Articoli filtrati per data: Aprile 2020

 

In tempi di quarantena, se i pazienti non possono recarsi all'ospedale è l'ospedale che va a casa dei pazienti. Proprio da questa necessità è nata l'idea della donazione di un personal computer effettuata dalla Società  Ni.Ma delle famiglie Silvestrini-Vespignani e Gazzoni alla Unità Operativa di Neurologia di Forlì e Cesena, diretta dal dottor Marco Longoni.

"Comprendiamo molto bene la grande difficoltà che in questo momento esiste nella relazione medico- paziente e nella relazione tra paziente e famigliari - spiega Maria Grazia Silvestrini - Proprio per questo motivo, dopo aver donato dei cellulari ai pazienti in isolamento COVID, per metterli in contatto con i propri cari, abbiamo pensato di fornire, al dottor Longoni e ai suoi colleghi della Neurologia, di un sistema per collegarsi ai pazienti a casa e mettersi in contatto con altri medici."

" L’attuale quadro epidemiologico legato al virus SARS COV-2 - spiega il dottor Marco Longoni - ha comportato la necessità di un distanziamento sociale a tutti i livelli. Questo di conseguenza ha modificato il rapporto medico-paziente principalmente per quanto riguarda le patologie croniche. Anche il confronto clinico multidisciplinare tra gli operatori sanitari e le attività di formazione/aggiornamento hanno subito una conseguente limitazione e rimodulazione. Pertanto sono già in atto ed in fase di implementazione dei modelli organizzativi basati sul teleconsulto e sulla teleconferenza. In quest’ottica la recente donazione al reparto di Neurologia di Forlì da parte della Ni.Ma di un personal computer portatile, dotato delle più innovative tecnologie, atte a favorire la trasmissione audio e video, appare di grande utilità.Ringrazio quindi sentitamente per il gradito dono. "

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Oggi il dott. Federico Ricci, Direttore generale del Gruppo MEDOC, ha consegnato alla dottoressa Elena Vetri, della direzione sanitaria del presidio di Forlì e ai medici della Terapia Intensiva di Cesena, diecimila mascherine per gli operatori sanitari degli ospedali di Forlì e Cesena.

Il Gruppo MEDOC di Forlì-Cesena, che si occupa di Prevenzione, Medicina del Lavoro e Sicurezza del Lavoro dal 1998, al fine di evitare la diffusione epidemiologica del virus Covid 19 è fortemente impegnato, come supporto alle Aziende e ai Lavoratori, per la gestione dei casi sospetti, sintomatici e positivi di Covid 19.

“Si tratta di una Campagna di supporto che viaggia di pari passo con le nostre attività ambulatoriali - ci spiega il dott.  Bruno Ricci, Direttore Sanitario e Medico del Lavoro di Medoc, campagna ad ampio raggio, sostenuta in primis dai nostri Medici, Infermieri e Tecnici della prevenzione, che spazia dalle valutazioni cliniche a richiesta (fatte anche tramite intervista telefonica), al fornire informazioni e “conoscenza” per dirimere dubbi, al condividere procedure riguardo la prevenzione, al riscontro dei sintomi del Coronavirus Covid 19, ed infine a fornire i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI ) fra i quali le mascherine.”

“Siamo riusciti a procurarci - continua il Dott.Ricci - una discreta fornitura di Dispositivi di Protezione Facciale Monouso (mascherine chirurgiche FFP1) e abbiamo ritenuto opportuno e doveroso, contribuire alla gestione dell’emergenza donando una fornitura di 5mila mascherine chirurgiche a tutti gli operatori dell'emergenza dell’Ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì e altre 5mila al reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale “M.Bufalini” di Cesena. Si tratta di un “lavoro di squadra” che ci vede in prima linea”.

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L'Agrofertil, Società Cooperativa agricola di Guido Sassi e Francesco Marianini ha donato oggi sessanta visiere protettive per gli operatori dell'ospedale di Santa Sofia, i medici di medicina generale e quelli della continuità assistenziale. Un bellissimo gesto di grande utilità in un momento di estrema difficoltà per chi è ogni giorno in prima linea nella lotta al COVID.

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Modifica dell'orario di apertura della sede della Distribuzione Diretta dei farmaci, sita in  via Colombo a Forlì. La sede sarà aperta sempre nella giornata di Mercoledì, ma dalle 8.30 alle 13.

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La storica pasticceria Flamigni di Forlì ha donato oggi ben ottocento delle sue rinomate colombe pasquali a tutti gli operatori sanitari forlivesi impegnati nella lotta al Coronavirus.

"Per noi si tratta di un dono graditissimo - spiega la dottoressa Elena Vetri, direzione sanitaria del presidio ospedaliero di Forlì (in foto) - Tutte le colombe verranno distribuite agli operatori impegnati in prima linea contro il Coronavirus. Ringraziamo anche il Comune di Forlì per avere fatto da tramite a questa donazione"

I capostipiti, i fratelli Armando, Lieto e Aurelio Flamigni, aprirono la loro pasticceria in piazza Saffi, a Forlì, nel lontano 1930. Dopo appena qualche anno i loro negozi si erano moltiplicati, diventando tappa obbligata per tutti i viaggiatori che dal Nord si recavano in vacanza sulla Riviera adriatica.

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E' attivo in tutti gli ambiti territoriali dell'Ausl Romagna il "drive through", la possibilità, cioè, di effettuare il tampone direttamente in auto, recandosi presso un luogo a ciò destinato.

L'Azienda, anche in collaborazione con Protezione civile e altri soggetti istituzionali, e in stretto raccordo con le Prefetture, ha attivato quattro strutture: a Cesena, Forlì e Rimini presso i relativi ospedali e a Ravenna nel parcheggio del CMP, in cui i pazienti potranno recarsi con la propria auto e dove personale sanitario, ovviamente con tutte le protezioni previste, "preleverà" il campione nasofaringeo del paziente direttamente senza che questi debba neppure scendere dall'auto.
Va ben precisato che questo modalità funziona su chiamata dell'Ausl, e per pazienti che non abbiano più sintomi, e debbano fare i tamponi necessari per essere dichiarati definitivamente guariti. Utilizzare, per loro, questa modalità, si può procedere in modo più rapido e ottimizzando le risorse umane a disposizione. I pazienti, che avranno un appuntamento per l'effettuazione del tampone, dovranno recarsi al drive through seguendo il percorso più breve e diretto possibile, e viceversa anche per tornare a casa.

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In questo difficile momento di emergenza covid-19, in cui è necessario un doveroso distanziamento, è  necessario anche tenere conto delle necessità delle persone sorde, di cui spesso ci si dimentica e che vivono notevoli difficoltà comunicative legate al loro deficit uditivo.

Le mascherine, così come l'uso di citofoni, per esempio nelle farmacie, rendono difficile la comprensione del parlato (voce ovattata, impossibilità di lettura labiale).

In  allegato due volantini,  con alcune semplici indicazioni, a cura  del Coordinamento regionale FIADDA (famiglie italiane per la difesa dei diritti degli audiolesi), elaborati proprio per rendere meno difficoltoso alle persone con disabiltà uditiva un momento già così difficile per tutti.

 

Comunicazione dal vivo
Comunicazione a distanza
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Un tasso rimasto impigliato in una recinzione, a Secchiano di Novafeltria, sarebbe sicuramente morto se non vi fosse stato il tempestivo intervento del Servizio Veterinario di Rimini, diretto dal dottor Roberto Angelini, che lo ha recuperato e consegnato a personale della “K Lorenz” per le cure del caso.

Il povero animaletto infatti era finito con la testa in un punto della recinzione molto stretto, dal quale non riusciva più a liberarsi. A causa del dolore però, mordeva e graffiava tutti coloro che si avvicinavano anche per aiutarlo. I residenti hanno dunque avvertito il servizio dell’Ausl, e sul posto sono intervenuti due veterinari che, togliendo due bulloni della recinzione, e dopo averlo non senza fatica messo “in sicurezza” per se stesso e per gli altri, hanno liberato l’animaletto.

Ora è stato trasportato in una struttura della “K Lorenz” per le cure.

 

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L'associazione "Il Cuore di Campo ha donato oggi cinquanta visiere facciali protettive, per l'emergenza COVID - 19, agli operatori dell'Igiene Pubblica di Forlì

"La donazione è stata fatta dall'associazione costituita in memoria di mio figlio Marco - spiega Pier Luigi Campori  -  con la collaborazione dell'architetto Giancarlo Gatta e della Sig.ra Roberta Mazzoni "

L'Associazione è nata nel 2017 in memoria di Marco Campori, un ragazzo di soli 20 anni, scomparso a seguito di un incidente stradale. Non ha scopo di lucro e ha la finalità di promuovere attività di utilità sociale.

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Anche in questo periodo di emergenza sanitaria gli Spazi Giovani di Cesena e di Savignano continuano ad essere un punto di riferimento importante per i ragazzi che al pari degli adulti si trovano a dover affrontare una situazione completamente nuova ed inaspettata, con il rischio di sentirsi spaventati, ansiosi e amareggiati .

E’ possibile contattare lo Spazio Giovani di Cesena al numero di telefono 0547 394244 il lunedì e il giovedì dalle 14.30 alle 17.00 oppure lo Spazio Giovani di Savignano sul Rubicone al numero di telefono 0541 801863 il mercoledì dalle 14.30 alle 17.00 per avere consulenze telefoniche; è anche attivo il percorso psicologico con la possibilità di effettuare un colloquio telefonico o via Skype con lo psicologo, preventivamente concordato.

“Gli psicologi, i ginecologi, le ostetriche e le infermiere continuano ad accogliere le richieste e a seguire i ragazzi e le ragazze che apprezzano il contatto anche se a distanza – spiega la dottoressa Antonella Brunelli direttore del Consultorio Familiare e Pediatria di Comunità di Cesena che aggiunge: “ In un momento così difficile è importante far sentire la presenza dei servizi, e mantenere attivo un dialogo ed un sostegno, un coinvolgimento attivo dei ragazzi su cosa si possa fare per vivere al meglio questa situazione, cercando di riattivare le nostre risorse e la resilienza”.

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