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Inaugurato a Santarcangelo il nuovo Ospedale di Comunità: 12 posti letto per un’assistenza intermedia tra ospedale e territorio

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Inaugurato a Santarcangelo il nuovo Ospedale di Comunità: 12 posti letto per un’assistenza intermedia tra ospedale e territorio Inaugurato a Santarcangelo il nuovo Ospedale di Comunità: 12 posti letto per un’assistenza intermedia tra ospedale e territorio

La nuova struttura conta

Importante passo in avanti nel percorso di sviluppo e potenziamento della rete dei servizi territoriali in Ausl Romagna. Oggi è stato  inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità (OsCo) di Santarcangelo, il primo della provincia di Rimini. 

Realizzato al secondo piano del complesso edilizio che comprende l’ospedale Franchini e la Casa della Salute di Santarcangelo, la nuova struttura è dotata di 12 posti letto ed offre un livello di assistenza intermedia tra l’assistenza in ospedale e al domicilio.  Dal 22 novembre accoglierà per ricoveri temporanei pazienti che non presentano patologie acute, che hanno bisogno di cure difficilmente gestibili a casa oppure pazienti fragili con patologie croniche, residenti nell’ambito territoriale del Distretto di Rimini e, in particolare, a quelli residenti nel territorio di afferenza del Nucleo di Cure Primarie di Santarcangelo-Verucchio.

Alla cerimonia erano presenti,  tra gli altri, la Sindaca di Santarcangelo Alice Parma, la responsabile del Servizio Assistenza Territoriale della Regione Emilia Romagna Fabia Franchi, il  Direttore Generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori, il presidente del Comitato di Distretto di Rimini Kristian Gianfreda, l’Assessore del Comune di Bellaria Flaviana Grillo,  il direttore del Distretto di Rimini Mirco Tamagnini, il direttore dell’unita  operativa Cure Primarie di Rimini Antonella Dappozzo, la direttrice della direzione infermieristica e tecnica Cristina Fabbri, il direttore del presidio ospedaliero Francesca Raggi, il direttore dell’U.O. Progettazione e Sviluppo Edilizio Enrico Sabatini, il medico di medicina generale e coordinatore medico del nuovo OsCo di Santarcangelo-Verucchio Ippolito Savì, la responsabile gestionale direzione infermieristica e tecnica del Dipartimento di Cure Primarie Medicina di Comunità – degenze, Simona Arlotti, insieme a diversi medici di medicina generale, personale sanitario e socio sanitario.

“L’Ospedale di Comunità arricchisce con un nuovo servizio il nostro presidio, un servizio diretto alle persone più fragili che rappresenta una novità assoluta anche per il territorio riminese”, dichiara la sindaca Alice Parma. “La nuova struttura offrirà la possibilità di effettuare ricoveri ospedalieri seguiti direttamente dai medici di medicina generale con adeguato supporto infermieristico, così da offrire una risposta alle persone che non si trovano nella situazione di dover ricevere cure per acuti ma hanno necessità di osservazione e assistenza che per qualche ragione non è possibile assicurare in forma domiciliare. Si tratta quindi di un vero servizio di prossimità – conclude la sindaca – che va nella direzione delle nuove necessità di medicina territoriale, sempre più importanti alla luce dell’invecchiamento della popolazione e delle conseguenze della pandemia”.

“La realizzazione di questa nuova struttura – afferma il direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori - è un esempio concreto di quella interdisciplinarietà e di quella integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali che rappresentano  il paradigma della sanità, un tassello importante del percorso di potenziamento della rete dell’assistenza territoriale che punta a rispondere in modo sempre più sinergico ed efficace ai bisogni di salute della popolazione, evitando l’ospedalizzazione nel momento in cui non è più necessaria. Il risultato è sempre frutto del contributo di diversi professionisti e più ambiti di cura e assistenza”.

 

Il nuovo Ospedale di Comunità di Santarcangelo

 

La Struttura

I nuovi spazi, completamente ristrutturati, sono situati al secondo piano del corpo di fabbrica centrale dell’Ospedale Franchini ed hanno un’estensione di circa 300 mq. L’accesso al reparto avviene dal vano scala A, che afferisce all’ingresso principale del presidio ospedaliero.

E’ dotato con 12 posti letto suddivisi in 4 stanze di degenza con servizi, sala attesa per i visitatori, servizio igienico per ospiti con accessibilità per persone con ridotta capacità motoria, ambulatorio medico, ambulatorio infermieristico con servizio igienico annesso, ambiente per la residenzialità con servizio igienico annesso e altri locali di servizio. Le camere di degenza sono dotate di ogni confort ambientale ed adeguate dal punto di vista impiantistico e dotate di travi testaletto complete di impianti gas medicinali e impianti di chiama a degli infermieri.

Le opere di ristrutturazione complessiva dei locali hanno riguardato in particolare l’accessibilità agli spazi, il sistema distributivo interno con particolare attenzione allo sviluppo dell’autonoma capacità orientativa e fruitiva dei servizi, il riassetto degli spazi interni destinati alle cure cliniche a bassa intensità, il sistema per la sicurezza, l’ergonomicità, il confort climatico-ambientale, la percezione diffusa della qualità edilizia.

L’intervento, nel rispetto di tutti i requisiti di autorizzazione e accreditamento, comprende il rifacimento di tutte le finiture architettoniche interne, la realizzazione di servizi igienici delle stanze di degenza idonei a consentire l’accesso ai pazienti disabili o comunque con mobilità ridotta, il completo rinnovo degli impianti elettrici e speciali e degli impianti di condizionamento, aeraulici e distribuzione dei gas medicinali, oltre a tutto quanto necessario per il rispetto dei requisiti prescritti dalla normativa di Sicurezza Antincendio. Costo complessivo dell’intervento realizzato dall’Uffici Tecnico dell’Azienda nell’ambito della più ampia riqualificazione del presidio ospedaliero,  ammonta a circa 450mila euro.

Il modello organizzativo assistenziale

Case della Salute e Ospedali di Comunità sono nodi centrali nella nuova rete dell’assistenza territoriale e nella fattispecie l’Ospedale di Comunità si colloca all’interno delle “strutture intermedie”, sia nel senso del passaggio da ospedale per acuti al rientro al domicilio dei pazienti, che per il livello del bisogno di salute da trattare e dell’intensità di cure garantite.

L’Ospedale di Comunità, in particolare, afferisce al Dipartimento di Cure Primarie e Medicina di Comunità dell’Ambito di Rimini e prevede una gestione infermieristica, dove l’assistenza è garantita dalla presenza continuativa di una équipe assistenziale presente H 24, 7 giorni su 7. La responsabilità Clinica è in capo ai Medici di Medicina Generale del Nucleo di Cure Primarie di Santarcangelo/Verucchio, la maggior parte dei quali lavora nell’attigua Casa della Salute, in integrazione con altri professionisti (fisioterapisti, assistenti sociali, ecc.) a seconda dei bisogni emersi dai Piani di Assistenza Individualizzati (PAI) multidisciplinari delle persone assistite. La responsabilità inerente l’organizzazione e la qualità dell’assistenza, attraverso la gestione e il governo delle risorse umane e dei fattori produttivi assegnati nonché complessiva dei pazienti è affidata ad un Responsabile Infermieristico. La degenza media è di 15/20 giorni e l’accesso può avvenire dal domicilio o dalle strutture residenziali su proposta del medico di famiglia, dai reparti ospedalieri o direttamente dal pronto soccorso.

L’Ospedale di Comunità fornisce un’alternativa valida, efficace, sicura e appropriata al ricovero nell’ospedale per acuti, in situazioni che non richiedono la complessità e l’intensità di cure di quest’ultimo; l’accesso in OsCo, anzi, non è “riduttivo” rispetto all’ospedale per acuti, ma più appropriato e orientato alla presa in carico globale dell’individuo e della sua famiglia.

All’OsCo di Santarcangelo si accede “di rientro” dall’ospedale per acuti, quindi per completare percorsi di recupero verso il proprio domicilio, nella maggior parte dei casi, oppure direttamente dal domicilio su richiesta del proprio Medico di Medicina Generale. In entrambi i casi l’accesso è preceduto da una valutazione multidimensionale della persona e del suo contesto condotta in équipe multidisciplinare (NuCOT) e che precede una pianificazione assistenziale.

 

Ultima modifica il Martedì, 16 Novembre 2021 18:15
a cura della