Ultime notizie

Sabato 11 maggio, alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, a Bologna  il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa - Collo dell' Ausl Romagna, interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare  di apnee ostruttive nel sonno.

 La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) ha prevalenza del 2-4% nella popolazione generale e in alcune fasce di età è superiore al 20%. Si tratta di un grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico, che colpisce sia il sesso maschile sia quello femminile.  Il mancato riconoscimento, la ritardata diagnosi o il trattamento non tempestivo determina un aumento della mortalità e della morbilità della popolazione affetta, con un aumento dei costi sanitari diretti e indiretti.  I pazienti non adeguatamente trattati presentano un elevato rischio di comorbilità e complicanze, un rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro e una perdita di produttività imputabile ad un aumento delle giornate di assenza dal lavoro e ad una ridotta performance lavorativa.

Il Festival, che quest'anno ha come titolo "Intelligenza della salute", è in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi e vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide.

 

Claudio Vicini è Professore Associato di Otorinolaringoiatria presso le Università di Ferrara e Bologna, ed è Direttore del Dipartimento Testa-Collo della AUSL Romagna. Specialista in ORL, Audiologia e Neurologia, è anche Esperto in Medicina del Sonno della Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS).

È attualmente Presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, per la quale dirige un Corso giunto alla decima edizione di Chirurgia di Disturbi Respiratori in Sonno. È Autore di oltre centro tra lavori scientifici e monografie in ambito di trattamento chirurgico di russamento ed apnee.

 

 

 

 
 
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Oggi, presso l’Hotel Globus di Forlì, si sono riuniti  un centinaio tra congressisti e chirurghi, massimi esperti di chirurgia vitreoretinica in Italia,  per mettere a confronto le tecnologie più innovative attualmente presenti sul mercato oftalmologico e discuterne utilità clinica e impatto economico per le strutture ospedaliere.

Lo speciale televisivo realizzato oggi andrà  in onda su Teleromagna:

martedì 16/4/2019 alle ore 17:30, mercoledì 17/04/2019  alle 20:15  e giovedi'  18/04/2019 alle ore 09:00.

Clicca sui collegamenti qui sotto per vedere i servizi sul Tg:

link servizio completo su Teleromagna :https://youtu.be/KzgZjlzk9Ls

“L’ospedale di Forlì è sempre stato un riferimento per la chirurgia vitreoretinica a livello nazionale – spiega il dottor GIACOMO COSTA , direttore della U.O. di Oculistica forlivese  e responsabile scientifico dell’evento – La novità di quest’anno è di coinvolgere i giovani oculisti, molto rappresentati tra gli iscritti al convegno, nella formazione sul campo. La tecnologia del nosocomio forlivese è davvero all’avanguardia a livello nazionale, con un alto livello di esperienza chirurgica. Ogni anno effettuiamo circa quattromila interventi, con un team composto da tre chirurghi vitreoretinici, e un chirurgo del glaucoma, al quale si affiancherà da settembre un giovane medico che ha appena completato una formazione ultraspecialistica al Moorfields Eye Hospital di Londra.”

“Nel corso della chirurgia in diretta – prosegue il dottor Costa -  abbiamo visto se il “nuovo” ha le carte in regola per soppiantare definitivamente il vecchio oppure continuare ad affiancarlo. Saranno presenti due opinion-leader della chirurgia vitreoretinica italiana, il dottor  Marzio Chizzolini,  direttore della Oculistica dell’ospedale di Camposampiero (Padova) e il dottor Tomaso Caporossi, dell’Azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze, i due centri italiani che hanno impiantato  retine artificiali per il trattamento della retinite pigmentosa”.


In concomitanza con il convegno CHIRURGIA VITREORETINICA, NOVITA E STRATEGIE A CONFRONTO, LIVE SURGERY, l’Ordine Ingegneri della Provincia di Forlì-Cesena è stato roganizzato un workshop per Ingegneri biomedici dal titolo :"LE NUOVE TECNOLOGIE PER LA CHIRURGIA OFTALMICA. ASPETTI INNOVATIVI E DI SICUREZZA PER IL PAZIENTE", presso Hotel Globus City.

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Domenica 14 aprile si celebra la giornata nazionale per la donazioni di organi e tessuti promossa dal Ministero della Salute, dal Centro Nazionale Trapianti, dalle Regioni e dalle Associazioni di volontariato.

Per i Comitati Locali Donazione Organi e Tessuti, composti da rappresentanti delle istituzioni pubbliche (scuola, comune, AUSL) e delle Associazioni di volontariato attive sul territorio è l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza di donare gli organi dopo la propria morte, un gesto di grande generosità che può salvare la vita anche a più di una persona. Come riporta anche il messaggio della campagna regionale “Organi, tessuti e cellule. Donare vuol dire essere. Scegli la vita, decidi di donare. Fallo adesso. Ecco come”.

Grazie alla sensibilità dei cittadini che dimostrano di avere compreso l'importanza dell'atto donativo, negli ultimi due anni l’Azienda Usl della Romagna ha registrato un alto numero di donatori effettivi (donatori a cui si è potuto prelevare almeno un organo), con risultati superiori alla media regionale e nazionale: 84 donatori effettivi,  di cui 48 nel 2017 e 36 nel 2018. Accanto a questi importanti risultati raggiunti nell’attività di donazione organi, negli ultimi anni si assiste in Romagna anche ad un incremento nelle donazioni di cornee che sono state 448  nel 2017 e 408 nel 2018.

 

Per quanto riguardo nello specifico l’ospedale Bufalini di Cesena, individuato dalla Regione quale Centro promotore dell’estensione del programma regionale “Cuore fermo ER” in altre Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna, si registra un trend di donazioni multiorgano a cuore fermo in costante crescita: 6 nel biennio 2017-2018, già 3 quelle effettuate da inizio anno ad oggi.

 

Con il trapianto è possibile salvare la vita a molte persone che, dopo essere state gravemente ammalate e talvolta vicine alla morte, possono così riprendere una vita normale: lavorare, viaggiare, fare sport, avere bambini. Ma senza donazione, non c’è trapianto: la disponibilità di organi, tessuti e cellule dipende esclusivamente dai donatori. Per questo è importante esprimere la propria volontà di diventare donatori. Ecco come.

La dichiarazione di volontà può essere espressa:

-          rivolgendosi agli Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Ausl Romagna

-          al momento del rilascio e rinnovo della propria carta di identità, presso le anagrafi comunali di tutti i Comuni che hanno istituito la carta di identità elettronica.

-          iscrivendosi all’Aido

-          compilando il tesserino blu del ministero scaricabile on line

-          scrivendo di proprio pugno una dichiarazione su un foglio bianco.

 

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Ancora un gesto di vicinanza e fiducia, da parte della società civile, nei confronti dell’Ausl Romagna. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara (ora RivieraBanca) ha infatti donato (atto notarile del gennaio scorso) all’Ospedale “Infermi” di Rimini, una innovativa risonanza magnetica del valore di circa un milione di euro.

La nuova apparecchiatura, che sarà inaugurata ufficialmente lunedì 15 aprile, ore 11, in Aula G (Padiglione Ovidio) ospedale di Rimini , è stata presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa in cui hanno partecipato il Presidente di RivieraBanca Fausto Caldari, il Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il Direttore dei Presidi Ospedalieri del Riminese Romeo Giannei e il Direttore Innovazione e Valutazione delle Tecnologie dell’Ausl Roberto Camillini.

Si tratta di un’apparecchiatura assolutamente all’avanguardia: una risonanza magnetica “ad alto campo” di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un unico momento, configurata nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Sistema tecnologicamente avanzato, è particolarmente curato anche il comfort del paziente, come dimostrano la forma compatta e le ampie dimensioni del magnete, atti a ridurre sensibilmente gli eventuali fenomeni di claustrofobia ed ansia. Come illustrato dal dottor Camillini, una serie di brevetti e soluzioni innovative lo pongono ai vertici della categoria, in particolare fra questi spiccano il sistema di posizionamento delle bobine, la qualità della catena delle radiofrequenze, le sequenze ed i protocolli di esame avanzati, che garantiscono elevate performance nello studio dei pazienti oltre che per le applicazioni di tipo generale, anche e soprattutto per quelli specialistici, con particolare riferimento ai settori del Cardiovascolare, della Neuroradiologia e della Urologia.

Il sistema lavorerà 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a seimila. L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero. Uno strumento dunque di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini facendo fronte alle richieste cliniche che provengono da discipline per le quali la risonanza magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

▪   Cardiologia;

▪   Urologia (esame multiparametrico della Prostata);

▪   Neuroradiologia;

▪   Chirurgia Vascolare.

“Questa donazione – ha spiegato il dottor Giannei - è stata inquadrata in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac”.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa dell’istituto di credito che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità nei confronti della comunità, come testimoniato anche dalle numerosissime donazioni effettuate negli ultimi quindici anni, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, un apparecchio per risonanza magnetica all’Ospedale di Cattolica, il sistema di elettrofisiologia per l’Ospedale di Rimini, numerose apparecchiature di minori dimensioni, ma anche varie iniziative di formazione ed innovazione per gli operatori sanitari.

“Sono innumerevoli – ha affermato il Presidente di RivieraBanca Fausto Caldari - i nostri interventi relativi alla sanità pubblica ed hanno riguardato collaborazioni con gli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica con donazioni importanti quali: una suite di angiografi, una Tac, una Risonanza magnetica, diversi video-laringoscopi, un mammografo, ecografi, e defibrillatori. Una banca come la nostra, è chiamata al sostegno della sanità, perché convinta che la buona condizione fisica della popolazione in cui opera, costituisce anche la propria ricchezza. La conferenza di oggi, riguarda la donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo, in un unico momento. Il sistema, il cui valore è di 1 milione di euro, è tecnologicamente molto avanzato, e garantisce elevate performance nello studio dei pazienti, sia per le applicazioni di tipo generale, sia per quelle specialistiche. In queste situazioni mi sento fiero di rappresentare i nostri soci che con noi condividono queste iniziative; che con noi si assumono la responsabilità di un diverso modo di operare, teso allo sviluppo di questo territorio”.

“Ringrazio RivieraBanca per questa nuova importante donazione – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Ausl Marcello Tonini – che testimonia il concreto impegno profuso ancora una volta dall’Istituto a favore della sanità pubblica e il rapporto di fattiva collaborazione che da tempo esiste. Questa nuova apparecchiatura installata a Rimini è patrimonio dell’intera Romagna, a disposizione di tutti i professionisti dell’Azienda Sanitaria e di tutti i cittadini romagnoli e ci offre l’opportunità di migliorare ulteriormente la qualità delle cure e dell’assistenza, superando i confini a vantaggio di tutta la Romagna”.

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"Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival della Scienza Medica Genus Bononiae.L'importante manifestazione, che è stata presentata ufficialmente ieri e che si terrà a Bologna dal 9 al 12 maggio, ha infatti accettato di proiettare alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna, tra gli eventi in programma, presso Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1.
 

Il Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni (oltre 55.000 presenze nel 2018), e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori,  tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva.

"Quando Intelligenza e Salute sono in sintonia, cioè quando c’è abbastanza di entrambe, la condizione umana, personale e sociale, gode vantaggi e benefici. - spiega Gilberto Corbellini, direttore scientifico del Festival -  Da decenni, studi controllati dimostrano che le persone che in età giovanile ottengono risultati migliori nei test cognitivi, cioè che sono più intelligenti, nel corso della vita si ammalano meno e sono più longeve. Altri studi dimostrano che bambini che conducono stili di vita sani, soprattutto che non vivono in ambienti dove sono presenti rischi di malattie infettive, malnutrizione, violenze sociali o inquinamento, conseguono o mantengono gli standard cognitivi consentiti dai geni che hanno ricevuto in eredità, ottenendo soddisfacenti risultati professionali e contribuendo a costruire una società decente."

Il progetto  "G.B.Morgagni" 

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa  dei Risparmi   di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato(www.morgagnipatologo.it), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini.  La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa(già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi  e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. "Abbiamo raccontato la sua vita - spiega il regista Barbarossa - su un piano parallelo e sfruttando il linguaggio tanto del documentario, per raccontare il Morgagni che oggi è presente nelle strutture e nei medici della sua terra, quanto della docufiction, per illustrare le varie fasi della sua vita di scienziato, percorrendo un viaggio ideale tra presente e passato, tra eredità pienamente raccolta e storia. E lo faremo attraverso le varie età, sia quelle a cui fa riferimento lo scienziato forlivese, sia quelle delle persone che in questo territorio incontrano il nome di Morgagni: dallo studente, appunto, in procinto di iniziare l’anno scolastico nel Liceo Morgagni, passando per i suoi compagni di scuola un po’ più grandi che si stanno occupando di dedicare un sito a “Sua Maestà Anatomica”, ai giovani medici che lavorano sul territorio, ma anche a quelli che come Morgagni sono dovuti espatriare”. 

LE RIPRESE

La docufiction è stata girata, per le riprese moderne, nell'ospedale di Forlì e all'Irst di Meldola. A Forlì sono state effettuate riprese nei Licei Classico "G.B.Morgagni" e Scientifico "Paulucci De Calboli" (dove sono stati coinvolti studenti e docenti), in vicolo Gaddi e in altri luoghi caratteristici come la Biblioteca Comunale. Per le riprese storiche, con le comparse in costume, sono stati invece utilizzati il palazzo dei Commissari di Terra del Sole, gli splendidi giardini delle Terme di Castrocaro,la Biblioteca di Forlì e di Faenza, la bellissima antica farmacia di Lugo e, nel faentino, palazzo "Milzetti" (museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna) e la biblioteca. Tante le comparse provenienti da tutta la Romagna e coinvolte in ogni ruolo, dai figli/e del Morgagni agli assistenti, a nobili e popolani. 

Il regista, il protagonista e la troupe 

Il regista ed autore, Cristiano Barbarossa, ha realizzato svariate puntate di Superquark e numerosi programmi televisivi per la Rai. Ha vinto un Premio Giornalistico Ilaria Alpi, il Roma Fiction Fest, il Premio Flaiano, oltre ad altri premi e ad aver ricevuto la Nomination per i Premi Cinematografici Globi d’Oro. I suoi lavori sono stati trasmessi in Francia,Spagna, Giappone, Australia, Olanda, Portogallo, Irlanda.E' ideatore e autore di “Sirene” e “Tutta la Verità” per Discovery Channel. Il personaggio di G.B. Morgagni è stato interpretato da Riccardo Mei. Doppiatore, attore e cantante, è ormai da venti anni la voce per eccellenza della televisione italiana: spiega le frontiere della scienza su Superquark, viaggia per il mondo con Alle falde del Kilimangiaro, illustra i documentari estremi della serie Tabù di National Geographic, in onda su Sky, racconta i misteri della scienza in Voyager. E’ la voce caratteristica ed espressiva che si ascolta in innumerevoli programmi e che interpreta racconti dei grandi autori della letteratura mondiale nelle Short Stories per il gruppo Repubblica-L’Espresso. Anche per la troupe, presenze di professionisti del settore: alle scenografie e costumi Carlo del Giudice, al suono in presa diretta Daniele Ingrati, mentre direttore della fotografia Alessandro Galluzzi.  

Il gruppo Ausl Romagna Cultura 

Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli). 

 
 
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Lunedì 15 aprile, dalle ore 9 alle ore 12, presso la Sala Icaro in viale Roma 1/3 a Forlì , si terrà il secondo appuntamento dell’evento “INvulnerabili: un progetto di sensibilizzazione rivolto alle scuole sul tema della violenza”.

Per tutte  le classi che hanno aderito al progetto, presentato per la prima volta a Forlì nel dicembre scorso, questa sarà l’occasione per restituire e condividere, attraverso espressioni “artistiche” in forma di video, le conoscenze,  le emozioni e i pensieri sulla violenza di genere (e non solo) nelle sue diverse manifestazioni.

Tutti gli elaborati verranno commentati da Davide Conti, Storico e Consulente dell’Archivio del Senato della Repubblica, Simona Bani, Psicologa e Psicoterapeuta dell’Università di Bologna e Michele Marangi, Media Educator dell’Università Cattolica di Milano.

 L’evento, promosso in collaborazione con il progetto ALMA IDEA dell’Università di Bologna, gode del patrocinio dell’AUSL Romagna, dell’Università degli Studi di Bologna e del Comune di Forlì e del prezioso sostegno dei Lions Distretto 108°, Zona A- 2° Circoscrizione (Forlì Giovanni de’ Medici, Forlì Host, Forlì Valle del Bidente,  Forlì-Cesena,Terre di Romagna, Valle del Savio, Cesena).

PROGRAMMA

"La vulnerabilità come metodo critico. Una ricerca interdisciplinare tra teorie, dottrine e casi studio”

 Modera: Mirko Traversari, Dipartimento Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna - Campus di Ravenna

- Saluti delle Autorità

- Susi Olivetti, Dirigente Scolastico Liceo Scientifi co “Fulcieri Paulucci Di Calboli” Forlì

- Creazioni artistiche a cura delle classi:

4C Liceo Scientifi co “Fulcieri Paolucci di Calboli” di Forlì, 2A, 3A, 4A, 4B, 5A Liceo Scientifi co “Augusto Righi” sede distaccata di Bagno di Romagna, 3Es Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena, 3 A Scuola “M. Palmezzano” - IC2 Forlì, 3A Scuola “M. Palmezzano” IC2 Forlì , CNOS FAP, 3A Scuola “M. Palmezzano” IC2 Forlì, 2A, 3A, 4A, 4B, 5A Liceo Scientifi co “Augusto Righi” sede distaccata di Bagno di Romagna

Commentano: Davide Conti Storico e Consulente dell’Archivio del Senato della Repubblica, Simona Bani Psicologa psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico

Con il contributo di: Michele Marangi Media Educator. Docente di Peer&Media Education, Università Cattolica di Milano

Componenti del comitato di progetto:

Dario Bettini (Sartoria Teatrale), Luigi Canetti (Università di Bologna),

Alessandra Foscati (Università di Bologna), Annalisa Furia (Università di Bologna),

Tiziana Iervese (AUSL Romagna- sede Forlì),

Antonella Liverani (AUSL Romagna- sede Forlì), Angelica Montanari (Università di Bologna),

Stefania Polidori (Sartoria Teatrale), Mirko Traversari (Università di Bologna)


 

 
 
 
 
 
 
 
 
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Sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del  Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8, il prof.Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì (Ausl Romagna), interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare  dell'esperienza della chirurgia robotica forlivese.

 

Il titolo dell'incontro, "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia" , rientra perfettamente nel tema dell'edizione di questa edizione del prestigioso Festival, "Intelligenza della salute" ,in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi, che vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. Nella chirurgia oncologica dell’apparato gastroenterico, l’approccio mininvasivo rappresenta a tutt’oggi la procedura migliore di trattamento per la maggior parte delle patologie.I benefici per il paziente derivanti dall’utilizzo di questa tecnica si traducono in un ridotto tasso di complicanze postoperatorie, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle attività fisiche, degenza più breve e un risultato estetico migliore.La chirurgia robotica rappresenta un’evoluzione della tecnica laparoscopica, riducendo ulteriormente le perdite ematiche, e permette di garantire la mininvasività anche in situazioni più complesse. I chirurghi devono spesso affrontare il burnout, cioè una condizione di stress lavorativo cronico caratterizzato da esaurimento emotivo, un sentimento di scarsa realizzazione professionale e un eccessivo distacco emotivo del medico dal paziente. Il burnout ha un impatto negativo non solo sul benessere psicologico del medico ma anche sulla qualità del suo lavoro. Ridurre gli effetti del burnout aumenterebbe la motivazione e soddisfazione lavorativa dei medici e, al contempo, favorirebbe l’instaurarsi di una relazione più collaborativa tra medico e paziente.

Insieme al forlivese prof. Giorgio Ercolani, peraltro componente del Comitato Scientifico del Festival della Scienza Medica, interverrà all'incontro il prof. Paolo Maria Russo.

 

 

 

BOLOGNA, 9 – 12 MAGGIO 2019

 

"INTELLIGENZA DELLA SALUTE"

 

LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA

 

Il Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni (oltre 55.000 presenze nel 2018), e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori e 80 eventi tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

 

Il tema portante di quest’anno ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva. In qualche modo l’intelligenza protegge da malattie vascolari, obesità e disturbi mentali, probabilmente perché consente comportamenti più razionali. D’altro canto, serve un ambiente sano per conseguire buoni livelli di intelligenza: l’assenza o il controllo delle malattie infettive, della malnutrizione e delle violenze garantiscono il mantenimento o il miglioramento degli standard cognitivi geneticamente ereditati. L’intelligenza guida verso il conseguimento di uno status socio-economico che protegge la salute, in un circolo virtuoso che si riverbera sull’intera società, contribuendo a renderla più sana, civile ed equa.

 

La presentazione dell’edizione 2019 da parte del Presidente Fabio Roversi-Monaco si terrà giovedì 9 maggio alle 18.00 presso il Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo: un intervento che sarà seguito da quello dello staminologo Michele De Luca, che farà un excursus sulle frontiere applicative delle cellule staminali, con riferimento in particolare alle importanti sperimentazioni svedesi con staminali embrionali umane per la cura del Parkinson, e dal racconto del "Project Debater", il primo sistema di Intelligenza Artificiale sviluppato da IBM in grado di competere con un umano in un dibattito. Protagonista di questo secondo intervento sarà Aya Soffer, Vice Presidente dell’AI Tech presso l’IBM Research AI organization.

 

Ecco a seguire una panoramica sui principali incontri in programma

 

I premi Nobel

 

Saranno tre i Premi Nobel ospiti della manifestazione: John Gurdon, Premio Nobel per la Medicina 2012, il primo ad intuire e dimostrare, già negli anni Sessanta, che la clonazione era una prospettiva

 

realistica, ragionerà sul delicato equilibrio tra conquiste scientifiche ad essa legate e questioni etiche; anche Aaron Ciechanover, biologo e genetista, premiato con il Nobel per la Chimica nel 2004, affronterà le questioni bioetiche legate alla medicina di precisione, che tramite la profilazione molecolare e biochimica individuale invade il campo della privacy.

 

Arriverà invece a Bologna il 14 giugno il Professor Tomas Lindahl, Nobel 2015 per la Chimica per i suoi studi sui meccanismi di riparazione del DNA, con la consueta lezione conclusiva del Festival.

 

Mente, intelligenza, salute

 

Il legame tra intelligenza e salute, al centro dell’edizione 2019 del Festival, implica riflessioni che interessano ampie prospettive, di natura non solo sanitaria ma anche economica, sociale, etica. Basti pensare alle discussioni sul cosiddetto "effetto Flynn", ovvero l’aumento dell’intelligenza registrato nei paesi occidentali a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, e a come i progressi della medicina – con l’abbattimento, ad esempio, delle malattie infettive – abbiano contribuito in maniera importante all’aumento del quoziente intellettivo. Un focus che sarà affrontato da Ian J. Deary, Professore di Psicologia Differenziale all’Università di Edimburgo, che per primo ha usato l’espressione "epidemiologia cognitiva", le cui ricerche da anni si concentrano sul dialogo tra capacità cognitive e benessere. Marcello Massimini, uno dei maggiori esperti mondiali di disturbi della coscienza, dedicherà il suo intervento all’affascinante rapporto tra intelligenza e coscienza: in che modo i progressi della medicina e dell’intelligenza artificiale intervengono in questo rapporto, ad esempio negli stati di coma in cui la coscienza è vigile nonostante le capacità cognitive pressoché azzerate? O, al contrario, nel caso di reti neurali di ultima generazione con prestazioni superiori a quelli di un essere umano ma ovviamente prive di coscienza? Fiorenzo Conti, già Presidente della Società Italiana di Neuroscienze, terrà un importante intervento sulle "grandi spedizioni esplorative", per realizzare la mappatura del cervello umano, attualmente in corso; Pietro Pietrini, psichiatra e direttore della scuola IMT Alti Studi di Lucca, parlerà delle basi genetiche e neurobiologiche dell’intelligenza umana. Arnaldo Benini, emerito di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo, parlerà di prevenzione della demenza e della sindrome di Alzheimer. Il neurologo Giuseppe Plazzi sarà al Festival con il suo libro "I tre fratelli che non dormirono mai e altri casi di disturbi del sonno" (Il Saggiatore, 2019). Gianvito Martino, neuroscienziato e Direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, farà luce sul modo in cui le cellule cerebrali, interagendo, danno origine ad azioni e pensieri, empatia e sentimento, meccanismi che sono ancora in gran parte sconosciuti. Francesc Graus, Direttore del Dipartimento di Neurologia presso l’Hospital Clínic di Barcellona, parlerà di malattie neurologiche e mentali derivanti da attacchi autoimmuni. Si segnala infine la conferenza "L’acido urico e l’efficacia della mente. Il primo esempio di riciclaggio biologico dei rifiuti", tavola rotonda condotta da Michele Mirabella sul "mistero" dell’acido urico, il cui incremento è ritenuto responsabile dello sviluppo dell’intelligenza e delle capacità motorie nell’essere umano.

 

A vent’anni dalla pecora Dolly: le nuove frontiere della genetica

 

Il futuro della ricerca medico-scientifica passa anche attraverso le nuove prospettive della clonazione: oltre alla già citata lectio magistralis del Nobel John Gurdon sulle tecnologie di trasferimento nucleare, sarà Cesare Galli, specialista internazionale delle tecnologie di clonazione e collaboratore di Ian Wilmut, "padre" della pecora Dolly, a fare il punto sullo stato attuale della ricerca. Numerosi gli interventi sulla medicina genomica e personalizzata: il genetista Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del CNR, da anni impegnato nello studio del genoma dei sardi, spiegherà in che modo esso sia chiave di lettura delle malattie complesse; Massimo Delledonne,

 

fondatore del Centro di Genomica Funzionale dell’Università di Verona, parlerà delle nuove sfide della genomica nella costruzione di un genoma senza difetti, in grado di far nascere "superuomini"; Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica di Milano e Luca Pani, medico, psichiatra e tra i più autorevoli farmacologi al mondo nonché ex Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, faranno luce sulle applicazioni mediche delle tecnologie di editing del genoma.

 

L’informazione medico scientifica: evitare le trappole, combattere le fake news

 

Il ruolo dell’intelligenza diventa di fondamentale importanza anche nella corretta acquisizione delle informazioni mediche e scientifiche a tutela della salute, aiutando le persone a non cadere nelle trappole delle false "credenze". Ma è fondamentale altresì la riflessione su come veicolare il contenuto scientifico in maniera realmente efficace, evitando contrapposizioni nette: un tema di enorme interesse ed attualità del quale parlerà il professor Robert Böhm, che attraverso esperimenti di psicologia cognitiva ha tentato di comprendere i meccanismi che influenzano la ricezione dell’informazione scientifica, ad esempio rispetto all’opportunità delle vaccinazioni. Vaccini, scienza e social media saranno l’argomento di discussione dell’incontro a cura di Farmindustria con lo psicologo Simone Bressan e Rino Rappuoli, uno dei massimi ricercatori mondiali nel campo dei vaccini, che nel corso della sua carriera ha rivoluzionato le tecniche conosciute di produzione dei vaccini. Di correttezza della comunicazione si parlerà anche con Enrico Bucci, Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia, autore del libro "Cattivi scienziati", e da anni in prima linea nel controllo dell’integrità dell’informazione scientifica. Della correttezza della comunicazione ha fatto la ragione stessa della sua professione il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che parlerà di "Diete bislacche e dove trovarle": dal più antico libro sulle diete, uscito nel 1863, al business odierno della forma perfetta, un tentativo di mettere ordine con il filtro della scienza. E a proposito di dieta e benessere, non si può prescindere dal tema della corretta attività fisica: se ne parlerà in "Stili di vita per star bene: i benefici dell’attività fisica" a FICO Eataly World, sabato 11 maggio, incontro che sarà introdotto da Andrea Segrè, Presidente di Fondazione FICO. Infine Patrizia e Silvana Hrelia, rispettivamente ordinarie dei Dipartimenti di Farmacia e Biotecnologie e di Scienze per la vita, parleranno di "mito e realtà" in relazione a medicina, prevenzione e nutrizione gender-oriented.

 

Intelligenza Artificiale, Big Data, Internet of Things: il futuro della medicina

 

L’ingresso sempre più massiccio dell’Intelligenza Artificiale in campo medico è destinato ad avere portata epocale, in particolar modo accelerando il processo diagnostico e riducendo gli errori, a patto però che l’intelligenza umana sia in grado di progettare e programmare con sempre maggior efficacia le macchine, in un processo che non porterà alla scomparsa del medico ma alla virtuosa collaborazione tra automi e uomini. Anche quest’anno il Festival dedica grande spazio alle più avanzate frontiere della tecnologia in campo medico: dall’imaging intelligente, con il futuro della Radiomica e della Radiogenomica, all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in malattie come l’Alzheimer: sarà il geriatra e presidente dell’associazione Italia Longeva Roberto Bernabei a presentare il progetto "Chat Yourself", chatbot che assiste i malati prodromici di Alzheimer ricordando loro consuetudini, abitudini e fungendo da memoria virtuale. Ken Swain, presidente di EON Reality, illustrerà alcune applicazioni in ambito sanitario della realtà aumentata. Ma si discuterà anche dell’altro lato della medaglia: Susi Pelotti e Maria Giulia Roversi Monaco parleranno di luci ed ombre della digitalizzazione del rapporto medico-paziente.

 

Un salto nel futuro con la conferenza-spettacolo di Renato Seracchioli, Direttore dell’U.O. di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, che farà il punto sulle ricerche sull’utero artificiale. Una curiosità: per tutta la durata del Festival sarà visibile al pubblico presso Palazzo Pepoli, il Museo della città di Bologna, il robot Da Vinci, che dall’introduzione, nel 2014, all’Ospedale Sant’Orsola, ha "guidato" oltre 1.500 interventi, specialmente di chirurgia urologica, pediatrica e ginecologica, consentendo il massimo della precisione ed il minimo dell’invasività e garantendo recuperi post operatori più rapidi.

 

Musica, teatro, libri: tutti gli appuntamenti "off" del Festival della Scienza Medica

 

Confermate le tradizionali iniziative dedicate alle scuole, con la "Lezione di Anatomia" presso il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, gioiello seicentesco, "A come Adolescenza. Curare il corpo e le emozioni", una performance teatrale per raccontare come il corpo cambia durante l’adolescenza, la conferenza-spettacolo "Geni a bordo", il format "La parola ai giurati" su un caso di bioetica ispirato da una storia vera.

 

Particolare attenzione sarà dedicata al tema della resistenza antimicrobica, con l’iniziativa dedicata alle scuole superiori realizzata da Farmindustria per spiegare i rischi dei super batteri e contrastare in maniera efficace e semplice la crescente perdita di efficacia degli antibiotici, che prosegue a ritmo impressionante.

 

Ricco il calendario degli eventi collaterali, con due appuntamenti particolarmente curiosi: la riscoperta del De curtorum Chirurgia per insitionem (1597) del famoso Gaspare Tagliacozzi, il primo testo al mondo di chirurgia plastica, che in occasione del Festival sarà donato all’Università di Bologna, e la serata dedicata al tarantismo, con la presentazione di Antidotum Tarantulae, testo del 1641 di Athanasius Kircher dedicato alla pizzica.

 

Durante le giornate del Festival sarà possibile partecipare alle visite guidate alle Collezioni di Cere Anatomiche di Palazzo Poggi e degli Istituti Anatomici, e scoprire Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, uno fra gli edifici di maggior interesse che il Rinascimento cittadino abbia prodotto.

 

Un importante contributo a questa iniziativa è stato dato dai Docenti dell’Ateneo Bolognese, componenti del Comitato Scientifico del Festival.

 

Tutti gli eventi del Festival della Scienza Medica sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, salvo differenti indicazioni.

 

Per rimanere aggiornati sul programma:  www.bolognamedicina.it

 

Facebook: Bologna Medicina - Twitter: @BolognaMedicina

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E’ partita la campagna straordinaria dell’Ausl Romagna, di chiamata attiva di giovani e adulti per la vaccinazione contro il morbillo. Continuano, infatti, a verificarsi casi di morbillo nel territorio provinciale di Rimini dove da dicembre è in corso un focolaio epidemico che, ad oggi,  ha coinvolto 36 persone. Anche a Ravenna dall’inizio dell’anno sono stati registrati 8 casi di malattia, apparentemente non correlati né fra di loro nè al focolaio riminese. Gli interventi di sanità pubblica messi tempestivamente in campo a Rimini per il contenimento del focolaio sono stati di efficacia limitata, a causa della bassa adesione dei contatti suscettibili alle misure di profilassi vaccinale post-esposizione,perché di convinzioni contrarie alle vaccinazioni (cosiddetti no-vax), fattore che ha portato negli anni a creare ampie sacche di popolazione non protetta per questa malattia.

Nell’ottica di aumentare il numero di persone vaccinate in tutta la Romagna, l’Ausl ha dato il via, come peraltro recentemente annunciato, ad una campagna di chiamata attiva per la vaccinazione nelle persone adulte che, se non già vaccinate e se non immunizzate in altro modo, potranno recarsi presso gli ambulatori Ausl dei vari territori per vaccinarsi gratuitamente .

Le politiche di recupero vaccinale messe in atto a seguito della legge regionale dell’Emilia Romagna e del decreto Lorenzin, hanno coinvolto minori in età scolare e operatori sanitari, aumentando in maniera significativa i tassi di copertura per questi target , ma lasciando sostanzialmente inalterati i bassi tassi di copertura dei giovani adulti. In Italia, infatti,  il vaccino antimorbillo è disponibile dal 1976 e solo dagli anni ’90 le percentuali di copertura hanno iniziato ad essere più significative, proteggendo i bambini.

Di qui la campagna straordinaria di vaccinazione antimorbillosa rivolta agli adulti.

Negli ambiti territoriali di Forlì, Cesena e Ravenna i Servizi stanno inviando una lettera di invito alle persone nate tra il 1980 e il 1989 (partendo dai nati nel 1989) per le quali non risulta in anagrafe vaccinale alcuna dose di vaccinazione antimorbillosa. La lettera conterrà un’illustrazione della malattia e delle sue complicanze e i vantaggi individuali e collettivi della vaccinazione nonché, ovviamente, le indicazioni pratiche per l’accesso tramite prenotazione CUP. Sono finora state inviate 650 lettere di invito (250 a Ravenna e, 200 a Forlì, 200 a Cesena)

In considerazione delle caratteristiche del focolaio epidemico tuttora attivo, nella provincia di Rimini le misure sono leggermente diverse e più ampie. Il focolaio riguarda infatti prevalentemente soggetti tra i 17 e i 20 anni per cui gli inviti si rivolgeranno prioritariamente a queste fasce d’età. La Pediatria di Comunità, in aggiunta agli inviti già inviati a norma delle recenti leggi, sta inviando lettere di invito a tutti i minori non vaccinati, sia a coloro che, essendo ricompresi nelle età dell’obbligo, sono stati ripetutamente invitati ma sono tuttora inadempienti, sia ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni, che sono usciti dall’obbligo vaccinale, per un numero complessivo di 3663 lettere di invito i due terzi dei quali già spedite. Nelle lettere si forniscono informazioni sulla malattia e sul vaccino e si invitano le famiglie a rivolgersi agli ambulatori vaccinali della Pediatria di Comunità , nei normali orari di apertura, senza necessità di prenotazione. Il Servizio Igiene Pubblica, che si occupa degli adulti, ha già inviato le prime 1700 lettere a persone con età superiore ai 18 anni partendo dai nati nel 2001. Anche queste lettere contengono un’illustrazione della malattia e le istruzioni per l’accesso alla vaccinazione che può essere libero, senza bisogno di appuntamento, tutti i mercoledì dalle 9 alle 18 presso la sede di Rimini del Servizio Igiene Pubblica di Via Coriano, oppure, in giornate e sedi diverse, su appuntamento tramite prenotazione CUP.

La vaccinazione, gratuita, è trivalente, cioè protegge contro morbillo, parotite e rosolia. Consiste in due dosi di vaccino inoculato per via intramuscolare, a distanza di almeno 4 settimane una dall’altra, e conferisce una protezione elevata e duratura nei confronti delle tre malattie. La pregressa immunità, naturale o vaccinale, per una o più di queste malattie non è una controindicazione alla vaccinazione.

Val la pena ricordare che il morbillo ha di norma un decorso più serio negli adulti rispetto ai bambini e la malattia si può accompagnare a complicanze quali otiti, polmoniti, laringotracheobronchiti ed encefaliti. Anche se molto raramente(in 1 caso ogni centomila), a seguito dell’infezione morbillosa si può sviluppare, diversi anni dopo l’infezione, una panencefalite sclerosante subacuta come conseguenza tardiva della malattia, con un decorso molto serio .

“E’ evidente – evidenzia la dottoressa Raffaella  Angelini, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna – come la vaccinazione rappresenti un presidio fondamentale per la protezione dei singoli e della collettività. A fronte di una situazione molto difficile, in particolare in Romagna, abbiamo dunque deciso di attivare queste misure straordinarie, anche con l’obiettivo di avvicinarci, per quanto possibile alla soglia della cosiddetta ‘immunità di gregge’ grazie alla quale si possono proteggere anche quelle persone che, affette da alcune patologie, non sono nelle condizioni di potersi vaccinare e che, in questa situazione, sono fortemente a rischio”.

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Nell' ambito della Rassegna " MEDICINA DI GENERE. GARANTIRE EQUITA' E APPROPRIATEZZA , promossa dalla Casa delle Donne di Ravenna, finanziata dal Comune e patrocinata dall '  Azienda USL Romagna, e nella ricorrenza della GIORNATA NAZIONALE DELLA SALUTE DELLE DONNE , istituita con Direttiva PCM 11 giugno 2015 dal Ministero della Salute , sabato 13 aprile, in piazza del Popolo a Ravenna, verrà organizzato un Open Space .

" In occasione di tale giornata, le amministrazioni pubbliche, in coordinamento con le associazioni di volontariato - spiegano le volontarie della Casa delle Donne di Ravenna - promuov era no, nell' ambito delle rispettive competenze e attraverso idonee iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, l' attenzione e l' informazione sul tema del benessere della donna .   La data prevista sarebbe stata il 22 aprile,  giorno del compleanno di Rita Levi Montalcini , ma essendo una  giornata  compresa nelle festività pasquali, si è preferito anticipare l'iniziativa al 13 aprile  La comunicazione che svolgeremo sara' particolarmente mirata alla Medicina di Genere, in coerenza con il ricco approfondimento temativo svolto nella Rassegna ,  iniziata a settembre  2018,  che si concludera' nel mese di maggio   2019, con altre due iniziative. Anche il Comitato CRI di Ravenna parteciperà all'organizzazione  dell'iniziativa e ci ritroveremo in piazza con tutte le  associazioni femminili e  sanitarie che hanno collaborato alla rassegna. " 

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Grande successo anche a Rimini per Preveni…Amo”, l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center dell’Ausl Romagna l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center dell’Ausl Romagna, con sede a Cesena e che sta girando la principali città romagnole con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad uno stile di guida prudente.  Un insegnamento prezioso per gli oltre 450 studenti delle scuole superiori degli istituti scolastici riminesi che stamattina hanno riempito il Teatro Galli per ascoltare e intervenire in un inusuale e riuscitissimo meeting tra dottori e studenti.

Dopo una coinvolgente introduzione ad opera del chirurgo Luca Ansaloni e dell'anestesista Vanni Agnoletti, medici del Trauma Center e qui in veste di presentatori dell'evento, sono arrivati i saluti del sindaco Andrea Gnassi e del direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Stefano Busetti. “Questa giornata – ha voluto sottolineare il Sindaco Gnassi ai ragazzi – ci deve aiutare a riflettere ed ad essere più consapevoli sul fatto che la sicurezza e la prevenzione, quando si va su strada sono fondamentali. Chi guida si impegna per se stesso e per gli altri, occorre quindi farlo con prudenza e non mettere in pericolo la propria vita e quella altrui”. “Gli incidenti e i traumi – ha spiegato il dottor Busetti – sono una realtà, ma è possibile ridurli aumentando la consapevolezza sull’importanza della sicurezza stradale”.

Sul palco, un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi che hanno ribadito ai ragazzi quanto sia importante fare attenzione per strada, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Giuseppe Pedrielli dirigente USP di Rimini, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini e Luca Venturini della Polizia Municpale di Cesena.

Molto apprezzata dai ragazzi è stata la proiezione di alcuni video con le testimonianze dirette di incidentati e incidenti, il ruolo del Trauma Center Romagna e dei professionisti coinvolti in questa rete - Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Carlo Fabbri, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Maurizio Menarini, Vanessa Agostini,  Federico Coccolino, Emiliano Gamberini, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis del Trauma Center di Parma – che oggi si sono tolti il camice, hanno indossato la maglietta di “Preveni… Amo” e hanno raccontato ai ragazzi di loro coetanei che, purtroppo, non ce l’hanno fatta, o di altri che ce l’hanno fatta ma che sono rimasti paralizzati, o di altri ancora che hanno avuto una ripresa pressochè completa, come Graziano e Massimo, che hanno raccontato la loro toccante storia.

In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

L’iniziativa è stato organizzata da Ausl Romagna e Comune di Rimini con il patrocinio della Regione e dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna. Responsabili scientifici dell’evento, Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino.

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