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Torna a Faenza l’annuale ciclo di incontri gratuiti “Parole Stupefacenti” promossi dal Servizio Dipendenze Patologiche di Faenza, Azienda USL della Romagna e dai Servizi Sociali dell’Unione della Romagna Faentina. Sei appuntamenti in programma da sabato 27 ottobre a mercoledì 28 novembre, che si propongono di offrire una lettura, non solo strettamente sanitaria ma anche sociale, economica e culturale, sulle tematiche dell’uso e abuso di sostanze psicoattive e su tutti i comportamenti a rischio legati al quotidiano che possono diventare vere e proprie patologie.

Filo conduttore dell’intero ciclo di conferenze, giunto alla diciottesima edizione, è  quest’anno il tema ‘modernità e post modernità’. Gli incontri, condotti da esperti e aperti alla cittadinanza, sono rivolti in particolare agli operatori dei servizi sanitari e sociali del territorio, agli insegnanti, agli educatori, agli studenti e a tutti coloro interessati a questi temi.

Si apre sabato 27 ottobre alle ore 16, nella sala n.5 di Faventia Sales ( via San Giovanni Bosco 1, Faenza) con l’incontro “Le società postmoderne: trasformazione, mutazione, espansione". Interverranno: il Sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il Direttore del Distretto Faenza e Lugo dell’Ausl Marisa Bianchin e il medico chirurgo, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, antropologo all’Università Cattolica e Policlinico Gemelli di Roma Paolo Cianconi.

Il ciclo di incontri proseguirà presso la sala Malmerendi del Museo di scienze Naturali in via Medaglie d’Oro 51 a Faenza, nelle seguenti giornate:

martedì 30 ottobre, dalle ore 17.30 alle 20, “Ipermodernità. Il digitale e la trasformazione del presente”. Interverrà Michele Marangi  Media Educator, formatore - Torino.

martedì 6 novembre, dalle ore 17.30 alle 20, “Giocare con le macerie. Remix e racconti, fughe e spiragli".Interverrà Davide Fant  formatore e ricercatore.

martedì 13 novembre, dalle ore 17.30 alle 20: al posto della relazione “O toccare il fondo o uno slancio di reni. Dipendenza e autonomia", del dottor Luigi Manconi, che non potrà essere presente per sopravvenuti motivi personali, parteciperà il dottor Paolo Cianconi con una relazione dal titolo "Interstizi d'occidente" Fenomeni, contesti e persone dell'esclusione sociale e della marginalità”.

martedì 20 novembre,  dalle ore 17.30 alle 20, “Senza fine trascini la nostra vita….” Famiglia e comunità a confronto con le nuove dipendenze comportamentali. Interverrà Gioacchino Lavanco, Docente di psicologia di comunità Università di Palermo.  

mercoledì 28 novembre, dalle ore 17.30 alle 20, “La resilienza per la creazione di competenze e nuovi obiettivi per l’individuo e la comunità”. Interverrà: Patrizia Meringolo Docente di Psicologia sociale e comunità Università di Firenze.
Le conclusioni del ciclo di incontri “Parole Stupefacenti” saranno a cura della Responsabile dell’Unità Operativa complessa Dipendenze patologiche Ravenna Deanna Olivoni.

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Dal 7 al 10 novembre Ravenna ospita la 34° edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana Nefrologia Pediatrica SINEPE.

L’evento, che si terrà al Palzzo dei Congressi, ha il dichiarato obiettivo di unire tutte le competenze delle varie figure che si occupano del bambino e dell’adolescente con problemi nefrologici, dallo specialista del Centro di riferimento sino ad arrivare al pediatra di famiglia.

Il programma del congresso parlerà di ricerca traslazionale con un taglio molto clinico, del percorso evolutivo delle nefropatie dall’epoca fetale sino all’età adulta, delle rilevanti attualità sulle malattie cistiche, di alimentazione e rene,di biopsia (il quando, il come, le classificazioni attuali, le ricadute pratiche) e dei farmaci in nefrologia pediatrica con uno stretto confronto a due.Il congresso è anche il cuore centrale per la riunioni dei registri, dei gruppi di studio e per la presentazione e la discussione dei poster e delle comunicazioni,con un invito rivolto anche ai giovani pediatri specializzandi.

La giornata di apertura, mercoledì 7 novembre, ospiterà il 3° Simposio Infermieristico di Nefrologia Pediatrica dove l’incontro e la discussione tra le varie realtà motiverà sicuramente una condivisione razionale dei percorsi e delle modalità assistenziali.

La giornata di sabato 10 novembre sarà dedicata ad un seminario congiunto con i Pediatri di famiglia con la definizione di alcune pratiche e protocolli condivisi per la gestione delle comuni condizioni che riguardano la nefrologia pediatrica quotidiana: la valutazione dell’esame urine con alcuni trucchi del mestiere, il bambino alla prima infezione urinaria, quando e perché chiedere l’ecografia renale, la sindrome nefrosica, il vero e il falso in nefrologia pediatrica, alcuni flash su condizioni che bisogna conoscere per saperle riconoscere.

Tutte le informazioni nel programma allegato

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Un gesto di vicinanza al reparto molto significativo, quello effettuato dall’Associazione “ADOCM – Crisalide”, che ha donato una importante apparecchiatura al Servizio di Senologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. Apparecchiatura che è stata inaugurata stamane non casualmente: ottobre infatti è, come noto, il “Mese della prevenzione del Tumore della Mammella” e questa iniziativa va ad inserirsi tra le tante lodevolmente organizzate dall’Associazione, cui vanno gli autentici e non formali ringraziamenti dell’Azienda Usl, espressi in particolare dal direttore medico di tutti i presidi ospedalieri del Riminese dottor Romeo Giannei, che ha svolto il ruolo di chairmen del piccolo evento, cui hanno particapto,

oltre naturalmente alle signore dell’associazione, con la presidente Pia Vignali, e all’assessore Jamil Sadogholvaad in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il responsabile del servizio di Senologia dottor Lorenzo Menghini, la dottoressa Iliaria Panzini (Ufficio Ricerca Clinica e organizzativa del’Ausl Romagna) e la dottoressa Elisabetta Montesi (Responsabile dell’Ufficio di Fundrising dell’Ausl Romagna).

L’apparecchiatura in oggetto è un “Confirm – Mammotome”, per la radiografia digitale dei campioni tissutali prelevati mediante biopsia stereotassica, la cui funzione è rendere sempre più accurata e rapida la manovra bioptica di lesioni oncologiche della mammella. Il valore dell’apparecchio è di circa sessantamila euro. “Grazie a questa apparecchiatura – ha spiegato il dottor Menghini – gli esami sulle pazienti potranno essere eseguiti in maniera più accurata ed appropriata e con minori disagi per le pazienti stesse che saranno sottoposte ad un minor numero di prelievi”.

Attività del servizio di Senologia che, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi ha avuto il rinnovo del prestigioso riconoscimento Eusoma, che denota alta qualità delle cure: ogni anno vengono eseguite circa 20 mila ecografie, 1.000 biopsie ecoguidate, 700 agoaspirati, diagnosticando circa 400 casi di tumore al seno. Sul territorio vi sono circa 65 mila in fascia di screening, cioè tra i 45 e i 74 anni con chiamate periodiche a seconda dell’età. “Un punto importante che hanno notato i commissari Eusoma quando sono venuti a fare il loro sopralluogo a Rimini – ha aggiunto la dottoressa Panzini – è stato proprio il costruttivo rapporto con le Associazioni”.

Non è questa la prima donazione effettuata dall’associazione al Servizio di Senologia, in virtù di un virtuoso rapporto di collaborazione e vicinanza che va avanti ormai da anni, come tra l’altro evidenziato dalla presidente, signora Vignali: “Nella nostra attività – ha detto, dopo aver ringraziato tutti coloro, associazioni, gruppi e singoli cittadini, che hanno contribuito alla donazione – cerchiamo di puntare molto sulla prevenzione. Per questo motivo inizieremo tra breve nelle scuole superiori una campagna di sensibilizzazione alle ragazze per iniziare molto presto l’autopalpazione del seno”. Ulteriori notizie su “ADOCM – Crisalide”, al sito www.tumorealseno.it

L’assessore Sadegholvaad ha evidenziato “l’importanza della vicinanza tra società civile e strutture del sistema sanitario nazionale, che è un elemento importante della nostra società che va difeso. Iniziate come questa sono lodevoli e anche da parte nostra un autentico ringraziamento all’Associazione e auspicio di buon lavoro agli operatori che utilizzeranno l’apparecchiatura”.

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Dopo il successo di “Ciccioni”, il Laboratorio teatrale della Chirurgia Endocrina dell’Ausl Romagna sede di Forlì - formato da pazienti obesi ed ex obesi - ha messo in scena, all’interno della manifestazione fieristica Happy Family, "Cappuccetto Grosso", scritto e diretto da Stefania Polidori e dal chirurgo Dario Bettini. Tre repliche che hanno entusiasmato i bambini che, come spiegano gli autori: “In questo spettacolo non sono semplicemente spettatori, ma vengono coinvolti in prima persona a partecipare allo svolgimento della storia”. A riprova che il teatro è un’esperienza terapeutica sia per chi lo fa, sia per chi ne fruisce...
 
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L'Azienda USL della Romagna informa che in data di venerdì prossimo, 26 ottobre, e per tutta la giornata, è stato uno sciopero generale del personale appartenente a tutti i settori pubblici e privati dei sindacati CUB, SGB, SI COBAS, USI-AIT, SLAI COBAS.

Nella giornata dello sciopero saranno assicurati i servizi pubblici essenziali, nel rispetto della vigente normativa, attraverso l’individuazione dei contingenti minimi di personale a garanzia delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, equivalenti ai servizi minimi assicurati normalmente nei giorni festivi.

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Nel quarantennale della legge 180 sulla salute mentale, il 25 e 26 ottobre prossimi il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) di Ravenna, diretta dal dottor  ha organizzato l’undicesimo convegno nazionale degli “Spsc no restraint”. L’evento avrà luogo presso Mariani Lifestyle, a Ravenna (tutti i dettagli nell’allegato pieghevole). I reparti in cui si è riusciti a minimizzare la contenzione meccanica durante le situazioni di crisi in corso di degenza. Infatti, anche se ovviamente tutti gli Spdc cercano di andare in questa direzinoe, alcuni sono riusciti, nel corso del tempo, ad utilizzarla pochissimo o a non utilizzarla. Questi Spdc fanno parte, appunto, del Club degli “Spdc no restraint” tra cui quello di Ravenna nel quale l’ultima contenzione è avvenuta nell’agosto del 2016: circa 26 mesi fa.

Il numero annuo di pazienti ricoverati presso il reparto ravennate si attesta sui 450 circa. Il numero delle contenzioni è stato gradualmente ridotto nel corso degli anni, passando dalle 150 del 2000 alle 3 del 2016 di cui l’ultima, ad oggi, eseguita nell’agosto di quell’anno.

Non sono presenti leggi o norme che regolamentino la contenzione meccanica essendo stato il  Regio Decreto 615/1909 abolito con la legge 180. Anche il Regio Decreto comunque stimagtizzava il ricorso alla contenzione meccania prevedendo che (Capo IV art. 60) che “nel manicomio debbono essere aboliti o ridotti ai casi assolutamente eccezionali i mezzi di coercizione degli infermi e non possono essere usati se non con l’autorizzazione scritta del direttore o di un medico dell’istituto. L’autorizzazione indebita dell’uso di detti mezzi rende passibili coloro che ne sono responsabili di una pena pecuniaria … L’uso dei mezzi di coercizione è vietato nella cura in Case Private”.

Nel 2006 il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura ha segnalato che in Italia “Il potenziale di abuso e di maltrattamento che l’uso di mezzi di contenzione ìresta fonte di particolare preoccupazione … Purtroppo sembra che in molti degli istituti visitati vi sia un eccessivo ricorso ai mezzi di contenzione”. Per questo motivo la Conferenza delle regioni e delle provincie autonome ha, nel 2010, stilato delle raccomandazioni per prevenire le contenzioni fisiche in psichiatria. In seguito a ciò diverse regioni, ta cui l’Emilia Romagna, hanno emanato delle direttive per il suo controllo. Oltretutto il ricorso alla contenzione è stigmatizzato dagli Ordini Professionali e nel 2015 il Comitato nazionale di bioetica ha ribadito la necessità di un suo superamento.

La prima giornata del convegno è dedicata agli aspetti giurici e normativi relativamente alla contenzione meccanica non solo in ambito psichiatrico. E’infatti previsto anche l’intervento di giuristi, magistrati, amministratori e responsabili di servizi sociali.

La seconda giornata, più tecnica, prevede il confronto tra diversi SPDC nazionali rispetto agli aspetti strutturali, organizzativi e tecnici che sono alla base del superamento della contenzione come mostrato sia da esperienze nazionali che internazionali.

Alle due giornate parteciperanno anche associazioni dei familiari e degli utenti per illustrare il loro punto di vista.

 

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E' online la pagina Facebook di "Preveni..Amo", un “contenitore” che ha lo scopo di creare consapevolezza sulle conseguenze cliniche dell'evento traumatico (incidente stradale) per evitare e prevenire i politraumi ed è rivolto a un pubblico di età adolescenziale (classi quarte e quinte delle scuole superiori). La pagina Facebook ha lo scopo di ridurre ulteriormente lo spazio che allontana il mondo dei professionisti sanitari e quello dei ragazzi e contiene la descrizione dell’iniziativa, le foto e i video registrati durante gli eventi. I ragazzi avranno così l’opportunità di rivedere alcuni momenti salienti, lasciare i propri commenti e le proprie riflessioni sull’evento, porre domande ai medici.

L’idea nasce da un'idea dei medici del Trauma Center di Cesena-Ausl Romagna e di Parma, in contatto quotidiano con il dramma del trauma, specie in età giovanile. Peculiare è la modalità con cui ci si propone di fare prevenzione: oltre a spiegare e ricordare le più aggiornate linee guida di corretto comportamento, si punta a far conoscere ai più giovani le estreme conseguenze del mancato rispetto delle regole stradali. Durante la mattinata vengono proiettati diversi video girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico, mostrati i professionisti della rete traumi Siat Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, infine vengono presentate le testimonianze di pazienti ormai dimessi, che raccontano dei drastici cambiamenti da loro percepiti nella qualità di vita e nella percezione della vita stessa e quelle di professionisti del motociclismo, che parlano del corretto comportamento da tenere alla guida, anche nelle gare.

Responsabili scientifici degli eventi romagnoli sono Luca Ansaloni (Direttore U.O. Chirurgia d'urgenza-Cesena), Vanni Agnoletti (Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione- Cesena) e Costanza Martino (medico U.O. Anestesia e Rianimazione-Cesena). Le iniziative di Preveni..,Amo sono organizzate grazie al contributo dell'Ausl Romagna e della Astra Onlus, associazione fondata da medici della U.O. Anestesia e Rianimazione–Cesena, e con il patrocinio dei Comuni di Forlì e Cesena e del Provveditorato agli Studi di Forlì - Cesena. Il prossimo incontro é programmato per il 17 novembre a Ravenna.

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La demenza è una patologia in costante crescita nella popolazione generale ed è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer Disease International, una priorità mondiale di salute pubblica. Un tema dunque di forte attualità e su cui esperti, medici, famigliari dei pazienti e Associazioni, si confronteranno in un importante convegno, organizzato da Ausl Romagna, che si svolgerà per l’intera giornata di mercoledì prossimo, 24 ottobre, presso l’hotel Dante di Cervia (qui tutti i dettagli). “Azienda Usl della Romagna – Piano regionale demenze: stato dell’arte e prospettive”, il titolo dell’iniziativa, maturata ed organizzata nell’ambito degli eventi per la XXV Giornata mondiale dell’Alzheimer e Demenze, e durante la quale si farà il punto della situazione e si analizzeranno possibili scenari futuri.

In Emilia Romagna nel 2017 sono state quasi 25mila le persone visitate per la prima volta nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, 12.246 delle quali (in lieve calo rispetto alle 12.400 dell’anno precedente) hanno ricevuto una diagnosi di demenza, di cui l’Alzheimer costituisce la forma più frequente; circa 80mila le persone con demenza in regione.

Nel territorio dell’Azienda Usl della Romagna risultano essere presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni. Calcolando un'incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell'8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer.

Gli obiettivi del Servizio Sanitario Regionale richiedono alle Aziende USL di dare piena applicazione a quanto previsto dal Piano regionale Demenze e all’implementazione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Locali così come previsto dalle linee di indirizzo nazionali. In particolare le Ausl dovranno garantire un percorso di presa in carico integrata e corretta gestione dei disturbi psicologici e comportamentali associati alle demenze, spesso causa di precoce istituzionalizzazione e/o ospedalizzazione, favorendo l’utilizzo di tutte le risorse dell’assistenza territoriale sanitaria, socio-sanitaria e sociale (come i Medici Medicina Generale, Centri Disturbi Cognitivi e Demenza, Ospedali di Comunità, Nuclei temporanei demenze, Centri Diurni, Assistenza domiciliare, i Caffè Alzheimer, i Centri d’incontro, formazione e sostegno dei caregiver). Molto stretto e proficuo anche il rapporto di collaborazione e confronto con gli Enti Locali.

La Direzione dell’Azienda USL Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza all’interno del contesto aziendale al fine di dare piena attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Demenze.

I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) rappresentano una realtà consolidata nel territorio aziendale, con un’articolazione presso l’ambito di Rimini–Riccione, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo. I CDCD, costituiscono il nucleo organizzativo dove, personale medico, infermieristico, assistenti sociali e psicologhe in possesso di particolari competenze specialistiche, attraverso idonee modalità di valutazioni multidisciplinari e in una logica di team, definiscono il progetto terapeutico assistenziale in condivisione con la persona e i suoi familiari.       

Nella nostra A.USL, alla strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che consente di qualificare ulteriormente il percorso in favore della persona.

Di particolare rilievo risultano essere i molteplici interventi promossi dalle Associazioni di Volontariato del territorio romagnolo che hanno accolto favorevolmente l’esigenza aziendale di poter condividere un percorso di lavoro fortemente integrato al fine di valorizzare le esperienze presenti sui singoli territori ed estenderle su base aziendale. Il lavoro di rete e la capacità di costruire relazioni efficaci promuovono una maggiore capacità di risposta ai bisogni personalizzati dei singoli pazienti.

 

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A seguito di procedura selettiva il dottor Stefano Landi è stato nominato direttore dell’Unità operativa di “Ortopedia e Traumatologia” dell’Ospedale di Rimini. Succede al dottor Giannicola Lucidi che ha raggiunto l’età pensionabile. Il professionista, che ha preso servizio il primo luglio scorso, è stato presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e il direttore medico dei presidi sanitari del Riminese, dottor Romeo Giannei.

Il dottor Landi si è laureato ed ha conseguito la specializzazione in Ortopedia, sempre col massimo dei voti e lode, e sempre all’Università di Bologna. Durante il servizio militare è stato ufficiale medico di complemento. Il professionista ha inoltre avuto esperienze professionali e formative negli Stati Uniti (Texas) e Australia (Melbourne).

Dopo due anni all’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, ha lavorato e ricoperto ruoli di coordinamento presso gli ospedali “Morgagni – Pierantoni” di Forlì (responsabile della traumatologia dell'anziano e del percorso ortogeriatrico, fondamentale per l’erogazione di servizi di qualità, in primis gli interventi sulle fratture degli anziani entro 48 ore dal trauma) e “Bufalini” di Cesena (come responsabile del modulo di Traumatologia, contribuendo a consolidare, insieme alle unità operative di Pronto Soccorso e Anestesia Rianimazione, il percorso del paziente politraumatizzato).

Il dottor Landi ha una casistica operatoria di oltre tremila interventi, di alto livello clinico e principalmente legati alla traumatologia, ma anche alle patologie in elezione e all’oncologia ortopedica di primo livello. Può annoverare numerose pubblicazioni a stampa e la partecipazione, in qualità di relatore a congressi scientifici in tutt’Italia e internazionali.

Il reparto di “Ortopedia e Traumatologia” dell’Ospedale “Infermi” conta 34 letti di degenza ordinaria più 1 di day hospital e tratta circa duemila pazienti anno di cui 1.800 con ricoveri la cui durata media è di 7,7 giorni (i giorni di degenza complessiva annua sono circa undicimila); l’attività di gran lunga prevalente è quella chirurgica e traumatologica. Oltre 1.500 gli interventi chirurgici annui, di cui la metà in urgenza. Si aggiungono comunque prestazioni ambulatoriali e visite per un totale complessivo di oltre cinquemila prestazioni annue per i pazienti del reparto, oltre trentamila per gli esterni e circa diecimila per il pronto soccorso ortopedico, “per un reparto molto spinto sulla traumatologia e l’intervento in urgenza - come evidenziato dal dottor Giannei – altro aspetto importante, l’attenzione dalla chirurgia ortopedica pediatrica anche perché Rimini è sede di un importante polo materno infantile”.

Nella sua introduzione il dottor Busetti ha evidenziato come “la nomina del dottor Landi, professionista giovane ma strutturato e solido, si inserisce nell’impegno complessivo della Direzione di svolgere selezioni per la copertura delle direzioni di struttura complessa: negli ultimi 30 mesi ne sono state effettuate, per tutta l’Ausl Romagna 50, cui se ne aggiungeranno altre 5 di qui a fine anno”.

“Al mio arrivo in questa realtà mi sono sentito molto ben accolto e i rapporti coi colleghi sono molto buoni – ha detto il dottor Landi -. Noi operiamo, oltre che a Rimini anche a Cattolica (in particolare per l’ortopedia sportiva) e a Novafeltria (per la chirurgia della mano). Naturalmente restano ottimi i rapporti coi colleghi di Cesena, dove lavoravo prima e coi quali collaboreremo sempre più strettamente per l’integrazione a favore del paziente. Il percorso ideale per il paziente grande politraumatizzato, ad esempio, è essere stabilizzato poi centralizzato a Cesena, ma nel momento in cui è possibile, per il prosieguo delle cure, anche ortopediche, essere riportato a Rimini per una presa in carico più agevole per lui e la sua famiglia e di alto livello”.      

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La Regione Emilia Romagna ha fortemente promosso la nascita di centri pubblici per il trattamento degli uomini che agiscono violenza contro le donne, collocati nell'ambito dei Consultori Familiari, denominati Liberiamoci dalla Violenza (LDV).

Liberiamoci dalla Violenza (LDV) Romagna  compie un anno e da questo primo anno di attività molte riflessioni possono essere condivise per lavorare in sinergia al cambiamento. Se ne parlerà nel corso del Seminario in programma il 30 novembre a Rimini, al Centro Congressi SGR GAS - Sala Energia (via Chiabrera 34/4).

L'evento è rivolto ai professionisti dell'AUSL della Romagna e dei Servizi Sociali più direttamente coinvolti nei percorsi di supporto all'uscita da comportamenti di violenza, ai volontari e professionisti dei Centri antiviolenza e delle associazioni coinvolte, alle forze dell'ordine ed alle Procure del territorio della Romagna.

Info su iscrizioni e programma nell'opuscolo allegato.

 

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