Articoli filtrati per data: Ottobre 2020

E'' stata effettuata alcuni giorni fa la prima donazione di cornee da un paziente deceduto presso l’Hospice "Villa Agnesina" a Castelraniero (Faenza). A donare è stato un uomo di 66 anni, mentre a riportarne la volontà donativa è stato il fratello.

Un’operazione complessa quella che è stata effettuata per il prelievo presso l'Ospedale "Per gli Infermi" di Faenza, guidata dalla dottoressa Giulia Maritozzi e coordinata dall’infermiera Sara Dominici (Ufficio di Coordinamento Ospedaliero Donazione Organi e Tessuti), che ha permesso il prelievo dei tessuti corneali successivamente inviati alla Banca delle Cornee di Bologna, ma grazie alla quale due persone potranno riacquistare la vista. Intervento dal quale emerge che anche per pazienti ricoverati in questa struttura, sussiste in certe circostanze, la possibilità di donare.

Con l'occasione si ricorda che per diventare donatori di organi e tessuti è possibile rilasciare il consenso al momento della sottoscrizione o del rinnovo della carta di identità, esprimere la propria volontà liberamente e portare con sé una dichiarazione firmata o rivolgersi alle Associazioni di volontariato per la donazione. Nel caso in cui non sia stato espresso consenso diretto, a decidere sono i parenti più vicini: la moglie o il marito, i figli, i genitori in caso di minori.

"La diffusione della cultura della donazione ha bisogno di attenzione costante - dice il personale dell’Ufficio Coordinamento Donazione Organi e Tessuti - ringraziamo i donatori e le loro famiglie per la capacità di donare vita nel momento del dolore più intenso. E’ un gesto di amore, di solidarietà, di reale e concreto altruismo che può ridare la felicità e la serenità a quanti sono affetti da patologie oculari. Ci auguriamo che attraverso una capillare formazione del personale sanitario, un’attenta attività di informazione e comunicazione, il servizio possa crescere a favore di quanti aspettano una occasione di guarigione”.

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Per il secondo anno consecutivo gli amici del Bagno Mattley di Lido di Classe sono riusciti a raccogliere attorno a loro e attorno alla Pediatria dell' Ospedale di Forlì la solidarietà di un grande numero di persone.

Con la festa dei "100 giorni al Natale", alla sua undicesima edizione,  organizzata dai gestori dello stabilimento balneare, grazie alla cospicua partecipazione e alla generosità di tutti, è stata raccolta e donata al Reparto pediatrico la considerevole somma di 1500 euro, che consentirà di “rinfrescare” la sala giochi per i bambini della Pediatria anche grazie alla collaborazione di Sally Galotti che, da molti anni, ci affianca con le sue opere di animazione pittorica, allo scopo di rendere l'ambiente ospedaliero più accogliente e confortevole.

"Già lo scorso anno - afferma il Dott. Enrico Valletta, direttore dell'UO di Pediatria dell'Ospedale Morgagni- Pierantoni - il bagno Mattley aveva contribuito ad acquisire un’importante attrezzatura per il nostro ambulatorio di pneumologia. Purtroppo, i tempi sono poco propizi per organizzare un vero e proprio incontro di ringraziamento in Ospedale, tuttavia noi tutti desideriamo che Juri e Sabry sappiano della gratitudine che proviamo per la loro vicinanza e per quanto sono riusciti a fare per il nostro Ospedale, insieme ai loro amici e clienti."

Anche la direzione dell'azienda Usl della Romagna si unisce ai ringraziamenti per il sostegno che questi benefattori continuano generosamente ad offrire.

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Aumentare l’impatto e l’utilizzo della più innovativa robotica nella cura dei pazienti per una medicina più “umana”, che prenda ancora in maggior considerazione la qualità di vita di chi è costretto a sottoporsi ad intervento. Sembra un paradosso ma in realtà è proprio questo il senso dell’iniziativa “Be Kind Project”, crowdfunding lanciato dall’Istituto Oncologico Romagnolo a vantaggio della Unità Operativa di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell’Ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì: un reparto d’eccellenza riconosciuto non solo a livello nazionale diretto dal prof. Giorgio Ercolani.

 

A questo scopo lo IOR ha messo a disposizione il suo portale gratuito di raccolta fondi www.insiemeachicura.it: da lunedì 19 ottobre fino almeno a fine anno chiunque potrà sostenere la campagna donando direttamente online. Al termine dell’iniziativa il contributo verrà interamente utilizzato a sostegno della borsa di studio del dott. Leonardo Solaini, figura professionale dedicata ad indagare quali siano gli ambiti in cui l’impiego della tecnologia robotica vada a migliorare effettivamente l’outcome clinico dei pazienti. In questo modo l’innovazione in campo chirurgico verrà impiegata per preservare non solo l’aspettativa, ma anche la qualità di vita di un numero sempre maggiore di malati, che potranno così beneficiare di operazioni mini-invasive.

 

«Sappiamo come subire un intervento demolitivo impatti in maniera decisa sul proseguo dell’esistenza di una persona – ha spiegato il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi, nel corso della cerimonia di presentazione dell’iniziativa – portando spesso a perdere la propria indipendenza. Inoltre, recuperare da questo tipo di operazioni richiede degenze più dolorose e più lunghe. L’utilizzo delle nuove tecnologie permette al paziente di soffrire meno nell’immediato, grazie ad una maggior precisione nel taglio chirurgico; e garantisce di poter tornare prima a casa e alla vita di tutti i giorni. La borsa di studio per il dott. Leonardo Solaini si inscrive d’altronde in una tradizione IOR, che è quella di sostenere la carriera dei giovani più promettenti, coloro che diventeranno in futuro i nuovi protagonisti della cura della persona in difficoltà in generale. Dal 1979 sono stati ben 236 i professionisti formati con stage e corsi in Italia e all’estero sostenuti dallo IOR: la maggior parte di questi oggi sono eccellenze della lotta contro il cancro, dunque crediamo fortemente in questo tipo di percorsi».

 

Ma il sostegno ai pazienti del reparto del prof. Ercolani non si esaurisce qui. L’Istituto Oncologico Romagnolo ha anche attivato, grazie alla mediazione e all’intraprendenza di una sua volontaria, Michela Fabbri, una collaborazione con “Dress Again”, progetto di Farsi Prossimo ODV che dà una seconda chance ai vestiti e un’opportunità di integrazione alle persone svantaggiate. L’obiettivo: donare una borsa porta-drenaggio, denominata “Be Kind Bag”, ad ogni degente ricoverato presso l’Unità Operativa di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate di Forlì che ne avra’ necessità. Un’idea nata proprio dall’esperienza personale di Michela, vissuta come figlia di un malato oncologico costretto a sottoporsi ad intervento chirurgico, come ha spiegato lei stessa: «Il mio desiderio è quello di infondere coraggio e dare dignità e colore a tutti quei pazienti costretti a convivere, per un certo periodo, con i drenaggi. Ho vissuto personalmente l’effetto benefico di una semplice bag colorata, ricordo dei miei tanti viaggi, sullo stato d’animo di mio padre. Così ho deciso di offrire il mio aiuto al prof. Ercolani e ad una equipe che, con grande umanità, si è presa cura di un mio affetto nel momento del bisogno. Lavorare in squadra fa sempre la differenza. Mia madre ha dato forma alla mia idea e vita alle prime borse porta-drenaggio, realizzate a mano con scampoli di stoffe generosamente donati. Queste “borse gentili” colorate si prenderanno cura dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico, trasmettendogli anche la forza di persone che avranno pensato a loro con amore, pur non conoscendoli, e ricordando loro come questa disavventura sia in realtà solo una fase passeggera. A me sta molto a cuore la dignità dei malati oncologici: è importante che sentano di non essere soli. Mi auguro che questo piccolo gesto possa motivarli ad avere coraggio e speranza e dare colore alla loro vita, in ogni senso».

 

«Quando ci è stata illustrata da Michela l’idea di ‘Be Kind Bag’ – ha spiegato Chiara Resta, responsabile di “Dress Again”, progetto nato dalla collaborazione con la Caritas diocesana di Faenza-Modigliana – l’abbiamo subito appoggiata con tutto l'entusiasmo che contraddistingue le nostre sarte e volontarie, di fronte a una nuova sfida che consente di dare sostegno a persone che sono in difficoltà. Poter lavorare per riportare dignità e un sorriso alle persone è il nostro obiettivo, poterlo fare in collaborazione con le altre associazioni è una grande gioia: perché uniti come ago e filo la trama del tessuto diventa sempre più forte per sostenere le difficoltà dell’altro. Ecco perché abbiamo sposato questa causa mettendo a disposizione di ‘Be Kind Bag’ le nostre macchine da cucire e il locale del nostro negozio, dove le volontarie di “Dress Again” si trovano una volta a settimana per confezionare le borse. Fino ad ora abbiamo proceduto con ciò che avevamo a disposizione, ma la raccolta fondi dello IOR ci consentirà di poter utilizzare nuovo materiale per realizzare ancora più borse».

 

«Ci tengo a ringraziare tutti i soggetti coinvolti in questa bella iniziativa – queste le parole del prof. Giorgio Ercolani – in primis Michela Fabbri, per l’idea che ha avuto ma anche per la pazienza dimostrata nel corso delle settimane in cui abbiamo gestito la patologia di suo padre. In secondo luogo un grazie di cuore va a Istituto Oncologico Romagnolo e “Dress Again”: ho sempre visto le bags utilizzate per le donne operate in campo senologico, ma devo ammettere che ampliare il discorso delle borse porta-drenaggio anche per la chirurgia generale si dimostrerà un valore aggiunto per il nostro reparto. Ritengo fondamentale l’apporto delle organizzazioni no-profit per le strutture pubbliche: non sempre noi medici riusciamo a intercettare e comprendere tutte quelle che sono le esigenze dei pazienti, la collaborazione con il mondo del volontariato ci aiuta a gestire e coniugare nel migliore dei modi necessità cliniche e personali del malato. In questo primo anno il dott. Solaini ha portato avanti non solo un notevole lavoro dal punto di vista assistenziale: il contributo che ci ha offerto in termini di ricerca nelle applicazioni della robotica per quel che concerne il trattamento di patologie come i tumori del colon-retto si rivelerà molto preziosa. Ringrazio quindi, per terminare, tutti coloro che parteciperanno a questa raccolta fondi organizzata dallo IOR per permetterci di continuare ad indagare come l’impiego di queste nuove tecnologie possa migliorare outcome e qualità di vita dei nostri pazienti».

 

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Dopo la donazione al reparto di Pediatria dell'ospedale di Forlì e dopo avere partecipato alla campagna di raccolta fondi “Insieme si può” al fine di implementare le attrezzature del reparto di Pediatria e TIN dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, l'associazione "7 Solidali con un filo di perle ODV" ha voluto sostenere le attività sanitarie forlivesi con un altro gesto di generosità, la donazione di quattro carrozzine al Reparto di Riabilitazione Intensiva.

"Un piccolo gesto da una piccola associazione - spiega la dottoressa Doretta Assirelli, medico del reparto - che per noi è un grande gesto per i bisogni quotidiani dei pazienti ricoverati. La carrozzina è un ausilio di fondamentale importanza per i pazienti e dà loro la possibilità di essere mobilizzati precocemente dal letto e, di conseguenza, migliorare la prognosi riabilitativa. Il Primario della UO di Medicina Riabilitativa di Forlì, Dott.ssa Renata Maria Rossi, ha espresso il ringraziamento per il gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa non escludendo la possibilità di condividere altri progetti con l’associazione "7 Solidali con un filo di perle".

L’associazione è formata da un gruppo di amiche che, dal 2017, dedicano un po’ del loro tempo e della loro fantasia ad aiutare gli altri, in particolare i bimbi in difficoltà.

"Col nostro piccolo aiuto - spiegano - cerchiamo prima di tutto di contribuire a migliorare la vita dei bambini e dei ragazzi che vivono in situazioni di povertà e disagio sociale, permettendo loro di fruire di beni di prima necessità e di servizi scolastici, anche per aiutarli a costruirsi un futuro da adulti indipendenti. Siamo comunque sempre attente ai bisogni dell'intera comunità in cui viviamo, ben contente di potere intervenire in altre situazioni a favore di tutta la collettività, come in questo caso. Ci fa piacere collaborare in diverse realtà : in questi anni abbiamo anche partecipato a progetti di Associazioni diverse, tra le quali Marafiki Primary School onlus, Cosmohelp di Faenza, Casa-rifugio del Centro di Aiuto alla Vita di Forlì, Time4life di Modena, Pang'ono Pang'ono Odv, Fondazione Pangea Onlus di Milano."

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A partire da mercoledì 21 ottobre, il Nucleo di Cure Primarie n. 1 di Forlì, sito in Viale Bologna 69, cambierà il numero di telefono.

Il nuovo numero da contattare sarà lo 0543/733921 e sostituirà il precedente 0543/701138

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Nel corso della sua lunga carriera aveva accumulato tanti giorni di ferie, ora che sta per andare in pensione concluderà la sua permanenza all’Ausl Romagna con un gesto di grande generosità. Il dottor Roberto Angelini, direttore del Servizio Veterinario, unità opertiva "Sanità animale ed igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche" di Rimini, ha messo a disposizione le proprie ferie per i dipendenti aziendalii che, in condizioni di disagio, potessero averne bisogno. E in due hanno accettato. Una sorta di “banca del tempo” aziendale che è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti Medici, e che contempla vada attuato un apposito percorso regolamentato, affinchè a fruire sia chi ne ha realmente bisogno.

Dottore come mai questa decisione?

“Nel corso di questi ultimi 10 anni l'unità operativa da me diretta è pressochè stata chiamata ad affrontare in ogni annata situazioni di emergenza, vuoi per il passaggio dalle Marche in Emilia Romagna, vuoi per le epidemie di influenza aviaria, per la mucca pazza, Il virus della lingua blu, vuoi la West Nile Disease  ed altre minori. Come direttore mi sono dedicato al cento per cento per dare tutto l'aiuto necessario ai colleghi, purtroppo questo ha comportato un accumulato di moltissimi giorni di ferie. Ora sono vicino alla pensione, e so già che mi mancherà il non poter più essere di aiuto alla mia equipe favolosa. E così ho voluto fare un ultimo gesto che possa coniugare due cose: la possibilità per me di trattenermi qualche mese in più al lavoro, e la possibilità per qualche  altro lavoratore dipendente Aziendale che ne ha bisogno, di usufruire di un beneficio previsto dal contratto che sia finalizzato al bene dei  meno fortunati’”.

Quindi cosa ha fatto?

“Beh per prima cosa ho contattato il personale dell ufficio Presenze assenze, dal quale ho avuto conferma che questa operazione era possibile, in quanto prevista da contratto. Poi ho reso nota questa mia disponibilità”.

E ha avuto delle richieste?

“Sì, per ora  due dipendenti, non li conosco, per di più non lavorano a Rimini ma in un altro ambito territoriale. Non mi  interessa il nome, ma mi sono raccomandato presso gli uffici aziendali che verificassero il possesso di un reale forte stato di disagio familiare. Ne sono stato contento. E questo rende ancora di più l’idea che l’Ausl Romagna è un’azienda unica, che più delle parole vale l'esempio, dei direttori in primis".

Lo rifarebbe?

"Rifarei sia il percorso professionale, seppur difficile e pesante,  ma che è sfociato in una eccellente valutazione della unità operativa da parte  della Commissione di accreditamento regionale avvenuta nel 2017, sia questo gesto finale, perchè è davvero bello e appagante aiutare gli altri. E invito altri, se possono, ad imitarmi".

Quanti giorni di  ferie ha per ora ceduto?

"Ne ho cedute 20 ad un dipendente e 30 ad un secondo".

 Pensa di cederne ancora?

"Se la salute mi aiuta e se avrò la fortuna di  lavorare fino alla fine,  posso cedere ancora 250 giorni, se qualcuno è nelle condizioni di necessita può rivolgersi all ufficio Presenze assenze di Rimini che mi contatterà , io sono disponibile".

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Nel corso della sua lunga carriera aveva accumulato tanti giorni di ferie, ora che sta per andare in pensione concluderà la sua permanenza all’Ausl Romagna con un gesto di grande generosità. Il dottor Roberto Angelini, direttore del Servizio Veterinario, unità opertiva "Sanità animale ed igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche" di Rimini, ha messo a disposizione le proprie ferie per i dipendenti aziendalii che, in condizioni di disagio, potessero averne bisogno. E in due hanno accettato. Una sorta di “banca del tempo” aziendale che è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti Medici, e che contempla vada attuato un apposito percorso regolamentato, affinchè a fruire sia chi ne ha realmente bisogno.

Dottore come mai questa decisione?

“Nel corso di questi ultimi 10 anni l'unità operativa da me diretta è pressochè stata chiamata ad affrontare in ogni annata situazioni di emergenza, vuoi per il passaggio dalle Marche in Emilia Romagna, vuoi per le epidemie di influenza aviaria, per la mucca pazza, Il virus della lingua blu, vuoi la West Nile Disease  ed altre minori. Come direttore mi sono dedicato al cento per cento per dare tutto l'aiuto necessario ai colleghi, purtroppo questo ha comportato un accumulato di moltissimi giorni di ferie. Ora sono vicino alla pensione, e so già che mi mancherà il non poter più essere di aiuto alla mia equipe favolosa. E così ho voluto fare un ultimo gesto che possa coniugare due cose: la possibilità per me di trattenermi qualche mese in più al lavoro, e la possibilità per qualche  altro lavoratore dipendente Aziendale che ne ha bisogno, di usufruire di un beneficio previsto dal contratto che sia finalizzato al bene dei  meno fortunati’”.

Quindi cosa ha fatto?

“Beh per prima cosa ho contattato il personale dell ufficio Presenze assenze, dal quale ho avuto conferma che questa operazione era possibile, in quanto prevista da contratto. Poi ho reso nota questa mia disponibilità”.

E ha avuto delle richieste?

“Sì, per ora  due dipendenti, non li conosco, per di più non lavorano a Rimini ma in un altro ambito territoriale. Non mi  interessa il nome, ma mi sono raccomandato presso gli uffici aziendali che verificassero il possesso di un reale forte stato di disagio familiare. Ne sono stato contento. E questo rende ancora di più l’idea che l’Ausl Romagna è un’azienda unica, che più delle parole vale l'esempio, dei direttori in primis".

Lo rifarebbe?

"Rifarei sia il percorso professionale, seppur difficile e pesante,  ma che è sfociato in una eccellente valutazione della unità operativa da parte  della Commissione di accreditamento regionale avvenuta nel 2017, sia questo gesto finale, perchè è davvero bello e appagante aiutare gli altri. E invito altri, se possono, ad imitarmi".

Quanti giorni di  ferie ha per ora ceduto?

"Ne ho cedute 20 ad un dipendente e 30 ad un secondo".

 Pensa di cederne ancora?

"Se la salute mi aiuta e se avrò la fortuna di  lavorare fino alla fine,  posso cedere ancora 250 giorni, se qualcuno è nelle condizioni di necessita può rivolgersi all ufficio Presenze assenze di Rimini che mi contatterà , io sono disponibile".

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Medici di famiglia, Comune di Faenza e Azienda Usl insieme, per facilitare i cittadini faentini nell'effettuazione della vaccinazione contro l'influenza stagionale. Quest'anno infatti, per favorire l'accesso di un numero maggiore di utenti nel rispetto delle indicazioni anti-assembramento, i medici di famiglia, con il supporto del Dipartimento di Cure Primarie e del Distretto di Faenza (diretti dal dottor Mauro Marabini e dalla dottoressa Donatina Cilla) ha richiesto la disponibilità di spazi aggiuntivi rispetto a quelli dei propri ambulatori. Immediata e importante la risposta del Comune di Faenza, che ha messo a disposizione la sede Fieristica, all'interno della quale saranno allestite quattro postazioni per la vaccinazione, gestite dai medici stessi ed operative da lunedì 19 ottobre a favore dei residenti a Faenza.

La Fiera vanta un ampio parcheggio e spazi adeguati interni, e ricevimento al coperto con steward; si stima possano vaccinarsi qui circa diecimila persone, e vi si potranno riferire i pazienti dei medici del gruppo "Caspita" e del gruppo "Medici in centro", nonchè di medici di altri gruppi. La sede sarà operativa, secondo le modalità comunicate da ogni singolo medico, su prenotazione presso il medico stesso e non ad accesso diretto, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 17.

Dichiara il sindaco di Faenza Massimo Isola: “Prima il sindaco Malpezzi e in quest'ultima fase il sottoscritto abbiamo lavorato per trovare una soluzione che potesse garantire l'esigenza di svolgere la campagna vaccinale di quest'anno in massima sicurezza. Sono perciò soddisfatto che la soluzione del centro fieristico sia stata ritenuta adeguata e funzionale dalla Ausl e dai medici di medicina generale, a dimostrazione di un proficuo lavoro di squadra per la salute di tutti, cittadini, medici e operatori sanitari”.

 

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Al Teatro Fabbri di Forlì oggi si è  celebrato un evento storico per la Romagna, l'avvio del corso di Laurea di Medicina e Chirurgia a Forlì e Ravenna. 


"Trentun anni fa - ha esordito il rettore dell'Alma Mater, Francesco Ubertini- l'Università di Bologna arrivò  nella sede di Romagna e ora arriva Medicina. L'intenzione non è  quella di realizzare dei corsi -replica rispetto a quelli bolognesi, ma di costruire un laboratorio a cielo aperto, che coinvolga diverse aree del sapere. Qui vogliamo realizzare la prima azienda universitaria territoriale d'Italia."

"Il nostro servizio sanitario regionale ha retto, grazie alle sue eccellenze all'impatto con la prima ondata del Covid - ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna,  Stefano Bonaccini - ma ha bisogno di investimenti nella medicina territoriale e domiciliare.  A Forlì costruiremo una Casa della Salute e ne abbiamo in programma altre 20 in tutta la Regione. "

Il presidente del campus universitario di Forlì, Luca Mazzara, ha ricordato come Forlì "sia stata scelta come sede per il corso di Laurea in medicina per la meravigliosa sede del campus, per la rilevanza scientifica della comunità universitaria  presente e per l'ospedale di Forlì,  apprezzato e celebrato dalla stampa nazionale e internazionale."


"E' una grande opportunità poter concorrere alla formazione dei nostri operatori sanitari - ha ricordato Tiziano Carradori,  direttore generale dell'Ausl Romagna- che si inserisce nella sfida di adeguare continuamente la sanità, come abbiamo visto in questo periodo di pandemia.  L'Ausl  Romagna offre alle matricole di Medicina le opportunità di un'azienda sanitaria composta da quattro ospedali,  che erogano cure fino al terzo livello, 4.600 posti letto,duecentomila ricoveri e 17 milioni di prestazioni ."

"Questo è un giorno importante per la città di Forlì- ha concluso Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi- A Forlì c'è una grande medicina ospedaliera e non, con strutture importanti e ad un passo opera l'Irst, formidabile istituto oncologico. Vi sono quindi le condizioni più favorevoli per creare un polo di ricerca di altissimo livello. "

Al termine della cerimonia,  il Rettore dell’Università di Bologna e  il sindaco hanno donato una pergamena al merito a tutti coloro che si sono impegnati per l’avvio del corso forlivese e lo hanno sostenuto economicamente, ovvero alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, il Comune Forlì, Ser.In.Ar., l’Istituto Oncologico Romagnolo in memoria di Dino Amadori. Pergamena anche ai sostenitori privati: Italo Carfagnini, amministratore delegato Macifin; Ettore Sansavini, presidente GVM Care & Research; la famiglia Silvestrini-Gazzoni-Vespignani (Giuseppe Silvestrini e Gianpaola Gazzoni; Luciano e Sara Vespignani e Maria Grazia Silvestrini)

 

https://www.natliver.com/contents-distribution/video/unibo-inaugurazione-corso-di-laurea-in-medicina-e-chirurgia-a-forli-2554.it.html

 

Al via il Corso di Laurea in Medicina a Forlì al TG Regionale (edizione ore14:30)

 

Al via il Corso di Laurea in Medicina a Forlì e Ravenna al TG Regionale (edizione ore19:30)

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Grazie alla Protezione Civile la postazione del drive through presso l’ospedale Bufalini di Cesena è attrezzata per far fronte all’inverno. I volontari hanno infatti terminato di allestire un container riscaldato ad uso del personale sanitario, per meglio proteggerlo dalle intemperie della stagione autunnale e invernale.

Si ricorda che al drive through non è possibile accedere direttamente. Le persone che necessitano di effettuare il tampone vengono contattate dall’igiene pubblica per fissare l’appuntamento. Il test viene effettuato restando seduti in macchina. È importante che le persone si presentino puntuali , portando con sé la tessera sanitaria e indossando la mascherina che sarà abbassata al momento dell’effettuazione del tampone.

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