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Coloro che non sono più giovanissimi ricorderanno un servizio del tg degli anni ’80 in cui uno dei primi trapiantati di cuore italiani raccontava di aver fatto, seppure in maniera non competitiva e affiancato dal suo medico, anche lui appassionato  di podistica, la Maratona di New York. Al di là di un caso diventato famoso, è sicuro che anche chi ha avuto un trapianto di organo può (e anzi dovrebbe) fare attività fisica, in maniera controllata.

E proprio di questo importante argomento si parlerà nell’ambito di un convegno organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e previsto per sabato prossimo, 10 novembre, presso l’hotel Ambasciatori di Rimini. “Attività fisica come terapia per i pazienti trapiantati: il punto a 10 anni dall’inizio del progetto ‘Trapianto… e adesso sport’” il titolo dell’evento che verrà moderato dal dottor Alessandro Nanni Costa, direttore del Cento Nazionale Trapianti. Tutti di altissimo livello i relatori, tra cui il dottor Giovanni Mosconi (responsabile nazionale del progetto “Trapianto… e adesso sport” e direttore dell’Unità operativa di Nefrologia di Forlì e Cesena dell’Ausl Romagna) e, sempre per l’Ausl Romagna, il dottor Gianluigi Sella. Inoltre le infermiere Loredana Succi e Daniela Fadda parleranno dell’esperienza maturata nei pazienti seguiti presso gli ambulatori nefrologici rispettivamente di Cesena e Forlì, mentre Roberta Amici illustrerà il coordinamento delle indagini nei pazienti trapiantati presso la Medicina dello Sport di Ravenna.

“Si tratta di un incontro molto prestigioso e sono contento che si svolga in Romagna – commenta il dottor Mosconi –. Da 10 anni stiamo lavorando sul tema dell’attività fisica per le persone trapiantate ed è il momento di confrontarci su tutti gli aspetti più rilevanti di questo argomento, soprattutto ad un livello così alto come quello che i relatori che verranno a Rimini consentiranno. Sono convinto che da questo incontro emergeranno anche importanti prospettive di lavoro futuro”.

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Il 13 e 14 dicembre a Roma si terrà il Corso teorico-pratico “La citologia agoaspirativa nella gestione del nodulo tiroideo” organizzato dalla Società Italiana di Citologia S.I.C.i con il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Biologi. A far parte del Comitato Scientifico del Corso la dottoressa Livia Bernardi (Anatomia Patologica di Rimini) che parteciperà anche in veste di relatore e Tutor insieme al dottor Tommaso Bizzarro (Anatomia Patologica di Rimini) e al dottor Luca Saragoni (Anatomia Patologica di Forlì).   

L’esame citologico mediante agoaspirazione rappresenta, attualmente, il miglior test nella diagnostica del nodulo tiroideo. Sebbene caratterizzata da elevata sensibilità, questa metodica è spesso limitata da campionamenti inadeguati e da diagnosi indeterminate. Obiettivo del Corso è aggiornare sui parametri clinici e morfologici alla luce delle più recenti Linee guida e classificazioni nazionali e internazionali. Il Corso si propone inoltre di fornire informazioni sulla possibilità di associare l’analisi molecolare alla citologia tiroidea, al fine di migliorarne la performance diagnostica e ridurre il rischio di interventi inappropriati. I partecipanti avranno a disposizione un microscopio individuale per l’osservazione dei preparati citologici selezionati dai tutor. Seguirà la discussione interattiva, con i docenti, dei casi di maggiore difficoltà interpretativa e di refertazione.

Per maggiori informazioni sul programma completo del Corso:

http://www.citologia.org/documenti/eventi_sici/Progr_TIROIDE_dic_2018.pdf

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Proseguono le iscrizioni al corso sperimentale “Life Skill Education: apprendere competenze per invecchiare bene”, condotto da Manuela Zambianchi dell’Università di Bologna nell’ambito della ricerca sull’invecchiamento attivo e sulle possibilità di contrastare il declino derivato dall’età. Gli incontri si terranno da venerdì 16 novembre alle 14 nella sala del Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo.

Per partecipare è necessario iscriversi entro sabato 10 novembre presso gli uffici Urp dei Comuni dell’Unione della Bassa Romagna, oppure presso la portineria della Casa della salute di Bagnacavallo. L’iniziativa, promossa dal Servizio sociale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, in collaborazione con l’Ausl della Romagna e l’Associazione Alzheimer di Lugo, è riservata agli ultra sessantacinquenni e finalizzata al potenziamento di alcune competenze, come il pensiero critico e la capacità decisionale, per sostenere e contrastare il declino dell’abilità determinate dall'invecchiamento e favorire nell’anziano il mantenimento dell’autonomia personale e promuoverne il benessere globale e l’autostima

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Grazie alla prontezza della propria compagna e all’attivazione immediata ed appropriata della “catena del soccorso”, un paziente marchigiano che nei giorni scorsi è stato colto da ictus in treno è stato sottoposto in tempi rapidissimi alle cure del caso, grazie alle quali ha avuto una ripresa totale e completa delle proprie facoltà. Il fattore tempo, e dunque il riconoscimento dei sintomi e il rapido intervento, in questa patologia sono infatti fondamentali.

I fatti. Il paziente, 43 anni d’età, viaggiava in treno in direzione di Bologna. Poco prima della stazione di Rimini ha iniziato ad avere alcuni dei sintomi tipici dell’ictus che sono: difficoltà a parlare e a muoversi e bocca storta, un lato del corpo più debole, difficoltà visiva e di equilibrio, un dolore alla testa intenso e insolito.

Proprio i sintomi che la compagna, che viaggiava col paziente, ha subito colto: “Rispondeva alle mie domande in modo poco chiaro, non era lucido, e aveva difficoltà da una parte del corpo – racconta la signora – ho immaginato che ci fosse qualcosa di grave che non andava, così ho chiesto aiuto agli altri passeggeri e al capotreno”. Contestualmente è stato chiamato il 118 che ha inviato un’ambulanza alla stazione di Rimini dove il treno si è fermato, ed è scattato il protocollo per i sospetti casi di ictus. Il paziente è stato accompagnato al Pronto soccorso dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, diretto dalla dottoressa Tiziana Perin, e sottoposto a consulenza neurologica, TC ed AngioTC, dalle quali è emersa l’occlusione dell’arteria cerebrale media di destra e dissecazione della carotide interna nel tratto cervicale.

I medici hanno subito effettuato un primo trattamento trombolitico endovenoso, vale a dire l’iniezione di un farmaco per sciogliere l’occlusione, e contestualmente hanno contattato e trasmesso il quadro clinico in telemedicina ai colleghi della Neuroradiologia dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena, diretta dalla dottoressa Maria Ruggiero, centro di secondo livello vocato al trattamento endovascolare dell’ictus per i territori del Cesenate, Forlivese e Riminese. Giunto a Cesena, il paziente è stato sottoposto a trombectomia meccanica endovascolare cerebrale, cioè alla completa riapertura dell’arteria attraverso cateteri vascolari. Il paziente è stato poi ricoverato nella Stroke Unit di secondo livello a Cesena, nell’ambito della Neurologia diretta dal dottor Walter Neri.

Il fattore tempo e la perfetta sincronia e integrazione di tutti gli interventi e delle articolazioni aziendali coinvolte hanno fatto sì che il paziente si sia ripreso completamente e senza conseguenze, come il successivo esame neurologico completo ha evidenziato. I postumi dell’ictus possono essere, invece, estremamente invalidanti.

“Mi sento abbastanza bene – racconta il paziente – e soprattutto mi sento protetto. Sono stato preso in carico e curato molto bene. Per di più – aggiunge – non è la prima volta che l’Emilia Romagna mi salva la vita: quando ero bambino ho avuto un altro problema fisico importante per il quale sono stato curato e con successo, sempre all’Ospedale ‘Bufalini’ di Cesena”.

In Romagna, ogni anno, si registrano circa 2.100 ictus ischemici. Di questi l’80 per cento rappresenta un primo episodio, il 20 per cento una recidivia. Non per tutti i pazienti è possibile effettuare i trattamenti descritti e con la medesima efficacia, in rapporto alle condizioni cliniche e alle caratteristiche dell'ictus. Nel corso del 2018 presso l’Ospedale di Cesena ne sono stati effettuati 114.

Circa il 30 per cento dei pazienti con ictus si reca in Pronto Soccorso con mezzi propri, senza attivare il 118, con un conseguente allungamento dei tempi di intervento da parte dei sanitari. Il messaggio fondamentale, come ribadiscono le dottoresse Ruggiero e Perin, è che, invece, non appena si presentano sospetti sintomi di ictus, bisogna chiamare subito il 118 perchè può significare evitare la morte e ridurre gli esiti invalidanti dell'ictus. E’ dunque importante per tutti conoscere i sintomi e agire di conseguenza, tant’è vero che la Regione Emilia Romagna ha, proprio nei giorni scorsi, lanciato un’apposita campagna attraverso un video col noto comico romagnolo Giacobazzi: al seguente link il video stesso e tutti i dettagli della campagna:

La campagna regionale di sensibilizzazione per il riconoscimento precoce e tempestivo dei sintomi dell’ictus cerebrale

 

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UniCIBO

Storia di cibo tra Paleolitico e Neolitico

Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” (Forlimpopoli)

Una mostra a cura di Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli e Mirko Traversari

 

Sabato 17 novembre 2018 alle ore 17.00 nella suggestiva cornice del Teatro “Giuseppe Verdi” si terrà l’inaugurazione della mostra allestita al Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini”.

 

Mangiare è vitale, è conviviale, è buono, è bello. Dalla necessità alla sublimazione - la storia dell’uomo e della sua alimentazione attraverso una documentazione insolita: ossa, denti, semi e piante. L’uomo circa 10.000 anni fa attua la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Cambia radicalmente il suo rapporto con l’ambiente, con gli animali, con le piante, con i suoi simili, cambia radicalmente la sua visione del mondo. Tutti noi (o quasi) oggi siamo eredi di quei cambiamenti. Da lì siamo partiti per arrivare oggi alle nuove transizioni tecnologiche.

Ci sono cibi antichi e cibi moderni, cibi consueti e cibi insoliti, cibi consentiti e cibi proibiti, cibi sani e cibi dannosi alla salute, cibi semplici e cibi trasformati, ma tutti ricavati da piante, semi, radici, tuberi, terra, piccoli e grandi animali, uomini!....anche uomini. L’antropofagia ha attraversato tutta la storia dell’uomo per fame, per odio, per amore, per caso, per celebrare momenti speciali e importanti…

La mostra, allestita presso il Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli, si colloca nell’ambito istituzionale del 2018 quale Anno del Cibo italiano, sancito dal MIBAC con formale direttiva. L’esposizione illustra come si può ricostruire la dieta nelle popolazioni del passato attraverso l’esposizione di pezzi originali e di pannelli esplicativi, soffermandosi sui metodi e sui cambiamenti alimentari con particolare attenzione alle fasi di transizione. Quanto esposto è frutto delle attività di ricerca svolte in questo ambito dal Laboratorio di Bioarcheologia e osteologia forense dell’Università degli Studi di Bologna e sarà visitabile dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019.

 

Mostra promossa da

Comune di Forlimpopoli

MAF - Museo Archeologico Civico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”

SMA-Sistema Museale di Ateneo dell’Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna – Collezioni di Antropologia

 

A cura di

Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli, Mirko Traversari

 

Con il Patrocinio di

MiBAC-Ministero per i Beni e le Attività Culturali 2018-Anno del Cibo Italiano

 

Con la collaborazione di

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Bologna

Dipartimento dei Beni Culturali-Campus di Ravenna dell’Università degli Studi di Bologna

Centro Studi Farinelli

AUSL della Romagna

Istituto Alberghiero di Forlimpopoli “Pellegrino Artusi”

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

Sponsor tecnico

Formula Servizi per la Cultura

 

Comunicazione

Tiziana Rambelli (AUSL Romagna – Gruppo Cultura)

 

Periodo di apertura

dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019

 

Presentazione

Teatro “Giuseppe Verdi” di Forlimpopoli, sabato 17 novembre 2018, ore 17.00

 

Inaugurazione

MAF-Museo Archeologico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”, sabato 17 novembre 2018, ore 18.00

 

Orari di apertura del Museo

Venerdì 9.00-13.00

Sabato e Domenica 10.00-13.00; 15.30-18.30

 

Mercoledì e Giovedì aperture su richiesta 9.00-13.00

 

Visite guidate (su prenotazione) a cura di

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

INFO e PRENOTAZIONI

www.maforlimpopoli.it

tel. 0543.748071

email: info@maforlimpopoli.it

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Il professore Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa - Collo dell’Ausl Romagna e il dottor Andrea De Vito, chirurgo presso l’Unità Operativa ORL dell’ Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, hanno ottenuto l’idoneità all’abilitazione scientifica nazionale, il primo come professore ordinario e il secondo come professore ordinario e associato .

Il professor Vicini aveva già ottenuto in precedenza l’abilitazione a professore associato e corona, con questo ulteriore riconoscimento, la sua importante carriera internazionale, scientifica e clinica nel settore otorinolaringoiatrico.

Laureato e perfezionato in Medicina e Chirurgia presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento dell’ Università di Pisa ( branca della Scuola Normale Superiore dove afferiscono le scienze applicate), il professor Vicini, Professore Associato presso l'Università di Ferrara, si è specializzato in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale presso la stessa Università, in Neurologia presso l'Università di Ferrara e in Audiologia presso Università di Firenze.

Attualmente è direttore del Dipartimento Testa - Collo dell’ AUSL Romagna, e Primario presso le Unità Operative di ORL di Forlì-Faenza e Ravenna. Attuale Presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO), già presidente dellla Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani, è anche membro del Florida Hospital Nicholson Center FHNC Global Faculty Board, istruttore Intuitive Europa per TORS (Chirurgia Robotica), Probo Viro nell’ Associazione Italiana medicina del Sonno (AIMS) ed Esperto AIMS Medicina del Sonno.

Il prof. Vicini ha realizzato 152 pubblicazioni scientifiche, 8 Monografie, 29 Videotapes, 43 Letture Internazionali, 123 relazioni Ufficiali, 118 Comunicazioni a Congressi nazionali e Internazionali, 2 CD interattivi didattici, 1 web Site, 2 Premi Scientifici,32 manifestazioni scientifiche organizzate personalmente, 4 Segreterie Scientifiche. E' stato 28 volte Chairman in Congressi nazionali e Internazionali di chirurgia del russamento e delle apnee (Roncochirurgia).

Nel maggio 2019 organizzerà al Palacongressi di Rimini il 106° Congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria, che porterà in Romagna oltre 2500 tra corsisti ed accompagnatori.

 

Il dottor Andrea De Vito, laureatosi in Medicina e specializzatosi in Otorinolaringoiatria presso l’Università degli Studi di Pisa, ha al suo attivo più di 6.500 procedure chirurgiche come primo operatore, soprattutto chirurgica oncologica, laser CO2, otochirurgia e chirurgia dei disturbi respiratori in sonno. Ha realizzato 65 pubblicazioni su riviste nazionali e, soprattutto, internazionali. ha partecipato come relatore, tutor e moderatore a più di 100 congressi e, come membro, a due commissioni d'esame per PhD alla Università di Anversa.

Ha conseguito l’ abilitazione scientifica soprattutto per le pubblicazioni inerenti la fisiopatologia, la diagnosi e la terapia dei disturbi respiratori nel sonno (OSAS) e si è occupato, in particolare, della standardizzazione dell’ ndoscopia in sedazione (è coordinatore del gruppo europeo sulla standardizzazione della metodica, con la pubblicazione del position paper europeo nel 2014  e nel 2018). Consigliere della Società italiana di Otorinolaringoiatria, ha recentemente pubblicato un volume sul cancro della laringe dal titolo " Laryngeal cancer", edito da Nova Science Publishers di New York.

 

Questi ulteriori importanti riconoscimenti all'esperienza clinica, ma anche all’importante attivita' di ricerca scientifica dei medici, si aggiungono al recente conseguimento dell'abilitazione scientifica universitaria nazionale per i professori Filippo Montevecchi e Giuseppe Meccariello, sempre dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria di Forlì.

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Torna anche quest’anno “Menopausa a tutta salute”, il ciclo di incontri gratuiti promossi dal Consultorio Familiare insieme al Coordinamento Donne Pensionate SPI-CGIL Cesena per informare le donne sugli aspetti fisiologici e psicologici della menopausa.

Due i corsi previsti: a Cesena, presso il Consultorio Familiare di Piazza Anna Magnani 147 – 1 piano, il 7 novembre, il 14 novembre , il 22 novembre e il 30 novembre, dalle ore 16 alle 18; a Savignano Sul Rubicone, presso il Consultorio Familiare di Via F. Bandiera 15 – 1 piano, l’8 novembre, il 15 novembre, il 21 novembre e il 28 novembre, sempre dalle ore 16 alle 18.

Ciascun corso si articola in quattro incontri di gruppo gratuiti a numero chiuso (massimo 20 persone) con diversi specialisti dell’Ausl e si avvale della presenza di una ostetrica che in qualità di tutor accompagnerà le signore a tutti gli incontri.  Obiettivo del progetto è favorire la comunicazione diretta con professionisti esperti (Medico di Medicina Generale, Ginecologo, Psicologo) a cui le donne possono liberamente porre domande ed approfondire le tematiche più frequenti. Tale modalità permette, infatti, di ricevere informazioni, scientificamente valide, direttamente dagli esperti ed offre la possibilità di socializzare e condividere alcune esperienze e problematiche.

Per partecipare al corso è necessaria una iscrizione gratuita da effettuarsi personalmente o telefonicamente presso il Punto Informativo della Sede del Consultorio Familiare di Cesena - Piazza A. Magnani 147, tutte le mattine, dal lunedì al venerdì (tel. 0547-394200).

Passaggio naturale della vita della donna, la menopausa non è sinonimo di malattia ma di un cambiamento naturale dell’assetto ormonale che non porta necessariamente a problemi.  Mentre l’età media di ingresso nella menopausa si è mantenuta costante intorno ai 50 anni, l’aspettativa di vita nel corso dei secoli si è progressivamente allungata fino a superare gli 80 anni, allargando il tempo trascorso in questa fase, che può durare anche più di 30 anni.

In allegato, il programma degli incontri

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Mercoledì 21 novembre a Rimini, presso il Centro Congressi SGR, Il Dipartimento di Oncologia ed Ematologia promuove l'incontro scientifico dal titolo "Integrazione fra patologia clinica, diagnostica molecolare e strategie per il superamento delle resistenze nel carcinoma mammario". Maggiori informazioni nel programma allegato

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Un paziente dell’Ospedale di Rimini affetto da ascessi epatici per una infezione legata a calcolosi, è stato trattato con una procedura endoscopica di alta complessità e innovativa, all’Ospedale “Infermi” di Rimini, dal dottor Marco Di Marco, unità operativa di Gastroenterologia diretta dal dottor Mauro Giovanardi. Si tratta di un intervento di rottura di un voluminoso calcolo del fegato mediante tecnica di litotrissia elettroidraulica intraepatica, effettuata in corso di colangioscopia mediante una tecnica innovativa in uso a Rimini - per i casi in cui ne è appropriato l’utilizzo - e necessaria per l’osservazione endoscopica diretta del sistema biliare intra ed extraepatico.

Il paziente portatore di calcolosi “difficile” del coledoco e delle vie biliari interne al fegato, aveva già subito in passato un intervento chirurgico con l’amputazione di parte dell’intestino, e presentava dunque una anatomia del fegato e delle vie biliari modificata, che rendeva a sua volta non possibile un approccio endoscopico tradizionale per il trattamento della calcolosi.

L’innovativo intervento al quale è stato sottoposto, è stato dunque compiuto in due fasi. Una prima fase diagnostico/operativa è stata diretta dall’equipe della Radiologia Vascolare (dottori Rodolfo Leurini e Rayka Femia), che attraverso un piccolo forellino della cute all’altezza del torace ha eseguito uno studio radiologico delle vie biliari e ha posizionato un drenaggio che ha ridotto il ristagno di bile nel fegato.

Nella seconda fase, due settimane dopo, il dottor Di Marco, sfruttando l’accesso transtoracico, ha eseguito l’intervento endoscopico di frantumazione del calcolo di maggiori dimensioni, responsabile della complicanza infettiva del paziente; la rottura del calcolo in più microframmenti è avvenuta direttamente sotto visione endoscopica con la tecnica della litotrissia elettroidraulica, cioè sfruttando il forte impatto che una bolla d’acqua, innescata da uno stimolo elettrico, ha prodotto sul calcolo, rompendolo.

La particolarità e la complessità dell’intervento, come spiega il dottor Giovanardi, consiste nel fatto che a causa dell’anatomia del paziente, modificata dal precedente intervento chirurgico, si è reso necessario sfruttare l’ingresso attraverso il torace per raggiungere il fegato, una via non diretta e di conseguenza più complessa soprattutto per un intervento endoscopico.

La tecnica di litotrissia elettroidraulica colangioscopica è un intervento innovativo eseguito soltanto in poche occasioni soprattutto con accesso transtoracico.

“Si è trattato di un intervento - spiega il dottor Di Marco - particolare e difficile, che ci ha permesso, insieme all’aiuto dei colleghi radiologi, di alleviare le sofferenze del paziente risparmiandogli un ulteriore e complesso intervento chirurgico che lo avrebbe esposto a rischi operatori maggiori e tempi di recupero sicuramente più lunghi”.

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