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Martedì 17 aprile, alle ore 10, tutti all'ospedale di Forlì  per ascoltare i giovani lettori nel secondo appuntamento delle "Letture a voce alta".  

"Questo progetto, nato lo scorso anno scolastico - spiega la maestra Lara Verni - grazie alla collaborazione con l'Ausl Romagna Cultura, mette proprio al centro i bambini e la lettura. La scuola che lo promuove è la primaria "D. Peroni" di Vecchiazzano, facente parte dell'Istituto Comprensivo n.7 di Forlì.  La lettura è da tempo riconosciuto come il modo migliore per avvicinare i bambini ai libri e farne, da grandi, dei lettori, la lettura ad alta voce può rivelarsi un valido strumento anche per conquistare ai libri i non lettori o per incoraggiare i lettori deboli. In particolare, la lettura ad alta voce promuove la lettura attraverso la lettura, dando voce ai libri e alle storie che raccontano, facilita la relazione con i libri perché trasmette la passione per la lettura, anteponendola alla "fatica" del leggere, permette di condividere l'emozione di un libro e di svelare l'incanto custodito tra le sue pagine, fa emergere il valore sonoro della parola e il suo potere di evocare sensazioni, immagini, affetti ed emozioni nell'animo dell'ascoltatore, insegna che leggere è una magia ripetibile perché si compie a partire da uno strumento, il libro, accessibile a tutti.

Naturalmente è importante che chi legge sappia farlo, senza eccessiva enfasi ma con calore, entusiasmo e passione. Non si tratta di "recitare" un testo, ma di leggerlo in modo espressivo, appassionato e coinvolgente e di essere in grado di stabilire un contatto con chi ascolta."  

Ed ecco i nomi dei piccoli lettori della scuola Peroni di Vecchiazzano che si alterneranno martedì 17 aprile, in ospedale : Arianna Petrini, Nicola Panzavolta, Bianca Nunziatini, Alice Laghi, Sebastiano Trocchia, Hamza El Kabch, Anna Alessandrini, Klarisa Cani e Filippo Montanari.

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La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a carattere cronico-recidivante. Non è infettiva né contagiosa, ma la sua alta prevalenza nella popolazione generale ha allertato la classe medica. Per fare il punto della situazione l’Unità Operativa di Dermatologia di Ravenna ha promosso un congresso, in programma sabato 14 aprile alle 9.30 alla Sala Dantesca della biblioteca classense di Ravenna, dal titolo: “La psoriasi: attualità e prospettive future”. Interverranno molti studiosi, fra cui il professor Giampiero Girolomoni e il dottor Federico Bardazzi, che parleranno della gestione e del trattamento della psoriasi moderata/grave. Nella seconda sessione, incentrata sulla gestione della psoriasi moderata/grave nell’Ausl della Romagna, porteranno il loro contributo i dermatologi Davide Brunelli (Cesena), Massimo Morri (Rimini), Franco Alessandrini (Forlì) e Michela Tabanelli (Ravenna).

In base agli studi di prevalenza, nella provincia di Ravenna le persone affette da questa patologia possono arrivare a oltre 11000, mentre considerando l’intera Romagna il numero sale a oltre 33000 casi. Il 10% dei pazienti è colpito da forme moderate o severe e all’incirca il 30% di loro può sviluppare un’artropatia psoriasica. Per questo negli ultimi anni si è assistito ad una nuova attenzione nei confronti della malattia, alla quale di frequente si associano sindrome metabolica, infarto miocardico, depressione, infiammazioni croniche intestinali, uveite e, come già riportato, artrite psoriasica. La qualità della vita ne risulta gravemente compromessa e pertanto occorre ricorrere a terapie che, fortunatamente, si sono evolute nel tempo.

Il direttore Antonio Ascari Raccagni e il dirigente medico Michela Tabanelli, entrambi della dermatologia di Ravenna, spiegano la complessità della materia.

Quali sono le cause della psoriasi?

Ancora non le conosciamo. Nel corso degli anni abbiamo sempre migliorato le terapie impiegate, ma non siamo in grado di risalire a ciò che può provocare questa patologia. In ogni caso la psoriasi può presentare un carattere famigliare, ma non ereditario.

Quali i rimedi?

La terapia della psoriasi varia in base alla sua gravità. Si parte dalla terapia topica locale, quando sono presenti poche chiazze e la psoriasi è lieve, per passare alla fototerapia con lampade a ultravioletti, presenti nei centri ospedalieri principali, fino ad arrivare, per le forme moderate-severe, all’utilizzo di farmaci tradizionali sistemici, quali la ciclosporina, il metotrexate e l’acitretina. Tutte queste cure possono avere vari effetti collaterali e, quando il paziente li manifesta o non ottiene risultati soddisfacenti, è possibile passare ad un trattamento con un farmaco biologico. 

Chi è affetto da psoriasi ha paura di evidenziare il suo stato?

Questa malattia ha da sempre un impatto deleterio sul vissuto e sull’immaginario corporeo del paziente, tanto che si cerca di nasconderla nel maggior modo possibile. La malattia interagisce negativamente con la qualità della vita del paziente e ne condiziona molti aspetti quotidiani. Statisticamente, i malati di psoriasi sono affetti da una percentuale accentuata di depressione e hanno una minore soddisfazione per quanto riguarda la vita lavorativa e affettiva. Per questo è importante usufruire di trattamenti efficaci.

Ci può parlare nello specifico dei nuovi farmaci biologici?

Si tratta di farmaci biotecnologici, prodotti in laboratorio, che vanno a bloccare selettivamente alcune molecole implicate nella patogenesi della psoriasi.

I loro principali vantaggi sono la buona efficacia e l’assenza nella grande maggioranza di casi di danni d’organo, come capita invece spesso con i farmaci tradizionali. Inoltre, hanno un effetto immunosoppressivo “selettivo”, bloccando solo specifiche molecole.

Questi farmaci biologici vanno dai farmaci anti-TNF, sul mercato ormai da molti anni, fino alle nuove molecole appena introdotte sul mercato. A Ravenna usiamo tutti i farmaci biologici che sono attualmente disponibili, compresi i farmaci biosimilari, dei farmaci che possiamo considerare analoghi ai farmaci “originator” ma che sono più economici. I farmaci biosimilari sono importanti perché permettono di trattare più pazienti con il medesimo budget. 

Nella provincia di Ravenna la percentuale di ammalati di psoriasi è alta?

No, è allineata ai valori del mondo occidentale. Su una cifra stimata di 11000 casi, nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte a forme lievi. Come già accennato, circa il 10% di questi pazienti è affetta da una forma moderata - grave di psoriasi. Noi, comunque, a Ravenna trattiamo una percentuale molto elevata di psoriasici.

A chi è dedicato questo Congresso?

Ai dermatologi ospedalieri che lavorano nell’Ausl della Romagna, ai dermatologi che lavorano a livello territoriale, ai Medici di Medicina Generale. La finalità è quella di costruire una forte rete integrata. Occorre fornire dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali che  devono diventare un punto di riferimento certo per i pazienti affetti da psoriasi.

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Mercoledì, 11 Aprile 2018 08:15

CORSO PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO (Forlì)

Corso di primo soccorso pediatrico organizzato dal Comune di Forli
A cosa serve il corso? Il corso fornirà alcune nozioni di primo soccorso per affrontare con tranquillità e sicurezza le emergenze legate alla quotidianità: piccole ferite, febbre improvvisa, traumi, scottature che spesso vedono protagonisti i bambini, imparando che cosa fare e, soprattutto, che cosa non fare.

 

A chi si rivolge? È un corso specifico - e gratuito - per i genitori, ma è aperto a tutti coloro che si occupano di bambini.

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Due anziani, la panchina di un parco, i ricordi di una vita. Con questo filo conduttore l’Associazione “Liberamente” intende celebrare la vita mettendo in scena sabato 14 aprile, alle ore 21, al Teatro Bogart di Cesena uno spettacolo benefico, il cui ricavato sarà devoluto all’Unità Operativa Geriatria dell’ospedale Bufalini di Cesena per l’acquisto di presidi antidecubito specifici per posturare i degenti allettati.

Lo spettacolo è incentrato sul dialogo tra due anziani che lega un’emozionante alternanza di danza, recitazione e canto, fino a toccare i temi più profondi: l’amore per la persona che non c’è più, il rapporto tra genitore e figlio, il prendersi cura l’uno dell’altro in ogni momento della vita, la perdita dei ricordi. Sul palco interverrà anche il poeta cesenate Loris Babbini.

“Analogamente ad ogni fase della vita - afferma il dottor Antonio Balotta direttore del reparto di Geriatria dell’Ospedale Bufalini di Cesena – anche la terza età va vissuta in maniera positiva, con interesse, non certamente isolandosi. La vita continua, con il suo bagaglio carico di esperienze e di ricordi, con continue opportunità di crescita”. 

Per info e prenotazione biglietti: Elisa: 3466794104 – Alessia 3383361410

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L'Azienda USL della Romagna informa che nelle giornate di giovedì 12 e venerdì 13 aprile (per la precisione dalle 00.00 del 12 alle 24.00 del 13) avrà luogo uno sciopero nazionale di 48 ore proclamato dalle Organizzazioni Sindacali Nursing Up e NurSind con l’adesione di Confael-Sanità, UGL e CSE Sanità riguardante il personale del comparto del Servizio Sanitario Nazionale.

Nelle 48 ore dello sciopero saranno assicurati i servizi pubblici essenziali, nel rispetto della vigente normativa, attraverso l’individuazione dei contingenti minimi di personale a garanzia delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, equivalenti ai servizi minimi assicurati normalmente nei giorni festivi

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Il Centro di Salute Mentale (CSM) di Forlì propone alle persone in cura la partecipazione ad un Progetto di Promozione della Salute, denominato “Progetto Benessere”, finalizzato all’adesione delle persone ad uno stile di vita corretto attraverso un’alimentazione sana e attraverso la regolare attività fisica.Giunto quest'anno alla sua settima edizione, risponde alla necessità di migliorare la condizione di vita dei pazienti affetti da Disturbi Psichiatrici, attraverso interventi Informativi ed educativi relativi alla corretta alimentazione, l'attività fisica per la promozione di corretti stili di vita.

"Il progetto - spiegano gli operatori -  si articola  in un periodo compreso da aprile a dicembre e prevede una parte teorica e una di attività fisica con passeggiate all'aria aperta, la frequentazione della piscina ed attività sportiva in palestra. Gli incontri sono a cadenza settimanale per un gruppo di utenti,preventivamente selezionati tramite colloqui, e vede coinvolti  Infermieri, Educatori e Medici del Centro di Salute Mentale in collaborazione con Enti Esterni. "L'esperienza maturata negli anni - concludono gli operatori -  dimostra che questo progetto di grande valenza riabilitativa per le persone con disturbi psichiatrici,   perchè  promuove la socializzazione all'interno del gruppo, l' aumento dell'autostima, la fiducia in sè stessi e negli altri migliorando la condizione psicofisica in un'ottica di collaborazione tra la cittadinanza ed Servizi Territoriali. "

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L’Azienda USL della Romagna ringrazia l’Associazione APS “Non ho paura del buio” per aver donato, in occasione delle festività pasquali, 100 libri e 100 giocattoli a tutte le Pediatrie dell’Ausl. Complessivamente l’Associazione ha devoluto e consegnato 400 libri e 400 giocattoli, raccolti grazie al generoso contributo di tanti cittadini.

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Ottimi risultati per il progetto “Salva una vita”, promosso dal team VIVA nelle scuole forlivesi per valutare la conoscenza e la formazione sulla rianimazione cardiopolmonare.

Nel 2017 il team forlivese di Viva, composto da personale infermieristico e medico che partecipa all’iniziativa  della campagna nazionale e organizza una serie di incontri formativi per tutta la cittadinanza, ha somministrato un questionario a 580 studenti delle scuole forlivesi, prima e dopo il corso di formazione.

“Nell’anno 2017 abbiamo realizzato un Progetto denominato “SALVA UNA VITA” – spiegano la coordinatrici del team VIVA forlivese, Sandra Nocciolini e Debora Bombardi - che ha coinvolto cinque scuole medie  forlivesi. Tale progetto aveva come obiettivo la trasmissione delle nozioni di base sulla catena della sopravvivenza, dalla chiamata di soccorso alle manovre rianimatorie, con verifica di apprendimento attraverso la somministrazione di un questionario pre e post evento formativo. Se nel questionario somministrato prima della formazione il 19% degli studenti  rispondeva che avrebbe eseguito le manovre rianimatorie  con il supporto dell’operatore del 118, dopo la formazione la risposta è stata del 72%. Se il 28% degli studenti nel questionario pre evento affermava di non sapere riconoscere un arresto cardiaco, dopo la formazione ha risposto positivamente il 77%. Il 95% degli studenti ritiene infine che dovrebbe essere obbligatorio svolgere un corso di rianimazione. Il progetto nelle scuole sta proseguendo e si svolgerà anche per l’anno 2018, così come anche tante altre iniziative.”

VIVA (Campagna Nazionale di sensibilizzazione per la Rianimazione Cardiopolmonare)  nacque  nel 2013, su invito del Parlamento Europeo che, l’anno prima, aveva già invitato gli stati Membri ad istituire una settimana di sensibilizzazione dedicata all’arresto cardiaco, con lo scopo di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini alla rianimazione cardiopolmonare.

Il team forlivese di VIVA è composto da personale infermieristico e medico che partecipa all’iniziativa nazionale, che si svolge generalmente la terza settimana del mese di ottobre  e organizza una serie di incontri formativi, durante tutto l’anno, rivolti alla cittadinanza, in particolare a scuole e circoli aggregativi. Nell’ anno 2016/2017 il team forlivese ha formato oltre   1000 studenti delle scuole superiori e  medie.

Tutte le iniziative vengono svolte gratuitamente dagli operatori, nella certezza che “ gli esiti della formazione dei cittadini sulle prime manovre da attuare, abbiano un valore inestimabile. Salvare una vita non ha prezzo e chi crede in questo lo trasmette incondizionatamente.”

“L’arresto cardiaco  - spiegano dal team VIVA - avviene nel 70% dei casi in presenza di testimoni e solo il 15% di loro pratica le manovre rianimatorie; se riuscissimo ad aumentare la percentuale dall’attuale 15%  al 50-60% dei casi, potremmo salvare circa 100.000 persone all’anno in Europa.”

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Nel pomeriggio di sabato 7 aprile, presso l’Unità Operativa di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, il presidente del “Leo Club Ravenna” Massimiliano Scaioli, accompagnato da alcuni soci del Club, Martina Carretta e Filippo Campeti, hanno consegnato diversi dolcetti confezionati appositamente  per i bimbi ricoverati presso il reparto.

I piccoli pazienti hanno accolto con grande entusiasmo gli omaggi a loro riservati e hanno trasmesso la loro gioia sia ai donatori sia al personale medico e infermieristico presente. Il dottor Federico Marchetti, direttore dell’Unità Operativa di Pediatria ha calorosamente ringraziato il presidente e i soci del “Leo Club Ravenna” per la generosità dimostrata, sia a nome del personale della Pediatria, sia a nome della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna.

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Successo di pubblico strepitoso, venerdì 6 Aprile, all’X Ray di Forlì, per il concerto benefico dei Doors to Balloon.

Musica, medicina e solidarietà hanno attirato centinaia di persone ad ascoltare questo gruppo di cardiologi musicisti ,capitanati dal dottor Fabio Tarantino, responsabile della Unità di Emodinamica di Forlì- Cesena.

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Lo spettacolo di musica live con i D2B,  che si esibiscono in spettacoli i cui proventi sono sempre finalizzati a progetti benefici, questa volta aveva come obiettivo la raccolta fondi per l’ acquisto di un defibrillatore semiautomatico da donare all'attivissimo gruppo Viva di Forlì per la rianimazione cardiopolmonare . Il defibrillatore è  stato consegnato, durante la serata direttamente nelle mani del prof. San Vicente Felix, presidente del Campus Universitario di Forlì, che ha ringraziato la band e i volontari per la generosa iniziativa.

A sostenere l'evento anche il Centro studi aziendale “Giovanni Donati” per il volontariato e la solidarietà, composto da medici e infermieri che, da qualche anno, hanno costituito anche l'associazione Salute e Solidarietà,rivolta e dedicata a tutti coloro, italiani e stranieri, che si trovino , temporaneamente o permanentemente, non in grado di essere assistiti dal Servizio Sanitario.

Ad applaudire la bravissima band di cardiologi, sostenuta per l'evento anche da un settore "fiati", cspitanato dal chirurgo forlivese Dario Bettini, anche il consigliere regionale Paolo Zoffoli, la direttrice del Servizio Infermieristico e Tecnico dell'Ausl Romagna, dottoressa Silvia Mambelli  e, per la Direzione Sanitaria, la dottoressa Elena Vetri.

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Che cos’è Viva.

Il progetto Viva si impegna, da anni, anche nel territorio forlivese, a diffondere e insegnare il massaggio cardiopolmonare su vasta scala a persone di tutte le età, in scuole, palestre e polisportive, organizzando incontri e partecipando ad eventi. La task force forlivese di Viva, coordinata da Sandra Nocciolini e Debora Bombardi, è composta da volontari medici e infermieri di IRC, Rianimazione, Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza, 118, Cardiologia di Forlì.

I D2B (Doors to Balloon) sono un gruppo di medici emiliano-romagnoli, con la passione della musica, composto dal dottor Fabio Tarantino, responsabile della Uo di Emodinamica di Forlì-Cesena (Guitars), Andrea Santarelli (Voice & Guitar), Carlo Tumscitz (Bass), Paolo Galli (Drums), Alberto Benassi (Keyboards), Raffaele Sabatini (piano). L’associazione Heart and Music for Life nasce nel 2010, e può essere considerata una naturale evoluzione del progetto D2B. La finalità è quella di impiegare le risorse e i proventi dell’attività musicale del gruppo in progetti sociali e di beneficenza. Al suo settimo anno di attività, H&M4L ha già realizzato numerosi progetti, tra cui la donazione di apparecchiature elettromedicali e di un’incubatrice all’Ospedale di Ifakara in Tanzania, la donazione di due lavagne LIM al Polo Scolastico di Medolla, cittadina gravemente colpita dal terremoto del 2012, e di un laboratorio di scienze per la scuola di Arquata del Tronto, gravemente danneggiata dal terremoto nelle Marche del 2016.

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