Tiziana Rambelli

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Chiude oggi, a quasi tre mesi dall' inizio dell' emergenza Coronavirus, il reparto Covid 1 Pneumologia dell'ospedale di Forlì. 

"Dalla prossima settimana la Pneumologia tornerà all' attività ordinaria e non sarà  più un reparto Covid - spiega il dottor Paolo Masperi,  direttore dell'ospedale di Forlì -  Nell'ambito forlivese resteranno reparti per pazienti Covid solo Medicina, Malattie infettive e Villa Serena. Da lunedì 25 maggio, inoltre,  l'ospedale di Forlì riprenderà gradualmente le sue attività ambulatoriali, ovviamente dando priorità ai pazienti già  prenotati prima dell'emergenza Covid.  L' attività chirurgica, d'altra parte, era già  ripresa e non abbiamo più  pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva. "

"Nel reparto di Rianimazione di Forlì - prosegue - abbiamo attuato alcune azioni di sanificazione e risanamento,  ristrutturandone i locali in modo tale che  fossero disponibili sei posti per pazienti non Covid e quattro per pazienti in isolamento. Abbiamo quindi aggiunto due posti letto rispetto al precedente assetto e diviso i percorsi."

"In tempi non sospetti, l'OMS dichiara il 2020 anno dell'infermiere. Gli infermieri: “abbiamo iniziato i festeggiamenti con una pandemia inaspettata, dimostriamo il nostro saperci essere e le nostre competenze quotidianamente, il nostro anno lo festeggiamo così!”

La macchina organizzativa per i festeggiamenti della giornata dell'infermiere 2020,  era già partita da tempo ed era tutto pronto per le celebrazioni del 12 maggio a Firenze, città natale di Florence Nightale, pioniera dell'infermieristica moderna.

Arriva in campo un nemico spietato, il covid-19 che oltre che mietere molti contagi e vittime, necessita per essere contrastato, di tutto il bagaglio professionale e deontologico che l'infermiere di oggi è consapevole di avere, ma che l'organizzazione dei servizi non gli ha ancora permesso di dimostrare nella totalità delle sue facoltà. Quindi l'infermiere del 2020, di fronte ad una pandemia, cosa fa? Assolutamente nulla di nuovo, fa semplicemente quello che fa ogni giorno: assiste la persona non solo fisicamente, anche moralmente e psicologicamente, stando accanto, supportando, ascoltando e guardando negli occhi la persona che IN-CONTRA nella storia di malattia.

Ma non solo, l'infermiere si aggiorna, attinge alla letteratura scientifica e la mette in pratica sul fronte di una malattia che pare un cecchino selezionatore nel colpire le fasce più fragili, non solo gli anziani, anche pazienti oncologici, cardiopatici, polipatologici. L'infermiere del 2020 è protagonista di un servizio sanitario, che deve essere orgoglioso dei suoi professionisti, nonostante vengano spesso maltrattati e poco riconosciuti. 

Tanta è la gratitudine per le manifestazioni di affetto e vicinanza avute in questi mesi, immensa l'energia spesa e molto il bisogno di sentirsi riconosciuti e di collaborare quotidianamente a diversi livelli istituzionali e professionali.

Dimostriamo il nostro ESSERCI quotidianamente e l'anno dell'infermiere lo festeggiamo in prima linea sempre, quella a fianco del cittadino, non solo oggi!"

Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì-Cesena

L'ordine professionale degli infermieri di Forlì Cesena comunica che sabato 9 maggio l'infermiera forlivese Linda Dal Pozzo, della Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione di Forlì, sarà ospite del programma "Italia Sì", in onda su Rai 1, a partire dalle 16,40, condotto da Marco Liorni.

Linda racconterà la sua esperienza, di infermiera e di donna in prima linea, nel giorno della festa della mamma. Essere infermieri ai tempi del COVID è stata ed è un'esperienza unica non solo professionalmente, ma anche umanamente, difficile a dimenticarsi.

 

 

"Abbiamo deciso di celebrare la Festa del Primo maggio con un momento simbolico al polo ospedaliero di Forlì"

"Questa è l'ora della prova - sottolinea il primo cittadino -. La salute è posta al vertice delle priorità. Lo abbiamo ricordato ogni volta come amministrazione comunale e lo abbiamo condiviso durante le numerose videoconferenze svolte insieme ai sindacati, al mondo dell'impresa e del lavoro. Per questa ragione e per sottolineare l'impegno straordinario e il grande il sacrificio dimostrato dai Lavoratori della Sanità nella lotta all'epidemia Covid 19, insieme ai segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil e ad una rappresentanza dell'ospedale Morgagni-Pierantoni, abbiamo deciso di celebrare la Festa del Primo maggio con un momento simbolico al polo ospedaliero di Forlì. Se la salute è il primo punto, la tenuta del sistema e la ripartenza rappresentano le principali vie di uscita da questo tunnel ed è necessario intraprenderle con equilibrio per evitare passi falsi e per far sì che, in caso di bisogno, ogni problema possa essere immediatamente individuato, circoscritto, curato".

 


Il dottor Luca Saragoni, medico dell'Anatomia Patologica di Forlì, ottiene l' Abilitazione Scientifica Nazionale per ricoprire le funzioni di Professore di II Fascia nel settore concorsuale di Medicina, Disciplina Anatomia Patologica. Estremamente positivi i giudizi della Commissione nazionale che gli ha assegnato tale abilitazione.
Il dottor Luca Saragoni, già nel  Consiglio Direttivo della Società Italiana di Anatomia Patologica per il triennio 2020-2022, Segretario Regionale per l'Emilia Romagna della Società Italiana di Anatomia Patologica, Professore Aggiunto del Dipartimento di Biologia della Università di Filadelfia (USA) e Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione di Anatomia Patologica dell'Università di Bologna, è autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche, relatore in oltre 200 congressi nazionali ed internazionali, co-fondatore del Gruppo Italiano di Ricerca del Cancro Gastrico (GIRCG) ed è stato Coordinatore del Gruppo di Studio della Patologia dell'Apparato Digerente nell'ambito della Società Italiana di Anatomia Patologica.
Lo scorso anno, la Paleopathology Association, la più importante associazione internazionale di paleopatologia, che raggruppa circa duemila studiosi di tutti i paesi, aveva scelto proprio la città mercuriale, grazie alle sue ricerche paleopatologiche,  per il quinto "Meeting Nazionale del Gruppo Italiano di Paleopatologia", organizzato dai dottor Mirko Traversari e, appunto,  dal prof. Luca Saragoni,  sottolineando come "Forlì dovrebbe essere considerato nella rete con altri centri di ricerca nazionali in Paleopatologia e questa sarà un'ulteriore opportunità per lo sviluppo di questo territorio"

L’impegno senza sosta del Centro per le Famiglie di Forlì  e i Gruppi Cicogna on line con l'Ausl Romagna 

“Ringrazio di cuore il nostro Centro per le Famiglie che, in questi mesi di emergenza epidemiologica, ha continuato a garantire una rete preziosa di servizi per l’infanzia rimodulandoli sulla base delle richieste e proposte ricevute da parte di genitori e famiglie in difficoltà e adattandosi ai modi e ai tempi impostici dal Covid.”

L’Ass.re con delega al welfare Rosaria Tassinari elenca poi nel dettaglio i servizi attivi: “lo Sportello Informafamiglie è chiuso al pubblico ma "aperto a distanza" nei giorni e orari già previsti: lunedì - mercoledì - venerdì dalle 9,00 alle 13,00 e martedì e giovedì dalle 15,00 alle 18,00. Gli operatori rispondono telefonicamente o via email. Il giovedì pomeriggio è aperto, solo su appuntamento, per presentare domanda per contributi economici in scadenza (assegno di maternità di base). È stato inoltre attivato un servizio di risposta telefonica "Lontani .... ma vicini" al quale le operatrici del Percorso nascita rispondono tutte le mattine (dal lunedì al venerdì) dalle 9,00 alle 12,00 e dedicato in particolare per tutte le future mamme che si stanno avvicinando al parto e tutte le neo-mamme alle prese con allattamento, sonno, svezzamento, capricci ecc. Gli psicologi rispondono allo stesso numero il mercoledì pomeriggio dalle 15,00 alle 18,00 e il sabato mattina dalle 9,00 alle 12,00. In questo periodo, forse più che in altri, può farci sentire meglio un confronto sulle fatiche della convivenza prolungata con partner, figli piccoli ma anche, adolescenti... stress, preoccupazioni... e tanto altro.”
“Per quanto riguarda i corsi di preparazione alla nascita "Gruppi Cicogna", sempre in collaborazione con l’Ausl Romagna, sono ripartiti on-line, in formato "ridotto", con 4 incontri invece di 8 (1 con educatore e psicologo - 1 con pediatra - 2 con ostetrica), dando ottimi riscontri. Sono ripartiti inoltre sia il Gomitolino dei Papà, tutti i sabati mattina, sia il Gomitolino "classico", del lunedì mattina per mamme con bambini 0-12 mesi, spazio di incontro/confronto sulla situazione contingente e sui temi tradizionali. Psicologi e Mediatori familiari stanno riprendendo i contatti con consulenze e mediazioni interrotte a febbraio per sapere come stanno, come si sentono e, se necessario, per supportare alcune situazioni con colloqui on-line dato il prolungarsi di questa situazione.”
“Infine” – conclude la Tassinari – “in vista della cosiddetta fase due stiamo rivedendo il progetto Famiglie & Baby sitter con l’intento di potenziarlo per far fronte in tempi rapidi alle richieste di molti genitori che rientreranno a lavorare.”

I  bambini del catechismo e del gruppo giovanissimi della parrocchia di San Bartolomeo in Bosco (provincia di Ferrara) ci hanno inviato un video e hanno chiesto di divulgarlo a tutti gli operatori sanitari dell'Ausl Romagna
"Questi disegni  - spiegano -sono tanti "GRAZIE" che i ragazzi rivolgono a tutto il personale sanitario, che in questi giorni di emergenza, lavora con grande dedizione e facendo tanti sacrifici.
Nella speranza che riusciate a inviare questo video a coloro, dottori e infermieri, che lavorano in prima linea nei vostri ospedali."

 

Il prof. Giorgio Ercolani , direttore della Uo di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì, intervistato dalla giornalista Federica Mosconi sui percorsi chirurgici oncologici in Emergenza Coronavirus.

Clicca qui per vedere l'intervista https://youtu.be/PWGop5KPcKg

 

La dottoressa Silvia Mambelli, direttrice del servizio infermieristico dell'Ausl Romagna, è stata scelta per testimoniare, in una conference call, gli operatori italiani nell'emergenza sanitaria COVID.Alla videoconferenza hanno partecipato rappresentanti sanitari di nazioni europee ed asiatiche, che hanno raccontato l'esperienza dei loro Paesi nell'affrontare l'emergenza sanitaria mondiale del Coronavirus.

"Nonostante oltre quarant' anni di esperienza, trascorsi in vari ruoli di assistenza sanitaria - ha spiegato la dottoressa Mambelli, in collegamento con esperti di tutto il mondo -  nulla avrebbe potuto davvero prepararmi per l'emergenza COVID-19 di oggi...Il lavoro che facevo poco più di un mese fa sembra appartenere ad un'altra vita. Invece di lavorare per obiettivi a lungo termine, ora devo concentrarmi sul qui ed ora, rispondendo a bisogni urgenti a cui dobbiamo adattarci rapidamente. La prima sfida è stata la riorganizzazione completa dell'infrastruttura sanitaria, in cui molte unità sono state riproposte per fornire servizi dedicati esclusivamente a COVID-19. Questo era necessario per contenere la diffusione del virus, garantendo al contempo servizi sanitari essenziali."

“La successiva priorità - prosegue - era assicurarsi che gli operatori sanitari avessero i dispositivi di protezione necessari: le giuste maschere, camici, guanti e occhiali. Il problema della carenza di dispositivi di protezione è stato una preoccupazione costante, ma in primo luogo era necessario affrontare la paura di essere infettati. Per questo motivo, fin dall'inizio, abbiamo organizzato un meticoloso addestramento sulla prevenzione delle infezioni, che ha contribuito a combattere la paura crescente tra gli operatori sanitari...."

"La collaborazione e il rispetto reciproco tra gli operatori sanitari oggi non ha precedenti - conclude -  Infermieri e medici combattono insieme questo virus. L'unione è indispensabile in questo momento, ma mostra anche la strada per il futuro.Vedo nell'attuale emergenza un'opportunità per realizzare un cambiamento. Dobbiamo attingere alle nostre competenze per identificare il modo migliore per andare avanti, poiché sono le persone che lavorano ogni giorno, ora,  nei reparti che possono insieme creare un sistema sanitario migliore. Non può esistere una società forte senza una forte assistenza sanitaria che passa prioritariamente da un efficace piano di prevenzione ".


Per scaricare l'intervista alla dottoressa Mambelli, clicca qui:http://www.euro.who.int/en/countries/italy/news/news/2020/4/silvia-mambelli-how-the-covid-crisis-is-uniting-the-italian-health-workforce

 

Il dottor Fabio Tarantino tra gli autori delle Raccomandazioni per garantire la cura dell'Infarto Miocardico durante l'emergenza Covid 19, pubblicate sulla rivista ufficiale della Società Americana di Emodinamica, intervistato nella rubrica televisiva "Nonostante tutto" , a cura della giornalista Federica Mosconi.

Si tratta del primo documento ufficiale di raccomandazioni per gli operatori medici e sanitari in cardiologia in pazienti Covid  ed è stato accettato dalla più importante rivista USA di Emodinamica, Catheterization and Cardiovascular Interventions.

 

Clicca qui sotto per vedere l'intervista:


https://www.youtube.com/watch?v=4ft1z6zPnsY