Tiziana Rambelli

Articoli inseriti da Tiziana Rambelli

 

 

La Fumettoteca Regionale Alessandro Callegati “Calle" di Forlì, unica realtà in Emilia Romagna, in segno di solidarietà ha donato oltre 1.200 volumi e albi a fumetti al Reparto di Pediatria dell’Ospedale G.B. Morgagni - L. Pierantoni di Forlì. La donazione, avvenuta nella mattinata di mercoledì 20 gennaio, ha visto coinvolti i responsabili del Reparto di Pediatria, in collaborazione con alcuni membri dello Staff Fumettoteca, giovani volontari e televolontari, che ha permesso il primo passo per inaugurare la “Fumettoteca dei ragazzi” all’interno del reparto ospedaliero. Una iniziativa atipica ed esclusiva che, grazie alla donazione mossa dalla volontà di fare un regalo ai piccoli ospiti della struttura, offre la possibilità ai degenti di avvicinarsi al vasto mondo dei fumetti, per divertirsi in compagnia di simpatici personaggi come Topolino, Paperino, Il Giornalino, Coccobill, Lamù, Tex, Magico Vento e tanti altri. La Fumettoteca, inoltre, si è resa disponibile ad eventuali altre collaborazioni con il reparto.

"Il regalo che lo staff della Fumettoteca di Forlì ha voluto fare oggi alla Pediatria del nostro ospedale - spiega il primario di Pediatria, Enrico Valletta -  è di quelli che non passeranno inosservati. Un numero davvero incalcolabile di bellissimi fumetti che, siamo certi, accompagneranno i bambini e renderanno meno pesanti i momenti trascorsi durante il ricovero o nelle sale d'attesa dei nostri ambulatori. Senza nasconderci che, con tutta probabilità, verranno apprezzati anche da molti genitori... Ciascuno di noi sa, perchè lo ha sperimentato su se stesso, quanta forza creativa e quanto stimolo all'immaginazione e alla fantasia ci possa essere dentro ogni album di fumetti. Nella nostra Pediatria avranno un posto d'onore e siamo grati ad Annalisa, Giuseppe e Gianluca per il loro dono."

 Moltissimi i fumetti donati che la Fumettoteca ha potuto elargire, anche grazie alla recente ricca donazione del "Fondo Alessio Legramante", giunta da Frascati, Roma, formata da una collezione privata del Prof. Alessio Legramante che dal 1970 al 1998 ha ricoperto la carica di Primario dell'Ospedale di Frascati. Casualità, con questa iniziativa vari albi e volumi del Prof. Legramante rimangono legati al mondo ospedaliero. Con l'enorme ampliamento del parco fumetti, attualmente può contare diverse decine di migliaia di pezzi disponibili per il pubblico interessato. Una quantità considerevole, che la “Biblioteca dei Fumetti” ha deciso di condividere con l’Ospedale di Forlì, consapevole degli effetti benefici che la lettura di fumetti può sortire sui giovani lettori ricoverati. La Fumettoteca non è nuova infatti a questo tipo di donazioni ed è forte del successo già riscontrato quando aveva contribuito ad arricchire la nuova Biblioteca Scolastica del plesso Zangheri di Ca'Ossi, Forlì, con la donazione di varie centinaia di fumetti, suscitando l’interesse e la curiosità dei più giovani. Da sempre sensibile ai temi dell’infanzia, l'attività fumettotecaria organizza anche eventi legati al mondo dei più piccoli, come l'adesione ogni anno alla “Giornata per i diritti dell’Infanzia, sempre con lo scopo di promuovere la diffusione del linguaggio del fumetto e i suoi vantaggi per i bambini.

 

 

L'emergenza Covid ha evidenziato come la telemedicina non sia solo una questione di ‘comodità’, di sale d’attesa e code evitate: nella medicina digitale, o “e-health”, c’è anche il potenziale di un salto di qualità nell’assistenza personalizzata.

Il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, afferente all'U.O di Geriatria, diretta dal Direttore Giuseppe Benati, ha convertito in modalità on-line i propri corsi di stimolazione cognitiva per persone con deterioramento cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment-MCI). Ogni anno,  la psicologa dott.ssa Elena Mariani, dell'ambulatorio di Neuropsicologia del Centro, organizzava due cicli di stimolazione cognitiva in presenza presso il Padiglione Allende dell'ospedale di Forlì per persone con MCI. Dato il protrarsi della pandemia da COVID 19, il training cognitivo, il cui obiettivo è quello di potenziare le funzioni cognitive e le abilità residue dei partecipanti, verrà erogato invece tramite piattaforma on-line.

"Nel 2021 - spiega la la dottoressa Mariani -  l'offerta dei percorsi di riattivazione cognitiva verrà  inoltre ulteriormente ampliata. Il Centro,  in collaborazione con la psicologa dott.ssa Laura Mambelli dell'ambulatorio di Neuropsicologia afferente all' U.O di Neurologia di Forlì, implementerà dei percorsi on-line di stimolazione cognitiva anche per persone con demenza precoce, aumentando quindi il numero di cicli proposti e di utenza raggiunta.In aggiunta a questi percorsi, verranno convertiti in video-conferenza anche i corsi psicoeducativi per famigliari di persone con problemi di memoria e deterioramento cognitivo, per mantenere la vicinanza con le famiglie in questo complesso periodo di pandemia."

(nella foto, da sx Elena Mariani, Giuseppe Benati, Benedetta Maltoni)

 

A partire da primi di febbraio, sarà operativo un nuovo punto per le vaccinazioni Covid 19 alla Fiera di Forlì, che servirà tutto il Distretto forlivese. In questi giorni i responsabili del centro fieristico, l'Amministrazione Comunale e i rappresentanti dell'Ausl Romagna , hanno concordato infatti un progetto per la creazione di un punto vaccinale all'interno della Fiera . Fino ad ora le persone residenti nel distretto forlivese che dovevano sottoporsi a vaccinazione erano state indirizzate al centro fieristico di Cesena, riferimento per la Provincia ma, già dai primi giorni di febbraio, le prenotazioni verranno programmate sul nuovo punto forlivese. Come annunciato dalla Direzione Generale dell'Ausl Romagna, quindi, dopo aver attivato, come da indicazione regionale, tre punti vaccinali nel territorio romagnolo, uno per provincia, vengono attivate ora ulteriori sedi per una campagna vaccinale senza precedenti che p otrebbe essere la battaglia decisiva contro il Covid-19.

“Avere un punto di vaccinazione a Forlì - afferma Gianluca Zattini, il Sindaco di Forlì - era una condizione necessaria e indispensabile per garantire la buona riuscita della campagna vaccinale. In questa prima fase, la tempestività e la capillarità nell’erogazione del vaccino sono i due elementi decisivi nel percorso di immunizzazione delle categorie più fragili e dei sanitari. Per sconfiggere il virus e garantire la tenuta del nostro sistema sanitario, occorre mettere in campo risorse straordinarie, sia in termini di professionalità che di strutture. Il fattore tempo, l’approvvigionamento e la logistica saranno determinanti nella battaglia contro il Covid. Consapevoli di tutto questo, in queste settimane abbiamo intrapreso con i rappresentanti dell’Ausl di Romagna un percorso condiviso per l’individuazione di un punto vaccinale anche nel nostro Comune. Nella campagna di immunizzazione attualmente in corso, occorre infatti garantire i massimi livelli di sicurezza, intensificando i punti di somministrazione del vaccino e muovendosi verso la direzione di un’estensione progressiva delle categorie da vaccinare. Per questo sforzo eccezionale, voglio ringraziare di cuore tutti coloro che sono coinvolti in prima linea in quella che potrebbe essere la battaglia decisiva contro il Covid-19. La situazione di emergenza sanitaria e l’urgenza di ridurre l’impatto dell’epidemia, ci obbligano ad accelerare i tempi di somministrazione del vaccino, mettendo a punto una macchina organizzativa mai vista prima nella storia di questo Paese.”

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L’Azienda Usl della Romagna ha completato le verifiche per integrare nell’organizzazione i medici che volontariamente si rendono disponibili a collaborare per la fase vaccinale.
A questo proposito è stato attivato un indirizzo di posta elettronica a cui scrivere per aderire lasciando i propri recapiti: volontari.vaccinazione@auslromagna.it

Con determinazione del Direttore Amministrativo num. 29/2021, è stato approvato il regolamento per lo svolgimento di incarichi gratuiti su base volontaria a professionisti medici per lo svolgimento di attività di supporto nell'attuazione del piano vacinale anti Sars-Cov-2/Covid-19 che trovate in allegato alla presente notizia.

I volontari sono pregati di inviare compilato il modulo di domanda allegato.

Comune di Forli' : Covid; corse gratuite in taxi per chi versa in difficoltà. Si parte domani; 21 i taxisti aderenti all’iniziativa. 

 

Forlì, 6 gennaio. Verrà pubblicato nella giornata di domani sul sito del Comune di Forlì l’avviso pubblico con il quale si stabiliscono i criteri e le modalità per il riconoscimento delle agevolazioni per la mobilità, tramite il servizio taxi di Forlì, a favore di famiglie e persone in difficoltà o comunque caratterizzate da forme di vulnerabilità.

“Come abbiamo anticipato” – spiega l’Ass.re al welfare Rosaria Tassinari – “questa importante misura che si contraddistingue per la sua unicità nell’ambito di iniziativa di un Ente locale, si colloca nel contesto dell’emergenza sanitaria correlata alla diffusione del virus Covid 19 e si prefigge l’obiettivo di favorire forme alternative di mobilità cittadina anche rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici di linea compensando, al contempo, le maggiori difficoltà di spostamento di fasce vulnerabili della popolazione, in quanto maggiormente esposte a rischi, in termini di tutela della salute. Le agevolazioni verranno erogate fino alla data del 31 marzo 2021 e comunque fino ad esaurimento delle risorse disponibili ammontanti a € 27.720,00. Questa nuova misura di sostegno, finanziata con risorse proprie del Comune, contribuirà a soddisfare l’effettivo bisogno di mobilità di anziani, disabili o persone in condizioni di fragilità per fruire di visite mediche e/o accertamenti diagnostici o terapie, espletare pratiche legali e amministrative, prestare assistenza o compagnia a persone non autosufficienti, effettuare visite a congiunti e accompagnare i minori a scuola o ad altre attività educative. L’aspetto che più ci soddisfa” – conclude l’Ass.re Tassinari – “è che l’iniziativa ha riscosso un diffuso e inatteso interesse tra i nostri cittadini e tra coloro che versano in condizioni socioeconomiche svantaggiate. Già nelle scorse settimane abbiamo infatti ricevuto moltissime richieste di informazioni in merito alle modalità e alle tempistiche di avvio del progetto. Tutto questo testimonia la bontà dell’iniziativa e la capacità di questa Amministrazione di aver intercettato, ancora una volta, i reali e immediati bisogni delle persone più fragili”.

 

Per usufruire della corsa agevolata in taxi il richiedente, una volta sottoscritto il modulo specificamente predisposto dal Servizio Benessere Sociale e Partecipazione (scaricabile dal sito web del Comune di Forlì), dovrà telefonare ai numeri di seguito indicati: 0543-31111 – Consorzio Taxi Forlì, 0543 – 1908041 – Taxi Santi Ivan.

 

L'Associazione Amici di Padre Querzani ODV, tramite la sua Presidentessa ,  Dott.ssa Maria Grazia Silvestrini, ha ancora una volta voluto essere al fianco della Pediatria di Forlì con una donazione tanto generosa quanto indispensabile per un'efficace terapia delle malattie polmonari acute della prima infanzia e dei bambini con disabilità.

"Si tratta - spiega il direttore della pediatria forlivese, dottor Enrico Valletta - di un erogatore per alti flussi di ossigeno umidificato e riscaldato che si è dimostrato di grande utilità nel trattamento di stress respiratorio del neonato e della bronchiolite del lattante, nonchè nelle riacutizzazioni respiratorie dei bambini e dei ragazzi con problemi polmonari cronici e insufficienza respiratoria. E' un momento, questo, nel quale il trattamento delle forme respiratorie gravi dell'adulto così come del bambino richiede un grande impiego di attrezzature a disposizione di chiunque ne abbia necessità. Si rinnova oggi la nostra gratitudine per questo concreto gesto di vicinanza e di attenzione alle esigenze del nostro Ospedale e di quanti vi sono assistiti."

"L’Associazione Amici di Padre Querzani - spiega la dottoressa Silvestrini - è stata costituita  allo scopo di sostenere finanziariamente le attività di assistenza sanitaria, nutrizionale e scolastica per i bimbi della bidonville di Bukavu (Repubblica Popolare del Congo) tramite l’attività di Padre Giovanni Querzani ,  missionario saveriano che opera in quella zona. Tutti gli interventi sono stati indirizzati ai minori della Repubblica Popolare del Congo. La donazione che effettuiamo oggi  all'ospedale di Forlì assume  un particolare valore in questi difficili tempi di pandemia da Coronavirus e vuole essere un sostegno concreto alle cure dei piccoli pazienti."

Il dottor Davide Melandri, direttore della Banca Cute della Emilia Romagna a Tuttobene Tv.

Tra cute e derma, vengono trattati circa 400 pazienti all'anno con quanto messo a disposizione in tutta italia dalla Banca della Cute dell'Emilia Romagna, di base a Cesena. Ne parla il Direttore, il Dottor Davide Melandri, nella puntata 220 in programmazione questa settimana. La puoi vedere attraverso le 61 emittenti locali che fanno parte del Network della Salute. 

TUTTOBENE TV è un programma televisivo dedicato alla medicina, salute, benessere e stili di vita.TUTTOBENE TV intende promuovere la consapevolezza individuale e collettiva nella determinazione del proprio stile di vita influenzato anche “dall'economia”, e di eventuali cure necessarie al miglioramento della salute propria o altrui. Va in onda su 44 emittenti che sono raccolte all’interno del #NetworkdellaSalute e #NetworkdelBenessere. Le emittenti coprono l’intero territorio nazionale, dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Sardegna, passando per Umbria, Calabria, Toscana ed Abruzzo. Attraverso una emittente friulana, la trasmissione è visibile anche in Slovenia e parte della Croazia.TuttoBene TV ha  un proprio Comitato Etico Scientifico, formato da 7 professionisti, i quali vagliano preventivamente i possibili ospiti e quindi i contenuti delle puntate. Il tutto a garanzia degli spettatori, delle emittenti facenti parte del Network, degli ospiti e della produzione.

La puntata registrata con il dottor Melandri andrà in onda  la prossima settimana:

Saranno:

Giovedì 15.30

Sabato 10.30

Domenica 22.50

più repliche "a riempimento".

 


Dopo  il recente insediamento in Romagna del corso di Laurea di Medicina dell'Università di Bologna, un altro storico risultato per la sanità romagnola.

All'ospedale "Morgagni - Pierantoni"  di Forlì  un paziente di settanta anni  è stato operato con successo di trapianto dello sterno dall’ équipe di Chirurgia toracica forlivese, diretta dal prof. Franco Stella. L’intervento è stato eseguito in collaborazione con il team anestesiologico forlivese, diretto dal dottor Stefano Maitan . 

Nove anni fa lo stesso prof. Stella aveva effettuato a Bologna il primo trapianto totale di sterno, sostituendo l’80% dell’osso che fa da colonna portante del torace.  In particolare, lo sterno impiantato all'ospedale di Forlì, prelevato dalla Banca dell’osso tra quelli compatibili per morfologia e dimensione, è stato decellularizzato  per evitare rigetti  e rimodellato in sala operatoria.

La Chirurgia Toracica dell'Ausl Romagna  nell'ultimo anno è diventato il primo centro, per numero di interventi chirurgici  al polmone, in Emilia Romagna e  tra i primi tre centri in Italia.E' anche il primo centro in Emilia Romagna e  tra i primi quattro centri in italia per la chirurgia dell'esofago. 


“Questa tipologia d’ intervento viene impiegata per patologia tumorale, o infettiva, dello sterno ed è la più vantaggiosa perché non richiede terapia immunosoppressiva  – spiega il prof. Stella – Ho portato in Romagna la mia esperienza trapiantologica ,  maturata  in anni di attività nel Centro Trapianti di Bologna,  perché il sistema sanitario dell'Ausl Romagna presenta altissime professionalità anestesiologiche, rianimatorie, pneumologiche, di sala operatoria e di degenza ordinaria."

"La possibilità di eseguire procedure così complesse è   infatti strettamente collegata al fatto che l'Ausl Romagna è  un sistema  sanitario  di altissimo livello   - precisa il prof Stella- che ,  non a caso ,  è  stato scelto per l'insediamento di due corsi di laurea di medicina dell' Università di Bologna. Il trapianto effettuato oggi è inoltre perfettamente  riproducibile anche nelle altre sedi degli ospedali di Ravenna e Riccione, dove opero . "

"Devo molto della mia formazione,  voglio ricordarlo in questa giornata importante per i trapianti in Romagna - conclude il prof Stella   - al mio Maestro prof Ruggero Bazzocchi, originario di Faenza che, quando ho iniziato  l'attività , era direttore della Chirurgia Toracica del Sant’Orsola. Mi sono laureato e specializzato con lui  ed insieme abbiamo iniziato i trapianti di polmone."

 

Il ROTARY Club di Forlì  e il Rotary Tre Valli donano importanti attrezzature per l'ASSISTENZA DOMICILIARE COVID-19 alle USCA forlivesi: la "medicina a domicilio" e la telemedicina sono il futuro della sanità. 

Il  Rotary Club di Forlì e il Rotary Tre Valli ,  in collaborazione con il Dipartimento Cure Primarie e Medicina di Comunità Forlì-Cesena dell’Ausl della Romagna, diretto dal dott. Riccardo Varliero, hanno donato oggi importanti attrezzature a sostegno delle U.S.C.A. (Unità speciali di continuità assistenziale) del territorio forlivese dell’Ausl della Romagna per la pandemia da COVID-19. 

"Da quest’anno - spiega  il dottor Riccardo Varliero, direttore del dipartimento di cure primarie di Forlì e Cesena- per le necessità dell’emergenza della pandemia dovuta al diffondersi dell’infezione da SARS-CoV-2, sono state istituite, dall'Ausl della Romagna, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (U.S.C.A.), volte ad implementare la gestione dell’emergenza sanitaria per questa epidemia da COVID-19, al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di continuare a garantire l’attività assistenziale ordinaria.Nella Provincia di Forlì-Cesena sono coinvolti 33 medici che si recano a domicilio dei pazienti e nelle Case di riposo. Eseguono settimanalmente circa 150 visite a Cesena e 150 visite a Forlì. Le U.S.C.A. garantiscono, quindi, l’assistenza dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. Queste unità sono attive sette giorni su sette, dalle ore 8.00 alle ore 20.00"

"Siamo particolarmente grati al Rotary per questa importante donazione – prosegue – destinata ad un servizio così  importante per le cure territoriali  e per il futuro della medicina domiciliare, sempre più  orientato allo sviluppo della telemedicina ”.

 

 

Sempre sensibile alle necessità del territorio, il Rotary Club di Forlì, con la collaborazione del Rotary Tre Valli, hanno avvertito la necessità di contribuire, in quest’epoca caratterizzata, purtroppo, dagli effetti della pandemia le attività delle U.S.C.A, interventi sanitari sul territorio  fondamentali per garantire le migliori cure ai pazienti e per evitare di sovraccaricare l’Ospedale. 

 

"Dall’analisi dei dati raccolti - spiega il presidente  del Rotary  Club Forlì,  l' ingegnere Massimo Amadio- si è  deciso di donare alle U.S.C.A. del territorio forlivese . 2 pulsi-ossimetri , 1 sonda-ecografo portatile Wireless Cerbero, l’ecografo più piccolo, leggero e versatile al mondo, un Personal computer fisso , per i collegamenti Intranet nella sede forlivese dell’U.S.C.A., un Monitor HP , un Computer portatile  nel caso fosse possibile e autorizzato il collegamento dal domicilio all’applicativo Log80 per la compilazione dei referti tramite hotspot dallo smartphone del medico U.S.C.A. e creazione di una VPN (Virtual Private Network), 4 Stetoscopi , uno Stetoscopio pediatrico, un Otoscopio, Speculi auricolari pediatrici, una Bilancia pesa-neonati . In particolare il gruppo di lavoro del Rotary Club di Forlì che ha proposto questo service era formato dal sottoscritto, dal Dott. Gaddo Camporesi, Segretario, Dott. Franco Maria Guarini, Vice-presidente , Dott. Salvatore Ricca Rosellini, Past President "

 

 

 Il Rotary Club di Forlì 

 

Il Rotary Club di Forlì, composto da circa 120 soci, è attivo da oltre 70 anni, operando sia nella comunità locale forlivese che a livello internazionale. Localmente, si è distinto per numerose iniziative di servizio nel campo della solidarietà sociale, dei giovani e delle categorie più svantaggiate. È quindi intervenuto, ripetutamente ed anche recentemente, a favore delle scuole, dell’ospedale, delle case di riposo, della cultura e per la conservazione dei beni artistici. Il Club si è distinto anche a livello internazionale, per il sostegno della lotta alla poliomielite del Rotary Internazionale, sino dagli anni Settanta, con progetti specifici, originali e di grande impatto. 

Inoltre, il Club è intervento con progetti, finanziati anche dalla Fondazione Rotary, in Kazakistan contro la rabbia, nei campi algerini dei rifugiati saharawi, a sostegno della scolarità e ad Algeri, con specifici corsi sulle diversità di genere e per la realizzazione di un’aula multimediale. Il Rotary Club di Forlì, per la realizzazione dei suoi progetti di servizio, ha collaborato con numerosi altri Rotary Club, anche nel mondo, con le Istituzioni locali, con altri Club Service, con Associazioni di volontariato e con Organizzazioni non governative.   

 

 

 

 

 

"Coinvolgere i pazienti e i famigliari nel percorso di cura migliora i risultati postoperatori e contribuisce a superare le difficoltà generate dalla pandemia”- è questo uno dei risultati più significativi di uno studio clinico, nato dalla collaborazione delle Unità di chirurgia colorettale dell’Ospedale di Faenza e dell’Humanitas di Milano, (diretta dal prof. Antonino Spinelli) in tempo di Covid-19, che sta per essere pubblicato sulla prestigiosa rivista “Surgery”. Da anni si parla della necessità di rendere i cittadini-pazienti più protagonisti nella gestione della loro salute (tecnicamente “Patient engagement”). Recentemente la pandemia da Covid-19 ci ha, drammaticamente e urgentemente , dato l’occasione per mettere in pratica questo principio. In questi mesi di emergenza sanitaria più che mai i cittadini sono stati chiamati a dimostrare il loro “engagement” impegnandosi a comprendere le informazioni in modo attento e razionale, mettendo in atto i comportamenti preventivi; dimostrando fiducia nella scienza e nelle professioni sanitarie. Il “patient engagement” è emerso quindi non solo come un modello di assistenza che vede il paziente assumere un ruolo molto più attivo nel suo percorso di cura, ma un successo dell’organizzazione sanitaria: un assistito più consapevole è più coinvolto è meno soggetto ad aggravamenti e ricadute. “Quando nel febbraio 2020 la pandemia da SARS-Cov-19 ha colpito il Nord Italia pochissime persone immaginavano gli effetti dirompenti di questa infezione sul Sistema Sanitario Nazionale e su tutta la popolazione in generale – spiega il prof. Giampaolo Ugolini, direttore della Unità Operativa di Chirurgia dell’ospedale di Faenza – A marzo, mentre il numero di casi aumentava esponenzialmente e le conoscenze del virus erano ancora molto frammentarie, molti ospedali Italiani hanno interrotto, o marcatamente diminuito, l’attività chirurgica programmata. L’assenza di una risposta non ha però esaurito la domanda di cura di tutti quei pazienti affetti da neoplasie o malattie benigne gravemente invalidanti che non sono mai scomparse, nonostante il Covid-19. E’ ormai dimostrato come l’interruzione o la sola riduzione di molti servizi (viste, indagini diagnostiche, interventi e cure) in corso di pandemia, abbia colpito la salute di tante persone in particolare quelle affette da tumori creando gravi ritardi diagnostici e terapeutici che purtroppo avranno un impatto in futuro” “Alcuni servizi però – prosegue - come quello della nostra chirurgia colorettale di Faenza hanno continuato la loro missione pur con tutte le difficoltà e preoccupazioni degli operatori sanitari e dei pazienti legate alla pandemia. Questo è stato possibile grazie al lavoro di tutti gli operatori sanitari che, in maniera molto rapida, hanno saputo mettere in atto diversi cambiamenti rispetto al passato per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori nel percorso perioperatorio. Grazie ad un progetto di collaborazione tra le due Unità Specialistiche di Chirurgia Colorettale dell’Ospedale per gli Infermi di Faenza (AUSL Romagna) e dell’Istituto di Ricerca e Cura Humanitas di Milano è stato possibile analizzare i dati clinici relativi all’attività chirurgica svolta durante la prima ondata epidemica (Marzo-Maggio 2020). Il valore dei risultati ottenuti ha permesso successivamente la pubblicazione di un articolo scientifico sulla rivista Americana *Surgery. *Obiettivo dello studio era quello di confrontare i volumi e gli esiti dell’attività chirurgica colorettale elettiva per tumore del colon-retto e malattie infiammatorie intestinali, durante la prima ondata della pandemia con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente (2019). “ “In un momento critico per tutti – aggiunge – i*l sistema organizzato dall’Ausl Romagna e la collaborazione tra tutti i professionisti ha permesso di rispondere in maniera adeguata anche alle esigenze dei pazienti “non Covid”* . L'engagement non è solo un “fatto” della persona con patologia : esso implica una visione sistemica e un approccio multidisciplinare del percorso assistenziale del paziente. E’ quindi *f*ondamentale il coinvolgimento di tutti i professionisti della salute che gravitano attorno al paziente e dei famigliari. In particolare, i risultati pubblicati hanno evidenziato come, grazie alla dedizione di tutti gli operatori sanitari delle due strutture, il* numero di pazienti sottoposti ad intervento sia risultato solo lievemente inferiore rispetto all’anno precedente con risultati clinici assolutamente sovrapponibili in termini di complicanze e mortalità postoperatoria.* Solamente due pazienti dell’intero gruppo (136 pazienti) hanno contratto un’infezione da Coronavirus nel periodo postoperatorio e sono stati poi trattati con successo mediante terapia medica senza complicanze. Un approccio ragionevole alle difficoltà della situazione contingente sulla base delle conoscenze ottenute durante anni di ricerca ha permesso di continuare l’attività chirurgica con approccio mininvasivo e seguendo i protocolli di Enhanced Recovery After Surgery (ERAS). *Più del 90% dei pazienti sono stati operati mediante chirurgia laparoscopica con una degenza media postoperatoria di circa 4 giorni.* Il risultato più sorprendente riguarda proprio la degenza media che è risultata addirittura inferiore a quella del 2019 (4.2 vs 5.3 giorni p=0.02) nonostante i protocolli seguiti rimanessero sostanzialmente gli stessi. Uno dei motivi principali di questo risultato è probabilmente da ricercare nel significativo coinvolgimento da parte dei pazienti e delle loro famiglie (patient/family engagement) nel comprendere l’importanza di collaborare ai percorsi proposti per facilitare la ripresa postoperatoria.” Questo studio, sviluppato in un momento critico per tutta la popolazione e per il Servizio Sanitario Nazionale, evidenzia che è possibile continuare a mantenere un’attività chirurgica per rispondere alle necessità di tutti i pazienti, permettendo di ottenere ottimi risultati indipendentemente dalle limitazioni dovute alla pandemia. “Questo lavoro – conclude il prof. Ugolini - è dedicato a tutti gli operatori sanitari colpiti dal Covid-19 dall’inizio della pandemia e a tutti coloro che stanno continuando a lavorare senza risparmiarsi”.