Pagnini Francesco

Pagnini Francesco

Martedì, 21 Novembre 2017 11:38

Ospedali di Comunità: l'impegno della Regione

Ospedali di Comunità: la Regione ci investe, anche economicamente. Infatti, nell’ambito del PSR 2014-2020, Misura 7 – Tipo di operazione 7.4.01 “Strutture polifunzionali socio assistenziali per la popolazione" – AVVISO PUBBLICO REGIONALE ANNO 2016 - all’Azienda USL della Romagna è stato concesso un sostegno di € 500.000,00 di cui alla Determinazione Regione Emilia Romagna SERVIZIO TERRITORIALE AGRICOLTURA,CACCIA E PESCA RAVENNA n. 14536 del 18/09/2017 per la realizzazione di Ospedale di Comunità presso il Presidio Sanitario di Brisighella (RA). Qui tutti i dettagli dal punto di vista tecnico.

Il dottor Mauro Giovanardi, che a seguito di procedura di selezione pubblica è stato nominato, alcune settimane fa, direttore dell’unità operativa di “Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva” di Rimini dell’Ausl Romagna, si presenta ed illustra l’attività del reparto. Sessantunenne, sposato, due figli, il professionista era già in forze all’unità operativa, ed era facente funzioni dal pensionamento del precedente primario, il dottor Luigi Solmi, a fine 2015. Precedentemente il dottor Giovanardi aveva lavorato presso la casa di cura privata Villa Assunta di Rimini  e presso l’unità operativa di Pronto Soccorso Medicina d’Urgenza sempre dell’Ospedale di Rimini. Il professionista è stato tra l’altro parte attiva della progressiva trasformazione  di quello che nel 1995 era il Servizio di Endoscopia Digestiva in una vera e propria unità operativa, competente anche per gli ambulatori di Cattolica, Riccione, Santarcangelo e Novafeltria e, dal 2007, dotata di 6 posti letto. In questo lungo periodo ha tra l’altro contribuito, oltre a svolgere la propria attività professionale di endoscopista, all’attività organizzativa e di formazione dei colleghi medici e degli infermieri in forze al reparto, man mano sempre più strutturato.

E’ possibile stimare che, nel corso della sua carriera, il dottor Giovanardi abbia effettuato oltre 60.000 endoscopie, sia in emergenza sia programmate; è stato il primo, in Azienda, ad eseguire endoscopie pediatriche e ha successivamente formato i colleghi; è responsabile del programma di Screening del Colon Retto; si è inoltre occupato dell’attività clinico-assistenziale e dell’attività ambulatoriale e di consulenza specialistica.

Sul fronte formativo, si è laureato nel 1982 col massimo dei voti, nel 1988 ha conseguito la specializzazione in medicina interna e nel 1993 in gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Sul fronte scientifico ha collaborato alla pubblicazione di numerosi lavori scientifici e poster presentati a vari  convegni nazionali ed internazionali e si è occupato della stesura di numerose linee guida e percorsi diagnostico terapeutici aziendali. E’ stato inoltre docente in corsi di formazione aziendali e tutor del Corso regionale di formazione in Medicina generale. E’ il direttore del Notiziario dell’Ordine dei Medici di Rimini e ha ricoperto incarichi di consigliere regionale e di componente di commissioni nazionali in seno alla Sied (Società Italiana di Endoscopia Digestiva) oltre a essere membro di altre società scientifiche gastroenterologiche quali AIGO ( Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri) e GISCoR (Società Italiana per lo Studio del Colon Retto).

L’Unità Operativa di “Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva” dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, coi suoi 6 letti (più 1 per il day hospital), è il reparto di riferimento per la provincia e vi lavorano 9 medici e 17 tra infermieri e altri operatori addetti all’assistenza.

 

Complessivamente nel corso del 2016 le prestazioni erogate (tra visite e diagnostica strumentale) sono state oltre 20.400 (circa tremila in più rispetto all’anno precedente), più precisamente dettagliate come segue.

Oltre all’endoscopia diagnostica e operativa di primo livello, che viene praticata in tutti e cinque gli ospedali, all’”Infermi” si aggiungono l’endoscopia pediatrica e gli esami endoscopici a  più elevata complessità e/o che necessitano di assistenza anestesiologica: gastrostomie endoscopiche percutanee, polipectomie difficili, Ercp  (Colangiopancreatografia endoscopica, diagnostica e operativa sulle vie biliari), enteroscopie, studio del tenue con videocapsula, posizionamenti di stent, ecografie con contrasto, ecoendoscopie. Nell’ambito delle procedure sulle vie biliari l’unità operativa ha recentemente compiuto un ulteriore salto di qualità acquisendo l’innovativa metodica Spyglass, con cui si possono eseguire colangiopancreatoscopie, cioè vedere e compiere alcune manovre operative direttamente “dentro”  le vie bilio-pancreatiche.

Nell’ambito dell’attività ambulatoriale, oltre alla gestione specialistica delle patologie gastroenterologiche più “comuni” (4.400 visite nel 2016), l’unità operativa dispone di ambulatori dedicati: per le malattie rare, per le malattie infiammatorie croniche intestinali  (con oltre 900 pazienti in carico) ed ambulatorio epatogastroenterologico.

 

Viene inoltre assicurata la gestione delle urgenze endoscopiche  (in cui rientrano in particolare sanguinamenti digestivi, ingestione di corpi estranei, ingestioni di caustici) attraverso un servizio di pronta disponibilità che assicura copertura e risposta 24 ore su 24.

 

Infine l’attività di prevenzione, in particolare attraverso lo screening del tumore del colon- retto, uno dei tre grandi screening oncologici (assieme a mammella e utero) attivo dal 2005: solo nel 2016 sono stati effettuati 1.384 esami endoscopici nel corso dei quali sono stati asportati 347 adenomi avanzati, cioè polipi con alto potenziale degenerativo.

 

Si è svolto ieri, giovedì 16 novembre, all’hotel Cube di Ravenna, l’evento “Pediatria e Continuità Assistenziale: una serata per parlarne”, organizzato dall’Ausl insieme al Comitato delle Mamme costituitosi due anni fa per chiedere una maggiore presa in carico dei pazienti pediatrici, soprattutto quando il pediatra di famiglia non è presente: notte, fine settimana, festività. Sono quelli, infatti, i momenti in cui una famiglia può trovarsi più in difficoltà: non sempre è facile valutare serenamente la gravità dei sintomi di un bimbo piccolo e subentra il timore di  non star facendo tutto il necessario.

A questo fine, dopo aver attivato un dialogo con il Comitato, l’Ausl ha deciso di realizzare un percorso di formazione all’interno del servizio di Continuità Assistenziale (ancora noto come guardia medica) in modo che i medici di quel servizio, peraltro già abilitati a seguire i pazienti pediatrici così come quelli in età diverse, abbiano una capacità ancora maggiore di presa in carico dei bimbi ammalati. Non si tratta – è stato ribadito – di un nuovo servizio di “guardia medica pediatrica”, ma di un percorso di approfondimento dell’esistente Continuità assistenziale.

Percorso che le mamme hanno valutato positivamente, e i cui risultati sono stati esposti nella serata pubblica di ieri.

“Lo abbiamo fatto insieme questo percorso – ha detto Laura Fanelli in rappresentanza delle Mamme – è stato molto importante e anche molto interessante. L’Azienda ha dimostrato di capire le nostre esigenze, e anche noi abbiamo potuto renderci conto della complessità del mondo sanitario. Il nostro giudizio rispetto alla soluzione trovata è positivo: è stata fatta una bella cosa, e non rappresenta un punto di arrivo ma di ripartenza, poiché intendiamo continuare questo dialogo con l’Azienda per migliorare sempre i servizi erogati”.

Il dottor Giorgio Guerra, direttore sanitario dell’Ausl Romagna, ha a sua volta evidenziato che “l’opera di miglioramento dei servizi attraverso il confronto con la cittadinanza è un punto importante previsto nel nostro Atto Aziendale. La formazione dei colleghi di Continuità assistenziale che abbiamo attivato continuerà, nell’ottica di dare una risposta puntuale alle famiglie e anche di prevenire accessi inutili in ospedale”.

Un po’ di storia e di dati.

Come illustrato dal dottor Pierdomenico Lonzi (Responsabile Formazione e Medicina convenzionata dell’Ausl) i servizi di presa in carico pediatrica in orario notturno e festivo erano molto differenziati tra territori, prima dell’Ausl Romagna. Non dimenticando mai che un medico di Continuità assistenziale è già in grado e preparato per prendersi cura dei pazienti di ogni fascia d’età, bambini compresi, la scelta aziendale è stata quella di formare ulteriormente, gradualmente, tutti e 200 i medici di Continuità Assistenziale della Romagna (150 con contratti a tempo indeterminato e una cinquantina con contratti a tempo determinato). Sono dunque stati attivati due corsi, nell’aprile 2016 e nel settembre successivo, con i quali sono stati formati circa la metà dei medici. E nei prossimi mesi sono già stati programmati corsi per proseguire con la formazione, che è da considerarsi permanente, e completare così il quadro.

Si tratta di 14 ore teoriche e di altre 36 ore pratiche, effettuate all’interno di reparti di Pediatria. Tale formazione ha anche portato a redigere, da parte del dottor Daniele Morini e dei suoi colleghi di Continuità Assistenziale, un “Quaderno”: vero e proprio manuale che sarà consegnato a tutti i professionisti di Continuità assistenziale e ai nuovi assunti e incaricati.

Come funziona il servizio.

Come noto in orario notturno (dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni) e in orario prefestivo e festivo (dalle ore 20 del venerdì alle ore del lunedì) è attivo il servizio di Continuità Assistenziale che si attiva telefonicamente. I medici – ha ribadito con molta chiarezza il dottor Morini - effettuano una presa in carico che può consistere:

  • nel rilascio di consigli telefonici al paziente,
  • in una visita, da effettuarsi presso gli appositi ambulatori di Continuità Assistenziale situati sul territorio o, quando ne sussistono i reali presupposti clinici, a domicilio,
  • nell’invio del paziente (se trasportabile) al Pronto Soccorso o nell’attivazione del 118.

Per i pazienti pediatrici tale servizio non cambia, ma – come evidenziato nel corso della serata anche con alcuni video di telefonate simulate realizzati grazie all’ausilio del dottor Morini e delle Mamme del Comitato – il medico, formato, è particolarmente attento nell’intervista telefonica alla mamma, nella raccolta dei sintomi e nel follow up telefonico attraverso telefonate di controllo nelle ore successive.

Questo il percorso attivato che, ha evidenziato il dottor Federico Marchetti (Dipartimento materno infantile e Referente scientifico della formazione pediatrica alla Continuità assistenziale) “è all’avanguardia ed è tutt’altro facile da trovare in altre parti d’Italia” e che “è stato contraddistinto da grande collaborazione tra i medici di Continuità assistenziale i Distretti e noi ospedalieri. E anche perché può dare una risposta importante alle famiglie, in modo che serenamente sappiano se proseguire con le terapie che stanno intraprendendo o piuttosto rivolgersi alla struttura più adatta in quel momento per il loro bambino”.

Maggior confort e sistemi “testaletto” all’avanguardia nel reparto di Medicina e Lungodegenza dell’Ospedale di Santarcangelo. Sono infatti partiti in questi giorni lavori di radicale ristrutturazione del reparto, per un valore di 320mila euro, il cui primo stralcio si concluderà a ridosso delle Festività Natalizie.

I lavori contemplano la completa innovazione dell’impiantistica di sicurezza (antincendio, impianto elettrico, rilevazione fumi, sistemi di erogazione dei gas medicali, attivazione infermieristica) al fine di innalzare sempre di più il livello di sicurezza e confort per i pazienti ricoverati, specialmente in condizioni più critiche, e per i loro famigliari.

Lavori, coordinati dall’unità operativa “Attività tecniche” di Rimini dell’Ausl (direttore architetto Enrico Sabatini) in collaborazione con la Direzione medica ospedaliera (dottor Romeo Giannei) che, per stralci, riguarderanno tutti i 27 locali (15 stanze di degenza più aree di servizio) che compongono il reparto, diretto dal dottor Giorgio Ioli, per una superficie complessiva di 900 metri quadrati e 28 posti letto.

In particolare le stanze di degenza saranno dotate di innovativi “sistemi testaletto”, con i dispositivi di controllo e sicurezza dei gas medicali, di attivazione degli infermieri e movimentazione dei letti, all’avanguardia e pensati per andare incontro ad ogni esigenza dei degenti.                                               

Pomeriggio di studio ad altissimo livello, oggi (giovedì 16 novembre), al Museo della Città di Rimini (Sala del Giudizio, via L.Tonini 1). Nell'ambito della Giornata Mondiale del Tumore al Pancreas, verrà infatti trasmessa alle ore 15 la diretta dal Policlinico Sant'Orsola - Malpighi di Bologna una serie di relazioni che saranno integrate da quelle legate ai dati dell'Ausl Romagna su questa patologia, seguite dalla presentazione dell'associazione dei famigliari dei pazienti e da alcune testimonianze riminesi. Tutti i dettagli nella locandina.

Un’efficace presa in carico del paziente pediatrico a livello territoriale, anche e soprattutto nei fine settimana e in generale quando il pediatra di famiglia non è in servizio, è molto importante.

Per questo motivo l’Azienda ha effettuato una formazione specifica su questi aspetti al personale di Continuità Assistenzia. Per giovedì 16 novembre è stata organizzata una serata allo scopo di far conoscere al meglio

il funzionamento dei Servizi al fine di facilitare e rendere più efficace l’accesso per i cittadini.

La serata, inizio alle ore 20:30, si svolgerà all'hotel Cube di Ravenna con rappresentanti del Comitato delle Mamme, il direttore sanitario aziendale dottor Giorgio Guerra, il dottor Federico Marchetti (Dipartimento Materno Infantile di Ravenna), il dottor Daniele Morini (continuità assistenziale), il dottor Pierdomenico Lonzi (Formazione Ausl).

La serata è ad accesso libero e la cittadinanza invitata.

Tutti i dettagli nell'allegata locandina

“Smettere di fumare ...in gruppo è meglio!”. E’ questo il titolo di un progetto, elaborato da varie strutture aziendali, per aiutare gli utenti a smettere di fumare. Promotore è il Centro Alcol Fumo di Rimini dell’Ausl Romagna (coordinatrice la dottoressa Caterina Staccioli), che utilizza il presidio delle Case della Salute per “andare incontro” ai cittadini. Tanto che il primo dei percorsi, mirati ai pazienti già in carico alla casa della salute per patologie, ma anche a tutti coloro che sono interessati a dire addio alla sigaretta, è partito presso la Casa della Salute di Morciano, in via Arno.

Già nel 2016 presso la Casa della salute di Bellaria,  grazie alla collaborazione degli operatori di Cure Primarie, era stato attivato un percorso di disassuefazione tabagica. I medici delle cure primarie già seguivano vari pazienti dal punto di vista della prevenzione cardiovascolare. Alcuni di questi pazienti erano fumatori, e così è nata l’idea di collaborare col Centro Alcol Fumo per aiutarli a smettere. E’ stato così possibile prendere in carico cittadini  ai quali era stata prescritta l'abolizione del fumo, ma che per le difficoltà ad interrompere questa dipendenza non c' erano riusciti da soli.

Tornando a Morciano, il reclutamento dei soggetti che parteciperanno al Gruppo per la disassuefazione tabagica del 30 ottobre è stato avviato ad aprile del 2017 con un incontro tra operatori del Centro Alcol Fumo,  operatori del progetto di prevenzione del rischio cardiovascolare presso la Casa della Salute di Morciano ed i medici di medicina generale sempre di Morciano.

In tale sede è stato illustrato il progetto e concordate le modalità di avvio. E' stata definita la presenza di un educatore professionale del Centro Dipendenze Alcol-fumo  per i primi colloqui di accoglienza e raccolta dei dati personali, delle persone interessate a frequentare il corso per smettere di fumare ed individuate le modalità di prosecuzione del percorso.

La conduzione del gruppo  sarà  a cura  dotttoressa Silvia Cicchetti, psicologa, che ha partecipato alla formazione secondo le linee guida per la  conduzione dei gruppi di  pazienti tabagisti presso la Lega Tumori di Milano,  e che sarà coadiuvata dagli operatori  specialisti in questo settore e che già dal 2002 operano all'interno del Centro Dipendenze Alcol -fumo di questa Azienda.

Il percorso, gratuito, è comunque aperto anche a persone non già in carico alla Casa della Salute. Per accedere o per avere qualsiasi informazione è possibile fare riferimento ai medici della Casa della Salute di Morciano, o telefonare direttamente al Centro al numero 0541-653126 . Le date restanti di questo primo percorso sono le seguenti: lunedì 6 novembre; giovedì 9 novembre; lunedi 13 novembre; giovedì 16 novembre; giovedì 23 novembre; giovedì 30 novembre; giovedì 3 dicembre. Tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 21,00 per la durata di circa 1 ora e mezza.

I famigliari del signor Luciano Pari ci tengono a ringraziare l'Ospedale di Rimini, e in particolare il reparto di Medicina Interna I, per le cure prestate al loro congiunto. E lo fanno tramite una lettera aperta, riportata di seguito.

"Quando si cerca un’alta professionalità sanitaria non bisogna andare molto distante, in chissà quale regione o in quale ospedale, noi l’abbiamo trovata presso il Dipartimento Internistico-  Medicina Interna e Reumatologia  dell’Ospedale Infermi di Rimini, avente come Direttore di struttura complessa il dr. Ballardini Giorgio.

Professionalità, cortesia, disponibilità , ottimo lavoro di equipe anche infrastrutturale con altri Dipartimenti (nel nostro caso Radiologia Vascolare  e Gastroenterologia Digestiva),  è quello che emerge tutti i giorni da tutte le figure sanitarie coinvolte, dagli oss ai medici.

Un grazie va a tutti coloro  che ci hanno seguito nel nostro percorso sia di paziente che di familiare, un percorso che non sempre è stato facile, fatto spesso di scelte difficili, ma sempre accompagnato da seri professionisti che ci hanno permesso di arrivare ai risultati ottenuti.

Siamo consapevoli che il percorso non si sia  ancora concluso del tutto, che rimarranno ancora dei passi da intraprendere, ma siamo sereni perché sappiamo di avere,  anche in futuro, queste splendide persone accanto che ci seguiranno .

Il Direttore Generale di questa grande e complessa macchina sanitaria che è l ‘AUSL Romagna, deve essere orgoglioso, di questi seri e competenti professionisti , che ogni giorno cercano di mettere a disposizione di tutti i pazienti  cortesia, competenza, chiarezza informativa, ma sopratutto cercano di infondere sicurezza, anche nei momenti più difficili,  per continuare il percorso intrapreso.

UN GRAZIE DI CUORE"

Milvia di Mario e Renzo Pari

Mercoledì, 25 Ottobre 2017 13:46

Venerdì sciopero di alcune sigle sindacali

Si informa che in data di venerdì 27 ottobre avrà luogo uno dello sciopero di tutti i settori pubblici e privati per l'intera giornata indetto dalle sigle sindacali CUB, SGB, SI COBAS, USI – AIT e SLAI COBAS.

Nella giornata di venerdì saranno assicurati i servizi pubblici essenziali, nel rispetto della vigente normativa, attraverso l’individuazione dei contingenti minimi di personale a garanzia delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, equivalenti ai servizi minimi assicurati normalmente nei giorni festivi.

L’Azienda USL della Romagna ha posto fra gli obiettivi primari del sistema di gestione della mobilità aziendale, la predisposizione di convenzioni per il governo del piano degli spostamenti casa–lavoro, promuovendo le azioni finalizzate ad incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici da parte dei dipendenti.

In quest’ottica è stata firmata stamane, da parte del direttore generale di Start Romagna Spa Luciano Marchiori e del direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, una convenzione che rappresenta un importante punto di partenza per un progetto più ampio che sostenga, quanto più possibile, le politiche di mobilità del trasporto pubblico locale.

Tale convenzione prevede l’emissione di abbonamenti annuali a prezzi agevolati per il personale aziendale, attraverso uno sconto del 5% praticato da Start Romagna e una compartecipazione di spesa da parte dell’Ausl. L’impegno economico assunto dall’Azienda - a sostegno della razionalizzazione e riorganizzazione degli spostamenti quotidiani del personale dipendente da e verso le sedi di lavoro - prevede una compartecipazione aziendale del 25% del valore facciale degli abbonamenti annuali emessi. La convenzione rappresenta un tassello importante nell’attiva partecipazione di questa Azienda in tema di mobilità sostenibile nelle aree urbane ed al fine di favorire il trasporto collettivo nella mobilità casa-lavoro e di ridurre il tasso di inquinamento ambientale. Tassello che si aggiunge alle politiche di car pooling per gli spostamenti interni del personale con mezzi di servizio e di risparmio energetico più in generale.

Il personale aziendale interessato avrà tempo fino al 30 novembre per chiedere l’agevolazione, e rispetto alle domande sarà stilata una graduatoria che terrà conto della situazione lavorativa e dell’Isee dei richiedenti.

Per Start Romagna la sottoscrizione di questa Convenzione rappresenta una ulteriore conferma del forte ruolo del servizio di trasporto pubblico nel territorio della Romagna a servizio dei cittadini, degli Enti ma anche delle realtà produttive e di servizio, ed auspica che questo modello virtuoso possa essere di esempio per altre realtà romagnole.

“Spero che questa sia solo la prima di tante convenzioni stipulate da noi con aziende – ribadisce il direttore di Start Romagna Marchiori – per l’incentivo all’uso del mezzo pubblico. E per noi questo rappresenta un ulteriore stimolo a mettere in campo servizi di trasporto e mezzi sempre più efficaci. Il futuro della mobilità sostenibile romagnola va in questa direzione”.

“Questo accordo – ha aggiungo il direttore generale dell’Ausl Tonini – va nella direzione di una sempre maggiore integrazione tra i soggetti istituzionali romagnoli, e rappresenta inoltre un’attenzione nei confronti dei nostri operatori”.

 

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