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L’AUSL Romagna, per ridurre l'attesa di effettuazione dei prelievi ha previsto la possibilità per gli utenti, al momento solo presso gli sportelli unici aziendali indicati di seguito e, in un secondo momento, anche attraverso altre modalità di prenotazione, di PRENOTARE DATA e ORA in cui si vuole effettuare il PRELIEVO.

Tale modalità permette, ai cittadini che ne vogliono usufruire, di limitare al minimo il tempo di permanenza presso il centro prelievi che può essere ulteriormente ottimizzato presentandosi al prelievo con l'eventuale ticket pagato.

 

La prenotazione per l'effettuazione dei prelievi può essere eseguita presso:

 

- SPORTELLO UNICO DI VIA OBERDAN

DAL LUNEDI AL VENERDI DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 12:45

IL SABATO DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 12:30

 

SPORTELLO UNICO DI FORLIMPOPOLI

DAL LUNEDì AL VENERDì DALLE ORE 7:15 ALLE ORE 12:45 IL SABATO DALLE ORE 7:15 ALLE ORE 12:30

 

SPORTELLO UNICO CASTROCARO TERME

IL MARTEDì E IL GIOVEDì DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 13:30 E DALLE ORE 14:30 ALLE ORE 16:30

 

SPORTELLO UNICO DOVADOLA

IL MERCOLEDì DALLE ORE 12:30 ALLE ORE 14:00 E IL VENERDI’ DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 13:00

 

SPORTELLO UNICO ROCCA S.CASCIANO

IL LUNEDì DALLE ORE 8:00 ALLE ORE 10:30 E IL MERCOLEDì DALLE ORE 7:30 ALLE 12:00

 

SPORTELLO UNICO PORTICO DI ROMAGNA

IL LUNEDì DALLE ORE 11: ALLE ORE 13:00

 

 

SPORTELLO UNICO MODIGLIANA

DAL LUNEDì AL VENERDì DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 13:00 E IL SABATO DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 10:30

 

SPORTELLO UNICO TREDOZIO

IL MARTEDì E IL GIOVEDì DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 13:00

 

SPORTELLO UNICO DI PREMILCUORE

IL MARTEDì DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 12:00 E IL VENERDì DALLE ORE 15:00 ALLE ORE 17:00

 

SPORTELLO UNICO DI PREDAPPIO

IL MARTEDì E DAL GIOVEDì AL SABATO DALLE ORE 8:00 ALLE ORE 12:15

 

SPORTELLO UNICO DI SANTA SOFIA (OSPEDALE NEFETTI)

DAL LUNEDì AL SABATO DALLE ORE 7:30 ALLE ORE 13:00

 

SPORTELLO UNICO DI SANTA SOFIA (PIAZZA MATTEOTTI)

IL MARTEDì E IL GIOVEDì DALLE ORE 14:30 ALLE ORE 17:00

 

 

SPORTELLO UNICO DI GALEATA

IL LUNEDì DALLE ORE 14:30 ALLE ORE 17:30 E IL MERCOLEDì DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 13:00

 

SPORTELLO UNICO DI CIVITELLA DI ROMAGNA

IL LUNEDì E IL GIOVEDì DALLE ORE 10:30 ALLE ORE 13:00

 

SPORTELLO UNICO DI CUSERCOLI

IL MERCOLEDì DALLE ORE 15:00 ALLE ORE 17:00 E IL VENERDì DALLE ORE 10:30 ALLE ORE 13:00

 

SPORTELLO UNICO DI MELDOLA

DAL LUNEDì AL VENERDì DALLE ORE 8:00 ALLE ORE 13:00 IL SABATO DALLE ORE 8:00 ALLE ORE 12:30

 

 

PUNTO PRELIEVI PAD. VALLISNERI (OSPEDALE MORGAGNI PIERANTONI) E PUNTO PRELIEVI DI VIA COLOMBO

DAL LUNEDì AL SABATO DALLE ORE 11:30 ALLE ORE 13:00

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Neanche 24 ore dopo la donazione della risonanza magnetica da parte di RivieraBanca all’Ospedale di Rimini, un altro gesto di vicinanza alla sanità riminese da parte della società civile. Si è svolta infatti stamane una sobria cerimonia di ringraziamento da parte dell’Ausl alla ditta Trevi di Rimini che tramite l’Ail di Rimini ha donato all’Ospedale sei televisori già installati ed operativi negli spazi del day hospital oncoematologico, sempre dell’Ospedale di Rimini.

Erano presenti il signor Egidio Aguti (presidente Trevi), Eduardo Pinto (presidente Ail di Rimini), Romeo Giannei (direttore medico dei presidi ospedalieri del riminese), Patrizia Tozi (Direttore dell’Ematologia) e Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia di Rimini).

Presso il day hospital vengono effettuate, ogni anno, oltre 16mila prestazioni, l’installazione di televisori nelle sale d’aspetto e nelle stanze in cui vengono effettuate le terapie, rappresenta dunque un gesto importante in un’ottica di umanizzazione delle cure e della presa in carico, come ha sottolineato il dottor Giannei: “Rendere per quanto possibile, più serena la permanenza nei nostri servizi è un obiettivo che ci poniamo – ha detto – e per questo ringraziamo Trevi e Ail per l’importante collaborazione”. Concetti rimarcati anche dalla dottoressa Tosi e dal dottor Tassinari.

Il presidente Pinto ha a sua volta evidenziato come “al di là del valore economico di questa donazione (all’incirca 1.350 euro), quel che più conta è che le attese e le cure dei pazienti e loro accompagnatori, che talvolta si prolungano anche per qualche ora, possano trascorrere in un clima migliore. Vogliamo ringraziare la Trevi nella persone del signor Aguti, al quale consegnamo una medaglia dei 50 anni dell’Ail, che ricorrono quest’anno, con la speranza che la nostra collaborazione non si fermi qui”. Un auspicio rispetto al quale il signor Aguti non si è buttato via: “Siamo felici, quando ce ne sono le possibilità, di contribuire al benessere della nostra comunità, e laddove in futuro se ne ripresentasse l’opportunità, nell’ambito di quanto per noi possibile non ci tireremo indietro”.

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Domenica 14 aprile si celebra la giornata nazionale per la donazioni di organi e tessuti promossa dal Ministero della Salute, dal Centro Nazionale Trapianti, dalle Regioni e dalle Associazioni di volontariato.

Per i Comitati Locali Donazione Organi e Tessuti, composti da rappresentanti delle istituzioni pubbliche (scuola, comune, AUSL) e delle Associazioni di volontariato attive sul territorio è l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza di donare gli organi dopo la propria morte, un gesto di grande generosità che può salvare la vita anche a più di una persona. Come riporta anche il messaggio della campagna regionale “Organi, tessuti e cellule. Donare vuol dire essere. Scegli la vita, decidi di donare. Fallo adesso. Ecco come”.

Grazie alla sensibilità dei cittadini che dimostrano di avere compreso l'importanza dell'atto donativo, negli ultimi due anni l’Azienda Usl della Romagna ha registrato un alto numero di donatori effettivi (donatori a cui si è potuto prelevare almeno un organo), con risultati superiori alla media regionale e nazionale: 84 donatori effettivi,  di cui 48 nel 2017 e 36 nel 2018. Accanto a questi importanti risultati raggiunti nell’attività di donazione organi, negli ultimi anni si assiste in Romagna anche ad un incremento nelle donazioni di cornee che sono state 448  nel 2017 e 408 nel 2018.

 

Per quanto riguardo nello specifico l’ospedale Bufalini di Cesena, individuato dalla Regione quale Centro promotore dell’estensione del programma regionale “Cuore fermo ER” in altre Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna, si registra un trend di donazioni multiorgano a cuore fermo in costante crescita: 6 nel biennio 2017-2018, già 3 quelle effettuate da inizio anno ad oggi.

 

Con il trapianto è possibile salvare la vita a molte persone che, dopo essere state gravemente ammalate e talvolta vicine alla morte, possono così riprendere una vita normale: lavorare, viaggiare, fare sport, avere bambini. Ma senza donazione, non c’è trapianto: la disponibilità di organi, tessuti e cellule dipende esclusivamente dai donatori. Per questo è importante esprimere la propria volontà di diventare donatori. Ecco come.

La dichiarazione di volontà può essere espressa:

-          rivolgendosi agli Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Ausl Romagna

-          al momento del rilascio e rinnovo della propria carta di identità, presso le anagrafi comunali di tutti i Comuni che hanno istituito la carta di identità elettronica.

-          iscrivendosi all’Aido

-          compilando il tesserino blu del ministero scaricabile on line

-          scrivendo di proprio pugno una dichiarazione su un foglio bianco.

 

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E’ partita la campagna straordinaria dell’Ausl Romagna, di chiamata attiva di giovani e adulti per la vaccinazione contro il morbillo. Continuano, infatti, a verificarsi casi di morbillo nel territorio provinciale di Rimini dove da dicembre è in corso un focolaio epidemico che, ad oggi,  ha coinvolto 36 persone. Anche a Ravenna dall’inizio dell’anno sono stati registrati 8 casi di malattia, apparentemente non correlati né fra di loro nè al focolaio riminese. Gli interventi di sanità pubblica messi tempestivamente in campo a Rimini per il contenimento del focolaio sono stati di efficacia limitata, a causa della bassa adesione dei contatti suscettibili alle misure di profilassi vaccinale post-esposizione,perché di convinzioni contrarie alle vaccinazioni (cosiddetti no-vax), fattore che ha portato negli anni a creare ampie sacche di popolazione non protetta per questa malattia.

Nell’ottica di aumentare il numero di persone vaccinate in tutta la Romagna, l’Ausl ha dato il via, come peraltro recentemente annunciato, ad una campagna di chiamata attiva per la vaccinazione nelle persone adulte che, se non già vaccinate e se non immunizzate in altro modo, potranno recarsi presso gli ambulatori Ausl dei vari territori per vaccinarsi gratuitamente .

Le politiche di recupero vaccinale messe in atto a seguito della legge regionale dell’Emilia Romagna e del decreto Lorenzin, hanno coinvolto minori in età scolare e operatori sanitari, aumentando in maniera significativa i tassi di copertura per questi target , ma lasciando sostanzialmente inalterati i bassi tassi di copertura dei giovani adulti. In Italia, infatti,  il vaccino antimorbillo è disponibile dal 1976 e solo dagli anni ’90 le percentuali di copertura hanno iniziato ad essere più significative, proteggendo i bambini.

Di qui la campagna straordinaria di vaccinazione antimorbillosa rivolta agli adulti.

Negli ambiti territoriali di Forlì, Cesena e Ravenna i Servizi stanno inviando una lettera di invito alle persone nate tra il 1980 e il 1989 (partendo dai nati nel 1989) per le quali non risulta in anagrafe vaccinale alcuna dose di vaccinazione antimorbillosa. La lettera conterrà un’illustrazione della malattia e delle sue complicanze e i vantaggi individuali e collettivi della vaccinazione nonché, ovviamente, le indicazioni pratiche per l’accesso tramite prenotazione CUP. Sono finora state inviate 650 lettere di invito (250 a Ravenna e, 200 a Forlì, 200 a Cesena)

In considerazione delle caratteristiche del focolaio epidemico tuttora attivo, nella provincia di Rimini le misure sono leggermente diverse e più ampie. Il focolaio riguarda infatti prevalentemente soggetti tra i 17 e i 20 anni per cui gli inviti si rivolgeranno prioritariamente a queste fasce d’età. La Pediatria di Comunità, in aggiunta agli inviti già inviati a norma delle recenti leggi, sta inviando lettere di invito a tutti i minori non vaccinati, sia a coloro che, essendo ricompresi nelle età dell’obbligo, sono stati ripetutamente invitati ma sono tuttora inadempienti, sia ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni, che sono usciti dall’obbligo vaccinale, per un numero complessivo di 3663 lettere di invito i due terzi dei quali già spedite. Nelle lettere si forniscono informazioni sulla malattia e sul vaccino e si invitano le famiglie a rivolgersi agli ambulatori vaccinali della Pediatria di Comunità , nei normali orari di apertura, senza necessità di prenotazione. Il Servizio Igiene Pubblica, che si occupa degli adulti, ha già inviato le prime 1700 lettere a persone con età superiore ai 18 anni partendo dai nati nel 2001. Anche queste lettere contengono un’illustrazione della malattia e le istruzioni per l’accesso alla vaccinazione che può essere libero, senza bisogno di appuntamento, tutti i mercoledì dalle 9 alle 18 presso la sede di Rimini del Servizio Igiene Pubblica di Via Coriano, oppure, in giornate e sedi diverse, su appuntamento tramite prenotazione CUP.

La vaccinazione, gratuita, è trivalente, cioè protegge contro morbillo, parotite e rosolia. Consiste in due dosi di vaccino inoculato per via intramuscolare, a distanza di almeno 4 settimane una dall’altra, e conferisce una protezione elevata e duratura nei confronti delle tre malattie. La pregressa immunità, naturale o vaccinale, per una o più di queste malattie non è una controindicazione alla vaccinazione.

Val la pena ricordare che il morbillo ha di norma un decorso più serio negli adulti rispetto ai bambini e la malattia si può accompagnare a complicanze quali otiti, polmoniti, laringotracheobronchiti ed encefaliti. Anche se molto raramente(in 1 caso ogni centomila), a seguito dell’infezione morbillosa si può sviluppare, diversi anni dopo l’infezione, una panencefalite sclerosante subacuta come conseguenza tardiva della malattia, con un decorso molto serio .

“E’ evidente – evidenzia la dottoressa Raffaella  Angelini, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna – come la vaccinazione rappresenti un presidio fondamentale per la protezione dei singoli e della collettività. A fronte di una situazione molto difficile, in particolare in Romagna, abbiamo dunque deciso di attivare queste misure straordinarie, anche con l’obiettivo di avvicinarci, per quanto possibile alla soglia della cosiddetta ‘immunità di gregge’ grazie alla quale si possono proteggere anche quelle persone che, affette da alcune patologie, non sono nelle condizioni di potersi vaccinare e che, in questa situazione, sono fortemente a rischio”.

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Grande successo anche a Rimini per Preveni…Amo”, l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center dell’Ausl Romagna l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center dell’Ausl Romagna, con sede a Cesena e che sta girando la principali città romagnole con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad uno stile di guida prudente.  Un insegnamento prezioso per gli oltre 450 studenti delle scuole superiori degli istituti scolastici riminesi che stamattina hanno riempito il Teatro Galli per ascoltare e intervenire in un inusuale e riuscitissimo meeting tra dottori e studenti.

Dopo una coinvolgente introduzione ad opera del chirurgo Luca Ansaloni e dell'anestesista Vanni Agnoletti, medici del Trauma Center e qui in veste di presentatori dell'evento, sono arrivati i saluti del sindaco Andrea Gnassi e del direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Stefano Busetti. “Questa giornata – ha voluto sottolineare il Sindaco Gnassi ai ragazzi – ci deve aiutare a riflettere ed ad essere più consapevoli sul fatto che la sicurezza e la prevenzione, quando si va su strada sono fondamentali. Chi guida si impegna per se stesso e per gli altri, occorre quindi farlo con prudenza e non mettere in pericolo la propria vita e quella altrui”. “Gli incidenti e i traumi – ha spiegato il dottor Busetti – sono una realtà, ma è possibile ridurli aumentando la consapevolezza sull’importanza della sicurezza stradale”.

Sul palco, un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi che hanno ribadito ai ragazzi quanto sia importante fare attenzione per strada, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Giuseppe Pedrielli dirigente USP di Rimini, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini e Luca Venturini della Polizia Municpale di Cesena.

Molto apprezzata dai ragazzi è stata la proiezione di alcuni video con le testimonianze dirette di incidentati e incidenti, il ruolo del Trauma Center Romagna e dei professionisti coinvolti in questa rete - Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Carlo Fabbri, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Maurizio Menarini, Vanessa Agostini,  Federico Coccolino, Emiliano Gamberini, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis del Trauma Center di Parma – che oggi si sono tolti il camice, hanno indossato la maglietta di “Preveni… Amo” e hanno raccontato ai ragazzi di loro coetanei che, purtroppo, non ce l’hanno fatta, o di altri che ce l’hanno fatta ma che sono rimasti paralizzati, o di altri ancora che hanno avuto una ripresa pressochè completa, come Graziano e Massimo, che hanno raccontato la loro toccante storia.

In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

L’iniziativa è stato organizzata da Ausl Romagna e Comune di Rimini con il patrocinio della Regione e dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna. Responsabili scientifici dell’evento, Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino.

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Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un “bollettino di guerra” che potrebbe e che dovrebbe essere evitato. Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni…Amo", che vedrà i medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, insieme a professionisti dell'Ospedale di Rimini ed esperti della Polizia Municipale di Rimini, a confronto diretto con gli studenti delle scuole superiori riminesi.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi e si sta replicando in tutte le principali città romagnole.

A Rimini l’incontro si terrà lunedì 8 aprile, a partire dalle 9.30 al Teatro Galli (piazza Cavour 22). E’ prevista la partecipazione del Sindaco Andrea Gnassi, del direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del Direttore Sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e del Dirigente USP Rimini Giuseppe Pedrielli. Parteciperà un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi, Mattia Casadei, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini.

Numerosi saranno ovviamente i medici del Trauma Center dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena e di reparti legati all’emergenza – urgenza; tra loro: Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Federico Coccolini, Emiliano Gamberini, Carlo Lusenti, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis.

“Gli incidenti stradali – spiegano gli organizzatori Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino - rappresentano una grave e continua emergenza sociale a livello globale; attualmente in Europa causano circa 26.000 morti, mentre in Italia sono più di 3.000 le vittime di incidente e quasi 250.000 i feriti. Ogni giorno si verificano in media più di 480 incidenti stradali, che provocano la morte di quasi 9 persone e il ferimento di più di 680. Gli incidenti sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare sono i ragazzi tra i 20 e 24 anni ad essere in percentuale maggiormente colpiti. La morte, inoltre, non è che la punta dell’iceberg. Gli incidenti stradali, infatti, sono anche la principale causa di disabilità nello stesso gruppo di individui, rendendo impossibile per i sopravvissuti e talvolta per le loro famiglie il ripristino delle normali condizioni di salute e modificando dunque sostanzialmente la loro qualità di vita. Sebbene secondo gli ultimi dati Eurostat il numero di incidenti stradali stia diminuendo negli anni, tale diminuzione non è ancora in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

Da qui – proseguono gli organizzatori - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (Siat) della Romagna, diretto dal Dr. Agnoletti, insieme alla associazione Astra Onlus,  per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. ‘Preveni…Amo’ è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. All'appuntamento di lunedì verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani.

L’obiettivo dei medici - che solitamente si occupano della cura quando l’incidente è ormai avvenuto e che con questa iniziativa tentano invece di prevenirlo - è di mostrare le conseguenze tragiche dell’incidente in maniera concreta e senza filtri. I giovani, infatti, hanno un concetto del tempo distorto: sono iperconcreti riguardo al presente e sottovalutano i rischi, il che si aggiunge alla tendenza tipica delle culture moderne ad “occultare” la morte e la sofferenza, a nascondere la malattia, la fatica.

Uno degli strumenti comunicativi, oltre alle testimonianze, è l’uso dei video,  girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico; vengono mostrati i professionisti della rete traumi SIAT Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, mantenendo così viva l’attenzione dei ragazzi.

Per facilitare la comunicazione con un pubblico di giovane età, inoltre, i medici del Trauma Center hanno provveduto alla creazione di una pagina Facebook  (https://www.facebook.com/Preveniamo)  sulla quale condividere contenuti video ed informativi relativi all’evento.

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Si è svolta questa mattina, presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, la presentazione di un nuovo ambulatorio per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie epatobiliopancreatiche (tumore del pancreas e altre patologie, principalmente oncologiche, di quell’area corporea) e di un nuovo ruolo di infermiere case manager a supporto dell’ambulatorio stesso. Il tutto grazie alla donazione dell’Associazione “Oltre la Ricerca” di Rimini. Erano presenti la presidente di “Oltre la Ricerca” Francesca Gabellini e i vertici associativi, l’assessore Mattia Morolli in rappresentanza del Comune di Rimini, il dottor Romeo Giannei (direttore ospedali del Riminese), il dottor Luigi Veneroni, chirurgo, e in sostituzione del direttore della Chirurgia di Rimini dottor Gianluca Garulli (assente per un sopravvenuto e improrogabile impegno), le altre figure mediche che collaboreranno all’ambulatorio, tra cui in particolare il dottor Giorgio Ballardini (direttore della Medicina Interna), il dottor Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia), il dottor Enrico Cavagna (direttore della Radiologia), medici della Gastroenterologia, il direttore tecnico infermieristico di Rimini dottor Andrea Galeotti.

Un gruppo di professionisti non casuale. La parola d’ordine per il contrasto di queste patologie è infatti la presa in carico tempestiva, in modo da arrivare all’eventuale intervento chirurgico il prima possibile, e collegiale da parte di figure mediche di varie specialità. Un lavoro in equipe per un approccio di “rete” al caso clinico, per “aggredire” la malattia da tutti i punti di vista come chiarito molto bene dal dottor Giannei. L’ambulatorio si pone proprio in quest’ottica: vi saranno avviati pazienti per i quali il medico di famiglia o altri medici riscontrino sintomi di questo tipo di patologie, e lì il paziente verrà preso in carico in maniera completa e a tutto tondo, nell’ambito del percorso clinico più adatto per lui. Approccio evidenziato, nel corso degli interventi, anche dal dottor Veneroni, degli altri clinici e anche della presidente Gabellini.

Il dottor Veneroni ha anche letto un intervento del dottor Gianluca Garulli che non è potuto essere presente per sopravvenuti ed improrogabili impegni: "Un caloroso saluto  alle Autorità presenti  e  permettetemi  due parole  per illustrare l'iniziativa che ci vede oggi qui  riuniti. Le neoplasie  del pancreas oggi sono tra le più letali neoplasie che la Medicina deve  affrontare e  non sempre con risultati attesi: la varietà delle neoplasie coinvolge sia nella gestione che nel trattamento  medico e chirurgico, numerosi specialisti  .In ordine alfabetico  l'anestesista , il chirurgo , il gastroenterologo, il radiologo , il radioterapista e l'oncologo sono Tutti coinvolti  nel trovare quotidianamente le soluzioni più appropriate ed efficaci   per ogni singolo paziente. L'Associazione Oltre la Ricerca e il Presidente Avv. Francesca Gabellini   ha sentito e condiviso con i professionisti questo progetto che vede nascere  nel Territorio di Rimini all'interno dell'Ospedale Infermi , un ambulatorio che vuole essere un punto di Riferimento per i pazienti affetti da tale patologia ma anche  per i Medici di Medicina Generale  che possono accedervi e trovare risposte rapide ed efficaci. E' quindi all'Associazione  Oltre la Ricerca che va il mio più sentito ringraziamento per aver  condiviso il progetto e sostenuto economicamente; all'Azienda Romagna al Direttore Marcello Tonini, al dr . Andrea  Galeotti , al dr. Romeo Giannei  un particolare ringraziamento per  aver reso  possibile che questo progetto si realizzasse in così poco tempo. Un ringraziamento ai Medici Specialisti che sicuramente renderanno questo progetto un punto di partenza e di riferimento per la Romagna in questo difficile campo della Medicina".

Intervento di Francesca Gabellini (Presidente di "Oltre la Ricerca"): "In seguito alla forte volontà dell’Associazione di Volontariato Oltre la Ricerca, che lavora sul territorio riminese per la lotta al tumore al pancreas, ed in collaborazione con i servizi Sviluppo e Risorse Umane, Direzione Infermieristica e Tecnica dell’Ausl Romagna e con l’Unità operativa Chirurgia dell’Ospedale Infermi di Rimini, verrà attivata dal mese di aprile l’attività di una infermiera case manager che si integrerà nel Percorso Diagnostico Terapeutico delle Patologie epato-bilio-pancreatiche, per coadiuvare e rendere più fluido il percorso del paziente con sospetto diagnostico di tumore al pancreas, presso la Chirurgia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. L’ambulatorio - che si innesta sull’attività dell’ambulatorio di libero accesso aperto dal 2011 per monitorare i pazienti con aumentato rischio della patologia - si avvarrà di  professionalità provenienti da Radiologia, Medicina Interna, Epatologia e Gastroenterologia ed Oncologia, e lavorerà in modo approfondito per stabilire i rischi genetici relativi ai parenti diretti delle persone che hanno contratto una neoplasia pancreatica con il fine di attuare un’attenta opera di monitoraggio e prevenzione. Con la donazione di 20.000 euro finalizzati all’istituzionalizzazione della figura di case manager, Oltre la Ricerca intende  dare un chiaro segnale di collaborazione sempre più intensa con l’Azienda Usl della Romagna, che ha accolto favorevolmente l’iniziativa. La case manager avrà il ruolo chiave di accogliere e accompagnare il paziente dalla diagnosi al post intervento, seguendo le indicazioni del medico di medicina generale - che è il soggetto che, a seguito di sintomi e conseguente dubbio diagnostico, invia il paziente - e del team di medici esperti che seguono ogni singolo caso. Per Oltre la Ricerca si tratta della realizzazione di un fondamentale obiettivo, con l’intento di rendere più semplice il percorso di pazienti e familiari nell’affrontare una patologia insidiosa e purtroppo sempre più diffusa come il tumore al pancreas e di  minimizzare il tempo tra un fondato sospetto e  l’eventuale diagnosi. L'associazione grande soddisfazione per l’attuazione e l’avvio di questa figura centrale per la gestione del paziente, figura che verrà mantenuta stabilmente nel tempo e confermano la volontà  di impegnarsi per rendere sempre più forte la connessione tra cittadini e istituzioni, tra  malati e medici, tra territorio ed ospedale, tra  personalizzazione delle cure e  best practice, tra umanizzazione del percorso e protocolli sperimentali all’avanguardia".

L’assessore Morolli, nel portare il saluto della città di Rimini, ha evidenziato in particolare due aspetti: “E’ molto bello che vi siano frequenti donazioni e collaborazioni, da parte della società civile, verso l’ospedale e più in generale la ‘nostra’ sanità. Questo dà il senso di una comunità coesa, sebbene in questi tempi difficili, e che sa collaborare con lungimiranza”. Secondo aspetto, “nell’era in cui sembra che tutto diventi telematico e mediato, oggi presentiamo un servizio centrato sulla professionalità delle persone, medici e infermiera case manager, che prendono in carico il paziente dal punto di vista clinico e che lo accompagnano, dal punto di vista umano. Lo slogan dell’Ausl, ‘Sono le persone a curare le persone’, da questo punto di vista è molto azzeccato”.

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Si è svolta questa mattina una sobria cerimonia inaugurativa relativa a due automobili per l’assistenza domiciliare, donate all’Ausl Romagna dell’Associazione Rimini Solidale Onlus. Erano presenti la vicepresidente dell’associazione Micaela Dionigi, l’assessore Mattia Morolli in rappresentanza del Comune di Rimini, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il direttore facente funzioni delle Cure primarie di Rimini Antonella Dappozzo, il direttore della Direzione Infermieristica e Tecnica di Rimini Andrea Galeotti.

Le due automobili donate sono due Panda, del valore commerciale complessivo di oltre 25mila euro. Saranno utilizzate per il servizio di assistenza domiciliare che, come specificato dalla dottoressa Dappozzo, “è una modalità di presa in carico dei pazienti molto importante e innovativa, trattata nel Piano Sociale e Sanitario vigente della Regione Emilia Romagna, vocato al mantenimento del paziente nel suo ambiente di vita. Si tratta di esperienze molto gradite dai pazienti e dai loro famigliari, che sempre più spesso ne sono anche i caregiver, perché il poter restare a casa propria è solitamente un elemento normalizzatore e che agevola la compliance rispetto alle terapie. Certo questo ribaltamento di paradigma, cioè non più il paziente che va a curarsi presso le strutture, ma i professionisti che vanno da lui, implica che il personale percorra grandi distanze. Per questo motivo la donazione di due automobili, da parte della Rimini Solidale Onlus ha una grande importanza e denota sensibilità e lungimiranza”.

A dare in senso quantitativo di tale attività, il dottor Galeotti, il quale ha evidenziato che nel 2018 sono stati 55.548 gli accessi infermieristici domiciliare in provincia di Rimini, su quasi duemila utenti assistiti, “ad opera, sul fronte infermieristico, di trenta infermieri cui se ne aggiungeranno tra breve altri 6”. L’assistenza domiciliare si sostanzia principalmente in prestazioni legate a prelievi, oncologia, cure palliative sia di base sia specialistiche.

“Il sostegno, negli ultimi anni, della Rimini Solidale è stato per noi un grande onore, del quale abbiamo fatto, e faremo di tutto, per essere degni – ha detto il dottor Tonini –, e credo rappresenti un esempio virtuoso di collaborazione tra settore pubblico e terzo settore/mondo economico”.

“Eventi di questo tipo – ha detto l’assessore Morolli – dimostrano come ci sia, a Rimini, una società civile sana, legata al proprio territorio e alle proprie radici. Una società civile che rimette al centro il valore della sanità e dei suoi operatori e che, attraverso i suoi imprenditori più illuminati, attiva collaborazioni importanti. Credo che sia un esempio per molti”.

Sono 12 anni che la Rimini Solidale Onlus sostiene l’ospedale di Rimini attraverso donazioni di vario tipo, come riassunto in una pubblicazione donata dall’Ausl all’associazione (realizzata internamente e quindi a costo zero), e come ricordato dalla vicepresidente Dionigi: “Questi 12 anni sono volati – ha raccontato – e sono stati anni di grande orgoglio ma anche ovviamente di vicissitudini. I tempi sono cambiati, alcuni amici hanno lasciato l’associazione e le cose sono diventate più difficili, ma abbiamo continuato a fare del nostro meglio, felici di quello che siamo riusciti a dare”.

 

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A seguito di apposita procedura selettiva il dottor Mauro Fallani è stato nominato  direttore dell’Unità operativa di Pronto soccorso – Medicina d’Urgenza del Presidio Ospedaliero di Riccione - Cattolica. Sostituisce la dottoressa Marina Gambetti, andata in pensione alcuni mesi fa, durante i quali il dottor Fallani ha preso il suo posto in qualità di facente funzioni.

Il dottor Mauro Fallani vive a Fano, è sposato (2 figli) ed ha 60 anni. Laureatosi in Medicina e Chirurgia nel 1983 all’università di Bologna con 110 e lode, ha conseguito, presso lo stesso Ateneo e sempre col massimo dei voti, le specializzazioni in Medicina interna nel 1988 e in Reumatologia nel 1992. Sottufficiale medico durante il servizio militare, ha sviluppato la sua carriera presso le strutture di Lugo, Bologna (Policlinico “Sant’Orsola – Malpighi” e Azienda Ospedaliera), e nel 2005 è stato nominato primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Fano, ruolo che ha lasciato nel 2010 per trasferirsi all’Ospedale di Riccione, presso il quale ha diretto la struttura semplice di Medicina d’Urgenza.

Numerosi i riconoscimenti sul fronte della formazione medica soprattutto su temi legati al soccorso e all’urgenza; dal 2001 il dottor Fallani è direttore dei corsi dell’Italian Resuscitation Council. Dal 2002 al 2012 è stato caporedattore del mensile “Novità in Urgenza” della sezione Emilia Romagna della Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza – Simeu. Sul fronte scientifico è autore di decine di pubblicazioni sull’emergenza-urgenza tra cui, in particolare, di cinque edizioni dell’”Handbook dell’Urgenza in Medicina”, e del testo “L’Elettrocardiogramma nell’Urgenza”.

L’Unità operativa di “Pronto soccorso e Medicina d’urgenza” del Presidio ospedaliero di Riccione-Cattolica, è una struttura organizzativa complessa inserita nel Dipartimento di Emergenza dell’Ausl e costituita dal Pronto Soccorso di Riccione, dalla Medicina d’urgenza collocata sempre a Riccione e dotata di 14 posti letto di degenza ordinaria (di cui 2 di area critica) e dalla struttura semplice di “Punto di primo intervento” dell’Ospedale di Cattolica. Presso il Pronto soccorso di Riccione sono inoltre presenti 6 posti letto di Osservazione Breve Intensiva.

Nel corso dell’anno 2017 presso il Pronto soccorso di Riccione si sono verificati 34.160 accessi; presso il Punto di Primo intervento di Cattolica gli accessi sono stati 20.880. I ricoveri in Medicina d’Urgenza sono stati 1.108 per 3.186 giornate di degenza. Le principali patologie qui trattate sono state di natura cronico degenerativa e traumatologica. Più complessivamente nel Presidio ospedaliero di Riccione vengono trattati circa 12mila casi l’anno per circa 56mila giornate di degenza.

Al nuovo primario sono stati conferiti, tra l’altro, gli obiettivi di: effettuare una mappatura dei rischi prevedibili e gestibili con relativo risk management; promuovere l’incident reporting; stimolare la partecipazione dell’unità operativa a studi epidemiologici ed osservazionali e a progetti di miglioramento; adattare prontamente la struttura ai cambiamenti del contesto organizzativo aziendale, ai bisogni dell’utenza e all’evoluzione normativa e tecnologica.

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Giovedì 28 e venerdì 29 marzo a Cesena (Sala Malatesto Novello, Cesena Fiera), dalle ore 14 alle 17, si terrà un Convegno scientifico sui programmi di Patient Blood Management dal titolo “PBM organizzazione, clinica e scenari futuri” con la partecipazione del Centro Regionale Sangue e del Centro Nazionale Sangue.

L'evento vede il patrocinio delle seguenti società scientifiche: acoi Associazione Chirurghi Ospedalieri, SIdEM Associazione Chirurghi OspedalieriAssociazione Chirurghi Ospedalieri, Centro Nazionale Sangue, A.N.M.D.O. Associazione Nazionale Medici Direzioni Ospedaliere, SIAARTI Società Scientifica Italiana degli Anestesisti Rianimatori e Terapisti del Dolore, SIMTI Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia. Responsabile scientifico è la dottoressa Vanessa Agostini, Coordinatore Sistema Sangue e Plasma dell'AUSL della Romagna.

Tutti i dettagli nell'allegata locandina

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