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L'associazione "Europa Uomo", l'unità operativa di Urologia dell’Ospedale Infermi di Rimini, AUSER e SPI-CGLI Rimini, con il patrocinio dell’AUSL Romagna, nell’ambito del "Novembre Azzurro - Campagna di informazione sul tumore della prostata", propongono due iniziative: una conferenza pubblica col dottor Francesco Montanari, direttore dell'unità operativa, e visite grauite.

La conferenza, dal titolo dal titolo "Il tumore della prostata, l'importanza della prevenzione", si svolgerà martedì 12 novembre alle ore 15.00 presso la sala Agorà - via Caduti di Marzabotto, 30 - Rimini. Con un’incidenza a livello provinciale di 130,6 nuovi casi/anno ogni centomila residenti maschi, il tumore della prostata costituisce la più diffusa patologia neoplastica nell’uomo, ed è in costante aumento. Grazie alla diagnosi precoce crescono le possibilità di cura e di trattamento radicale: perciò è importante parlarne e sensibilizzare la popolazione maschile ad eseguire periodici controlli preventivi anche in assenza di sintomatologia. La conferenza avrà lo scopo di presentare gli aspetti positivi di una prevenzione mirata e i vantaggi che si possono avere da essa. Il Montanari, al termine della conferenza, sarà a disposizione per gli interventi del pubblico. L’ingresso alla conferenza è libero e aperto alla cittadinanza.

Le visite gratuite saranno a cura dei medici urologi dell’Ospedale di Rimini, dedicate agli uomini di età superiore ai 50 anni per la prevenzione del tumore alla prostata. Si svolgeranno sabato 23 novembre dalle ore 8.30 alle 14.30, negli ambulatori  della Urologia dell’Ospedale di Rimini (scala B, secondo piano). La PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA delle visite si potrà effettuare durante la conferenza del 12 novembre o tramite la mail latitudini@libero.it oppure telefonicamente al recapito 333 9991597 dal 13 novembre (dalle 9.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì). Per informazioni rivolgersi al sig. Roberto Tilio, delegato di Europa Uomo di Rimini telefono: 348 7431106 – mail: roberto.tilio@libero.it .

In allegato la locandina degli eventi.

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A seguito di procedura selettiva il dottor Simone Vidale è stato nominato direttore dell’Unità Operativa di Neurologia di Rimini. Alla conferenza stampa di presentazione svoltasi stamattina hanno partecipato anche il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti ed il direttore medico del Presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Gianfranco Cicchetti.

Il dottor Vidale si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso l’Università di Varese, dove poi si è specializzato in Neurologia nel 2008. La sua carriera professionale inizia presso l’Azienda ospedaliera ‘Ospedale Sant’Anna’ di Como, come responsabile delle sperimentazioni cliniche. Dal 2009 al 2010 ha collaborato con l’unità operativa di Neurologia del Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda ospedaliera di Lecco, dove si è occupato anche del progetto della Regione Lombardia sulla organizzazione dei percorsi gestionali di pazienti con ictus cerebrale. Nel 2010 è tornato al Sant’Anna di Como, dove ha ricoperto l’incarico di alta specializzazione in Malattie cerebrovascolari e Stroke Unit fino al momento dell’attuale nomina.

Fin dall’inizio della sua attività il dottor Vidale ha svolto una intensa attività di sperimentazione clinica nell’ambito diagnostico terapeutico delle principali patologie neurologiche in particolare di quelle acute, come l’ictus cerebrale.  Autore e coautore di decine di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionale, ha partecipato e tenuto numerosi corsi e convegni. E’ inoltre membro delle principali società scientifiche di settore. Negli ultimi anni, il dottor Vidale ha dedicato la propria attività anche allo studio e all’implementazione di modelli organizzativi per le reti clinico-assistenziali dedicate all’ictus cerebrale.

L’Unità Operativa di Neurologia è una struttura complessa che afferisce al Dipartimento Internistico di Rimini. L’attuale dotazione organica prevede 9 medici compreso il primario, 5 infermieri compreso il coordinatore infermieristico, 5 tecnici di Neurofisiopatologia e 1 psicologo part-time. Il reparto dispone due posti letto ordinari e due di day hospital che saranno incrementati, con l’attivazione di 8 posti letto, come previsto nel documento “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”, come evidenziato dal dottor Cicchetti. Il via nei primi mesi del 2020.

Il reparto assicura ogni anno circa 180 – 200 ricoveri in day Hospital. Per quanto riguarda l’attività ambulatoriale, ogni mese, vengono effettuate circa 480 visite ambulatoriali (300 a Rimini; 80 a Novafeltria; 100 a Cattolica) e 250 visite ambulatoriali di secondo livello, con oltre 600 pazienti con Sclerosi Multipla in carico; 600 pazienti circa con epilessia; 500 pazienti circa con parkinson; 300 pazienti circa con malattie neuromuscolari, di cui circa 30 seguiti a domicilio; 50 pazienti circa affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica; 100 pazienti circa con Neuropatie croniche; circa 300 pazienti con demenza e esecuzione di test neuropsicologici complessi in 20 pazienti circa al mese (in collaborazione con Centro dei Disturbi Cognitivi e Demenze Aziendale). Ogni settimana vengono eseguiti poi circa 50 esami di elettromiografia e 60 elettroencefalogrammi.

Per quanto riguarda l’attività di urgenza-emergenza, sono circa 12 -14 le visite effettuate ogni giorno in Pronto Soccorso. Dall’inizio dell’anno ad oggi, in collaborazione con il Pronto Soccorso e la Medicina d'urgenza, sono stati effettuati oltre 140 trattamenti trombolitici farmacologici sistemici in pazienti con ictus ischemico acuto, di cui alcuni trasferiti a Cesena per il trattamento endovascolare di disostruzione delle arterie cerebrali.

“Il nostro lavoro è dare le migliori opzioni al paziente, sia in urgenza sia cronico, e lo faremo qui a Rimini e anche in collaborazione con le altre Neurologie dell’intera Romagna in ottica di rete” ha detto il dottor Vidale.

“Con la nomina di questo professionista – ha insistito il dottor Busetti – completiamo la copertura dei primariati di Neurologia in Romagna, che vede la storica figura del dottor Pietro Querzani a Ravenna, l’arrivo poche settimane fa, sempre dalla Lombardia, del dottor Marco Longoni per Forlì – Cesena, e ora il dottor Vidale per Rimini”.

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Anche quest'anno l'Associazione di Volontariato Oltre la Ricerca ODV aderisce alla campagna di sensibilizzazione sul tumore al pancreas, portata avanti dall'Associazione Nastro Viola con la collaborazione di Fondazione Nadia Valsecchi Onlus, Oltre la Ricerca ODV e Associazione My Everest Onlus e che si propone l’illuminazione nella giornata mondiale del 21 novembre di luoghi pubblici e privati nel colore viola (colore simbolo del tumore al pancreas)
Per l’occasione, l'Associazione di Volontariato Oltre la Ricerca ODV organizza il 21 novembre alle ore 19, presso il Club Nautico di Rimini un incontro pubblico, aperto alla cittadinanza con aperitivo d’apertura e interventi di medici specialisti, per sensibilizzare e informare sulle tematiche connesse alla patologia e all’importanza della diagnosi tempestiva. Tutte le informazioni nei materiali allegati

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Grande succcesso, sabato scorso a Cattolica, per la serata "Noi ci saremo sempre", organizzata dall'Associazione Nazionale Carabinieri, il cui ricavato è stato destinato al Dipartimento Materno Infantile di Rimini dell'Ausl Romagna. Magistralmente diretta da Cristina Tassinari, e con la bellissima sorpresa della presenza di Anna Falchi, la serata ha visto alternarsi comici, musicisti e altri artisti, con la musica della Fanfara dei Carabinieri che già aveva allietato il centro storico di Cattolica nel pomeriggio. Teatro della Regina pieno e tanto divertimento, a fin di bene, per tutti, come emerge anche dalla gallery fotografica.

 

 

 

 

 

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Un incontro per parlare della professione infermieristica, in ricordo di una persona che l'ha interpretato davvero a tutto tondo, contribuendo a valorizzarlo: Antonella Santullo, la storica direttrice infermieristica dell'Ausl di Rimini prima e dell'Ausl Romagna poi, prematuramente scomparsa nel 2017. E l'associazione Antonella Santullo, ha organizzato, quest'anno il convegno "Infermiere e Oss, come gestire la qualità dell'assistenza e della integrazione professionale", che si svolgerà mercoledì 23 ottobre a Rimini, presso il Museo della Città. Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

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Si è svolta questa mattina una sobria cerimonia di inaugurazione del “Padiglione Stampa”, cui hanno partecipato l’assessore Mattia Morolli del Comune di Rimini, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, i direttori del Centro di Salute Mentale (Csm) Daniela Ghigi, del Sert Edoardo Polidori, della Direzione infermieristica e tecnica Andrea Galeotti, delle Attività tecniche Enrico Sabatini.

Come illustrato dall’architetto Sabatini l’edificio in questione, situato nei pressi di via Stampa, è stato costruito nell’anno 2000 per ospitare alcuni poliambulatori in cui svolgere attività di specialistica ambulatoriale. Tali ambulatori, con la realizzazione del nuovo Dea inaugurato nel 2011, sono stati recuperati all’interno dell’edificio ospedaliero principale, e gli spazi sono stati riconvertiti per i servizi di Centro di Salute Mentale (Csm) e Centro Alcol-Fumo del Sert, precedentemente situati in edifici, in affitto, in altre parti della città. Il padiglione ristrutturato, di circa mille metri quadri, ha preso il nome di “Padiglione Stampa”.

Il Padiglione Stampa è stato sottoposto a lavori di manutenzione straordinaria, realizzati in parte nel 2016, quando è stato trasferito il Centro Alcol e Fumo, e per il resto, area destinata al Csm, dal 2018 a fino a giugno 2019.I lavori principali sono consistiti nella demolizione e costruzione di tramezzature interne, rifacimento di pavimentazioni, adeguamenti impiantistici, installazione di nuove tapparelle e tinteggiature.L’intervento rientra nel Programma per la realizzazione di strutture sanitarie territoriali ed ammonta a 300.000 euro, finanziati dalla Regione Emilia Romagna e così suddivisi: lavori 200.000 euro; arredi 40.000 euro; spese generali e tasse 60.000 euro.

Nel commentare i dati d’attività dei due servizi ospitati nel “Padiglione Stampa”, la dottoressa Ghigi e il dottor Polidori hanno rimarcato l’importanza di un impegno sempre più forte, oltre che sul fronte clinico, dell’intera comunità territoriale, per contrastare lo stigma che ancora sussiste nei confronti della malattia mentale e per sensibilizzare rispetto ai comportamenti a rischio. Un invito colto al volo dall’assessore Morolli, il quale ha evidenziato come “l’Amministrazione comunale svolge, anche in collaborazione coi servizi Ausl, interventi presso le scuole del territorio rispetto a problematiche giovanili sempre più presenti, come ad esempio l’eccessivo uso di tecnologie, o il fumo, o la cattiva alimentazione… tra i ragazzi. Così come siamo da sempre impegnati, e lo faremo sempre di più, per costruire percorsi, per tutte le fasce d’età, rispetto a buone pratiche e stili di vita sani”.

L’UTENZA DEL CENTRO DI SALUTE MENTALE DI RIMINI

La diversificazione e specializzazione dell’offerta di trattamento, insieme all’accresciuta capacità di individuazione delle problematiche psichiatriche e alla crescente collaborazione con la Medicina del Territorio ed altri Servizi dell’Azienda, hanno portato ad un aumento degli accessi e dei pazienti presi in carico presso il Centro di Salute Mentale (Csm) nel corso degli anni. Tale crescita di accessi è stata costante dal 2009 al 2014 e si è poi stabilizzata. Nel corso del 2018 gli accessi sono stati 5.274 e tra questi 1.007 sono giovani (18 - 35 anni).

Rispetto al dato 2018:

  • 333 pazienti (63%) risultano essere stati presi in carico con un progetto terapeutico;
    • 941 pazienti (37%) risultano essere stati seguiti in consulenza o per la necessità di ricevere certificazioni;
    • I nuovi pazienti presi in carico per la prima volta dal CSM nel corso del 2018 sono stati 341, il 2% in meno dell’anno precedente.
    • L’utenza in carico presenta un’età media di 51,1 anni; inoltre si evidenzia che il 17% sono giovani quindi con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Caratteristiche socio-anagrafiche dell’utenza (maggiorenne)

Le problematiche psichiatriche si presentano in tutte le età, sono trasversali tra genere e di frequente colpiscono profondamente nella qualità della vita quotidiana e nello svolgimento delle attività lavorative. Allo stesso modo vi sono delle condizioni socio-anagrafiche che condizionano fortemente la tipologia di trattamento da erogare agli utenti. Ad esempio, nel 2018 solo il 31,1% degli utenti afferiti al CSM poteva contare su una autonomia lavorativa in quanto regolarmente occupati, mentre la maggiore quota di persone è in una condizione non professionale (38,7%), come ad esempio casalinga (9,8%), studente (6,1%), pensionato (14,8%), o in condizione di disoccupazione (30,2%).

Per promuovere e sostenere la motivazione e la necessità delle persone in cura che vogliano inserirsi a pieno titolo nel mondo del lavoro, il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche ha attivato o collabora per la messa in campo di azioni di politica attiva del lavoro. Nello specifico si tratta delle seguenti progettazioni:

1- Tirocini volti alla riabilitazione lavorativa in cui la persona si sperimenta in un percorso lavorativo per valutare le proprie capacità e competenze supportata da un tutor;

2- Programma IPS (Supporto Individuale all'inserimento lavorativo), in cui la persona viene supportata nella ricerca e inserimento nel mercato libero del lavoro;

3- Percorsi di inclusione lavorativa e sociale, per sostenere le persone con fragilità nell’inserimento a pieno titolo nel mercato del lavoro, cercando di affrontare eventuali ostacoli di natura socio-sanitaria che lo potrebbero impedire.

L’11,9% dell’utenza ha dichiarato di vivere da solo, mentre la maggioranza vive in famiglia di origine (28,2%) o nella propria famiglia acquisita (31,1%). Poi risulta una quota di utenti che vive in struttura (7,7%) o in altre forme di convivenza (21,2%, es: con amici, parenti, ecc…). Nello specifico, il 28,2% che risiede ancora nella propria famiglia di origine ha un’età media di 43,6 anni e il valore mediano è 45 anni (significa che il 50% ha dai 45 anni in su).

Altro aspetto interessante è legato al livello di istruzione: la tendenza che si riscontra a partire dal 2013 è un incremento dei pazienti con titolo di studio medio-alto (diploma superiore o laurea) che passano dal 39,7% del 2013 al 44,8% del 2018.

Genere ed età

Anche nel 2018 vi è stata una più ampia proporzione di donne in trattamento ai CSM (52%, come nell’anno precedente). Questo aspetto è probabilmente legato alle diagnosi di depressione, una patologia che gli studi internazionali indicano a maggiore incidenza femminile e in crescita nei prossimi anni. E poiché la depressione è associata ad elevati livelli di sofferenza psicologica e di disabilità, nonché ad elevati costi personali e sociali è una problematiche che deve essere affrontata con tempestività (lo sviluppo del Progetto di integrazione fra Medicina Generale e Psichiatria è proprio orientato ad incrementare i livelli di collaborazione ed efficacia dei trattamenti in questi settori). I cittadini stranieri sono il 9,3% dell’utenza complessiva.

Tra le fasce d’età sono maggiormente rappresentate quelle centrali. La fascia giovanile 18-24 anni rappresenta il 6,9% del totale, mentre più consistenti sono le quote di utenti 35-44enni (17,2%) e 45-54enni (22,8%). Gli over 65enni rappresentano quasi il 22,3% dell’utenza.

Nel 2018 il 59,6% dell’utenza è residente nei comuni compresi nel distretto di Rimini e il 30,2% nei comuni del distretto di Riccione. La quota di residenti in altri comuni dell’Emilia-Romagna (2,7%), d’Italia (4,6%), all’estero (2,4%) o senza fissa dimora (0,4%).

Programmi e percorsi

La Regione ha codificato dei programmi o percorsi terapeutico - assistenziali per alcune specifiche tipologie di pazienti, inoltre un singolo paziente può far parte di più di un programma, perciò i dati riportati in seguito conteggiano i percorsi e non i singoli pazienti.                                                                 In riferimento al 2018 la tabella sottostante riporta i programmi o percorsi attivi per l’utenza afferita al CSM di Rimini:

Programma o percorso terapeutico-assistenziali

%

Percorso Disturbo del comportamento alimentare

96

23%

Percorso Esordi psicotici

50

12%

Percorso di supporto ad inserimento lavorativo

66

16%

Paziente Ex Ospedale Psichiatrico

2

0%

Paziente ex OP Giudiziario o Struttura di superamento OPG

28

7%

Paziente sottoposto a misure di sicurezza

33

8%

Paziente sottoposto ad altra misura giudiziaria

3

1%

Budget di salute

93

22%

Percorso disturbi gravi di personalità

47

11%

Paziente in struttura REMS misura di sicurezza detentiva

6

1%

 

Zoom sull’utenza giovanile (18 - 35 anni)

Al contrario di ciò che si verifica nell’utenza totale afferita al CSM di Rimini, tra i giovani prevalgono i maschi (56,4%), l’età media è di 27,1 anni, quindi la maggior parte degli utenti è pronta per il mercato del lavoro, infatti solo un terzo risulta essere ancora uno studente, ma in realtà solo il 22,4% dei giovani è occupato (9,6% capo operaio e 6,3% impiegato o tecnico), le persone in cerca di occupazione sono solo l’1,6%, mentre il 29,2% è disoccupato.

Tra chi ha completato gli studi più del 60% ha un titolo di studio medio-alto quale diploma delle superiori o laurea.

Quasi la metà di essi (47,3%) vive ancora nella famiglia di origine, il 23,8% dichiara di convivere con amici, parenti ecc.. e solo il 5 % vive da solo. Fortunatamente non risultano esserci giovani senza fissa dimora. Il 90% dei giovani è celibe/nubile, mentre quasi un 8% è convivente.

Ponendo l’attenzione sul i programmi o percorsi terapeutici- assistenziali attivi nel 2018 per l’utenza giovanile (207) tra i più frequenti troviamo il percorso per il disturbo del comportamento alimentare (39,6%), il percorso esordi psicotici (22,2%) e il percorso per disturbi gravi di personalità (14,5%).

 

I CONSUMI DI TABACCO E ALCOL NELLA POPOLAZIONE RIMINESE

L’abitudine al fumo

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare. Nel mondo il fumo è il primo fattore di rischio evitabile di morte prematura.

In Romagna fuma sigarette meno di un terzo (28%) degli adulti 18-69enni, pari a una stima di circa 210 mila persone; il valore è in linea con quello regionale (28%) e nazionale (26%). A livello locale si va dal 26% di Cesena al 27% di Rimini al 29% di Ravenna e Forlì.

Ancora troppo bassa l’attenzione degli operatori al fumo: solo 1 fumatore su 2 riferisce di aver ricevuto il consiglio di smettere di fumare da un medico o da un operatore sanitario.

 

Il numero di cittadini che nel corso degli anni si sono rivolti al Centro AntiFumo per la cessazione dal fumo di tabacco si attesta sui 150 – 180 l’anno. I numeri seppur non elevati denotano come il servizio sia piuttosto conosciuto nell’offerta assistenziale del processo di disassuefazione da tabacco che offre percorsi specialistici ed eterogenei.

I tabagisti costituiscono l’8,0% dell’utenza trattata nel 2018 (125 utenti). Il 62,8% ha un’età superiore a 49 anni (l’età media è di 57 anni) e più della metà sono donne (53,0%). Quest’ultimo dato sarebbe in tendenza con l’incremento dell’abitudine al fumo fra le donne registrato dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2018. Un soggetto su due (51,2%) ha iniziato a fumare prima dei 16 anni, per più di 8 utenti su 10 il presente percorso di disassuefazione è l’ennesimo tentativo per smettere di fumare e circa la metà consuma almeno 20 sigarette al giorno (42,4%). Da segnalare la quota di soggetti che hanno espresso una richiesta di aiuto per mantenere la propria sospensione del consumo (21,6%). Rispetto al 2007, aumentano celibi/nubili, operai, chi possiede una dimora stabile e quelli che hanno iniziato a fumare precocemente mentre diminuiscono disoccupati e forti fumatori (almeno un pacchetto al giorno).

I consumi di alcol

L’alcol contribuisce a determinare molteplici e rilevanti problemi sanitari e sociali: al consumo di alcol viene attribuito circa il 4% del carico di sofferenze in termini di anni di vita in buona salute persi con un impatto economico significativo.

Si considerano comportamenti a rischio tre modalità di assunzione di alcol: il consumo abituale elevato (maggiore di 2 unità alcoliche al giorno nell’uomo e 1 nella donna), il consumo abituale fuori pasto e il binge drinking. L’unità alcolica corrisponde ad una lattina di birra o un bicchiere di vino o un bicchierino di liquore. Tra i fattori di rischio comportamentali il consumo di alcol rappresenta l’abitudine di cui si ha meno consapevolezza.

Nel corso del 2018 le persone che hanno fruito dei servizi del Centro Alcol per problemi alcolcorrelati sono stati 1.162, con un incremento del 2,8% rispetto al 2017. I soggetti residenti trattati nel 2018 sono stati 428. Si tratta per la maggior parte di utenza già nota (76,0%), di genere maschile (65,8%) e che ha un’età media di 48,6 anni. Il 4,0% ha un’età inferiore ai 30 anni ed il 65,5% si posizione nella fascia d’età 40 – 59 anni con un’età media pari a 48,6 (range 17-81). La bevanda prevalente è il vino (per gli ultracinquantenni), seguono birra e superalcolici.

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E’ stato consegnato ieri mattina, dall’Associazione Diabete Romagna al servizio di Diabetologia di Rimini (presso il reparto di Medicina), un televisore per la sala d’attesa in cui ogni giorno decine di pazienti con diabete trascorrono il loro tempo prima delle visite, ampliando così il servizio garantito con il progetto "A braccia aperte”. Il progetto vede già da alcuni anni i volontari dell’associazione presenti in reparto con l'obiettivo di rendere più serena la permanenza dei pazienti con diabete nella sala d'attesa della Diabetologia. La presenza di una Tv con presa USB permette di mostrare su di uno schermo durante l’attesa per le visite, slide e video con informazioni utili ai pazienti grazie alla ormai consolidata collaborazione tra il reparto e l'associazione.

Al momento della consegna erano presenti Judith Mongello dell’associazione “Diabete Romagna” e le consigliere Sabrina Silvegni e Silvia Sarti, quindi il dottor Giorgio Ballardini (direttore della Medicina interna), la dottoressa Anna Carla Babini (responsabile della Diabetologia), le dottoresse Mingolla e Ciamei, il dottor Bruglia, Giusi Pugliese e Tania Macori per l’equipe infermieristica, la dottoressa Elisabetta Montesi responsabile del Fundraising per Ausl Romagna.

Il Progetto “A braccia aperte” nasce dalla volontà di accogliere, sostenere ed informare le persone con diabete ed i loro familiari che quotidianamente affollano la sala d’attesa del Reparto di Diabetologia dell’Ospedale di Rimini. Sono decine e decine infatti le persone che ogni giorno si trovano a dover affrontare l’attesa in reparto prima della visita di controllo, spesso sono soli con le loro incertezze e paure o in difficoltà. L’attesa in questi casi può essere logorante e rischia di far sentire ancora più soli i pazienti che invece è importante sappiano di poter contare su una rete sociale di riferimento. Per questo l’Associazione Diabete Romagna ha voluto dare una risposta, prima di tutto umana e relazionale, oltre che di informazione e servizi.

Grazie ad un gruppo di volontari di riferimento ogni settimana i pazienti in attesa possono parlare, chiedere informazioni ed essere ascoltati da un volontario pronto ad accoglierli a braccia aperte, oltre a consultare, e se lo desiderano portare a casa, libri di narrativa e saggistica donati all’associazione e messi a disposizione dei pazienti nella libreria del Book Crossing.

 

Pierre Cignani, presidente di “Diabete Romagna”, commenta l’evento odierno: “Siamo felici ed orgogliosi di arricchire il progetto ‘A braccia aperte’ con un nuovo strumento utile per i pazienti e ringraziamo i nostri volontari e l’equipe medica ed infermieristica del reparto che quotidianamente ci dà la possibilità di nuove collaborazioni, come ad esempio la stesura di un questionario per capire se i pazienti hanno necessità di approfondire l’educazione terapeutica o la realizzazione di alcuni brevi video tutorial che spiegano in semplici passaggi come misurare la glicemia o fare l’insulina. In questo modo il lavoro dei volontari, affiancando ed interagendo con il personale sanitario, diventa davvero un valore aggiunto per il reparto e per i pazienti”.

 

Associazione Diabete Romagna

L’associazione Diabete Romagna Onlus  lavora tutti i giorni per migliorare la qualità della vita delle persone con Diabete: bambini, adolescenti, mamme in dolce attesa, adulti e anziani. Diabete Romagna crede nell’importanza della prevenzione e si adopera per diffondere sani stili di vita. Il cuore dell’associazione sono i suoi volontari, molti con diabete o familiari di persone con diabete, che mettono a disposizione dell’associazione il loro tempo e si impegnano per costruire un futuro in cui il diabete non abbia potere di decidere della vita di nessuno.

Le iniziative dell’associazione sono dedicate alla prevenzione, alla diagnosi precoce, al trattamento e alla riabilitazione, con la finalità di sensibilizzare la popolazione alla malattia, di prevenirne, ove possibile, la comparsa, e di sostenere la persona con diabete nella gestione quotidiana della patologia per evitare l’insorgere delle sue pericolose complicanze.

 

 

 

 

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Docenti internazionali per il Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia dell'Ausl Romagna, con sede a Rimini. Una delegazione di sei visiting professors, tecnici di radiologia, provenienti dal "FH Campus" di Vienna, sono infatti stati ospitati nei giorni scorsi dal Direttore del Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia di Rimini Gioele Santucci, e dal  Direttore della Unità operativa di Radiologia dell'Ospedale "Infermi" di Rimini Enrico Cavagna. Lo scopo della visita era apprendere le strategie didattiche di insegnamento di "Clinical reasoning/PBL" e di condividere le tecniche di acquisizione delle indagini radiologiche in emergenza. Ma le "esperienze" straniere del Corso di laurea non si fermano qui. Nello scorso anno accademico ha infatti ricevuto 15 studenti stranieri e 4 Visiting Professors provenienti dalle maggiori Università Europee. Ognuno ha condotto 8 ore di lezione in lingua inglese su approfondimenti tematici come ad esempio "Protocolli di studio ecografico della spalla", "RM cardiaca e prostatica", nuovi sintesi di radiofarmaci per la medicina nucleare.

Il Corso di laurea in "Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia" di Rimini è nato nel 2005 e ad oggi ha visto laureati 166 tecnici di radiologia che nel 90 per cento dei casi lavorano nell'Azienda USL della Romagna. E' l'unico corso italiano inserito nell'Erasmys Radiography Group fondato in seno all'Unione Europea da 22 tra le maggiori università europee che si occupano della formazione dei tecnici di radiologia medica. Negli ultimi cinque anni ha ospitato più di 50 studenti provenienti dal Portogallo Belgio Norvegia Finlandia Regno Unito e Svezia per un periodo minimo di tre mesi di tirocinio.  In questo periodo di tempo gli studenti hanno altresì seguito corsi teorici quali quello di lingua italiana e corsi di risonanza magnetica avanzata e di strategie di comunicazione e supporto al paziente. Le lezioni sono state tenute in lingua inglese dal direttore del Corso di laurea dottor Santucci. Il corso di laurea promuove l'internazionalizzazione già dal primo e secondo anno di corso accompagnando gli studenti al congresso europeo di radiologia che ogni anno si tiene a Vienna e nel quale gli studenti trovano un grande richiamo  per ciò che concerne la mostra tecnica di tutte le apparecchiature di nuova generazione.

 

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Dopo l'incontro, nei giornis corsi, con la pedagoga Chiara Scradicchio, e sempre nell'ambito del mese di ottobre, vocato alla sensibilizzazione sul tumore della mammella, l'associazione Adocm - Crisalide organizza una nuova importante iniziativa per le donne: "Cammina per lei", sabato 19 ottobre a Rimini.

Già da tanti anni l'associazione propone ed organizza corsi di attività motoria di vario tipo (acquagym, ginnastica dolce, metodo Feldenkrais, yoga, Nordik Walking, Qi Gong, ginnastica in acqua marina…) per le signore operate di tumore al seno, consapevole dei vantaggi dell’attività fisica, oggi scientificamente comprovati.

L’attività motoria ha un ruolo determinante nella prevenzione dei tumori al seno ed una funzione protettiva sul fisico per le donne che seguono cure oncologiche. Il tumore al seno è il tumore più frequente della donna e la sua incidenza è particolarmente elevata nei paesi occidentali. In Italia si ammala una donna su otto ed ogni anno vengono diagnosticati circa 52.000 nuovi casi di carcinoma mammario. Nell’ultimo quinquennio l’incidenza della malattia è stata pari al 15 per cento e,nelle donne fra i 25 ed i 45 anni, l’incremento è stato di circa il 30 per cento.

Studi scientifici dimostrano che già da un minimo di tre ore di attività fisica a settimana si riduce il rischio di recidive e questo rischio si riduce in modo costante all’aumentare di esercizio fisico svolto settimanalmente. Quindi l’associazione si adopera affinchè ciascuna donna possa svolgere un’attività fisica completa e costante, idonea e personalizzata. Ultimo esempio, una corsa/ camminata di salute non agonistica, prevista per sabato 19 ottobre col seguente programma:

  • Ore 14: ritrovo ed iscrizione dei partecipanti presso il gazebo posto in piazzale Fellini.
  • Ore 14,15: possibilità di eseguire esercizi di riscaldamento e di tecnica di cammino e corsa guidati dal personal trainer Danilo Ridolfi
  • Ore 14,30: inizio della manifestazione e partenza dei primi maratoneti ed in seguito dei partecipanti, ciascuno secondo il proprio ritmo di marcia. Per chi cammina durante il percorso verranno fatti esercizi di mobilizzazione articolare con il Personal Trainer Danilo Ridolfi
  • Ore 15,30-16: arrivo dei partecipanti presso piazza Fellini
  • Ore 16,30 : momento conviviale, assegnazione dei premi (manufatti realizzati a mano dalle volontarie) ai primi tre vincitori, consegna di gadget e del dono di partecipazione a tutti i partecipanti, attestato di partecipazione solidale alle Società Sportive ed agli sponsor, degustazione di un sano e gustoso spuntino.

Il percorso avverrà sui marciapiedi del lungomare fino al bagnino 80, dove sarà allestito un ristoro, e ritorno. L’iniziativa ha diversi scopi:

  • Richiamare l’attenzione della cittadinanza sul tema dell’importanza dello sport nella prevenzione del tumore al seno e più in generale sulla salute di tutti
  • Dare visibilità alle donne che hanno già affrontato il problema e lo vivono utilizzando tutte le proprie risorse interiori
  • Far conoscere le possibilità di cura presso la Breast unit del Centro Senologico di Rimini, che permette alla donna di affrontare il tumore al seno con la sicurezza di essere seguita da un team di specialisti dedicati, curata secondo i più alti standard europei e accompagnata nell’intero percorso di malattia
  • Richiamare l’attenzione delle Istituzioni per ottenere dal Parlamento l’istituzione della giornata del tumore al seno metastatico individuata nel giorno 13 ottobre. In Italia ogni anno circa 37.000 donne, di cui un gran numero in giovane età, presentano situazioni di tumore metastatico che altera profondamente  la qualità e le aspettative di vita
  • Raccogliere fondi a sostegno dei progetti e delle attività che l’associazione propone. Nello specifico caso i fondi saranno utilizzati per l’organizzazione del progetto “Salute in rosa” di Danilo Ridolfi dedicato alle donne operate di carcinoma mammario per un’attività di Nordik Walking specifica per la protezione di una complicanza definita linfedema (per tutti i progetti in atto  vedi il sito www.tumorealseno.it e la pagina Face book associazione Crisalide Rimini).

Ulteriori dettagli nell'allegata locandina.

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Cambia la giornata di apertura del Cup di Miramare (situato in piazza Decio Raggi). Attualmente lo sportello è aperto nella giornata di mercoledì, ma dalla prossima settimana sarà aperto nella giornata del giovedì (dunque da giovedì 10 ottobre). Invariato l’orario: dalle ore 7:30 alle ore 12:30. Tale modifica di giornata perdurerà fino a tutto il mese di dicembre.

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