Costanza Senni

Articoli inseriti da Costanza Senni

Pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Diabetes Care lo studio condotto in collaborazione tra l'Università Campus Bio-Medico di Roma e l'Ospedale Bufalini di Cesena in cui si dimostra che, a parità di grado di obesità, i ricoverati in terapia intensiva per il nuovo Coronavirus hanno una quantità di grasso viscerale superiore ai casi meno gravi.

Link per audio e video intervista: https://we.tl/t-qkxjnrS6HM

Arriva da uno studio italiano un nuovo importante contributo alla conoscenza delle situazioni cliniche che possono condizionare la prognosi nelle persone colpite dal COVID-19. Se sovrappeso, diabete e obesità sono riconosciuti come elementi di rischio, a fare la differenza in caso di COVID-19 è anche il tipo di grasso che presenta il paziente. A identificarne la correlazione sono stati i ricercatori dell'Ospedale Bufalini di Cesena e dell'Università Campus Bio-Medico di Roma che, in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care (https://doi.org/10.2337/dc20-1333), hanno dimostrato come l'accumulo di grasso viscerale, ovvero quello che avvolge gli organi interni, è associato a un maggior rischio di ricovero in terapia intensiva nei pazienti con COVID-19. Ciò, in maniera indipendente dal grado di obesità definito tramite l'indice di massa corporea.

Lo studio ha coinvolto oltre 400 persone valutate presso l'Ospedale Bufalini nel sospetto di COVID-19 ed è stato scoperto che i soggetti affetti da COVID-19 ricoverati in terapia intensiva avevano una quantità di grasso viscerale superiore rispetto ai pazienti meno gravi.

"In particolare, confrontando le TC di questi pazienti abbiamo rilevato che, ogni millimetro di spessore in eccesso del grasso viscerale, corrispondeva a un rischio pari al 16% di ricovero in terapia intensiva. Considerato che mediamente i pazienti con COVID-19 grave avevano 4 millimetri di grasso viscerale in più rispetto ai non gravi, questo equivarrebbe a quasi il 65% in più di probabilità di ricevere trattamenti intensivi", afferma Rocky Strollo, endocrinologo e ricercatore dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Questo dimostra che non è soltanto l'obesità, ma anche la distribuzione del grasso nel paziente a conferire la necessità di cure in terapia intensiva. Ciò è dovuto al fatto che il grasso viscerale produce due o tre volte di più citochine, come l'interleuchina 6, che sono coinvolte nella immunopatogenesi del COVID-19. È quindi questo specifico tipo di grasso che potrebbe facilitare lo sviluppo della tempesta citochinica che produce iperinfiammazione nei soggetti più gravi.

"E’ un lavoro scientifico di gruppo, frutto della collaborazione tra medici radiologi, anestesisti e di pronto soccorso del Bufalini. L'esame TC è servito in fase acuta a valutare l'estensione e gravità della malattia. Retrospettivamente, ci sta permettendo di analizzare e identificare i soggetti con fenotipo a rischio, caratterizzato da una distribuzione addominale del grasso, che andrebbero maggiormente tutelati", conclude Sofia Battisti, radiologo dell'Ospedale Bufalini di Cesena e dottoranda di ricerca presso IRST sotto patrocinato dell'Università di Bologna.

Hanno collaborato allo studio i seguenti professionisti dell'ospedale2 Bufalini: Sofia Battisti, Emanuele Russo, Vanni Agnoletti, Stefano Geniere Nigra, Caterina Dengo, Martina Mughetti, Emanuela Giampalma

Continuano i momenti di ascolto, dialogo e condivisone da parte della Direzione generale con i presidi ospedalieri. Dopo Forlì e Cesena, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, affiancato dal direttore sanitario Mattia Altini e dal direttore amministrativo Agostina Aimola, ha incontrato primari, coordinatori infermieristici, direzioni sanitarie e infermieristiche, dei presidi di Faenza, Lugo e Ravenna (tra venerdì e ieri), e nei prossimi giorni concluderà incontrando quelli di Riccione e Rimini.

“E’ una prima occasione di ascolto - ha ribadito Carradori dopo aver dato la parola ai tanti clinici e dirigenti presenti – per acquisire quegli elementi di conoscenza che nel giro di poco tempo mi potranno consentire di lavorare nelle migliori condizioni per servire il territorio, l’Azienda e i colleghi che erogano l’assistenza. E voglio che questo appuntamento di ascolto, organizzato in tutti gli ambiti aziendali, diventi una prassi nel rapporto tra la Direzione e i suoi collaboratori”.

E i professionisti e gli operatori dei tre presidi dell’ambito ravennate hanno molto apprezzato la circostanza (l’esigenza di un maggior ascolto è emersa in maniera molto decisa) e l’hanno colta al volo per evidenziare lo stato della situazione, anche alla luce delle necessarie modifiche ai servizi e alle strutture, messe in atto in occasione dell’epidemia da Covid 19; la non semplice fase della ripartenza, ancora in corso; e soprattutto le progettualità per il futuro a breve e a medio-lungo termine. Argomenti di confronto legati, ad esempio, alle difficoltà a trovare personale medico sul mercato del lavoro, all’acquisizione di apparecchiature elettromedicali, ad un’organizzazione dei servizi che vada sempre più incontro alle esigenze dei cittadini. Tra le quali quella di una presa in carico dei pazienti in cui medicina territoriale e ospedaliera “dialoghino” al meglio, anche per evitare file, e dunque lunghe attese nei pronto soccorso, problema che si sta ripresentando dopo la “pausa” del covid, ancor più recrudescente di prima.

“Questa terribile pandemia - ha risposto, tra l’altro, Carradori - ci ha insegnato che la sanità pubblica è la cosa più importante che abbiamo. Abbiamo compreso tutti che dalle tragedie è possibile uscirne insieme solo attraverso una rivitalizzazione del Servizio sanitario nazionale e una visione non più determinata da uno strabismo finanziario. Quello che ci aspetta è certamente un grande lavoro di confronto e di dialettica da portare avanti in un contesto trasparente e comunitario. Ad esempio su come indirizzare, meglio possibile, i finanziamenti che arriveranno, e che dovranno essere impiegati su progetti concreti e condivisi, e senza il minimo spreco. Per quanto riguarda sia le strutture, sia le tecnologie, sia il personale”. Il direttore generale ha posto molta attenzione anche alla necessità di integrazione, sempre maggiore e più efficace, tra ospedale e territorio, e sul ruolo del direttore di Distretto, che “dovrà diventare il punto di riferimento di ogni territorio. Una sorta di direttore generale aggiunto”.

All’incontro era presenti anche pubblici amministratori: a Lugo il sindaco Davide Ranalli insieme al sindaco di Cotignola Luca Piovaccari; a Faenza e Ravenna i rispettivi sindaci, Giovanni Malpezzi e Michele de Pascale. Tutti i pubblici amministratori hanno a loro volta ringraziato la Direzione per l’incontro, evidenziato l’importanza degli investimenti per avere strutture sempre di prim’ordine, e più in generale la necessità di un “cambio di passo” nella gestione delle politiche aziendali.

La “Casa della Salute del Mare” situata a Lido Adriano, che è stata inaugurata oggi, è una struttura molto attesa e che rappresenta un tassello di grande importanza per rispondere ai bisogni di salute della comunità non solo di Lido, ma anche di Punta Marina e Marina di Ravenna. Oltre a raggruppare i medici di famiglia della zona, mette infatti a disposizione altri importanti servizi, in un’ottica di medicina di iniziativa, prevenzione e mantenimento della salute. Alla sobria cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna Stefano Falcinelli e in rappresentanza dei medici di famiglia operanti nella Casa, il dottor Marco Burgini, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, il direttore del Distretto di Ravenna Roberta Mazzoni, la responsabile infermieristica Antonella Cerchierini e il direttore dell’ufficio tecnico aziendale Enrico Sabatini.

La struttura. La nuova Casa della salute, situata in via Zancarato (zona Lidl), dispone di 7 ambulatori e 2 sale d’attesa, per una superficie totale di 257 metri quadrati. Gli ambulatori hanno superfici comprese tra i 14 e i 16 metri quadrati, mentre le due sale d’attesa, molto spaziose, misurano una trentina di metri quadrati l’una. La struttura è inoltre dotata di spogliatoio per il personale e di due depositi. In questo specifico caso, l’Azienda ha deciso di utilizzare una struttura in affitto, che è stata individuata a seguito di apposito bando. Come spiegato dall’architetto Sabatini, il canone di locazione è di 14.442 euro all’anno (il contratto è di sei anni) e il proprietario si è fatto carico degli oneri per i necessari lavori di adeguamento della struttura per un ammontare di circa duecentomila euro. “Voglio ringraziate tutti, in primis il Comune, per il sostegno e la collaborazione su questa partita” ha aggiunto Sabatini.

Il contesto sociale. La strutturazione dei servizi è stata pensata nell’ottica di rispondere al meglio possibile alla popolazione del territorio, con l’obiettivo di costituire un riferimento per i cittadini delle località di Lido Adriano, Punta Marina e Marina di Ravenna, che vede complessivamente circa 13mila persone residenti, di cui 2.800 ultrasessantacinquenni è una quota non trascurabile di popolazione giovane e una presenza significativa di persone di origine straniera. Un contesto sociale che richiede la capacità dei servizi di garantire una presa in carico ampia e articolata, in relazione ai bisogni specifici espressi e in forte integrazione con il Servizio sociale e le Associazioni di Volontariato presenti nel territorio.

L’offerta clinica. “Il miglioramento della condizione di benessere di ciascuna persona sarà patrimonio dell’intera comunità”. E’, questo, come illustrato dalla dottoressa Mazzoni, il concetto che meglio esprime lo spirito della Casa della salute. La Casa della salute è infatti una sede fisica di riferimento per la cittadinanza, caratterizzata dall’integrazione tra più figure sanitarie (il medico di famiglia, l’infermiere, il pediatra di libera scelta, il ginecologo, l’ostetrica, l’assistente sociale ecc.) mirata a dare risposte omogenee e coordinate ai bisogni di salute, garantendo continuità nell’assistenza in collaborazione con le strutture ospedaliere, in particolare per quanto riguarda la presa in carico delle patologie croniche, ma anche per programmi legati alla prevenzione e ai sani stili di vita. Il paradigma è dunque quello di una presa in carico globale del paziente, con l’attivazione di percorsi ad hoc, attraverso specifici programmi sanitari per affrontare le patologie croniche (diabete, patologie cardiovascolari, bronco pneumopatie, demenze ecc) in una logica di forte integrazione con i servizi territoriali ed ospeedaliri. Non più dunque il medico che “aspetta” il paziente quando la sua patologia si aggrava, bensì medicina d’iniziativa per mettere il paziente, e il suo nucleo familiare, nelle condizioni di partecipare attivamente al percorso di cura individuato, adesione favorendo una migliore adesione al programma terapeutico ed educazionale. Dal punto di vista organizzativo, questo nuovo approccio prevede, tra l’altro, la creazione di un team “Patologia Cronica” che in incontri periodici discute e valuta i casi più rilevanti.

Nella “Casa della Salute del Mare” di Lido Adriano, tale innovativo modello trova puntuale declinazione nei vari servizi che vi sono ospitati, che sono i seguenti.

Ambulatori dei Medici di famiglia e di Continuità assistenziale. I medici di medicina generale operativi presso la “Casa della Salute del Mare” sono: Marco Burgini e Giorgio Calzati e Daniela Ronzoni. Vi si affiancano i medici di continuità assistenziale, Pietro De Lorenzi, Telemaco Franzoni e Marcello Consoli. Questi professionisti garantiscono la presenza di un medico nella Casa per 9 ore al giorno, dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 18 il lunedì e martedì, dalle 8 alle 17 il mercoledì e venerdì e dalle 7:30 alle 17 il giovedì).

Pediatra di famiglia. Si aggiunge l’attività dell’ambulatorio pediatrico di libera scelta della dottoressa Carmela La Rosa. “Sarà molto importante, nel raccogliere questa nuova sfida – ha detto il dottor Burgini – puntare molto sulla medicina di iniziativa per ‘andare a cercare’ le patologie prima che insorgano”.

Ambulatori infermieristici prestazionale/osservazionale e per la gestione integrata delle malattie croniche. Il primo, attivo 15 ore a settimana, è a disposizione dei cittadini che hanno bisogno di prestazioni infermieristiche. E’ presente nella Casa un Punto prelievi strutturato, attivo al momento nella mattinata del giovedì. L’ambulatorio per la gestione integrata delle malattie croniche lavora su chiamata attiva dei pazienti affetti da diabete tipo II non insulinodipendente, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, scompenso cardiaco. Si attua qui la loro presa in carico e l’ambulatorio funge da “cerniera” tra tutti i servizi dei quali questi pazienti possono aver bisogno nel loro percorso di cura ed assistenza. A tal proposito Antonella Cerchierini ha sottolineato con forza l’importanza di lavorare insieme in integrazione, per erogare il miglior servizio possibile alla cittadinanza.

Consultorio. E’ stato trasferito nella “Casa della Salute del Mare” il servizio (sede distaccata del Consultorio di Ravenna situato in via Berlinguer) che veniva svolto nella sede di via Ariosto viene ampliato in modo da dare completa attuazione alle attività previste: percorso nascita (con ostetrica 3 giorni a settimana, uno dei quali in compresenza con ginecologo); corsi di accompagnamento alla nascita (con ostetrica e mediatori culturali); prevenzione tumori femminili (ostetrica un giorno a settimana); Spazio giovani (un giorno a settimana con psicologo, ginecologo, ostetrica per fare promozione della salute a 360 gradi, anche in collaborazione col mondo della scuola).

Servizio sociale. Nell’ottica di dare risposte a tutto tondo per il benessere della comunità, a supporto delle persone o dei nuclei famigliari che presentano fragilità, la Casa della Salute del Mare ha al suo interno il servizio sociale del Comune di Ravenna, al fine di garantire modalità integrate di presa in carico sociale integrata ai percorsi sanitari, laddove necessaria. Il presidente dell’Ordine Falcinelli, che a sua volta è un medico di famiglia, ha ricordato come “la professione medica è molto cambiata nel corso degli anni. Sono stati fatti molti passi avanti per rispondere sempre meglio alle esigenze de cittadini, e le Case della salute sono un importante traguardo da questo punto di vista. In chiave futura, sarebbe importante potervi collocare strumenti per la diagnostica in moda da rendere tale servizio ancora più completo”.

Un assist che il direttore generale Carradori ha colto al volo: “Già dieci anni fa, quando ero direttore generale a Ravenna, si parlava delle Case della Salute come importante strumento per accrescere la salute dei cittadini. Ora sono una realtà consolidata, e molto importante nella presa in carico degli utenti, per la quale la medicina del territorio dovrà dialogare sempre di più con quella ospedaliera. Un passo avanti importante sarà poter dotare gli ambulatori di strumenti per la diagnostica o per leggere in remoto indagini strumentali. Stiamo mettendo in campo gli investimenti per farlo”. Ha concluso il sindaco de Pascale: “Questa è una giornata splendida alla quale tenevo molto – ha esordito -. Oggi inauguriamo una struttura che eroga servizi importanti ai cittadini e che, rispetto alla precedente, mette anche i professionisti nelle condizioni di lavorare meglio. E’ solo attraverso il team professionale che si possono dare risposte a tutto tondo alle esigenze di salute dei pazienti: medico, infermiere, ostetrica.. da soli possono fare molto, ma insieme hanno un forte valore aggiunto e dare risposte più complete. E con questa Casa della salute daremo risposte, quotidianamente, a migliaia di cittadini di questa specifica area di Lido Adriano e delle zone circostanti, che si caratterizzano ancora per la presenza di una popolazione giovane, con famiglie e figli e quindi bisogni legati all’infanzia e alla adolescenza. Perciò l’integrazione anche con il sociale rappresenta un tassello fondamentale, così come la prevenzione che si fa attraverso l’educazione ai corretti stili di vita. Non dobbiamo aspettare che le persone bussino alla porta, dobbiamo noi intercettare il bisogno anche informando bene la cittadinanza sui servizi che sussistono sul territorio. Ci siamo messi subito al lavoro su questo progetto nuovo con l’Ausl, e abbiamo trovato subito una forte convergenza centrando il risultato che mette insieme tutte queste esigenze, dando a Lido Adriano e alle altre zone, servizi di ‘serie A’”.

Un primo importante momento di ascolto, dialogo e condivisone. Dopo la visita all’ospedale di Forlì, ieri il nuovo direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, affiancato dal direttore sanitario, Mattia Altini , e dal direttore amministrativo, Agostina Aimola, ha incontrato all’ospedale Bufalini primari, coordinatori infermieristici , direzione sanitaria e infermieristica di Cesena.

“E’ una prima occasione di ascolto - ha ribadito Carradori dopo aver dato la parola ai tanti clinici e dirigenti presenti – per acquisire quegli elementi di conoscenza che nel giro di poco tempo mi potranno consentire di lavorare nelle migliori condizioni per servire il territorio, l’azienda e i colleghi che erogano l’assistenza. E voglio che questo appuntamento di ascolto, organizzato in tutti gli ambiti aziendali, diventi una prassi nel rapporto tra la direzione e i suoi collaboratori.”

“Conosco bene l’orgoglio che da sempre caratterizza il Bufalini – ha sottolineato Carradori – il mio percorso professionale è cominciato in questo ospedale dove ho contributo all’epoca ad attivare alcune delle funzioni che oggi sono state richiamate. Quando si passa da una singola allora unità sanitaria, poi divenuta azienda, a una realtà più grande che non vuole essere una semplice sommatoria, occorre guardare il particolare in una ottica generale e fare in modo che le differenze siano le ricchezze di cui abbiamo bisogno per offrire prestazioni sempre più adeguate alle esigenze della popolazione”.

Sono poi seguite riflessioni sul nuovo ospedale di Cesena e su alcune questioni trasversali fondamentali per ripartire e programmare il futuro della sanità romagnola, anche alla luce dell’emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo: la necessità di definire un nuovo equilibrio tra concentrazione e decentramento, il potenziamento della medicina del territorio e del ruolo dei distretti sanitari, l’allocazione delle risorse, la necessità di recuperare, attrarre e mantenere il capitale professionale, la valorizzazione del personale, lo sviluppo della digitalizzazione dell’intero sistema.

“Questa terribile pandemia - ha concluso Carradori - ci ha insegnato che la sanità pubblica è la cosa più importante che abbiamo. Abbiamo compreso tutti che dalle tragedie è possibile uscirne insieme solo attraverso una rivitalizzazione del servizio sanitario nazionale e una visione non più determinata da uno strabismo finanziario. Quello che ci aspetta è certamente un grande lavoro di confronto e di dialettica da portare avanti in un contesto trasparente e comunitario”.

All’incontro era presente anche il Sindaco di Cesena Enzo Lattuca che ha portato i suoi saluti a tutti i professionisti, rinnovando i migliori auguri di buon lavoro alla nuova direzione aziendale. “Sono convinto che ci siano le condizione favorevoli per compiere gli ulteriori passi avanti già delineati, anche in vista della realizzazione del nuovo ospedale Bufalini di Cesena su cui certamente non mancheranno nei prossimi mesi momenti di ascolto e confronto”.

Aggiudicata definitivamente la progettazione del nuovo ospedale di Cesena. Concluse le procedure di verifica previste dalla normativa in materia di appalti, con determinazione dirigenziale n. 2541 del 30 luglio 2020 l’Azienda USL della Romagna ha aggiudicato in via definiva la gara per l’affidamento dei servizi di “architettura, ingegneria e geologia, con relative indagini, per la redazione della progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, con riserva di affidamento della direzione lavori e del coordinamento alla sicurezza in fase di esecuzione inerente ai lavori di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena”.

Vincitore della gara, il raggruppamento temporaneo di professionisti costituito da Studio Altieri Spa (capogruppo), F&M Ingegneria Spa, Cooprogetti Società Cooperativa, ingegnere Luca Sani, Roberto Ravegnani Morosini e Gpa Srl.

Come annunciato recentemente dalla Regione, la realizzazione della nuova struttura sanitaria prevede un investimento di 156 milioni stanziati dal Governo e avrà un costo complessivo, comprensivo delle tecnologie e degli arredi, vicino ai 195 milioni di euro. Si punta all’avvio dei lavori nel 2021, sebbene opere propedeutiche alla realizzazione dell’intervento potranno essere avviate anche anticipatamente a questa data.

È stato firmato questa mattina l’accordo di programma tra il Comune di Cesenatico, AUSL Romagna e Asp Cesena-Valle Savio: nella Sala Consiliare del Municipio insieme al Sindaco Gozzoli erano presenti il Direttore generale dell’Ausl Romagna, dottor Tiziano Carradori, l’architetto Enrico Sabatini, Direttore Unità Operativa Attività Tecniche Ausl Romagna, Maria Elena Baredi, presidente di Asp Cesena – Valle Savio, Alessandro Strada, direttore di Asp Cesena – Valle Savio e Cristina Nicoletti, vice presidente della Provincia Forlì-Cesena

Da questo momento il ciclodromo potrà prendere forma e inizieranno tutte le pratiche per far partire le gare d’appalto per le ditte che contribuiranno alla realizzazione dell’impianto sportivo polivalente. Il progetto non si ferma qui, ma l’accordo definisce i termini di acquisizione dei terreni che non sono quindi oggetto di compravendita tra Enti pubblici ma sono oggetto di un’operazione urbanistica di ampia portata che comprende sia valorizzazione sia la cessione e acquisizione di alcune aree o immobili di proprietà degli Enti, tutto ciò con la finalità di arricchire la città pubblica.

L’accordo

Il Comune di Cesenatico nell’estate 2018 aveva ottenuto un importante finanziamento del bando sport della Regione Emilia-Romagna per la realizzazione del ciclodromo pari a 499.997,50 euro (50% della spesa complessiva) e per la realizzazione dell’opera era stata subito individuata un’ampia area di proprietà pubblica posta tra la S.S. 16 e via Litorale Marina, in prossimità del polo scolastico e del centro sportivo comunale esistente. L’area complessivamente misura 95.677 mq, di questi 20.951 mq erano già di proprietà comunale mentre i restanti 70.000 mq erano di proprietà di due enti pubblici: Ausl Romagna e Asp Cesena – Valle Savio. L’accordo firmato prevede la cessione a favore del Comune di Cesenatico delle aree situate a Villamarina (oltre 70.000 mq) e di un’area di 13.450 mq situata nella frazione di Bagnarola a fronte di una serie di operazioni a favore di Ausl Romagna e Asp Cesena-Valle Savio che comprendono la valorizzazione urbanistica di terreni, cessione di terreni e la permuta di un terreno edificabile già inserito dal Comune nel piano delle alienazioni immobiliari. L’ accordo è finalizzato all’acquisizione, da parte del Comune di Cesenatico, dei terreni di proprietà di Ausl Romagna e di Asp Cesena Valle Savio in località Villamarina che saranno destinati appunto alla realizzazione del ciclodromo e dei terreni di proprietà di Ausl Romagna in località Bagnarola da destinarsi al potenziamento del parco urbano esistente. 

Nell’accordo il Comune cede ad Ausl Romagna un’area di oltre 6.500 mq a confine con la piscina comunale e il parco destinata a futuri ampliamenti dell’ospedale “Ginesio Marconi” di Cesenatico. Viene inoltre riconosciuto il cambio d’uso in residenziale dell’immobile di proprietà Ausl situato in largo S. Giacomo (982 mq), la trasformazione di un’area a Bagnarola di proprietà Ausl di 4.100 mq e infine il Comune cede un’area edificabile di 404 mq situata in via Mazzini già all’interno del piano delle alienazioni.

Il Comune acquisisce da Asp Cesena Valle Savio la proprietà di 35.975mq di area situata a Villamarina a fronte della trasformazione di un’area di 4.900mq di proprietà di Asp Cesena Valle Savio situata a Villamarina che potrà essere trasformata in parte in residenziale, parte in verde privato, parte in verde pubblico e una zona a parcheggio pubblico. Visto che la maggior parte dei terreni dei due Enti situati a Villamarina avevano una destinazione produttiva, l’esito finale dell’accordo produce un incremento di dotazioni pubbliche pari a 29.466 mq e un decremento di 11.679 mq in termini di previsioni insediative riconosciute dai precedenti piani regolatori. Oltre 70.000 mq saranno destinati a impianto sportivo, 5.550 mq andranno ad incrementare i servizi ospedalieri, 5.482 i mq di residenziali riconosciuti a fronte di una decremento delle aree produttive pari a 17.161 mq.

Le parole del Sindaco Gozzoli

«Questa firma significa tanto per la città di Cesenatico, ed è il frutto di una lavoro che va avanti da molti anni e che non è ancora finito: siamo a una tappa decisiva, e da questo momento possiamo far partire i bandi di gara per la realizzazione del ciclodromo che ha un progetto già approvato. Questo accordo di programma è un successo sotto tanti punti di vista: per il ciclodromo in sé, per la collaborazione con AUSL Emilia-Romagna e Asp Cesena-Valle Savio, per la produzione di un incremento di dotazioni pubbliche, per la dotazione dell’Ospedale di Marconi di nuovi spazi e per la  frazione di Bagnarola che avrà un incremento di aree pubbliche», commenta il Sindaco Gozzoli.

Le parole del Direttore Generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori

“Questo accordo rappresenta un esempio importante di stretta collaborazione istituzionale e consente all’Azienda Sanitaria della Romagna di realizzare programmi di investimento a favore delle strutture sanitarie presenti in questo territorio, per rispondere al meglio alle esigenze e ai bisogni socio sanitari in evoluzione della popolazione. In particolare per l’ospedale Marconi di Cesenatico è previsto un ampliamento degli spazi  nell’area ceduta dal Comune che porterà a un miglioramento dei servizi sanitari già presenti all’interno dell’ospedale e a un potenziamento  della Casa della Salute e dei servizi sanitari territoriali, oltre a una maggior disponibilità di posti auto a servizio della struttura. Anche l’utilizzo, da parte del Comune, dei terreni ceduti dall’Ausl per la realizzazione di un ciclodromo è significativo e motivo di soddisfazione essendo come noto l’attività motoria una importante buona pratica per la promozione della salute”.

Le parole di Maria Elena Baredi, presidente di Asp Cesena – Valle Savio

“Come Asp abbiamo aderito a subito a questo progetto così ambizioso perché ne abbiamo subito intuito l’importanza e l’impatto positivo su tutto il territorio. Il direttore Alessandro Strada, che questa mattina era con me, ha lavorato molto. Le finalità di Asp sono sociali e questo accordo si inserisce perfettamente all’interno della filosofia che guida il nostro operato”, le parole del Presidente Maria Elena Baredi.

Le parole di Cristina Nicoletti, vice-presidente della Provincia Forlì-Cesena

Questa per la Provincia è un’operazione molto importante perché permetterà al territorio di avere a disposizione una struttura sportiva all’avanguardia. È una risposta alle esigenze dei cittadini, degli sportivi e assumerà anche importanza per tutto il comparto turistico provinciale”, il commento di Cristina Nicoletti.

Sul tema delle prestazioni di specialistica ambulatoriale (visite ed esami diagnostici) e sulla relativa tempistica, la Direzione Aziendale dell’Ausl Romagna sta valutando tutte le possibili modalità di intervento per rispondere nella maniera più adeguata possibile alle esigenze dell’utenza. Va in primo luogo ribadita l’eccezionalità della situazione attuale, conseguente alla emergenza sanitaria dovuta all’infezione da covid 19 che ha radicalmente condizionato l’attività sanitaria a tutti i livelli. In questo momento, la priorità dell'Azienda è completare il ricolloco delle prestazioni non erogate durante il periodo del lockdown, con l'obiettivo subito dopo di garantire la fruizione delle nuove prenotazioni nei tempi standard. Obiettivo che si sta rivelando molto difficoltoso in particolare per alcune specialità, e principalmente per le branche di oculistica, dermatologia, pneumologia, ginecologia, cardiologia. E’ indispensabile ricordare, in primo luogo, che sono sempre state, e restano, tutelate le urgenze: qualora i medici prescrittori la rilevino vi sono canali di accesso specifici per effettuare le visite e gli esami necessari in tempi molto rapidi (24 – 72 ore). Ma più in generale l’impegno è massimo anche per le prestazioni classificabili non urgenti, e si declina nelle seguenti azioni.

L’Azienda sta in primo luogo cercando di massimizzare la propria capacità di fornire visite ed esami, sia con accorgimenti logistico-organizzativi (l’utilizzo di più ambulatori in parallelo in modo da non tenere i medici “fermi” durante le operazioni di sanificazione e la revisione degli orari di erogazione) sia proseguendo in tutte le forme possibili il reclutamento di professionisti: reclutamento straordinario di personale medico specializzato o in formazione specialistica, di specialisti convenzionati interni, prestazioni aggiuntive dal personale dipendente. Il tutto ben sapendo che – come ormai palese – vi è una forte carenza di medici sul mercato del lavoro.

Si sta inoltre esplorando, a tutto campo, la disponibilità delle strutture sanitarie private accreditate. In quest’ambito, si sta rafforzando ulteriormente la possibilità per la struttura privata, qualora ravveda dopo una visita o un esame, la necessità di procedere con una ulteriore prestazione sempre in ambulatoriale, di effettuarla direttamente nella stessa seduta, senza che il paziente debba averla precedentemente prescritta. Ad esempio l’effettuazione di un doppler di approfondimento dopo una visita vascolare (ovviamente l’Azienda si riserva controlli sull’appropriatezza di tali prestazioni). Ulteriore ipotesi di lavoro, l’acquisizione dai privati di spazi fisici in cui effettuare l’attività ambulatoriale da parte di medici aziendali, sempre nell’ottica di ottimizzare l’utilizzo del tempo dei professionisti.

Qualora tali risultati non dovessero giungere in tempi apprezzabili, l’Azienda sta valutando la possibilità di attivare collaborazioni anche con le strutture sanitarie private non accreditate, quantomeno fino al momento in cui permanga lo stato di necessità conseguente a Covid.

Altro tema rilevante è quello delle modalità per effettuare le prenotazioni sul quale si rilevano ancora criticità. Si ribadisce perciò ancora una volta la raccomandazione di utilizzare i molti e differenziati canali attivi per prenotare, tra cui i Farmacup e il Fascicolo sanitario elettronico: quest’ultimo in particolare non solo per prenotare ma anche per scaricare i referti senza necessità di recarsi fisicamente a ritirarli. Per quanto riguarda poi il Cuptel, attivo in orario 7.30 – 19.00, per cercare di ridurre le attese si raccomanda di provare ad utilizzare tutta la fascia oraria di apertura per effettuare le chiamate, e di utilizzare il servizio di recall che permette di essere richiamato nell’arco della giornata e comunque entro la prima ora di servizio del primo giorno lavorativo successivo. Tutte le modalità di prenotazione dell’Ausl Romagna sono consultabili sul sito aziendale al seguente link: https://www.auslromagna.it/come-fare-per/prenotare-disdire

Appena scoppiata l’emergenza sanitaria covid-19, la cesenate Silvia Muccioli è stata una delle prime concittadine ad attivarsi per avviare una raccolta fondi sulla piattaforma on line “go fund me” a favore dell’ospedale di Cesena. E in poco tempo è arrivata a raccogliere oltre 60 mila euro che sono stati subito devoluti al Bufalini per l’acquisto di apparecchiature da dedicare alla cura e all’assistenza i dei pazienti affetti da coronavirus.

Grazie a lei e alla generosità di tantissimi cittadini e aziende del territorio che hanno aderito all’iniziativa solidale, nel periodo più critico e drammatico dell’emergenza, la Terapia Intensiva dell’ospedale Bufalini di Cesena ha acquistato un ventilatore polmonare, la Gastroenterologia ha potuto contare su un prezioso contributo per l’acquisto di un sistema tecnologico multimediale per la gestione multidisciplinare dei casi clinici, mentre il Servizio Dipendenze Patologiche si è dotato di videocamere per l’attività di supporto psicologico a distanza dei pazienti.

In attesa della cerimonia ufficiale di consegna delle donazioni, il dottor Vanni Agnoletti, direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione, il dottor Carlo Fabbri, direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Cesena e Forlì e il dottor Michele Sanza direttore del Servizio Dipendenze Patologiche e la dottoressa Elisabetta Montesi responsabile del fundraising aziendale, rivolgono il loro personale ringraziamento e quello dell’Azienda USL a Silvia Muccioli e a tutti coloro che aderendo alla raccolta fondi hanno contributo a fornire questo supporto concreto durante l’emergenza covid 19.

“Con immenso piacere – afferma Silvia Muccioli - ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla donazione e i medici che hanno acquistato le apparecchiature, ringrazio anche la dottoressa Montesi per il sostegno datomi sin dall’inizio della raccolta fondi. Sono molto contente di aver potuto dare il mio contributo in un periodo così difficile”.

Nuovo importante tassello nel percorso di umanizzazione all’interno della Casa della Salute del Rubicone grazie al prezioso contributo dell’Associazione “Qualcosa di Grande per i piccoli” che ha donato una serie di allestimenti pittorici che oggi animano la rinnovata sala d’attesa pediatrica al primo piano del Santa Colomba.

“Decorare le pareti di un ambulatorio non è solo un fatto estetico, tenendo comunque conto che educare alla bellezza è un modo per insegnare il rispetto e la cura dei luoghi che frequentiamo – spiega la responsabile della Pediatria di Comunità di Cesena Antonella Brunelli – E’ anche una maniera per riflettere su quanto ci viene raccontato sui muri: nella sala di attesa pediatrica della Casa della Salute del Rubicone l’attenzione si concentra sull’inclusione, sull’eguaglianza, sui rapporti affettivi transegenerazionali: quindi, a partire dalla stazione del mondo, un trenino di bambini di paesi diversi viaggia, attraverso lo spazio e il tempo, salutando i nonni che li guardano andare lontano, portando messaggi di valori, educazione e cultura, incontrando l’energia di adolescenti fra skateboard e street art. Non mancano poi richiami alla musica e alla lettura, temi particolarmente cari a tutti i pediatri nella promozione della salute dei nostri bambini fin dalla gravidanza e i primi mesi di vita”.

L’iniziativa solidale è stata presentata ieri mattina nel corso di una cerimonia che ha visto la presenza del Sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini e del vicesindaco Nicola della Pasqua, del Sindaco di Longiano Ermes Battistini, del presidente dell’Associazione “Qualcosa di grande per i piccoli” Daniele Vitali, del Direttore del Distretto Rubicone Francesca Righi, della responsabile della Pediatria di Comunità Antonella Brunelli, del responsabile del Fundraising aziendale dell’Ausl Elisabetta Montesi insieme alla creativa designer cesenate Claudia Farnedi che ha realizzato l’allestimento, ad alcuni pediatri di libera scelta, operatori sanitari e volontari dell’associazione. Tutti i presenti hanno sottolineato il loro apprezzamento per il bellissimo lavoro svolto, evidenziando quanto sia importante per bambini e familiari poter vivere con maggior serenità l’ambiente sanitario.

“Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto di umanizzazione – afferma il direttore del Distretto Rubicone Dottoressa Francesca Righi – che rientra nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione degli spazi all’interno della Casa della Salute del Rubicone oramai giunto a compimento e che ci consentirà di migliorare l’offerta dei sevizi erogati”.

“La pediatria infantile – afferma il Sindaco di Savignano Sul Rubicone Filippo Giovannini - è un tassello importante dei servizi erogati dalla Casa della Salute del Rubicone. È un percorso iniziato 4 anni fa con l'implementazione dei servizi, ed è un presidio di riferimento non solo per Savignano, ma tutto il nostro distretto socio-sanitario. Gli utenti entrano al “Santa Colomba" e si sentono all'interno di una struttura viva, in continua evoluzione e al centro di una politica socio-sanitaria in cui l'ASL della Romagna crede fermamente e in cui ha intenzione di continuare a investire”.

Da parte dell’Azienda USL della Romagna e dei professionisti un sentito ringraziamento all’Associazione “Qualcosa di Grande per i piccoli” e ai suoi numerosi sostenitori per questa nuova generosa donazione che si va ad aggiungere alle altre numerose iniziative intraprese in questi anni dall’Associazione cesenate a sostegno del percorso di umanizzazione delle aree pediatriche all’interno delle strutture sanitarie.

Ancora un bellissimo segno di vicinanza e solidarietà nei confronti dell’Ospedale di Rimini e in particolare dei bimbi seguiti dal servizio di Oncoematologia pediatrica (coordinato dalla dottoressa Roberta Pericoli nell’ambito dell’Unità operativa di Pediatria diretta dal dottor Gianluca Vergine).

L’associazione “Sbub Bykers”, che nelle scorse settimane ha venduto mascherine di protezione nei confronti dell’infezione da covid 19, in collaborazione col negozio “Mastro Geppetto”, ha utilizzato il ricavato per acquistare giocattoli per i piccoli pazienti, che sono stati donati nei giorni scorsi.

L’associazione promuove il ciclismo dilettantistico, sia in strada sia fuoristrada, e già collabora con RiminiAil su varie iniziative benefiche.

Sentiti i ringraziamenti per il bel gesto, da parte della Direzione di Presidio e della Direzione Aziendale