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Da lunedì 8 aprile all’ospedale Bufalini di Cesena è attivo il Servizio di Emodinamica in urgenza H24 per i pazienti in carico al Trauma Center e per i degenti ricoverati nei reparti del nosocomio cesenate.

La possibilità di eseguire procedure interventistiche per le emergenze cardiologiche in qualsiasi momento del giorno o della notte, 365 giorni all’anno, riguarderà nello specifico le seguenti tipologie di pazienti:

- pazienti in carico all’ospedale per le funzioni Hub di Trauma Center;

- pazienti sottoposti a supporto vitale extracorporeo (ECLS) che necessitano di coronografia urgente;

- potenziali donatori di organi e tessuti ai fini della valutazione di idoneità del cuore al prelievo a     scopo di trapianto terapeutico;

- pazienti ricoverati presso un reparto di degenza del Bufalini e che necessitano di una coronografia in emergenza.

Gli interventi saranno effettuati da una unica equipe, fortemente integrata, composta da cardiologi emodinamisti delle Unità Operative di Cardiologia degli ospedali di Cesena e Forlì.

In tutti gli altri casi (cittadini soccorsi dal 118 o che accedono autonomamente al Pronto Soccorso), la risposta all’urgenza dell’infarto continuerà ad essere assicurata 24 ore su 24 e sette giorni su sette centralizzando il paziente presso i centri hub di Forlì e Rimini, secondo le modalità in essere e i protocolli vigenti.

"Con questo provvedimento – dice il presidente della Conferenza Territoriale Socio sanitaria della Romagna (Ctss) Paolo Lucchi – raggiungiamo un traguardo importantissimo. Si conclude così, in modo positivo questa fase condivisa con tutti gli operatori coinvolti. Ora attendiamo che la  Commissione Cardiologica Regionale, a cui ci siamo già rivolti, accolga il nostro progetto per garantire l’emodinamica h24 al Bufalini, in modo da assicurare un'assistenza cardiologica costante, rafforzando ulteriormente la vocazione fortemente emergenziale del nostro ospedale nella rete della sanità romagnola”.

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Aveva girato vari centri oculistici europei e le avevano detto che, nel suo caso particolare, per il suo distacco di retina non si poteva intervenire. Operata all’Ospedale “Santa Maria delle Croci”, sta avendo un buon decorso e la prognosi sarà verosimilmente positiva.

Si tratta di una giovane donna di 39 anni, bulgara, affetta da una grave e rara forma di distacco di retina complicato e oltretutto portatrice di una cheratoprotesi permanente (impiantata per una pregressa grave patologia corneale), nell’unico occhio vedente. Tale patologia è una complicanza devastante dal punto di vista visivo per questi pazienti, sia per la gravità del problema in sé, sia per la difficoltà a procedere chirurgicamente. In tali pazienti infatti, a causa di patologie infiammatorie o traumatiche, viene impiantata una lente che sostituisce la cornea malata, che viene ricoperta da mucosa buccale o cartilagine autologa, per evitare il rigetto. Ciò permette spesso un buon recupero visivo ma, essendo il diametro della protesi di circa 3 millimetri, si riduce notevolmente la possibilità di poter controllare ed intervenire sul segmento posteriore dell’occhio (la retina) quando, come in questo caso, ciò si rende necessario. A causa di questa difficoltà pre e intra-operatoria, la paziente era stata già visitata in precedenza in Grecia, Spagna e Inghilterra (presso un prestigioso Ospedale Oftalmico londinese) dove era stata giudicata inoperabile.

Dopo questi consulti è stata inviati dai colleghi oculisti di Sofia per un ultimo consulto al dottor Paolo Rossini, referente della chirurgia vitreo-retinica del reparto di Oculistica ravennate, diretto dal dottor Domenico D’Eliseo. Giunta a Ravenna, la paziente è stata visitata e quindi sottoposta dal dottor Rossini ad un delicato e complesso intervento di vitrectomia, durato circa 4 ore. L’intervento, come di routine per gli interventi sulla retina effettuati a Ravenna, è  stato eseguito con tecnica mini-invasiva e ha permesso di riattaccare la retina, eseguire il trattamento laser per “saldarla” e mantenerla aderente mediante l’utilizzo di olio di silicone. L’indomani, dopo aver avuto conferma dai medici di un decorso post-operatorio regolare, la paziente è stata dimessa ed è potuta rientrare in Bulgaria. Nei giorni scorsi la conferma che il decorso post – operatorio sta andando bene.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa dai medici D’Eliseo e Rossini. Un analogo interventi di chirurgia super-specialistica (il paziente, con analoga problematica, proveniva dal Piemonte), è stato operato sempre dal dottor Rossini nel 2015). E tutto ciò è reso possibile grazie al continuo e alto livello di aggiornamento scientifico e tecnologico che l’AUSL Romagna consente di mantenere ai medici del reparto, confermando l’Oculistica di Ravenna un Centro di riferimento per le patologie vitreo-retiniche e della cornea.

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Dal mese di aprile fino al prossimo 30 giugno l’attività di controllo dei funghi presso il CMP di Ravenna, in Via Fiume Montone Abbandonato n. 134, si svolgerà nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 10.30.

Nello stesso periodo saranno aperti al pubblico anche lo Sportello micologico della sede di Bagnacavallo, in Via Vittorio Veneto n. 8, tutti i lunedì dalle 11.30 alle 12.30 e lo Sportello micologico della sede di di Faenza in Via Zaccagnini n. 22, ogni mercoledì dalle 11.30 alle 12.30.

Nelle altre giornate l’attività proseguirà comunque su appuntamento telefonando dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30 al numero di telefono 0545 283055 con almeno 24 ore di anticipo.

E' molto importante far controllare da personale esperto i funghi raccolti per evitare intossicazioni che possono avere conseguenze anche molto gravi.

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Ma come stanno di salute i romagnoli? Elementi significativi in tal senso sono contenuti nel nuovo "Profilo di Salute della Romagna", elaborato dalla unità operativa di "Epidemiologia e comunicazione" del Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl Romagna, pubblicato su questo sito e inviato alle Istituzioni romagnole. La pubblicazione, raccoglie e analizza importanti dati e informazioni, per fornire indicazioni sulle condizioni presenti nel contesto sociale e ambientale, sui comportamenti e stili di vita e sui principali indicatori di salute e malattia che sono presenti nella popolazione.

Descrivere la salute di una popolazione è un compito difficile in quanto può essere definita e osservata in modo diverso in base alle differenti culture, valori, età, stato di salute. L'Azienda ha impostato questo profilo basandosi su una definizione che la consideri come lo stato di benessere fisico, psicologico e sociale prodotto dall’azione di diversi fattori - individuali, socio economici e ambientali -: i cosiddetti determinanti di salute. Su questi fattori, che sono solo in minima parte sotto il controllo del Servizio Sanitario, possono agire diversi settori della società per migliorare il benessere e la qualità della vita. Ad esempio buone pratiche, descritte all'interno del Profilo, legate a sani e corretti stili di vita. Il tutto perseguendo i valori e obiettivi di perseguimento e mantenimento della salute, previsti anche nella Costituzione.

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A seguito di procedura selettiva il dottor Francesco Cristini è stato nominato direttore dell’Unità operativa “Malattie infettive” di Rimini e Forlì/Cesena dell’Ausl Romagna. Sostituisce il dottor Massimo Arlotti che è andato in pensione. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione con la partecipazione del dotto Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna.


Il nuovo primario.

Il dottor Cristini si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Brescia nel 1999 con una dissertazione sulla valutazione delle infezioni ospedaliere nei pazienti Hiv positivi. Si è dunque specializzato in Malattie infettive presso il medesimo ateneo nel 2003 con tesi inerente tematiche di antibioticoterapia.
Durante il periodo di frequenza, in qualità di medico in formazione specialistica presso la Clinica di Malattie Infettive di Brescia, nel 1999 ha ottenuto una borsa di studio dall’Istituto Superiore di Sanità e nel 2002 ha effettuato uno stage presso il Dipartimento di Biotecnologie cellulari ed Ematologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 2004 al 2010 il professionista ha lavorato presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ed insegnato presso la locale università. Nell’ultimo anno di lavoro ad Udine è stato principal investigator di tre importanti studi e protocolli clinici. Ha quindi lavorato al Policlinico “Sant’Orsola – Malpighi” di Bologna, fino alla nomina in Ausl Romagna. Nell’ambito dell’incarico a Bologna ha operato presso la Clinica di Malattie Infettive svolgendo anche attività di tutoraggio e docenza, e dal 2014 è stato responsabile del programma aziendale sulla “gestione delle complicanze infettive nel paziente sottoposto a trapianto e stewardship antimicrobica”, e dal 2017 è stato nominato responsabile del programma interaziendale “Percorso del paziente con patologia infettiva ad elevata complessità ed a gestione multidisciplinare”.

Sin dall’inizio della attività lavorativa in Romagna è stato nominato Professore a contratto di Malattie Infettive presso il Campus di Rimini per i corsi di Laurea in Infermieristica e Assistenza Sanitaria. A partire dal 2003 è stato relatore in più di trecento eventi scientifici e coautore di 52 pubblicazioni scientifiche.

Il reparto di Rimini.

L’unità operativa di “Malattie infettive” di Rimini a seguito dell’approvazione delle Linee d’indirizzo per il riordino ospedaliero dell’Ausl Romagna, come ribadito durante al conferenza stampa dal dottor Busetti - comprende anche il reparto di degenza di Forlì, ed il presidio ambulatoriale presso l’Ospedale di Cesena. Conta 20 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day hospital. Complessivamente i medici della unità operativa complessa sono 20 di cui 11 in servizio a Rimini; 25 gli infermieri (tra cui la coordinatrice) e 2 oss. Le principali patologie affrontate in regime di ricovero ordinario sono le infezioni dell’apparato respiratorio, delle vie urinarie, le infezioni sistemiche, le infezioni osteoarticolari e le patologie da HIV. Oltre novecento i ricoveri effettuati in degenza ordinaria a Rimini nel 2018, cui si aggiungono oltre sedicimila visite e prestazioni/consulenze per interni ed esterni (1.800 sono le consulenze per il pronto soccorso). Tutti i pazienti affetti da patologie infettive croniche o da patologie di particolare rilievo sociale vengono invece generalmente seguiti in regime di day service, garantendo loro accesso rapido, approccio proattivo sulle patologie correlate e le complicanze, continuità di cura molto forte.

 

Il reparto di Forlì e il presidio ambulatoriale di Cesena.

Il reparto di degenza ordinaria dell’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì ha una dotazione di 15 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day-hospital, coi quali vengono soddisfatte anche le esigenze di ricovero dell’ambito territoriale di Cesena. Vi operano 9 medici, 19 infermieri (compree una coordinatrice per Forlì ed una per Cesena) e 2 oss. Sempre nel 2018 a Forlì/Cesena i ricoveri sono stati oltre 400 e le visite e prestazioni/consulenze quasi novemila. Nel corso della conferenza stampa è emerso come, presso l’Ospedale di Forlì, siano stati recentemente assunti in pianta stabile 5 giovani medici e che vi sia in previsione la creazione di una struttura semplice.

Le principali, ma non esclusive, attività dell'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, sono le seguenti:

  • diagnosi, prevenzione e cura delle problematiche collegate all'infezione da HIV. E’ attualmente in via di definizione una Struttura Semplice Dipartimentale dedicata. Tale impegno si svolge essenzialmente all’interno dei presidi Ospedalieri di Forlì Cesena e Rimini, collaborando anche con Gli Istituti Penitenziari del territorio e con il Centro Medico di San Patrignano;
  • attività di consulenza intra-aziendale nelle tre sedi di Forlì Cesena e Rimini, con particolare attenzione verso la complessità infettivologica in ambito chirurgico ed intensivistico e dei pazienti immunodepressi. Settimanalmente l’equipe medica effettua anche attività di consulenza presso l’Ospedale di Riccione;
  • presso il Centro Regionale della Fibrosi Cistica di Cesena viene svolta attività ambulatoriale continuativa sul paziente adulto;
  • governo clinico delle epatopatie virali acute e croniche ed esecuzione di Fibroscan;
  • presso il presidio di Rimini attivo un Ambulatorio di infezioni sessualmente trasmesse (IST);
  • gestione della complessità clinica in ambito infettivologico di comunità e/o correlata alla assistenza, sia in regime di ospedalizzazione che ambulatoriale;
  • gestione del rischio infettivo correlato all’emporiatria, comprendente sia le patologie dei migranti, sia quelle del viaggiatore di ritorno dai tropici;
  • collaborazione con gli uffici competenti delle Direzioni Mediche di Presidio in merito alla gestione delle emergenze epidemiologiche nella comunità ed in ospedale;
  • responsabilità del programma aziendale sul rischio infettivo e stewardship antibiotica (SPIAR) a carico di un infettivologo del presidio di Rimini, che opera in sinergia con gli organismi di direzione nei diversi presidi della Azienda USL della Romagna.

A corredo di tutto ciò, nel corso della conferenza stampa il dottor Cristini ha evidenziato come “negli anni scorsi i pazienti con Hiv o Aids rappresentavano la maggior parte dei nostri ricoveri. Ora invece, grazie alle terapie, la loro presa in carico è per lo più ambulatoriale e non hanno bisogno di essere ricoverati. Anche perché la loro aspettativa di vita si è assai modificata nel corso degli anni. Adesso una persona con Hiv può pensare benissimo di accendere un mutuo o di avere dei nipotini – ha metaforizzato il professionista -. Stiamo facendo grossi passi avanti anche per la cura dell’epatite C: un progetto dell’Oms mira all’eradicazione, e ci riusciremo, ma attualmente è considerabile un male sociale. Un alto numero di ricoveri arriva anche dall’allungamento della vita media, con relative situazioni di immunodepressione. Infine siamo al lavoro su progetti per l’utilizzo appropriato degli antibiotici contrastando fenomeni di antibioticoresistenza”.

Il dottor Busetti ha colto l’occasione per rimarcare come “negli ultimi tre anni in questa Azienda sono stati nominati 55 nuovi primari (il dottor Cristini è uno di questi) e altri 20 saranno verosimilmente nominati di qui a fine anno”.

 

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Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un “bollettino di guerra” che potrebbe e che dovrebbe essere evitato. Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni…Amo", che vedrà i medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, insieme a professionisti dell'Ospedale di Rimini ed esperti della Polizia Municipale di Rimini, a confronto diretto con gli studenti delle scuole superiori riminesi.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi e si sta replicando in tutte le principali città romagnole.

A Rimini l’incontro si terrà lunedì 8 aprile, a partire dalle 9.30 al Teatro Galli (piazza Cavour 22). E’ prevista la partecipazione del Sindaco Andrea Gnassi, del direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del Direttore Sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e del Dirigente USP Rimini Giuseppe Pedrielli. Parteciperà un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi, Mattia Casadei, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini.

Numerosi saranno ovviamente i medici del Trauma Center dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena e di reparti legati all’emergenza – urgenza; tra loro: Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Federico Coccolini, Emiliano Gamberini, Carlo Lusenti, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis.

“Gli incidenti stradali – spiegano gli organizzatori Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino - rappresentano una grave e continua emergenza sociale a livello globale; attualmente in Europa causano circa 26.000 morti, mentre in Italia sono più di 3.000 le vittime di incidente e quasi 250.000 i feriti. Ogni giorno si verificano in media più di 480 incidenti stradali, che provocano la morte di quasi 9 persone e il ferimento di più di 680. Gli incidenti sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare sono i ragazzi tra i 20 e 24 anni ad essere in percentuale maggiormente colpiti. La morte, inoltre, non è che la punta dell’iceberg. Gli incidenti stradali, infatti, sono anche la principale causa di disabilità nello stesso gruppo di individui, rendendo impossibile per i sopravvissuti e talvolta per le loro famiglie il ripristino delle normali condizioni di salute e modificando dunque sostanzialmente la loro qualità di vita. Sebbene secondo gli ultimi dati Eurostat il numero di incidenti stradali stia diminuendo negli anni, tale diminuzione non è ancora in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

Da qui – proseguono gli organizzatori - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (Siat) della Romagna, diretto dal Dr. Agnoletti, insieme alla associazione Astra Onlus,  per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. ‘Preveni…Amo’ è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. All'appuntamento di lunedì verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani.

L’obiettivo dei medici - che solitamente si occupano della cura quando l’incidente è ormai avvenuto e che con questa iniziativa tentano invece di prevenirlo - è di mostrare le conseguenze tragiche dell’incidente in maniera concreta e senza filtri. I giovani, infatti, hanno un concetto del tempo distorto: sono iperconcreti riguardo al presente e sottovalutano i rischi, il che si aggiunge alla tendenza tipica delle culture moderne ad “occultare” la morte e la sofferenza, a nascondere la malattia, la fatica.

Uno degli strumenti comunicativi, oltre alle testimonianze, è l’uso dei video,  girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico; vengono mostrati i professionisti della rete traumi SIAT Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, mantenendo così viva l’attenzione dei ragazzi.

Per facilitare la comunicazione con un pubblico di giovane età, inoltre, i medici del Trauma Center hanno provveduto alla creazione di una pagina Facebook  (https://www.facebook.com/Preveniamo)  sulla quale condividere contenuti video ed informativi relativi all’evento.

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CHIRURGIA

VITREORETINICA

Novità e strategie a confronto

LIVE SURGERY

Forlì, venerdì 12 aprile , Hotel Globus

 

 

Chirurgia Vitreoretinica, novità e strategie a confronto è un congresso rivolto a medici oculisti, ortottisti, infermieri e ingegneri clinici ospedalieri, ognuno per la propria parte di competenza, che

ha come obiettivo quello di mettere a confronto le tecnologie più innovative attualmente presenti sul mercato oftalmologico e discuterne utilità clinica e impatto economico per le strutture ospedaliere.

Nel corso della chirurgia in diretta vedremo se il “nuovo” ha le carte in regola per soppiantare definitivamente il vecchio oppure continuare ad affiancarlo.

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RESPONSABILE SCIENTIFICO

Dott. Giacomo Costa

In concomitanza al convegno CHIRURGIA VITREORETINICA, NOVITA E STRATEGIE A CONFRONTO, LIVE SURGERY, l’Ordine Ingegneri della Provincia di Forlì-Cesena organizza
un workshop per Ingegneri biomedici dal titolo :"LE NUOVE TECNOLOGIE PER LA CHIRURGIA OFTALMICA. ASPETTI INNOVATIVI E DI SICUREZZA PER IL PAZIENTE", presso Hotel Globus City.  L’Ordine Ingegneri della Provincia di Forlì e Cesena riconoscerà n. 4 CFPAl.

Durante il workshop si parlerà di:
Microscopi per chirurgia oftalmica e sistemi di guida per lenti toriche
Piattaforma 3D per la chirurgia vitreo-retinica digitalmente assistita
Facoemulsificatori, nuove tecnologie per l’intervento di estrazione della cataratta
Evoluzione nella chirurgia vitreoretinica dal taglio meccanico alla liquefazione
Piattaforme OCT avanzate

 

 

 

IN ALLEGATO IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO e del WORKSHOP

 

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“Vogliamo offrirvi i libri avventurosi e divertenti di quanto eravamo bambini. Ora speriamo che la lettura di questi testi vi renda felici come hanno reso felici noi”. Queste le parole scritte dagli alunni della Classe 1° O e 1 Q della Scuola Media Statale “Tito Macio Plauto” di Cesena che hanno deciso aderire a “Liberaunlibro”, progetto promosso dalla Pediatria di Comunità di Cesena per raccogliere libri nuovi o usati da destinare alla pediatria e alle sale d’attesa degli ambulatori pediatrici.

Una ottantina i volumi donati e che andranno ad arricchire gli angoli lettura delle aree pediatriche. L'iniziativa è stata organizzata dalla Professoressa Patrizia Graffiedi nell’ambito di un lavoro sulla solidarietà che sta portando avanti con la classe 1° "O" e che è culminato con la raccolta da parte degli alunni dei libri da donare.

 “Liberaunlibro – spiega la dott.ssa Anna Faetani, pediatra di Comunità di Cesena e responsabile del progetto -  si inserisce all’interno del più ampio progetto “Nati per leggere”, per incentivare l’abitudine alla lettura ai bambini in famiglia, con particolare attenzione alla lettura ad alta voce. Ai ragazzi ho potuto illustrare i luoghi in cui abbiamo incentivato i progetti di lettura, compresa la Terapia Intensiva Neonatale, la storia e le persone che ci sono dietro. E' stato molto piacevole vederli così attenti e interessati. In particolare mi ha colpito la frase che hanno scritto sul biglietto di accompagnamento e che esprime il concetto alla base del progetto: ‘se quel libro ti ha dato gioia donalo perchè sia occasione di gioia anche per qualcun altro, non è solo generosità, è condivisione di esperienze positive importanti”.

L’Azienda USL ringrazia gli alunni e i docenti delle Scuole Media Tito Macio Plauto di Cesena per la generosa donazione.

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Nuovo passo avanti decisivo per la realizzazione del nuovo ospedale di Cesena. Dopo l’inserimento, nell’autunno scorso,  del progetto fra quelli finanziati - per 156 milioni di euro - con i fondi di cui al comma 1072, art.1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il 2018-2020”, oggi è arrivata la firma dell’accordo territoriale tra il Comune di Cesena, la provincia di Forli-Cesena, la Regione Emilia-Romagna e l'AUSL della Romagna che sancisce “la localizzazione del nuovo polo ospedaliero di Cesena”.Con questo atto il progetto per il nuovo ospedale di Cesena si accinge ad entrare nella fase più operativa, aprendo la strada alla fase di gara per l’affidamento delle successive fasi di progettazione del plesso.

Tutti i dettagli dell’accordo e delle fasi successive sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta mercoledì mattina nell’area individuata per ospitare la struttura ospedaliera, con gli interventi del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, del Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del Presidente della  Regione Emilia – Romagna Stefano Bonaccini e del Direttore dell'U.O. Progettazione e Sviluppo Edilizio dell'Ausl Enrico Sabatini.

 

L’Accordo

Con l’Accordo vengono definiti scelte e obiettivi strategici di medio e lungo periodo, per dare attuazione al nuovo Polo Ospedaliero di Cesena, a cominciare dalla condivisione di un adeguato ambito di localizzazione della struttura, per arrivare a inserire la previsione deil nuovo ambito per i servizi sanitari sovracomunali negli strumenti di pianificazione  di Provincia e Comune.Di fatto, l’Accordo ufficializza da un punto di vista amministrativo l’individuazione dell’area di Villa Chiaviche per l’insediamento del nuovo ospedale, indicando come obiettivo generale la sua sostenibilità territoriale ed ambientale e la qualificazione dal punto di vista urbanistico, architettonico, infrastrutturale, ambientale, da raggiungere attraverso una particolare attenzione per:

•          un adeguato ed efficace sistema della accessibilità e del trasporto pubblico locale

•          una buona ambientazione ed inserimento paesaggistico e sistemazione adeguata rispetto ai vincoli ambientali, storici e paesaggistici;

•          adeguati sistemi del verde e delle reti ecosistemiche ed ecologiche;

•          un adeguato sistema di gestione delle acque;

•          efficace gestione dell’energia e delle reti tecnologiche;

•          gestione efficace dei rifiuti in un’ottica di economia circolare;

•          inserimento adeguato sotto il profilo acustico. 

Nell’Accordo sono indicate, inoltre, le linee da seguire per la definizione delle possibili destinazioni urbanistiche insediabili nel comparto esistente dell’Ospedale Bufalini.

 

Verso la gara per la progettazione

Questo atto  rappresenta un punto chiave operativo delle fasi realizzative dell’opera, e di fatto, dà il via alla procedura di gara per l’affidamento delle successive fasi di progettazione del plesso. Verrà quindi indetta una gara a procedura  aperta, ai sensi dell’art. 60 Dlgs 50/2016, per l’affidamento di  servizi diarchitettura, ingegneria e geologia, con relative indagini, per la redazione della progettazione di fattibilità tecnica ed economica 2a fase, definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, con riserva di affidamento della direzione lavori e del coordinamento alla sicurezza in fase di esecuzione inerente ai lavori di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena”.Le offerte che perverranno da parte dei concorrenti interessati, saranno sia di ordine tecnico che economico. Si prevede entro l’anno l’individuazione del soggetto che progetterà l’opera nel suo complesso, tenuto conto di quanto già indicato nei documenti redatti dall’Ente.La nuova fase di progettazione, inevitabilmente, prenderà le mosse dal progetto di fattibilità  tecnica ed economica 1a fase che è stato completato il  31 maggio 2018 ed approvato con deliberazione del Direttore Generale del 05 luglio 2018.Il quadro economico riportato in questo primo livello di progettazione è lo stesso definito nello studio di pre-fattibilità, (al netto di arredi e attrezzature sanitarie):

Totale costo costruzione immobile (al lordo di IVA), comprese spese tecniche          €. 151.256.567,00

Allestimento superfici esterne                                                                               €.     4.980.000,00

TOTALE                                                                                                              €  156.236.567,00

 

La filosofia del progetto

Sulla base delle anticipazioni già fornite in fase preliminare, lo schema funzionale di base che si pensa di adottare per il nuovo Ospedale di Cesena prevede che tutto si sviluppi attorno ad una “piastra” centrale - dove concentrare le funzioni sanitarie generali, compresa l’area dell’emergenza/urgenza ed i servizi per l’utenza esterna - a cui collegare delle torri (articolate su tre-quattro piani) per ospitare le degenze e gli ambulatori medici, per una superficie complessiva di 75mila metri quadri. Il complesso sarà caratterizzato da strutture poco elevate in altezza, quindi di basso impatto ambientale, e sarà anche molto flessibile: alla piastra centrale possono essere aggregate più torri, ognuna composta anche da un numero diverso di piani, a seconda delle necessità variabili nel tempo.La piastra centrale (circa 33.000 metri quadrati di superficie) sarà articolata su due-tre piani; quello inferiore dedicato all’utenza esterna e quelli superiori dedicati all’emergenza urgenza. L’accesso al Pronto Soccorso si troverà a un capo della piastra, mentre l’ingresso dell’utenza potrebbe essere collocato al capo opposto o, in alternativa, in un punto intermedio, dove si troverà, in aderenza alla piastra, la palazzina che ospita gli uffici direzionali ed amministrativi, oltre alle aree d’accoglienza, lafarmacia ospedaliera e un centro di formazione. In posizione staccata dal complesso torri-piastra sorgerà un fabbricato sede di alcuni servizi generali e logistici (cucina-mensa-dispensa, officine di manutenzione, locali tecnici, magazzini), collegato al complesso principale tramite un tunnel sotterraneo.Il progetto punta quindi ad una struttura che superi le difficoltà di collegamento  tra i diversi corpi di fabbrica, presenti nell’attuale ospedale, che dagli anni Sessanta sono stati edificati attorno a un primo nucleo centrale a monoblocco, e consenta il superamento definitivo delle barriere architettoniche “naturali” che rendono il Bufalini un presidio non adeguato alle esigenze attuali. Il complesso sarà articolato in nove macroaree: Interventistica, Emergenza/Urgenza, Diagnostica e Terapia, Outpatients(dialisi, ambulatori per esterni, prelievi, palestre), Degenze ordinarie, Materno-Infantile, Laboratoristica, Servizi generali, Logistica. Ma la concezione della nuova struttura ospedaliera sarà improntata alla flessibilità, strutturale e gestionale, con aree di degenza capaci di rispondere alle esigenze di bisogni sanitari che nel tempo possono cambiare. Il dimensionamento del progetto dovrà pertanto tenere conto dell’andamento demografico, delle patologie ricorrenti e nuove, delle relazioni con gli altri ospedali della rete per la concentrazione di casistiche complesse e delle possibilità offerte dalle caratteristiche strutturali previste per la piastra servizi. Qui, in particolare, potranno trovare spazio aree di ricovero di utilizzo comune che ridurranno la necessità di posti letto per la Lungodegenza e la Riabilitazione estensiva.Esigenza fondamentale, rispettata dal progetto, è il potenziamento degli spazi destinati all’area diagnostica per prestazioni di alta complessità al servizio dei percorsi del trauma e delle neuroscienze (piattaforma radiologica e di radiologia e neuroradiologia interventistica) in cui si svolgono prestazioni di alta complessità. L’attuale “Bufalini” è infatti sede di Trauma Center della Romagna e svolge un ruolo di riferimento per l’urgenza e per i grandi traumi (neurochirurgici e ortopedici). 

 

L’adeguatezza dell’area prescelta

Fondamentale, per lo sviluppo del progetto, l’adeguatezza dell’area prescelta. Situata a Villachiaviche e già di proprietà dell’Ausl, l’area è collocata sull’asse della “Gronda–Bretella”, ha una superficie di 22 ettari, (l’ordine di grandezza necessario per la costruzione di una struttura analoga al Bufalini), e potrà offrire per la sosta oltre 1.000 posti auto.

 

Il percorso seguito finora

L’ideale punto di partenza del cammino verso la realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena può essere individuato nella stima elaborata alcuni anni fa, secondo la quale erano necessarie risorse superiori a 50 milioni di euro per l’adeguamento sismico del Bufalini. E anche ogni successiva analisi tecnica ha reso evidente come fosse più conveniente costruire un nuovo Ospedale in altro luogo, piuttosto che procedere per continui riadattamenti dell’esistente.La fase preparatoria è partita poco più di tre anni fa, quando  nel dicembre 2015 la Giunta regionale ha approvato le “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”.Nella primavera del 2016 è stato istituito il Comitato per il nuovo Ospedale di Cesena, con l’intento di sviluppare il confronto più ampio sul funzionamento della sanità e dell’Ospedale Bufalini, sul futuro dei servizi socio-sanitari, per valutare l’ipotesi di realizzare un nuovo ospedale in sostituzione di quello attuale.Successivamente, il confronto si è allargato all’intera città, con assemblee in tutti i Quartieri di Cesena ed in altri luoghi di aggregazione sociale.Conclusa la fase di confronto, si è messa in moto la macchina procedurale.La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria  ha approvato in data 9 gennaio 2017 le “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera della AUSL Romagna”, in cui ha declinato gli obiettivi prioritari della riorganizzazione ospedaliera, evidenziando fra gli elementi riguardanti gli ospedali, “la riflessione sulla costruzione del nuovo Bufalini di Cesena”.Nel corso del 2017 l’Azienda USL della Romagna ha svolto uno studio di pre-fattibilità contenente la descrizione dei principali aspetti della struttura ospedaliera esistente, evidenziando le rilevanti criticità presenti e la notevole obsolescenza, l’insufficiente flessibilità strutturale e organizzativa che non consente la necessaria adattabilità richiesta dal continuo modificarsi delle tecnologie e delle esigenze in ambito sanitario, le inadeguatezze strutturali ed impiantistiche rispetto agli standard richiesti dalle norme, la limitatezza e gli ostacoli morfologici dell’area di pertinenza che rendono molto difficoltosi futuri ampliamenti. Il suddetto studio di pre-fattibilità, che proponeva anche, come soluzione ottimale, la riedificazione dell’ospedale di Cesena in un’area di proprietà dell’Azienda, sita in località Villachiaviche, in prossimità del casello autostradale di Cesena sud, è stato approvato con deliberazione del Direttore Generale dell’Azienda USL della Romagna n.520 del 21 novembre 2017.Parallelamente, l’Assessorato all’Urbanistica del comune di Cesena ha avviato studi ed approfondimenti di natura territoriale ed urbanistica, e predisposto il procedimento tecnico – amministrativo per la localizzazione urbanistica di un nuovo ambito da destinare a servizi di interesse sovra comunale – Polo ospedaliero,  promuovendo  allo scopo l’approvazione e la sottoscrizione ai sensi di norma di un accordo territoriale individuando quali soggetti istituzionali da coinvolgere nell’accordo la Provincia di Forlì- Cesena, la Regione Emilia Romagna, la Direzione Generale AUSL Area Vasta Romagna e confermando la scelta dell’insediamento del nuovo plesso ospedaliero nell’area di proprietà dell’Azienda USL della Romagna.Con deliberazione di Giunta Regionale n. 74 del 22 gennaio 2018 la Regione Emilia-Romagna ha preso atto dello studio di pre-fattibilità svolto dall’Azienda USL della Romagna, ritenendo, a sostegno finanziario dell’opera, che “il quadro finanziario approvato con delibera dell’Azienda n.520 del 21/11/2017 sia compatibile con le concrete possibilità di ricorso al credito a lungo termine da parte dell’Azienda stessa e con il livello di risorse a disposizione de sistema”.Successivamente, con delibera n. 1145 del 16 luglio 2018, la Giunta Regionale ha disposto di destinare all’Azienda USL Romagna risorse pari a € 12.000.000,00 per il finanziamento delle fasi di progettazione dell’intervento di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena successive a quelle svolte dall’Azienda USL a valere sull’accantonamento di risorse da Fondo Sanitario Regionale indistinto anno 2017.Come riportato in precedenza, l’Assessorato Politiche per la Salute della Regione, ha poi richiesto al Ministero della Salute il finanziamento del costo di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena, ottenendolo.

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Operativo nella sede del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Romagna, l’ambulatorio dedicato alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti ad amianto.

Il Piano Amianto della Regione Emilia-Romagna (DGR 1945/2017) prevede la definizione di un programma regionale di assistenza informativa e sorveglianza sanitaria rivolto ai lavoratori ex esposti ad amianto da attuare attraverso l’istituzione di ambulatori di medicina del lavoro in tutti i Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende USL.

Il protocollo di assistenza informativa e sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto prevede:   

- un primo livello di controllo generale
- un secondo livello di controllo mirato
- controlli periodici

Le Unità Operative Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (UOPSAL) dell’Azienda USL Romagna stanno attivando uno specifico ambulatorio, seguito da medici del lavoro, nelle sedi del Dipartimento di Sanità Pubblica, al fine  di garantire la presa in carico dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto.

L’ambulatorio, già attivo da diversi anni nel territorio di Ravenna (caratterizzato dalla presenza di numerosi insediamenti industriali che utilizzavano l’amianto per vari scopi) e che sarà attivato presso gli altri ambiti territoriali della Romagna a partire dal mese di maggio, è dedicato alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto e ha il compito di definire l’entità della esposizione pregressa dei lavoratori e di gestire il percorso di assistenza sanitaria sia nella fase preventiva che in quella diagnostico-terapeutica e medico-legale per le patologie che possono essere correlate con l’esposizione lavorativa all’amianto.

Le conseguenze dell’esposizione all’amianto possono infatti emergere anche dopo molti anni e per questo diventa fondamentale garantire a chi ha lavorato a contatto con le polveri di amianto tutte le informazioni necessarie e l’assistenza sanitaria con accesso facilitato ai controlli ed agli esami specifici per caratterizzare e, quando possibile, contenere le possibili patologie correlate alla pregressa esposizione lavorativa all’amianto.Le prestazioni erogate sono completamente gratuite per il richiedente e non necessitano della richiesta del medico curante né del pagamento del ticket.

PER ACCEDERE ALL’AMBULATORIO DI RAVENNA, GIÀ ATTIVO, è necessario fissare un appuntamento, telefonando allo 0544 286850   - segreteria dell’UOPSAL –dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00,  o inviando una richiesta via e-mail a spsal.ra@auslromagna.it  (o, in subordine, inviando un fax al n. 0544/286828). Sede di Ravenna - U.O. Prevenzione e Sicurezza negli  Ambienti di Lavoro: via F. M. Abbandonato, 134 - 48124

Per accedere agli Ambulatori di Cesena (via Fratelli Bandiera n. 15, Savignano sul Rubicone), Forlì (via della Rocca 19, Forlì), Rimini (via Coriano 38, Rimini), attivi dal 2 maggio 2019, è necessario fissare un appuntamento, telefonando ai seguenti numeri nei rispettivi orari indicati:

Cesena :   0547- 352048 (52); orario 9.00-12.00

Forlì:        0543- 733507; orario 9.00-12.00

Rimini      0541 – 707290; orario 9.00-12.00

 

 

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