"Immunoematologia e Medicina trasfusionale" di Rimini, la dottoressa Gabriele, nuovo direttore, e i suoi progetti per il futuro

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Da sinistra la dottoressa Drudi, il dottor Altini e la dottoressa Gabriele Da sinistra la dottoressa Drudi, il dottor Altini e la dottoressa Gabriele

A seguito di procedura concorsuale la dottoressa Annalisa Gabriele è stata nominata direttore dell’Unità operativa di “Immunoematologia e Medicina trasfusionale” di Rimini. Succede alla dottoressa Simonetta Nucci che ha raggiunto l’età pensionabile. La professionista è stata presentata stamattina in conferenza stampa alla presenza del direttore sanitario Mattia Altini, del direttore medico del presidio Catia Drudi, oltre che della professionista.

Laureatasi in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna nel 2001, presso il medesimo Ateneo la professionista ha conseguito nel 2005 la Specializzazione in Ematologia mentre all’Università di Firenze, nel 2013, ha ottenuto il Master di secondo livello in “Emostasi e trombosi”.

Dal 2005 al 2010 la dottoressa Gabriele ha lavorato all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna occupandosi in particolare di immunoematologia, produzione di emocomponenti, gestione di cellule staminali, gestione dei pazienti nel periodo pre- e intraoperatorio, emostasi e donazione di tessuto muscolo scheletrico. Successivamente e fino alla nomina a primario di Rimini, ha lavorato all’Ospedale Maggiore di Bologna, occupandosi della gestione della “risorsa sangue” e del percorso trasfusionale; è stata responsabile del settore formazione, referente per l’appropriatezza trasfusionale e dal 2015 referente dell’Ambulatorio di Medicina trasfusionale del nosocomio felsineo. In collaborazione col Dipartimento di Emergenza ha contribuito a redigere il “Protocollo trasfusione massiva per i pazienti politraumatizzati”.

Decine le pubblicazioni su riviste specializzate nonché le partecipazioni in qualità di relatrice ad importanti simposi, a livello italiano ed internazionale.

Il servizio di “Immunoematologia e Medicina trasfusionale” di Rimini “serve” i cinque ospedali del territorio provinciale, le Case di cura e varie altre strutture private, oltre a contribuire all’emoteca regionale.

Per quanto riguarda l’attività di raccolta sangue, nel corso del 2019 il servizio ha raccolto 14.412 sacche di sangue intero e oltre 2.500 di componenti ematici; sono 8.725 i donatori abituali e nel corso dei 12 mesi ci sono stati 1.347 donatori alla prima donazione e 1.999 aspiranti donatori. Nello stesso periodo sono state trasfuse 12.722 unità di sangue a 4.332 pazienti, 1.525 unità di piastrine a 397 pazienti, 354 unità di plasma a 120 pazienti.

Per quanto riguarda l’attività di medicina trasfusionale sono state effettuate 206 procedure di scambio plasmatico per 36 pazienti e di eritroaferesi per 3 pazienti; eseguiti inoltre 262 salassi, 91 infusioni di fattori di coagulazione, 48 raccolte di cellule staminali autologhe, 283 le consulenze. Il laboratorio di Immunoematologia ha eseguito circa 12mila determinazioni di gruppo sanguigno e fattore Rh; oltre ventimila le indagini effettuate tra ricerche di anticorpi irregolari e diagnostica di secondo livello.

Tra i progetti che saranno implementati entro fine anno, la gestione domiciliare per i pazienti anemici: “Rappresentano una percentuale significativa della popolazione e al momento vengono gestiti al livello ospedaliero attraverso accessi al Pronto soccorso: una modalità che va superata, per il bene sia dei pazienti sia del servizio, e stiamo cercando di farlo, sempre in collaborazione col pronto soccorso stesso, oltre che col volontariato, attraverso una gestione domiciliare” ha detto la dottoressa Gabriele. Che ha aggiunto: “Mi sono trovata molto bene a lavorare a Rimini e da subito, e intendo innovare molto il servizio che, a Rimini, ha le carte in regola per diventare riferimento per l’area vasta sulla parte più clinica. Purtroppo tanti progetti sono rallentati a causa del covid, ma ora stiamo ripartendo”.

La forte spinta innovativa portata dalla dottoressa Gabriele, che è in servizio da gennaio, è stata evidenziata anche dalla dottoressa Drudi e dal dottor Altini. “La gestione a domicilio dei pazienti anemici – ha detto quest’ultimo - è un esempio di quell’’ospedale senza muri’ che vogliamo costruire. Dobbiamo erogare servizi di qualità a tutti i nostri servizi, a livello romagnolo, in modo equo su tutti i territori ed appropriati. Abbiamo a disposizione una rete di servizi, che va dai medici di famiglia, alle case della salute, al ruolo del volontariato… e che devono essere sfruttati al massimo”. Altro aspetto fondamentale, “la digitalizzazione della sanità, per dare servizi il più possibile vicini al cittadino, e che ci aiuterà anche in questo processo di apertura della sanità”. Ed in particolare sulla dottoressa Gabriele, “è una professionista che spicca per preparazione e leadrship, stiamo spingendo molto nella valorizzazione professionale, perché è attraverso i professionisti che i modelli sanitari teorici poi si devono concretizzare”.

(Si aggiungono una foto del tavolo dei relatori con da sinistra la dottoressa Drudi, il dottor Altini e la dottoressa Gabriele, ed una foto della professionista).

 

Ultima modifica il Martedì, 15 Settembre 2020 13:27
a cura della

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