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Ancora una volta un gesto di generosità e vicinanza della società civile nei riguardi della sanità locale. In questo caso è l’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna (Amrer) Onlus a donare un ecografo, del valore di oltre 18mila euro, al servizio di Reumatologia (nell’ambito dell’Unità Operativa di Medicina diretta dal dottor Giorgio Ballardini), dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Più nel dettaglio l’apparecchiatura è un ecografo articolare completo di tutte le necessarie sonde, adattatori e stampanti, che sarà utilizzato per lo studio dell’ambiente articolare nelle patologie reumatiche e in particolare nei reumatismi infiammatori cronici.

I pazienti affetti da queste patologie che afferiscono al servizio di Reumatologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini sono circa tremila all’anno per cui l’esigenza di poter usufruire di tale metodica per la diagnosi precoce e il monitoraggio della terapia riveste grande rilievo.

“Queste donazioni sono molto importanti per noi – commenta il dottor Romeo Giannei, direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novefeltria – per due ordini di motivi: in primis perché ci consentono di migliorare sempre di più la presa in carico dei nostri pazienti, e di questo daremo conto con piacere ad Amrer, come peraltro facciamo solitamente con tutti i nostri donatori; in secondo luogo perché testimoniano la fiducia della società civile nei nostri confronti”.

“L’ecografia articolare rappresenta un sistema di indagine diagnostica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni, ‘semplice’ in termini strumentali ma molto importante per evidenziare in fase precoce la presenza e attività delle più severe patologie reumatiche come le artriti e le vasculiti – commenta Daniele Conti di Amrer -. Uno strumento come quello donato alla Reumatologia dell’Ospedale ‘Infermi’ permetterà agli specialisti di avere a disposizione questa tecnica strumentale direttamente in fase di visita, riducendo tempi di attesa per l’esame stesso, e permettendo una valutazione più tempestiva anche nella scelta della terapia più appropriata alla fase di malattia. Il modello che abbiamo donato è particolarmente performante in termini di capacità di rilevazione, aspetto questo che permetterà alla Reumatologia riminese di partecipare agli studi scientifici promossi a livello universitario, aumentando esperienza degli operatori ed opportunità di servizio per il territorio. Ci tengo a precisare che questo strumento è il frutto del lavoro di molti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo ed energie sostenendo per Amrer attività di sensibilizzazione e raccolte fondi per il territorio riminese”.

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Anche quest’anno gli amici dell’Associazione di Quartiere Vecchiazzano-Massa-Ladino sono stati generosamente vicini, destinando quanto raccolto con le loro attività benefiche alla Pediatria dell’ospedale di Forlì. La donazione ha consentito di acquistare un’attrezzatura, del valore di 2000 euro circa, indispensabile per i corsi di formazione in rianimazione neonatale, che servono per acquisire e mantenere le necessarie competenze di medici, infermieri e ostetriche che assistono i neonati in sala parto.

Si tratta di un manichino professionale che ha caratteristiche e dimensioni di un neonato reale e sul quale vengono insegnati e simulati tutti gli interventi necessari per operare con tempestività e sicurezza al momento della nascita. “Un regalo prezioso, quindi - afferma il dott. Valletta - che accogliamo con gratitudine, perché ci consente di continuare ad assicurare la migliore assistenza ai nuovi nati del nostro Ospedale”.

La consegna da parte di una delegazione del Consiglio dell’Associazione dell’anno 2017, è avvenuta questa mattina, presso la UO di Pediatria dell’ospedale Morgagni - Pierantoni, in presenza del Dott. Enrico Valletta Direttore dell’UO Pediatria, della coordinatrice infermieristica Tiziana Mambelli e di Elisabetta Montesi, Responsabile di fundraising dell’azienda Usl..

Un ringraziamento particolare va da parte dell’Azienda Usl della Romagna a questa Associazione di quartieri e ai cittadini che hanno contribuito con costante impegno, a sostenere le attività assistenziali della pediatria del nosocomio forlivese.

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Premessa:

Le credenziali per l'accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sono state migrate nel sistema FedERa con il gestore di credenziali “n.1 Regione Emilia Romagna – Fascicolo Sanitario Elettronico”, mantenendo lo stesso username e password già in tuo possesso.

Per accedere mediante il nuovo gestore, oltre a username e password, è necessario inserire una One Time Password (OTP) per rispondere alle nuove disposizioni di legge in materia di sicurezza dei dati. Ti invitiamo pertanto a procedere secondo i passi di seguito esposti.

Passo 1:

  • Verificare la correttezza delle credenziali (username e password) utilizzate normalmente per l’accesso al FSE.

Passo 2:

Passo 3:

  • Seleziona il pulsante “Entra con un GESTORE FEDERA”
  • Seleziona il gestore "1- Regione Emilia Romagna – Fascicolo Sanitario Elettronico" dalla tendina di scelta del gestore
  • Seleziona il pulsante arancione “ENTRA CON QUESTO GESTORE”

Passo 4:

  • Inserisci username e password
  • Seleziona il pulsante “RICHIEDI ONE TIME PASSWORD”
  • Attendi di ricevere via SMS il codice OTP (6 cifre)
  • Inserisci il codice nella pagina “Accedi con One Time Password”
  • Seleziona il pulsante arancione "ACCEDI"

Passo 5 (solo nel caso del primo accesso):

  • Ti viene mostrata una schermata che ti invita a prendere visione dell'informativa sul trattamento dei dati personali nel sistema FedERa.  Selezionando il pulsante arancione "Conferma presa visione" verrai portato al tuo FSE.

Nel caso tu non sia riuscito ad accedere ancora al Fascicolo, ti consigliamo di ripetere la stessa procedura, avendo cura di iniziare da una nuova finestra di navigazione in incognito o anonima dal menu del tuo browser (vedi sotto i comandi per aprirla dai principali browser):

  • Google Chrome per Windows, Linux o Chrome OS: premi CTRL + MAIUSC + N
  • Google Chrome per Macintosh: premi ⌘ + MAIUSC + N
  • Mozilla Firefox per Windows: premi CTRL + MAIUSC + P
  • Mozilla Firefox per Macintosh: premi ⌘ + MAIUSC + P
  • Microsoft Internet Explorer: premi Ctrl + MAIUSC + P
  • Microfoft Edge: clicca (...), poi "Nuova finestra InPrivate" dal menu che si apre
  • Apple Safari per Macintosh: premi ⌘ + MAIUSC + N

Se ancora riscontri problemi di accesso, ti preghiamo di compilare la web form raggiungibile dal seguente link:

https://www.lepida.it/richiesta-di-assistenza

 

Ricordiamo infine che esiste un helpdesk dedicato al FSE,   collegato al Numero VERDE  800 033 033, cui ci si può rivolgere per richiedere informazioni e risolvere tutte le problematiche relative al Fascicolo Sanitario Elettronico

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Il professor Francesco Lanza, direttore dell'Unità operativa dei Ematologia dell'Ospedale "Santa Maria delle Croci", è stato eletto delegato regionale Gitmo 2018 (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo di Cellule Staminali Emopoietiche e Terapia Cellulare), per l'Emilia Romagna. Le elezioni si sono svolte il 15 maggio scorso presso Palazzo Re Enzo di Bologna, il professor Lanza è stato elleto pressochè all'unanimità (una sola astensione).

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A partire dal mese di giugno corrente, è in atto una modifica negli incontri con le famiglie legati al percorso nascita. Gli incontri, che si svolgono nella fase precedente il parto, erano organizzati su due momenti al mese: il primo lunedì del mese è previsto l’incontro con personale dell’Ostetricia e Neonatologia, il terzo lunedì del mese, invece, con il personale dell’Anestesia Rianimazione.

Al fine di rendere tali incontri più organici, completi, e facilmente fruibili dalla cittadinanza, si è pensato di unificarli in un unico incontro mensile, che avrà luogo ogni terzo lunedì del mese, con tutto il personale coinvolto nel percorso.

Resterà invariata la sede dell’incontro, vale a dire l’Aula G dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (situata presso il Padiglione Ovidio, con accesso dalla via omonima), e l’orario previsto è dalle ore 17:30 alle ore 20:00.

 

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La collaborazione di Ausl Romagna Cultura con il Dipartimento universitario dei Beni Culturali di Ravenna assume caratteristiche "internazionali" con l'arrivo, nella giornata di martedì 05/06/2018, di una delegazione di antropologi ungheresi, del Museo di Storia Naturale di Budapest (Ungheria), presenti oggi all'ospedale  "Morgagni - Pierantoni" di Forlì.
Il gruppo di docenti, la prof.ssa Ildikò Pap, il dottor Tamás Hajdu e il dottor Tamás Szeniczey, afferenti al Department of Anthropology, Hungarian Natural History Museum, Budapest  e del Eötvös Loránd University-Department of Biological Anthropology, Budapest,  erano accompagnati dal dottor Mirko Traversari  e dal dottor  Antonino Vazzana del Laboratorio di Antropologia del Dipartimento dei Beni Culturali di Ravenna e per Ausl Romagna Cultura, dalla dottoressa Tiziana Rambelli.
" Gli studiosi ungheresi - spiega il prof.Traversari - sono venuti all'ospedale di Forlì per una collaborazione scientifica, relativa allo studio paleopatologico e antropologico su resti umani antichi, già attivata con il Laboratorio di Antropologia Fisica e DNA antico di Ravenna che, grazie alla convenzione con il Gruppo AUSL Romagna Cultura, si può avvalere anche della collaborazione dell'UO di Radiologia di Forlì, diretta dal dottor Mauro Bertocco, per la quale erano presentei il  radiologo dottor Enrico Petrella e il tecnico radiologo Lucia Marani."
La professoressa Ildikò  PAP ha conosciuto il dottor Traversari e il suo gruppo, grazie anche agli studi effettuati da questi ultimi sulle Mummie di Roccapelago (Modena), scoperte nel 2010 dall'archeologa forlivese Barbara Vernia. La scoperta era avvenuta nei locali dell’antica roccaforte medievale di Obizzo da Montegarullo ed è parso subito evidente che non si trattasse, come spesso accaduto, della mummificazione volontaria di un gruppo sociale (monaci, beati, membri di famiglie illustri), ma della conservazione naturale di parte della comunità sepolta tra la seconda metà del ‘500 e il ‘700.
A molte migliaia di chilometri di distanza, nel 1994, durante i lavori di restauro di una chiesa a Vac, nell'Ungheria settentrionale, vennero ritrovate 256 mummie, dimenticate per secoli, perfettamente conservate per cause naturali come le mummie di Roccapelago.Ora si trovano al Museo ungherese di storia naturale, a Budapest, ed hanno fornito agli studiosi validi elementi per la scoperta di nuovi metodi di lotta alla tubercolosi .
La similitudine del ritrovamento, e gli studi effettuati dagli studiosi italiani ed ungheresi, hanno messo in contatto i due team, che ora si sono incontrati, per proseguire le loro ricerche, a Forlì, non a caso città natale di Giovan Battista Morgagni, fondatore della patologia moderna, che dissezionava i cadaveri nel teatro anatomico dove era inciso ""Mors ubi gaudet succurrere vitae", cioè "dove la morte è lieta di prestare soccorso, giovare, alla vita"
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L’A.USL Romagna lancia una nuova campagna informativa per riconoscere i sintomi dell’INFARTO e dell’ICTUS e chiamare subito il 118

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E' stata premiata la tesi su una nuova metodica di conservazione del Derma omologo decellularizzato svolta presso la Banca regionale della Cute di Cesena dalla laureanda in Farmacia Giulia Dall'Ara alla prima Edizione del Premio “Dott. Marco Masini” istituito dalla Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, per onorare la memoria del Dott. Marco Masini, Farmacista e già titolare di Farmacia, scomparso nel 2015, grazie al contributo della moglie, Sig.ra Cecilia Spallanzani Masini.

Relatore della tesi, la Professoressa Carmela Fimognari del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita - QuVi , Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Correlatori: la Dott.ssa Elena Bondioli Direttore Tecnico Cell Factory Pievesestina insieme alla dottoressa Valeria Purpura biotecnologa della Banca regionale della Cute. Responsabile scientifico, il dottore Davide Melandri direttore del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena e della Banca della Cute dell’Emilia Romagna.

La tesi è stata premiata come migliore per originalità, rilevanza scientifica e applicabilità clinica. La premiazione è avvenuta a Bologna lo scorso 31 maggio

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Venerdi scorso, presso la sala di emodinamica dell’Ospedale Morgagni  - Pierantoni  di Forlì, è stato effettuato un delicato intervento di angioplastica coronarica.

“Il caso si presentava con un raro aneurisma coronarico ad elevato rischio di rottura, tuttavia non trattabile chirurgicamente per le condizioni estremamente critiche del paziente”  - spiega il dott. Marcello Galvani, direttore della UO di Cardiologia di Forlì,  reparto in cui era ricoverato il paziente."

L’intervento è stato effettuato dal dott.Fabio Tarantino, responsabile della UO di Emodinamica provinciale Forlì-Cesena, e dalla sua équipe .

“Si trattava di una condizione insolita per noi cardiologi interventisti – chiarisce il dott.Tarantino – nella quale l’obiettivo principale era dato non tanto dall’aprire una coronaria ostruita, quanto invece dal chiudere un tratto di arteria e sigillare l’aneurisma coronarico in modo da impedirne la rottura che avrebbe avuto conseguenze gravissime per il paziente”. L’intervento è stato possibile tecnicamente grazie al lavoro di équipe e all' esperienza maturata nel nostro centro con tecniche endovascolari di embolizzazione degli aneurismi periferici e viscerali, attività che viene svolta qui da noi in collaborazione con i chirurghi vascolari”.

“La cardiologia interventistica è sicuramente un fiore all’occhiello della sanità romagnola con tre centri di riferimento che effettuano circa 3000 interventi di angioplastica coronarica di cui più di 600 in emergenza nell’infarto miocardico – afferma il dott. Giancarlo Piovaccari direttore del Dipartimento Cardiovascolare della AUSL della Romagna – ed è formata da ottimi professionisti riconosciuti in ambito nazionale ed in grado di trattare situazioni anche complesse come quella affrontata dal dott.Tarantino. " 

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E’ stato presentato venerdì primo giugno, con una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il direttore generale Marcello Tonini e il direttore dei presidi ospedalieri Romeo Giannei, il nuovo direttore dell’Unità operativa di Oculistica di Rimini dell’Ausl Romagna, dottor Andrea Mercanti, nominato a seguito di procedura selettiva ed in servizio a Riccione dal 16 febbraio scorso.

Quarantanove anni, sposato con due figli, il professionista si è laureato nel 1994 all’università di Verona con una laurea basata su uno studio clinico che ha coinvolto l’osservazione di oltre mille pazienti ed ha conseguito la specializzazione nel 1999 presso lo stesso ateneo.

Dopo aver iniziato la propria carriera presso varie strutture, pubbliche e private, del Veneto e della Lombardia, il dottor Mercanti assume, nel 2011, il ruolo di dirigente medico presso la Clinica Oculistica dell’Università di Udine; quindi, nel 2014, diventa primario della struttura complessa di Oftamologia presso l’ospedale di Treviglio – Caravaggio (Azienda Sanitaria Bergamo Ovest), ruolo ricoperto fino all’aggiudicazione del concorso per la struttura complessa presso l’Ospedale di Riccione. In quell’ultimo incarico il professionista ha portato il numero degli interventi di chirurgia maggiore annui da circa 900 a circa 2.300 ed ha creato un nuovo percorso diagnostico terapeutico per il paziente affetto da retinopatia diabetica in collaborazione col locale servizio di Diabetologia.

Già docente presso la scuola di specializzazione di Udine in Oftamologia, il dottor Mercanti ha eseguito in carriera oltre 12mila interventi oftamologici e oltre 4.600 iniezioni intravitreali; molto importante anche l’attività di produzione scientifica e in qualità di relatore, con decine di articoli su pubblicazioni e partecipazioni a congressi clinici, italiani ed internazionali. Il professionista, ha, infinte, svolto periodi di specializzazione all’estero, a Monaco e Parigi. Il dottor Mercanti è stato il primo ad individuare una malattia dell’occhio, la maculopatia trazionale miopica, sulla quale ha effettuato pubblicazioni su importanti riviste mediche internazionali.

Nel presentarsi il professionista ha aggiunto di voler spingere con forza sulla crescita della chirurgia oftamologica vitroretinica, “per gestire patologie gravi che ora possono essere affrontate con metologie e apparecchiature molto innovative”. E proprio per questo tra breve arriveranno a Riccione due apparecchiature altamente innovative: un “Angio OCT” che consentirà di valutare in maniera molto precisa ma poco invasiva la cornea ed i relativi vasi sanguigni e l’“RTX 1”, un’apparecchiatura derivata dall’ingegneria aerospaziale che a sua volta consente un approccio innovativo su vari disturbi. Il dottor Mercanti ha anche evidenziato alcune eccellenze in atto nel servizio di oculistica del territorio del Riminese: “Abbiamo qui a Riccione un ambulatorio per gli ipovedenti, che ha circa mille accessi all’anno, e grazie al quale facciamo un importante follow up dei nostri pazienti, in modo che non si sentano lasciati soli e da prevenire peggioramenti nel disturbo”. Seconda eccellenza, in collaborazione con l’Irst di Meldola, la possibilità di effettuare una diagnostica molecolare sul linfoma primitivo dell’occhio, una patologia rara, 10 casi l’anno circa in Ausl Romagna ma che fino ad ora dovevano andare fuori Ausl per la diagnostica.

La conferenza stampa è stata anche occasione per fare il punto sull’attività dell’Oculistica. Il dottor Giannei in particolare ha evidenziato come in pochi mesi, ampliando il numero delle sedute operatorie, i tempi d’attesa per l’intervento sulla cataratta, non grave ma di impatto sociale, sia dimezzato: dai circa 12 mesi ai 6 – 7 attuali. “Ma naturalmente non ci accontentiamo – ha chiosato Giannei – questo per noi è un punto di partenza non d’arrivo, vogliamo fare ancora meglio e lo faremo”.

L’unità operativa di Riccione serve l’intera area provinciale di Rimini ed è costituita dal reparto di degenza con sede a Riccione e da ambulatori e sedute chirurgiche presso gli ospedali di Rimini, Novafeltria e Cattolica. Nel 2017 sono stati effettuati 3.651 interventi chirurgici e annualmente si svolgono circa 7.500 visite di pronto soccorso oculistico e oltre 48mila prestazioni di diagnostica ambulatoriale tra cui circa 12mila esami strumentali. Circa duemila l’anno gli interventi di cataratta.

Infine il direttore generale Tonini ci ha tenuto ad evidenziare come, anche da nomine come quella del dottor Mercanti, emerga il valore e l’importanza che il presidio ospedaliero riccionese ricopre nella rete ospedaliera dell’Ausl Romagna: “I servizi restano tutti e per i cittadini non cambia nulla, anzi, cerchiamo di implementare servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei pazienti”.

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