CONSEGNATE ALLA SENOLOGIA DI FORLI’ LE BORSE PER DRENAGGIO REALIZZATE DALLE VOLONTARIE DEL GRUPPO “LE AMICHE DI ARIANNA”

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        Sappiamo come durante i mesi di lockdown conseguenti lo scoppio della pandemia da Covid-19 anche le organizzazioni no-profit abbiano dovuto sospendere la maggior parte delle proprie attività per salvaguardare la sicurezza dei beneficiari dei servizi e di quei volontari che aiutano ad erogarli: ma alcuni di questi ultimi non hanno trascorso con le mani in mano il periodo della quarantena. È il caso de “Le Amiche di Arianna”, gruppo nato dalla collaborazione tra Istituto Oncologico Romagnolo e LILT - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Forlì-Cesena, formato da ex pazienti oncologiche che offrono sostegno, ascolto e consiglio a chi sta affrontando ciò che in precedenza hanno vissuto loro stesse sulla propria pelle. Impossibilitate a portare avanti la propria mission, se non grazie all’ausilio delle tecnologie online, alcune volontarie hanno deciso di impiegare il proprio tempo a realizzare e cucire delle borsine da donare al reparto di Senologia dell’Ospedale “Pierantoni-Morgagni” di Forlì, per tutte le donne costrette ad affrontare un intervento per il trattamento del tumore al seno.
 
            Dell’aspetto grafico, che ritrae un fiore simbolo di resilienza e rinascita anche dopo un’esperienza traumatica come quella di una neoplasia, si è occupato l’Istituto Oncologico Romagnolo; del coordinamento per la realizzazione sartoriale delle borsine con le volontarie, la LILT Forlì-Cesena; mentre per quanto riguarda stampa e tessuto è risultata fondamentale la collaborazione della Fondazione “Dino Zoli”. L’ente privato senza finalità di lucro del forlivese, con la mission di promuovere eventi culturali, educativi e scientifici ponendo particolare attenzione ai temi del sociale e del rispetto dell’ambiente, ha fatto da ponte con la “Dino Zoli” Textile, azienda nata sul nostro territorio nel 1972 e divenuta nel tempo l’eccellenza riconosciuta a livello mondiale del settore dei tessuti per arredamento che oggi conosciamo.  Non appena la situazione sanitaria l’ha permesso, una piccola rappresentanza di questa “squadra” è stata ricevuta dalla dott.ssa Annalisa Curcio, direttrice della U.O. Complessa di Chirurgia Senologica, per consegnare questo dono.

«Nella chirurgia della mammella vengono frequentemente posizionati, nel corso dell’intervento, drenaggi per portare fuori le sierosità e i residui del post-operatorio – spiega la stessa dottoressa – le borsine che ci hanno donato IOR, LILT Forlì-Cesena e Fondazione Dino Zoli serviranno proprio ad accogliere questi drenaggi, consentendo alle nostre donne di muoversi senza difficoltà e senza l’intralcio di un tubicino pendente dalla sede dell’intervento. Questo risulta particolarmente importante per accelerare il ritorno alla vita quotidiana, alla normalità, delle pazienti. Si tratta di un prodotto esteticamente grazioso e di pregevole qualità, garantita dal marchio “Dino Zoli” Textile, che riconferma la profonda vicinanza di queste splendide realtà no-profit al nostro reparto, al fine di agevolare il lavoro degli operatori e garantire che le pazienti non si sentano sole nel proprio percorso di cura».

«Questa iniziativa rappresenta un bellissimo lavoro di squadra:  lo IOR si è occupato della grafica, la LILT ha coordinato le volontarie de “Le Amiche di Arianna” che hanno realizzato le borse, noi della “Dino Zoli” Textile ci siamo occupati della stampa con la nostra responsabile di reparto, Elena Dotti, e abbiamo fornito un tessuto testato per essere lavato e sanificato – afferma Monica Zoli, co-titolare della “Dino Zoli” Textile e socia fondatrice, insieme a Marco e Dino Zoli, della omonima Fondazione - dietro questo piccolo oggetto c’è quindi l’apporto di tante persone: speriamo che possa essere d’aiuto per tutte quelle pazienti che stanno vivendo un momento di difficoltà. Abbiamo sposato con entusiasmo da subito questo progetto, anche perché ci tocca molto da vicino: la nostra azienda è caratterizzata da una quota rosa particolarmente importante, per cui per noi è normale avere una sensibilità spiccata verso i problemi oncologici che colpiscono le donne del nostro territorio. Si tratta del primo step verso una serie di collaborazioni pensate insieme all’Istituto Oncologico Romagnolo e rivolte alle pazienti: è un piccolo gesto, ma che ci rende molto orgogliosi».

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