Articoli filtrati per data: Maggio 2020

"In tempi non sospetti, l'OMS dichiara il 2020 anno dell'infermiere. Gli infermieri: “abbiamo iniziato i festeggiamenti con una pandemia inaspettata, dimostriamo il nostro saperci essere e le nostre competenze quotidianamente, il nostro anno lo festeggiamo così!”

La macchina organizzativa per i festeggiamenti della giornata dell'infermiere 2020,  era già partita da tempo ed era tutto pronto per le celebrazioni del 12 maggio a Firenze, città natale di Florence Nightale, pioniera dell'infermieristica moderna.

Arriva in campo un nemico spietato, il covid-19 che oltre che mietere molti contagi e vittime, necessita per essere contrastato, di tutto il bagaglio professionale e deontologico che l'infermiere di oggi è consapevole di avere, ma che l'organizzazione dei servizi non gli ha ancora permesso di dimostrare nella totalità delle sue facoltà. Quindi l'infermiere del 2020, di fronte ad una pandemia, cosa fa? Assolutamente nulla di nuovo, fa semplicemente quello che fa ogni giorno: assiste la persona non solo fisicamente, anche moralmente e psicologicamente, stando accanto, supportando, ascoltando e guardando negli occhi la persona che IN-CONTRA nella storia di malattia.

Ma non solo, l'infermiere si aggiorna, attinge alla letteratura scientifica e la mette in pratica sul fronte di una malattia che pare un cecchino selezionatore nel colpire le fasce più fragili, non solo gli anziani, anche pazienti oncologici, cardiopatici, polipatologici. L'infermiere del 2020 è protagonista di un servizio sanitario, che deve essere orgoglioso dei suoi professionisti, nonostante vengano spesso maltrattati e poco riconosciuti. 

Tanta è la gratitudine per le manifestazioni di affetto e vicinanza avute in questi mesi, immensa l'energia spesa e molto il bisogno di sentirsi riconosciuti e di collaborare quotidianamente a diversi livelli istituzionali e professionali.

Dimostriamo il nostro ESSERCI quotidianamente e l'anno dell'infermiere lo festeggiamo in prima linea sempre, quella a fianco del cittadino, non solo oggi!"

Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì-Cesena

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In occasione  della festa della Repubblica di martedì 2 giugno, il SER.T di Forlì, in via Orto del Fuoco n. 10, rimarrà chiuso anche lunedì 1 giugno.

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Rial immobiliare, Studio Ravaldino e Tecnoimmobiliare,  agenzie  Gruppo Tecnocasa Forlì,  hanno donato 600 mascherine all'ospedale di Forlì per un valore commerciale di 1.024,80 euro.

Le mascherine sono state consegnate questo pomeriggio alla dr.ssa Elena Vetri della direzione sanitaria e a Sandra Nocciolini della direzione infermieristica da Dimo Salvatore (Rial Immobiliare) e Stefano Bezzi (Tecnoimmobiliare).

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Anche con le restrizioni di questo periodo e con la relativa limitazione dei contatti per contenere il rischio di infezione da Covid 19, le persone con diabete comprese quelle purtroppo in quarantena, hanno comunque la possibilità di mantenersi il più possibile controllati ed in forma, grazie anche ad una serie di brevi filmati che insegnano loro, a casa propria, come svolgere una corretta ed equilibrata attività motoria.

La Rete Clinica di Diabetologia Aziendale ha sempre rimarcato, d’altra parte, che LE PERSONE CON DIABETE NON DEVONO INTERROMPERE LA LORO TERAPIA. Sono state dunque messe in campo diverse misure su tutti i relativi aspetti.

  • Proroga della validità di ogni piano terapeutico.
  • Attivazione della consegna a casa di farmaci e presidi,
  • Consulto a distanza rispetto ad esami di laboratorio ed altre indagini diagnostiche, contattando migliaia di pazienti telefonicamente o via mail o fax consigli terapeutici telefonici o via mail.

La terapia del diabete comunque non è fatta solo di farmaci ma anche di un adeguato stile di vita, che per chi vive con diabete è altrettanto importanti, parliamo quindi di esercizio e scelta del cibo.

Spiega infatti il dottor Paolo Di Bartolo, coordinatore della Rete clinica di Diabetologia, “E’ importante tenere alta l’attenzione su esercizio e alimentazione. Emerge tra l’altro che un buon controllo del diabete anche in questo momento, attraverso glicemie quanto più possibili vicine alla normalità, è associato ad un più basso rischio di contagio da coronarvirus e che, in caso di contagio, un buon controllo glicemico riduce il rischio di complicanze ed ospedalizzazioni. Purtroppo però è stato stimato che al prolungarsi della quarantena si associa un peggioramento del controllo glicemico che potrebbe risultare molto compromesso dopo lunghi periodi con aumento di parametri legati alla glicemia”.

Che fare allora? “Attenzione alla dieta, pochi zuccheri semplici e dolci, diminuire i carboidrati senza comunque escluderli dalla dieta, ridurre i cibi grassi, preferire carne e pesce freschi e magari, introdurre verdure ad ogni pasto e sempre almeno due porzioni di frutta fresca al giorno”.

Poi c’è l’attività fisica. La sedentarietà va limitata al massimo possibile. E per questo si è attivato un progetto del dottor Gianluigi Sella, della “Medicina Sportiva” dell’AUSL Romagna, pensato ad hoc per i pazienti diabetici meno giovani.

Si tratta di una serie di filmati per capire quali esercizi poter praticare in casa minimizzando così la sedentarietà e gestendo al meglio il diabete.

 

Link diretto alla playlist

 

Per le persone con diabete ma più giovani, a questo link (https://www.idf.org/aboutdiabetes/what-is-diabetes/covid-19-and-diabetes/home-based-exercise.html) dell’International Diabetes Federation vi sono alcuni utili suggerimenti su come combattere in casa l’inattività. Perché ricordiamoci che anche se purtroppo noi siamo chiusi in quarantena, o comunque possiamo uscire meno, il nostro diabete “non va in quarantena” ed esige sempre una adeguata attenzione e premura nei nostri comportamenti.

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Un gesto importante di solidarietà per l'Ospedale di Forlì a nome di tutti i bambini che frequentano tre scuole forlivesi. Li hanno rappresentati la dott.ssa Catia Palli, dirigente dell'Istituto Comprensivo IC6, Antonella Mengozzi dell'Associazione Genitori della scuola secondaria "Benedetto Croce", Giovanni Marinelli, Presidente dell'Associazione Genitori della scuola primaria "Aurelio Saffi" , Sparanero Caterina rappresentante della Associazione Genitori della Scuola Materna “Girasole” e Renato Scaringella segretario dell'Associazione Genitori della scuola secondaria "Benedetto Croce".

"I due videolaringoscopi per emergenza sanitaria coronavirus donati alla UO Anestesia e Rianimazione di Forlì - spiegano gli anestesisti forlivesi - sono dei presidi per la gestione delle vie aeree in pazienti affetti grave insufficienza respiratoria, raccomandati dalle linee guida nazionali per questa patologia. Al di là della emergenza sanitaria attuale, sono strumenti che rimarranno a disposizione della Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione per le manovre sulle vie aeree di tutti pazienti ricoverati."

Grazie a tutti i bambini e alle loro famiglie!

Nella foto sono presenti il Direttore della Anestesia e Rianimazione di Forlì,  Stefano Maitan, la responsabile della Struttura Semplice di Terapia Intensiva Dott.ssa Marina Terzitta, la Coordinatrice Infermieristica Susanna Marocchini.

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Dopo il prestigioso riconoscimento che LOTO Onlus ha voluto conferire al gruppo Multidisciplinare per il Trattamento del carcinoma Ovarico a Gennaio (quando è stato indicato il Centro di Forlì come Riferimento di Qualità per il trattamento di questa terribile malattia, costituendo un Comitato Territoriale di cui il Dott. Andrea Amadori, che da sempre si dedica al Percorso Oncoginecologico a Forlì, è presidente) LOTO ha proseguito con le iniziative che da sempre porta avanti per accompagnare le pazienti oncologiche nel difficile percorso verso la guarigione.

Nonostante l’imprevedibile dilagarsi della Pandemia Coronavirus, infatti, sono stati organizzati corsi Online per il sostegno della Paziente e dei Parenti: Corsi di Mindfulness, Corsi di Riabilitazione Fisica, Yoga, Ricette Culinarie, Brani musicali dedicati, e tanto altro. Ieri, in occasione della Giornata Mondiale del Carcinoma Ovarico, sono state organizzate due iniziative che hanno coinvolto il Comitato Territoriale di Forlì: un corso Online, in diretta su tutte le più note piattaforme Social, in cui il Dott. Andrea Amadori ed  i rappresentati di tutti i Centri Nazionali LOTO, hanno fatto il punto della situazione per quel che riguarda La gestione del Carcinoma Ovarico ai Tempi del COVID.

In serata, come da anni, LOTO ha illuminato un Monumento Storico del Centro delle Città LOTO con i colori della sua associazione. Diversi erano i progetti, se si fosse potuto organizzare tutto questo in presenza di Esponenti LOTO e Popolazione, ed in questo il Sindaco Gianluca Zattini e tutta la Giunta Comunale di Forlì si erano mostrati estremamente disponibili. In considerazione delle giuste misure restrittive che in questo momento condizionano tutti gli eventi, è stato necessario ridurre al minimo questa iniziativa.
Nonostante questo, la fontana nella piazza davanti alla Prefettura di Forlì ha mantenuto per tutta la notte, insieme ad  altri monumenti italiani (palazzo Re Enzo a Bologna in primis) i colori LOTO.

Questa iniziativa è dedicata a tutte le Pazienti che hanno lottato e stanno lottando contro questa Malattia, a tutte le famiglie che sono ad esse vicine, a tutti gli operatori sanitari che oggi ancor più si fanno carico della patologia Ovarica e dedicano tutto se stessi per combatterla con tutte le armi a disposizione e con qualità ed appropriatezza. LOTO è una importante realtà Nazionale che ora ci sta a fianco. Invito tutte le donne interessate (per esperienza personale, familiare o per semplice conoscenza di quanto si possa fare per prevenire questo tumore) a iscriversi al sito LOTO, per capire quanto di nuovo sia quotidianamente organizzato per tutte loro.

Nella foto il Dott. Andrea Amadori, presidente del Comitato Territoriale LOTO, ed il Dott. Massimo Framarini, Chirurgo Oncologo di riferimento della Ginecologia Oncologica. I due Colleghi rappresentano l’intero Comitato LOTO, che vede schierati Colleghi Ginecologi, Oncologi, Ricercatori e specialisti delle Terapie Palliative.

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Nel riminese le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) fanno anche ecografie polmonari a domicilio.  Già oltre 50 quelle eseguite nell'ambito di un percorso in via sperimentale nel territorio (Rimini appunto) maggiormente colpito dall'infezione da Covid 19, ma che si prevede di estendere a tutto l'ambito aziendale.

Grazie alla iniziativa e alla collaborazione tra il Direttore dell'Unità operativa di Senologia di Rimini dottor Lorenzo Menghini, medico con pluriennale esperienza ecografica, il direttore del
Dipartimento di Diagnostica per immagini dottor Ernico Cavagna, e l’Unità operativa "Cure Primarie" di Rimini, è stata attivato da qualche settimana un percorso condiviso che prevede l’esecuzione dell'ecografia polmonare domiciliare all’interno del servizio USCA dell’ambito di Rimini, seguita,nei pazienti che per le caratteristiche cliniche sono inviati al Pronto Soccorso, l'immediata conferma diagnostica con la tac polmonare. L’ecografia è infatti un ottimo esame strumentale per rilevare precocemente la situazione polmonare nel corso dell'infezione Covid19.

L’uso dell’ecografia polmonare domiciliare, oltre a migliorare la gestione deipazienti, presenta una serie innegabile di vantaggi sanitari generali e organizzativi, tra cui la possibilità di eseguire l’esame senza
spostare il paziente, riducendo così il rischio di diffondere il virus; la possibilità di raggiungere aree remote e disagiate; il basso costo; l’assenza di esposizione alle radiazioni ionizzanti e infine la riduzione dei tempi necessari per ottenere informazioni mediante la diagnostica per immagini, informazioni che pertanto entrano nel ragionamento clinico al letto del paziente e possono orientare le relative decisioni su come affrontare la malattia.

L’ecografia, secondo il protocollo, viene effettuata durante la visita domiciliare del medico USCA al paziente Covid accertato o sospetto, che presenti di norma sintomatologia respiratoria moderata e insorgenza dei sintomi negli ultimi 14 giorni.

In questi casi l’ecografia consente pertanto già al domicilio del paziente di intercettare i quadri di  polmonite interstiziale, e insieme alla vista, di distinguere i pazienti da inviare in Pronto Soccorso per una presa in carico ospedaliera o di intraprendere terapia specifica per i casi meno gravi che possono essere gestiti a domicilio. Nei casi inviati in ospedale, l’accordo con la Radiologia prevede l’esecuzione di tac polmonare che fino ad ora ha pressoché sempre confermato la diagnosi ecografica.

 

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Il cuore delle "penne nere" non si smentisce mai. Il Gruppo Alpini di Forlì - 1° Cap. Pio Zavatti ha pensato di dimostrare la propria vicinanza agli operatori sanitari dell'ospedale di Forlì, impegnati per l'emergenza COVID, donando centinaia di biscotti tricolori, realizzati da un alpino - fornaio.

"Volevamo far sentire la nostra vicinanza ai tanti medici e infermieri che lavorano in ospedale - spiegano - e questo ci è sembrato un gesto concreto per farlo".

"Siamo davvero onorati per le dimostrazioni  di affetto che in queste settimane abbiamo ricevuto da parte di moltissimi enti, associazioni e persone - afferma la dottoressa Elena Vetri, della Direzione Sanitaria di presidio - Questi gesti, oltre ad esprimere solidarietà, dimostrano anche che siamo una comunità".

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L'ordine professionale degli infermieri di Forlì Cesena comunica che sabato 9 maggio l'infermiera forlivese Linda Dal Pozzo, della Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione di Forlì, sarà ospite del programma "Italia Sì", in onda su Rai 1, a partire dalle 16,40, condotto da Marco Liorni.

Linda racconterà la sua esperienza, di infermiera e di donna in prima linea, nel giorno della festa della mamma. Essere infermieri ai tempi del COVID è stata ed è un'esperienza unica non solo professionalmente, ma anche umanamente, difficile a dimenticarsi.

 

 

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L'atelier delle Lingue di Forlì , centro privato di lingue e traduzioni, ha promosso una campagna di raccolta fondi coinvolgendo insegnanti e studenti della  scuola attraverso un video ( qui allegato) a sostegno dell'ospedale, per l'emergenza Covid.

La cifra raccolta in pochissimi giorni ha permesso  la donazione alla Rianimazione di Forlì tre colonnine dispenser  touch free,per l'erogazione di gel alcolico disinfettante.

" Si tratta - afferma Elisabetta Montesi, Responsabile fundraising dell'azienda usl della Romagna  - dell'ennesima manifestazione di solidarietà e sostegno da parte di una  realtà del territorio, che conferma la fiducia e l'affetto che tanti cittadini in modo straordinario negli ultimi due mesi, hanno voluto far sentire a medici e operatori impegnati in prima linea nella lotta all'emergenza sanitaria.

Un grazie di cuore da parte dell'Azienda e dei professionisti del reparto di Rianimazione, a Veronica Di Pasquale, titolare dell'Atelier delle lingue e a tutti i donatori  che hanno aderito all'iniziativa benefica, che per mette di ricordarci anche  che la solidarietà non ha paura.

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