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Il "picco" adesso fa meno male: gara di solidarietà da tutta la Romagna per donare un'ecografo all'Oncoematologia pediatrica di Rimini che facilita gli accessi venosi ai piccoli pazienti

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Il "picco" adesso fa meno male: gara di solidarietà da tutta la Romagna per donare un'ecografo all'Oncoematologia pediatrica di Rimini che facilita gli accessi venosi ai piccoli pazienti Il "picco" adesso fa meno male: gara di solidarietà da tutta la Romagna per donare un'ecografo all'Oncoematologia pediatrica di Rimini che facilita gli accessi venosi ai piccoli pazienti

Soprattutto nei bambini, quando diventano pazienti, la compliance è importante per le cure. E avere meno dolore quando si fa un prelievo è importantissimo da questo punto di vista.

Stamattina, venerdì 9 novembre, una delegazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo si è dunque recata presso l’Ospedale "Infermi" di Rimini per consegnare ufficialmente al servizio di Oncoematologia Pediatrica, diretto dalla dottoressa Roberta Pericoli (nell'ambito della Pediatria diretta dal dottor Gianluca Vergine), una nuova strumentazione che faciliterà il percorso di cura dei piccoli pazienti che lottano contro il cancro. Si tratta dell’ecografo per venipuntura VIVO 500S, acquistato grazie al progetto di crowdfunding “Schiacciamo il Cancro!”. L’iniziativa di raccolta fondi, promossa dalla trasmissione di approfondimento cestistico di Teleromagna “Panorama Basket” condotta da Franceska Picari e Enrico Pasini, presente alla cerimonia, che ha coinvolto la maggior parte delle squadre di pallacanestro del territorio in una gara di solidarietà, era partita con l’obiettivo di raggiungere 5.000 euro sulla piattaforma dedicata Eticarim: ma la generosità di chi ha sposato la causa è stata tale che la campagna ha chiuso con un incasso maggiore agli 8.000 euro, cifra che ha permesso di acquistare un top di gamma da mettere a disposizione dell’equipe riminese. Grande è stata anche la mobilitazione dei tifosi: persone come Agnese Bollina, supporter della Rekico Faenza che ha deciso di devolvere tutte le offerte ricevute per il funerale della madre alla causa. Un contributo di cuore, che va oltre il pur considerevole valore economico di 1.080 euro, come dimostrato dalla sua emozionata presenza alla cerimonia.

"L’ecografo per venipuntura VIVO 500S si basa sul principio che l’emoglobina umana possiede una maggiore capacità di assorbimento dei raggi infrarossi rispetto ad altri tessuti – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – la tecnologia che utilizza questa strumentazione permette quindi di evidenziare i vasi dei piccoli pazienti, rendendo così più semplice il compito del personale sanitario che deve effettuare i prelievi o somministrare le terapie necessarie affinché il percorso di cura si concluda con la completa guarigione del ragazzo. Non dimentichiamo che le vene dei bimbi risultano spesso stressate e difficili da reperire: questo comporta che anche l’infermiera più esperta possa sbagliare e non ‘fare centro’ al primo colpo. Il momento della puntura è sempre un trauma, come tutti noi ricorderemo benissimo dalla nostra infanzia. Sottoporre questi ragazzi, già stressati da una diagnosi inattesa che comporta un cambio di vita radicale, a un dolore fisico inutile, non aiuta ad instaurare quella fiducia che deve nascere tra medico e paziente, necessaria alla buona riuscita delle terapie: per non parlare dei genitori, comprensibilmente scossi, che vedono il proprio figlio soffrire. Per questi motivi penso che oggi siamo qui a celebrare davvero un grande successo, ottenuto grazie ad una squadra che si è dimostrata davvero imbattibile: quella del basket romagnolo".

Gli han fatto eco la dottoressa Pericoli e l’infermiera Antonella Rinaldi: "L’ecografo che oggi riceviamo permetterà non solo di ovviare al problema della reperibilità della vena, ma in certi casi può addirittura permettere al bimbo di evitare un intervento chirurgico in anestesia generale per il posizionamento di un catetere venoso centrale. Sapere di lavorare arrecando meno dolore fisico possibile ai bambini è importante anche per noi. Si crea un rapporto di fiducia coi piccoli pazienti che ci consente di lavorare più serenamente: un circolo virtuoso aiutato anche dal fatto che nell'apparecchio è presente una fonte di luce, che ci aiuta a distrarre il piccolo nel momento della collocazione dell'ago".

Autentici e sentiti i ringraziamenti allo Ior e a tutti i donatori, da parte della direzione dell'Ausl Romagna rappresentata dal dottor Romeo Giannei, direttore degli Ospedali del Riminese: "I livelli delle tecnologie salgono costantemente e si rende necessaria l'acquisizione di sempre nuove apparecchiature - ha evidenziato - naturalmente l'Ausl Romagna ha i suoi piani di investimento nelle tecnologie, ma l'apporto del volontariato, e lo Ior è un nostro partner imprescindibile, si fa sempre più importante. Faremo sempre del nostro meglio per utilizzare le apparecchiature che ci vengono donate sempre al meglio, con l'auspicio che lo Ior continui a starci vicino".
Ultima modifica il Venerdì, 09 Novembre 2018 16:27 Modificato da:
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