Tutela degli animali, è vietato l’utilizzo dei collari elettronici sui cani

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E’ vietato usare i collari elettronici che, attivati a distanza, danno la scossa ai cani per addestrarli o per tenerli sotto controllo procurandogli dolore. Lo ribadisce il Servizio Veterinario dell’Ausl dopo il recente caso di maltrattamento animale accertato durante uno dei controlli sui mezzi per il trasporto di animali effettuati qualche giornio fa da personale della Sezione Speciale del CAPS (Centro Addestramento Polizia di Stato) con il supporto tecnico del Medico Veterinario dell’Unità Operativa Sanità Animale (Dott.ssa De Mitri).

“I metodi di addestramento che utilizzano l’impulso elettrico per stimolare una risposta più rapida al comando – spiega il Servizio Veterinario - sono assolutamente vietati per l’integrità psicofisica dell’animale. I collari, attivati da telecomando, sono in grado sia di emettere suoni di richiamo, il cui utilizzo è ammesso, sia scosse elettriche tramite degli elettrodi direttamente a contatto con il collo dell’animale. Tali strumenti procurano sofferenza all’animale e quindi un segnale educativo di tipo coercitivo, così come ribadito dalla recente sentenza di Cassazione n 50491 del 26 novembre 2016”.

I controlli periodici, non discriminatori, di legalità nel settore del trasporto nazionale ed internazionale di animali vivi sono disposti dal Compartimento della Polizia Stradale di Bologna in attuazione di uno specifico  protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno e del Ministero della Salute. Nella mattinata di martedì 5 aprile sono stati controllati tre autotreni per il trasporto avicolo riscontrando per due mezzi l’inidoneità di alcuni contenitori contenenti pollame per un totale di 2.666 euro di sanzione ai sensi del D.L.vo 151/2007, ed un furgone per il trasporto cani condotto da un addestratore con all’interno 6 cani da caccia, due dei quali avevano al collo i collari elettrici. Considerata la Convenzione Europea di Strasburgo ratificata dalla legge 201 del 2010 che stabilisce all’art 7 che “nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute e il suo benessere, in particolare costringendo l’animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze e angosce inutili”, l’addestratore è stato denunciato ai sensi dell’art 727 del c.p che al secondo comma punisce chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e che possono produrre gravi sofferenze.

Letto 609 volte Ultima modifica il Lunedì, 10 Aprile 2017 09:54
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