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La demenza è una patologia in costante crescita nella popolazione generale ed è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer Disease International, una priorità mondiale di salute pubblica. Un tema dunque di forte attualità e su cui esperti, medici, famigliari dei pazienti e Associazioni, si confronteranno in un importante convegno, organizzato da Ausl Romagna, che si svolgerà per l’intera giornata di mercoledì prossimo, 24 ottobre, presso l’hotel Dante di Cervia (qui tutti i dettagli). “Azienda Usl della Romagna – Piano regionale demenze: stato dell’arte e prospettive”, il titolo dell’iniziativa, maturata ed organizzata nell’ambito degli eventi per la XXV Giornata mondiale dell’Alzheimer e Demenze, e durante la quale si farà il punto della situazione e si analizzeranno possibili scenari futuri.

In Emilia Romagna nel 2017 sono state quasi 25mila le persone visitate per la prima volta nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, 12.246 delle quali (in lieve calo rispetto alle 12.400 dell’anno precedente) hanno ricevuto una diagnosi di demenza, di cui l’Alzheimer costituisce la forma più frequente; circa 80mila le persone con demenza in regione.

Nel territorio dell’Azienda Usl della Romagna risultano essere presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni. Calcolando un'incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell'8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer.

Gli obiettivi del Servizio Sanitario Regionale richiedono alle Aziende USL di dare piena applicazione a quanto previsto dal Piano regionale Demenze e all’implementazione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Locali così come previsto dalle linee di indirizzo nazionali. In particolare le Ausl dovranno garantire un percorso di presa in carico integrata e corretta gestione dei disturbi psicologici e comportamentali associati alle demenze, spesso causa di precoce istituzionalizzazione e/o ospedalizzazione, favorendo l’utilizzo di tutte le risorse dell’assistenza territoriale sanitaria, socio-sanitaria e sociale (come i Medici Medicina Generale, Centri Disturbi Cognitivi e Demenza, Ospedali di Comunità, Nuclei temporanei demenze, Centri Diurni, Assistenza domiciliare, i Caffè Alzheimer, i Centri d’incontro, formazione e sostegno dei caregiver). Molto stretto e proficuo anche il rapporto di collaborazione e confronto con gli Enti Locali.

La Direzione dell’Azienda USL Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza all’interno del contesto aziendale al fine di dare piena attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Demenze.

I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) rappresentano una realtà consolidata nel territorio aziendale, con un’articolazione presso l’ambito di Rimini–Riccione, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo. I CDCD, costituiscono il nucleo organizzativo dove, personale medico, infermieristico, assistenti sociali e psicologhe in possesso di particolari competenze specialistiche, attraverso idonee modalità di valutazioni multidisciplinari e in una logica di team, definiscono il progetto terapeutico assistenziale in condivisione con la persona e i suoi familiari.       

Nella nostra A.USL, alla strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che consente di qualificare ulteriormente il percorso in favore della persona.

Di particolare rilievo risultano essere i molteplici interventi promossi dalle Associazioni di Volontariato del territorio romagnolo che hanno accolto favorevolmente l’esigenza aziendale di poter condividere un percorso di lavoro fortemente integrato al fine di valorizzare le esperienze presenti sui singoli territori ed estenderle su base aziendale. Il lavoro di rete e la capacità di costruire relazioni efficaci promuovono una maggiore capacità di risposta ai bisogni personalizzati dei singoli pazienti.

 

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A seguito di procedura selettiva il dottor Stefano Landi è stato nominato direttore dell’Unità operativa di “Ortopedia e Traumatologia” dell’Ospedale di Rimini. Succede al dottor Giannicola Lucidi che ha raggiunto l’età pensionabile. Il professionista, che ha preso servizio il primo luglio scorso, è stato presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e il direttore medico dei presidi sanitari del Riminese, dottor Romeo Giannei.

Il dottor Landi si è laureato ed ha conseguito la specializzazione in Ortopedia, sempre col massimo dei voti e lode, e sempre all’Università di Bologna. Durante il servizio militare è stato ufficiale medico di complemento. Il professionista ha inoltre avuto esperienze professionali e formative negli Stati Uniti (Texas) e Australia (Melbourne).

Dopo due anni all’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, ha lavorato e ricoperto ruoli di coordinamento presso gli ospedali “Morgagni – Pierantoni” di Forlì (responsabile della traumatologia dell'anziano e del percorso ortogeriatrico, fondamentale per l’erogazione di servizi di qualità, in primis gli interventi sulle fratture degli anziani entro 48 ore dal trauma) e “Bufalini” di Cesena (come responsabile del modulo di Traumatologia, contribuendo a consolidare, insieme alle unità operative di Pronto Soccorso e Anestesia Rianimazione, il percorso del paziente politraumatizzato).

Il dottor Landi ha una casistica operatoria di oltre tremila interventi, di alto livello clinico e principalmente legati alla traumatologia, ma anche alle patologie in elezione e all’oncologia ortopedica di primo livello. Può annoverare numerose pubblicazioni a stampa e la partecipazione, in qualità di relatore a congressi scientifici in tutt’Italia e internazionali.

Il reparto di “Ortopedia e Traumatologia” dell’Ospedale “Infermi” conta 34 letti di degenza ordinaria più 1 di day hospital e tratta circa duemila pazienti anno di cui 1.800 con ricoveri la cui durata media è di 7,7 giorni (i giorni di degenza complessiva annua sono circa undicimila); l’attività di gran lunga prevalente è quella chirurgica e traumatologica. Oltre 1.500 gli interventi chirurgici annui, di cui la metà in urgenza. Si aggiungono comunque prestazioni ambulatoriali e visite per un totale complessivo di oltre cinquemila prestazioni annue per i pazienti del reparto, oltre trentamila per gli esterni e circa diecimila per il pronto soccorso ortopedico, “per un reparto molto spinto sulla traumatologia e l’intervento in urgenza - come evidenziato dal dottor Giannei – altro aspetto importante, l’attenzione dalla chirurgia ortopedica pediatrica anche perché Rimini è sede di un importante polo materno infantile”.

Nella sua introduzione il dottor Busetti ha evidenziato come “la nomina del dottor Landi, professionista giovane ma strutturato e solido, si inserisce nell’impegno complessivo della Direzione di svolgere selezioni per la copertura delle direzioni di struttura complessa: negli ultimi 30 mesi ne sono state effettuate, per tutta l’Ausl Romagna 50, cui se ne aggiungeranno altre 5 di qui a fine anno”.

“Al mio arrivo in questa realtà mi sono sentito molto ben accolto e i rapporti coi colleghi sono molto buoni – ha detto il dottor Landi -. Noi operiamo, oltre che a Rimini anche a Cattolica (in particolare per l’ortopedia sportiva) e a Novafeltria (per la chirurgia della mano). Naturalmente restano ottimi i rapporti coi colleghi di Cesena, dove lavoravo prima e coi quali collaboreremo sempre più strettamente per l’integrazione a favore del paziente. Il percorso ideale per il paziente grande politraumatizzato, ad esempio, è essere stabilizzato poi centralizzato a Cesena, ma nel momento in cui è possibile, per il prosieguo delle cure, anche ortopediche, essere riportato a Rimini per una presa in carico più agevole per lui e la sua famiglia e di alto livello”.      

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La Regione Emilia Romagna ha fortemente promosso la nascita di centri pubblici per il trattamento degli uomini che agiscono violenza contro le donne, collocati nell'ambito dei Consultori Familiari, denominati Liberiamoci dalla Violenza (LDV).

Liberiamoci dalla Violenza (LDV) Romagna  compie un anno e da questo primo anno di attività molte riflessioni possono essere condivise per lavorare in sinergia al cambiamento. Se ne parlerà nel corso del Seminario in programma il 30 novembre a Rimini, al Centro Congressi SGR GAS - Sala Energia (via Chiabrera 34/4).

L'evento è rivolto ai professionisti dell'AUSL della Romagna e dei Servizi Sociali più direttamente coinvolti nei percorsi di supporto all'uscita da comportamenti di violenza, ai volontari e professionisti dei Centri antiviolenza e delle associazioni coinvolte, alle forze dell'ordine ed alle Procure del territorio della Romagna.

Info su iscrizioni e programma nell'opuscolo allegato.

 

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Domenica 21 ottobre, dalle ore 9.30 a Cesena si terrà la “Camminata tra i colori del Savio”, evento di raccolta fondi per sostenere il progetto ARTE IN CORSIA, attività di Art Terapy  presente  in diversi presidi ospedalieri della Romagna.

E’ una camminata non competitiva e solidale, rivolta a tutti coloro che vogliono camminare, correre o praticare il Nordic Walking, lungo un percorso di 8 chilometri, con la collaborazione di Mara Fullin, ex campionessa nazionale di basket e oggi maestro di nordic walking, oltre che allenatrice ,  della Nuova Virtus Cesena.

Il ritrovo per grandi e piccini è alle ore 9.00 presso l’Iper Coop Lungo Savio per il ritiro del kit di partecipazione. La partenza è alle ore 9.30 mentre l’arrivo è previsto alle ore le 11.30, sempre all’Iper Coop, dove ad attendere i bambini  ci sarà il Truccabimbi, mentre agli adulti verrà consegnato un simpatico omaggio.

Per iscriversi rivolgersi a: Associazione Artincounselling: Giorgia 340.0569525; Nuova Virtus Cesena: Mara 335.7257707; Living Sport via G. Marconi 331 Cesena. Sarà possibile effettuare l’iscrizione anche la mattina stessa, presso il desk allestito sul posto di ritrovo, presso l’Ipercoop Lungo Savio.  Per partecipare all’iniziativa è richiesto un contributo di 6 euro, che saranno interamente devoluti all’Associazione Artincouncelling per sostenere l’arte terapia presso i reparti di pediatria, di salute mentale e alcuni hospice dell’Azienda della Romagna.

L’evento è organizzato in partnership da: Associazione Artincounselling, Ausl della Romagna, COOP Alleanza 3.0, Nuova Virtus Cesena e AVIS Comunale di Cesena, con il patrocinio del Comune di Cesena e Centro Commerciale Lungo Savio.

In  caso di maltempo l’iniziativa sarà rinviata a data da destinarsi.

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DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


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C'erano tutti gli studenti delle classi quinte del Liceo Classico "G.B.Morgagni", centinaia di ragazzi e ragazze, alla presentazione del volume su Giovan Battista Morgagni, dal titolo "Morgagni e Forlì",svoltasi oggi alla Sala Icaro, in viale Roma e organizzata dalla direzione scolastica.
Il volume, edizioni Grafikamente, è stato pubblicato a maggio 2018, è a cura di Giancarlo Cerasoli e del gruppo Ausl Romagna Cultura ed ha ricevuto il contributo di Formula Servizi ed Estados Cafè e la collaborazione dell'Istituto Oncologico Romagnolo


Il volume

Il progetto è nato da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, nell’ambito del progetto di valorizzazione del patologo forlivese Giovan Battista Morgagni.La narrazione si svolge attraverso sette saggi, tutti ampiamente illustrati:  Franco Zaghini offre un panorama della situazione politica, economica e sociale della Forlì del secolo XVIII;  Giancarlo Cerasoli (gruppo Ausl Cultura) passa al setaccio le autobiografie e le biografie di Morgagni, individuandone i punti nei quali sono raccontate le vicende forlivesi del protagonista;  Enrica Micelli e un gruppo di studentesse del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì ricavano informazioni utili a meglio delineare la personalità del medico dalla lettura dei suoi testamenti e di alcune lettere da lui inviate al suo procuratore forlivese Giovan Gualberto Pantoli; Antonella Imolesi Pozzi presenta un vasto corpus, in gran parte inedito, di opere (quadri, statue, stampe, medaglie) conservate a Forlì, che riguardano l’iconografia del medico forlivese; Anna Rosa Bambi, rifacendosi al "Libro di casa Morgagni", ricostruisce le complesse vicende dell’origine “mercantile” di quella famiglia,ripercorrendo le trame commerciali e quelle politiche, culminate con l’attribuzione del seggio del consiglio cittadino; Paola Palmiotto compie una documentata analisi sui modi attraverso i quali la città natale volle ricordare Giambattista nel corso dei secoli; Gianluca Braschi svela il lavoro di documentazione che servì all’anatomista forlivese per scrivere le Epistole Aemiliane, nelle quali prese in esame la storia di parte del territorio della Romagna e dell’Emilia.Completano il libro due importanti contributi, che riguardano la docufiction su Morgagni girata di recente dal regista Cristiano Barbarossa. Nel primo il regista racconta la trama dell’opera e nel secondo Leonardo Michelini illustra le splendide immagini da lui scattate durante le riprese cinematografiche.

"La presentazione  è iniziata con il saluto del dirigente scolastico Marco Molinelli, cui è seguita la mia introduzione- spiega la professoressa Enrica Micelli, docente di latino e greco al Liceo Classico di Forlì - Abbiamo quindi trasmesso il trailer della docufiction su Giovan Battista Morgagni, cui è seguito l'interessantissimo intervento del curatore del libro, dottor Giancarlo Cerasoli, del gruppo Ausl Romagna Cultura. Infine sono intervenute, per illustrare il loro contributo al volume, Costanza Ragazzini, Sofia Casadei Monti. Erano presenti anche le altre studentesse che hanno partecipato al progetto del volume, Elena Chiarini, Clarissa Nocella  e Silvia Muscolino."

Il contributo degli studenti e delle studentesse del Liceo Classico al "progetto" Morgagni non si è limitato all' importante collaborazione al volume, ma si è esteso alla partecipazione alla docufiction sul noto patologo forlivese e alla collaborazione al  sito www.morgagnipatologo.it, insieme agli studenti del Liceo Scientifico di Forlì.

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L’Azienda USL della Romagna desidera ringraziare pubblicamente i 260 Allievi Agenti della Polizia di Stato del Centro di Addestramento di Cesena che hanno deciso di devolvere al reparto di Pediatria e Terapia Intensiva Pediatrica e Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena la  somma di 1.410 euro, quale ringraziamento alla Città che li ha ospitati in questi otto mesi di attività formativa prima dell’assegnazione ai vari reparti operativi.

La donazione in denaro è stata consegnata al dottor Marcello Stella, direttore del reparto cesenate, nel corso della cerimonia di giuramento che si è tenuta il 16 ottobre al Centro Addestramento Polizia di Stato di Cesena.“Un ringraziamento personale - afferma il dott. Marcello Stella – anche a  nome dell’AUSL Romagna, dei Medici e degli infermieri della U.O di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena, va agli agenti di polizia che hanno contribuito a questa generosa donazione. Il ringraziamento è particolarmente sentito perché oltre ad essere economicamente rilevante ed inaspettato, ha un grande valore sociale. Questi nuovi agenti hanno terminato un percorso di studio, di addestramento e di dedizione personale, in cui la realizzazione del singolo è a favore della comunità. La scienza ha da tempo dimostrato che la salute fisica e mentale di una popolazione si costruisce nei primi anni di vita grazie alle cure ed agli insegnamenti dei familiari ed in generale degli adulti che i bambini osservano quotidianamente in silenzio. L’esempio offerto dai giovani agenti oggi è quanto di più rassicurante, ispirante e protettivo si possa augurare ai “nostri” bambini. Ancora Grazie” .

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Un altro importante riconoscimento per due professionisti dell’Azienda USL della Romagna. Il dottor Luca Ansaloni direttore dell’Unità Operativa Chirurgia Generale e D‘Urgenza dell’ospedale Bufalini di Cesena e il dottor Federico Coccolini, medico chirurgo dello stesso reparto, hanno recentemente ottenuto l'abilitazione scientifica nazionale a professori universitari di prima fascia in Chirurgia generale.

Il dottor Luca Ansaloni, al timone della Chirurgia Generale e d’Urgenza del Bufalini  dal 1 dicembre 2017, si è laureato all’Università di Bologna nel 1989, ha poi conseguito la specializzazione in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso nel 1994. Dal 1990 al 1997 ha operato all'estero, maturando esperienze professionali significative negli ospedali dell’Uganda e del Kenya. Dopo aver conseguito il diploma in Medicina Tropicale ed Igiene presso l’università di Liverpool è tornato in Italia, dove ha lavorato come dirigente medico di Chirurgia generale a Chioggia e a Ravenna e, successivamente è stato per quasi dieci anni Dirigente Medico nell’Unità di Chirurgia Generale,d’Urgenza e dei Trapianti al S. Orsola di Bologna, dove è diventato Direttore di Struttura Semplice di Urgenza Chirurgica. Dal 2010 al 2018 ha coperto la carica di Dirigente Responsabile dell’Unità di Chirurgia I dell’Ospedale di Bergamo. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali (più di 200 indicizzate su PubMed, con H-Index di 36 al 2017), dal 2013 è istruttore del Corso “Advanced Trauma Operative Management” (ATOM). È membro di numerose società scientifiche nazionali ed internazionali: in particolare è stato il presidente della World Society Of Emergency Surgery (WSES) ed è l’attuale presidente della Società Italiana di Fisiopatologia Chirurgica (SIFIPAC).  

“Nei lavori eseguiti in collaborazione – riporta la valutazione della Commissione Universitaria – l’apporto individuale risulta di livello molto significativo, come desumibile dalla posizione sempre preminente  secondo i criteri integrati dalla Commissione”

Il dottor Federico Coccolini, medico chirurgo in carica all’Unità Operativa di Chirurgia Generale e d’Urgenza del Bufalini, si è laureato in Medicina  Chirurgia nel 2007 all’Università di Bologna dove si è poi specializzato in Chirurgia Generale. Dopo alcune esperienze di attività volontaria di chirurgia generale e d’urgenza in Tanzania, inizia la sua attività lavorativa al Sant’Orsola di Bologna, presso l’Unità Operativa Chirurgia Generale, d’Urgenza e dei Trapianti. Negli anni successi lavora all’ospedale Infermi di Rimini, come dirigente medico del reparto di Chirurgia generale e d’urgenza e all’Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove opera fino al 30 novembre 2017. Il dottor Coccolini ha vissuto una importante esperienze professionale anche in Francia, come research fellowship sul trattamento delle patologie oncologiche addominali avanzate presso il Center hospitalier du Lyon Sud. Co-autore di oltre 230 pubblicazione su riviste scientifiche internazionali e libri, è membro dell’editorial board di diverse riviste. E’ responsabile della ricerca della Società Italiana di Fisiopatologia Chirurgica (SIFPAC), research director della World Society of Emergency Surgery e chief-editor della serie di libri: “Hot topics in Acute care Surgery and Trauma”.

“La qualità della produzione scientifica – si legge nel giudizio collegiale della Commissione universitaria - atteso il carattere innovativo e l’originalità della stessa, tale da contribuire in modo significativo al progresso dei tempi di ricerca affrontati, viene giudicata complessivamente elevata in relazione al settore concorsuale”.

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Alla Casa della Salute del Rubicone di Savignano sono in arrivo lavori di ampliamento per realizzare 6 nuovi posti letto per l’Ospedale di Comunità: i posti da 6 saliranno a 12.

L’intervento, presentato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi presso il Comune di Savignano Sul Rubicone, è volto ad aumentare l’offerta della rete dei servizi territoriali e migliorare la presa in carico dei pazienti, prevalentemente anziani, con più patologie o sofferenti per una particolare fragilità sociosanitaria.

I lavori, che inizieranno entro un mese, porteranno dal punto di vista strutturale a una nuova distribuzione degli spazi all’interno della Casa della Salute del Rubicone. L’ala dell’Ospedale di Comunità, attualmente situata al primo piano, sarà ampliata e trasferita al secondo piano dove potrà contare su nuove stanze di degenza con 12 posti letto complessivi. I lavori prevedono anche il rifacimento dei servizi igienici esistenti, l’adattamento degli impianti.
Al primo piano troveranno a loro volta nuova collocazione gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale, attualmente situati al secondo piano della struttura. I lavori prevedono la realizzazione di nuovi ambienti, tra cui anche due distinte sale di attesa per i pazienti dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, la riqualificazione dei spazi esistenti, il rifacimento degli impianti elettrici.I lavori, che si concluderanno all’incirca entro il 2019, con una previsione di spesa di 250.000 euro, si svolgeranno in diverse fasi, non impedendo tuttavia alle attività sanitarie il loro regolare svolgimento.

L’Ospedale di Comunità e la continuità ospedale-territorio
L’Ospedale di Comunità è una struttura di degenza territoriale che accoglie pazienti prevalentemente anziani provenienti da struttura ospedaliera, clinicamente dimissibili ma con condizioni che richiedano una assistenza infermieristica continuativa o programmabile e pazienti fragili e/o cronici provenienti dal domicilio per la presenza di una instabilità clinica, ad esempio la riacutizzazione di  una condizione clinica preesistente o l’insorgenza di un quadro clinico improvviso, oppure necessità di assistenza infermieristica continuativa, non erogabile al domicilio.
La valorizzazione degli Ospedali di Comunità va nella direzione indicata dal nuovo Piano Sociale e Sanitario della Regione Emilia-Romagna che pone al centro il concetto di integrazione nella presa in carico del paziente.

Gli aspetti distintivi della Casa della Salute del Rubicone
L’ampliamento dell’Ospedale di Comunità va ad aumentare l'offerta di servizi già erogati nella Casa della Salute del Rubicone dove complessivamente sono presenti: l’Hospice, i Medici di Medicina Generale associati in Medicina di Gruppo, i Pediatri di Libera Scelta in Pediatria di Gruppo; l’Ambulatorio di Osservazione e Terapia (AOT), garantito tramite una forte integrazione medico-infermieristica; l’Ambulatorio Infermieristico per attività programmate; l’Ambulatorio Infermieristico per la chiamata attiva dei pazienti con patologia cronica; il Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica); il Servizio Infermieristico Domiciliare, il Punto Prelievi, lo Sportello farmaceutico; lo Sportello CUP, l’ufficio assistenza protesica, Assistenti Sociali; la Radiologia, la dialisi (CAL); poliambulatori specialistici e si possono effettuare alcune indagini strumentali. La struttura accoglie inoltre alcune Associazioni di Volontariato.

Nella foto, da sinistra: il Direttore del Distretto Rubicone Francesca Righi, il Sindaco del Comune di Savignano Sul Rubicone e Presidente dell’Unione Rubicone e Mare Filippo Giovannini, il  Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il Presidente del Comitato Distretto Rubicone Luciana Garbuglia, il Direttore dell’Unità Operativa Progettazione e Sviluppo Edilizio dell’Ausl Romagna Enrico Sabatini e il Direttore dell’Unità Operativa Cure Primarie di Forlì-Cesena Riccardo Varliero.

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