L'Ausl Romagna garantisce il diritto alla sicurezza dei pazienti con un progetto, unico nel suo genere in Italia, dedicato ad oltre mille operatori delle sale operatorie

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La sicurezza è un diritto del cittadino ed è elemento cardine di ogni attività di cura. Una buona pratica della sicurezza del paziente condivisa e diffusa, in cui ogni professionista è parte attiva e consapevole, è l'azione di sistema con cui l'AUSL della Romagna rinnova il suo impegno per una cultura della sicurezza innovativa e avanzata.D'altronde, anche recenti disposizioni  legislative hanno ulteriormente sancito come la sicurezza delle cure debba essere considerata parte costitutiva del diritto alla salute, da garantire a tutte le persone.

Da ottobre 2017, tutti i professionisti - referenti della direzione sanitaria, medici, infermieri, OSS - dei blocchi operatori dell'Ausl Romagna hanno partecipato attivamente ad un percorso di empowerment organizzativo,  cioè ad un processo  finalizzato all'implementazione di scelte organizzative basate sulla valorizzazione delle persone e sulla condivisione delle buone pratiche per la sicurezza del paziente chirurgico. Peraltro sia la Direzione generale che il Tavolo della Sicurezza riconoscono un ruolo centrale agli operatori delle sale operatorie nell'avviare e orientare questa azione di sistema per una sicurezza del paziente rinnovata. "Tra le molte attività assistenziali - spiegano le docenti - l'area della chirurgia rappresenta un setting prioritario. L'assistenza al paziente chirurgico si svolge infatti attraverso processi clinici ad alto rischio, che rappresentano una componente importante delle cure ospedaliere e generano una proporzione elevata di eventi avversi. Nelle sale operatorie dell'Ausl Romagna attualmente coesistono diverse modalità di gestire il percorso chirurgico, dalla completa tracciabilità informatica alla "vecchia carta". La direzione aziendale ha dato come obiettivo a breve termine il trasferimento dell'informatizzazione su tutti gli ospedali presenti nel territorio, soprattutto nelle aree considerate ad alto rischio come le sale operatorie. E' necessario però creare una base culturale sulla quale agire".

Il percorso iniziale, che coinvolge complessivamente più di mille operatori dell'Ausl Romagna, si sviluppa a tappe. La prima si è appena conclusa : la dottoressa Sara Casati, MS & PhD in Clinical Bioethics, ha organizzato cinque laboratori ( "dialoghi socratici") con professionisti, rappresentativi dei quattro ambiti aziendali e, attraverso la condivisione di esperienze e pratiche concrete, si è lavorato insieme per analizzare "in cosa consiste la sicurezza del paziente in sala operatoria". Gli esiti di tali gruppi di lavoro sono stati  discussi durante tre incontri  aperti a tutti tra il 22 e il 24 gennaio scorsi.

A questo punto inizierà la nuova fase del percorso che prevede che, ogni singolo professionista dell'area chirurgica, venga invitato a compilare un questionario, elaborato dalla prof.ssa Elisabetta Trinchero,al fine di rilevare la "cultura della sicurezza". I risultati dei laboratori interattivi e del questionario sono propedeutici all'esecuzione della terza fase del percorso di empowerment, in cui verranno identificate, condivise e pianificate, azioni per il miglioramento continuo  nella presa in carico del paziente in sicurezza.

Letto 520 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Febbraio 2018 07:59
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