Articoli filtrati per data: Aprile 2020

L'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì risponde all'emergenza Coronavirus con una riorganizzazione completa di reparti ed attività.

Due  reparti  ospedalieri interamente dedicati ai pazienti COVID con una disponibilità di sessantaquattro posti letto, cui  vanno aggiunti quindici collocati nelle Malattie Infettive dell'ospedale e altri  trenta nella Casa di Cura Villa Serena.

"Il Reparto Covid-19 n.1 - spiega la direzione di presidio -  è collocato nell’emipiano 4B del Padiglione Morgagni ed ha occupato tutti i posti letto della Pneumologia e quelli della Nefrologia, trasferita temporaneamente al settimo piano. Il reparto COVID 2 invece si trova nell’emipiano 3B del Padiglione Morgagni ed occupa i posti resisi disponibili con il trasferimento della Medicina e della Endocrinologia in un ' ala di venti posti letto presso il Padiglione Allende, in precedenza occupata dall’U.O. di Riabilitazione, trasferita a  Forlimpopoli."

Quattro unità operative, pertanto,   sono  interamente dedicate  a Forlì  alla cura dei pazienti COVID ,  affidati al personale medico ed infermieristico delle Malattie Infettive, Medicina Interna e Pneumologia.

I pazienti   in attesa di "tampone di conferma"sono tenuti  invece  in osservazione al quinto piano del Padiglione Morgagni ,  nei quindici posti letto   completamente dedicati ed operativi ventiquattro ore su ventiquattro.  Ai pazienti critici ,  in attesa di conferma ,  sono dedicati quattro posti letto  presso la Medicina d’Urgenza.

"E’   inoltre  attivata - prosegue la direzione ospedaliera -  una Guardia Medica Covid-19 interdivisionale ed  una Rianimazione Covid-19, con  un  ampliamento di due posti  in più nella dotazione della Rianimazione.  Infine, la  Recovery Room   è stata  riconvertita per garantire cinque posti letto di Rianimazione polispecialistica a pazienti non Covid-19.Le Rianimazioni Covid-19 lavorano  sempre in rete sia nell’ambito dell’AUSL Romagna che in ambito Regionale  e quindi,   per i pazienti che necessitano di Terapia Intensiva, la disponibilità di letti è sempre ricercata attraverso un apposito coordinamento."

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La diffusione del Coronavirus ha spinto il governo a prendere misure urgenti per contenere e gestire l’emergenza epidemiologica; misure che hanno determinato, anche nella provincia di Rimini, la temporanea chiusura dei Servizi a bassa soglia rivolti alle persone con problemi di memoria e ai loro familiari: i Centri d’Incontro, i Cafè Alzheimer e gli Sportelli informativi dell’Associazione Alzheimer Rimini.
La sospensione delle attività ha determinato in questo periodo importanti conseguenze per i partecipanti, quali l’accentuazione dell’isolamento sociale e della solitudine, l’assenza di un confronto con personale specializzato, la mancanza di stimoli e di coinvolgimento in attività dedicate.

Per far fronte a ciò il costante e proficuo lavoro di rete e integrazione tra ASP Valloni Marecchia, Associazione Alzheimer Rimini, Comuni e AUSL della Romagna/Centro per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD) di Rimini – in collaborazione con il Gruppo Ricerca Interventi Psicosociali Invecchiamento e DEMenze (GRIPIDEM), Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna – ha messo a punto e realizzato una duplice tipologia d’interventi che permettono agli operatori dei Servizi a bassa soglia di rimanere vicini alle persone, nel proprio domicilio, attraverso l’uso di strumenti tecnologici e sistemi di comunicazione a distanza.
In particolare sono state attivate:
1) Consulenze psicologiche a distanza con un approccio pro-attivo, ossia la realizzazione di una consulenza telefonica rivolta a tutti i familiari, a cura delle psicologhe dei Centri d’Incontro, dei Cafè Alzheimer e degli Sportelli, per mantenere un contatto, raccogliere i bisogni e le risorse dei familiari e delle persone in questo difficile momento. Le consulenze e il supporto psicologico a distanza vengono svolti in stretta collaborazione con il CDCD di Rimini, presente nella discussione, nel confronto e nella gestione dei casi complessi segnalati, per attivare colloqui telefonici di supporto psicologico.
2) Attività per le persone con problemi di memoria a domicilio, ossia la proposta alle persone, da parte degli operatori, di realizzare attività simili a quelle che si facevano ai Centri, per mantenere un contatto, la socialità e il collegamento con l’esterno. Attraverso brevi video, tutorial e videochiamate a cura degli operatori dei Centri, vengono proposte attività cognitive, occupazionali e di movimento da svolgere a domicilio quali, ad esempio, semplici esercizi di movimento (metodo Hobart®), canzoni o brani musicali, invio di materiale da stampare con esercizi cognitivi, letture, ecc.

L’iniziativa sta ottenendo riscontri molto positivi: le persone con difficoltà di memoria hanno mostrato un adattamento sorprendente agli strumenti a distanza – in particolare alle videochiamate – non immaginabile inizialmente, mostrando una buona facilità di comunicazione ed espressione e un riconoscimento degli operatori e degli amici che frequentano il Centro. I familiari, preziosi collaboratori nell’iniziativa, trovano un sostegno nell’impegno che stanno affrontando nell’aiuto dei propri cari, rafforzando la possibilità di continuare a farlo e riconoscendo le loro capacità, nonostante l’emergenza in atto metta tutti a dura prova.

Il motto dei Servizi a bassa soglia: adattarsi ai cambiamenti e affrontare le sfide

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Quando il gioco si fa duro, la squadra si stringe per non cedere. E così, ai tempi del coronavirus, all’interno degli ospedali, a seguito delle misure organizzative intraprese ma spesso anche in maniera spontaneo-solidaristica, medici, di ogni ordine e grado, compresi primari e direttori di dipartimento, di servizi che non sono direttamente coinvolti, almeno in prima battuta, con la gestione dei pazienti Covid 19, si sono “reinseriti” nei turni notturni, nelle guardie, collaborano a tenere i rapporti con i congiunti dei pazienti (compito anche questo molto importante vista la particolarità di questa malattia e che allontana e divide), rispondendo al call center telefonico, facendo, in poche parole, tutto quello che serve. Radiologi, senologi, anatomo patologi, ortopedici… E sul campo i medici di guardia medica, i medici e pediatri di famiglia… Tutti hanno detto “presente”. E non solo i medici. Non sono certo stati da meno gli infermieri e gli oss, che quotidianamente dimostrano una abnegazione e uno spirito di corpo commoventi. E ancora i farmacisti, i tecnici, l’ufficio tecnico per la programmazione degli spazi, l’ingegneria clinica per le apparecchiature, il dipartimento amministrativo per il reperimento di materiali e tanto altro, le cucine ospedaliere…

Questo vuol essere dunque un plauso a tutti. A quelli che sono “in trincea” e alle retrovie. A chi combatte e a chi dà manforte, facendo arrivare munizioni e i viveri…

E poi c’è la società civile. A partire dal volontariato. Strettissimo, per fare un solo esempio, il rapporto tra 118 e CRI, per il “servizio ambulanze”. E tutte quelle associazioni che aiutano in altro modo, e/o dando vita a sottoscrizioni e donazioni. Solidarietà che arriva, copiosa, anche da aziende, gruppi più o meno organizzati, “semplici” cittadini. Famiglie, giovani, pensionati… Gente che dona 20, 30, 50 euro. Che magari fa fatica a privarsene, ma lo fa.

A tutti, tutti, un grazie sentito e autentico da parte della Direzione, e un auspicio che questo clima, più che positivo, questo senso di comunità, possa continuare e incrementarsi anche per il futuro.

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In questo periodo di emergenza, il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini e il Consultorio Familiare e Pediatria di Comunità hanno attivato alcuni servizi a distanza per supportare le neomamme.

Da lunedì 30 marzo è operativo un ’ambulatorio allattamento a distanza’, coordinato da Lucia Abbondanza, ostetrica dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini di Cesena e consulente internazionale allattamento al seno, a cui le neomamme possono rivolgersi telefonicamente (334 1559475) il lunedì dalle 8.00 alle 9.30 , il mercoledì dalle 13 alle 14.30 e il venerdì 08.00 alle 09.30. Il servizio fornisce oltre alle consulenze telefoniche anche consulenze via Skype, previo appuntamento. E' inoltre attivo un indirizzo mail (allattamento.ce@auslromagna.it) per qualsiasi ulteriore informazione e consulenza.

Questo ambulatorio si integra con le altre attività a distanza già portate avanti in questo periodo sul territorio dal Consultorio Familiare e dalla Pediatria di Comunità di Cesena a sostegno della donna: tutte le puerpere dimesse dal Bufalini vengono contattate telefonicamente da personale esperto, anche più volte a seconda dei bisogni; se necessario, come di consueto viene attivato il pediatra di famiglia; inoltre, durante questo periodo di emergenza è disponibile anche un supporto psicologico per le neomamme che manifestino disagio emotivo e che accettino di essere contattate. Per le giovani mamme che necessitano di un ulteriore supporto all'allattamento al seno il Consultorio Familiare offre un sostegno telefonico a distanza, o in caso di necessità, diretto.

Si allega inoltre la "Presentazione e relativo  audio sulla partoanalgesia dedicata alle donne che verranno a partorire all'Ospedale Bufalini di Cesena, realizzata a scopo divulgativo a seguito della sospensione temporanea degli incontri mensili causa emergenza Coronavirus".

 

 

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Una delle caratteristiche peggiori del coronavirus, da un punto di vista non strettamente clinico, è l’isolamento cui il malato va sottoposto (a tutela sua e degli altri), che in caso di ricovero rischia di rendere difficoltosa anche la comunicazione coi parenti. Specie quando le condizioni del paziente si aggravano. I limitati accessi alle strutture rendono inoltre più difficoltoso, per i congiunti, avere informazioni cliniche sui loro cari.

Per cercare di limitare questo disagio all’ospedale di Rimini è stata attivata una modalità di rapporto coi famigliari attraverso telefonate dedicate da parte di medici del presidio. Ad effettuare queste telefonate non sono medici direttamente impegnati “in prima linea”, quelli cioè che lavorano nei reparti Covid, e che hanno un tempo forzatamente limitato. Anche su questo aspetto, così come su tanti altri, è infatti scattata la solidarietà e la collaborazione con colleghi di altri servizi: si tratta di alcuni medici attualmente in quarantena, e vari altri medici ospedalieri tra cui in particolare i cardiologi dell’ospedale Infermi, che ottimizzando i tempi dei turni e tra un turno e l’altro, si occupano di tenere i rapporti coi parenti. Hanno in visione le cartelle cliniche dei pazienti e informano i parenti sull'andamento dello stato di salute dei propri familiari. I parenti vengono chiamati sempre dallo stesso medico che ha preso in carico un pool di pazienti ciascuno. Giornalmente un coordinamento distribuisce i nuovi contatti a ciascun medico "chiamante".

A qesto progetto se ne aggiunge un altro non meno importante. I Consulenti finanziari Banca Fideuram della Provincia di Rimini hanno infatti donato 10 tablet al reparto di Rianimazione. Grazie a questi strumenti  non appena il quadro clinico migliora e le condizioni lo permettono,  i famigliari  possono parlare al proprio caro, ma anche vederlo ed essere visti a loro volta dal familiare malato. A questa donazione si aggiunge quella di un ulteriore tablet, e delle relative schede di connessione, da parte del negozio Eurocelluar di Cattolica. Oggi per diverse famiglie è stata una giornata di buone notizie e belle sorprese. La dottoressa Antonella Potalivo, responsabile della Rianimazione, ha messo in contatto attraverso il tablet alcuni pazienti in via di miglioramento, con i propri cari. C'è stata grande commozione e finalmente un po' di gioia dopo tanta sofferenza. "Anche il fatto di poter rivedere, dopo giorni, il proprio padre, madre, fratello, moglie, figlio, può avere un forte e positivo effetto psicologico sui pazienti oltre che essere di conforto per chi sta  a casa - racconta il dottor Giuseppe Nardi, direttore dell'unità operativa. Bisogna tener presente che questi pazienti restano ricoverati da noi anche più di tre settimane, sottoposti a ventilazione artificiale e separati completamente da tutti coloro che amano. Per quanto si faccia del nostro meglio per fornire informazioni dettagliate, non è mai come poter sentire il proprio caro. Per gli altri reparti questa operazione è più 'semplice', vista la particolare condizione dei ricoverati da noi. Questo progetto, per il quale ringraziamo sentitamente i donatori, introduce un importante tassello nella nostra offerta terapeutica".

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Un gruppo di amici forlivesi, che da oltre vent’anni gioca al Fantacalcio, denominandosi goliardicamente “Lega dei FALLITI” , ha deciso di adoperarsi per una giusta causa.

E così Ulrico, Mirko, Andrea, Mimmo, Enrico, Gianluca, Giannalberto, Vincenzo, Alex, Luca, Emiliano e Fabio, un gruppo assortito composto da poliziotti, medici, imprenditori, impiegati e liberi professionisti ha deciso di devolvere il montepremi del Fantacalcio per regalare alla U.O. di Geriatria di Forlì un Tablet di ultima generazione, con una SIM dati per consentire ai pazienti di poter videochiamare i propri familiari.

Il Direttore della Geriatria forlivese, dott. Giuseppe Benati, ha apprezzato molto questo piccolo gesto pieno di significato perché, dice " in questo difficile momento, dove le distanze sembrano incolmabili,  questo sistema permette ai pazienti di sentirsi più vicini ai propri cari."

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Sono stati ventisette i tamponi "drive through" effettuati oggi, dalle 9 alle 14, nella tenda allestita  davanti all'ospedale di Forlì per malati di Covid-19 , che sono in isolamento domiciliare senza sintomi. La struttura è stata installata nei giorni scorsi dalla Protezione civile regionale.
I tamponi vengono eseguiti, da mattina a pomeriggio,  esclusivamente su persone in isolamento domiciliare, invitate dal Dipartimento di Sanità Pubblica, che devono raggiungere la tenda dell'ospedale in automobile, preferibilmente da soli. Nel caso in cui l’esito del tampone sia negativo, il test va ripetuto il giorno dopo. Dopo il secondo esito negativo finisce il periodo di quarantena e le persone saranno informate dagli operatori delle Aziende sanitarie. Nel caso in cui, invece, il tampone sia positivo, questo andrà ripetuto dopo una settimana. Non è possibile presentarsi in accesso diretto, senza avere ricevuto l’appuntamento.

"Oggi sono stati effettuati solo 27 tamponi perchè si trattava del primo giorno - spiegano gli operatori - Da domani il numero dei tamponi aumenterà notevolmente. L'esito del tampone è disponibile dopo 24 - 48 ore."

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"Emozionante omaggio, nella mattinata di oggi, dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Forlì-Cesena per i medici e gli infermieri dell'ospedale di Forlì, impegnati senza sosta, tra tante difficoltà e a rischio della propria salute per curare i pazienti Covid-19. Sirene spiegate e schieramento davanti al Pronto Soccorso forlivese per fare sentire la vicinanza dei pompieri agli eroi di queste settimane, e un lungo applauso finale.“

I vigili del fuoco sanno bene cosa significa operare nell'emergenza, lottare contro il tempo e contro le avversità. E proprio per questo il loro messaggio, questa mattina, è stato ancora più toccante per operatori e pazienti, che osservavano e salutavano con affetto dalle finestre dei reparti nei padiglioni ospedalieri.

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