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Da Lunedì 12 a venerdì 16 Agosto la segreteria della Commissione medica locale Patenti, sita presso l'Ospedale di Forlì, padiglione Valsalva, resterà chiusa al pubblico.

Anche i contatti telefonici saranno sospesi.

L’attività riprenderà il giorno Martedì 20 Agosto.

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Inaugurata oggi la nuova sede del Distretto Socio Sanitario di Forlì di via Colombo, in presenza del Sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, del Vescovo di Forlì- Bertinoro, mons.Livio Corazza, del Direttore Generale dell'Ausl Romagna, Marcello Tonini, del direttore del Distretto di Forlì, Stefano Boni, del consigliere regionale Paolo Zoffoli e del consigliere della provincia di Forlì-Cesena, Valentina Ancarani e di altre autorità civili.

“Questo è il giorno dei ringraziamenti – spiega il direttore del Distretto di Forlì, Stefano Boni - alle autorità, ma anche a tutti coloro che hanno permesso l’inaugurazione di oggi, ai tecnici, agli infermieri, agli amministrativi. Questa operazione ci ha permesso di ragionare sull’utilizzo degli spazi, i percorsi dei cittadini e sulle facilitazioni che potevamo dare alla richiesta di salute.

I servizi ora sono su un solo piano ed è disponibile una grande sala d’attesa, che permette una risposta flessibile alle variazioni dei flussi degli utenti.

Abbiamo aggiunto un box, il quarto, per ridurre i tempi di attesa per i prelievi e abbiamo implementato la possibilità della prenotazione del prelievo. La divisione della parte amministrativa dalla parte infermieristica per l’esecuzione del prelievo ha permesso inoltre di ridurre i tempi di attesa della sala prelievi. Inoltre il trasferimento della poltrona odontoiatrica presso l’Ospedale forlivese ha permesso la creazione di un polo odontoiatrico dotato di più postazioni e in grado di rispondere con maggiore appropriatezza alle richieste odontoiatriche complesse, in particolar modo della popolazione più fragile. Abbiamo poi regolamentato il traffico veicolare davanti all’edificio, vista anche la presenza di circa 500 utenti al giorno, in modo da rendere sicuro il passaggio pedonale e dare possibilità ai veicoli dell’Assistenza domiciliare di riuscire ad entrare ed uscire agevolmente dall’edificio.”

 

A seguire i saluti del direttore generale dell’Ausl Romagna, Marcello Tonini, del Vescovo di Forlì, mons.Livio Corazza, del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini ed una breve visita ai nuovi locali.

 

Il trasferimento nella nuova sede ha reso più fruibili i servizi e  consente all’utenza di accedere a locali più spaziosi ed accoglienti, concentrando un maggior numero di attività nello stesso luogo. In particolare, nella nuova sede sono stati trasferiti, dal 17 giugno scorso,  il Centro Unificato Prenotazione (CUP), gli ambulatori oculistico, ortopedico, cardiologico, otorinolaringoiatrico, e dermatologico, la Distribuzione diretta farmaci, la Distribuzione ausili, le autorizzazioni sanitarie, l’anagrafe, il Punto Ascolto dell’ Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

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Il titolo del progetto del Ministero della Salute,"Creazione di un network per la riorganizzazione dell'attività chirurgica per setting assistenza e complessità di cura", è molto tecnico, da addetti ai lavori, ma la ricaduta per i pazienti potrebbe essere davvero importante. Perchè organizzare nel modo più efficace una sala operatoria vuol dire, in primis, curare meglio, ma soprattutto" dare la possibilità ai pazienti di essere operati nei tempi previsti e in massima sicurezza" .
L'importante percorso, fatto partire direttamente dal Ministero della Salute, coinvolge 19 Regioni italiane, che hanno segnalato per la partecipazione solo alcuni ospedali, selezionati  per le esperienze virtuose maturate nell'organizzazione delle sale operatorie. In Emilia Romagna gli ospedali scelti sono stati l'ospedale Morgagni - Pierantoni di Forlì, dove il progetto è già partito, l'ospedale Maggiore di Parma e l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
"Il miglioramento delle performances chirurgiche - ha spiegato il dottor Marcello Tonini, direttore generale dell'Ausl Romagna - è sicuramente un tema che l'Ausl Romagna e la Regione Emilia Romagna  sostengono e sviluppano da tempo "
"Sappiamo tutti che l'efficienza nella gestione delle sale operatorie varia purtroppo da regione a regione - ha chiarito il dottor Anselmo Campagna, responsabile del Servizio di Assistenza Ospedaliera della Regione Emilia Romagna - Ed è inutile ribadire che tutti i pazienti dovrebbero avere garantite le medesime possibilità di assistenza e cura in tutto il territorio nazionale. Il progetto del Ministero di cui parliamo in realtà parte dal monitoraggio dei tempi di attesa nelle sale chirurgiche. In Romagna il 90% dei pazienti che afferiscono agli ospedali viene operato nei tempi previsti e tale eccellente risultato è senz'altro frutto di una cultura organizzativa efficiente. Il nostro dovere è di  garantire l'equità dell'accesso ed è evidente come la buona organizzazione delle sale operatorie incida sulle liste d'attesa e sull'esigibilità di tale diritto.Tornando al progetto, siamo partiti dai referenti individuati negli ospedali pilota per costituire un gruppo regionale che, alla fine, produrrà un documento di programmazione regionale su questa tematica."
"L'esperienza di organizzazione delle sale operatorie dell'ospedale di Forlì - ha precisato il dottor Campagna - è davvero importante in termini di cultura organizzativa ed informatica. Siamo contenti di aver scelto questa esperienza per la nostra Regione e sono contento che abbiate dato la vostra collaborazione al progetto, che parte prima di tutto dal coinvolgimento delle Direzioni Generali, i soggetti deputati a trasferire a livello aziendale i risultati che otterremo."
Il dottor Paolo Masperi, direttore sanitario del presidio ospedaliero di Forlì ha poi spiegato in dettaglio le tappe che coinvolgeranno professionisti ed operatori : "L'attività chirurgica è una delle attività più complesse svolte negli ospedali e consuma circa la metà  del totale dei costi complessivi di un nosocomio. All'ospedale di Forlì, ogni anno, si effettuano 11976  interventi chirurgici in elezione e 1283 in urgenza (il 10%) che vengono effettuati in 13 sale operatorie. Il "core team" individuato per il progetto ministeriale è composto dal sottoscritto per la direzione sanitaria, dal dottor Ruggero Corso, coordinatore medico del blocco operatorio e dalla dottoressa Raffaella Signani, referente infermieristico."
"Gli obiettivi del progetto - ha specificato il dottor Ruggero Corso - sono principalmente di garantire il controllo dei tempi di attesa, la presa in carico e la continuità delle cure, lo sviluppo della comunicazione, il governo dei flussi, il bilanciamento tra domanda e capacità produttiva, la sicurezza per pazienti ed operatori. "
 
 
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Il dottor Gabriele Testi e il dottor Fabio Tarantino alla trasmissione Focus di Teleromagna per parlare della Forlee Technique.

La puntata, condotta da Federica Mosconi, andrà in onda :

Mercoledì 3 luglio: ore 13.30 Teleromagna CH14, ore 17.30 TR24 CH11

Giovedì 4 luglio: ore 18.15 Teleromagna CH14, ore 21.30 TR24 CH11

Una tecnica innovativa per il trattamento della patologia arteriosa ostruttiva periferica, la "Forlee technique", è stata messa a punto per la prima volta all'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì. La tecnica è stata oggetto di una ricerca a pubblicata in questi giorni da Gabriele Testi, chirurgo vascolare dell'ospedale di Forlì, sulla prestigiosa rivista internazionale "Journal of Endovascular Therapy"."Si tratta di una tecnica innovativa nella rivascolarizzazione endovascolare degli arti inferiori messa a punto dal team endovascolare dell'Ospedale "Morgagni-Pierantoni"  di Forlì - spiega Testi - e che vede la collaborazione multidiscipinare, consolidata da molti anni, tra l’Uinità Operativa di Chirurgia Vascolare diretta da Giorgio Ubaldo Turicchia, e con referente per Forlì Mauro Cevolani, e l’Unità operativa di Emodinamica, diretta da Fabio Tarantino. In particolare, questa collaborazione ha consentito di sviluppare una grande esperienza nel trattamento delle lesioni ostruttive arteriose complesse del distretto femoro-popliteo-tibiale"

"La nuova tecnica, denominata “Forlee technique”, in onore dell’ospedale di Forlì - spiega Testi - consente di portare a termine, mediante accesso retrogrado dall’arteria poplitea, la ricanalizzazione di occlusioni ostiali lunghe dell’arteria femorale superficiale che rappresentano le lesioni di più difficile approccio. Il lavoro "Femoral Balloon-Oriented Puncture for True Lumen Reentry in the Common Femoral Artery After Subintimal Retrograde Recanalization of Superficial Femoral Artery Ostial Occlusion: The Forlee Technique" è stato pubblicato online, sarà nell'edizione cartacea di agosto e suggella il grande impegno di divulgazione scientifica del team in questo settore che aveva già portato, nel 2018, ad una pubblicazione sull' 'European Journal of Vascular and Endovascular Surgery - Short Report', rivista della Esvs (European Society for Vascular Surgery), sempre riguardante aspetti tecnici nella rivascolarizzazione degli arti inferiori".

Clicca qui per vedere la puntata

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Un pomeriggio afoso di qualche settimana fa, presso il chiosco"Pianeta Piada di Forlimpopoli". Un signore di 86 anni, Spartaco Castagnoli, esce dal chiosco e si accascia improvvisamente a terra. 

 Accanto a lui, fortunatamente nello stesso momento, un infermiere della Cardiologia forlivese, Claudio Valmori, con i colleghi del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta e il Presidente delle UCS di Santarcangelo di Romagna, si erano ritrovati per programmare alcune attività di esercitazioni di Protezione Civile.  

 "Ci siamo immediatamente avvicinati e abbiamo messo in campo le manovre di valutazione previste dal protocollo BLS (Basic Life Support) - spiega l'infermiere - cioè la valutazione dello stato di coscienza e del respiro. Verificata l'assenza di entrambi i parametri, abbiamo immediatamente fatto chiamare  il 118  da una persona presente  e verificato che venissero date le informazioni essenziali per una rapida attivazione del servizio territoriale di emergenza sanitaria. Contestualmente abbiamo iniziato le manovre di RCP (Rianimazione cardio polmonare) con massaggio cardiaco esterno di qualità. "

"Abbiamo rapidamente avuto a disposizione il defibrillatore semi automatico del vicino centro sportivo - spiega Valmori - che però non è stato utilizzato per il rapido sopraggiungere della prima ambulanza e relativo defibrillatore di bordo. Dopo le varie manovre, il signor Castagnoli ha iniziato a riprendere coscienza e respiro spontaneo. A questo punto è sopraggiunta la seconda ambulanza del 118 e ,  dopo i necessari ragguagli su quanto accaduto,  abbiamo concluso il nostro intervento aiutando l’equipaggio a caricare sulla barella il signore ormai cosciente. "

"Mi preme sottolineare - prosegue l'infermiere - che la riuscita nell’intervento di rianimazione è stato frutto di un ottimo lavoro di squadra, probabilmente dovuto al  nostro affiatamento nel campo del soccorso alle persone.  Come dicevo, ci trovavamo lì   proprio  per programmare una esercitazione di protezione civile. Questo  episodio  dimostra   comunque  la necessità di proseguire  la divulgazione delle manovre di BLS, specialmente con corsi informativi alla popolazione"

" L’arresto cardiaco è  un  problema di comunità – sottolinea il Dr.  Marcello Galvani, Direttore dell’UO di Cardiologia  di Forlì -  che vede coinvolti non solo i sanitari ma anche, se non soprattutto, i cittadini. Questi devono considerare la conoscenza del massaggio cardiaco come elemento qualificante ,  il loro essere parte della comunità stessa. Oggi più di due pazienti su dieci colpiti da arresto cardiaco giungono, grazie alla catena della sopravvivenza, vivi in ospedale e, di questi, circa la metà ne escono senza gravi menomazioni. Dobbiamo, con il contributo di tutti, insistere su questa strada e migliorare ulteriormente i risultati della cura. "

"Siamo davvero grati a quanti hanno salvato mio padre - spiega il figlio dell'anziano soccorso, Fabio Castagnoli - Mio padre, ovviamente, non ricorda più niente di quanto accaduto dopo il mancamento fino alla ripresa di coscienza. Vogliamo esprimere a tutti i soccorritori tutta la nostra riconoscenza per averlo salvato." 

 

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Il Centro di Salute Mentale (Csm) di Rimini cambia sede. Dai locali di via Asili Baldini 23 si trasferisce in area ospedaliera e, per la precisione, presso il “Padiglione Stampa” (ex poliambulatori) dell’”Infermi”.

Nei due giorni del trasloco, vale a dire domani, 27 e dopodomani, 28 giugno, un piccolo gruppo di operatori sarà disponibile anche presso la vecchia sede di via Asili Baldini per l'attività non programmata. Da sabato 29 giugno sarà operativa solo la sede del “Padiglione Stampa”.

I nuovi, principali numeri telefonici sono i seguenti: accoglienza 0541653301; segreteria 0541653114 e fax 0541653303.

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Dalla Silicon Valley a Forlì per parlare di innovazione in medicina , ecosistemi, start up. Grandissimo successo per l'incontro con il professor Robson Capasso al Campus universitario forlivese. 

Docente alla Stanford University School of Medicine, Department of Otolaryngology-Head & Neck Surgery, Faculty Fellow, Advisor, Byers Center for Biodesign., il prof. CAPASSO ha partecipato all'interessantissimo incontro, organizzato dal Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna, diretto dal professor Claudio Vicini in collaborazione con il Campus di Forlì. 

Ha introdotto l'incontro il professor Luca Mazzara, presidente del Campus di Forlì - Università degli Studi di Bologna, che ha illustrato la grande potenzialità del campus universitario forlivese, che accoglie 3642 studenti, provenienti da tutto il mondo. 

"E' un onore per me, in qualità di presidente del Campus - ha esordito il prof. Mazzara - poter ospitare una personalità come il prof Capasso. Si tratta di un primo momento di confronto che si va ad inserire nel l'importante dibattito in corso sull'attivazione dei corsi di laurea in medicina e chirurgia a Forlì ". 

" Il professor Capasso - spiega il prof. Claudio Vicini - è prima di tutto un visionario, oltre che un grande medico e formatore. È l'anello di congiunzione tra la medicina tradizionale e quella del futuro, con una visione prospettica unica. Lo ringrazio davvero tantissimo per aver accettato il nostro invito a Forlì, anche nella prospettiva di poter ospitare qui i corsi di laurea in medicina ". 

Capasso, esperto internazionale di apnee ostruttive del sonno, ha parlato di "innovazione in medicina e del rapporto dell’Università di Stanford con le start-up della Silicon Valley nell'implementazione di nuove tecnologie in ambito della Healthcare Medicine". 

"La condizione fondamentale affinché un ecosistema funzioni - ha chiarito il prof. Capasso - è che didattica, ricerca, investitori, formatori, interagiscano in modo trasparente e virtuoso. Posta questa condizione, è possibile fare innovazione in qualsiasi parte del mondo. Questo anche commettendo degli errori, perché sbagliare è giusto, dà la possibilità di imparare. "

La formazione di Capasso, ampia e davvero unica, include la scuola di medicina nel suo paese natale, il Brasile, e la formazione continua in Chirurgia Cervico-Facciale, Neuroscienze e Medicina del sonno negli Stati Uniti. Ha pubblicato numerosi capitoli di libri, articoli e documenti originali su riviste peer-reviewed.

Il riconoscimento locale e internazionale del suo lavoro è spesso associato ad una delle sue attività: conferenze e scambi di conoscenza a livello nazionale e internazionale. È stato mentore o supervisore di centinaia di studenti di medicina, borsisti, o studiosi in visita da più di 35 paesi. Facendo parte del sistema salute-tecnologia nella Silicon Valley, è stato coinvolto come co-fondatore, consulente per start-up, aziende o investitori, in ruoli che includono l'identificazione e lo sviluppo di nuovi concetti, studi clinici, strutturazione, perfezionamento del piano aziendale. Capasso ha partecipato inoltre a diverse iniziative della Stanford Biodesign. Attualmente è docente di Global Biodesign e svolge attività di tutoraggio per gli studenti della San Francisco Bay Area, Giappone, Singapore, Hong Kong e Brasile.

 
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Una procedura innovativa e meno invasiva per intervenire sulle vie biliari e pancreatiche, in particolare per patologie oncologiche. Lo ha utilizzato l’equipe dell’unità operativa di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva di Rimini dell’Ausl Romagna (diretta dal dottor Mauro Giovanardi) nel corso di un meeting recentemente svoltosi all’Ospedale “Infermi” e tenuto dal professor Massimiliano Mutignani direttore dell’Endoscopia Digestiva ed Interventistica dell’Ospedale Ca’ Granda Niguarda di Milano, punto di riferimento nazionale e internazionale per il trattamento endoscopico della patologia biliopancreatica.

Ad assistere al meeting interdisciplinare, oltre a tanti professionisti di Rimini (chirurghi, oncologi, radiologi, radioterapisti, internisti e tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nel trattamento della patologia benigna e maligna biliopancreatica), anche il dottor Carlo Fabbri direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia di Forli-Cesena e il dottor Mario Brancaccio dell’equipe di Gastroenterologia di Ravenna (diretta dal dottor Omero Triossi), nonchè numerosi altri specialisti gastroenterologi di Forlì-Cesena e Ravenna.

Questa procedura interventistica, già in uso per altre indicazioni ma nuova per l’Endoscopia digestiva bilio-pancreatica, potrà aprire nuovi e importanti scenari per il trattamento palliativo delle neoplasie del sistema biliare e pancreatico. Si tratta della tecnica di Termoablazione con radiofrequenza effettuabile con un apposito, sofisticato dispositivo. Il dottor Marco Di Marco dell’équipe di Gastroenterologia dell’Ospedale “Infermi”, sotto la supervisione dello stesso professor Mutignani, ha dunque eseguito uno dei primi trattamenti di questo tipo, in favore di un paziente affetto da neoplasia benigna dell’ampolla di Vater (punto di confluenza del coledoco e del dotto pancreatico principale).

“L‘intervento in questione - spiega il dottor Di Marco - è stato condotto in corso di colangiopancreatografia retrograda endoscopica e ci ha permesso, grazie al calore applicato dalla sonda, di trattare definitivamente un piccola porzione di tessuto residuo del tumore benigno già in gran parte asportato in corso di ampullectomia endoscopica e cresciuto all’interno del coledoco”.

“L’alternativa – ribadisce il dottor Giovanardi - sarebbe stato un intervento chirurgico particolarmente demolitivo per il paziente e non privo di possibili, teoriche, complicanze. Aver avuto come ospite il professor Mutignani ci ha riempito d’orgoglio soprattutto perché ci consente di continuare un percorso di crescita costante intrapreso già da diversi anni dalla Gastroenterologia riminese e che oggi si inserisce in un comune percorso che le tre Gastroenterologie dell’Ausl della Romagna stanno costruendo per affermarsi come punti di riferimento di prim’ordine per i nostri cittadini”.

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E’ ormai pacifico che un ospedale accogliente è importante anche per la qualità della cura. Specie se i pazienti sono bimbi. In quest’ottica sono attivi da anni progetti di accoglienza nelle Pediatrie degli ospedali di tutta la Romagna. Oggi a Forlì è stato aggiunta una ulteriore, importante tessera, a questo bel mosaico. Si è infatti svolta una cerimonia di inaugurazione dell'allestimento pittorico con vetrofanie delle vetrate di ingresso della Pediatria del “Morgagni Pierantoni”, donate dal gruppo “Consorti Rotary Club” di Forlì.
“Siamo grati alle ‘Consorti del Rotary Club’ di Forlì per avere rivolto la loro generosa attenzione ai bambini e alla Pediatria del nostro Ospedale – ha detto il primario, dottor Enrico Valletta -. L’allestimento che, grazie a loro, Sally Galotti ha realizzato all’ingresso del nostro reparto non vuole avere una funzione puramente estetica, ma rientra in una visione più ampia di accoglienza del bambino in ospedale e di umanizzazione delle cure che gli sono prestate. Sappiamo ormai con certezza che avere attenzione anche a questi aspetti aiuta il bambino e la sua famiglia nel percorso di cura e di guarigione dalla malattia. Siamo felici che la sensibilità delle ‘Consorti del Rotary’ abbia colto il valore di questo messaggio e lo abbia fatto proprio. Siamo anche convinti che alla nostra gratitudine si aggiungerà certamente il grazie dei bambini e dei loro genitori”.

Tale progetto, del valore di circa tremila euro, è mirato infatti, in primo luogo, alla maggior serenità possibile dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, per quanto possibile in un luogo di cura quale quello ospedaliero.

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Un nuovo importante riconoscimento per la Neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena arriva da AOSpine Europa, sezione di AOSpine la principale comunità al mondo di chirurghi e ricercatori coinvolti nello studio e nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale. Il dottor Giorgio Lofrese,  neurochirurgo dell’equipè cesenate, si è aggiudicato il terzo gradino del podio per il miglior lavoro scientifico del prestigioso premio europeo “Young Researcher Award” istituito da AOSpine Europa e assegnato da una giuria composta dai più illustri chirurghi e ricercatori europei nel campo delle patologie spinali ai migliori studi scientifici pubblicati su riviste internazionali da giovani ricercatori con meno di 40 anni.

 “Sono davvero onorato di aver ricevuto questo riconoscimento” - afferma il dottor Giorgio Lofrese “raggiungere questo risultato in un concorso europeo a cui partecipano le eccellenze della chirurgia spinale rappresenta un importante traguardo. È stata premiata l’innovativa strategia di trattamento dei traumi della giunzione cranio-cervicale negli anziani, mirata ad ottenere il minor impatto possibile in termini di dolore, di rigidità del collo e di compromissione dei movimenti della testa”

Lo studio. Si tratta di un approccio metodologico innovativo che pone come obiettivo del trattamento delle fratture del dente dell’epistrofeo negli anziani la qualità di vita del paziente, partendo da una scrupolosa valutazione del quadro clinico generale e delle caratteristiche radiologiche della frattura. La riduzione dei periodi di immobilizzazione con collare e la limitazione della chirurgia nei soli casi in cui, secondo specifici parametri clinici e radiologici, sia necessario ripristinare la stabilità di quelle vertebre cervicali che prendono parte ai più complessi movimenti della testa, portano ad evidenti vantaggi per questi fragili pazienti. E’ uno studio multicentrico che ha coinvolto le neurochirurgie di Cesena, Ferrara, Parma, Reggio Emilia, la chirurgia vertebrale del Maggiore di Bologna. I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale European Spine Journal.

Presso la Neurochirurgia di Cesena, diretta dal dottor Luigino Tosatto, ogni anno vengono trattati circa 150 pazienti affetti da frattura del dente dell’epistrofeo. Tra questi il 12% viene sottoposto ad interventi chirurgici di alta complessità, eseguiti da un’equipe dedicata composta dal dr. Cultrera, dr. Donati, dr. Lofrese e dr. Nicassio, per associate condizioni di instabilità della giunzione cranio-cervicale.  

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