Una mano ai pazienti autistici e con altre disabilità, grazie ad Angsa e a "Mi curo senza paura"

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)
Il momento della consegna degli i-pad Il momento della consegna degli i-pad

Le difficoltà di comunicazione di bambini e adulti con autismo, l’incapacità di gestire sensazioni dolorose o insolite e la tendenza a esprimere in queste circostanze comportamenti disfunzionali, rendono difficile sia ai caregiver, sia agli operatori (Sanità, Cooperazione sociale), interpretare i sintomi di malessere fisico in questa popolazione e portare l’aiuto necessario.

Per la qualità della cura la compliance è un elemento molto importante. Ma nel caso di pazienti affetti da sindrome da spettro autistico, anche la compliance è più difficile da perseguire. Grazie al progetto “Mi curo senza paura” promosso da Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) l’Ospedale e Servizi Territoriali di Ravenna faranno un importante passo avanti in questa direzione. Il tutto è stato presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato: Noemi Cornacchia (Presidenet Angsa); Roberta Mazzoni (Direttore Distretto di Ravenna); Cinzia Ravaioli (Direzione Medica Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna); Federico Marchetti (Direttore Dipartimento Materno Infantile di Ravenna – Ausl Romagna); Maria Pazzaglia (Direttore Dipartimento Emergenza Urgenza Ausl Romagna); Antonella Mastrocola (Direttore Unità Operativa “Centro di Salute Mentale” di Ravenna); Valeria Savoia (Direttore Unità operativa “Neuropsichiatria Infantile” Ravenna).

La sezione ravennate di Angsa, in collaborazione con la Fondazione Bambini e Autismo Onlus di Pordenone ha svolto infatti una formazione specifica a medici, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali per meglio comprendere le reazioni e gestire i comportamenti che una persona affetta da disturbo dello spettro autistico può presentare nella erogazione delle cure. La Fondazione ha ideato e messo a punto un’applicazione “Vi.Co Hospital” che contiene tutti i più comuni esami e visite mediche, tradotti visivamente step by step al fine di supportare, attraverso diversi e alternativi canali comunicativi la comprensione della procedura da parte dell’utente. L’associazione inoltre donerà alcuni i-pad comprensivi dell’applicazione “Vi.Co Hospital” e una serie di manifesti informativi sulle strategie di comunicazione nei confronti di questa popolazione da utilizzarsi nelle strutture sanitarie (si allegano il manifesto e il progetto).

Le strutture sanitarie che partecipano al progetto, in questa prima fase sono: il Pronto Soccorso, la Pediatria, il Centro di Salute Mentale, i Poliambulatori e il Servizio Odontoiatrico collocati presso il CMP, la Neuropsichiatria Infantile.

Il numero di bambini presi in carico dall’Ausl Romagna per disturbi dello spettro autistico nel Ravennate sono circa 270 (di cui la metà circa nella fascia d’età 0 – 6 anni), su un totale di circa 870 in tutta la Romagna.

“Rivolgo autentici ringraziamenti all'associazione per questa opportunità di migliorare a nostra offerta di salute complessiva – ha detto la dottoressa Mazzoni - con l'impegno di utilizzare al meglio questa risorsa e, in prospettiva, di ampliarla a tutte le realtà aziendali”.

“Questo progetto – ha aggiunto la presidente Cornacchia - rappresenta un primo passo per richiamare l’attenzione sulle persone con autismo o altre disabilità intellettiva, che sono al pari degli altri cittadini-utenti. Si tratta di persone che fanno fatica o sono nell'impossibilità di comunicare i loro bisogni e alcuni non sono in grado di manifestare il loro dolore. E’ dunque importante, per i pazienti, ma anche per gli operatori sanitari, avere uno strumento in più per prendersi meglio cura di loro evitando errori. E ci auguriamo che si tratti solo del primo passo per una sempre maggiore integrazione delle cure”.

Assicurazioni in tal senso, nonché ovviamente ringraziamenti per l’importante donazione e collaborazione, sono giunte da tutti gli intervenuti: alcune misure per facilitare l’accesso, la presa in carico e l’umanizzazione delle cure in particolare per soggetti svantaggiati, ivi comprese le persone con disturbi delle spettro autistico, sono già presenti in Azienda, ma la formazione e gli strumenti messi a disposizione dell’Angsa consentono di fare un ulteriore salto di qualità e di mettere le basi per compierne di ulteriori.

 

Letto 172 volte Ultima modifica il Mercoledì, 14 Novembre 2018 16:16
a cura della

Archivio

Mi piace