Articoli filtrati per data: Ottobre 2018

Domenica 21 ottobre, dalle ore 9.30 a Cesena si terrà la “Camminata tra i colori del Savio”, evento di raccolta fondi per sostenere il progetto ARTE IN CORSIA, attività di Art Terapy  presente  in diversi presidi ospedalieri della Romagna.

E’ una camminata non competitiva e solidale, rivolta a tutti coloro che vogliono camminare, correre o praticare il Nordic Walking, lungo un percorso di 8 chilometri, con la collaborazione di Mara Fullin, ex campionessa nazionale di basket e oggi maestro di nordic walking, oltre che allenatrice ,  della Nuova Virtus Cesena.

Il ritrovo per grandi e piccini è alle ore 9.00 presso l’Iper Coop Lungo Savio per il ritiro del kit di partecipazione. La partenza è alle ore 9.30 mentre l’arrivo è previsto alle ore le 11.30, sempre all’Iper Coop, dove ad attendere i bambini  ci sarà il Truccabimbi, mentre agli adulti verrà consegnato un simpatico omaggio.

Per iscriversi rivolgersi a: Associazione Artincounselling: Giorgia 340.0569525; Nuova Virtus Cesena: Mara 335.7257707; Living Sport via G. Marconi 331 Cesena. Sarà possibile effettuare l’iscrizione anche la mattina stessa, presso il desk allestito sul posto di ritrovo, presso l’Ipercoop Lungo Savio.  Per partecipare all’iniziativa è richiesto un contributo di 6 euro, che saranno interamente devoluti all’Associazione Artincouncelling per sostenere l’arte terapia presso i reparti di pediatria, di salute mentale e alcuni hospice dell’Azienda della Romagna.

L’evento è organizzato in partnership da: Associazione Artincounselling, Ausl della Romagna, COOP Alleanza 3.0, Nuova Virtus Cesena e AVIS Comunale di Cesena, con il patrocinio del Comune di Cesena e Centro Commerciale Lungo Savio.

In  caso di maltempo l’iniziativa sarà rinviata a data da destinarsi.

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DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


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L’Azienda USL della Romagna desidera ringraziare pubblicamente i 260 Allievi Agenti della Polizia di Stato del Centro di Addestramento di Cesena che hanno deciso di devolvere al reparto di Pediatria e Terapia Intensiva Pediatrica e Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena la  somma di 1.410 euro, quale ringraziamento alla Città che li ha ospitati in questi otto mesi di attività formativa prima dell’assegnazione ai vari reparti operativi.

La donazione in denaro è stata consegnata al dottor Marcello Stella, direttore del reparto cesenate, nel corso della cerimonia di giuramento che si è tenuta il 16 ottobre al Centro Addestramento Polizia di Stato di Cesena.“Un ringraziamento personale - afferma il dott. Marcello Stella – anche a  nome dell’AUSL Romagna, dei Medici e degli infermieri della U.O di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena, va agli agenti di polizia che hanno contribuito a questa generosa donazione. Il ringraziamento è particolarmente sentito perché oltre ad essere economicamente rilevante ed inaspettato, ha un grande valore sociale. Questi nuovi agenti hanno terminato un percorso di studio, di addestramento e di dedizione personale, in cui la realizzazione del singolo è a favore della comunità. La scienza ha da tempo dimostrato che la salute fisica e mentale di una popolazione si costruisce nei primi anni di vita grazie alle cure ed agli insegnamenti dei familiari ed in generale degli adulti che i bambini osservano quotidianamente in silenzio. L’esempio offerto dai giovani agenti oggi è quanto di più rassicurante, ispirante e protettivo si possa augurare ai “nostri” bambini. Ancora Grazie” .

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Un altro importante riconoscimento per due professionisti dell’Azienda USL della Romagna. Il dottor Luca Ansaloni direttore dell’Unità Operativa Chirurgia Generale e D‘Urgenza dell’ospedale Bufalini di Cesena e il dottor Federico Coccolini, medico chirurgo dello stesso reparto, hanno recentemente ottenuto l'abilitazione scientifica nazionale a professori universitari di prima fascia in Chirurgia generale.

Il dottor Luca Ansaloni, al timone della Chirurgia Generale e d’Urgenza del Bufalini  dal 1 dicembre 2017, si è laureato all’Università di Bologna nel 1989, ha poi conseguito la specializzazione in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso nel 1994. Dal 1990 al 1997 ha operato all'estero, maturando esperienze professionali significative negli ospedali dell’Uganda e del Kenya. Dopo aver conseguito il diploma in Medicina Tropicale ed Igiene presso l’università di Liverpool è tornato in Italia, dove ha lavorato come dirigente medico di Chirurgia generale a Chioggia e a Ravenna e, successivamente è stato per quasi dieci anni Dirigente Medico nell’Unità di Chirurgia Generale,d’Urgenza e dei Trapianti al S. Orsola di Bologna, dove è diventato Direttore di Struttura Semplice di Urgenza Chirurgica. Dal 2010 al 2018 ha coperto la carica di Dirigente Responsabile dell’Unità di Chirurgia I dell’Ospedale di Bergamo. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali (più di 200 indicizzate su PubMed, con H-Index di 36 al 2017), dal 2013 è istruttore del Corso “Advanced Trauma Operative Management” (ATOM). È membro di numerose società scientifiche nazionali ed internazionali: in particolare è stato il presidente della World Society Of Emergency Surgery (WSES) ed è l’attuale presidente della Società Italiana di Fisiopatologia Chirurgica (SIFIPAC).  

“Nei lavori eseguiti in collaborazione – riporta la valutazione della Commissione Universitaria – l’apporto individuale risulta di livello molto significativo, come desumibile dalla posizione sempre preminente  secondo i criteri integrati dalla Commissione”

Il dottor Federico Coccolini, medico chirurgo in carica all’Unità Operativa di Chirurgia Generale e d’Urgenza del Bufalini, si è laureato in Medicina  Chirurgia nel 2007 all’Università di Bologna dove si è poi specializzato in Chirurgia Generale. Dopo alcune esperienze di attività volontaria di chirurgia generale e d’urgenza in Tanzania, inizia la sua attività lavorativa al Sant’Orsola di Bologna, presso l’Unità Operativa Chirurgia Generale, d’Urgenza e dei Trapianti. Negli anni successi lavora all’ospedale Infermi di Rimini, come dirigente medico del reparto di Chirurgia generale e d’urgenza e all’Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove opera fino al 30 novembre 2017. Il dottor Coccolini ha vissuto una importante esperienze professionale anche in Francia, come research fellowship sul trattamento delle patologie oncologiche addominali avanzate presso il Center hospitalier du Lyon Sud. Co-autore di oltre 230 pubblicazione su riviste scientifiche internazionali e libri, è membro dell’editorial board di diverse riviste. E’ responsabile della ricerca della Società Italiana di Fisiopatologia Chirurgica (SIFPAC), research director della World Society of Emergency Surgery e chief-editor della serie di libri: “Hot topics in Acute care Surgery and Trauma”.

“La qualità della produzione scientifica – si legge nel giudizio collegiale della Commissione universitaria - atteso il carattere innovativo e l’originalità della stessa, tale da contribuire in modo significativo al progresso dei tempi di ricerca affrontati, viene giudicata complessivamente elevata in relazione al settore concorsuale”.

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Alla Casa della Salute del Rubicone di Savignano sono in arrivo lavori di ampliamento per realizzare 6 nuovi posti letto per l’Ospedale di Comunità: i posti da 6 saliranno a 12.

L’intervento, presentato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi presso il Comune di Savignano Sul Rubicone, è volto ad aumentare l’offerta della rete dei servizi territoriali e migliorare la presa in carico dei pazienti, prevalentemente anziani, con più patologie o sofferenti per una particolare fragilità sociosanitaria.

I lavori, che inizieranno entro un mese, porteranno dal punto di vista strutturale a una nuova distribuzione degli spazi all’interno della Casa della Salute del Rubicone. L’ala dell’Ospedale di Comunità, attualmente situata al primo piano, sarà ampliata e trasferita al secondo piano dove potrà contare su nuove stanze di degenza con 12 posti letto complessivi. I lavori prevedono anche il rifacimento dei servizi igienici esistenti, l’adattamento degli impianti.
Al primo piano troveranno a loro volta nuova collocazione gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale, attualmente situati al secondo piano della struttura. I lavori prevedono la realizzazione di nuovi ambienti, tra cui anche due distinte sale di attesa per i pazienti dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, la riqualificazione dei spazi esistenti, il rifacimento degli impianti elettrici.I lavori, che si concluderanno all’incirca entro il 2019, con una previsione di spesa di 250.000 euro, si svolgeranno in diverse fasi, non impedendo tuttavia alle attività sanitarie il loro regolare svolgimento.

L’Ospedale di Comunità e la continuità ospedale-territorio
L’Ospedale di Comunità è una struttura di degenza territoriale che accoglie pazienti prevalentemente anziani provenienti da struttura ospedaliera, clinicamente dimissibili ma con condizioni che richiedano una assistenza infermieristica continuativa o programmabile e pazienti fragili e/o cronici provenienti dal domicilio per la presenza di una instabilità clinica, ad esempio la riacutizzazione di  una condizione clinica preesistente o l’insorgenza di un quadro clinico improvviso, oppure necessità di assistenza infermieristica continuativa, non erogabile al domicilio.
La valorizzazione degli Ospedali di Comunità va nella direzione indicata dal nuovo Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia-Romagna che pone al centro il concetto di integrazione nella presa in carico del paziente.

Gli aspetti distintivi della Casa della Salute del Rubicone
L’ampliamento dell’Ospedale di Comunità va ad aumentare l'offerta di servizi già erogati nella Casa della Salute del Rubicone dove complessivamente sono presenti: l’Hospice, i Medici di Medicina Generale associati in Medicina di Gruppo, i Pediatri di Libera Scelta in Pediatria di Gruppo; l’Ambulatorio di Osservazione e Terapia (AOT), garantito tramite una forte integrazione medico-infermieristica; l’Ambulatorio Infermieristico per attività programmate; l’Ambulatorio Infermieristico per la chiamata attiva dei pazienti con patologia cronica; il Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica); il Servizio Infermieristico Domiciliare, il Punto Prelievi, lo Sportello farmaceutico; lo Sportello CUP, l’ufficio assistenza protesica, Assistenti Sociali; la Radiologia, la dialisi (CAL); poliambulatori specialistici e si possono effettuare alcune indagini strumentali. La struttura accoglie inoltre alcune Associazioni di Volontariato.

Nella foto, da sinistra: il Direttore del Distretto Rubicone Francesca Righi, il Sindaco del Comune di Savignano Sul Rubicone e Presidente dell’Unione Rubicone e Mare Filippo Giovannini, il  Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il Presidente del Comitato Distretto Rubicone Luciana Garbuglia, il Direttore dell’Unità Operativa Progettazione e Sviluppo Edilizio dell’Ausl Romagna Enrico Sabatini e il Direttore dell’Unità Operativa Cure Primarie di Forlì-Cesena Riccardo Varliero.

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E' il direttore dell'Urologia dell'Ospedale "Santa Maria delle Crosci", dottor Salvatore Voce, il nuovo presidente nazionale della Siu (Società Italiana di Urologia). E' stato eletto all'unanimità ieri a conclusione del novantunesimo Congresso della Società scientifica, svoltosi a Riccione.
Laureato nel 1980 a Bologna, poi una lunga carriera all’ospedale di Ravenna, fino alla direzione, dal 2012, della Struttura Complessa e, dal 2013, anche la cattedra di Urologia presso l’Università degli Studi di Catania, il dottor Voce resterà come di consueto in carica un anno, con un mandato preciso su tre progetti di lavoro: maggiore integrazione tra le varie associazioni di urologi presenti in Italia, cominciando ad esempio con la organizzazione di meeting comuni e la condivisione dei percorsi formativi dei giovani urologi nonché della stesura di linee guida; promuovere l’utilizzo di alcune nuove tecnologie che per costi, necessità di formazione adeguata ed integrazione ospedaliera sono localizzate solo in alcuni centri della penisola, valorizzare ancora di più il progetto di sensibilizzazione del benessere maschile “Pianeta Uomo”, con una attenzione particolare alle problematiche della sfera sessuale dei giovani.
“Spesso – ha detto il professionista – le società scientifiche si sono contrapposte, sia per la differente appartenenza lavorativa della maggioranza dei soci (università versus ospedalità pubblica e privata) sia per la mission principale, che fosse divulgazione scientifica, formazione, training e altro. Ad oggi è ben diffusa nel territorio nazionale una sempre crescente integrazione tra ospedalità pubblica (che sempre più rientra nella rete formativa delle scuole di specializzazione) ed università e ritengo quindi che questo debba essere il punto di partenza per una crescente collaborazione ed integrazione tra le varie società scientifiche urologiche, cominciando ad esempio con la organizzazione di meeting comuni e la condivisione dei percorsi formativi dei giovani urologi nonché della stesura di linee guida”.
Non poteva, ne doveva, mancare un cenno alle azioni di sensibilizzazione sulla popolazione. “Darò anche un segnale necessario di continuità con i miei predecessori, portando ancora avanti la promozione del progetto di sensibilizzazione del benessere maschile con il nome ‘Pianeta Uomo’. In quest’ottica vorrei dedicare una attenzione particolare alle problematiche della sfera sessuale dei giovani uomini che sono sempre più diffuse nei nostri ambulatori. Quindi attenzione al benessere maschile a tutte le età dall’adolescenza alla senilità. Mi auguro di riuscire a portare a termine tutti questi progetti ambiziosi perché ritengo veramente possano contribuire in maniera efficace al miglioramento della qualità del nostro lavoro e della nostra cura del paziente”.

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Per il quinto anno consecutivo, Italian Resuscitation Council raccoglie l’invito dell’Unione Europea e di European Resuascitation Council a promuovere, sviluppare e realizzare laCampagna di Sensibilizzazione per la Rianimazione Cardiopolmonare.

Il team forlivese di VIVA (Campagna Nazionale di Sensibilizzazione per la Rianimazione Cardiopolmonare), coordinato da Sandra Nocciolini (DIT Forlì) e Debora Bombardi (coordinatore infermieristico Ambulatorio Preoperatorio e Cardiologico), parteciperà, come sempre ad iniziative e a progetti nel corso dell’anno scolastico 2018/2019, che vedranno coinvolte prevalentemente le scuole medie inferiori e superiori.

Negli eventi in programma: nella settimana che va dal 15 al 21 ottobre saranno coinvolte la Scuola Media di Castrocaro e di S. Martino in Strada IC8 e le Scuole superiori, Istituto Tecnico “Saffi-Alberti” ed Istituto Tecnico Economico “Matteucci”.

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Bisogna prima immaginarlo il proprio futuro per sperare che si realizzi. Al Metamuseo storie, confini e comunità, mercoledì 17 ottobre, guidati da esperti di fiabe, racconti e traduzioni per scoprire come queste cambiano il mondo e le nostre vite.Crescere, un gioco da ragazzi? Mercoledì 17 ottobre alle 18,30 al Metamuseo di Palazzo Sassi Masini un dialogo da favola, “fuori dal comune”, con Renata Franca Flamigni (scrittrice), Valeria Grigolato (traduttrice) e prof.ssa Anabela Ferreira (Università di Bologna). Con la partecipazione del Dott. Enrico Valletta, Pediatra e Primario. Ingresso libero. Tra favole e traduzioni, sviluppoe Medical Humanities, un chiacchierata per tutti con tisana e ciambella, a cura del Progetto Quadreria in Pediatria - Ausl Romagna.

Il progetto Metamuseo experience nella sua quarta performance è presentato da Fantariciclando e Metamuseo girovago, con il contributo della Regione Emilia-Romagna - Piano di Azione Ambientale per un futuro sostenibile 2011/2013. Insieme a ER.GO - Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, Progetto Quadreria in Pediatria, Action Line, LUnGi - Liberam Università del Gioco, Centro Italiano Storytelling, Condotta Slow Food di Forlì, Cosascuola Music Academy, Museo Tramonti Guerrino. Con il contributo del Comune di Forlì.

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La rete delle associazioni riminesi ha risposto in modo concreto alla richiesta del reparto di OtorinoLaringoiatria dell’Ospedale Infermi di Rimini: serviva una strumentazione all’avanguardia per diagnosticare o addirittura anticipare una malattia neoplastica  del cavo orale, ed ecco che in poco meno di un anno la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) Sezione di Rimini insieme allo IOR (istituto Oncologico Romagnolo), all’UIMdV (Unione Mutilati della Voce) di Rimini ed all’AOVAM (Associazione Oncologica e del Volontariato Valmarecchia) di Novafeltria e ad altri soggetti del volontariato, ha raccolto la cifra necessaria per l’acquisto del video-endoscopio con tecnologia NBI (per un valore di circa 60.000 euro).

L’apparecchio è stato consegnato al reparto e stamane si è svolta una cerimonia di inaugurazione alla presenza dei rappresentanti delle varie associazioni, nonché del dottor Valerio Fornasari (direttore del reparto) e del dottor Romeo Giannei, direttore medico dei presidi ospedalieri del Riminese.

Il progetto, il cui significativo nome è “Dare voce a Rimini….. con la NBI” è un esempio virtuoso di collaborazione tra associazioni del territorio, Ausl Romagna, medici ed infermieri del reparto, e soprattutto impegno di singoli cittadini ed aziende che hanno permesso di raggiungere questo importante risultato. 

Per quanto riguarda le caratteristiche specifiche dell’apparecchio, si tratta  di un Sistema Videoendoscopico VISERA ELITE II OLYMPUS.  E’ un rinolaringoscopio  flessibile,  integrato da un sistema di registrazione video, salvataggio foto,  ed è lo strumento clinico più accurato per il follow-up dei cancri laringei. Il suo uso  è già iniziato e solo a Rimini potranno essere circa 35.000 soggetti ad usufruirne.

Nota clinica

I tumori delle vie aero-digestive superiori (VADS) interessano i distretti cavo orale faringe ipofaringe laringe, strutture accomunate da prossimità anatomica, da un rivestimento epiteliale di tipo squamoso e dalla suscettibilità ad alcuni fattori di rischio, quali in particolare alcol, fumo ed esposizione a papilloma virus. Nella maggior parte dei casi si tratta di carcinomi squamocellulari (SCC) e la sede più frequentemente colpita è il laringe, particolarmente nei soggetti maschili.

Negli ultimi anni si è affermata a livello internazionale anche in ambito ORL una innovativa metodica video endoscopica che consente un notevole potenziamento nell’identificazione di tumori in fase iniziale e di sviluppo o addirittura di lesioni in fase pre-neoplastica. 

In particolare combinando luci di lunghezza d’onda diversa, l’endoscopia NBI (a banda Stretta di immagine) consente di evidenziare il reticolo vascolare a livello mucoso e sottomucoso identificando le lesioni sospette.  Infatti le cellule tumorali hanno maggior bisogno di nutrimento rispetto a quelle sane e quindi lo sviluppo di una rete di capillari aumentati in numero e disposti secondo pattern anomali rende sospette lesioni che alla sola analisi con luce bianca sarebbero potute sfuggire

Da parte del dottor Fornasari e del dottor Giannei, i sentiti ringraziamenti alle associazioni autrici della donazione. I vari referenti delle associazioni, e in particolare Fabrizio Miserocchi, direttore dello Ior, hanno sottolineato l’importanza di operare insieme per una comune causa ed espresso l’auspicio che, anche in futuro, si possa continuare a lavorare in questo senso.

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