Intervento innovativo su donna che ha perso le braccia, effettuato all'Ospedale di Faenza, protagonista di un lungo servizio su "I Fatti Vostri"

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L'ospedale di Faenza L'ospedale di Faenza

Un lungo servizio all'interno della trasmissione Rai "I Fatti Vostri", è andato in onda giovedì scorso, 18 aprile, sul caso di Maria Maione, la donna che a seguito di un incidente lavorativo aveva perso entrambe le braccia, e che è stata operata all'Ospedale di "Faenza" per darle la possibilità di utilizzare protesi innovative, realizzate presso il centro protesi di Budrio dell'Inail, e grazie alle quali ha recuperato enormi margini di autonomia.

L'intervento era stato già presentato dall'Inail, nei giorni scorsi. Il trattamento innovativo, mai tentato prima, è stato illustrato dall’ingegnere Andrea Giovanni Cutti del Centro Protesi Inail, e dai chirurghi dell’Ausl della Romagna Guido Staffa e Maurizio Fontana, che operano presso l'Ospedale "Per gli Infermi" di Faenza.

La storia, comunque riportata nel servizio de "I Fatti Vostri" (una lunga intervista con la signora Maione, l'ingegner Cutti e il dottor Fontana della durata di 14 minuti, dal minuto 34 al minuto 48).

Nel 2015 avvenne il primo trattamento protesico, secondo tecniche tradizionali, che però non fu facile da gestire. ”Il percorso nuovo è costituito da due interventi chirurgici più l’applicazione di due protesi costruite apposta per Maria per riuscire a darle l’autonomia di cui aveva bisogno – ha spiegato Andrea Giovanni Cutti responsabile ricerca applicata del Centro Protesi Inail – Tutto è nato ed è stato gestito dal centro protesi dell’Inail in collaborazione con Ausl Romagna e i nostri fornitori esterni”.

Il primo intervento chiamato Tmr (targeted muscle reinnervation) è consistito nel collegare i nervi che controllavano il braccio ai muscoli della spalla che, dopo l’amputazione, non venivano più utilizzati. In questo modo, la donna, pensando ai movimenti della mano, del polso e del gomito avrebbe potuto controllare, in modo intuitivo, le articolazioni artificiali della protesi sia per il braccio destro che per il sinistro. Questo intervento è stato realizzato nel 2017 nell’ospedale civico di Faenza, e ha riguardato entrambi gli arti ed eseguito dal dottore Guido Staffa dell’Ausl della Romagna con la collaborazione del collega Oskan Aszmann dell’Università Medica di Vienna. Il secondo è un intervento di ortopedia denominato ‘osteointegrazione’ effettuato sulla parte sinistra e, come avviene con gli impianti dentari, è consistito nell’inserire un perno direttamente nell’osso, con una parte che fuoriesce dalla pelle a cui collegare la protesi mioelettrica quando la si indossa. Una protesi non invasiva che consente la mobilità della spalla.

Letto 552 volte Ultima modifica il Sabato, 20 Aprile 2019 11:59
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