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La grande musica per alleviare la sofferenza della malattia. Si è svolto nei giorni scorsi, all'Hospice di Rimini, il primo concerto della seconda rassegna musicale “un PIANO per un ospedale FORTE” promossa da “Donatori di Musica” e  RiminiAIL.

Il Duo Cesaretti Tura ha portato in scena ‘La Pastorale’, celebre sinfonia numero 6 di Beethoven nella trascrizione di Ulrich per pianoforte a quattro mani, inaugurando il nuovo pianoforte a coda, del valore di 13mila euro, donato da RiminiAIL all’ospedale di Rimini. Il tutto all’interno dei percorsi di umanizzazione delle cure che l’Ausl sta portando avanti all’interno delle apposite linee guida.

Presenti all’evento il direttore dell’Hospice di Rimini Davide Tassinari, i medici e gli operatori dell’Hospice, oltre ai pazienti ricoverati nella struttura ed i loro familiari.

 “Un PIANO per un ospedale FORTE tornerà lunedì 28 ottobre con il concerto di Arpa di Alessandra Ziveri dedicato a Charpentier Rinie e Debussy. Chiuderà la seconda rassegna giovedì 19 dicembre il concerto di Violoncello e Pianoforte di Silvia Chiesa e Maurizio Baglini che porteranno in scena  musiche di Liszt, Chopin e Rachmanioff.

Tutti i concerti si terranno alle ore 16 all'interno della sezione Hospice - Padiglione Ovidio dell'Ospedale Infermi di Rimini.

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E’ un invito esteso a tutti i podisti, nordic walking, dog friendly, quello di partecipare domenica 29 settembre a Cesena alla NICO RUN, la camminata solidale non competitiva di 5-11 chilometri. Obiettivo: raccogliere fondi per acquistare Armeo Spring, macchinario per la riabilitazione robotica degli arti superiori, da donare all’unità operativa di Medicina riabilitativa dell’ospedale Marconi di Cesenatico.

A promuovere l’iniziativa – che vede il patrocinio di AUSL Romagna, Comune di Cesena e Comune di Cesenatico e il supporto di A.CE.A Associazione Cerebrolesioni Acquisite - è Silvia Faberi, mamma di Niccolò. Il giovane, oggi 29enne, ha avuto nel 2016 un gravissimo incidente che lo ha costretto a diversi mesi di ricovero presso il Trauma Center del Bufalini, numerosi interventi chirurgici salvavita e una lunga riabilitazione presso il reparto di Medicina Riabilitativa del’’ospedale Marconi di Cesenatico dove tutt’oggi è assistito. Ad oggi la raccolta fondi ha trovato il sostegno di numerose realtà locali, privati cittadini e Associazioni del territorio che hanno promosso varie iniziative benefiche per sostenere la buona causa. Iniziative che si coroneranno con la camminata di domenica 29.

L’Apparecchiatura. Si chiama Armeo Spring ed è un esoscheletro per la riabilitazione robotica degli arti superiori. Ha un valore di circa 60mila euro e andrà ad affiancarsi al Lokomat, il dispositivo robotico per la riabilitazione degli arti inferiori recentemente donato al Marconi dalla Fondazione F.Or. Fruttadoro Orgel.
La maggior parte delle persone identifica l’autonomia con la possibilità di alzarsi, deambulare, fare le scale. In realtà se ci pensiamo bene la quasi totalità delle attività che svolgiamo nell’arco della nostra giornata come il prenderci cura della nostra persona (lavarsi, vestirsi, alimentarsi…), lo svolgere un lavoro o fare attività sportive o ludiche nel tempo libero richiedono l’uso delle nostre braccia e delle nostre mani. Risulta evidente quindi come il recupero dell’autonomia della persona che ha riportato dei deficit motori, in seguito ad una lesione cerebrale (un ictus, un trauma cranico) o una lesione midollare, passi anche e soprattutto attraverso il recupero della motricità selettiva degli arti superiori.
Il meccanismo del riapprendimento motorio è strettamente legato a diversi fattori quali la ripetizione attiva di compiti motori volti a stimolare le funzionalità residue dell'arto e il feedback sensoriale. Da questo punto di vista l’utilizzo di un dispositivo robotico specifico per l’arto superiore offre evidenti vantaggi: la ripetibilità del gesto e la possibilità di esercitare attivamente attraverso l’esoscheletro tutta la motricità residua. Il sistema di riabilitazione robotica può essere combinato con l’utilizzo della realtà virtuale in grado di consentire la riproduzione di attività simili a quelle svolte in un contesto ecologico (casa o ambiente di lavoro) con ripercussioni positive anche sul piano psicologico e motivazionale.

La NICO RUN. E’ organizzata da Just Pilates Studio e Associazione “Domani arriva sempre” con il supporto dell’Associazione Cerebrolesioni Acquisite A.CE.A e il sostegno economico di numerose aziende e realtà locali.
La partirà è prevista alle ore 9.30 da Just Pilates Studio, in Via Cerchia di S. Egidio 952, a Cesena, con ritrovo e iscrizioni (euro 5,00) dalle ore 8.00. Previsti pacco evento e premi a sorteggio.
E’ possibile effettuare anche donazioni on line sulla piattaforma di crowdfunding https://www.retedeldono.it/it/progetti/d.a.s/nico-run
Informazioni donazioni: ++39 348 87 48 514; Informazioni corsa: ++39 340 40 57 390 domaniarrivasempre@gmail.com info@justpilatesstudio.it

Il reparto di Medicina Riabilitativa di Cesenatico. E’ inserito dal 2005 nella rete regionale per la riabilitazione delle persone con Grave Cerebrolesione acquisita. Nell’ultimo decennio il reparto, diretto dal dottor Andrea Naldi, e dal suo collaboratore dottor Flores Arlotti, ha progressivamente acquisito competenze sempre più qualificate per i suoi interventi rivolti a pazienti affetti da Ictus Ischemico, Emorragia Cerebrale e Trauma Cranico diventando un riferimento all’interno dell’Azienda Usl della Romagna.
I dati di attività del triennio 2015-2017 contano una media di 90 nuovi ricoveri all’anno per pazienti affetti da Stroke Ischemico (34%) e da Grave Cerebrolesione su base traumatica o vascolare (48%). I pazienti ricoverati sono stati trasferiti direttamente dalla terapia intensiva o da un reparto per acuti (neurochirurgia, medicina d’urgenza, neurologia, medicina interna) in stretta integrazione con i reparti del Trauma Center di Cesena, al fine di garantire la continuità del percorso assistenziale-riabilitativo. Obiettivo principale del progetto riabilitativo realizzato durante il ricovero è il recupero delle capacità funzionale del paziente tale da consentirgli il reinserimento nei tempi più brevi possibili nel proprio contesto di vita sociale e famigliare. A tale riguardo risulta significativo il dato della destinazione del paziente alla dimissione dal reparto che lo vede tornare al proprio domicilio nel 90% dei casi.

 

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Nel distretto Rubicone e Mare sono state prese in carico dai servizi sociali e consultorio familiare complessivamente, nel 2017, 21 donne di cui sono state messe in protezione 17 con altrettanti bambini. Nel 2018 e primi mesi 2019 il trend si è mantenuto alto, con 25 donne seguite. Rimane invariato il numero di donne inserite in percorsi di protezione (17 donne e 21 bambini). Lo sportello Alba, aperto il martedì dalle 10.30 alle 14.30, dalla sua apertura a maggio 2018 ha visto rivolgersi 4 donne e avuto circa 10 contatti telefonici.
Numeri che danno la dimensione del problema. La chiamata civica del territorio si sta rivelando però una leva importante e il programma delle iniziative e degli eventi di Insieme contro la violenza 2019 continua a sollecitarla. Ad esempio con il progetto dell’Associazione Rompi il silenzio “Sentinelle della Comunità”. Saranno individuati e coinvolti comuni cittadini, operatori sociali e professionisti, associazioni di categoria, Caritas, ovvero tutte quei soggetti che a vario titolo possono intercettare dinamiche relazionali violente.
A cura dell’Associazione Trame di terre di Imola sarà il progetto di formazione “Verso una cultura della parità di genere” indirizzata ad operatori dei Servizi sociali, Volontarie dello Sportello antiviolenza “Alba” e alle forze dell’Ordine.

Evento importante, rivolto ai medici e operatori sanitari, agli operatori degli enti locali e ai cittadini interessati sarà il seminario, curato dall’Azienda Usl Romagna e in programma mercoledì 13 novembre a Villa Torlonia (San Mauro Passcoli) “La salute è anche una questione di genere?”. La medicina di genere non è una nuova specialità ma una necessaria e doverosa dimensione interdisciplinare della medicina. Il seminario fornirà un primo inquadramento trasversale del tema in accordo con i lavori del Coordinamento regionale Medicina di genere ed equità.
Sul fronte delle attività di prevenzione particolare rilievo avranno le azioni dedicate a ragazzi e ragazze pre adolecsenti e adolescenti attraverso un lavoro che coinvolgerà l’Istituto Comprensivo di Sogliano e in particolare le classi di I, II e III delle scuole secondarie di primo grado di Sogliano, Borghi e Roncofreddo. Sulla scia del percorso avviato lo scorso anno in collaborazione con l’associazione SOS Donna di Faenza, gli studenti delle scuole medie lavoreranno nei prossimi mesi con la psicologa-psicoterapeuta Raffaella Meregalli.
Con i ragazzi e le ragazze adolescenti delle scuole superiori di Savignano e Cesenatico sarà invece realizzato il laboratorio sulle differenze di genere denominato “L’amore dei giovani non sta nei cuori ma negli occhi..”. I laboratori approfondiranno i meccanismi di negazione e di riconoscimento della violenza offrendo ai ragazzi e alle ragazze uno spazio di dialogo con chi si occupa, anche professionalmente, del contrasto alla violenza. Saranno realizzati da Michele Poli, Counselor' tra i fondatori dell'associazione nazionale Maschile Plurale e del Cam di Firenze, primo centro in Italia dedicato agli autori di violenza nato nel 2009 , e da Lelia Serra attrice e formatrice.

GLI EVENTI
LE CAMMINATE
Insieme contro la violenza propone inoltre una serie di eventi aperti a tutti i cittadini. Si è tenuta domenica 8 settembre con l’iniziativa Walk with me, una camminata con partenza da Borghi. Una seconda camminata è in programma per il 25 novembre a Cesenatico, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

A TEATRO
Sabato 12 ottobre al Teatro Turroni di Sogliano al Rubicone in programma invece lo spettacolo Le donne di Pedretti, con la voce recitante di Lelia Serra, le canzoni di Paola Sabbatani e la chitarra di Daniele Santimone. Un secondo appuntamento a teatro è in programma per domenica 1 dicembre, a Roncofreddo, con la compagnia Piccoli Idilli Merate che proporrà lo spettacolo Mami Wata.

I FILM
Inoltre, sarà proposta la visione di alcuni film che stimoleranno la riflessione intorno ai temi della violenza di genere. Si parte il 24 ottobre a Gambettola, in collaborazione con Metrofestival, con la proiezione di Le invisibili di Louis Petit (2018). In collaborazione con il Cinema Teatro Moderno, il 16 e 17 novembre a Savignano sul Rubicone sarà la volta di Tonya di Craig Gillespie (2017), mentre il 23 e 24 novembre sempre a Savignano è in programma La donna elettrica di Benedikt Erlingsson (2018), Lunedì 25 novembre a Longiano, per gli studenti delle scuole primarie di secondo grado sarà proiettato il film Dilili a Parigi di Michel Ocelot.
d la giornata conclusiva del progetto, che si svolgerà a Gatteo alla presenza di tutti i partners. Sarà proiettato il video “Vieni via con me” a cura dell’Associazione Between. Un video realizzato al termine di un laboratorio rivolto a giovanissimi adolescenti di seconda generazione nati in Italia. Si tratta di ragazzi e ragazze che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado dei Comuni del distretto Rubicone e Mare. Il laboratorio ha promosso un’azione che si sintonizza alla cultura della parità fra generi e alla cittadinanza di genere dal punto di vista della generazione millennials.

Il Progetto Insieme contro la violenza è in linea con la L.R. 6/2014 e il Piano regionale contro la violenza di genere (Delibera Assemblea Legislativa Regionale N. 69/2016) e con gli obiettivi prioritari del Piano di zona per la Salute e Benessere sociale del distretto Rubicone (2018-2020)
Hanno collaborato alla realizzazione del progetto Asp Rubicone, Ausl Romagna, Istituto Comprensivo di Sogliano al Rubicone, Associazione Rompi il silenzio, Associazione Between, Centro Donna Comune di Cesenatico e comuni della comunità montana (Borghi, Sogliano e Roncofreddo), le Ovarole, Associazione Trama di Terre, Associazione Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Ferrara, Associazione Sos Donna di Faenza.

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Domenica 29 settembre a Cesena si svolgerà la “Nico Run”, camminata ludico motoria non competitiva di 5 -11 chilometri aperta a podisti – nordic walking - dog friendly. Obiettivo dell’evento solidale: raccogliere fondi per l’acquisto di nuova apparecchiatura da destinare al reparto di Medicina Riabilitativa dell’ospedale Marconi di Cesenatico.

Partenza ore 9.30 da Just Pilates Studio, Via Cerchia di S. Egidio 952 – CESENA.; Informazioni corsa: cell. 340. 4057390 domaniarrivasempre@gmail.com -  info@justpilatesstudio.it; Informazioni donazioni: cell. 348 8748514
www.retedeldono.it (Nico Run). Maggiori informazioni nei materiali allegati.

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Condivisione, socializzazione e tanta allegria alla residenza del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche "Fattoria" di Lugo, dove il 24 luglio si è svolta la Festa d'estate, in un clima di condivisione e apertura verso il contesto sociale esterno. Una splendida serata, resa possibile grazie al contributo degli ospiti e di tutto il personale della struttura che si è adoperato per la buona riuscita della festa, del gruppo musicale "I sorci verdi"che hanno allietato la serata, dei vicini che hanno donato la frutta, del vivaio Stellini che ha rallegrato con le sue piante, della cooperativa Il Pino per la cura degli spazi verdi, di Romagna Catering che ha elargito i cocomeri, e non ultimo, del fotografo Gian Paolo Ossani di Bagnacavallo che ha donato il servizio fotografico. Gli operatori sanitari ringraziano l'Amministrazione comunale di Lugo che ha risposto all'invito con la presenza dell'Assessore M.Pia Galletti e la Direzione del Distretto che ha permesso lo svolgimento dell’evento.

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Sabato 20 luglio, al Parco Campana di San Mauro Mare, si svolgerà l’undicesima edizione dell'Emiday, serata benefica dedicata alla memoria di Emiliano Bagnoli, prematuramente scomparso nel 2008. A partire dalle ore 19 si esibiranno sul palco le band musicali IL VASO DI PANDORA, LESKEE GOODA, POISON IVIES. Saranno inoltre presenti stand gastronomici e animazione. Il ricavato della serata sarà devoluto al progetto "Pediatria a misura di bambino" dell’Ospedale Bufalini di Cesena

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Il contrasto della sofferenza e del dolore è una cultura che sta crescendo, e deve continuare a crescere, anche in ambito sanitario. Da essa, infatti, dipende molto del benessere del paziente all’interno del percorso di cura complessivo. Va in quest’ottica un importante ed innovativo progetto formativo attivato in Ausl Romagna, per realizzare il quale è stato fondamentale il contributo di Rotary e Fondazione Taccia di Rimini.

Grazie alle loro donazioni per un totale di oltre 110mila euro, sono state infatti attivate postazioni per la formazione del personale sanitario che opera nella rete di Cure palliative , in cinque sedi aziendali in tutti gli ambiti territoriali (cesenate, forlivese, ravennate e riminese) ed è stato attivato un pacchetto formativo ad hoc per i professionisti che a vario titolo lavorano nell'ambito delle Cure Palliative dell'età adulta e pediatrica, incluso i medici di famiglia. Sono state inoltre donate altre attrezzature (pc portatili, carrelli, microfoni…) per allestire le postazioni.

Per questa importante donazione, che denota grande sensibilità nei confronti di un tema importante e che talvolta resta in “secondo piano”, si è svolta questa mattina, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, una cerimonia di inaugurazione cui hanno preso parte i presidenti di Rotary e Fondazione Taccia, Gian Piero Zinzani e Andrea Rossi, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, i presidenti degli ordini professionali di medici e infermieri di Ravenna, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, le direzioni medica e infermieristica dell’Ospedale di Ravenna, il direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna Federico Cappuzzo, il responsabile aziendale per la Formazione Pierdomenico Lonzi. L’intera cerimonia è stata trasmessa, appunto in teleconferenza, con le altre sedi collegate, ed è stata seguita, dunque, da oltre duecento persone, che nel corso del pomeriggio hanno effettuato la prima formazione professionale con la nuova apparecchiatura donata.

Da parte dei vertici aziendali, il ringraziamento ai donatori; il dottor Tonini ha tra l’altro evidenziato la vicinanza e collaborazione, in questa donazione tra due soggetti del volontariato, uno di Rimini e uno di Ravenna, che congiuntamente si impegnano per l’Ausl Romagna: “In un giorno come questo essere romagnolo è ancora più bello”.

Il primo cittadino ha a sua volta evidenziato come “il territorio della Romagna è uno di quelli in cui più che in ogni altro si sente la vicinanza del mondo associativo, delle fondazioni e della società civile in generale, attraverso donazioni, specialmente concentrante nell’ambito oncoematologico. Questo strumento, tra l’altro, contribuisce al processo di ‘avvicinamento’ dei territori dei professionisti dell’Ausl Romagna.

APPROFONDIMENTO TECNICO E RINGRAZIAMENTI

Si svolge oggi, presso il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Croci Ravenna, l’inaugurazione dei sistemi di videoconferenza dedicati alla realizzazione del “Progetto Cure Palliative della Romagna” e l’avvio del “Percorso di Formazione per gli operatori sanitari della Rete Locale di Cure Palliative della Romagna”, che vede coinvolti il personale che opera sia nella Rete di Cure Palliative dell’adulto sia nella Rete dell’età pediatrica, in Ospedale e sul Territorio.

La donazione si inserisce nelle attività del Rotary Club Ravenna per festeggiare il suo 70° anniversario

All’evento partecipano le Autorità Cittadine, la Direzione e il Personale dell’AUSL Romagna, il Presidente del Rotary Club Ravenna, Dott. Gian Piero Zinzani, i Soci del Rotary Club Ravenna e degli altri Club coinvolti nell’iniziativa, il Presidente della Fondazione Taccia, Dott. Andrea Paolo Rossi.

Alla realizzazione del progetto di installazione degli strumenti per videoconferenza, del valore di 80.320 Euro, oltre al Rotary Club Ravenna e alla Fondazione Taccia di Rimini, hanno partecipato i Rotary Club di Cervia Cesenatico, Cesena, Lugo, Ravenna Galla Placidia e Valle del Rubicone e  alcuni Club esteri, Beograd Centar e Beograd Skadarlija (Serbia), Bijeljina (Bosnia & Herzegovina), Moscow International (Russia). Ha contribuito inoltre la Rotary Foundation di Evanston (Chicago – USA), partecipazione che evidenzia l’internazionalità del Rotary che può realizzare importanti progetti umanitari grazie alla rete di rapporti esistente tra i club dei numerosi paesi in cui opera.

Il progetto Sistemi di Videoconferenza ha permesso di installare, presso le sedi pubbliche dell’AUSL della Romagna, 5 sistemi per  video conferenze:  all’ Ospedale S. Maria delle Croci Ravenna (Aula DEA, settimo piano), nelle sale riunioni dell’Hospice di Lugo, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone e all’Hospice di Rimini (Aula G).

La fornitura del pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative è finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000 €

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700 €: l’unione delle risorse ha fatto la differenza per realizzare un grande progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

La donazione, in accordo con l’AUSL della Romagna, ha, tra i vari obiettivi, la promozione della formazione continua per elevare il rendimento dei servizi nel campo dell’assistenza, della ricerca e della sperimentazione, per ridurre le differenze nelle pratiche cliniche per migliorare l’appropriatezza e l’efficienza clinica ed organizzativa. I sistemi di videoconferenza consentiranno quindi agli operatori di cure palliative di fruire contemporaneamente della medesima lezione, faciliteranno il confronto e la condivisione di casi clinici, riducendo il numero di spostamenti da una sede all’altra, con notevole risparmio di tempo e ottimizzazione delle risorse umane. Un appropriato sistema di cure palliative favorisce la qualità delle cure stesse e permette quindi di valorizzare la dignità dei malati. 

Questa giornata vede la partecipazione, in particolare per la parte formativa, di illustri docenti nella sell’Aula del DEA a Ravenna (in collegamento con le sedi di Lugo, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Rimini) quali:

Danila Valenti -  Direttore UO Rete delle Cure Palliative (SC), Azienda USL di Bologna

Stefano Zamagni - Professore a contratto a titolo gratuito. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi Bologna

Maria Rolfini -  Regione Emilia-Romagna - Assessorato politiche per la salute. Direzione Generale cura della persona, salute e welfare. Servizio assistenza territoriale

Marco Maltoni – Coordinatore Rete Locale Cure Palliative della Romagna

Luigi Saponi - Infermiere Case Manager di Rete, U.O. Terapia Antalgica e Cure Palliative, Rimini

La Rete Locale di Cure Palliative della Romagna (Rlcp), comprende le seguenti strutture di cure palliative:

per l’AUSL della Romagna

gli Hospice di Lugo e Fanza, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone, di Rimini, gli ambulatori di cure palliative, le attività al domicilio dei pazienti di cure palliative e di consulenza in Ospedale, Case di Cura Convenzionate e nelle Case Residenza per anziani erogate da equipe specificatamente formate e dedicate;

per il Privato Convenzionato:

  • Hospice di Ravenna
  • Hospice di Dovadola (FC)

 

Per l’ IRST-IRCCS di Meldola:

  • Struttura di Cure Palliative e Terapia del Dolore che eroga cure palliative nel nodo Ambulatorio e Ospedale – Consulenza.

La Rlcp è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rlcp della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. La Rlcp si pone a garanzia dell’equità di accesso alle cure palliative, dell’integrazione tra i nodi e le loro equipe, della presa in carico integrata in relazione alle necessità del malato e della sua famiglia, e del percorso di continuità di cura.

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che "le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono”. La normativa regionale evidenzia che "presso l’ambulatorio è possibile l’avvio precoce di cure palliative garantendo un graduale passaggio dalla fase di cura attiva alle cure palliative propriamente dette, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita." Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

Si coglie l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla buona riuscita del progetto e in particolare:

Dott.ssa Elisabetta Montesi, Responsabile Area Fundraising e Comunicazione Sociale, Ing. Lorenzo Rossi  Analista, UO Governo Sistemi Informativi ed i Tecnici, Claudio Benini, Massimo Boschetti,  David Deriu, Andrea Lotti  e Stefano Sangiorgi, il Dr. Pierdomenico Lonzi  Direttore Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione ed Emanuela Manzari - Collaboratore Professioni Sanitarie della medesima unita operativa, infine i Responsabili/Direttori delle Cure Palliative dell’AUSL della Romagna Dott.ssa Cristina Pittureri, Dott. Luigi Montanari, Dott. Marco Cesare Maltoni, Dott. Davide Tassinari.

 

PROFILO DEL ROTARY RAVENNA

Il Rotary Club Ravenna è il Rotary di più vecchia fondazione della Romagna, e ha celebrato proprio il 70° anniversario nel novembre 2018.

In questa importante ricorrenza, il presidente Gian Piero Zinzani, unitamente a tutto il Club, ha ritenuto di focalizzare la molteplice attività di service su un progetto importante, che coinvolgesse e si riverberasse nel tempo proprio in terra di Romagna.

Nel corso della annata che si avvia a conclusione il Rotary Club Ravenna, con il contributo fondamentale di Soci, famiglie ed amici, ha realizzato molti progetti al servizio della comunità locale, dal restauro di un fondo di antichi manifesti recuperati nell’archivio dell’Accademia delle Belle Arti, al restauro della lapide dedicata ad Antonia Alighieri, ora ricollocata in Santo Stefano degli Ulivi, dove la figliola di Dante si fece monaca con il nome di Suor Beatrice;

abbiamo dato Borse di Studio ai migliori diplomati del “Verdi”, ai vincitori del contest Agricoltura 4.0 del “Perdisa”, agli artisti dell’Accademia le cui opere in mosaico sono state selezionale per il ciclo dei 21 Arcani Maggiori, ciclo completato proprio questa annata (e le prossime due saranno per Dante); rifinanziato lo sportello d’ascolto alla “Novello”, lavorato con le scuole medie sullo spreco alimentare e con l’Artistico sul patrimonio culturale cittadino, e molto altro…., tuttavia volevamo fare qualcosa che andasse oltre la città, e quindi abbiamo realizzato una importante raccolta fondi per LFCD (Life For a Child wit Diabetics), abbiamo partecipato alla Run End Polio Now, e soprattutto abbiamo realizzato questo sistema di videoconferenza avanzato che unisce i 4 Hospice pubblici della Romagna (Lugo, Forlimpopoli, Savignano e Rimini) con l’aula magna dell’Ospedale di Ravenna, al fine di agevolare tutta la formazione di tutto il personale della Rete delle Cure Palliative in Romagna, con un investimento proprio sulle nostre Strutture PUBBLICHE.

Questo è stato possibile grazie al contributo economico, oltre che dell’RC Ravenna, dei Rotary Club di Lugo (Pres.Tbanelli), Cesena (Pres. Castagnoli), Valle del Rubicone (Pres, Bianchi), Ravenna Galla Placidia (Pres. Bassi) e Cervia Cesenatico (Pres. Magni), alcuni partner internazionali, primo fra tutti il Rotary Club Moscow International, e poi l’RC Beograd Centar, il Beograd Skadarlija, il Bijeljina, e infine l’americana Rotary Foundation, che ha subito compreso la straordinarietà del progetto finalizzato soprattutto alla formazione, e la Fondazione Taccia che – oltre ad aver ispirato il progetto e ad un sostanzioso contributo economico su questa infrastruttura – si farà poi carico dei corsi di formazione.

Una bella squadra, un bel risultato, per il benessere e la dignità di moltissime nostre famiglie, attraverso la “vituperata” sanità pubblica, che nell’accettare la donazione ha iscritto questi impianti nel patrimonio di Beni Mobili Pluriennali dell’Azienda USL della Romagna.

Il Presidente Zinzani ricorda infine come questo progetto sia già in linea con il motto presidenziale della incipiente annata rotariana 2019 - 2020: ROTARY CONNECTS THE WORD.

 

PROFILO DELLA FONDAZIONE "OSCAR TACCIA"

La missione della Fondazione Taccia consiste nel finanziare progetti nel settore della Oncologia e delle Cure Palliative nei territori della Romagna e della Sardegna, utilizzando la rendita del proprio patrimonio  che deriva dal lascito testamentario dell’Architetto Oscar Taccia di Rimini.

Il Progetto Cure Palliative nasce dall’incontro fortunato con il Rotary:  unendo le risorse potevamo realizzare un grande progetto, utile a tutti i sofferenti della Romagna, un progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

Il Progetto Cure Palliative, unitario nella sua struttura e conseguente nella sua fase esecutiva, concordato con tutti gli operatori del settore, è stato diviso in due parti:

  1. 1.     Acquisto delle attrezzature per un sistema di videoconferenza collocate in 5 Hospice della Romagna con finanziamento congiunto di Rotary e Fondazione Taccia per un valore di 80.700€.
  2. 2.     Fornitura di un pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative della durata di 2 anni,  finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000€

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700€, la unione delle risorse fa la differenza.

Andrea Rossi                                                                   

 

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L’esempio tipico è quello della frattura di femore nell’anziano. Dopo l’intervento chirurgico è indispensabile la riabilitazione, e prima comincia meglio è. Altrimenti vi è il rischio che il paziente allettato faccia molta, troppa fatica a “rialzarsi”, con conseguenze negative anche a livello psicologico. E se questo è un esempio significativo, lo stesso principio vale per tutti i pazienti fratturati o sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica.

Per questo motivo personale dell’unità operativa di “Medicina riabilitativa” dell’Ausl Romagna visita il paziente subito dopo l’intervento, progetta un percorso riabilitativo ad hoc per lui e vi dà inizio già durante il ricovero, per poi proseguire anche successivamente con sedute ad hoc. E anche attraverso l’utilizzo di attrezzature, come ad esempio i deambulatori.

Emerge da questo l’importanza della donazione di ieri, di due deambulatori elettrici da parte della associazione “Amici di Maria Bambina” per un valore di oltre 2.300 euro. Attrezzature che saranno utilizzate, infatti, proprio per migliorare ulteriormente la presa in carico dei pazienti dal punto di vista della riabilitazione. Ed infatti erano presenti la dottoressa Monica Mambelli (direzione medica dell’ospedale di Riccione), il dottor Riccardo Galassi (direttore del servizio di Riabilitazione), don Angelo, cappellano dell’Ospedale, parroco di Misano Monte e punto di riferimento dell’Associazione, oltre ovviamente a vari membri del gruppo.

Ad ulteriormente testimoniare l’importanza di questa attività, il dottor Galassi ha reso noti i relativi dati. Solo per il presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica, nel corso del 2018 sono state effettuate visite su 4.839 pazienti e sono stati erogati 67.603 trattamenti riabilitativi. Dei pazienti visitati, 1.995 erano ricoverati e 2.844 ambulatoriali. Dei trattamenti, 28.952 sono stati erogati a pazienti ricoverati e 38.651 a livello ambulatoriale. Un’attività davvero significativa, svolta da 9 medici e 45 operatori infermieristici e tecnici che operano in tutti e cinque gli ospedali della provincia, e che, con i nuovi deambulatori donati, potrà ulteriormente accrescersi dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo “anche perché con essi possiamo attivare una fisioterapia più personalizzata sul singolo paziente”.

Dopo i ringraziamenti da parte della dottoressa Mambelli, la signora Monica Fornari, in rappresentanza degli “Amici di Maria Bambina”, ha raccontato come “ci siamo già impegnati per mantenere sempre in ottime condizioni la cappellina dell’ospedale, dedicata appunto a Maria Bambina. Ora però abbiamo voluto fare qualcosa in più anche per i pazienti”. Mentre don Angelo, nell’impartire la benedizione ha detto che “questo è il nostro modo per ‘benedire’ i pazienti, con un’opera per loro utile”.

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E’ piccolo (di dimensioni), ma ha un valore (non solo economico) molto grande. Grazie alla vicinanza di varie associazioni, ditte, singoli cittadini, del Riminese, l’auto medica del 118 di stanza presso il Pronto Soccorso di Rimini sarà dotata di un innovativo ecografo portatile con sonda e borsa, del valore commerciale di circa 15mila euro.

L’apparecchio è un potente strumento diagnostico di estrema maneggevolezza (si tiene nel palmo di una mano): è stato infatti progettato per accompagnare gli operatori e i professionisti sanitari ovunque sia necessario, tanto al letto del paziente quanto sul campo. L’apparecchio infatti combina ottimamente eccellenti prestazioni di imaging ad alta risoluzione con ergonomia. In particolare un innovativo processo di utilizzo dei trasduttori migliora la penetrazione e la risoluzione del contrasto, ed aumenta la nitidezza della risoluzione dei dettagli senza per questo trascurare la capacità di resistenza alle cadute ed agli schizzi, potendo pertanto essere utilizzato negli ambienti più impegnativi. I dati e le immagini possono, tra l’altro, essere “esportate” tramite chiavette usb, o stampa tramite buetooth, wifi, mail, cloud e altre innovative modalità tecnologiche.

Dal punto di vista più strettamente clinico, l’ecografia è sempre più uno strumento fondamentale nella valutazione del paziente critico da parte del medico che lavora nel sistema dell’ emergenza, in quanto consente di individuare in breve tempo e nella maggior parte delle volte, la causa della criticità del paziente e di conseguenza intervenire. Le indicazioni all’utilizzo dell’ ecografo a livello extraospedaliero sono l’arresto cardiaco, il politrauma, l’insufficienza respiratoria, lo shock. Tutte patologie tempodipendenti in cui il tempo e il trattamento rapido giocano un ruolo fondamentale ai fini del miglior trattamento del  paziente.

L’utilizzo dell’ecografo nelle situazioni suddette facilita l’operato del medico del 118 in modo da supportare al meglio il paziente soccorso per strada o al proprio domicilio, inquadrandolo già dai primi minuti dell’intervento e consentendo la pianificazione della sua destinazione più adatta (ospedale non solo più vicino, ma anche più adeguato per rispondere a quella determinata urgenza/emergenza).

Tutto spiegato dalla dottoressa Tiziana Perin, direttore del Pronto soccorso di Rimini e dal dottor Marco Montanari, in una cerimonia di ringraziamento ai donatori svoltasi questa mattina in ospedale. Erano presenti rappresentanti dell’Istituto Alberghiero “Malatesta” (la dirigente Ornella Scaringi ed il professor Nicola Di Matteo) in cui gli studenti hanno realizzato e poi venduto biscotti per raccogliere fondi, la signora Patrizia Bonelli, motore dell’iniziativa (coi collaboratori Susi, Francesca, Manuela e Massimo), l’Associazione provinciale assistenza sociale invalidi per servizio (Apasis) col presidente Mario Di Spirito, anche in rappresentanza dell’Ums (Unione Mutilati per Servizio),  “Marco Simoncelli Fondazione Onlus” con Kate Fretti (Responsabile progetti World Wide); ma i ringraziamenti della Direzione Medica, rappresentata dal dottor Gianfranco Cicchetti, vanno anche a tutti coloro, anche semplici cittadini, che hanno partecipato con donazioni, tra cui in particolare Pasticceria Gardini e Raimondi, centro “I sempregiovani”, Caffè Pascucci, Compagnia teatrale “I’armidied”, i signori Fernanda Guidi e Mauro Neri.

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Ragazzi che aiutano altri ragazzi e bambini, in un momento per loro delicato quale può essere quello del ricovero o anche solo di una visita in ospedale. “Ricevendone”, in cambio, una spinta per fare sempre meglio. Rappresenta dunque un bel circolo virtuoso l’iniziativa che si è svolta nella mattinata di sabato scorso nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Dove un gruppo di studenti delle classi prime dell’Istituto Comprensivo “Ricci Muratori” ha dato vita ad uno spettacolo teatrale per allietare, anche coinvolgendoli, piccoli pazienti dell’ospedale e altri bimbi in attesa di visita, nonché i loro genitori. Lo spettacolo fa parte di un progetto della scuola (ricompreso nei Pon europei) di didattica alternativa per il recupero e consolidamento nelle materie di italiano e matematica, attraverso laboratori di teatro funzionali al migliorare il flusso verbale, alla comprensione di testi e conseguente elaborazione espressiva anche in “linguaggio filmico”.

E visti gli ottimi risultati che tali laboratori stavano conseguendo, gli insegnanti e la dirigente dell’Istituto, professoressa Sandra Baldassarri, nonché l’educatore che ha seguito il laboratorio, Matteo Pironi, hanno valutato positivamente l’idea di allestire uno spettacolo in ospedale, in favore dei piccoli (e meno piccoli) pazienti.

Sabato mattina dunque i ragazzi, con alcuni genitori e l’insegnante Tiziana Casadei, si sono recati in ospedale, accolti dal primario dottor Federico Marchetti e da altri operatori del reparto, e hanno dato vita a vari sketch e piccole scenette in chiave umoristica, sorprendendo ed emozionando i presenti. Tutto ottimamente riuscito, tanto che, in vista del prossimo anno scolastico, si sta già pensando di riproporre  eventi della stessa tipologia, propedeutici a favorire  uno sviluppo
armonico nella fase evolutiva e la prevenzione del disagio in età pediatrica ed adolescenziale.

Insegnanti ed educatori colgono l’occasione per ribadire l’importanza di esperienze, non isolate, ma che aggregano e riaffermano come la scuola si faccia carico di laboratori innovativi, scambi di esperienze e di emozioni, fattori di crescita ed emancipazione dei ragazzi che possano così rendersi partecipi e fautori del loro futuro, rendendosi consapevoli di limiti e disagi che ogni giorno si affrontano ma che, attraverso l'elaborazione consapevole, è possibile superare. Magari, aiutando altri ragazzi e bimbi in ospedale.

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