Patologia rarissima: effettuato all'Ospedale di Forlì un lavaggio polmonare totale da parte delle equipe del professor Poletti e del dottor Maitan

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Il professor Venerino Poletti Il professor Venerino Poletti

Affetta da una malattia molto grave e rara, una giovane paziente è stata sottoposta, presso l’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì, ad un intervento grazie al quale non dovrà avere necessità di una ossigenoterapia. Ad eseguirlo il professor Venerino Poletti, direttore dell’unità operativa di Pneumologia dell’ospedale di Forlì, il dotor Stefano Maitan, direttore della Anestesia Rianimazione, assieme alle loro equipes.

“La paziente – spiega il professor Poletti – è affetta da una patologia particolarmente rara: la forma genetica della proteinosi alveolare. Questa malattia è già di per se’ rara, ma la variante genetica lo é ancora di più rappresentando l’1-5 % delle forme di proteinosi alveolare, e porta all’accumulo di proteine, all’interno degli alveoli polmonari, rendendo difficile per i pazienti la respirazione”.

L’intervento effettuato ieri a Forlì, denominato lavaggio polmonare totale, consiste nell’introduzione di soluzione fisiologica riscaldata all’interno dei polmoni per rimuovere le proteine presenti, in modo che il paziente sia poi nelle condizioni di respirare da solo. E a seguito di questo intervento sará poi possibile instaurare una apposita terapia genetica.

“La peculiaritâ di questa procedura – spiega ancora il professor Poletti – è motivata sia dalla estrema raritá della malattia sia dalla difficoltà d’esecuzione. Solo una consolidata esperienza clinica ed una strettissima collaborazione con la Anestesia e Rianimazione ne rendono possibile l’effettuazione”.

D’altra parte il lavoro “di squadra” tra le varie articolazioni cliniche dell’Ospedale di Forlì, mira  ad offrire le migliori soluzioni ai pazienti. Esso non è certo una novità : “Ad esempio, sempre con l’Anestesia Rianimazione, la Radiologia (in particolare la dottoressa Sara Piciucchi) e l’Anatomia Patologica (dottoressa Alessandra Dubini) abbiamo messo a punto la criobiopsia, una innovativa modalità per effettuare biopsie polmonari, meno invasiva e con meno rischi per i pazienti, rispetto alla tradizionale biopsia chirurgica. A riprova – ribadisce il Primario di Pneumologia – che lavorare insieme combinando la ricerca e la buona pratica clinica porta a frutti importanti”.

Letto 592 volte Ultima modifica il Giovedì, 09 Maggio 2019 16:54
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