e la partecipazione, in qualità di relatore a congressi scientifici in tutt’Italia e internazionali.

Il reparto di “Ortopedia e Traumatologia” dell’Ospedale “Infermi” conta 34 letti di degenza ordinaria più 1 di day hospital e tratta circa duemila pazienti anno di cui 1.800 con ricoveri la cui durata media è di 7,7 giorni (i giorni di degenza complessiva annua sono circa undicimila); l’attività di gran lunga prevalente è quella chirurgica e traumatologica. Oltre 1.500 gli interventi chirurgici annui, di cui la metà in urgenza. Si aggiungono comunque prestazioni ambulatoriali e visite per un totale complessivo di oltre cinquemila prestazioni annue per i pazienti del reparto, oltre trentamila per gli esterni e circa diecimila per il pronto soccorso ortopedico, “per un reparto molto spinto sulla traumatologia e l’intervento in urgenza - come evidenziato dal dottor Giannei – altro aspetto importante, l’attenzione dalla chirurgia ortopedica pediatrica anche perché Rimini è sede di un importante polo materno infantile”.

Nella sua introduzione il dottor Busetti ha evidenziato come “la nomina del dottor Landi, professionista giovane ma strutturato e solido, si inserisce nell’impegno complessivo della Direzione di svolgere selezioni per la copertura delle direzioni di struttura complessa: negli ultimi 30 mesi ne sono state effettuate, per tutta l’Ausl Romagna 50, cui se ne aggiungeranno altre 5 di qui a fine anno”.

“Al mio arrivo in questa realtà mi sono sentito molto ben accolto e i rapporti coi colleghi sono molto buoni – ha detto il dottor Landi -. Noi operiamo, oltre che a Rimini anche a Cattolica (in particolare per l’ortopedia sportiva) e a Novafeltria (per la chirurgia della mano). Naturalmente restano ottimi i rapporti coi colleghi di Cesena, dove lavoravo prima e coi quali collaboreremo sempre più strettamente per l’integrazione a favore del paziente. Il percorso ideale per il paziente grande politraumatizzato, ad esempio, è essere stabilizzato poi centralizzato a Cesena, ma nel momento in cui è possibile, per il prosieguo delle cure, anche ortopediche, essere riportato a Rimini per una presa in carico più agevole per lui e la sua famiglia e di alto livello”.      

E' il direttore dell'Urologia dell'Ospedale "Santa Maria delle Crosci", dottor Salvatore Voce, il nuovo presidente nazionale della Siu (Società Italiana di Urologia). E' stato eletto all'unanimità ieri a conclusione del novantunesimo Congresso della Società scientifica, svoltosi a Riccione.
Laureato nel 1980 a Bologna, poi una lunga carriera all’ospedale di Ravenna, fino alla direzione, dal 2012, della Struttura Complessa e, dal 2013, anche la cattedra di Urologia presso l’Università degli Studi di Catania, il dottor Voce resterà come di consueto in carica un anno, con un mandato preciso su tre progetti di lavoro: maggiore integrazione tra le varie associazioni di urologi presenti in Italia, cominciando ad esempio con la organizzazione di meeting comuni e la condivisione dei percorsi formativi dei giovani urologi nonché della stesura di linee guida; promuovere l’utilizzo di alcune nuove tecnologie che per costi, necessità di formazione adeguata ed integrazione ospedaliera sono localizzate solo in alcuni centri della penisola, valorizzare ancora di più il progetto di sensibilizzazione del benessere maschile “Pianeta Uomo”, con una attenzione particolare alle problematiche della sfera sessuale dei giovani.
“Spesso – ha detto il professionista – le società scientifiche si sono contrapposte, sia per la differente appartenenza lavorativa della maggioranza dei soci (università versus ospedalità pubblica e privata) sia per la mission principale, che fosse divulgazione scientifica, formazione, training e altro. Ad oggi è ben diffusa nel territorio nazionale una sempre crescente integrazione tra ospedalità pubblica (che sempre più rientra nella rete formativa delle scuole di specializzazione) ed università e ritengo quindi che questo debba essere il punto di partenza per una crescente collaborazione ed integrazione tra le varie società scientifiche urologiche, cominciando ad esempio con la organizzazione di meeting comuni e la condivisione dei percorsi formativi dei giovani urologi nonché della stesura di linee guida”.
Non poteva, ne doveva, mancare un cenno alle azioni di sensibilizzazione sulla popolazione. “Darò anche un segnale necessario di continuità con i miei predecessori, portando ancora avanti la promozione del progetto di sensibilizzazione del benessere maschile con il nome ‘Pianeta Uomo’. In quest’ottica vorrei dedicare una attenzione particolare alle problematiche della sfera sessuale dei giovani uomini che sono sempre più diffuse nei nostri ambulatori. Quindi attenzione al benessere maschile a tutte le età dall’adolescenza alla senilità. Mi auguro di riuscire a portare a termine tutti questi progetti ambiziosi perché ritengo veramente possano contribuire in maniera efficace al miglioramento della qualità del nostro lavoro e della nostra cura del paziente”.

La rete delle associazioni riminesi ha risposto in modo concreto alla richiesta del reparto di OtorinoLaringoiatria dell’Ospedale Infermi di Rimini: serviva una strumentazione all’avanguardia per diagnosticare o addirittura anticipare una malattia neoplastica  del cavo orale, ed ecco che in poco meno di un anno la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) Sezione di Rimini insieme allo IOR (istituto Oncologico Romagnolo), all’UIMdV (Unione Mutilati della Voce) di Rimini ed all’AOVAM (Associazione Oncologica e del Volontariato Valmarecchia) di Novafeltria e ad altri soggetti del volontariato, ha raccolto la cifra necessaria per l’acquisto del video-endoscopio con tecnologia NBI (per un valore di circa 60.000 euro).

L’apparecchio è stato consegnato al reparto e stamane si è svolta una cerimonia di inaugurazione alla presenza dei rappresentanti delle varie associazioni, nonché del dottor Valerio Fornasari (direttore del reparto) e del dottor Romeo Giannei, direttore medico dei presidi ospedalieri del Riminese.

Il progetto, il cui significativo nome è “Dare voce a Rimini….. con la NBI” è un esempio virtuoso di collaborazione tra associazioni del territorio, Ausl Romagna, medici ed infermieri del reparto, e soprattutto impegno di singoli cittadini ed aziende che hanno permesso di raggiungere questo importante risultato. 

Per quanto riguarda le caratteristiche specifiche dell’apparecchio, si tratta  di un Sistema Videoendoscopico VISERA ELITE II OLYMPUS.  E’ un rinolaringoscopio  flessibile,  integrato da un sistema di registrazione video, salvataggio foto,  ed è lo strumento clinico più accurato per il follow-up dei cancri laringei. Il suo uso  è già iniziato e solo a Rimini potranno essere circa 35.000 soggetti ad usufruirne.

Nota clinica

I tumori delle vie aero-digestive superiori (VADS) interessano i distretti cavo orale faringe ipofaringe laringe, strutture accomunate da prossimità anatomica, da un rivestimento epiteliale di tipo squamoso e dalla suscettibilità ad alcuni fattori di rischio, quali in particolare alcol, fumo ed esposizione a papilloma virus. Nella maggior parte dei casi si tratta di carcinomi squamocellulari (SCC) e la sede più frequentemente colpita è il laringe, particolarmente nei soggetti maschili.

Negli ultimi anni si è affermata a livello internazionale anche in ambito ORL una innovativa metodica video endoscopica che consente un notevole potenziamento nell’identificazione di tumori in fase iniziale e di sviluppo o addirittura di lesioni in fase pre-neoplastica. 

In particolare combinando luci di lunghezza d’onda diversa, l’endoscopia NBI (a banda Stretta di immagine) consente di evidenziare il reticolo vascolare a livello mucoso e sottomucoso identificando le lesioni sospette.  Infatti le cellule tumorali hanno maggior bisogno di nutrimento rispetto a quelle sane e quindi lo sviluppo di una rete di capillari aumentati in numero e disposti secondo pattern anomali rende sospette lesioni che alla sola analisi con luce bianca sarebbero potute sfuggire

Da parte del dottor Fornasari e del dottor Giannei, i sentiti ringraziamenti alle associazioni autrici della donazione. I vari referenti delle associazioni, e in particolare Fabrizio Miserocchi, direttore dello Ior, hanno sottolineato l’importanza di operare insieme per una comune causa ed espresso l’auspicio che, anche in futuro, si possa continuare a lavorare in questo senso.

È iniziata la stagione dei funghi e si ricorda che sono operativi gli Sportelli Micologici dell’A.USL Romagna nei Distretti di Ravenna-Lugo-Faenza, che rappresentano un’opportunità importante per evitare intossicazioni da funghi che possono essere in alcuni casi anche molto gravi. Ogni anno sono circa una decina le intossicazioni che si verificano nel territorio provinciale di Ravenna.

Attenzione al corretto riconoscimento dei funghi, buona conservazione e adeguata cottura sono le tre regole d’oro per un consumo sicuro. È bene raccogliere solo funghi freschi e di sicura commestibilità, non impregnati d’acqua, ne’ ammuffiti, invasi da parassiti, semicongelati, troppo vecchi, eccessivamente piccoli o comunque al di sotto delle dimensioni previste dai regolamenti. È comunque buona norma non far consumare funghi spontanei a bambini, persone anziane, donne in stato di gravidanza e a tutti coloro che soffrono di patologie allergiche, malattie di fegato, stomaco ed intestino.

E, soprattutto, si consiglia a chiunque esegua raccolte di funghi, specialmente se sporadiche, di far controllare gratuitamente quanto raccolto presso le 3 sedi del Dipartimento di Sanità Pubblica in cui operano micologi qualificati di cui si riportano i riferimenti.

Sede di Ravenna: CMP, Via Fiume Montone Abbandonato, 134 - Ravenna

Modalità di accesso

Nei mesi di ottobre e novembre e nel periodo da aprile a giugno le certificazioni sono rilasciate il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 9.00 alle 10.30 e su prenotazione telefonando al numero 0545/283055 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30. Nei restanti mesi le certificazioni sono rilasciate il lunedì dalle 9.00 alle 10.00 e negli altri giorni solo previo appuntamento con almeno 24 ore lavorative di anticipo, telefonando al numero 0545/283055 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30.

Per informazioni: tel. 0544/286698 - dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 11.00

Sede distrettuale di Faenza: Via Zaccagnini, 22 - Faenza

Modalità di accesso

Nei mesi di ottobre e novembre e nel periodo da aprile a giugno le certificazioni sono rilasciate il mercoledì dalle 11.30 alle 12.30 e su prenotazione telefonando al numero 0545/283055 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30. Nei restanti mesi le certificazioni sono rilasciate solo previo appuntamento con almeno 24 ore lavorative di anticipo, telefonando al numero 0545/283055 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30.

Per informazioni: tel. 0545/283055 - dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30

Sede distrettuale di Lugo: Via Vittorio Veneto, 8 - Bagnacavallo

Modalità di accesso

Nei mesi di ottobre e novembre e nel periodo da aprile a giugno le certificazioni sono rilasciate il lunedì dalle 11.30 alle 12.30 e su prenotazione telefonando al numero 0545/283055 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30. Nei restanti mesi le certificazioni sono rilasciate solo previo appuntamento con almeno 24 ore lavorative di anticipo, telefonando al numero 0545/283055 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30.

Per informazioni: tel. 0545/283055 - dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30.

Voli da brivido, ma assolutamente sicuri, per una buona causa. I piloti dell’associazione “27 Aerobatics” hanno infatti utilizzato il ricavato di alcune manifestazioni di volo acrobatico per l’acquisto di un’apparecchiatura donata all’Ospedale “Infermi” di Rimini, servizio di Oncoematologia Pediatrica. Si tratta di un laser utilizzato per curare le ulcere delle mucose del cavo orale, che spesso affliggono i piccoli pazienti sottoposti a chemioterapia. Nei giorni scorsi la consegna alla presenza di Paolo Sapignoli, in rappresentanza dell’associazione che ha donato, della direzione medica dell’Ospedale (dottori Gianfranco Cicchetti e Marzia Giovagnoli) del primario della Pediatria Gianluca Vergine e della responsabile del servizio Roberta Pericoli.

                                  

“Le terapie che effettuiamo per i nostri pazienti hanno anche alcuni effetti collaterali. Tra cui mucositi, che portano a lesioni nelle mucose del cavo orale – spiega la dottoressa Pericoli –; sono lesioni molto dolorose che rendono difficilissimo mangiare, tanto che è necessario il ricovero per la nutrizione parenterale”. Le lesioni possono durare fino a 10 giorni e colpiscono una trentina di bimbi l’anno. “Con questa apparecchiatura effettuiamo rivascolarizzazione dell’area colpita e nel giro di 1/2 giorni la ferita migliora fortemente e il bimbo riesce a tornare a mangiare, evitando il ricovero ospedaliero”.

“Ringrazio l’associazione per la determinazione che ha portato alla donazione – aggiunge il dottor Vergine – che è fondamentale per queste patologie. Auspico che sia l’inizio di una collaborazione”. Medesimo auspicio anche dalla direzione medica: “La vicinanza della società civile e del mondo del volontariato – dice il dottor Cicchetti – è molto importante per la nostra Azienda”.

“La nostra associazione raggruppa piloti di aereo di professione – racconta Sapignoli -. E nel  nostro tempo libero pratichiamo il volo acrobatico con aerei ad elica, realizzati tutti in fibra di carbonio, appositamente per questo tipo di manifestazioni. Sono assolutamente sicuri e trasportiamo anche passeggeri che, a fronte del pagamento di un biglietto, desiderano provare l’emozione del volo acrobatico. Ma nei nostri obiettivi è anche diffondere la passione per il volo ed occuparci di cause positive. Per questo motivo abbiamo deciso di devolvere il ricavato di alcuni trasporti svoltisi in agosto all’aeroporto di Fano, nonché alcuni fondi della nostra associazione, all’acquisto del laser. E’ nostra intenzione proseguire su questa strada e voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, tra cui in particolare l’Ufficio del Turismo del Comune di Rimini che ci ha dato una grossa mano nella promozione”.                                              

Il Sistema Sanitario Nazionale pubblico e universalistico è una importante conquista. L'Italia l'ha fatta 40 anni fa, e oggi va rafforzata. Per questo l'Azienda ha deciso di organizzare il convegno "1978 - 2018. I quarant'anni del Sistema Sanitario Nazionale verso un futuro in rete" che si terrà al Centro Congressi della Fiera di Cesena (zona Pievesestina - via Dismano, 3845) nel pomeriggio del 31 ottobre prossimo.

Sarà un'occasione per confrontarci, mostrare quanto di buono abbiamo fatto, ma anche guardare al futuro. Un'occasione da non perdere. E' prevista la partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e dell'Assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi. Condurrà i lavori Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.

Tutti i dettagli nell'allegato pieghevole.

Nel luglio 2017 l’Azienda USL aveva definito e sviluppato un progetto per incrementare la prevenzione ed i controlli sulla sicurezza e salubrità negli ambienti di lavoro nell’area portuale di Ravenna. Ora la collaborazione tra Ausl e Autorità Sistema Portuale di Ravenna, mirata alla sicurezza dei lavoratori, si è ulteriormente rafforzata. Il Servizio “Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro - PSAL” diretto dal dottor Giampiero Mancini (struttura che fa parte del Dipartimento di Sanità Pubblica diretto dalla dottoressa Raffaella Angelini), avrà infatti una propria sede all’interno dell’area portuale, in un edificio concesso in comodato gratuito dall’Autorità. Questa mattina ha avuto luogo la firma del relativo protocollo mentre domani si terrà un seminario sempre su progetti di miglioramento della sicurezza.

Procedendo con ordine. Nel 2017 è stato attuato, dall’Ausl Romagna, un apposito progetto di rilancio dell’attività di prevenzione dei rischi sul lavoro nel settore portuale: sono stati intensificati i controlli di oltre il 60 per cento, grazie anche all’assunzione di tre operatori ad hoc, ed è stato attivato un tavolo di confronto per fare il punto sulle misure di prevenzione nelle attività di carico-scarico autoveicoli da traghetti, coi vari soggetti in campo, tra cui in particolare Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, imprese.

 

Al fine di rafforzare ulteriormente la sinergia tra PSAL e Autorità di Sistema Portuale, e valutando che collocare una sede per gli operatori Ausl in prossimità delle attività lavorative portuali (come richiesto dalla stessa Ausl) sarebbe andato in quella direzione, l’Autorità ha deciso di mettere a disposizione dello Psal alcuni locali di proprietà demaniale situati al piano terra di una palazzina in piazzale Adriatico 11. I locali, presso i quali opereranno operatori che potranno svolgere così più celermente ed efficacemente attività di prevenzione, monitoraggio delle attività portuali ed anche controlli, vengono concessi in comodato gratuito salvo il pagamento delle utenze e dell’ordinaria manutenzione, come da apposito protocollo firmato oggi, alla presenza del presidente dell’Autorità Daniele Rossi, del direttore generale Ausl Marcello Tonini, del direttore del settore “Progettazione e Sviluppo Edilizio” dell’Ausl Enrico Sabatini e del dottor Mancini.

I positivi risultati già raggiunti attraverso la collaborazione tra le Istituzioni e le prospettive di ulteriori azioni e miglioramenti, saranno quindi illustrati nel seminario che si terrà nella mattinata di domani (martedì 2 ottobre) a partire dalle ore 8:30 nella Sala Conferenze dell’Autorità Sistema Portuale, via Antico Squero, 31, dal titolo “Miglioramento della sicurezza nella movimentazione di prodotti siderurgici di grandi dimensioni nel porto di Ravenna”.

Nel luglio 2017 l’Azienda USL aveva definito e sviluppato un progetto per incrementare la prevenzione ed i controlli sulla sicurezza e salubrità negli ambienti di lavoro nell’area portuale di Ravenna. Ora la collaborazione tra Ausl e Autorità Sistema Portuale di Ravenna, mirata alla sicurezza dei lavoratori, si è ulteriormente rafforzata. Il Servizio “Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro - PSAL” diretto dal dottor Giampiero Mancini (struttura che fa parte del Dipartimento di Sanità Pubblica diretto dalla dottoressa Raffaella Angelini), avrà infatti una propria sede all’interno dell’area portuale, in un edificio concesso in comodato gratuito dall’Autorità. Questa mattina ha avuto luogo la firma del relativo protocollo mentre domani si terrà un seminario sempre su progetti di miglioramento della sicurezza.

Procedendo con ordine. Nel 2017 è stato attuato, dall’Ausl Romagna, un apposito progetto di rilancio dell’attività di prevenzione dei rischi sul lavoro nel settore portuale: sono stati intensificati i controlli di oltre il 60 per cento, grazie anche all’assunzione di tre operatori ad hoc, ed è stato attivato un tavolo di confronto per fare il punto sulle misure di prevenzione nelle attività di carico-scarico autoveicoli da traghetti, coi vari soggetti in campo, tra cui in particolare Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, imprese.

 

Al fine di rafforzare ulteriormente la sinergia tra PSAL e Autorità di Sistema Portuale, e valutando che collocare una sede per gli operatori Ausl in prossimità delle attività lavorative portuali (come richiesto dalla stessa Ausl) sarebbe andato in quella direzione, l’Autorità ha deciso di mettere a disposizione dello Psal alcuni locali di proprietà demaniale situati al piano terra di una palazzina in piazzale Adriatico 11. I locali, presso i quali opereranno operatori che potranno svolgere così più celermente ed efficacemente attività di prevenzione, monitoraggio delle attività portuali ed anche controlli, vengono concessi in comodato gratuito salvo il pagamento delle utenze e dell’ordinaria manutenzione, come da apposito protocollo firmato oggi, alla presenza del presidente dell’Autorità Daniele Rossi, del direttore generale Ausl Marcello Tonini, del direttore del settore “Progettazione e Sviluppo Edilizio” dell’Ausl Enrico Sabatini e del dottor Mancini.

I positivi risultati già raggiunti attraverso la collaborazione tra le Istituzioni e le prospettive di ulteriori azioni e miglioramenti, saranno quindi illustrati nel seminario che si terrà nella mattinata di domani (martedì 2 ottobre) a partire dalle ore 8:30 nella Sala Conferenze dell’Autorità Sistema Portuale, via Antico Squero, 31, dal titolo “Miglioramento della sicurezza nella movimentazione di prodotti siderurgici di grandi dimensioni nel porto di Ravenna”.

 

Si è verificato nella serata di venerdì 28 settembre un intervento dell’Elisoccorso, nel territorio di Novafeltria, per soccorrere una donna colpita da gravi ustioni, e che richiedeva il ricovero in un Centro Grandi Ustionati.

I fatti. Nella serata di ieri, per accendere una stufa, una donna dell’età di 62 anni residente nella zona di Novafeltria, si è procurata ustioni di secondo e terzo grado al volto e al tronco. La paziente è stata subito trasportata all’Ospedale di Novafeltria, dove le sue condizioni sono state stabilizzate presso il locale Punto di Primo Intervento con la presenza dell’anestesista. Contestualmente era stato attivato il servizio di Elisoccorso che è giunto sul posto, atterrando presso il campo sportivo di Novafeltria, una delle 31 nuove piazzole di atterraggio notturno autorizzate dalla Regione nel marzo scorso, nel territorio dell’Ausl Romagna, e grazie alle quali il servizio di Elisoccorso può intervenire anche in notturna.

La paziente è stata dunque traportata dall’Elisoccorso all’Ospedale di Parma in quanto il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale di Cesena non aveva posti disponibili. La signora è attualmente ricoverata a Parma nel reparto di Rianimazione, e le sue condizioni sono gravi ma stazionarie.