L'artista Sergio Policicchio dona sua opera alla Rianimazione del Bufalini

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da sinistra, il dottor Vanni Agnoletti, l’artista Sergio Policicchio, l'infermiera Manila Prugnoli, il dottor Andrea Nanni e la dottoressa Marisa Bagnoli da sinistra, il dottor Vanni Agnoletti, l’artista Sergio Policicchio, l'infermiera Manila Prugnoli, il dottor Andrea Nanni e la dottoressa Marisa Bagnoli

L’artista Sergio Policicchio dona una sua opera all’unità operativa Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena. Si intitola “Il Silenzio del pensiero” e è stata collocata nella saletta che accoglie i familiari dei pazienti ricoverati.

La consegna è avvenuta oggi al Bufalini, alla presenza tra gli altri, dell’artista Sergio Policicchio, del medico di direzione del Presidio ospedaliero Marisa Bagnoli, del direttore del reparto Vanni Agnoletti, del direttore generale di Vibra - spazio contemporaneo di idee - Andrea Pollini e del direttore artistico Michela Bernardini, del medico del reparto Andrea Nanni, dell’infermiera Manila Prugnoli e della responsabile del Fundraising aziendale Elisabetta Montesi.

“L’idea della donazione nasce da un’esperienza personale – racconta l’artista, argentino di origini, trasferitosi nel 2004 a Ravenna per studiare arti visive e mosaici all'Accademia di Belle Arti di Ravenna. In quella sala di reparto, ho visto i medici e il personale tentare l’impossibile per proteggere la fragile dignità di anime sospese: legate al corpo da un filo sottile. Ho ammirato l’aspetto più pratico di una professione preziosa che si confronta con la vita e in quei giorni, ho immaginato la possibilità di donare un’opera che potesse vivere in un luogo così importante e simbolico per chiunque sosterà, attendendo l’evolversi di una situazione precaria e delicata.
Il motivo principale che mi spinge a donare “Il silenzio del Pensiero” è omaggiare l’attesa delle persone che, in questa stanza, dovranno far tesoro di qualsiasi cosa si prospetti loro, perfino della morte. Penso che l’opera d’arte parli lo stesso linguaggio del cuore e che possa dialogare con queste persone, non tanto per conforto o consolazione, ma semplicemente mostrandosi a loro e accompagnandole nell’attesa.”

Sergio Policicchio, 19 dicembre 2019
Il Silenzio del pensiero - La visione dell’Invisibile marmi e pietre minerali su legno, 2017
L’opera è la rappresentazione unica di una figura umana intera, presentata nell’ambito di un più ampio lavoro di ricerca dal titolo: “La visione dell’Invisibile”
L’esposizione personale di Sergio Policicchio, a cura di Daniele Torcellini, è stata ospitata e sostenuta da Vibra - spazio contemporaneo di idee - in occasione della Biennale Internazionale di Mosaico Contemporaneo (Ravenna 2017).
La ricerca di Sergio ci mette in relazione con l’invisibile, traendo verità non dal soggetto ritratto, ma dalla sua causa principale: la dimensione misteriosa ed eterna che ci riflette. Partendo dallo scatto fotografico ideale, Sergio compone o scompone la figura attraverso l’applicazione di micro e macro frammenti minerali che assecondano lineamenti e volumi su di una tavola di legno naturale. Le sue visioni materiche provengono da rapporti interpersonali e ricerca introspettiva, stati emotivi e simbolismi che sfociano nel ritratto o nell’astrazione eterea del corpo.
Scrive Francesca Proia, nel testo critico di catalogo:
“Sergio mi parla spesso della qualità particolare del respiro che percepisce mentre lavora, un respiro che si trasforma e che finisce per unirsi talmente tanto a ciò che fa al punto da assorbirlo completamente. È il soffio dell’ispirazione che fluisce, ed è percepibile come un intenso, e piacevole, vortice. Quel respiro non è che un riflesso di qualcosa che accade, in lui, a un livello più sottile: movimenti della mente profonda, là dove sorgono idee più pure del cristallo. Le tessere del mosaico, anch’esse sono il riflesso degli atomi di forza che Sergio riesce a vedere, e che si assemblano magicamente sotto i suoi occhi”

L’Azienda USL e tutti gli operatori ringraziano l’artista Sergio Policicchio per questa donazione che oltre a rendere il reparto più accogliente, rappresenta un importante omaggio per l’intera collettività.

Letto 286 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Dicembre 2019 12:58
a cura della

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