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Articoli filtrati per data: Novembre 2020

E' l'ultimo successo scientifico della Banca Cute della Regione Emilia Romagna (RER), che afferisce al Centro Grandi Ustionati dell'Ospedale “M. Bufalini” di Cesena – Azienda USL della Romagna– ed è una delle cinque banche del tessuto cutaneo italiane accreditate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). E' un laboratorio specializzato nella lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuto cutaneo ottenuto da donatore cadavere Multi-Tessuto (MT) e Organi-Tessuti (OT) e serve un bacino di utenza interregionale di circa sei milioni di abitanti.

"La Membrana Amniotica viene estratta dalla placenta - spiega il dottor Davide Melandri, direttore del reparto di Dermatologia e del Centro grandi ustionati dell’ospedale “Bufalini” - frutto della donazione da parte delle pazienti sottoposte a parto cesareo d'elezione, dopo il consenso informato scritto, presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia sempre del Bufalini diretto dal dott. Patrizio Antonazzo. Le donatrici sono selezionate sulla base di rigorosi criteri previsti dalle Linee Guida del Centro Nazionale Trapianti. "

“Dopo il parto - prosegue – dalla placenta viene raccolta la membrana amniotica e trasportata presso la Banca della cute che fa parte del nostro Centro. La membrana fino ad ora è stata processata all’interno dell’officina farmaceutica e criocongelata, per essere poi conservata a una temperatura tra i -180 e i -195 gradi centigradi (vapori di azoto) pronta per la distribuzione alla quale siamo da poco stati autorizzati dal Centro Trapianti della nostra Regione. Viene anche validata da un punto di vista clinico. La membrana verrà distribuita su richiesta dei clinici per trattare ferite e ulcere cutanee e mucose di difficile guarigione o nel caso di ustioni. La membrana è un prodotto biocompatibile e biologicamente attivo, dotato di capacità trofico-rigenerative per la presenza di una matrice elastica e resistente infarcita di cellule staminali, fattori di crescita e citochine. Inoltre, ha la capacità di rilasciare sostanze che stimolano la guarigione, di ospitare le cellule dell’ospite e promuoverne l’accrescimento e il differenziamento, contrastare l’infezione e stimolare la rivascolarizzazione delle aree danneggiate". A breve sia la membrana che il derma decellularizzato, un altro importante tessuto bioingegnerizzato distribuito dalla banca regionale, grazie ad un nuovo brevetto verranno conservati e distribuiti a temperatura ambiente con un indubbio vantaggio pratico e di costi. Ciò semplificherà poi anche la conservazione e distribuzione del derma decellularizzato che attualmente è conservato a bassissime temperature in vapori di azoto. Quest’ultimo prodotto è costituito da una matrice dermica bioingegnerizzata che viene sottoposta mediante una metodica di manipolazione minima, brevettata assieme al Rizzoli di Bologna, alla eliminazione completa delle cellule del donatore rendendolo completamente atossico, biocompatibile e immunotollerato.

Il dottor Melandri, oltre al Centro Grandi Ustionati e alla Banca Regionale della Cute dirige anche i reparti di Dermatologia di Forlì e Cesena e la Rete Vulnologica. Nel Centro ustioni, Hub regionale anche per le ustioni pediatriche, oltre al primario lavorano otto dermatologi, una psicologa, due biotecnologhe, una biologa e cinque chirurghi plastici mentre nelle Dermatologie di Cesena e Forlì ci sono in servizio altri dieci dermatologi.

“Si tratta dell’unico Centro grandi ustionati italiano che ha la peculiarità di essere gestito e diretto da dermatologi - chiarisce il dottor Melandri - e lavora con molte altre specialità. La disponibilità di un servizio di chirurgia plastica, unitamente alla Banca della cute e alla rete vulnologica della Romagna, consente collaborazioni trasversali all’insegna della multidisciplinarità con diverse branche specialistiche, tra le quali dermochirurgia ad indirizzo oncologico e pediatrico, ricostruzione post oncologica della mammella, chirurgia del mieloleso, neurochirurgia, traumatologia, otorinolaringoiatria e Maxillo oltre che un supporto per la rete degli ambulatori per la cura delle ulcere e ferite acute e croniche di varia origine.”

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Lunedì 7 dicembre l'Unità Operativa di Medicina Legale, ambito di Forlì, resterà chiusa.

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Oggi la troupe televisiva della RAI ha effettuato il collegamento in diretta dall’ospedale Bufalini di Cesena, sede del Trauma Center dell’Ausl Romagna, per parlare di incidenti stradali e di quanto sia importante prevenirli. L’occasione è la giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada che si celebre domenica prossima.

Al microfono di Serena Biondini, giornalista Rai, il presidente di Asaps Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale dottor Giordano Biserni e il responsabile del Trauma Center e direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena dottor Vanni Agnoletti.

Nel corso della diretta, in onda anche un servizio effettuato presso il reparto di Medicina Riabilitativa dell’ospedale Marconi di Cesenatico, diretta dal dottor Andrea Naldi, con la toccante testimonianza di Jordan Fantini, giovane riminese sopravvissuto a un terribile incidente stradale e che è stato uno dei primi pazienti ad aver utilizzato il Lokomat, l’esoscheletro per la neuroriabilitazione robotizzata degli arti inferiori, fiore all’occhiello del reparto grazie alla donazione della Fondazione F.Or. Fruttadoro Orogel.

Il trauma è la prima causa al mondo di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni e nell’ultimo anno, al Trauma Center di Cesena hanno avuto accesso circa 500 traumi maggiori, di cui la metà ricoverati in Rianimazione. L’età media dei pazienti con trauma grave è stata di 45 anni, il 16% dei traumi aveva un'età inferiore ai 25 anni. La causa prevalente di trauma (62%) sono gli incidenti stradali. Un malato su 10 muore in rianimazione per trauma e un malato su tre, tra i sopravvissuti, ha disabilità residua a distanza.

Con l’obiettivo di sensibilizzare e prevenire gli incidenti stradali tra i più giovani, i medici del Trauma Center tra cui il dottor Agnoletti, la dottoressa Costanza Martino e il dottor Carlo Fabbri direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva di Forlì e Cesena, hanno ideato il progetto “PREVENI…AMO” che in questi anni ha visto con successo medici del Trauma Center ed esperti a confronto diretto con tantissimi studenti del territorio romagnolo.

 

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In occasione dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, il SERT di via Orto del Fuoco 10 di forlì, rimarrà CHIUSO anche LUNEDI 7 DICEMBRE.

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Nello stesso giorno in cui il consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi ci informa dagli schermi televisivi che infermieri e medici si stanno reinfettando, sbarca sul mio tavolo un libro con il caldo alfabeto delle parole romagnole dedicato proprio a una delle squadre della Romagna impegnata nella sfida quotidiana con questo terribile virus invisibile: Momenti sospesi. 45 poesie e racconti ai tempi del Covid (120 pag., 10 euro, in.edit di Castel San Pietro). Il libro, patrocinato dalla Ausl Romagna, è edito a scopo benefico a favore dei medici, infermieri e operatori sanitari del sesto piano dell'ospedale “Bufalini” di Cesena. Nasce da un'idea, condivisa con la dottoressa Elisabetta Montesi, di Claudio Venturelli, entomologo della Ausl Romagna, felice divulgatore che abbiamo conosciuto in passato grazie ai suoi intriganti libri sulle zanzare e per la sua scienza in teatro. A proposito di collaborazione intergenerazionale: a illustrare le pagine, con sorprendente efficacia, è Gaia Venturelli (sorretta dalle indicazioni di Luigi Raffaelli, docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna). La figlia di Claudio ha fatto di questo libro la sua tesi di laurea.
Se dedico uno dei caffè quotidiani a questo consiglio per acquisto, non è solo per la finalità benefica: il libro invita a un itinerario nel tempo sospeso di questo anno primo dopo Covid: la solitudine della quarantena, lo stimolo a rallentare, la paura dei vecchi, il coraggio generoso degli operatori sanitari che affrontano ore e ore di lavoro sottratto anche alle loro famiglie... Gli autori, noti (come Gianfranco Miro Gori, ideatore della Cineteca di Rimini e già sindaco di San Mauro Pascoli dove conduce il popolare Processo alla storia o Fabio Molari, maestro delle elementari e sindaco di Montiano, che apprezzo per i suoi micro-testi poetici) e meno noti delineano una ideale Via Emilia in cui “poeti e scrittori si affacciano per farci compagnia nei giorni di solitudine forzata, mantenendo vivi i nostri legami, per farci coraggio, per ringraziarci, per mettere nero su bianco il periodo storico attraversato” (Enzo Lattuca, sindaco di Cesena).
E proprio alla Via Emilia è dedicata una delle poesie di Beatrice Balzani (laureata a Milano, vissuta in Canada e poi tornata nella nativa Cesena):“C’è un semaforo rosso sulla Via Emilia./ Attende solitario il ritmo della vita./ Stringe forte al petto un ricordo del passato,/ fatto di clacson, risate, battiti scalpitanti./ Ora solo il silenzio sussulta, come le lancette di un orologio svuotato di ogni passo sonante. /“Servirò ancora a qualcuno?”/ Trasalisce il semaforo all’angoscia del pensiero./ Risponde il filo d’erba, al ciglio della strada:/“La vita non è finita, si è solo fermata./ Torneranno presto a trafficare le tue strade./ Speriamo solo che nel loro cuore/ ci sia un posto anche per me”.
Giorgio Magnani, invece, ha puntato su L’amicizia nel tempo del Covid-19: “L’amicizia: una fortuna che piace a tutti./ Stare da soli nella vita è proprio brutto./ Non si trova per la strada:/ bisogna darsi da fare/ e chi ha un amico vero è contento come un re./ In compagnia, ci può essere qualche discussione,/ ma subito dopo si dimenticano le preoccupazioni./ E la domenica non è festa comandata,/ se con un amico non si fa una chiacchiera e una risata.
Chiudo con L' augurio dell'archeologo forlivese Stefano Mini: “In queste giornate così strane, storiche e surreali, ti auguro una sola cosa: tornare presto a sporcarti. Ti auguro di macchiarti di erba e terra, polvere e roccia, ti auguro di sudare tanto e di stordirti per la violenza dei profumi ritrovati, ti auguro di avere dei dubbi se quello davanti a te sia un prato o il paradiso. Accadrà, presto o tardi ma accadrà e questo è rassicurante”. ()

*Caffè Ippocrate nasce da una costola del blog Giannella Channel, volontario e gratuito, curato dal giornalista Salvatore Giannella e viene pubblicato ogni mattina sulla Intranet di medici e infermieri della Ausl Romagna

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Si informa che il parcheggio del padiglione Flaminio presso l’ospedale Infermi di Rimini sarà chiuso dal pomeriggio di venerdì 13 novembre fino a sabato 14 novembre per l’accesso di mezzi pesanti necessari alla conclusione dell’intervento di manutenzione straordinaria della Centrale Termica del presidio ospedaliero

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Una settimana a misura di bambino per celebrare la Giornata Internazionale per i Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza 2020. Da domani, giovedì 12 novembre, fino a martedì 24, il Comune di Cesena alza il sipario su un ricco programma di eventi e iniziative, molte in collaborazione con i Nidi e le Scuole dell’Infanzia, tutte incentrate sull’uguaglianza e sull’importanza dei diritti. Oltre ai laboratori didattici con letture all’aperto e attività legate al libro organizzati da insegnanti ed educatori, il Centro per le famiglie e Asp Cesena – Valle Savio propongono due incontri online sull’accudimento e l’educazione nella prima infanzia. Nello specifico, lunedì 16 novembre, alle 16,30, è in programma il webinar gratuito “Mi leggi una storia? – L’importanza della lettura per i piccolissimi”. L’incontro nasce sulla base di “Nati per leggere”, il programma nazionale di promozione della lettura rivolto alle famiglie con bambini in età prescolare: l’infermiera di comunità Ginetta Nucci e la Pediatra di comunità dell’Ausl Romagna Teresa Ghini chiariranno quali sono i vantaggi della lettura in età precoce e come si modifica la qualità della relazione adulto-bambino. Il secondo appuntamento invece è per mercoledì 18 novembre alle 16,30 e si presenta come un vero e proprio approfondimento sull’ambiente. Nel corso del webinar “Il diritto a un ambiente sicuro, casa, auto, outdoor” Roberta Bracci e Giorgia Fabbri di Pediatria e del Consultorio familiare dell’Ausl insegneranno alle famiglie a conoscere e prevenire i pericoli. Entrambi i webinar sono finanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Cesena - Credit Agricole.

Gli incontri sono dedicati a tutti i genitori di Cesena e della Valle del Savio. Per ottenere il link per la connessione sarà necessario contattare il Centro per le famiglie 0547 333611 da lunedì a giovedì, dalle 8,30 alle 13.

Ampio spazio alla lettura anche mercoledì 18 novembre quando i bambini della Scuola “Le Margherite” di Macerone, insieme all’Assessora Carmelina Labruzzo, inaugureranno la Casina dei Libri nell'aiuola fra la Scuola dell'Infanzia e la Scuola primaria. Questa iniziativa è il frutto di un progetto sui libri promosso dalle insegnanti con i bambini nel corso di questi anni e che si inserisce nell’ampio disegno delle Casine curato dall'Associazione Progetto 11.

Venerdì 20 novembre, giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale per i Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, sarà tutto dedicato ai bambini con la pubblicazione sul canale Youtube del Comune “Cesena per i piccoli” (https://www.youtube.com/channel/UCSd_Mtz35UdgRIum92LMGrg) di letture di racconti curati dalla Biblioteca Malatestiana e dai volontari del programma “Nati per leggere”. Nella stessa giornata inoltre lo Sportello Intercultura “Mirca Aldini”, insieme ad alcuni alunni e alunne stranieri dei laboratori di lingua, presenteranno un video sui diritti all’istruzione, di educazione al rispetto dei diritti, dei valori, delle culture degli altri popoli e dell’ambiente, e al rispetto della propria identità culturale, linguistica e religiosa. Il video verrà condiviso sul canale Youtube del C.D.E. “G.Zavalloni” (https://www.youtube.com/channel/UCsJ4Fpa6wvFA2fyWHBop6YQ).

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bolbAl fine di fornire un aggiornamento rispetto all'evoluzione del quadro epidemiologico dell'infezione da covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, si riportano, in allegato, alcuni dati relativi alla settimana dal 2 all'8 novembre (precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo).

Nella settimana di riferimento si sono verificate 2.851 positività su un totale di 29.431 tamponi, con una incidenza dunque del 9,7 per cento che, pur aumentando rispetto alla settimana precedente, resta ancora più bassa rispetto all'incidenza nazionale (slide 4).

Su questo dato si registra, nell’ultima settimana, un aumento in tutti i territori, con Rimini e Ravenna ancora con dati superiori rispetto a Forlì e Cesena. Differenze significative anche rispetto all’indicatore delle positività su popolazione residente (slide 6) così come sulle percentuali di asintomatici (slide 7). E' anche bene evidenziare che tra le nuove positività nella settimana di riferimento un numero significativo è stato riscontrato in ospiti di Case residenze anziani (soprattutto nel Ravennate), in situazioni cioè confinate, e con pazienti che già si trovavano di fatto isolati al momento della diagnosi.

Per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto, nella settimana di riferimento si è verificato un aumento, in questo caso omogeneo tra i vari territori, di malati nei reparti di degenza e anche dei ricoverati nelle terapie intensive, sia in valore assoluto sia in termini percentuali rispetto al totale dei ricoverati (più 1 per cento - slide 12).

"Come spiegato ieri, sebbene l'incremento di pazienti sul territorio romagnolo sia più contenuto rispetto alla media nazionale, e sebbene la percentuale di asintomatici sia del 44 per cento (1 punto percentuale in più rispetto alla settimana precedente), l'incremento del numero di pazienti ci ha portati ad attivare le misure previste nel terzo livello del nostro Piano dinamico Covid - ribadisce il direttore sanitario dell'Ausl Romagna Mattia Altini -. Dobbiamo essere chiari: non siamo nelle condizioni di non poter ricoverare pazienti: negli ospedali romagnoli il numero complessivo di posti letto è ovviamente superiore ai 529 dedicati al covid riportati nel piano per il livello rosso, ma andare oltre significherebbe limitare di conseguenza il resto dell'attività sanitaria extra - covid, ovviamente per le prestazioni non urgenti, ma sempre con un potenziale rischio per la salute generale della popolazione e con le conseguenze sociali che questo può rappresentare. Questa è una sfida che noi stiamo affrontando, ma che potremo vincere solo se tutti i membri delle nostre comunità ci aiuteranno, mantenendo sempre comportamenti corretti e mettendo in atto le ormai note linee guida. In questo momento è più che mai importante".

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Anche in Romagna, sebbene con un trend meno spiccato rispetto alla media nazionale, l’andamento dell’infezione da Covid 19 sta contemplando, nelle ultime settimane, un aumento di incidenza tra la popolazione che, nonostante il 50 per cento circa dei pazienti sia asintomatico o con sintomi lievi, si ripercuote comunque sulle strutture ospedaliere.

Una situazione rispetto alla quale il Piano dinamico a suo tempo predisposto per la gestione ospedaliera prevede il passaggio al terzo livello, detto anche livello rosso, ma sempre con la consueta gradualità di provvedimenti, mirata a contemperare una adeguata gestione dei casi covid con l’erogazione di tutte le prestazioni possibili. Allo stato attuale, infatti, non è prevista sospensione per le attività già programmate, ne’ per gli screening. I direttori delle varie strutture valuteranno eventuali contrazioni delle prestazioni da erogare, sia interventi chirurgici sia specialistica ambulatoriale, nelle fasce di minor priorità e vagliando la situazione specialità per specialità.

Questo consentirà di dedicare maggiori spazi e personale alla gestione dei pazienti covid. Al fine di limitare ulteriormente la contrazione di prestazioni, l’Azienda è già in contatto con la sanità privata per chiedere ulteriori integrazioni di prestazioni da parte loro.

Per quanto riguarda specificamente i posti letto, il passaggio al terzo livello è conseguente all’occupazione di oltre l’80 per cento dei posti di area internistico-pneumologica, e prevede l’attivazione, graduale, di 529 letti dedicati al covid di cui 75 di terapia intensiva.

“Come emerge dal quadro delineato – commenta il direttore sanitario aziendale Mattia Altini – la rete ospedaliera è in grado di fronteggiare un eventuale ulteriore aumento di pazienti che necessitano del ricovero ospedaliero, con accettabili limitazioni sul resto dell’attività sanitaria. Dobbiamo però fare di tutto per cercare di evitare che lo scenario evolva ulteriormente, poiché se ciò dovesse avvenire, saremmo costretti a maggiori limitazioni delle attività sanitarie non legate a Covid, con la riproposizione di conseguenze negative, sulla salute generale, che già stiamo iniziando a verificare a seguito delle restrizioni che si dovettero adottare in occasione della ‘prima ondata’ dei mesi scorsi. E’ perciò di estrema importanza, a questo punto, un impegno forte da parte della popolazione per limitare ogni comportamento a rischio, e seguire con estremo scrupolo le indicazioni normative e di sicurezza”.

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Presentata oggi alla stampa la donazione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì di una sonda laparoscopica all'ospedale di Forlì. Si tratta di una strumentazione di ultimissima generazione, la prima installata in Italia.

Alla conferenza stampa virtuale hanno partecipato Roberto Pinza, Presidente Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Gianluca Zattini, Sindaco di Forlì Tiziano Carradori, Direttore Generale Ausl Romagna Giorgio Ercolani, Direttore Chirurgia Generale ed Oncologica Ausl Romagna, Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa - Collo dell'Ausl Romagna e Franco Stella, Direttore della Chirurgia Toracica di Forlì e coordinatore del corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia di Forlì .

"Ringrazio la Fondazione con cui ho avuto modo di condividere molti obiettivi - ha dichiarato Tiziano Carradori - ed una collaborazione a trecentosessanta gradi, recentemente anche in merito all'avvio del corso di laurea di Medicina.Questa donazione è la conferma di un orientamento consolidato a sostegno della sanità del territorio, sia per l'importanza degli investimenti che per l'attenzione al settore della sanità. Altro elemento è la destinazione del finanziamento, che mette in evidenza il valore riconosciuto dei professionisti che la utilizzeranno."

"Stante la centralità della salute per la qualità della vita, la Fondazione ha sempre ritenuto cruciale l’area della sanità pubblica, individuando nell’Azienda USL (prima di Forlì e ora della Romagna) il proprio interlocutore privilegiato. L’obiettivo è stato quello di promuovere interventi strategici e durevoli, favorire l’innovazione, la ricerca e la sperimentazione, così da assicurare le migliori prestazioni nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e una più efficace risposta terapeutica nel nostro territorio.

In questo contesto va letta anche la donazione di un nuovo sistema video per chirurgica Endoscopica ed Esoscopica Full HD 3D che verrà utilizzata nel comparto operatorio dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, frutto degli incontri di approfondimento condotti con l’Azienda sanitaria ed in particolare con il direttore dell’Ospedale dott. Paolo Masperi e con il suo staff.

Anche questa donazione mira a valorizzare e consolidare la vocazione chirurgica dell’Ospedale di Forlì ad ampio spettro, potenziandone ulteriormente le dotazioni d’avanguardia. Il nuovo sistema ha infatti valenza polispecialistica, essendo stato sviluppato appositamente per l’impiego in ambiti come ORL, Neurochirurgia, Chirurgia della colonna vertebrale, Chirurgia open. Naturalmente può̀ essere utilizzato anche in tutte le discipline specialistiche in cui si richiedano una visualizzazione e una documentazione di alta qualità̀.

Si tratta di un’attrezzatura all’avanguardia assolutamente innovativa: l’ospedale forlivese sarà infatti il solo dell’Azienda USL della Romagna - e tra i pochi a livello nazionale - ad essere dotato anche di una funzionalità che consente di effettuare interventi chirurgici laparoscopici e open in seguito alla somministrazione del farmaco denominato ICG che consente di ricavare informazioni visive supplementari, trovando impiego in diverse procedure chirurgiche.

Le risorse rese disponibili dalla Fondazione per questa attrezzatura ammontano a 200.000 euro, ma si tratta solo dell’ultimo esempio – in ordine di tempo – dell’impegno costante rivolto dalla Fondazione a mantenere lo standard d’eccellenza della struttura ospedaliera forlivese.

Le risorse più consistenti del settore di intervento dedicato alla “Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa” sono state infatti destinate al potenziamento della strumentazione dell’Ospedale G.B. Morgagni-Pierantoni, con un investimento, dal 1992 ad oggi, pari a 11,5 milioni di euro, sui 20 milioni complessivamente impegnati.

Meritano una citazione, a titolo esemplificativo, l’acquisto e la donazione all’ASL di:

Sistema chirurgico robotico Intuitive Surgical (da Vinci S IS2000)

Sistema robotico da Vinci SI IS3000 Intuitive Surgical

Sistema PET-CT

2 RMN, di cui una di tipo aperto

Nuova sala angiografica

2 mammografi digitali per l'U.O. di Prevenzione Oncologica

Sistema video per chirurgia Endoscopica ed Esoscopica FULL HD 3D

Acquisto di sistema di sala operatoria integrata STORZ OR1

Sistema integrato ECO di Ecografia Diagnostica ed interventistica

Bisturi laser specifico per la patologia polmonare

Ecografo endobronchiale lineare con funzione ecodoppler

Fluorangiografo finalizzato allo studio delle maculopatie con membrana neo-vascolare

Sistema di navigazione 'Brain Lab' - piattaforma FUSION

Sempre considerando l’importo complessivo di 20 milioni di euro stanziato dalla Fondazione in questo settore, non si può tacere l’impegno per l’IRST-IRCCS di Meldola, altra eccellenza del territorio. Anche nei confronti di questa struttura l’impegno è stato costante, sviluppando anche una fattiva collaborazione con le altre Fondazioni romagnole per l’acquisto di un “Tomotherapy” e, successivamente, della risonanza magnetica 3T, per un investimento ulteriore - da parte della Fondazione forlivese - pari a 2,5 milioni di euro, cui vanno a sommarsi

i 2 milioni di euro che hanno consentito la realizzazione della “Casa di accoglienza San Giuseppe - Antonio Branca”, grazie anche alla collaborazione con il Fondo Emilia Romagna Social Housing.

Ma il supporto prestato dalla Fondazione nel settore non si esaurisce nelle dotazioni tecniche e tecnologiche di avanguardia: si pensi al sostegno alle numerose e preziose realtà del Terzo Settore, a favore delle quali ogni anno viene stanziato un importo complessivo di circa 180.000 euro; al tempestivo aiuto prestato alla struttura ospedaliera forlivese e alla fondamentale rete dei medici di base in occasione della prima emergenza sanitaria dello scorso mese di marzo, con un investimento supplementare di oltre 600.000 euro; infine alla recente attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presso il Campus forlivese, per cui la Fondazione – da qui al 2040 – ha impegnato risorse per 14 milioni di euro.

Si tratta dunque di un impegno ad ampio spettro e assolutamente trasversale, caratteristiche che rimarranno distintive dell’intervento della Fondazione anche nel prossimo futuro, tenuto conto delle nuove sfide che l’epidemia – tuttora in corso – ha fatto emergere con forza.

Tra queste la digitalizzazione: la telemedicina ha avuto un forte impulso, ma è destinata a divenire una componente cruciale dei servizi sanitari anche negli scenari post Covid-19. E poi il potenziamento della medicina e della sanità del territorio: la capillarità dei servizi è un bene prezioso della comunità forlivese e va rafforzato affinché le criticità legate all’emergenza non ne mettano in difficoltà l’operato quotidiano.

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