Salute mentale: con budget di salute la "nuova frontiera"

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Circa 500 partecipanti all’incontro “Progettare la Salute: il budget di salute” organizzato dall’Ausl Romagna e svoltosi ieri a Cervia. Professionisti, operatori, famigliari delle persone affette da disagio psichico, amministratori locali, che si sono confrontati su uno strumento innovativo per la gestione dei pazienti, e che può diventare rivoluzionario, quello, appunto del budget di salute. Anche la modalità dell’evento è stata, per di più, molto innovativa: ad un primo momento di relazioni frontali sono infatti seguite sessioni di lavoro in gruppo, su temi suggeriti dagli organizzatori ma anche emersi spontaneamente dai partecipanti, per poi tirare le conclusioni in plenaria. Un metodo estremamente operativo, denominato “Open Space Technology”, che ha ricevuto molto apprezzamento dagli intervenuti

Il quadro di riferimento. Le persone seguite in un anno dai servizi di Psichiatria adulti dell’Ausl Romagna sono circa 18.000, di cui, sempre nell’anno, 4.600 nuovi ingressi (e più o meno altrettante dimissioni). Gli stranieri sono 1.400. Circa un terzo delle persone seguite ha una diagnosi riconducibile ad un disturbo grave. Ogni utente riceve in media 32 prestazioni all’anno.

I ricoveri ospedalieri sono 1.762, i ricoveri in residenze di breve periodo (RTI-RTP) 860; i ricoveri in residenze riabilitative di medio-lungo periodo (RTR, Comunità Alloggio, Gruppi appartamento) sono 572 e i progetti di domiciliarità supportata (prime sperimentazioni locali di budget di salute) 81.

I servizi per le Dipendenze Patologiche seguono circa 8.400 persone in un anno in Romagna, di cui circa 2.750 nuovi ingressi. Di questi, 5.300 sono seguiti per droghe/farmaci, 2.040 per alcool, 330 per tabacco, 260 per gioco, 450 per altre dipendenze tra cui si affaccia quella da internet. Circa 400 utenti, nell’anno, effettuano percorsi residenziali in comunità.

Il budget di salute. E’ uno strumento, come evidenziato dal direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl Romagna, dottor Claudio Ravani, che rappresenta una nuova modalità di gestione dei problemi complessi del cittadino, nel quale le Istituzioni (locali e sanitarie), le risorse del contesto (volontariato, cooperazione, famiglia) e la persona stessa, condividono percorsi costruiti sui bisogni del soggetto. Per ogni utente viene dunque definito un budget di salute personalizzato (e diverso dagli altri) che raccoglie le risorse economiche, sociali, personali e di contesto. Un nuovo modo, insomma, di pensare il welfare, che passa da un modello prevalentemente erogativo ad un modello partecipato che attiva e valorizza anche le risorse spontanee del contesto sociale. Si realizza in questo modo una integrazione fra prestazioni sanitarie e determinanti sociali di salute i quali, come è noto,  incidono fortemente sulla salute dei cittadini. Lo stato dell’arte rispetto all’utilizzo di questo strumento e i percorsi di ulteriore implementazione sono stati illustrati dal dottor Roberto Bosio, direttore del Centro di Salute Mentale di Cesena.

Le prospettive. Concetto dominante, la valorizzazione del senso di comunità, mirato alla presa in carico dell’utente con disagio psichico, a tutti i livelli e con tutte le risorse a disposizione. Senso di comunità che, come ha specificato l’assessore Michela Lucchi del Comune di Cervia, deve trasformarsi in “nuovo welfare di comunità: il welfare – ha precisato Lucchi – non è finito, ma va pensato con nuovi strumenti”.

La dottoressa Mila Ferri direttore del servizio “Assistenza Territoriale” della Regione Emilia Romagna ha quindi evidenziato come la messa a sistema e valorizzazione di tutte le risorse di contesto possa portare ad una presa in carico del paziente più puntata sulle cure territoriali, piuttosto che alla collocazione in struttura e, nei casi in cui ciò sia appropriato, al ritorno di persone collocate in struttura ad un ambiente di vita esterno con un’adeguata presa in carico territoriale.

Sempre per parte regionale, il consigliere Paolo Zoffoli (presidente della Commissione “Politiche per la Salute e Politiche Sociali” dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna) ha espresso soddisfazione per il lavoro in corso e per la buona riuscita della giornata.

L’innovatività di questo approccio è stata sottolineata anche dal direttore generale Marcello Tonini, che ha messo in relazione l’importanza di rispondere in maniera sempre più puntuale e adeguata ai bisogni di salute degli utenti e dei cittadini, con un ulteriore salto di qualità che l’Ausl Romagna intende fare sia nell’organizzazione dei servizi sia nella percezione da parte del pubblico.

Un grande apporto ai lavori della giornata è stato fornito dal mondo della Cooperazione Sociale, degli Enti Locali e delle Associazioni; in particolare le Associazioni dei famigliari e dei pazienti hanno partecipato numerose ed in modo attivo all’evento, proponendo gruppi di lavoro tematici e stimolando la discussione.

Ultima modifica il Giovedì, 09 Febbraio 2017 14:30
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