Pagnini Francesco

Articoli inseriti da Pagnini Francesco

Una iniziativa per ripartire, dopo mesi difficili. Il territorio e la comunità di Novafeltria, nel riminese, festeggiano oggi l’inaugurazione della Casa residenza anziani (Cra) dell’Alta Valmarecchia attesa da anni.

Una struttura di 3.700 metri, la Cra, ricca di spazi confortevoli, dalla sala per le attività e l’area di culto alla palestra per le terapie, dagli ambienti dedicati all’incontro con le famiglie e ai servizi alla persona, all’ambulatorio medico; in tutto, 30 posti letto per dare ospitalità e assistenza agli anziani non autosufficienti, più altri 4/5 destinati al centro diurno.

L’edificio, prima di diventare Cra, ha ospitato da marzo fino a metà giugno pazienti positivi al coronavirus, in attesa di negativizzazione. Dopo il completamento dei lavori- accelerati a metà marzo - del primo stralcio di interventi, la struttura in cui è inserita la Casa per anziani in futuro ospiterà numerosi ambulatori e servizi distrettuali attualmente ubicati altrove. Si realizzerà così una “Cittadella della salute” a servizio del territorio, che comprenderà, oltre alla Cra e ai servizi territoriali, anche l’ospedale Sacra Famiglia con la Casa della Salute al suo interno.

Costruita grazie al finanziamento di 3 milioni di euro della Regione e dell’Ausl Romagna e al contributo di 200mila euro dei sette Comuni dell’Alta Valmarecchia, è stata inaugurata ufficialmente questa mattina alla presenza, tra gli altri, del sindaco del Comune di Novafeltria e presidente dell'Unione di Comuni Valmarecchia, Stefano Zanchini, e del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Al taglio del nastro anche il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, la presidente dell’Assemblea legislativa regionale Emma Petitti, il vescovo di San Marino-Montefeltro Andrea Turazzi, oltre ai sindaci dell’Unione Alta Valmerecchia e al personale tecnico e sanitario dell'Ausl tra cui la dottoressa Elisabetta Silingardi (Direttore del Dipartimento Cure primarie di Rimini) e l'architetto Enrico Sabatini (direttore delle Attività tecniche).

“Credo che questa giornata - ha affermato Bonaccini- con l’inaugurazione della Cra, dia davvero il senso della ripartenza e ci faccia rivedere la luce dopo questi mesi difficilissimi: il welfare, infatti, è uno dei pilastri su cui poggia la vita quotidiana di una comunità e del territorio. Ero stato qui un anno fa a visitare la struttura, ripromettendomi di tornare al termine di questi importanti lavori, che per Novafeltria e l’Alta Valmarecchia rappresentano un primo, importante passo verso la costruzione di una vera e propria Cittadella della salute. Un progetto- ha aggiunto il presidente- in cui abbiamo creduto e investito, convinti della necessità di portare sempre più vicino ai cittadini i servizi. Un intervento che conferma la nostra volontà di investire nelle politiche per l'assistenza alle famiglie e in una sempre maggiore attenzione per le aree interne”.

La Casa Residenza Anziani dell’Alta Vamarecchia

L’edificio ha una superficie complessiva di 3.700 metri, di cui oltre 2.300 interessati dai lavori, tra piano interrato, piano terra, primo piano e sottotetto. La struttura contempla 30 posti letto (suddivisi in 12 camere singole e 9 doppie), più altri 4/5 posti per Centro diurno al piano terra e locali di supporto per tale attività al primo piano. L’ingresso alla Casa avviene da un portico accessibile da un camminamento pedonale di nuova realizzazione e dal quale si accede ad una zona filtro di ingresso su ci si affaccia la portineria. Da qui si articolano gli spazi collettivi: il soggiorno per gli ospiti con  l’angolo dedicato all’area di culto e la sala per le attività occupazionali (a servizio delle postazioni del Centro diurno); la palestra per le terapie riabilitative e motorie con deposito dedicato; i servizi per gli ospiti; la stanza incontro famiglie; la sala infermieri; l’ambulatorio medico; la “sala morbida”  per i servizi alla persona (parrucchiera, manicure..); la sala da pranzo, oltre a locali di servizio riservati agli ospiti e agli operatori e, al primo piano, spogliatoi, lavanderia, uffici amministrativi e direzionali.

Proseguono i lavori al presidio ospedaliero di Faenza, finalizzati a razionalizzare i percorsi pedonali e dei mezzi in modo da ottimizzare anche questi aspetti. Tali lavori renderanno però necessaria, a partire dal prossimo lunedì 6 luglio, la cantierazione di alcune aree che attualmente sono di libero utilizzo, con alcune conseguenti modifiche dei percorsi d’accesso all’ospedale.

Tali aree sono quelle adiacenti al portineria fino al retro del cosiddetto “cortile della Madonnina”. Ne consegue che l’accesso pedonale, per il tempo dei lavori, dovrà avvenire proprio dal “cortile della Madonnina”.

La durata delle opere sarà di circa tre settimane salvo condizioni meteo avverse: sarà comunque cura dell’Azienda informare quando le condizioni precedenti saranno ripristinate.

Ci si scusa per l’eventuale disagio.

Tutela dell’ambiente e solidarietà si abbracciano nel gesto di Elia Ricciotti, un giovane riminese che ha partecipato ad un concorso fotografico mirato alla sensibilizzazione sull’ambiente, contestualmente ha realizzato un progetto di tutela ambientale, si è dunque aggiudicato un riconoscimento di 500 euro che ha deciso di donare all’Ospedale di Rimini per il contrasto del Covid 19.

Tutto nasce dall’iniziativa di Coop Alleanza 3.0, da sempre impegnata nel campo della sostenibilità, che sostiene il Green Social Festival, riconoscendo la necessità di continuare ad informare e sensibilizzare i cittadini sui temi ambientali e di sostenibilità, soprattutto in un momento in cui l’emergenza della pandemia ha posto in evidenza nuove priorità per il pianeta.

Nell’ambito del concorso fotografico, Coop Alleanza 3.0 ha assegnato un premio speciale ad Elia Ricciotti e alla sua foto che ritrae un gruppo di ragazzi che pulisce la città: un’immagine che esprime l’importanza del contributo di ciascuno di noi per tutelare l’ambiente. Non solo un messaggio molto coerente con i principi cooperativi di cui Coop Alleanza è sostenitrice, ma che si rifà ad un progetto realizzato proprio da Elia e da altri ragazzi, cioè ad una maxi raccolta da mozziconi che hanno effettuato in città e alla realizzazione di un piccolo contenitore che aiuta a non gettare i mozziconi a terra.

E la sensibilità di Elia si è manifestata anche attraverso l’utilizzo del premio ricevuto: Elia ha infatti deciso di devolvere la somma di 500 euro all’ospedale della sua città per contrastare il Covid.

Questa mattina, presso l’iper Celle di Rimini, la cerimonia di “doppia consegna”. Erano presenti, oltre ad Elia e agli altri ragazzi del progetto, l’assessore del Comune di Rimini ad Ambiente, Sviluppo sostenibile, Blue economy, Start up, Identità dei luoghi Anna Montini; Simona Arduini (presidente della Zona soci di Rimini e Consigliera di amministrazione di Coop Alleanza 3.0), Paolo Amabile del Green Social Festival, la dottoressa Elisabetta Montesi responsabile aziendale di Fundraising per Ausl Romagna. Simona Arduini ha dunque consegnato l’”assegnone” ad Elia, che l’ha consegnato alla dottoressa Montesi, la quale ha ringraziato a nome della Direzione Aziendale, sottolineando come “da parte dei giovani come Elia abbiamo ricevuto, in questi mesi di covid, tanti gesti significativi all’insegna della solidarietà. E' un bellissimo segnale”.

 

L'Azienda USL della Romagna informa tutta la cittadinanza dello sciopero generale nazionale di tutto il personale del Comparto Sanità indetto da USB – Pubblico Impiego SANITA’ per l’intera giornata di giovedì 2 luglio 2020.

Nella giornata dello sciopero saranno assicurati i servizi pubblici essenziali, nel rispetto della vigente normativa, attraverso l’individuazione dei contingenti minimi di personale a garanzia delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, equivalenti ai servizi minimi assicurati normalmente nei giorni festivi.

 

“Si trasferisce” presso l’Ausl il test per l'ambliopia, per i bimbi del distretto di Faenza. Il test per l’ambliopia, cosiddetto “occhio pigro”, viene solitamente proposto nelle scuole, ma a causa della loro chiusura nei mesi di marzo, aprile e maggio, sarà effettuato, a partire da domani primo luglio da ortottiste dell'Ausl Romagna ogni giorno in orario mattutino (dal lunedì al venerdì) nei mesi di luglio e agosto presso il complesso “ex Salesiani” (via San Giovanni Bosco, 1) a Faenza.

                                                                                              

L’ambliopia a carico dell'occhio (occhio pigro) è un deficit visivo in assenza di una patologia anatomica carico dell’occhio, generalmente monolaterale, che interessa il 4-5 per cento dei bambini nei Paesi Occidentali. Potenzialmente può anche diventare causa di grave ipovisione che, se interviene in età evolutiva, può condizionare l’apprendimento e lo sviluppo psico-motorio del bambino.

Il disturbo, non migliorabile con lenti, può essere corretto con possibilità di successo più o meno completo solo entro i primi 5-6 anni di vita. La precocità del trattamento richiede una diagnosi tempestiva. Un’ampia letteratura ha dimostrato l’efficacia di uno screening oftalmologico che, secondo le indicazioni fornite dall’Oms e dal Uk National Screening Committee, deve comprendere controlli da parte di personale specializzato su tutti i bambini residenti nel territorio, anche in mancanza di sintomi, indicazione clinica o familiarità per patologia.

Questa importante attività di prevenzione coinvolge i bambini di 5 anni, le cui famiglie vengono chiamate direttamente. Lo screening è eseguito da ortottiste dedicate generalmente presso le scuole materne ma si estende anche ai bambini non frequentanti. Le famiglie stanno ricevendo a casa un invito ad eseguire la valutazione ortottica e i Pediatri di Libera Scelta sono stati tutti informati.

Saranno ovviamente osservate le più comuni norme per il distanziamento fisico, il rispetto dell'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, dell'igiene delle mani e delle superfici di utilizzo. E' previsto l'accesso di un bambino e di un genitore ogni 20 minuti per una prova della durata media di 15 minuti e per la necessaria sanificazione fra una visita e l'altra.

Ancora un importante gesto di vicinanza della società civile alla sanità riminese, e in particolare alla Diabetologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. Questa mattina i Lions di Rimini Malatesta e di Santarcangelo hanno consegnato al dottor Giorgio Ballardini (primario della Medicina di Rimini) e alla dottoressa Anna Carla Babini (responsabile della Diabetologia), alla presenza di vari infermieri tra cui la coordinatrice Marisa Bonini, il Biothesiometer, una apparecchiatura che consente di misurare, rapidamente, la sofferenza degli arti inferiori in presenza di diabete, nonché un doppler vascolare per la stessa funzione, del valore complessivo di circa 2.500 euro da utilizzare per i pazienti seguiti dal servizio.

Per i donatori erano presenti la presidente del Lions Club Rimini Malatesta Vittoria Vitale e la past president Simonetta Lolli, il presidente del Lions Club Santarcangelo Loris Sapignoli con la Cooordinatrice New Voices Sandra Sacchetti.

La sofferenza degli arti inferiori, che può portare all’insorgenza di complicanze anche importanti, come ad esempio il piede diabetico, è un disturbo molto comune tra le persone con diabete: nel Riminese interessa i pazienti seguiti dalla Diabetologia sono circa settemila, e nel 2019 le prestazioni legate al “piede diabetico” sono state 1.645.

 “Questa donazione, di cui ringrazio sentitamente i Lions anche a nome della Direzione Aziendale, integra e migliora la capacità diagnostica della Diabetologia di Rimini in termini di prevenzione delle complicanze periferiche della malattia diabetica – spiega il dottor Ballardini -. Il biotesiometro è uno strumento che consente di valutare la sensibilità periferica agli arti in maniera più fine di quanto non si faccia abitualmente utilizzando il monofilamento. Il doppler vascolare consente di eseguire un test che dà una indicazione importante sullo stato della circolazione periferica del paziente diabetico e la combinazione di entrambi i test porta alla identificazione di eventuali problematiche , alla programmazione di indagini più approfondite e alla definizione del tipo di follow up di cui necessita il paziente”.

Dichiarazione di Vittoria Vitale, presidente dei Lions di Rimini Malatesta: “In questo mio anno di presidenza, in linea con gli obiettivi primari del Lions, mi sono rivolta al servizio di Diabetologia dell’ospedale di Rimini e ho preso contatti con i dottori Ballardini  e Babini, e con  la caposala Bonini. Ho appreso della necessità di diagnosticare sempre più tempestivamente la sofferenza degli arti inferiori in presenza del diabete ed è quindi emersa la necessità di fornire un dispositivo medico portatile, il Bíothesiometer e di una altra piccola dotazione, un Doppler vascolare. Insieme al Lions Club Santarcangelo, facendo un ‘banchetto’ in piazza, in occasione della Festa di San Martino si sono iniziati a raccogliere i fondi con la distribuzione delle mele regalateci dalla ditta produttrice Marlene. Abbiamo poi fatto, sempre insieme al Lions Santarcangelo una cena di pesce e a Natale una tombola finalizzata alla fornitura di questi dispositivi medici”.

Variazione di orari per il CUPTEL. Nelle scorse settimane l'orario del servizio che si utilizza per prenotare, spostare, disdire prestazioni specialistiche, o per richiedere informazioni in merito, era stato ampliato. Ma sulla scorta dei dati di utilizzo di questo periodo, e al fine di ottimizzare il personale e le linee a disposizione, concentrandolo nelle fasce  orarie riscontrate  di maggior afflusso, si è valutato di ritarare nuovamente l’orario del servizio.

 

Pertanto da lunedì 29 giugno gli orari in cui i cittadini potranno telefonare saranno i seguenti:  dal lunedì   al   venerdì    dalle 7.30 alle 19 e nella giornata del sabato dalle 7.30 alle 13:30. Il servizio è relativo sia alle prestazioni Servizio Sanitario Nazionale, al numero verde 800002255, sia a quelle in  Libera Professione al numero verde  800004488.

 

E’ ai “nastri di partenza” il nuovo Punto di raccolta a Avis realizzato a Cattolica grazie ad un accordo tra l’Associazione Italiana Volontari Sangue, il Comune di Cattolica e l’Ausl Romagna. Tale nuova sede, spaziosa e ben attrezzata, è situata presso la Rsa limitrofa all’ospedale di Cattolica, e di proprietà del Comune, e ospiterà, oltre ai donatori della Regina, anche quelli di San Giovanni in Marignano e Morciano (a Cattolica e San Giovanni resteranno invariate le sedi associative mentre quella di Morciano si sposterà in via Colombari, 1). Questa mattina, nel corso di una visita alla struttura cui hanno partecipato i vertici Avis (il presidente provinciale Claudio Baschetti, il vice Pietro Pazzaglini, i presidenti delle sezioni di Cattolica Matteo Dina, di Morciano Secondo D’Andrea e per quella di San Giovanni Elena Castellari e Francesco Coccola, la responsabile sanitaria Paola Piccioni), il sindaco di Cattolica Mariano Gennari e per l’Ausl il commissario già direttore generale Marcello Tonini, il direttore del Centro trasfusionale di Rimini Annalisa Gabriele e il direttore delle Attività tecniche Enrico Sabatini, è stato fatto il punto della situazione da cui è emerso che, con l’effettuazione di alcuni ultimi limitati interventi, la sede sarà operativa, orientativamente, entro la fine del mese di luglio.

L’operazione è nata nell'ambito della Convenzione tra l'Ausl Romagna e le Avis della Romagna, e fa seguito al progetto di razionalizzazione delle sedi di raccolta sangue che ha interessato il territorio della Valconca nell'ultimo biennio. La sede cattolichina è stata individuata, in accordo col Comune, dispone di un'area di 210 metri quadrati e trovandosi all'interno dell’edificio della rsa, confinante con il Presidio Ospedaliero "Cervesi" di Cattolica, rappresenta una ubicazione strategica, fondamentale per gestire in sicurezza l'attività di raccolta sangue svolta.

I lavori necessari per adattare la sede sono stati svolti dal Comune di Cattolica, per un ammontare di oltre 170mila euro, somma messa a disposizione dall’Ausl Romagna e che sarà “scontata” attraverso il canone d’affitto da versarsi al Comune per l’utilizzo della propria sede.

Si stima che con i donatori di Cattolica e della Valconca saranno eseguite oltre 2.600 donazioni l’anno.

“Con questa nuova sede saremo nelle condizioni di operare in condizioni migliori rispetto a quanto fatto finora – ha detto il presidente provinciale Avis Baschetti -, e per questo ringraziamo Comune e Ausl, per l’opportunità e per gli ultimi interventi necessari per partire. Voglio inoltre esprimere un plauso a tutti i nostri donatori per la loro perseveranza e spirito di servizio, grazie ai quali abbiamo contribuito a garantire l’autosufficienza di sangue per i nostri ospedali e inviato risorse anche al di fuori di questi”.

Il sindaco Gennari ha ribadito "l’importanza di dotare l'Avis di una sede più idonea per le sue attività: una vera e propria ‘casa del dono’. Locali più accoglienti per una realtà importante, non solo per le azioni messe in campo per la salute dei cittadini ma, soprattutto per il ruolo che l'associazione, con i propri volontari, svolge sul territorio. Da qui potranno partire nuove iniziative di sensibilizzazione della comunità. Li ringrazio di cuore e sono felice di condividere questo momento con i vari attori che hanno permesso di realizzare quest'opera. E voglio esprimere soddisfazione per la collaborazione instaurata con l’Ausl, su questo come su vari altri progetti".

Il dottor Tonini ha concluso rimarcando “la mia soddisfazione per questo progetto che volge al termine. E’ una bella realizzazione, e non mancherà il massimo impegno per renderla operativa al più presto. Mi associo ai ringraziamenti a tutti i donatori Avis”.

In molti, il giorno dell’inaugurazione del Covid Intensive Care di Rimini, hanno notato che anche gli aspetti dell’umanizzazione sono stati curati, nella realizzazione degli spazi. Un approccio che da sempre caratterizza l’Ausl Romagna e Rimini. Quindi le pareti sono state decorate con murales che rappresentano il mare, con un approccio olistico al benessere e, soprattutto, c’è un pannello donato dal writer riminese Eron. Inoltre, per non dimenticare il periodo più duro dell’epidemia, è nato un piccolo ed emozionante libro.

Grande la generosità dell’artista italiano Eron: contattato per l’acquisto di un suo recente dipinto, da installare nel nuovo reparto Covid19 dell’ospedale Infermi di Rimini, ha deciso di donarlo in segno di gratitudine per il lavoro che svolgono tutti i giorni gli operatori sanitari ma anche tutti coloro (direzione lavori, ditte, operai…) che nelle settimane scorse hanno lavorato letteralmente giorno e notte per completare il nuovo reparto in tempi record. L’opera, dal titolo “Follow 4620” è dipinta a spray su una tela di circa un metro per due, ed appartiene alla serie di opere con il sole a forma di cuore a cui l’artista sta lavorando da qualche anno.

Da parte della responsabile aziendale del Fundraising Elisabetta Montesi, a nome della Direzione Aziendale un sentito ringraziamento all'artista.

Eron (Rimini 1973), è un artista italiano considerato tra i più dotati e virtuosi interpreti dell’arte figurativa e della pittura contemporanea internazionale (Enciclopedia Italiana Treccani) ed è uno dei più noti esponenti del graffitismo italiano e della street art a cavallo fra XX e XXI  secolo. Le sue opere toccano spesso temi politici e sociali attraverso una ricerca  pittorica che unisce potenza, delicatezza, poesia e armonia visiva. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo tra cui: Chelsea Art Museum New York, Biennale di Venezia, Saatchi Gallery Londra, Galleria Patricia Armocida Milano, PAC Padiglione Arte Contemporanea di Milano, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, Horizon One Gallery, Museo d’Arte Moderna di El Cairo Egypt, Civic Centre Ozumba Mbdiwe, Lagos, Nigeria, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Museum for Urban Contemporary Art Berlino, Italian Cultural Institute New York, solo per citarne alcuni.

Il percorso di umanizzazione del reparto è stato seguito (così come i relativi lavori peraltro) dall’unità operativa Attività tecniche dell’Ausl Romagna (diretta dall’architetto Enrico Sabatini) e in particolare dall’architetto Andrea Gozzoli e da Roberta Pezzi che ha posto in essere un approccio olistico, curando nei dettagli la scelta delle immagini, l’impostazione grafica fino alla stampa e alla posa.

E sempre nell’ambito percorso di umanizzazione rientra anche il volume “Tu porterai il tuo cuore - Lettere dal fronte Covid 19”, curato dal direttore dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Rimini Giuseppe Nardi. Edito da “Antonio Delfino Editore”, il libro raccoglie i messaggi scambiati all’interno di una chat privata tra medici e infermieri, nata come mero strumento di lavoro e pian piano diventata un mezzo per parlare al cuore di chi combatteva, e combatte, una battaglia durissima, destinata a segnare la vita di tutti.

Il primo caso di Rimini emerge il 25 febbraio, ma già il 23 – emerge dall’opera - la vita dei rianimatori riminesi viene sconvolta, quando salta fuori che 4 di loro, che erano stati ad una formazione in Lombardia, avevano avuto un contatto con un paziente covid.

Di lì il tempo ha iniziato a cavalcare impazzito per settimane. Quelle del “Contagio”, raccontate in un capitolo che si intitola proprio così, e declinate in particolare rispetto alle azioni che il reparto, così come tante strutture sanitarie aziendali, hanno messo in atto per farvi fronte: una vera e propria “Resistenza”, titolo di un altro capitolo, il più lungo, nel quale viene raccontato ciò che si è fatto ma anche (soprattutto) le implicazioni umane, per i professionisti, i pazienti, i loro congiunti e conseguentemente, in un circolo che in tutti i modi si è cercato di rendeere virtuoso, sono di nuovo ricadute sui professionisti.

L’ultimo messaggio pubblicato porta la data del 31 marzo: l’emergenza è ancora nel pieno ma c’è un segnale positivo: “I ricoveri cominciano a diminuire”, e quindi ci si può permettere il “lusso” di sperare. E di ringraziarsi, come fa il dottor Nardi coi “suoi”. “Non è finita – scrive – la battaglia contro il Covid sarà ancora lunga, ma quello che avete creato in questi giorni in questo posto è stato per me e spero per tuti voi, indimenticabile. Grazie”. Altre parole non servono.

Ha avuto davvero un grande successo l'evento - concerto "Arte post covid", ideato e condotto dall'artista Beppe Aurilia, in omaaggio a tutti gli operatori che hanno sostenuto la lotta al contrasto all’emergenzza covid 19 ed alle persone che hanno perso la vita per l'infezione. Tanto il pubblico intervenuto, venerdì scorso presso gli spazi esterni dell'Ospedale "Santa Maria delle Croci". E per coloro che non sono potuti intervenire, l'evento andrà in onda su Teleromagna (canale 14): verrà trasmesso stasera (martedì 23) alle ore 21 e venerdì prossimo, 26 giugno, alle ore 14.45. Da non perdere.