Articoli filtrati per data: Ottobre 2017

Convegno

Rete Integrata in Gastroenterologia e

Gestione delle Malattie Infiammatorie

Croniche Intestinali

Forlì, 13 ottobre 2017

Ospedale “Morgagni-Pierantoni”

Sala “M. Pieratelli” - Padiglione “Morgagni”

 Continua il  percorso iniziato nel 2003  dall' U.O. di Gastroenterologia ed  Endoscopia digestiva  di Forlì , coordinato da lla dott.ssa  Daniela Valpiani e diretto dal dottor Enrico Ricci, con la costituzione della IBD  ( INFLAMMATORY BOWEL DISEASE )   Unit dedicata al processoassistenziale del paziente con malattia infiammatoria cronica   intestinale  e si arricchisce di nuove attività e progetti. Dalla creazione, a Forlì, del primo Registro per patologia  delle Malattie infiammatorie croniche intestinali , in   procinto di essere istituzionalizzato ed esteso all'intera azienda Usl Romagna,alla  governance  della patologia , secondo moderni modelli di gestione in Rete, alcuni  già presenti in  Regione Emilia Romagna.
Del presente e del futuro di questa rete si parlerà  al convegno "Rete Integrata in Gastroenterologia e Gestione delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali", che si terrà presso l'Ospedale di Forlì il 13 ottobre prossimo (programma e scheda di iscrizione allegati)
Tra gli ospiti saranno presenti: la dott.ssa Anna Maria Marata e la   la dott.ssa Bruna Baldassarri, della Direzione Generale Cura della  persona, Salute e Welfare della Regione Emilia Romagna . Si parlerà anche di Rete ,  in ambito di terapie   biologiche,  con la  prima esperienza a Palermo, presentata d a l Prof. Cottone e del modello di Reti in Endoscopia Digestiva, illustrata dalla prof.ssa   Rita Conigliaro a Modena.
La dott.ssa Marina Beltrami e il prof. Fornaciari  tratteranno invece della prima realizzazione di Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale  (PDTA) in IBD della Regione  Emilia Romagna , a Reggio Emilia.  Largo spazio a  innovazione e  r icerca  anche a prestigiosi esperti  nel campo delle Malattie Infiammatorie Intestinali, appartenenti   all'Università di Bologna e Roma (prof. Franco Bazzoli, prof. Mauro   Bernardi, prof. Massimo Campieri , prof. Paolo Gionchetti,  prof.   Gilberto Poggioli, prof. Silvio Laureti, prof. Alessandro Armuzzi,   prof. Vincenzo Villanacci, prof. Giorgio Zoli) che si confronteranno   con  gli  esperti   forlivesi in ambito gastroenterologico e  chirurgico.
 
 

Segreteria Scientifica

Alessandro Casadei, Elena Cavargini, Emiliano De Vergori, Ilaria Manzi, Tommaso Gabbani,Veronica Lunedei, Salvatore Ricca Rosellini, Leonardo Samperi  - U.O. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Ospedale Morgagni

Segreteria Organizzativa

Progetto Meeting

Via Dè Mattuiani, 4 40124 Bologna

Tel. 051.585792 Fax 051.3396122

E-mail info@progettomeeting.it

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In occasione della giornata mondiale della vista del 12 ottobre, la sezione di Forlì-Cesena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con l’U.O. di oculistica di Forlì, Il Centro di Ipovisione di Rimini e il Centro Regionale d’Ipovisione dell’Ospedale Bufalini di Cesena, organizza due incontri informativi aperti a tutta la cittadinanza.

La vista è un bene prezioso, che spesso però viene dato per scontato e non c’è molta conoscenza degli stili di vita e degli accorgimenti che aiutano a preservarla e a prevenire le patologie visive. Il primo di questi due incontri sarà dedicato soprattutto a informare i cittadini su quali sono le più diffuse patologie visive e quali i più efficaci strumenti per prevenirle.

Verranno poi esposte le principali linee della ricerca attuale di terapie per curare le patologie della vista attualmente prive di una cura risolutiva. Crediamo che questo argomento sia di particolare interesse per le persone affette da queste patologie che vogliono essere informate sulle opzioni di cura a loro disposizione o che potrebbero esserlo nel futuro.

Infine in questi due incontri vogliamo fornire una panoramica dei servizi di riabilitazione e di supporto che le strutture del nostro territorio offrono alle persone con patologie visive, dalla riabilitazione ortottica al sostegno psicologico. Chiuderemo con una breve panoramica sulle categorie di disabilità visiva identificate dalla normativa vigente e i benefici previsti per ciascuna di esse.

Data l’importanza di questi temi per la salute e la vita di ognuno, invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare.

PATOLOGIE VISIVE:

DALLA PREVENZIONE ALLA RIABILITAZIONE

Giovedì 12 Ottobre 2017 ore 16,00 – Salone Comunale Piazza Saffi, 8 - Forlì

In occasione della Giornata Mondiale della Vista la sezione di Forlì-Cesena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con le UU. OO. di Oculistica di Forlì, Cesena e Rimini,organizza un incontro informativo aperto a tutta la cittadinanza. Farà seguito un secondo incontro nel mese di novembre.

PROGRAMMA

Ore 16.00 – Saluti e Introduzione al Tema della Conferenza

Saluti delle autorità comunali

Dott. Fabio Strada - Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Forlì-Cesena

Ore 16.15 – Inizio lavori

Relatori

Ortottista Mariateresa Tartaglia - Ipovisione: tra cecità e visione

Dott. Edlira Bendo - Patologie cause di ipovisione in età infantile e adulta

Ortottista Eleonora Magnani - Il servizio di ipovisione U.O. Oulistica – G.B. Morgagni- L. Pierantoni

Forlì

Ortottista Mariateresa Tartaglia - Il Centro Regionale di Ipovisione di Cesena e la riabilitazione globale

Ortottista Davide Cacciatore - Il Centro di Ipovisione di Rimini: la nostra esperienza

Dott. Salvatore Sorbello - Aspetti Medico Legali delle disabilità visive

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Con il patrocinio del Comune di Forlì, dell’Azienda USL della Romagna – Cesena e dell’ IAPB Italia Onlus

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Presa in carico efficace, non eccessivo uso di farmaci,  lavoro in squadra anche con gli enti locali e le altre istituzioni.

Si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre, presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna, una cerimonia per ricordare che da circa 13 mesi, nel servizio, stesso, non viene effettuata alcuna contenzione dei pazienti.

Hanno partecipato:

Il sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni (in rappresentanza del Distretto di Lugo);

l’assessore Claudia Gatta di Faenza (in rappresentanza del Distretto di Faenza);

il comandante della polizia municipale di Ravenna Andrea Giacomini (anche in rappresentanza del sindaco di Ravenna);

il giudice tutelare di Ravenna Cesare Santi;

Milena Spadola (Collegio Infermieri Ravenna);

Giovanni Rossi (vicepresidente dell’associazione dei Spdc non restraitment, cioè che evitano contenzione);

Claudio Ravani (Direttore Dipartimento Psichiatrico Ausl Romagna);

Roberto Zanfini (Direttore Spdc Ravenna);

Barbara Bandini (Coordinatrice infermierisiticaSpdc Ravenna)

Valerio Cellini (associazione di parenti dei pazienti “Porte Aperte”).

Di seguito un breve excursus sul tema contenzione e cure psichiatriche, svolto dal dottor Zanfini, quindi i dati ed i principali virgolettati degli altri intervenuti.

Nonostante i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura ricorrano alla contenzione meccanica dei propri pazienti, non sono attualmente presenti leggi o norme che la regolamentino.

Il Regio Decreto 615/1909 - che al Capo IV art. 60 recitava: “Nel manicomio debbono essere aboliti o ridotti ai casi assolutamente eccezionali i mezzi di coercizione degli infermi e non possono essere usati se non con l’autorizzazione scritta del direttore o di un medico dell’istituto. L’autorizzazione indebita dell’uso di detti mezzi rende passibili coloro che ne sono responsabili di una pena pecuniaria … L’uso dei mezzi di coercizione è vietato nella cura in Case Private” - è stato infatti abolito dalla legge 180/1978 che non contempla tale modalità operativa.

In alcune Regioni comunque, in particolare l’Emilia Romagna, le contenzioni meccaniche sono state oggetto di circolari che le disciplinano con apposite disposizioni e vengono puntualmente monitorate.

Nel 2006 il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura ha segnalato che in Italia “il potenziale di abuso e di maltrattamento che l’uso di mezzi di contenzione comporta resta fonte di particolare preoccupazione … Purtroppo sembra che in molti degli istituti visitati vi sia un eccessivo ricorso ai mezzi di contenzione”. Per questo motivo la Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome ha, nel 2010, stilato delle raccomandazioni per prevenire le contenzioni fisiche in psichiatria.

Il ricorso alla contenzione è infine stigmatizzato dagli Ordini Professionali e nel 2015 il Comitato nazionale di Bioetica ha ribadito la necessità di un suo superamento.

La contenzione meccanica, infine, oltre che degradante, non è scevra da rischi e complicanze. Sin dal 2000 il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna ha avviato pratiche atte a ridurre il ricorso alla contenzione meccanica con l’obiettivo di eliminarla come pure di “umanizzare” sempre di più il ricovero in particolare per le persone ricoverate coattivamente. Gli interventi attuati sono stati strutturali, clinico organizzativo e formativi.

Per quello che riguarda gli interventi strutturali l’ambiente di cura è stato reso il più possibile simile a quello di un domicilio: sono state tolte le sbarre alle finestre, eliminate le telecamere, e si è reso possibile l’accesso a diverse aree del reparto.

Gli interventi clinico-organizzativi sono consistiti nel:

  • monitoraggio di ogni singola contenzione attraverso la registrazione e l’analisi per individuare i fattori che la determinano, in modo da poter apprendere stretegie/interventi preventivi;
  • trasparenza dell’operato avvisando i familiari e dando loro la possibilità di rimanere in reparto per tutta la sua durata;
  • assistenza continua da parte di un operatore per tutta la sua durata;
  • discussione da parte di tutto il gruppo di lavoro prima di utilizzarla, con supervisione da parte del Direttore per verificare se tutte le strategie alternative sono state esplorate;
  • possibilità di rinforzo del turno in caso di particolari situazioni di crisi;
  • utilizzo del tempo evitando, quando possibile, di “chiudere” la situazione di crisi per aspetti dovuti all’organizzazione.

Sono stati inoltre rafforzanti i piani di trattamento individuali basati sulla diagnosi funzionale, con un atteggiamento improntato alla partnership e al recovery, coinvolgendo la persona; si sono ridotti i tempi di inattività attraverso un aumento del tempo di relazione con gli operatori, l’esecuzione dei trattamenti psicosociali individuali e di gruppo. Le cosiddette regole di reparto sono poi state per gran parte sostituite dai summenzionati piani di trattamento individuale.

Diversi sono stati, infine, gli interventi formativi eseguiti che hanno riguardato l’apprendimento della diagnosi funzionale, di tecniche psicosociali, la gestione del rischio di violenza e dell’aggressività, interventi di debriefing e defusing per il gruppo di lavoro.

Attraverso queste azioni il numero delle contenzioni è stato gradualmente ridotto nel corso degli anni, passando dalle 150 del 2000 (il reparto aveva 15 posti letto) alle 3 del 2016 di cui l’ultima, ad oggi, eseguita nell’agosto di quell’anno. Il numero di pazienti trattati nel 2016 è stato di 430.

A questa situazione positiva si aggiungono altri dati, a loro volta positivi, sull’attività delle strutture per la salute mentale, in Romagna, come reso noto dal dottor Claudio Ravani.

La percentuale di popolazione “pesata” dell’Ausl Romagna rispetto alla Regione è del 25%. Ma dai dati regionali del Sistema Informativo Salute Mentale (Sism) emerge che l’Ausl Romagna eroga prestazioni al 25,23% della popolazione regionale.

Il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (Dsmdp) della Ausl Romagna, per la Psichiatria Adulti, eroga percentuali complessive di trattamenti superiori, pari al 26,25%, delle prestazioni complessive dei Dsmdp regionali.

La distribuzione delle prestazioni è ancora superiore se si considerano i raggruppamenti riabilitativi e psicoterapeutici:

  • psicoterapie                                         27,4%
  • psicoeducazione                                  30,29%
  • trattamenti socio-riabilitativi                   30,94%
  • verifiche e supervisioni                          27,6%
  • valutazioni (assessment e altro)            39,82%

Questi dati vanno integrati con le percentuali relative alle prestazioni tradizionalmente legate alla prescrizione e somministrazione dei farmaci, tipiche del setting ambulatoriale, che sono invece percentualmente più basse rispetto agli altri DSMDP regionali:

o          somministrazione farmaci                      21,92%

o          colloquio                                              23,27%

Senza definire differenze “rivoluzionarie”, questi dati indicano però una maggior propensione nel Dsmdp romagnolo ad orientare i trattamenti nell’ambito della riabilitazione, della recovery, della valutazione personalizzata, piuttosto che al tradizionale modello prevalentemente o unicamente ambulatoriale/ farmacologico.

La progettazione sul Budget di Salute, che sta progressivamente avviandosi (e che necessita dei tempi necessari a strutturare collaborazioni con gli altri soggetti coinvolti, come gli Enti Locali, il Privato Sociale, le Associazioni ecc.) contribuirà in modo decisivo a promuovere ulteriormente la logica degli interventi integrati ed altamente personalizzati, nell’ambito dei quali la farmacoterapia non assume certamente un ruolo centrale o esclusivo, ma funzionale e contestuale al raggiungimento degli obiettivi di riabilitazione, di inclusione sociale, di valorizzazione delle risorse della persona e del contesto “naturale”.

Gli altri interventi:

Spadola ha evidenziato che “questo risultato è frutto di un cambiamento culturale anche per gli infermieri. E quando vado in altri contesti raccconto che a Ravenna facciamo così. Sono importanti i lavoro in equipe e l’attitudine alla relazione. Un nostro slogan è ‘conteniamo la contenzione’”.

Giovanni Rossi ha ricordato che i reparti psichiatrici che riescono a raggiungere questi risultati sono 20 – 25 in tutt’Italia.

Giacomini ha ricordato che “a Ravenna è stato firmato uno dei primi protocolli sui tso “e che questi risultati sono frutto di un lavoro costante e di una stretta collaborazione. Davvero una  piccola rivoluzione culturale”.

Mentre il sindaco Proni e l’assessore Gatta hanno rimarcato l’importanza che gli enti locali non siano estranei a questi processi e percorsi nell’ottica della integrazione degli interventi, anche attraverso il budget di salute.

Il giudice tutelare Santi ha evidenziato come sia in aumento il numero di richieste per attivare l’amministratore di sostegno: 350 fino al 20 settembre 2017, mentre nello stesso periodo del 2016 erano state 270. Altro esempio di come la collaborazione di tutti gli enti sia importante.

E se la caposala del servizio Barbara Bandini ha ribadito che “così si lavora meglio, anche noi operatori stiamo meglio” il presidente di “Porte Aperte” Cellini ha evidenziato che “dopo anni difficili, finalmente siamo sulla buona strada. Continuiamo così e facciamo ancora di più su tutti gli aspetti della presa in carico”.

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E' on line, in allegato scaricabile a questa notizia, il manuale "La stimolazione cognitiva per il benessere della persona con demenza". Si tratta della seconda ed aggiornata edizione, consegnata peraltro nel corso del convegno “Modelli di intervento integrati alla luce del nuovo progetto regionale demenze”, svoltosi il 23 settembre scorso nell'ambito della XXIV Giornata dell'Alzheimer. L'opera è stata realizzata dal programma Aziendale di Psicologia dell'Ausl Romagna coordinato dalla dottoressa Rachele Nanni.

Con l'occasione si ricordano i principali aspetti della malattia. L’Alzheimer rappresenta la principale causa di demenza nella popolazione anziana. Nella Provincia di Ravenna risiedono circa 98.000 persone con età superiore ai 65 anni (di cui 54.000 con più di 75 anni e oltre 17.000 con più di 85 anni). Questo dato epidemiologico comporta un totale di circa 4500 pazienti affetti da demenza, con un incremento annuo atteso di circa 100 nuovi casi. Nella nostra Provincia operano 4 Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) gestiti dalla Unità Operativa di Geriatria dell’AUSL con sede a Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia. I Geriatri coinvolti nei CDCD hanno una formazione specifica per la diagnosi differenziale delle varie cause di deterioramento cognitivo ed il trattamento delle possibili complicanze. Nel corso del 2016 i 4 CDCD hanno valutato per la prima volta oltre 2600 pazienti che lamentavano problemi di memoria e hanno effettuato quasi 4.000 visite di controllo. E’ sempre disponibile, per i pazienti seguiti dai CDCD, un accesso telefonico rivolto ai familiari ed ai medici di Medicina Generale per ottenere informazioni e suggerimenti nella gestione quotidiana di un paziente affetto da demenza. Attualmente non sono ancora a disposizione farmaci in grado di guarire dalla malattia di Alzheimer, ma solo di rallentarne il decorso e curare le complicanze.

Una presa in carico a tutto tondo del paziente, ma anche della sua famiglia, ha luogo a livello territoriale, come spiegato dalla dottoressa Mazzoni, con le strutture di riferimento ma grazie anche a vari progetti come ad esempio lo Sportello Badanti e la Palestra della Mente.

All’attuale strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che rappresenta in Italia un fiore all’occhiello nella cura a 360° del paziente affetto da demenza. La Regione Emilia-Romagna sin dall'avvio del primo progetto regionale demenze (DGR 2581/99) ha sostenuto e valorizzato l'importanza di un orientamento integrato e non esclusivamente farmacologico nella presa in carico dei pazienti con disturbi cognitivi e demenza. L'aggiornamento del progetto regionale (DGR 990/16) ha ancor più fortemente ribadito un approccio globale, non esclusivamente sanitario, così come condiviso nell'ambito del Piano Nazionale Demenze. Il convegno organizzato per il prossimo 23 settembre 2017 a Ravenna, in occasione della XXIV Giornata mondiale dedicata all’Alzheimer, consentirà ai partecipanti un confronto su metodologie e percorsi di presa in carico integrata, sociale e sanitaria, adottati nell'AUSL della Romagna in collaborazione con i Comuni ed il volontariato sociale del nostro territorio.

 

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Anche quest’anno, l’Unità Operativa Chirurgia Generale Gastroenterologica e Mininvasiva dell’ospedale di Forlì, diretta dal prof.Giorgio Ercolani, ha partecipato al Convegno Mondiale della Clinical Robotic Surgery Association di Chicago, USA

 

Come da diverse edizioni, infatti, la dottoressa Francesca Bazzocchi, medico presso la suddetta Unità Operativa e docente alla Scuola Speciale di Chirurgia Robotica ACOI, ha presentato al Convegno mondiale un paper dal titolo “Robotic gastrectomies for gastric cancer: what is the advantage?”

Dal 2007 al 2016 l’équipe forlivese ha effettuato 387 interventi robotici di chirurgia Generale, Gastroenterologica e Mininvasiva e 57 di chirurgia toracica per un totale di 444 operazioni.

Un lavoro di squadra che ottiene, da anni, successi nazionali ed internazionali e che nel, 2016, ha portato anche alla realizzazione di un corso di chirurgia robotica rivolto ai chirurghi dell’Ausl Romagna esperti in laparoscopia.

 

“Al congresso- spiega la dottoressa Bazzocchi -ho presentato una relazione sulle gastrectomie robotiche per il trattamento delle neoplasie dello stomaco (Robotic gastrectomies for gastric cancer). Le linee guida delle società scientifiche internazionali ormai considerano la gastrectomia mininvasiva con il robot un gold standard, cioè la procedura più adeguata, per quanto riguarda il trattamento dell'Early Gastric Cancer, il cancro gastrico precoce. 

“Mentre nei paesi asiatici, grazie agli screening, le neoplasie dello stomaco sono diagnosticate più frequentemente ad uno stadio iniziale – prosegue la chirurga - nei paesi occidentali si assiste ad un incremento delle neoplasie in stadio avanzato. Per un'accurata stadiazione della malattia quindi, le linee guida raccomandano una linfoadenectomia standard D2. Il sistema robotico, grazie agli strumenti detti “endowrist”,  migliora la performance del chirurgo sia nel tempo della linfoadenectomia che nelle suture, perché permette di confezionare con maggiore precisione le anastomosi esofago digiunali nelle gastrectomie totali. “

 

 

 

 

 

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“Il futuro aperto dell’infermiere. Idee per continuare il lavoro di Antonietta Santullo”. Questo il titolo dell'evento formativo promosso dall'Azienda USL della Romagna martedì 24 ottobre, dalle ore 14.30 alle 18.30, al Palacongressi di Rimini (Sala del Castello, Via della Fiera).

Seguiranno ulteriori comunicazioni in merito alle Modalità di iscrizione e ai Crediti ECM.

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