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La demenza è in crescente aumento nella popolazione generale ed è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer Disease International, una priorità mondiale di salute pubblica: “Nel 2010, 35,6 milioni di persone risultavano affette da demenza con una  stima di aumento del doppio nel 2030, il triplo nel 2050, con ogni anno 7,7 milioni di nuovi casi (1 ogni 4 secondi) e una sopravvivenza media dopo la diagnosi di 4-8-anni. Il maggior fattore di rischio associato all'insorgenza della demenza è l'età (solo il 5% circa esordisce prima dei 65 anni), il sesso femminile nella malattia di Alzheimer, il sesso maschile nella demenza vascolare. Il progressivo incremento della popolazione anziana comporterà un aumento della prevalenza dei pazienti affetti da demenza. In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer)”.

In Emilia Romagna nel 2017 sono state quasi 25mila le persone visitate per la prima volta nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, 12.246 delle quali (in lieve calo rispetto alle 12.400 dell’anno precedente) hanno ricevuto una diagnosi di demenza, di cui l’Alzheimer costituisce la forma più frequente; circa 80mila le persone con demenza in regione.

Nel territorio dell’Azienda Usl della Romagna risultano essere presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni. Calcolando un'incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell'8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer.

Gli obiettivi del Servizio Sanitario Regionale richiedono alle Aziende USL di dare piena applicazione a quanto previsto dal Piano regionale Demenze e all’implementazione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Locali così come previsto dalle linee di indirizzo nazionali. In particolare le Ausl dovranno garantire un percorso di presa in carico integrata e corretta gestione dei disturbi psicologici e comportamentali associati alle demenze, spesso causa di precoce istituzionalizzazione e/o ospedalizzazione, favorendo l’utilizzo di tutte le risorse dell’assistenza territoriale sanitaria, socio-sanitaria e sociale (come i Medici Medicina Generale, Centri Disturbi Cognitivi e Demenza, Ospedali di Comunità, Nuclei temporanei demenze, Centri Diurni, Assistenza domiciliare, i Caffè Alzheimer, i Centri d’incontro, formazione e sostegno dei caregiver).

La Direzione dell’Azienda USL Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza all’interno del contesto aziendale al fine di dare piena attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Demenze.

I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) rappresentano una realtà consolidata nel territorio aziendale, con un’articolazione presso l’ambito di Rimini–Riccione, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo. I CDCD, costituiscono il nucleo organizzativo dove, personale medico, infermieristico, assistenti sociali e psicologhe in possesso di particolari competenze specialistiche, attraverso idonee modalità di valutazioni multidisciplinari e in una logica di team, definiscono il progetto terapeutico assistenziale in condivisione con la persona e i suoi familiari.       

Nella nostra A.USL, alla strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che consente di qualificare ulteriormente il percorso in favore della persona.

Di particolare rilievo risultano essere i molteplici interventi promossi dalle Associazioni di Volontariato del territorio romagnolo che hanno accolto favorevolmente l’esigenza aziendale di poter condividere un percorso di lavoro fortemente integrato al fine di valorizzare le esperienze presenti sui singoli territori ed estenderle su base aziendale. Il lavoro di rete e la capacità di costruire relazioni efficaci promuovono una maggiore capacità di risposta ai bisogni personalizzati dei singoli pazienti.

Alcune riflessioni dei referenti dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenza della Romagna.

Referente CDCD Rimini dottor Stefano De Carolis: “I limiti delle terapie farmacologiche attualmente in uso, la preoccupante assenza di imminenti alternative e la dimensione epidemiologica della malattia impongono di sviluppare sempre più quel ‘gioco di squadra’ che vede impegnati tutti i nodi della rete che si occupano della persona con demenza e dei relativi caregiver. Ai CDCD è affidata la regia di questa complessa gestione, che deve essere implementata e sempre più ‘capillarizzata’ in un’Azienda geograficamente e demograficamente così vasta”.

Referente CDCD  Ravenna dottor Alessandro Margiotta: “Il nostro impegno è finalizzato alla costruzione di un atto di cura che ponga al centro la vulnerabilità del paziente e personalizzi i diversi interventi in ciascun setting assistenziale. La cura avviene in spazi fisici ben definiti: è importante riconoscere e accettare l’influenza dell’ambiente sulla relazione di cura e sui risultati ottenibili. Un ambiente ricco e validante permette di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Parafrasando Ippocrate, per il medico risulta molto più importante sapere quale paziente ha un certo tipo di demenza, rispetto a conoscere quale tipo di demenza ha un certo paziente. Questa impostazione del rapporto medico-paziente richiede capacità di ascolto, conoscenza approfondita, vicinanza e disponibilità a caricarsi di quel pesante fardello rappresentato da coloro che tendono a costruire il proprio futuro sul rapporto con l’altro; su un bisogno che, il più delle volte, rimane inespresso”.

Referente CDCD Forlì dottoressa Federica Boschi: “Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta)  è la descrizione del percorso di presa in carico delle persone con demenza e dei loro familiari lungo tutto il decorso di malattia. Si tratta di uno strumento necessario per  organizzare l'offerta complessiva dei servizi sanitari e sociali erogati dall'Azienda USL e dai Comuni del territorio tenendo conto dell'importante apporto delle attività svolte dalle Associazioni di Volontariato. La costruzione del Pdta Regionale risponde ad uno degli obiettivi del Piano Nazionale Demenze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in gennaio 2015, e prontamente recepito dalla Regione Emilia Romagna". L’azienda Usl della Romagna  attraverso i propri professionisti sta collaborando alla definizione del PDTA Regionale e  alla conseguente declinazione nel territorio aziendale”.

Referente CDCD Cesena dottoressa Susanna Malagù: “Effettuare una diagnosi precoce ed accurata rappresenta il presupposto fondamentale per indirizzare il paziente verso il percorso terapeutico, farmacologico e non, più indicato ed utile alla sua condizione. Esistono infatti molti tipi di demenze e la loro differenziazione non sempre appare semplice ed immediata. Spesso pertanto è necessario mettere in campo non solo gli strumenti che utilizziamo abitualmente e che conservano anche oggi la loro validità (inquadramento clinico attraverso l’ascolto del paziente e dei familiari, valutazione neuropsicologica più o meno estesa, neuroimaging morfologico con TAC e/o Risonanza Magnetica dell’encefalo), ma anche nuove e più sofisticate metodiche (neuroimaging funzionale con PET encefalo con diversi traccianti, esami laboratoristici complessi su siero e liquor). Solo attraverso il loro utilizzo combinato, quando è necessario, è possibile pensare di interferire favorevolmente sul decorso di malattia, creando i presupposti di maggiore efficacia delle terapie a disposizione”.

Responsabile Programma di Psicologia dottoressa Rachele Nanni: “I percorsi di trattamento non farmacologico sono riconosciuti ormai dalla letteratura internazionale come parte integrante della terapia di elezione affianco alla terapia farmacologia. Declinare modalità di intervento rispondenti ai bisogni dei singoli utenti e delle loro famiglie comporta un delicato lavoro di personalizzazione e di co-progettazione che mette in rete le risorse della comunità”.

Da novembre 2017 si è costituito un Tavolo di Coordinamento permanente delle Associazioni Alzheimer Romagnole, composto da Alzheimer Ravenna, Alzheimer FaenzaAlzheimer Lugo, Alzheimer Rimini, CAIMA di Cesena, Amici di Casa Insieme di Mercato Saraceno e la  Rete Magica di Forlì. L'impegno assunto dalle diverse onlus è quello di rappresentare al meglio presso le Istituzioni Locali, l’A.USL Romagna e gli altri enti pubblici e privati, i bisogni e i problemi di tante persone che vivono quotidianamente con la demenza.

Il Direttore Generale Marcello Tonini, evidenzia  l’impegno nella  realizzazione di un  convegno organizzato dall’Azienda Usl della Romagna a rappresentare tale situazione ma, soprattutto, le prospettive future di lavoro, in occasione della XXV Giornata mondiale dedicata all’Alzheimer, che si terrà a Cervia nella data del 24 ottobre.

L'invito da parte dell'Ausl Romagna a collaborare alla realizzazione del convegno è stato accolto con grande interesse dalle Associazioni, che parteciperanno a vario titolo all'iniziativa, per esempio, portando testimonianze e contributi sul grande tema del "prendersi cura" della persona con demenza e svolgendo il ruolo di punto d'iscrizione al convegno per volontari, familiari e persone con demenza. 

“In particolare – aggiunge il Direttore - nel corso dell’estate abbiamo convenuto di dare corso ad un Programma aziendale che dovrà ulteriormente porre attenzione ad un tema di estrema rilevanza sia per i numeri che per le problematiche trattate, quale l’Alzheimer e le Demenze rappresenta”.

La dottoressa Roberta Mazzoni (Direttore Distretto di Ravenna) che ha curato la realizzazione di questo evento  precisa che si tratta di  un momento formativo per offrire un aggiornamento sull’inquadramento diagnostico e terapeutico  della malattia e sui sistemi di cura adottabili in favore delle persone che ne sono affette . In particolare, vuole testimoniare il lavoro di rete e di integrazione che si è perseguito in ambito aziendale attraverso una costante ricerca di collaborazione sia con le Associazione di volontariato che con i Servizi Sociali dei diversi Comuni presenti sul territorio. Interlocutori importanti coi quali il contatto è continuo

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Quando accedi a una prestazione, non dimenticare la tessera sanitaria e un documento d’identità. Comunica con precisione agli operatori le terapie che stai effettuando ed eventuali allergie di cui sei a conoscenza. Se ti viene chiesto di indossare il braccialetto identificativo, tienilo sempre addosso. Porta con te, se ti rechi in ospedale o in ambulatorio, la tua “storia” sanitaria: esami, documentazione, referti. Consigli pratici che possono migliorare ulteriormente cure e servizi, ridurre i rischi collegati all’assistenza e rafforzare il rapporto di fiducia tra pazienti e operatori.

In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti, lunedì 17 settembre, la Regione Emilia Romagna organizza nei principali presidi ospedalieri del territorio il primo Open Safety Day’ per illustrare ai cittadini alcune delle più frequenti e diffuse pratiche dedicate alla sicurezza delle cure.

 

Anche nei principali ospedali romagnoli saranno allestite postazioni informative dedicate e con operatori sanitari che risponderanno a dubbi e domande dei cittadini e illustreranno le numerose e consolidate attività che ogni giorno vengono svolte dalle organizzazioni sanitarie per garantire alti livelli di sicurezza nelle cure.

 

Sarà inoltre distribuito il materiale della nuova campagna informativa e di sensibilizzazione SICURINSIEME” promossa per la prima volta dalla Regione Emilia Romagna e che punta sulla collaborazione dei cittadini. Il Servizio sanitario regionale infatti, opera quotidianamente per garantire livelli di sicurezza elevati, ma per migliorare ancora c’è bisogno del contributo di tutti, proprio perché, come recita lo slogan della campagna, “Una sanità più sicura comincia da noi”

 

Qui Cesena

Lunedì 17 settembre, dalle ore 9 alle 13, sarà allestita con la collaborazione degli studenti del Corso di Laurea Infermieristica una postazione informativa nell’atrio dell’ospedale Bufalini di Cesena.

Qui Forlì

Nella mattinata di lunedì 17 settembre sarà allestita una postazione informativa nell'atrio dell'ospedale Morgagni - Pierantoni, con un punto di raccolta per i suggerimenti dei cittadini nell'ottica di un continuo miglioramento. Il materiale verrà distribuito anche nell'ambito della mostra allestita in piazza Saffi, in occasione del Convegno internazionale sul cancro gastrico  che si sta tenendo in questi giorni a Forlì. Durante il convegno si tratterà anche temi relativi alla sicurezza in sala operatoria.

 

Qui Ravenna

Nella mattinata di lunedì 17 settembre sarà allestita una postazione informativa nell’atrio dell’ospedale Santa Maria delle Croci .

 

Qui Rimini

Nella mattinata di lunedì 17 settembre sarà allestita una postazione informativa nell’atrio dell’ospedale Infermi di Rimini.

 

Informazioni e materiali della campagna regionale sono disponibili sul portale Salute della Regione, alla pagina http://salute.regione.emilia-romagna.it/sicurinsieme

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All’ospedale Bufalini di Cesena è stato eseguito con successo un intervento di Chirurgia Maxillo Facciale piuttosto raro ed eccezionale vista l’età della paziente: ben 111 anni.

La signora, classe 1906, cesenate, è stata operata dal dottor Massimo Bassi e dal dottor Pier Renato Giacomini, chirurghi dell’equipè dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo Facciale diretta dal dottor Angelo Campabassi, per l’asportazione di un carcinoma cutaneo sulla fronte che le aveva eroso la teca cranica provocando ulcere e sanguinamento dolorosi.

“Interventi di questo genere sono piuttosto frequenti ma diventano rari quando si effettuano su pazienti con una età così avanzata – spiega il dottor Campobassi che aggiunge: “Il buon esito dell’operazione, che ha comportato anche la ricostruzione dei tessuti, è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione dei colleghi anestesisti dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione e alle discrete condizioni generali di salute dell’anziana paziente che dopo un breve periodo di ricovero è stata dimessa”.

Grande soddisfazione, quindi, per tutto il personale sanitario che a vario titolo ha prestato assistenza alla paziente e un segno di attenzione e di ottimismo nei confronti della popolazione anziana che vive nel nostro territorio.

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Grazie al prezioso contributo di diversi gruppi di donatori, singoli e associati, le Terapie Intensive Neonatali degli ospedali di Cesena e Rimini potranno presto dotarsi di una nuova apparecchiatura, la Ret-Cam, indispensabile per la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo della grave retinopatia alla quale in alcuni casi possono andare incontro i neonati prematuri.

Sono stati complessivamente donati 40.000 euro, grazie a numerose iniziative benefiche promosse in questi mesi con l’obiettivo comune di raccogliere fondi da destinare all’acquisto di questa importante attrezzatura. Nello specifico, il Lions Club “Forlì Cesena Terre di Romagna” ha devoluto alla causa 32 mila euro raccolti attraverso la produzione e la vendita di un calendario per l’anno 2018 nell’ambito del progetto ‘Una foto per la vi(s)ta’ promosso da Massimo Petrini, titolare dell’Agenzia Private Mediolanum Banca di Forlì. A questa somma si aggiungono altri 9 mila euro circa generosamente devoluti da privati cittadini  (1.100 euro) e altre realtà del territorio, tra cui l’Associazione Valori e Libertà (4500 euro), l’Accademia del ricamo (1600 euro) e l’Associazione Liberamente (1634 euro).

La cerimonia di consegna di parte delle somme raccolte è avvenuta oggi al Bufalini, dove erano presenti oltre ai Presidenti del LIONS Club di Forlì-Cesena 2017-2018 Elisabetta Scozzoli, anche coordinatore di zona, e Massimiliano Montalti, Massimo Petrini titolare dell’Agenzia Mediolanum Banca di Forlì, Lucia Maccagnino Presidente dell’Associazione cesenate Valori e Libertà e in rappresentanza dell’Azienda Sanitaria il direttore del presidio ospedaliero Bufalini Virna Valmori, il direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena Enrico Valletta, il direttore dell’Unità operativa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena Marcello Stella, il dirigente medico dell’Unità Operativa Oculistica Riccardo Acciarri, la responsabile del Fundraising aziendale Elisabetta Montesi

La direzione dell’Azienda USL della Romagna e tutti i professionisti coinvolti ringraziano i numerosi donatori per il loro prezioso contributo al raggiungimento di questo importante obiettivo, indispensabile per continuare ad assicurare un elevato livello di qualità delle cure in ambito pediatrico.

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A Cesena prenderà il via a novembre il primo master universitario di secondo livelloAcute Care Surgery And Trauma (MiACS&T) Orazio Campione e Giorgio Gambale”, organizzato da Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Scuola di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche), in collaborazione con l’Azienda USL della Romagna e il patrocinio della World Society of Emergency Surgery (WSES). L’ente gestore è Servizi integrati d’Area SEr.In.AR Forlì – Cesena.

L’importante proposta formativa – presentata oggi a Cesena – è volta a declinare a livello italiano ed europeo la Acute Care Surgery (Chirurgia d’urgenza), fornendo conoscenze teorico-pratiche e capacità di autonomia organizzativa relative a tutte le tre componenti dell’ACS stessa: la chirurgia d’urgenza non-traumatica, il trattamento del trauma e la gestione del malato critico. Mira dunque a formare professionisti con competenze clinico-organizzative che si occupino dell’Emergenza/Urgenza Chirurgica, traumatica e non.

E’ rivolto ai laureati in Medicina e Chirurgia e soprattutto agli specialisti in Chirurgia Generale, in Anestesiologia e Rianimazione ed in Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso.

Il Consiglio Scientifico è costituito da: Rita Maria Melotti (Direttrice, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Vanni Agnoletti (AUSL Romagna); Luca Ansaloni, (AUSL Romagna); Fausto Catena (World Society of Emergency Surgery); Federico Coccolini, (AUSL Romagna); Giorgio Ercolani (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Emiliano Gamberini (AUSL Romagna); Luciano Margara (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Emanuele Padovani (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Gilberto Poggioli (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Alessandro Ricci (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Massimo Sartelli, (World Society of Emergency Surgery); Pierluigi Viale ( Alma Mater Studiorum, Università di Bologna).

Il programma è suddiviso in quattro moduli: il Trauma; Diagnostica e trattamento della patologia chirurgica non-traumatica; il paziente critico; l’organizzazione nell’ACS&T.

Il corso ha durata di un anno, da novembre 2018 a ottobre 2019. Il programma prevede 150 ore di didattica frontale per 20 giornate di lezione organizzate in gruppi da 2/3 giornate, alcuni workshop ed un tirocinio di 80 giornate presso l’ospedale Bufalini. Il bando per la partecipazione scade il 14 settembre 2018.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria Didattica: master.miacset@unibo.it - 338 6649881. Il bando e tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione sono disponibili  su www.unibo.it

                                                                                                                                              

A chi è dedicato

Orazio Campione (1948 -2003), era diventato Professore Ordinario dell’Università di Bologna nel 1998, dove aveva percorso tutta la sua formazione didattica, scientifica ed assistenziale producendo più di 500 pubblicazioni, distinguendosi particolarmente nel campo della chirurgia d’urgenza. In una lettera firmata “quelli che hanno lavorato con te” diffusa nel giorno del decesso si legge: “Una carriera piena di successi e soddisfazioni, ma troppo breve. Sei stato un uomo che non ha avuto bisogno di indossare giacca e cravatta, ti è bastata la tua divisa da lavoro. A tratti duro, pronto ad arrabbiarti se anche la minima sbavatura o disattenzione potesse inficiare la qualità della cura o l'assistenza al malato. Un maestro. Severo ed esigente, ma che non ci ha mai lasciati soli nei momenti difficili”.

Giorgio Gambale (1955 – 2015), anestesista-rianimatore presso l’Ospedale Maggiore di Bologna, si è occupato di traumatologia ed organizzazione dei sistemi per il trauma ed è stato tra i protagonisti dell’avvio, primo in Italia, dell’elisoccorso. In seguito ha contribuito, presso la ex Azienda Usl di Forlì, al coordinamento dell’attività dei blocchi chirurgici, sviluppando un sistema informatizzato per la sicurezza e l’efficienza dei percorsi operatori che ha ricevuto riconoscimenti a livello europeo. Direttore dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena, ha guidato il Dipartimento di Emergenza dello stesso Ospedale. La sua esperienza professionale e umana, riletta con la lente della malattia, è raccontata in “La medicina secondo Capitan Zantax”, pubblicato nell’aprile 2015.

 

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Tre di loro hanno preso servizio all’ospedale Cesena ed uno, il dottor Alessandro Valentino, lo farà il primo luglio. Sono gli ultimi quattro primari nominati per il “Maurizio Bufalini”: Valentino per l’unità operativa Pronto Soccorso e Medicina D’Urgenza, il dottor Marco Marconi per l’unità operativa Cardiologia, il dottor Patrizio Giovanni Maria Antonazzo per l’unità operativa Ostetricia e Ginecologia e il dottor Luca Ansaloni per l’unità operativa Chirurgia D’urgenza.

Il dottor Luca Ansaloni, 55 anni, arriva dall’ospedale di Bergamo dove era responsabile dell’Unità di Chirurgia I dal 2010. Laureato all’Università di Bologna nel 1989, Ansaloni ha poi conseguito la specializzazione in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso nel 1994. Dal 1990 al 1997 ha operato all'estero, maturando esperienze professionali significative negli ospedali dell’Uganda e del Kenya. Dopo aver conseguito il diploma in Medicina Tropicale ed Igiene presso l’università di Liverpool è tornato in Italia, dove ha lavorato come dirigente medico di Chirurgia generale a Chioggia e a Ravenna e, successivamente è stato per quasi dieci anni Dirigente Medico nell’Unità di Chirurgia Generale,d’Urgenza e dei Trapianti al S. Orsola di Bologna, dove è diventato Direttore di Struttura Semplice di Urgenza Chirurgica. Dal 2010 a oggi ha coperto la carica di Dirigente Responsabile dell’Unità di Chirurgia I dell’Ospedale di Bergamo. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali (più di 200 indicizzate su PubMed, con H-Index di 36 al 2017), dal 2013 è istruttore del Corso “Advanced Trauma Operative Management” (ATOM). È stato Professore a Contratto presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale, Università degli Studi di Milano dal 2010 al 2017 ed è attualmente Professore a Contratto del Corso di Fondamenti di Anatomia ed Istologia nel Corso di Laurea triennale di Ingegneria delle tecnologie per la salute, Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell'informazione e della produzione, Scuola di Ingegneria, Università degli Studi di Bergamo. È in possesso dell’Abilitazione Scientifica Nazionale per il Settore Concorsuale 06/C1 (Chirurgia Generale) sia come II Fascia (Professore Associato), che come I Fascia (Professore Ordinario). È membro di numerose società scientifiche nazionali ed internazionali: in particolare è stato il presidente della World Society Of Emergency Surgery (WSES) ed è l’attuale presidente della Società Italiana di Fisiopatologia Chirurgica (SIFIPAC). Il reparto di Chirurgia generale e d’urgenza del Bufalini ha 29 posti letto di degenza ordinaria su cui vengono effettuati circa 1.400 ricoveri e 1.100 interventi all’anno.“Mi sono sempre occupato di chirurgia d’urgenza legata al trauma – dichiara il dottor Ansaloni - L’idea è quella di lavorare per introdurre nuove tecnologie e metodiche da ‘prima linea’, continuando ad operare con impegno nel campo della chirurgia generale"

Il dottor Patrizio Antonio Maria Antonazzo, 44 anni, sposato con due figli, arriva dall’Ospedale “Luigi Sacco” Polo Universitario di Milano dove, fra le mansioni a lui affidate, ha svolto quella di responsabile di Sala Parto e del Percorso Assistenziale alla Gravidanza Fisiologica, oltre ad aver partecipato a vari gruppi di lavoro regionali, anche in qualità di coordinatore o referente. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia si è specializzato in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Milano, dove poi ha svolto, fino al 2008, il Dottorato di Ricerca in ‘Scienze dello Sviluppo Prenatale, Diagnosi e Terapia Fetale’. Negli anni successivi ha prestato attività clinica presso l’Azienda Ospedaliera Civile di Vimercate- Milano e la Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano.Professore a contratto dell’Università degli Studi di Milano, membro del direttivo della Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia, è stato l’unico italiano selezionato per il programma Globe (Global Leadership in Obstetrics Excellence). E’ inoltre autore di numerose pubblicazioni ed ha al suo attivo la partecipazione a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali. “L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia è un centro Hub nel contesto dell’AUSL Romagna con quasi 2.000 parti/anno. “La mia attenzione è rivolta in particolare alla crescita fetale e al benessere materno. Una delle novità che abbiamo recentemente introdotto – spiega il dottor Antonazzo -  è la possibilità per i papà di entrare in sala operatoria anche durante il parto cesareo programmato, per condividere con la propria compagna l’esperienza della nascita del loro bambino”.

Il dottor Marco Marconi, 62 anni, riminese arriva dall’ospedale Ceccarini di Riccione,  dove fino ad oggi ha svolto l’incarico di direttore dell’unità operativa di Cardiologia. Ha oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’elettrofisiologia cardiaca e dell’elettrostimolazione sia per quanto riguarda l’attività di sala operatoria (ha effettuato oltre 3000 impianti di dispositivi e oltre 500 studi elettrofisiologici ed ablazioni transcatetere) che per quanto riguarda l’attività scientifica e di ricerca sempre prevalentemente nel settore aritmologico. Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bologna dove ha poi conseguito le specializzazioni in Cardiologia e in Tecnologie Biomediche. Ha iniziato a lavorare presso le strutture sanitarie pubbliche riminesi nel 1983, ricoprendo  vari incarichi tra cui quello di responsabile del Laboratorio di Elettrofisiologia cardiaca ed Elettrostimolazione cardiaca. Il dottor Marconi ha frequentato corsi di aggiornamento e perfezionamento presso diverse realtà sanitarie italiane ed europee, in particolare per le procedure di Terapia delle aritmie con ablazione transcatetere radiofrequenza e di Impianto di sistemi di resincronizzazione cardiaca. L’U.O di Cardiologia dell’Ospedale Bufalini di Cesena è centro Hub per il trattamento delle aritmie cardiache. “Ho trovato un reparto di alto livello -  afferma il dottor Marconi - che si sviluppa in un contesto ospedaliero che vanta specializzazioni avanzate legate al trauma. lavoreremo al servizio dei reparti ospedalieri e, grazie ai vantaggi che derivano dal lavorare all’interno della rete cardiologica romagnola, allo sviluppo di nuove tecnologie e metodiche innovative meno invasive”.

Il dottor Alessandro Valentino, 49 anni, arriva dall’ospedale Cervesi di Cattolica dove dal 2012 ad oggi ha ricoperto l’incarico di responsabile del Punto di Primo Intervento. Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bologna e poi specializzato in Medicina Interna con Indirizzo in Medicina d’Urgenza all’Università di Modena. La sua carriera professionale inizia nella Marina Militare Italiana occupandosi di pianificazione dell’intervento sanitario in situazioni di maxiemergenza. Dopo una breve esperienza presso l’Ausl di Ferrara come medico di Pronto Soccorso e di Emergenza territoriale 118, nel 2002 inizia a lavorare all’ospedale di Riccione dove è rimasto fino ad oggi, dapprima come dirigente medico presso il DEA e dal 2012 con l’incarico di responsabile del Punto di Primo intervento. Numerose sono le attività di docenza svolte in ambito aziendale e regionale sui temi dell’emergenza. Nell’anno 2017 gli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Bufalini” sono stati 59.055 dei quali 11.301 con fast track (vale a dire accesso diretto a specialisti); pazienti trattenuti in osservazione breve 3.494. Presso il Punto di primo intervento di Cesenatico ci sono stati 17.624 accessi e a quello di Bagno di Romagna 3.044. “Sento una grande responsabilità per il compito che mi aspetta – dichiara il dottor Valentino che entrerà in sevizio il prossimo 1 luglio –  lavorerò in un reparto dove i meccanismi sono ben collaudati e rodati”.

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Mercoledì, 30 Maggio 2018 11:46

31 maggio, Giornata Mondiale Senza Tabacco

Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza di numerose malattie cronico-degenerative, prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce. In Romagna, stando ai dati rilevati dal sistema di sorveglianza nazionale “Passi” 2014 – 2017 (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia) i fumatori rappresentano il 28% degli adulti (18-69enni) pari a una stima di circa 210 mila persone. La prevalenza di fumatori è più alta tra uomini (31%), tra le persone con bassa scolarità e quelle con maggior difficoltà economiche. Circa un quinto (21%) dei fumatori 18-69enni è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno). Solo il 3% è un fumatore occasionale (meno di una sigaretta al giorno).

Tra le persone con patologie croniche, la prevalenza di fumatori risulta essere del 27%; in particolare fuma più di un terzo (35%) delle persone con patologia respiratoria cronica, il 31% di quelle con una patologia cardiocircolatoria e il 28% di quelle con diabete.

L’abitudine al fumo inizia precocemente: dall’indagine regionale sugli adolescenti HBSC 2014 emerge che fuma sigarette l’1% degli 11enni, il 5% dei 13enni e il 29% dei 15enni. In Romagna, secondo Passi 2014-2017,tali percentuali salgono al 31% tra i 18-24enni e al 33% tra i 25-34enni. Dopo i 50 anni la prevalenza di fumatori diminuisce progressivamente: 25% tra i 50-69enni, 11% tra i 70-79enni e 5% dopo gli 80 anni (dato regionale di Passi D’argento).

La scuola, la sanità e il mondo del lavoro sono impegnati da tempo in interventi condivisi volti all’obiettivo comune di prevenire l’abitudine al fumo, in particolare nelle giovani generazioni, e favorire il trattamento della dipendenza da nicotina (tabagismo). E numerose sono le iniziative organizzate anche quest’anno in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio) dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL della Romagna, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo,  la Lega Italiana per la lotta con i Tumori e il mondo della Scuola. Iniziative che nella maggior parte dei casi rappresentano momenti conclusivi dei numerosi progetti di educazione alla salute dell’Ausl sulla prevenzione dell’abitudine al fumo e che nel corso dell’anno scolastico 2017-2018 hanno visto la partecipazione attiva di oltre 10mila studenti e centinaia di docenti  delle scuole romagnole anche attraverso percorsi di Educazione alla pari  (peer education) dove i giovani stessi si sono fatti promotori di salute e benessere nei confronti dei loro coetanei.

Smettere di fumare è possibile. L’Ausl della Romagna aiuta i fumatori  attraverso terapie specifiche per la disassuefazione dal fumo di tabacco attuate nei Centri Antifumo aziendali. Ecco le iniziative previste sul territorio romagnolo:

A Cesena  le scuole secondarie di primo grado “F. da Longiano”, “Via Pascoli” “Via Anna Frank” sede T. M. Plauto” hanno accolto i peer educator dell’Istituto Tecnico Garibaldi/Da Vinci e Istituto Tecnico R. Serra nelle classi seconde e terze per realizzare attività di laboratorio interattive sulla promozione della salute e sulla prevenzione dell’abitudine al fumo.

A Forlì  è allestita fino a lunedì 11 giugno, presso l’atrio dell’Ospedale Morgagni Pierantoni,  la mostra dei disegni elaborati dai ragazzi delle Scuole secondarie di primo grado nell’ambito del progetto regionale “Liberi di scegliere”, per il quale ogni anno lo IOR promuove un concorso. Quest’anno è stato selezionato il disegno di Karen e Caterina, studentesse della 2 A della Scuola Zangheri, affiancate dalle docenti Patrizia Adamo e Paola Mercatali. L’elaborato verrà diffuso come manifesto in tutte le scuole del territorio romagnolo.

A Ravenna, nelle numerose scuole aderenti ai progetti di promozione della salute sono previsti eventi conclusivi dei percorsi svolti nel corso dell'anno. Viene distribuito  in collaborazione con lo IOR il manifesto 2018 a tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado della provincia, ai Servizi Educativi e ai Centri per le Famiglie dei Comuni della provincia. La  Scuola Media Montanari ha contribuito in particolare con la produzione di numerosi disegni originali che sono stati affissi negli spazi comuni del CMP di Ravenna.

A Rimini nelle numerose scuole aderenti ai progetti di promozione della salute sono previsti eventi conclusivi dei percorsi svolti nel corso dell'anno. E' inoltre in corso di realizzazione una iniziativa di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con lo IOR che prevede la distribuzione del manifesto 2018 a tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado della provincia, ai Servizi Educativi e ai Centri per le Famiglie dei Comuni della provincia, oltre che di materiale informativo alla cittadinanza da parte della sezione provinciale LILT, che sarà a Rimini in Piazza Tre Martiri nella mattina del 31 maggio. 

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La Giornata Nazionale per la donazione di organi e tessuti promossa il 27 maggio dal Ministero della Salute, dal Centro Nazionale Trapianti, dalle Regioni e dalle Associazioni di volontariato rappresenta per i Comitati Locali Donazione Organi e Tessuti -  composti da rappresentanti delle istituzioni pubbliche (scuola, comune, AUSL) e delle Associazioni di volontariato attive sul territorio -  l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza di donare gli organi dopo la propria morte, un gesto di grande generosità che può salvare la vita anche a più di una persona.

Negli ultimi anni, grazie alla sensibilità dei cittadini che dimostrano di avere compreso l'importanza dell'atto donativo, l’Azienda Usl della Romagna registra dati record nel numero di donatori effettivi (donatori a cui si è potuto prelevare almeno un organo), con risultati superiori alla media regionale e nazionale: 144 donatori effettivi dal 2015 ad oggi (36 nel 2015, 42 nel 2016, 48 nel 2017 e 18 da gennaio 2018 ad oggi) così suddivisi: 72 all’Ospedale Bufalini di Cesena (di cui 5 da donatore a cuore fermo), 4 all’Ospedale degli Infermi di Faenza, 14 all’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, 8 all’Ospedale Umberto I di Lugo, 23 all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, 23 all’Ospedale “Infermi” di Rimini. Numeri che evidenziano un trend in aumento del 33% negli ultimi tre anni.

Accanto a questi importanti risultati raggiunti nell’attività di donazione organi, si assiste in Romagna anche ad un netto incremento nelle donazioni di cornee che sono passate da 158 nel 2015 a 225 nel 2017, con un aumento superiore al 42%.  

Ogni cittadino maggiorenne può manifestare la propria volontà (favorevole o meno) in merito alla donazione dei propri organi e tessuti dopo la morte. La dichiarazione di volontà può essere espressa rivolgendosi agli Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Ausl Romagna oppure, al momento del rilascio e rinnovo della propria carta di identità, presso le anagrafi comunali di tutti i Comuni che hanno istituito la carta di identità elettronica.

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 Si è svolta nei giorni scorsi una conferenza stampa presso la sede Ausl di Ravenna in cui sono stati illustrati i rinforzi estivi in vista della imminente stagione turistica.

Premessa

Il periodo temporale maggio-settembre assume per l’Ausl della Romagna, per il notevole incremento del numero degli assistiti, una forte rilevanza sul piano socio-sanitario. Basti pensare infatti che nel corso delle ultime estati (giugno, luglio, agosto e settembre) nelle località turistiche balneari dell’intera riviera, da Cattolica ai Lidi Ravennati, si sono registrati circa tre milioni di arrivi turistici con un aumento medio della popolazione residente del 50 per cento circa. Una situazione che richiede grande attenzione nella programmazione del personale e dei servizi, ovviamente in continuità con quanto già in essere nei diversi ambiti territoriali secondo il criterio della “programmazione storica”. Tale programmazione contempla il confronto tra il numero di accessi invernali ed estivi, degli ultimi cinque anni, in pronto soccorso/pronto intervento delle realtà di Cesena, Ravenna e Rimini, ed il medesimo confronto rispetto al 118 Romagnasoccorso.

Per quanto attiene agli accessi di pronto soccorso / pronto intervento, si registra un incremento di attività del 33 per cento circa nel Cesenate, del 38 per cento circa nel riminese e del 17 per cento circa nel ravennate.

Per quanto attiene alle chiamate al 118 l’incremento tra estate ed inverno è del 25 per cento circa.

I potenziamenti per ambito territoriale

Va precisato che le attività in incremento sono realizzate attraverso:

  • reclutamento di personale aggiuntivo;
  • assegnazioni di turni/prestazioni aggiuntive per personale infermieristico, ostetrico e tecnico di radiologia, stante le difficoltà di reclutare per brevi periodi unità con specifiche competenze.

Complessivamente i medici ed infermieri reclutati per far fronte all'emergenza estiva sono 86, come da allegata "tabella del personale".

Il 118 Romagna soccorso

Forli

Dal primo giugno al 30/9 l’ambulanza con soccorritori di San Benedetto in Alpe nei Week end e festivi diventa ambulanza con Infermiere

Cesena

1  ambulanza h 17 (dalle 7 alle 24) dal 1/6 al 31/8 a Cesenatico

Rimini

2 ambulanze h 24 dal 1/6 al 30/9

2 ambulanze h 10 in orario diurno dal 1/6 al 31/8

2 ambulanze h 10 in orario diurno dal 1/6 al 20/9

Ravenna - Centrale operativa

Rinforzo h12 in orario diurno nei giorni di sabato domenica e lunedi e festivi dal 2/6 al 10/9

2 ambulanze h 12 in orario diurno dal 11/6 al 30 giugno poi  diventano h24 dal 1/7 al 9/9

1 ambulanza h 10 in orario diurno week-end e festivi dal 1/7 al 31/8

2 moto con infermiere dal 1/7 al 31/8 nei week end e festivi.

E’ inoltre prevista la presenza di ulteriori rinforzi in occasione di manifestazioni importanti come ad esempio Molo street parade, Notte rosa, Frecce tricolori, ecc.  sono escluse da tale programmazione, ma gestite a parte. A livello infermieristico, si aggiungono 9 infermieri e 8 autisti

 Tra i servizi aggiuntivi ai turisti, è ormai tradizione l’erogazione di dialisi, previa prenotazione con un call center unico aziendale. Nel corso dell’estate 2018 è prevista l’erogazione di 169 sedute di dialisi, in turno serale, presso le sedi di Cesenatico (69 sedute), Cervia (42) e Rimini (48 sedute).

Nel periodo estivo l’assistenza medica turistica è attivata tutti i giorni, festivi compresi, ed eroga prestazioni ambulatoriali e domiciliari alla popolazione non residente (turisti e lavoratori stagionali) momentaneamente presente sul territorio, con 24 ambulatori distribuiti tra Cattolica e Lido Adriano.

Si allegano locandine e schede coi servizi dei vari territori.

 

Il Direttore Sanitario Stefano Busetti ha colto l’occasione della presentazione dei rinforzi estivi per rimarcare che “l’attenzione al personale da parte di questa Azienda è molto forte. Sugli otre 15mila dipendenti complessivi abbiamo avuto un incremento di 386 unità tra 2015 e 2016, di ulteriori 92 tra 2016 e 2017 e di ulteriori 145 tra 2017 e 2018. Stiamo lavorando, attraverso i concorsi, anche alla stabilizzazione del personale. Dal 2015 si è provveduto a stabilizzare 349 infermieri e 515 infermieri e addetti all’assistenza; inoltre, attraverso i dettami del Decreto Madia, saremo nelle condizioni di stabilizzare ulteriori 80 medici e 260 infermieri e addetti all’assistenza”.

 

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