Giornata mondiale del rene. La testimonianza di un trapiantato forlivese

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Claudio Vaglio con il dottor Mosconi Claudio Vaglio con il dottor Mosconi

Nove marzo 2017: Giornata mondiale del Rene.

La testimonianza del “trapiantato” forlivese Claudio Vaglio e quella di un giovane che,  dopo il trapianto, parteciperà alla Nove Colli.

“Malattia renale e obesità”era il tema della giornata mondiale del rene di quest’anno, appositamente realizzato dalla FIR in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia e la Croce Rossa Italiana.  

 E allo stand , allestito  per l’occasione  dalla UO di Nefrologia e Dialisi di Forlì- Cesena all’ospedale di Forlì, abbiamo incontrato un diretto interessato alla tematica in oggetto,  cioè  un paziente che ha vissuto sulla propria pelle tutti i percorsi della patologia renale.  

 Una storia, grazie all’aiuto dei sanitari  e alal generosità di un donatore,  a lieto fine.

Claudio Vaglio, 52 anni, leccese di origine ma da più di trent’ anni residente a Forlì, incarna davvero, con la sua storia, il percorso di tanti pazienti che si  imbattono improvvisamente con questa patologia, spesso senza segnali importanti che ne facciano presumere la gravità

“Claudio è arrivato in Pronto Soccorso a Forlì nel 2013 con un ' insufficienza renale cronica, non anticipata da sintomi gravi – spiega il dottor Giovanni Mosconi, direttore della Uo di Nefrologia e Dialisi di Forlì-Cesena –  Nel paziente erano  però  presenti  alcune patologie, che avrebbero dovuto indurre ad una certa attenzione: forte ipertensione, dismetabolismo, cioè alterazioni glucidiche e lipidiche.  Vista la gravità del quadro ,   è stato sottoposto subito a dialisi, saltando il percorso pre-dialisi, ma ,  purtroppo, poco tempo dopo, è stato colpito anche da infarto” . 

“Mi ero recato al Pronto Soccorso perché mi girava la testa e avevo una pressione altissima – racconta Claudio – ma non pensavo neanche lontanamente che i miei reni fossero atrofizzati, come ho scoperto dopo  con  l’ecografia, e sono venuto a sapere solo dopo di avere dei precedenti  famigliari per questa patologia. Potete quindi immaginarvi la mia prostrazione quando mi sono reso conto della situazione e di come ho vissuto anche l’esperienza dell’infarto e, poi, di tre anni di dialisi”

“Dopo aver intrapreso tutte le strade per il trapianto, compresa la possibilità di ricevere da mia sorella un rene – prosegue Claudio – è arrivata la bellissima notizia che era disponibile un rene da donatore con morte cerebrale e, il 22 maggio 2015,sono stato sottoposto a trapianto presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Mi è sembrato di passare dall’inferno al paradiso . A nche se il trapianto non  rappresenta una soluzione,  è  certamente la migliore alternativa possibile alla dialisi per l’insufficienza renale cronica. Dopo aver vissuto questa esperienza voglio  quindi  lanciare un messaggio a tutti,   sperando davvero di essere ascoltato : fate prevenzione, sottoponetevi a controlli sanitari, non sottovalutate nessun sintomo. E a tutti dico: date il consenso alla donazione degli organi. Per molte persone malate il trapianto è l’unica cura in grado di salvare la vita ,  o di migliorarne completamente la qualità.”

“Il trapianto di rene – precisa il dottor Mosconi – permette di recuperare una piena capacità lavorativa e di svolgere attività fisica e sportiva, ma rende anche la persona più consapevole nell’attenzione ai propri stili di vita. Per informazioni sulle donazioni e sui trapianti ci si può rivolgere al numero verde regionale gratuito 800.033.033, o alla sede Aido e ADMO della propria città.”

E, per concludere, un’altra bella notizia.

Grazie al progetto Attività fisica e trapianto della UO di Nefrologia e Dialisi di Forlì – Cesena, approvato dalla Regione Emilia Romagna -  anticipa  il dottor Mosconi – un giovane forlivese trapiantato ,  il 21 maggio prossimo, parteciperà alla famosa gara ciclistica della Nove Colli, con la squadra del Centro Nazionale Trapianti.”

Una testimonianza, per tutti, che dopo il trapianto si può tornare a fare attività fisica e sportiva, ma soprattutto che riappropriarsi della funzionalità del proprio corpo dopo un trapianto d’organo rappresenta una tappa fondamentale per un percorso di recupero e benessere.

Letto 614 volte Ultima modifica il Giovedì, 09 Marzo 2017 11:57
a cura della

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