Articoli filtrati per data: Giugno 2020

Donazione alla Cardiologia di Forlì dalla famiglia MontiSi potenzia la dotazione tecnologica dell'Unità operativa di Cardiologia di Forlì, diretta dal dottor Marcello Galvani.
La famiglia Monti, per ringraziare  tutto il reparto dell'elevato livello assistenziale e dell'umanità dei quali ha goduto il papà  Edo, ha donato un computer portatile di ultima generazione. Un gesto di grande sensibilità verso un reparto che assiste circa millecinquecento pazienti all'anno.
"Sono particolarmente grato per questa donazione - spiega il dottor Marcello Galvani - perché testimonia ancora una volta la sensibilità dei nostri cittadini nei confronti dell'équipe cardiologica, dando un significato profondo al nostro impegno quotidiano."

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Da venerdì 5 giugno riprende l’attività H24 del Punto di Primo Intervento dell’Ospedale “Marconi” di Cesenatico. Il servizio era stato temporaneamente convertito ad orario diurno H12 il 27 marzo scorso a causa dell’emergenza covid 19, mantenendo comunque auto medica e ambulanza attive 24 ore su 24 a copertura della costa.

Considerato l’andamento dell’infezione da nuovo coronavirus, con l’avvio della stagione balneare il Punto di Primo di Intervento di Cesenatico torna ad essere operativo anche nelle ore notturne, come in precedenza.

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E l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, realizzato in pochi mesi grazie al progetto di Regione e Ministero della Salute e a un investimento di 26 milioni di euro, è già una realtà.

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie delterritorio - a Bologna, Modena, Parma e Rimini- rafforza il sistema sanitario regionale, pubblico e universalistico, aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, a cui si aggiungono i 45 creati a Piacenza durante l’emergenza, che diventano strutturali: spazi utilizzabili da subito per curare pazienti in situazioni critiche che richiedano questo tipo di assistenza specialistica nell’ambito dell’attività ordinaria, e ai quali ricorrere per gestire un’eventuale nuova ondata epidemica di pazienti Covid,a disposizione dell’Emilia-Romagna e di tutto il Paese. Con la concreta possibilità che possano ospitare parte dei pazienti ancora oggi ricoverati in terapia intensiva in reparti Covid di altri ospedali, permettendo a tali strutture di tornare appunto all’erogazione di servizi e prestazioni fornite prima dell’emergenza.

Questa mattina all’ospedale Infermi di Rimini linaugurazione - con il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - della sede del Covid Intensive Care nel capoluogo costiero.

Quasi 1.600 metri quadrati al quarto piano del palazzetto Dea (Dipartimento Emergenza Accettazione) con 14 posti letto permanenti per la terapia intensiva, estensibili a 18, e 12 per quella sub intensiva, estensibili a 16, a cui si aggiungono ulteriori 900 metri quadrati (2.500 in totale) per 30 letti dedicati alla degenza ordinaria.

Attrezzato con le tecnologie più innovative (tra cui ventilatori polmonari e sistemi infusionali all’avanguardia), il reparto, che può contare anche su un apparecchio per l’assistenza circolatoria e polmonare con circolazione extracorporea, sarà operativo da metà giugno, non appena ultimata l’installazione delle apparecchiature elettromedicali. Si affianca alle altre 5 strutture della rete regionale e nazionale, che verranno inaugurate domani, 5 giugno, con il ministro della Salute, Roberto Speranza: Policlinico Sant’Orsola e Ospedale Maggiore a Bologna, Ospedale Maggiore a Parma, Policlinico di Modena e Ospedale Civile di Baggiovara. Il ministro, insieme al presidente Bonaccini, sarà anche a Piacenza. La nuova Rete regionale nasce infatti all’interno dei nosocomi esistenti, integrandosi in essi ed entrando a pieno titolo negli spazi operativi del sistema sanitario regionale.

Oltre sei milioni di euro il costo dell’intervento a Rimini, comprese le attrezzature e la realizzazione di 30 letti ordinari, di cui oltre 1,5 milioni assegnati dalla Regione per l’allestimento dei letti intensivi e sub intensivi, a cui si aggiungono i fondi dell’Ausl Romagna e una donazione di Banca d’Italia fatta nell’ambito della campagna di raccolta fondi della Regione “Insieme si può”, per la quale si sono prestati numerosi testimonial fra giornalisti, attori, musicisti e cantanti, sportivi, ricercatori. E oggi a Rimini erano presenti due di loro: Paolo Cevoli e Gessica Notaro.

A fare il punto su investimenti e funzionamento del nuovo reparto, oggi durante la visita del ministro, anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, il presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria Romagna, Michele De Pascale, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, il commissario dell’Ausl Romagna, Marcello Tonini, e . All’inaugurazione anche il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

"Essere oggi qui a Rimini ad inaugurare l’Hub nazionale e regionale per la Terapia intensiva è la dimostrazione che il Paese è ripartito consapevole di saper vivere in una nuova normalità- afferma il ministro Boccia-. Il Coronavirus ha messo tutti a dura prova: dai cittadini che hanno dovuto affrontare momenti difficili, agli operatori sanitari, a imprese e lavoratori, a tutti i livelli istituzionali. Se l'Italia è riuscita a rimettersi in cammino è grazie alla coesione sociale delle nostre comunità e alla solidarietà tra diversi territori e i differenti livelli istituzionali. Il virus non è sconfitto, è ancora tra noi, ma oggi siamo più forti e più consapevoli di una inevitabile convivenza fino all'arrivo del vaccino. L'Hub regionale, con la sua rete di sei strutture disponibili per pazienti Covid e non, fra cui Rimini, e per tutto il Paese, rafforza la rete territoriale della sanità di una Regione che, pur colpita con violenza dal virus, non si è data per vinta e ha dimostrato di essere un'eccellenza nazionale; l'Emilia-Romagna ha saputo dare ancora una volta una bella lezione di concretezza e di costante leale collaborazione con il Governo e con gli enti locali".

“Nel momento in cui l’emergenza Coronavirus sta finalmente allentando la sua presa, siamo orgogliosi di poter mettere l’esperienza dell’Emilia-Romagna, una delle regioni peraltro più colpite, a servizio del Paese- sottolinea Bonaccini-. E il pensiero va nuovamente a chi non c’è più, alle loro famiglie, ai tanti che hanno sofferto e a chi, tuttora, è sottoposto a cure e assistenza: il nostro impegno, anche su questo Hub regionale e nazionale, guarda anche a loro. Quello che vediamo oggi è un grande esempio di come, lavorando bene e in tempi rapidissimi, si sia riusciti a creare un centro di altissimo livello e una rete diffusa sul territorio che potrà ospitare pazienti della nostra regione e da tutta Italia. Mettendo insieme idee, competenze e risorse, comprese le generose donazioni dei nostri concittadini per la raccolta fondi voluta dalla Regione, diamo vita a una rete strutturale che potenzia e migliora ulteriormente il sistema sanitario regionale, che ha pure ha dato una straordinaria prova di sé durante la crisi, grazie soprattutto a chi ci lavora, e nazionale, a disposizione anche in futuro per affrontare eventuali, diverse necessità sanitarie che richiedano il ricorso alla terapia intensiva e sub-intensiva. Stiamo facendo un passo avanti concreto nella direzione giusta, quella cioè di investire nella sanità pubblica del nostro Paese. In questo, l’Emilia-Romagna dimostra di saper guardare avanti, nell’interesse dei suoi cittadini ma non solo, forte di ciò che ha costruito fin qui e pronta a puntare, anche per il futuro, sulle strutture e soprattutto sulle persone. In questo giorno- chiude il presidente della Regione- il nostro ringraziamento va proprio al personale della nostra sanità, che ha lavorato senza tregua mettendo anche a rischio la propria vita per il bene della collettività, e a tutti coloro che, purtroppo, la vita l’hanno persa”.   

Il nuovo Hub Covid all’Ospedale Infermi di Rimini

L’Hub dell’Ospedale Infermi di Rimini sorge nel palazzetto del Dipartimento Emergenza Accettazione (Dea), i cui primi due piani operativi furono inaugurati nel 2011. Durante questi mesi di epidemia, il quinto e sesto piano - che erano pronti ma non operativi - sono diventati spazi Covid, permettendo così di scongiurare l’attivazione di un ospedale da campo per i pazienti, molto numerosi, che arrivavano ogni giorno all’Infermi e negli altri ospedali della provincia, tra le più colpite dell’Emilia-Romagna.

Nel frattempo, al quarto piano a inizio aprile è stato dato il via ai lavori per la realizzazione del Covid Intensive Care, predisponendo i 34 posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, cui se ne aggiungono 30 di degenza ordinaria che erano quasi pronti, a favore di tutta la Romagna, della regione e del Paese. Sono state completate tutte le opere edili, impiantistiche, meccaniche ed elettriche per approntare e completare le degenze. A stretto giro saranno poi installate le apparecchiature elettromedicali ed è previsto che il reparto sia operativo dal 15 giugno. D’avanguardia le apparecchiature: ogni posto letto di terapia intensiva è servito da sistema di pensili, con un lato attrezzato per il monitoraggio e ventilazione e l’altro dedicato ai più innovativi sistemi infusionali e alla cartella clinica con workstation per l’inserimento diretto “a posto letto” dei parametri. I ventilatori polmonari sono di fascia alta e i letti sono dotati di sistemi antidecubito. I posti letto di sub-intensiva sono tutti monitorati con centrale di monitoraggio e dotati di ventilatori per pazienti in ventilazione non invasiva. Tutti i parametri vitali sono monitorati nel bancone centrale di lavoro posto al centro della stanza e ripetuto nell’area di lavoro dei medici. Oltre ad apparecchiature all’avanguardia di vario tipo (emogasanalizzatore, frigoriferi, sollevapazienti, sistema di sterilizzazione per endoscopi, armadio ventilato di conservazione), il reparto ha a disposizione un apparecchio per l’assistenza circolatoria e polmonare con circolazione extracorporea. A coordinare i lavori l'unità operativa Attività Produttive diretta dall'architetto Enrico Sabatini e per l'aquisizione delle apparecchiature, l'Ingegneria Clinica diretta dall'ingegner Stefano Sanniti.

“Nel momento in cui ci dotiamo di questa opportunità - dice l'assessore Donini - e la mettiamo anche a servizio del Paese, non possiamo che ricordare tutto il personale sanitario che in quei reparti ha vissuto giornate drammatiche. E soprattutto coloro che hanno perso la vita: alle loro famiglie vogliamo far arrivare il nostro profondo cordoglio. L’Emilia-Romagna guarda avanti, per sé e per l’Italia, investendo sempre più su un servizio sanitario pubblico e universalistico”.
"Credo che come Emilia-Romagna, e come territorio riminese, abbiamo dato sostanzialmente risposte efficaci e non estemporanee nei 100 giorni che hanno sconvolto il mondo - argomenta il sindaco di Rimini Andra Gnassi -. Le abbiamo date con puntualità nell'immediato, ma soprattutto con l'efficienza delle scelte strutturali fatte in precedenza. Le abbiamo date, le diamo e le daremo programmando e realizzando con una tempistica record gli interventi che potranno permetterci di affrontare con ancora maggiore solidità accadimenti analoghi. Tutti sappiamo che dalle crisi gravi non se ne esce uguali a prima; noi lo facciamo con queste scelte strutturali e lungimiranti a tutela e sicurezza dei cittadini. Vorrei esprimere infine un enorme ringraziamento ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sociosanitario, i nostri eroi".

Il presidente della Ctss, nonchè sindaco di Ravenna De Pascale ha aggiunto che “finalmente gli investimenti in sanità diventano priorità per il nostro Paese. Ora dobbiamo fare si che queste risorse che sono state messe a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale diventino strutturali e non ci sia alcun arretramento nella prossima legge di Bilancio. In particolare, oggi siamo qui a Rimini per rendere merito agli operatori sanitari di questa provincia, che in Romagna è stata la più colpita, e per salutare con favore la realizzazione della rete delle terapie intensive della Romagna, che oggi riguarda l'ospedale di Rimini e che nelle prossime settimane coinvolgerà tutti i nodi della nostra rete ospedaliera”.

Il commissario dell'Ausl Romagna Marcello Tonini ha dedicato il suo primo pensiero "a tutte le persone che questo maledetto virus si è portato via, anche perché l’opera che siamo realizzando è stata fatta e pensata anche in loro memoria, ed è stata immaginata e costruita perché, pur sperando che tragedie come questa non ripetano, qualora si ripresentino possano trovare risposte ancora più pronte e adeguate. Questa importante opera fa parte di un progetto più complessivo di potenziamento delle Terapie intensive, che riguarderà anche gli altri ospedali della Romagna”.

Ad impartire la benedizione ai nuovi locali, il Vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi.

 

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A partire da lunedì 8 giugno l' accesso agli esami di laboratorio, in tutti i punti prelievo dell'Ausl Romagna, avverrà solo su prenotazione.Pertanto non si eseguiranno più prelievi del sangue ad accesso diretto e nessun utente potrà presentarsi ai centri prelievo senza prenotazione. 

L'utente potrà prenotare per gli ambiti di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini  solo tramite  Cuptel  (Numero verde 800 002255) e, per il solo ambito di Ravenna, anche tramite Farmacup.

 

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“Storie antivirus – scrittura creativa in quarantena” è il titolo del libro che un nutrito gruppo di autori, in gran parte di Faenza e dei Comuni limitrofi, ha realizzato per sentirsi solidale con il sistema sanitario locale.


Dagli spunti di scrittura creativa pubblicati sull’omonimo gruppo facebook, nato per scrivere, leggere e tenersi compagnia durante la quarantena, col passare del tempo ha preso forma un progetto editoriale condiviso, che si è ampliato oltre i confini dei social network.
47 scrittrici e scrittori, dagli 8 anni in su, hanno accolto la proposta di riunire in questo libro una parte dei testi creati, partecipando a un’iniziativa di solidarietà.
Tra le sue pagine il lettore potrà trovare molti colori e molte sfumature, tra realtà e fantasia, sogno e disincanto, gioco e ricordo. Un grande prato virtuale in cui, in questa primavera così diversa dalle altre, sono sbocciati fiori di narrativa, poesia, esperienza personale.
Dal pensiero breve, alla filastrocca, ai versi in dialetto, al racconto, alla favola... da questo insieme di testi eterogeneo ognuno potrà raccogliere i fiori che preferisce e in cui più si riconosce, unendosi con la lettura all’esperimento creativo che questo gruppo di autori ha scelto per poter essere “distanti ma uniti”.
La pubblicazione, edita da Tempo al Libro, è realizzata con il patrocinio del Comune di Faenza e sarà disponibile da giugno in tutte le librerie della città manfreda, al prezzo di 12 euro. Tutti gli utili derivanti dalla sua vendita, come da accordi con l’Azienda Usl della Romagna, saranno devoluti a favore dell’ospedale di Faenza per la gestione dell’emergenza sanitaria coronavirus.

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‘La libertà non ha un limite, ma bisogna saperla usare’. Inizia così la poesia scritta e donata all’Hospice dagli alunni della seconda G della scuola secondaria di primo grado “Giulio Cesare “ di Savignano Sul Rubicone. Non potendo questa’anno portare in scena alla Casa della Salute del Rubicone il loro tradizionale spettacolo dedicato ai malati, i ragazzi hanno deciso di far sentire comunque la loro vicinanza e solidarietà a tutti i pazienti e operatori della struttura.
“La poesia – racconta la professoressa Lorenza Mosconi - avrebbe dovuto far parte di uno spettacolo teatrale sulla libertà che ci sarebbe piaciuto rappresentare, come tutti gli anni, in compagnia di pazienti e operatori sanitari”.E’ stata scritta da Mattia e apprezzata da tutti e 18 i suoi compagni di classe che hanno deciso ‘utilizzarla’ a nome di tutta la classe per essere, nell'unico modo possibile al momento, vicino ai malati, ai medici agli infermieri e a tutto il personale della struttura”
Un grandissimo grazie da parte di tutti gli operatori dell’Hospice per questo gesto che denota una grande attenzione verso chi soffre.

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