Articoli filtrati per data: Maggio 2020

E’ operativa da oggi la presenza, presso gli ospedali e le principali strutture dell’Ausl Romagna, di personale dedicato all’orientamento degli utenti in ingresso e alla verifica di alcune importanti condizioni di sicurezza mirate alla prevenzione della diffusione dell’infezione da Covid 19, anche in relazione alla graduale riapertura dei servizi e delle attività aziendali. Il personale, che ha ricevuto una apposita formazione, si occuperà di regolamentare gli accessi e di far sì che avvengano nella massima sicurezza possibile.

Nello specifico, nei 56 principali punti di accesso alle strutture, il personale si assicura che gli utenti eventualmente in fila (sebbene attraverso l’attribuzione degli appuntamenti si sta cercando di limitare al massimo le attese) sostino ad almeno un metro di distanza gli uni dagli altri. Verifica inoltre che tutti indossino correttamente la mascherina (cioè comprendo naso e bocca) fornendone una qualora ne siano sprovvisti.

Gli operatori richiedono dunque la motivazione dell’accesso alla struttura (che al momento non è consentito, ad esempio, per sole informazioni) e qualora l’adempimento possa essere svolto anche telefonicamente o in altro modo, invitano ad utilizzare questa diversa strada indicando i numeri di telefono o le relative modalità.

Il personale indirizza quindi gli utenti nel luogo preciso della prestazione/servizio, limitandone così la deambulazione all’interno della struttura e fornisce eventuale supporto al pagamento ove sono presenti riscuotitori e pos.

Altro aspetto quello degli eventuali accompagnatori: gli operatori sono tenuti a verificarne la presenza poiché sono previsti solo per minori e persone non autosufficienti.

Qualora un utente indossi i guanti l’operatore li fa rimuovere e fa sempre eseguire in modo corretto la sanificazione delle mani attraverso il gel idroalcolico presente presso tutti gli accessi. Anche all’interno delle strutture, gli operatori controllano che nelle sale d’aspetto sia mantenuta la prevista distanza di un metro, che gli utenti indossino la mascherina e che i dispenser di gel idroalcolico per le mani sia presenti e utilizzabili.

Sempre nell’ottica della massima sicurezza possibile, gli operatori stessi (un centinaio quelli dedicati a questi compiti) prima di entrare in servizio, devono tutti i giorni misurare la propria temperatura corporea, e qualora questa sia superiore ai 37,5 gradi, o si presentino sintomi delle vie respiratorie (tosse, raffreddore o altro), devono restare al loro domicilio, contattare il medico di famiglia e darne notizia al loro responsabile. Qualora tale sintomatologia insorga durante il servizio, l’operatore dovrà avvisare tempestivamente il proprio responsabile per l’immediato rientro al domicilio e relativa sorveglianza sanitaria.

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Negli ospedali di Cesena e Faenza è stato avviato il servizio di teleriabilitazione logopedica che consente ai logopedisti di rimanere in ospedale e curare al domicilio i pazienti che necessitano di sottoporsi a un ciclo riabilitativo di educazione e riabilitazione della voce.
Le sedute a distanza si svolgono sia individualmente che in gruppo, secondo un calendario concordato, attraverso l’utilizzo di una piattaforma di videoconferenze.
Nata dall’esigenza di garantire la continuità della terapia logodepica in questo particolare momento, questa nuova modalità terapeutica a distanza continuerà ad essere utilizzata anche superata l’emergenza, diventando un valido supporto alla riabilitazione tradizionale.
“Questa nuova modalità di riabilitazione della voce a distanza – spiegano il dottor Massimo Magnani direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Bufalini di Cesena e il dottor Pier Carlo Frasconi responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatra dell’ospedale degli Infermi di Faenza – riuscirà anche a sopperire alle difficoltà dei pazienti che non riescono a rivolgersi al Servizio di logopedia, spesso per l’impossibilità di assentarsi dal posto di lavoro per il tempo necessario al trattamento. Anche quando l’attuale fase di rischio infettivo sarà superata, coloro che necessiteranno della logopedia saranno facilitati nel coordinare i propri impegni personali con la cura della propria persona”.
“Presupposto fondamentale – sottolineano i professionsiti - resta comunque una corretta diagnosi laringologica, per cui il paziente deve aver effettuato preventivamente una visita specialistica foniatrica o una visita specialistica otorinolaringoiatrica”.

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"La situazione che stiamo vivendo ha come caratteristica specifica il carattere inatteso ed imprevisto poiché nessuno di noi era preparato o avrebbe mai immaginato di dover affrontare una pandemia - spiega la dottoressa Rachele Nanni, Responsabile Programma di Psicologia dell'AUSL della Romagna - Ogni pericolo inatteso determina la necessità di attivare risposte nuove accompagnate normalmente da emozioni di ansia, incertezza o paura. Il COVID-19 sta avendo un forte impatto sulla salute fisica, ma anche sulla salute mentale e sul benessere psicologico di tutta la popolazione. Un evento come quello che stiamo vivendo ha un impatto che coinvolge diversi aspetti della vita personale, famigliare, sociale, lavorativa, organizzativa. La pandemia ha implicato, infatti, timori per lo stato di salute proprio e dei propri cari, paura di venire contagiati, di morire, di perdere i propri cari. Siamo stati isolati fisicamente e lontano dai nostri cari e dai nostri pari. La perdita di persone care, sempre molto dolorosa, lo diventa ancora di più quando non la si può onorare con la vicinanza, con l’assistenza dei familiari e con i riti previsti dalla propria cultura".

"La limitazione estrema delle relazioni educative ed amicali dei bambini e dei ragazzi - prosegue la dottoressa Nanni - è un’altra sfida e fonte di preoccupazione quotidiana. È stata necessaria una riorganizzazione dei ritmi di vita e di lavoro (sospensione scolastica, smart working…), con tante difficoltà e frustrazioni quotidiane. Molte persone stanno affrontando problemi economici, hanno perso o sono a rischio di perdere il lavoro e i loro redditi. Inoltre, le continue informazioni, alcune delle quali incoerenti, contribuiscono ad aumentare l’incertezza verso il futuro e rappresentano un’ulteriore fonte di stress. Ci sono inoltre, gruppi di popolazione particolarmente colpiti dalla pandemia direttamente o indirettamente per i suoi effetti nel quotidiano, come ad esempio gli operatori sanitari in prima linea, i bambini e gli adolescenti, le persone con disabilità, gli anziani che vivono nelle residenze, gli anziani con deterioramento cognitivo, le persone che già vivevano in situazioni limite come molti migranti. I timori e i sentimenti prevalenti che hanno investito le persone in questo periodo sono sicuramente il senso di oppressione e nervosismo, come dimostrato anche da un sondaggio realizzato dall’Eurodap (Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico) per Adnkronos Salute, a cui hanno partecipato circa 600 utenti e i cui risultati hanno dimostrato come nel 78% dei casi il sentimento dominante sia proprio l’ansia e il senso di oppressione, mentre il 13% ammette di essere nervoso e solo il 9% dichiara di aver vissuto serenamente questo momento, risultati coerenti e in linea con la portata dell’evento".

"Eppure, se nella prima fase a prevalere è stato il timore per la propria ed altrui incolumità, il dolore per la forzata interruzione di contatti interpersonali significativi, l’impossibilità di assistere e prendersi cura dei propri cari, ora i vissuti si fanno più complessi poiché a questi aspetti, che pure permangono per molti, si affiancano lo stress ed il senso di incertezza e precarietà legati all’impatto economico-lavorativo ed al rischio di una possibile seconda ondata. Sappiamo bene che la maggioranza delle persone è in grado di affrontare eventi molto difficili o addirittura traumatici mettendo in campo ampie capacità di adattamento, ricorrendo alle proprie strategie per affrontare efficacemente lo stress. Tuttavia, sappiamo anche che un evento di tale portata collettiva avrà un impatto di lungo termine, sul benessere psicosociale e lascerà uno strascico di sofferenza di lunga durata".

"Quali fattori possono condizionare la risposta delle persone nel tempo? - conclude - Sicuramente la compresenza di più fattori di rischio individuali, famigliari o collettivi pregressi. Non è uguale ad esempio affrontare l’isolamento interpersonale vivendo in un comodo appartamento con giardino o in un bilocale, trascorrendo il tempo con persone che amiamo anziché all’interno di un nucleo conflittuale o in completa solitudine, godere di buone condizioni di salute o trovarsi in stato di malattia o disabilità pre-esistente".

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Nell'ottica di un aiuto concreto, l'Associazione ha deciso di contribuire nuovamente donando tre totem con fotocellula per l'erogazione automatica di gel disinfettante per l'igiene delle mani, pratica indispensabile soprattutto in questi tempi dove è necessario e doveroso mantenere le mani pulite e igienizzate onde evitare la diffusione del contagio. Tali attrezzature verranno posizionate all'interno del Dipartimento di Sanità Pubblica di Forlì e al servizio di Medicina dello Sport c/o la Casa della salute di Forlimpopoli al fine di facilitare la disinfezione delle mani sia del personale che degli utenti che hanno accesso a tali strutture.  

L’Associazione è nata nel 2017 in memoria di Marco Campori, un ragazzo di soli 20 anni, scomparso a seguito di un incidente stradale. Non ha scopo di lucro e ha la finalità di promuovere attività di utilità sociale. "Il cuore di Marco... un cuore per tutti".

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Si informa la cittadinanza che, a seguito dell’incidente avvenuto tre settimane fa (crollo di una porzione di tetto) presso la sede del Distretto di Faenza, la Palazzina di Largo Portello 1 è stata evacuata per motivi di sicurezza e per consentire i lavori di ripristino. Di seguito si riportano le sedi in cui sono stati spostati i servizi che vi insistevano. Restano invariati, invece, i numeri telefonici. L’Azienda ringrazia i cittadini per la comprensione.

- Uffici Direzione del Distretto Faenza, Unità operative “Cure Primarie”, “Gestione Rapporti con i Servizi Socio-Sanitari” (Ufficio Servizio Assistenza Anziani -  Assegni di Cura - sede di Faenza)  si trovano ora presso la Casa della Salute Faenza Nord "La Filanda", via della Costituzione 32;

- Distribuzione ricettari ai medici di famiglia si trova ora presso la Palazzina 13, viale Stradone 9;

- Uffici dell’Unità operativa “Gestione Giuridico Economica Convenzionati” si trova ora presso Villa Agnesina, via Castelraniero, 29;

- Uffici dell’Unità operativa “Manutenzione e Gestione Immobili - sede di Faenza”  si trova ora presso la Palazzina 14, viale Stradone 9.

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L’Azienda Usl della Romagna sta iniziando a recuperare le prestazioni di specialistica ambulatoriale a suo tempo prenotate dai cittadini ma la cui erogazione era stata bloccata dall’11 marzo scorso, a seguito del diffondersi dell’infezione da Coronavirus. Si tratta di 240mila prestazioni circa, tra visite specialistiche ed esami diagnostici, erogate direttamente dall’Ausl e dal privato accreditato, per le quali i cittadini NON dovranno nuovamente prenotare ma, al contrario, saranno gradualmente contattati dall’Azienda o dai soggetti della Sanità Privata presso i quali le prestazioni erano state prenotate, per proporre un nuovo appuntamento.

Procedendo con ordine: sempre secondo le Linee Guida regionali, anche durante il periodo di maggior incidenza dei contagi da Covid 19 non si è mai interrotta in nessun territorio (neppure in quello più colpito del Riminese) l’erogazione delle prestazioni ed in particolare degli interventi chirurgici urgenti e non differibili, ovviamente in situazione di massima sicurezza per pazienti e professionisti ed operatori, grazie anche alla collaborazione col privato accreditato.

Non appena è stato possibile sono ripresi gli interventi chirurgici e le prestazioni che, sebbene non rientranti nell’urgenza, era consigliabile non procrastinare ulteriormente per non correre alcun rischio rispetto all’evolversi della patologia e alla qualità della vita dei relativi pazienti. Questi pazienti vengono chiamati direttamente per riprogrammare la prestazione. Così come saranno richiamati dall'Azienda, di qui a breve, le persone che devono recuperare le prestazioni legate agli screening oncologici.

In questa ulteriore nuova fase sussistono le condizioni per iniziare a recuperare gradualmente le prestazioni di specialistica ambulatoriale (visite ed esami diagnostici) che erano stati sospesi (in quanto privi di ogni carattere di urgenza).

“Sono 240mila prestazioni, tantissime – spiega il dottor Pierdomenico Lonzi (guarda il suo video ), Direttore dell'Unità oprativa “Gestione Giuridico Economonica Convenzionati Esterni” per l’Ausl Romagna – le recupereremo gradualmente mettendo in campo un grande sforzo organizzativo, con i professionisti dei nostri ospedali, i colleghi della specialistica, il privato accreditato”.

Anche questi utenti verranno chiamati dall’Azienda per riprogrammare il loro appuntamento, non c’è dunque bisogno che prenotino la prestazione, ne’ recandosi presso i Cup o gli sportelli, ne’ in altro modo. Per quanto riguarda invece prestazioni da prenotarsi di qui in futuro, sempre salvaguardando le prestazioni urgenti e prioritarie, si raccomanda ai cittadini di pazientare e non prenotare ora controlli o comunque prestazioni che possono essere procrastinate: il riferimento rispetto al da farsi resta il medico di famiglia, figura fondamentale anche in questa fase. In particolare, per quanto riguarda le analisi di laboratorio, va precisato che resta sospeso l’accesso diretto ai punti prelievo: sempre quando ne sussista l’esigenza, i prelievi sono da prenotare.

Modalità di prenotazione ed accesso agli sportelli. Per le limitate situazioni che rimangono, in cui è necessario rapportarsi con gli sportelli (ad esempio prenotare, appunto, le analisi di laboratorio e le prestazioni urgenti, ma anche per le pratiche di scelta – revoca del medico di famiglia) l’Azienda torna a raccomandare di NON recarsi fisicamente ai Cup e agli sportelli aziendali, bensì di utilizzare tutti i possibili strumenti alternativi (principalmente Cuptel e Fascicolo Sanitario Elettronico), o comunque, se proprio indispensabile, recarsi agli sportelli prendendo un appuntamento.

A questo proposito si ripetono di seguito i numeri di telefono e i contatti mail dei principali sportelli aperti al pubblico.

Tutti i numeri sono contattabili dal lunedì al sabato dalle 08,00 alle 13,00.

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I Lions, Leoness e Leo Clubs della provincia di Ravenna hanno dato un importante contributo per aiutare il servizio sanitario locale a combattere l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Infatti i Club della provincia, da sempre attivi sul territorio con iniziative di vario tipo a sostegno delle comunità locali nell’ottica del “we serve” anche in questo difficile periodo di grave emergenza sanitaria dovuta all’espansione del contagio da Covid-19 che ha costretto le strutture ospedaliere a dover fare fronte ad una mole straordinaria di lavoro hanno fatto sentire la loro presenza attraverso un’importante raccolta fondi fra i soci. E’ stata raccolta l’importante somma di 29.450 euro che si è deciso di impegnare per l’acquisto di presidi e attrezzature da donare alle strutture ospedaliere pubbliche della provincia.

Operando in stretto contatto con la Direzione Provinciale dell’Ausl dalla quale venivano raccolte le segnalazioni di necessità, i Clubs si sono impegnati ad acquistare le dotazioni richieste e successivamente a donarle all’Ausl provinciale.

Il service, in fase di ultimazione, ha consentito fino ad ora di donare alla Direzione Provinciale 1.550 mascherine chirurgiche, 1.1150 mascherine FFP2, 11 saturimetri e 200 visiere facciali. E’ stato inoltre acquistato e successivamente donato al reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Umberto I di Lugo sempre a seguito di specifica richiesta un Videolaringoscopio utilizzato dall’equipe durante le manovre di rianimazione dei pazienti.

"E’ importante sottolineare l’utilità della donazione per le manovre rianimatorie - dichiara il Dott. Paolo Fusaroli, direttore medico del P.O di Lugo - L’apparecchio infatti, grazie ad una camera ad alta risoluzione, assicura la miglior qualità possibile delle immagini delle vie respiratorie durante l’intubazione; le dimensioni, piccole e leggere, facilitano la manovra di inserimento nella trachea e garantiscono un eccellente portabilità specialmente nell’ambito dei reparti di emergenza urgenza".

I Lions, Leoness e Leo Club della provincia di Ravenna attraverso questo importante service hanno voluto ringraziare tutti gli operatori sanitari per lo straordinario sforzo e dedizione al servizio messa in campo durante questo difficilissimo periodo di diffusione del contagio.

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Dopo le prime 20.000 mascherine arrivate già alla fine di marzo, grazie all’intervento straordinario assicurato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì con un’erogazione ad hoc dell’importo di 600.000 euro sono giunte questa settimana nuove importanti dotazioni sanitarie sia all’ospedale Morgagni-Pierantoni sia ai nuclei di cure primarie per continuare a fronteggiare con la maggiore efficacia possibile - e in sicurezza - l’emergenza coronavirus.

Al polo ospedaliero forlivese sono giunti nello specifico

  • 2 letti per la terapia intensiva avanzata
  • 10 letti per il reparto di terapia semintensiva
  • 2 Simulatori multiparametrici e analizzatori di flussi di gas
  • 150 Visiere Protettive
  • 45 pompe a siringa
  • 20 Termometri infrarossi

 

mentre ai medici dei nuclei di cure primarie sono stati messi a disposizione

  • 400 Tute monouso
  • 110 Pulsossimetri e Termometri infrarossi
  • 2.360 Mascherine chirurgiche e FFP2

 

“Siamo lieti – ha osservato il Presidente della Fondazione Roberto Pinza – che in un momento così delicato come l’avvio della Fase 2, che è così pieno nel contempo di speranza e di nuovi timori, i nostri medici ospedalieri e dei nuclei di cure primarie possano contare su nuovi strumenti di tutela personale e di cura dei propri assistiti, trovando ancora una volta la Fondazione al proprio fianco, anche in termini di sostegno morale, perché lo sforzo che stanno compiendo è davvero enorme, e tutta la comunità deve continuare a stare loro vicino sia materialmente che, per l’appunto, moralmente”.

“Il nostro impegno – prosegue il Presidente Pinza – non è comunque finito: altre dotazioni sono già state ordinate grazie al medesimo fondo, e contiamo che arrivino al più presto per offrire un ulteriore sostegno ai nostri medici nel loro fondamentale sforzo quotidiano”.

 

Nello specifico sono infatti attese a breve:

  • 1 centrale di monitoraggio con 11 monitor e relativi accessori
  • 4 ventilatori polmonari
  • 1 portatile digitale per grafia
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Nuova importante donazione al 118 Romagnasoccorso, che si associa a quelle, davvero innumerevoli che, specialmente in questo particolare momento, stanno arrivando da parte della società civile ravennate.

Condivise le esigenze degli operatori dell'emergenza sul territorio, il “Corpo Volontario Forestale” (Cvf) di Bagnacavallo ha attivato un progetto di raccolta fondi e con il contributo di cittadini e volontari si è raggiunto l'obiettivo prefissato.

Il Cvf ha così potuto donare due ozonizzatori, vale a dire due apparecchiature molto importanti per la sanificazione degli ambienti e dei mezzi di soccorso, del valore complessivo di circa 2.400 euro, che la ditta Ozono Bologna ha però dimezzato, a 1.200, per venire a sua volta incontro ai donatori e all’Ausl.

Gli apparecchi possono essere collocati nell’ambiente da sanificare (ambulanze, ambulatori, ecc) e a seconda delle dimensioni vanno mantenuti attivi per un determinato tempo (da 10 a 90 minuti), tale attività è programmabile preventivamente anche per più cicli. Evidente dunque il vantaggio organizzativo dell’utilizzo di queste apparecchiature.

L’utilizzo dell’ozono come presidio naturale per sterilizzazione di ambienti da batteri, spore, virus, muffe ed acari è certificato dal Ministero della Salute. L’ozono è infatti un potente ossidante con incisiva attività antiparassitaria, non richiede risciacquo degli ambienti trattati in quanto non rilascia inquinanti.

Il “Corpo Volontario Forestale” è una associazione non profit nata e con sede a Bagnacavallo, presta opera gratuita coi suoi volontari in ambito di prevenzione, protezione civile, emergenze, soccorso, aiuti umanitari, tutela dell’ambiente, trasporto infermi, nell’ambito del “Dipartimento di Protezione Civile Nazionale”.

Da parte della direzione del Servizio 118 Romagnasoccorso, della Direzione medica di Ravenna e della Direzione Aziendale, un sentito ringraziamento ai donatori per l’importante donazione.

Il Cvf, desidera ringaziare tutti coloro che hanno permesso la realizzazione del progetto contribuendo con la loro donazione e in particolare l’Azienda Ozono Bologna, e rilascia la seguente dichiarazione: “Grazie alla sensibilità e alla collaborazione con il 118 si è potuta comprendere l’effettiva importanza e necessità dello strumento nell’utilizzo contro il Covid 19”.

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Il nuovo coronavirus si è portato dietro molta sofferenza e vere e proprie tragedie. Unico aspetto positivo, ha fatto emergere tanta solidarietà nei confronti della sanità e dei suoi professionisti ed operatori, e nell’ambito di questa, gesti concreti veramente importanti ed encomiabili. Come quello, davvero straordinario, dell’artista  Muky, che ha donato una ambulanza e varie altre apparecchiature, ai servizi per l’emergenza di Romagnasoccorso per il territorio del Faentino.  Alla consegna hanno preso parte la benemerita donatrice, il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il direttore del 118 Romagnasoccorso Maurizio Menarini, il direttore medico del presidio Davide Tellarini, il direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza dell’Ausl Romagna Raffaella Francesconi le responsabili infermiristiche dell’Ambito territoriale di Ravenna Cristina Fabbri e dell’ospedale di Faenza Anna Lusa.

Non si tratta certo della prima volta che l’artista Muky si contraddistingue per la grande generosità. La donazione a Faenza, che ha un valore complessivo di oltre 113mila euro, va inoltre a dare un importante contributo alla continua qualificazione dei servizi per l’emergenza, specialmente in questo particolare momento in cui è importante contrastare l’infezione da Covid 19 nella maniera più efficace possibile.

Entrando nello specifico, la donazione è infatti costituita da una Ambulanza da 2.300 cc, completamente allestita, del valore complessivo di circa 113mila euro, sulla cui fiancata è stata predisposta la scritta “2020 - Ambulanza accessoriata per il Pronto Soccorso di Faenza - Donata da Muky”. Tale ambulanza sarà di stanza presso l’Ospedale, e più precisamente il Pronto soccorso, dell’Ospedale di Faenza.

Ma l’artista Muky  non si è voluta fermare qui. Ha infatti aggiunto diverse apparecchiature e per la precisione: uno zaino e altri materiali per il soccorso diretto da parte dei centodiciottisti; un kit ad hoc per soccorrere nel modo più efficace ed accogliente possibile anche pazienti molto sovrappreso; infine un “monitor defibrillatore”.

Nella zona del distretto di Faenza sono presenti 5 mezzi di soccorso, e precisamente 3  ambulanze attive 24 ore su 24 (2 a Faenza e 1 a Russi) , una attiva 12 ore al giorno (a Faenza) e 1  auto medicalizzata attiva 24 ore su 24 situata sempre a Faenza .

La Direzione Aziendale, rappresentata dal dottor Davide Tellarini, direttore medico del Presidio, ha ringraziato sentitamente l’artista Muky per la sua generosa donazione.

Anche il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi ha voluto testimoniare con la propria presenza l’importanza del momento: “Nonostante ci abbia abituati a gesti di grandissima generosità, Muky non smette mai di stupire. Questo donazione è un'altra grande testimonianza del suo affetto per Faenza ma anche del suo amore totale per la vita in tutti i suoi aspetti, intellettuale e artistico ma anche quello fondamentale legato alla salute fisica messa a rischio dal Covid 19.  A nome di tutti i residenti della Romagna faentina desidero ringraziarla di cuore per un gesto che permetterà di qualificare ulteriormente la dotazione sanitaria del territorio”.

Molto toccanti le parole del’artista donatrice: “La sola cosa che volevo comunicare sta nel fatto che sono stata molto contenta di effettuare questa donazione perché la Nazione aveva bisogno, in questo periodo di pandemia Coronavirus, di particolare attenzione. Con questo mio gesto ho voluto ringraziare tutto il personale sanitario per l’impegno professionale tenuto in questi mesi, rischiando la loro vita per salvare la nostra”.

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