Costanza Senni

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Negli ospedali di Cesena e Faenza è stato avviato il servizio di teleriabilitazione logopedica che consente ai logopedisti di rimanere in ospedale e curare al domicilio i pazienti che necessitano di sottoporsi a un ciclo riabilitativo di educazione e riabilitazione della voce.
Le sedute a distanza si svolgono sia individualmente che in gruppo, secondo un calendario concordato, attraverso l’utilizzo di una piattaforma di videoconferenze.
Nata dall’esigenza di garantire la continuità della terapia logodepica in questo particolare momento, questa nuova modalità terapeutica a distanza continuerà ad essere utilizzata anche superata l’emergenza, diventando un valido supporto alla riabilitazione tradizionale.
“Questa nuova modalità di riabilitazione della voce a distanza – spiegano il dottor Massimo Magnani direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Bufalini di Cesena e il dottor Pier Carlo Frasconi responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatra dell’ospedale degli Infermi di Faenza – riuscirà anche a sopperire alle difficoltà dei pazienti che non riescono a rivolgersi al Servizio di logopedia, spesso per l’impossibilità di assentarsi dal posto di lavoro per il tempo necessario al trattamento. Anche quando l’attuale fase di rischio infettivo sarà superata, coloro che necessiteranno della logopedia saranno facilitati nel coordinare i propri impegni personali con la cura della propria persona”.
“Presupposto fondamentale – sottolineano i professionsiti - resta comunque una corretta diagnosi laringologica, per cui il paziente deve aver effettuato preventivamente una visita specialistica foniatrica o una visita specialistica otorinolaringoiatrica”.

L’associazione ASTRA ,che si occupa di promuovere sul territorio attività di assistenza sociosanitaria nel settore anestesiologico e rianimatorio, ha donato un ecografo portatile in 3D per la colonna vertebrale e relativo posizionatore posturale all’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena .
L’ecografo permetterà di effettuare una sorta di test a ultrasuoni indicando la direzione dell'ago e la profondità ottimale oltre la quale non spingersi praticando l'epidurale. Grazie al dispositivo sarà così possibile effettuare un'ecografia alla colonna vertebrale e riconoscere le strutture anatomiche.
“L’Ecografo portatile in 3D per la colonna vertebrale, afferma il dott.Vanni Agnoletti – direttore della U.O. di Anestesia e Rianimazione di Cesena- ci aiuterà a migliorare la gestione dell’anestesia loco regionale”.
“Come Presidente della associazione Astra e medico della U.O. di Anestesia e Rianimazione di Cesena - afferma la dottoressa Costanza Martino - ringrazio tutti coloro che hanno aiutato la associazione a raccogliere fondi , tanto più in questa emergenza coronavirus, e in particolare il Panathlon Club di Cesena che ha espressamente effettuato una donazione per l’obiettivo dell’acquisto dell’ecografo portatile”.
L’Azienda USL Romagna ringrazia pubblicamente l’Associazione Astra, per la generosa donazione, che con questa ulteriore donazione conferma il sostegno da sempre assicurato alle attività sanitarie del territorio, consentendo di migliorare ulteriormente la qualità dell'assistenza e la cura dei pazienti .

 

 

L'unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini presenta il video ‘Nascere a Cesena’ ai tempi del COVID-19. E’ dedicato a tutte le donne in gravidanza che desiderano ricevere informazioni utili sul punto nascita di Cesena.

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Nei prossimi giorni partiranno anche i corsi di accompagnamento alla nascita on line tenuti dalle ostetriche del punto nascita dell’ospedale Bufalini. Le donne interessate possono prenotare al numero 0547352809 dalle 13 alle 15. Il corso prevede 4 incontri a tema ed è gratuito.

I servizi a distanza attivati dal reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini e dal Consultorio Familiare e Pediatria di Comunità per supportare in questo periodo di emergenza le neomamme e la presentazione con relativo audio sulla partoanalgesia dedicata alle donne che verranno a partorire all'Ospedale Bufalini di Cesena, realizzata dall’unità operativa di Anestesia e Rianimazione a scopo divulgativo a seguito della sospensione temporanea degli incontri mensili causa emergenza Coronavirus.
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A causa dell’emergenza COVID-19 anche gli incontri settimanali informativi di diagnosi prenatale sono sospesi. Per dare a tutte le gestanti afferenti al punto nascita di Cesena, una adeguata informazione necessaria per una scelta consapevole, il dott. Mauro Tintoni, medico del servizio di Medicina Prenatale dell'UO di Ostetricia e Ginecologia di Cesena, spiega il significato delle anomalie cromosomiche e le metodiche di screening e di diagnosi
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“A nome mio e di tutta la Direzione Infermieristica e Tecnica di Cesena desidero ringraziare tutti coloro che in queste giornate particolarmente difficili hanno voluto far giungere a tutti gli operatori sanitari dell’Ospedale “M. Bufalini” di Cesena, impegnati a sostegno e supporto dei pazienti colpiti da Covid-19, numerose manifestazioni di vicinanza e solidarietà, con l’augurio che questa situazione di emergenza senza precedenti possa presto essere superata”. Questo il messaggio di riconoscenza che la dottoressa Paola Ceccarelli, Dirigente Professioni Sanitarie di Direzione Infermieristica e Tecnica di Cesena - Ausl Romagna a nome di tutti gli infermieri rivolge alle tante persone e realtà del territorio che hanno partecipato alla catena di solidarietà attraverso donazioni di bene e alimenti. In particolare si ringraziano: Gruppo AMADORI – Cesena, MANUZZI s.r.l. Cesena, ZOFFOLI BANANE s.r.l. Cesena, ASSOCIAZIONE CALCIO CESENA, PLT Energia – Cesena, CURRA’ GIORGIO, FORMULA SERVIZI soc. coop., MATTEO LAZZARINI, Panificio “LA BUCA”Cesena, ARTEXPLORA Cesena , Gruppo MAXICART Cesena, Gruppo MAXICART Cesena, A.D.M.O. Associazione Donatori Midollo Osseo Forlì-Cesena, DOLCIARIA “LUIGIA” Bellaria (RN), PUNTOTEL s.r.l. Cesena, IPERCOOP LUNGOSAVIO Cesena, LA CESENATE Conserve Alimentari S.p.A Cesena.

L'Azienda si unisce ai ringraziamenti degli operatori sanitari, aggiunge Elisabetta Montesi, responsabile del Fund raising, precisando che " Si tratta di donatori che anche in questa drammatica contingenza consolidano una presenza già storica a sostegno dell'Ospedale Bufalini, confermando una sensibilità e una filantropia tipica di chi facendo impresa, ha ben presente l'importanza di fare massa critica a favore della comunità, in momenti difficili".

La fragilità delle persone affette da patologie oncologiche da un lato, molte delle quali soggette a immunodepressione quindi più predisposte ad essere colpite da infezioni e, dall’altro, il pericolo di contrarre il virus da parte del personale sanitario a causa della continua esposizione, hanno spinto l’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS a promuovere, in collaborazione con altri importanti centri regionali, uno studio per definire ulteriori strumenti utili per la sorveglianza, la diagnosi e il controllo della patologia da Covid-19 nei soggetti più a rischio. Attraverso la ricerca denominata CORSA, si mirerà a studiare più approfonditamente le modalità di diagnosi del virus, fondamentali per contrastarne la diffusione, valutando il corretto impiego dei test molecolari e sierologici rapidi nei soggetti ad alto rischio.

CORSA si pone come obiettivo primario l’indagine epidemiologica della diffusione dell’infezione nella popolazione asintomatica; a questo scopo saranno complessivamente coinvolte, tramite colloquio medico e rilascio del consenso informato, circa 500 persone tra operatori sanitari IRST senza alcun sintomo ascrivibile all’infezione da SARS CoV-2, nota come sindrome Covid-19, e 50 pazienti oncologici in trattamento presso l’Istituto candidati a terapie immunosoppressive o a trapianto di midollo. La componente clinica onco-ematologica dell’Istituto in sinergia con la Direzione scientifica ha, infatti, evidenziato come siano maggiormente esposti a rischio infezione proprio queste categorie di pazienti oncologici, individuando in loro i candidati più idonei allo studio.

“La dinamicità e la capacità di declinare le proprie attività di ricerca sulle esigenze, anche improvvise, che la medicina deve affrontare, sono qualità da cui non può prescindere un Istituto che ha come mission la ricerca scientifica qual è l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) Irccs – spiega il Prof. Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico IRST IRCCS -. Per questo motivo, mentre tutti gli studiosi del mondo sono al lavoro per profilare e combattere un nuovo nemico tanto pericoloso quanto sconosciuto come SARS-CoV-2 e la patologia da esso provocata (nota come Covid-19), anche IRST si unisce alla ricerca avviando uno studio per conoscere più approfonditamente il virus, mettendo in campo gli strumenti e le professionalità in essere.”

Condotto sotto la supervisione del Direttore Scientifico IRST IRCCS, Prof. Giovanni Martinelli e il supporto del Centro di Risorse Biologiche (CRB) di cui è referente la dr.ssa Valentina Ancarani, della Direzione Infermieristica e Tecnica diretta dalla dr.ssa Sandra Montalti e dell’Unità di Biostatistica IRST diretta dalla dr.ssa Oriana Nanni, lo studio si svilupperà in collaborazione con il Prof. Vittorio Sambri, Professore di Microbiologia – DIMES Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio Unico di Pievesestina AUSL Romagna, il Prof. Pierluigi Viale, Professore ordinario di Malattie Infettive – Direttore del DIMEC Università di Bologna e dell’Unità di Malattie Infettive del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e il Dr. Edoardo Carretto, Direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia dell'Arcispedale IRCCS Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Le metodologie di indagine comprenderanno un semplice prelievo di sangue per la valutazione della risposta degli anticorpi verso SARS CoV-2 e l’esecuzione del test in RT-PCR su tampone rino-faringeo per valutare la presenza del virus; durante tutto il periodo dello studio, che durerà circa 6 mesi, i partecipanti verranno monitorati con cadenze stabilite per la rilevazione dei dati circa l’eventuale comparsa di sintomatologia compatibile con la malattia COVID-19, il decorso clinico e l’eventuale diagnosi confermata di presenza del virus SARS CoV-2.

Il prelievo di sangue sarà effettuato da personale IRST per determinare in circa 15 minuti, grazie all’impiego di test rapidi, la presenza di anticorpi che sveleranno ai ricercatori l’eventuale infezione da SARS CoV-2 in corso oppure la pregressa positività e il suo superamento. I risultati saranno poi confrontati con i dati virologici ottenuti su tamponi naso-faringei valutati dall’Unità Operativa di Microbiologia dell’AUSL Romagna diretta dal Prof. Vittorio Sambri. Inoltre il materiale raccolto potrà essere utile per identificare fattori genetici correlati all’infezione.

Questo studio è coerente e si integra con le indicazioni della Regione Emilia Romagna che prevedono l’effettuazione di indagini di laboratorio su tutti gli operatori sanitari in quanto maggiormente esposti al possibile contagio da SARS CoV-2 e che, contestualmente, potrebbero però non presentare sintomi: tale indagine viene condotta al fine di monitorare maggiormente e, conseguentemente, di migliorare la strategia per contenere la diffusione del virus.

Donare tablet all’Hospice e alla Casa di riposo di Savignano sul Rubicone. È l’obiettivo dell’iniziativa di solidarietà “Diamoci una mano – Una chiamata per tutti” promossa da un gruppo di amici di Savignano sul Rubicone supportato dal club di tifosi del Cesena Fc “Ki Birichin” e dall’associazione culturale “Ombu” di Savignano sul Rubicone con il patrocinio del Comune di Savignano sul Rubicone e dell’Ausl Romagna.
La proposta è quella di raccogliere fondi, grazie al contributo dei cittadini di Savignano sul Rubicone, da destinare alle strutture sanitarie e sociosanitarie che in questo particolare momento di emergenza continuano a garantire un servizio prezioso e indispensabile alla comunità locale: la Casa per anziani di via Fratelli Rosselli e i reparti della Casa della Salute del Rubicone (Santa Colomba) a Savignano, Hospice cure palliative e Ospedale di comunità.
Per realizzare il progetto è nata una collaborazione tra i promotori e Elettrogamma, rivendita di materiali elettronici e informatici i cui titolari si sono offerti di anticipare l’acquisto di tablet a prezzo di costo. I dispositivi saranno consegnati alle strutture per favorire le videochiamate fra gli ospiti, i pazienti e i loro familiari, oltre a permettere ai medici di comunicare con i pazienti seguiti a domicilio per le cure palliative. Hanno dato la loro disponibilità anche le Farmacie e le Parafarmacie presenti sul territorio comunale, presso le quali dal 14 aprile si potranno trovare gli appositi contenitori per la raccolta delle offerte che i cittadini vorranno effettuare.
“Pensiamo che dandoci da fare – afferma la portavoce dei promotori Romina Bertani – si possa rinsaldare il senso di comunità e la sensibilità di tutti i cittadini. Anche se costretti a stare a casa, possiamo ugualmente dare una mano aiutando chi in questo difficile momento è più fragile e chi è in prima linea. Il cuore non va in quarantena, ma continua ad amare anche a distanza. I sogni non si infettano!”.
“Il progetto entrerà a far parte delle iniziative di solidarietà che hanno visto in questi giorni l’Ausl Romagna diventare recettore della generosità dei romagnoli – afferma Francesca Righi, direttore del Distretto Sanitario del Rubicone -. I fondi verranno specificatamente devoluti alle necessità dei servizi in essere presso la Casa della Salute del Rubicone (Santa Colomba) a Savignano, che rappresenta per l’Ausl Romagna un prezioso avamposto sul territorio e il punto di riferimento per le comunità del Rubicone”.
“Vedersi, parlarsi, ‘abbracciarsi’ stando lontani. In queste settimane abbiamo cercato ogni strada per colmare la distanza fisica nella nostra quotidianità - afferma il Sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini -. È importante che anche chi non ha gli strumenti per farlo venga aiutato. Questo è il compito di una comunità, e questo è ciò che siamo. #ailafasem”.

Non si ferma la catena di solidarietà verso l’ospedale Bufalini di Cesena e i suoi operatori. Sono centinaia le uova di cioccolata arrivate in questi giorni in corsia grazie alla generosità di tantissime realtà del territorio tra cui il Cesena Calcio, Conad, Associazione Love The One Italy, Tacchificio srl , Dalba Dolciaria. Donazioni che si vanno ad aggiungere ai tantissimi gesti di solidarietà pervenuti in queste settimane da numerosissime associazioni, aziende e privati cittadini. A tutti il sentito ringraziamento da parte dell’Azienda USL e degli operatori sanitari che a più voci hanno chiesto di esprimere la loro gratitudine.

Anche all’ospedale Bufalini di Cesena il “Noi ci siamo” della Protezione civile dell’Emilia-Romagna e del suo volontariato si è svolto oggi giovedì 9 aprile, alle ore 13 circa, nel piazzale antistante la Piastra Servizi, con un lungo e simbolico applauso dedicato a tutto il personale sanitario impegnato a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Presenti diversi mezzi e volontari della Protezione Civile e il Sindaco di Cesena Enzo Lattuca. Un sentito ringraziamento da parte della Direzione Sanitaria di presidio e di tutti gli operatori per questa testiminianza di sostegno e vicinanza

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria gli Spazi Giovani di Cesena e di Savignano continuano ad essere un punto di riferimento importante per i ragazzi che al pari degli adulti si trovano a dover affrontare una situazione completamente nuova ed inaspettata, con il rischio di sentirsi spaventati, ansiosi e amareggiati .

E’ possibile contattare lo Spazio Giovani di Cesena al numero di telefono 0547 394244 il lunedì e il giovedì dalle 14.30 alle 17.00 oppure lo Spazio Giovani di Savignano sul Rubicone al numero di telefono 0541 801863 il mercoledì dalle 14.30 alle 17.00 per avere consulenze telefoniche; è anche attivo il percorso psicologico con la possibilità di effettuare un colloquio telefonico o via Skype con lo psicologo, preventivamente concordato.

“Gli psicologi, i ginecologi, le ostetriche e le infermiere continuano ad accogliere le richieste e a seguire i ragazzi e le ragazze che apprezzano il contatto anche se a distanza – spiega la dottoressa Antonella Brunelli direttore del Consultorio Familiare e Pediatria di Comunità di Cesena che aggiunge: “ In un momento così difficile è importante far sentire la presenza dei servizi, e mantenere attivo un dialogo ed un sostegno, un coinvolgimento attivo dei ragazzi su cosa si possa fare per vivere al meglio questa situazione, cercando di riattivare le nostre risorse e la resilienza”.

La diffusione del Coronavirus ha spinto il governo a prendere misure urgenti per contenere e gestire l’emergenza epidemiologica; misure che hanno determinato, anche nella provincia di Rimini, la temporanea chiusura dei Servizi a bassa soglia rivolti alle persone con problemi di memoria e ai loro familiari: i Centri d’Incontro, i Cafè Alzheimer e gli Sportelli informativi dell’Associazione Alzheimer Rimini.
La sospensione delle attività ha determinato in questo periodo importanti conseguenze per i partecipanti, quali l’accentuazione dell’isolamento sociale e della solitudine, l’assenza di un confronto con personale specializzato, la mancanza di stimoli e di coinvolgimento in attività dedicate.

Per far fronte a ciò il costante e proficuo lavoro di rete e integrazione tra ASP Valloni Marecchia, Associazione Alzheimer Rimini, Comuni e AUSL della Romagna/Centro per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD) di Rimini – in collaborazione con il Gruppo Ricerca Interventi Psicosociali Invecchiamento e DEMenze (GRIPIDEM), Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna – ha messo a punto e realizzato una duplice tipologia d’interventi che permettono agli operatori dei Servizi a bassa soglia di rimanere vicini alle persone, nel proprio domicilio, attraverso l’uso di strumenti tecnologici e sistemi di comunicazione a distanza.
In particolare sono state attivate:
1) Consulenze psicologiche a distanza con un approccio pro-attivo, ossia la realizzazione di una consulenza telefonica rivolta a tutti i familiari, a cura delle psicologhe dei Centri d’Incontro, dei Cafè Alzheimer e degli Sportelli, per mantenere un contatto, raccogliere i bisogni e le risorse dei familiari e delle persone in questo difficile momento. Le consulenze e il supporto psicologico a distanza vengono svolti in stretta collaborazione con il CDCD di Rimini, presente nella discussione, nel confronto e nella gestione dei casi complessi segnalati, per attivare colloqui telefonici di supporto psicologico.
2) Attività per le persone con problemi di memoria a domicilio, ossia la proposta alle persone, da parte degli operatori, di realizzare attività simili a quelle che si facevano ai Centri, per mantenere un contatto, la socialità e il collegamento con l’esterno. Attraverso brevi video, tutorial e videochiamate a cura degli operatori dei Centri, vengono proposte attività cognitive, occupazionali e di movimento da svolgere a domicilio quali, ad esempio, semplici esercizi di movimento (metodo Hobart®), canzoni o brani musicali, invio di materiale da stampare con esercizi cognitivi, letture, ecc.

L’iniziativa sta ottenendo riscontri molto positivi: le persone con difficoltà di memoria hanno mostrato un adattamento sorprendente agli strumenti a distanza – in particolare alle videochiamate – non immaginabile inizialmente, mostrando una buona facilità di comunicazione ed espressione e un riconoscimento degli operatori e degli amici che frequentano il Centro. I familiari, preziosi collaboratori nell’iniziativa, trovano un sostegno nell’impegno che stanno affrontando nell’aiuto dei propri cari, rafforzando la possibilità di continuare a farlo e riconoscendo le loro capacità, nonostante l’emergenza in atto metta tutti a dura prova.

Il motto dei Servizi a bassa soglia: adattarsi ai cambiamenti e affrontare le sfide