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E'' stata effettuata alcuni giorni fa la prima donazione di cornee da un paziente deceduto presso l’Hospice "Villa Agnesina" a Castelraniero (Faenza). A donare è stato un uomo di 66 anni, mentre a riportarne la volontà donativa è stato il fratello.

Un’operazione complessa quella che è stata effettuata per il prelievo presso l'Ospedale "Per gli Infermi" di Faenza, guidata dalla dottoressa Giulia Maritozzi e coordinata dall’infermiera Sara Dominici (Ufficio di Coordinamento Ospedaliero Donazione Organi e Tessuti), che ha permesso il prelievo dei tessuti corneali successivamente inviati alla Banca delle Cornee di Bologna, ma grazie alla quale due persone potranno riacquistare la vista. Intervento dal quale emerge che anche per pazienti ricoverati in questa struttura, sussiste in certe circostanze, la possibilità di donare.

Con l'occasione si ricorda che per diventare donatori di organi e tessuti è possibile rilasciare il consenso al momento della sottoscrizione o del rinnovo della carta di identità, esprimere la propria volontà liberamente e portare con sé una dichiarazione firmata o rivolgersi alle Associazioni di volontariato per la donazione. Nel caso in cui non sia stato espresso consenso diretto, a decidere sono i parenti più vicini: la moglie o il marito, i figli, i genitori in caso di minori.

"La diffusione della cultura della donazione ha bisogno di attenzione costante - dice il personale dell’Ufficio Coordinamento Donazione Organi e Tessuti - ringraziamo i donatori e le loro famiglie per la capacità di donare vita nel momento del dolore più intenso. E’ un gesto di amore, di solidarietà, di reale e concreto altruismo che può ridare la felicità e la serenità a quanti sono affetti da patologie oculari. Ci auguriamo che attraverso una capillare formazione del personale sanitario, un’attenta attività di informazione e comunicazione, il servizio possa crescere a favore di quanti aspettano una occasione di guarigione”.

Nel corso della sua lunga carriera aveva accumulato tanti giorni di ferie, ora che sta per andare in pensione concluderà la sua permanenza all’Ausl Romagna con un gesto di grande generosità. Il dottor Roberto Angelini, direttore del Servizio Veterinario, unità opertiva "Sanità animale ed igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche" di Rimini, ha messo a disposizione le proprie ferie per i dipendenti aziendalii che, in condizioni di disagio, potessero averne bisogno. E in due hanno accettato. Una sorta di “banca del tempo” aziendale che è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti Medici, e che contempla vada attuato un apposito percorso regolamentato, affinchè a fruire sia chi ne ha realmente bisogno.

Dottore come mai questa decisione?

“Nel corso di questi ultimi 10 anni l'unità operativa da me diretta è pressochè stata chiamata ad affrontare in ogni annata situazioni di emergenza, vuoi per il passaggio dalle Marche in Emilia Romagna, vuoi per le epidemie di influenza aviaria, per la mucca pazza, Il virus della lingua blu, vuoi la West Nile Disease  ed altre minori. Come direttore mi sono dedicato al cento per cento per dare tutto l'aiuto necessario ai colleghi, purtroppo questo ha comportato un accumulato di moltissimi giorni di ferie. Ora sono vicino alla pensione, e so già che mi mancherà il non poter più essere di aiuto alla mia equipe favolosa. E così ho voluto fare un ultimo gesto che possa coniugare due cose: la possibilità per me di trattenermi qualche mese in più al lavoro, e la possibilità per qualche  altro lavoratore dipendente Aziendale che ne ha bisogno, di usufruire di un beneficio previsto dal contratto che sia finalizzato al bene dei  meno fortunati’”.

Quindi cosa ha fatto?

“Beh per prima cosa ho contattato il personale dell ufficio Presenze assenze, dal quale ho avuto conferma che questa operazione era possibile, in quanto prevista da contratto. Poi ho reso nota questa mia disponibilità”.

E ha avuto delle richieste?

“Sì, per ora  due dipendenti, non li conosco, per di più non lavorano a Rimini ma in un altro ambito territoriale. Non mi  interessa il nome, ma mi sono raccomandato presso gli uffici aziendali che verificassero il possesso di un reale forte stato di disagio familiare. Ne sono stato contento. E questo rende ancora di più l’idea che l’Ausl Romagna è un’azienda unica, che più delle parole vale l'esempio, dei direttori in primis".

Lo rifarebbe?

"Rifarei sia il percorso professionale, seppur difficile e pesante,  ma che è sfociato in una eccellente valutazione della unità operativa da parte  della Commissione di accreditamento regionale avvenuta nel 2017, sia questo gesto finale, perchè è davvero bello e appagante aiutare gli altri. E invito altri, se possono, ad imitarmi".

Quanti giorni di  ferie ha per ora ceduto?

"Ne ho cedute 20 ad un dipendente e 30 ad un secondo".

 Pensa di cederne ancora?

"Se la salute mi aiuta e se avrò la fortuna di  lavorare fino alla fine,  posso cedere ancora 250 giorni, se qualcuno è nelle condizioni di necessita può rivolgersi all ufficio Presenze assenze di Rimini che mi contatterà , io sono disponibile".

Nel corso della sua lunga carriera aveva accumulato tanti giorni di ferie, ora che sta per andare in pensione concluderà la sua permanenza all’Ausl Romagna con un gesto di grande generosità. Il dottor Roberto Angelini, direttore del Servizio Veterinario, unità opertiva "Sanità animale ed igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche" di Rimini, ha messo a disposizione le proprie ferie per i dipendenti aziendalii che, in condizioni di disagio, potessero averne bisogno. E in due hanno accettato. Una sorta di “banca del tempo” aziendale che è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti Medici, e che contempla vada attuato un apposito percorso regolamentato, affinchè a fruire sia chi ne ha realmente bisogno.

Dottore come mai questa decisione?

“Nel corso di questi ultimi 10 anni l'unità operativa da me diretta è pressochè stata chiamata ad affrontare in ogni annata situazioni di emergenza, vuoi per il passaggio dalle Marche in Emilia Romagna, vuoi per le epidemie di influenza aviaria, per la mucca pazza, Il virus della lingua blu, vuoi la West Nile Disease  ed altre minori. Come direttore mi sono dedicato al cento per cento per dare tutto l'aiuto necessario ai colleghi, purtroppo questo ha comportato un accumulato di moltissimi giorni di ferie. Ora sono vicino alla pensione, e so già che mi mancherà il non poter più essere di aiuto alla mia equipe favolosa. E così ho voluto fare un ultimo gesto che possa coniugare due cose: la possibilità per me di trattenermi qualche mese in più al lavoro, e la possibilità per qualche  altro lavoratore dipendente Aziendale che ne ha bisogno, di usufruire di un beneficio previsto dal contratto che sia finalizzato al bene dei  meno fortunati’”.

Quindi cosa ha fatto?

“Beh per prima cosa ho contattato il personale dell ufficio Presenze assenze, dal quale ho avuto conferma che questa operazione era possibile, in quanto prevista da contratto. Poi ho reso nota questa mia disponibilità”.

E ha avuto delle richieste?

“Sì, per ora  due dipendenti, non li conosco, per di più non lavorano a Rimini ma in un altro ambito territoriale. Non mi  interessa il nome, ma mi sono raccomandato presso gli uffici aziendali che verificassero il possesso di un reale forte stato di disagio familiare. Ne sono stato contento. E questo rende ancora di più l’idea che l’Ausl Romagna è un’azienda unica, che più delle parole vale l'esempio, dei direttori in primis".

Lo rifarebbe?

"Rifarei sia il percorso professionale, seppur difficile e pesante,  ma che è sfociato in una eccellente valutazione della unità operativa da parte  della Commissione di accreditamento regionale avvenuta nel 2017, sia questo gesto finale, perchè è davvero bello e appagante aiutare gli altri. E invito altri, se possono, ad imitarmi".

Quanti giorni di  ferie ha per ora ceduto?

"Ne ho cedute 20 ad un dipendente e 30 ad un secondo".

 Pensa di cederne ancora?

"Se la salute mi aiuta e se avrò la fortuna di  lavorare fino alla fine,  posso cedere ancora 250 giorni, se qualcuno è nelle condizioni di necessita può rivolgersi all ufficio Presenze assenze di Rimini che mi contatterà , io sono disponibile".

Medici di famiglia, Comune di Faenza e Azienda Usl insieme, per facilitare i cittadini faentini nell'effettuazione della vaccinazione contro l'influenza stagionale. Quest'anno infatti, per favorire l'accesso di un numero maggiore di utenti nel rispetto delle indicazioni anti-assembramento, i medici di famiglia, con il supporto del Dipartimento di Cure Primarie e del Distretto di Faenza (diretti dal dottor Mauro Marabini e dalla dottoressa Donatina Cilla) ha richiesto la disponibilità di spazi aggiuntivi rispetto a quelli dei propri ambulatori. Immediata e importante la risposta del Comune di Faenza, che ha messo a disposizione la sede Fieristica, all'interno della quale saranno allestite quattro postazioni per la vaccinazione, gestite dai medici stessi ed operative da lunedì 19 ottobre a favore dei residenti a Faenza.

La Fiera vanta un ampio parcheggio e spazi adeguati interni, e ricevimento al coperto con steward; si stima possano vaccinarsi qui circa diecimila persone, e vi si potranno riferire i pazienti dei medici del gruppo "Caspita" e del gruppo "Medici in centro", nonchè di medici di altri gruppi. La sede sarà operativa, secondo le modalità comunicate da ogni singolo medico, su prenotazione presso il medico stesso e non ad accesso diretto, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 17.

Dichiara il sindaco di Faenza Massimo Isola: “Prima il sindaco Malpezzi e in quest'ultima fase il sottoscritto abbiamo lavorato per trovare una soluzione che potesse garantire l'esigenza di svolgere la campagna vaccinale di quest'anno in massima sicurezza. Sono perciò soddisfatto che la soluzione del centro fieristico sia stata ritenuta adeguata e funzionale dalla Ausl e dai medici di medicina generale, a dimostrazione di un proficuo lavoro di squadra per la salute di tutti, cittadini, medici e operatori sanitari”.

 

Molta emozione, ieri, negli ospedali di Ravenna e di Lugo per la visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha voluto, insieme alla sua giunta, rendere omaggio al personale sanitario che nei mesi scorsi si è battuto contro l'infezione da Covid 19. Tanti gli applausi in entrambi i presidi, specie per le testimonianze effettuate dagli operatori. Mai si è parlato anche di futuro e di investimenti.

I lavori in corso per la sanità ravennate ammontano a oltre 12 milioni di euro, di cui 7,2 per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’Ospedale di Faenza e 4,8 milioni per la realizzazione del nuovo padiglione all’Ospedale di Lugo.

Sono invece in fase di progettazione interventi per un totale superiore ai 16 milioni di euro: 5,2 sono destinati alla ristrutturazione dei blocchi operatori di tutti i nosocomi della provincia, 5,9 alla costruzione di un nuovo edificio per i servizi amministrativi dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna e 4,8 per il piano generale di riorganizzazione ospedaliera, che prevede anche la realizzazione di 4 posti in medicina interna e 12 posti letto in medicina d'urgenza nella struttura di Ravenna e l’adeguamento di 4 posti letto in medicina d’urgenza a Lugo e altrettanti a Faenza.

Per quanto riguarda la programmazione, all’interno dell’Accordo di programma 2019 sono previsti 9,5 milioni di euro per la ristrutturazione e riqualificazione dell’area pediatrica del presidio ospedaliero di Ravenna. Sul fronte invece delle Case della salute, si stimano interventi per 8,8 milioni di euro: 6 milioni per la realizzazione della struttura ‘Darsena’ a Ravenna, già in fase di programmazione, 200.000 euro per la ristrutturazione della Casa della salute ‘Castiglione’ sempre nel Comune capoluogo e infine 2,6 milioni per la costruzione ex novo di una struttura a Lugo – intervento che, come il precedente, è al momento in fase di progettazione.

Anche l'Ospedale Santa Maria delle Croci è stato presente, sabato scorso, all'udienza privata che Sua Santità Papa Francesco ha concesso al sindaco di Ravenna, accompagnto dal presule di Ravenna-Cervia Monsignor Lorenzo Ghizzoni, in  occasione delle manifestazioni per la ricorrenza dantesca, il corso a Ravenna. Una rappresentanza della Direzione medica di presidio ha infatti potuto consegnare al Pontefice una copia del volume "Data mi fu soave medicina", testo fotografico cui si associa anche la mostra in corso presso l'Ospedale stesso e che ricorda i momenti più difficili dell'emergenza covid, nonchè un olio su tela che rappresenta la pineta di Classe ed il sentiero che poi giunge al bivio, rappresentativo sia del percorso di Dante, che della vita di ciascuno.

La visita, che prevedeva la benedizione della Croce donata da Paolo VI e che verrà riapposta sulla tomba del Sommo Poeta, in seguito alla rivisitazione del sempolcro, si è conclusa con il coinvolgimento di Papa Francesco, che inoltre elaborerà un documento al fine di promuovere in ogni scuola di ordine e grado la conoscenza della Divina Commedia.

Il commovente incontro si è svolto nella splendida Sala Clementina, con Papa Francesco accogliente, attento sorridente e molto cordiale; a fare le presentazioni Monsignor Ghizzoni.

Si informa che in occasione della ricorrenza di San Gaudenzo, Santo Patrono di Rimini, nella giornata di domani, mercoledì 14 ottobre, i servizi amministrativi presso le sedi aziendali che insistono nel comune di Rimini saranno chiusi per l’intera giornata. L’attività dei servizi di natura sanitaria sarà limitata alle prestazioni normalmente erogate nei giorni festivi.

Si informa la cittadinanza che domani mattina, per motivo organizzativi, l'accesso "storico" all'Ospedale "Santa Maria delle Croci, di via Missiroli 10, sarà chiuso per motivi organizzativi fino alle ore 10:30. Restano ovviamente aperti tutti gli altri accessi. Ci si scusa per il disagio.

Parte il prossimo 12 ottobre la campagna di vaccinazione contro l’influenza. Principali destinatari dell’offerta del vaccino antinfluenzale sono i gruppi di popolazione più a rischio di complicanze, in particolare gli anziani di età pari o superiore a 60 anni, con o senza patologie croniche, le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza; medici e personale sanitario di assistenza nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali; soggetti ricoverati presso strutture per lungodegenti; soggetti tra i 6 mesi e i 60 anni con patologie croniche; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (personale scolastico, polizia, carabinieri, vigili del fuoco, e così via); personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; volontari in ambito sociosanitario e donatori di sangue.

 Campagna regionale "È tempo di vaccinarsi!"

Tutto reso noto dal presidente dell'Emilia romagna Stefano Bonacini e dall'assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, poco fa, in una conferenza stampa in cui sono state illustrate, oltre alla campagna vaccinale, tutte le forti misure messe in campo da Piacenza a Rimini, per contrastare il Covid 19 (in merito anche il testo in allegato e la fotogallery). Ha già preso il via anched la campagna di comunicazione del servizio sanitario regionale (organizzata tra social, spot radio, video, locandine), all’insegna dello slogan “È tempo di influenza, è ora del vaccino. Vaccinati, proteggi subito te stesso e gli altri”.

Anche quest’anno, per la popolazione adulta, la vaccinazione sarà affidata ai Medici di famiglia a cui ci si deve rivolgere per ogni informazione e per concordare le modalità di effettuazione. I bambini affetti da patologie croniche predisponenti le complicanze, verranno invitati alla vaccinazione dal Servizio Pediatria di Comunità su segnalazione del proprio pediatra.

L’influenza costituisce da sempre un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità, delle possibili gravi complicanze e della variabilità dei virus influenzali. E quest’anno lo è ancora di più, poiché la stagione influenzale vedrà, molto probabilmente, una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2. Con la vaccinazione antinfluenzale si punta quindi a ridurre le complicazioni e semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti.

La prevenzione dell’influenza si basa principalmente sulla vaccinazione, oltre che sulle misure di igiene e protezione individuale che stiamo già adottando e dobbiamo ancora continuare ad adottare : lavarsi bene e frequentemente le mani, coprirsi naso e bocca ogni volta che si tossisce e starnutisce, usare fazzoletti monouso e gettarli dopo l’utilizzo, limitare i contatti con altre persone in caso di influenza.
La vaccinazione è in grado di ridurre significativamente le complicanze, l’ospedalizzazione e l’eccesso di mortalità nei soggetti maggiormente a rischio.

Il vaccino antinfluenzale è sicuro, di provata efficacia e generalmente ben tollerato.
Gli effetti collaterali più comuni, anche se non frequenti, possono consistere in dolore di solito di lieve entità e/o arrossamento nel punto di iniezione. In rare occasioni possono manifestarsi leggero malessere generale, febbricola, dolori muscolari, nevralgie, di breve durata. I vaccini in uso non contengono mercurio o suoi derivati ed essendo costituiti da particelle virali frammentate e purificate non possono essere responsabili di trasmettere la malattia influenzale.

Per le categorie a rischio la somministrazione del vaccino è gratuita. Una sola dose di vaccino è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dei bambini mai vaccinati in precedenza, ai quali vengono raccomandate due dosi a distanza di quattro settimane.

La AUSL della Romagna ha già acquistato 268.000 dosi di vaccino (46.400 Forlì, 46.600 Cesena, 78.000 Rimini e 97000 Ravenna). Nella stagione scorsa in Romagna i vaccinati hanno raggiunto quota 205.781 con un aumento del 11% rispetto all’anno precedente (184.939 le persone vaccinate nel 2018).
Significativo l’incremento registrato tra gli operatori sanitari: 5.392 le persone che hanno optato per il vaccino lo scorso anno, rispetto alle 3.985 del 2018-2019, con un aumento percentuale pari al 35%.

Per maggiori informazioni consulta il sito del Sistema Sanitario Regionale

Vaccinazione antipneumococcica

Anche per quest’anno è confermata l’offerta attiva e gratuita del vaccino antipneumococcico polisaccaridico coniugato 13 valente ai nati nel 1955 e ai cronici di tutte le età non ancora vaccinati; l’offerta del vaccino antinpneumococcico polisaccaridico purificato 23 valente ai nati nel 1954 e ai cronici di tutte le età, vaccinati nel corso della precedente stagione, al fine di completare il ciclo vaccinale sequenziale che non prevede ulteriori dosi di richiamo.

In merito alle notizie relative alle dimissioni volontarie di una pediatra che esercita a Cervia, l’Azienda comunica che conferirà un incarico provvisorio per la sostituzione della professionista e che sulla vicenda non vi è stata alcuna sottovalutazione ne’ ritardo.

La comunicazione delle dimissioni della pediatra sono giunte all’Azienda il 19 agosto, e l’ufficio competente si è subito attivato per individuare un incarico provvisorio. Per fa ciò ha inviato a tutti i pediatri di libera scelta presenti nella graduatoria aziendale dell’anno 2020 il relativo invito, e il 24 di settembre scorso è scaduto il termine per presentare le domande per eventuali disponibilità. Sulla base di tali disponibilità l’Azienda conferirà un incarico provvisorio a far data dal 20 ottobre 2020 di fatto senza alcuna sospensione del servizio.

Sebbene comprensibile la preoccupazione della cittadinanza, spiace sia stata espressa, soprattutto sui social, con toni e affermazioni assolutamente distorte sia nei confronti dei tre altri pediatri del territorio cervese sia nei confronti dell’Azienda. Va peraltro ben sottolineato che i pediatri vengono pagati per quota capitaria, ovvero sulla base del numero e delle caratteristiche dei piccoli assistiti, quindi l’Azienda non avrebbe risparmiato risorse nel caso che gli assistiti fossero stati presi in carico dalle rimanenti tre professioniste, e la questione non è dunque riconducibile a presunti tagli. Si auspica dunque, in futuro, che il confronto resti sempre su toni congrui e sulla effettiva realtà dei fatti.