Si è svolta nei giorni scorsi una conferenza stampa presso la sede Ausl di Ravenna in cui sono stati illustrati i rinforzi estivi in vista della imminente stagione turistica.

Premessa

Il periodo temporale maggio-settembre assume per l’Ausl della Romagna, per il notevole incremento del numero degli assistiti, una forte rilevanza sul piano socio-sanitario. Basti pensare infatti che nel corso delle ultime estati (giugno, luglio, agosto e settembre) nelle località turistiche balneari dell’intera riviera, da Cattolica ai Lidi Ravennati, si sono registrati circa tre milioni di arrivi turistici con un aumento medio della popolazione residente del 50 per cento circa. Una situazione che richiede grande attenzione nella programmazione del personale e dei servizi, ovviamente in continuità con quanto già in essere nei diversi ambiti territoriali secondo il criterio della “programmazione storica”. Tale programmazione contempla il confronto tra il numero di accessi invernali ed estivi, degli ultimi cinque anni, in pronto soccorso/pronto intervento delle realtà di Cesena, Ravenna e Rimini, ed il medesimo confronto rispetto al 118 Romagnasoccorso.

Per quanto attiene agli accessi di pronto soccorso / pronto intervento, si registra un incremento di attività del 33 per cento circa nel Cesenate, del 38 per cento circa nel riminese e del 17 per cento circa nel ravennate.

Per quanto attiene alle chiamate al 118 l’incremento tra estate ed inverno è del 25 per cento circa.

 

I potenziamenti per ambito territoriale

Va precisato che le attività in incremento sono realizzate attraverso:

-           reclutamento di personale aggiuntivo;

-           assegnazioni di turni/prestazioni aggiuntive per personale infermieristico, ostetrico e tecnico di radiologia, stante le difficoltà di reclutare per brevi periodi unità con specifiche competenze.

Complessivamente i medici ed infermieri reclutati per far fronte all'emergenza estiva sono 86, come da allegata "tabella del personale".

Il 118 Romagna soccorso

Forli

Dal primo giugno al 30/9 l’ambulanza con soccorritori di San Benedetto in Alpe nei Week end e festivi diventa ambulanza con Infermiere

Cesena

1  ambulanza h 17 (dalle 7 alle 24) dal 1/6 al 31/8 a Cesenatico

Rimini

2 ambulanze h 24 dal 1/6 al 30/9

2 ambulanze h 10 in orario diurno dal 1/6 al 31/8

2 ambulanze h 10 in orario diurno dal 1/6 al 20/9

Ravenna - Centrale operativa

Rinforzo h12 in orario diurno nei giorni di sabato domenica e lunedi e festivi dal 2/6 al 10/9

2 ambulanze h 12 in orario diurno dal 11/6 al 30 giugno poi  diventano h24 dal 1/7 al 9/9

1 ambulanza h 10 in orario diurno week-end e festivi dal 1/7 al 31/8

2 moto con infermiere dal 1/7 al 31/8 nei week end e festivi.

E’ inoltre prevista la presenza di ulteriori rinforzi in occasione di manifestazioni importanti come ad esempio Molo street parade, Notte rosa, Frecce tricolori, ecc.  sono escluse da tale programmazione, ma gestite a parte. A livello infermieristico, si aggiungono 9 infermieri e 8 autisti.

 

Dialisi per turisti

Tra i servizi aggiuntivi ai turisti, è ormai tradizione l’erogazione di dialisi, previa prenotazione con un call center unico aziendale. Nel corso dell’estate 2018 è prevista l’erogazione di 169 sedute di dialisi, in turno serale, presso le sedi di Cesenatico (69 sedute), Cervia (42) e Rimini (48 sedute).

    

Guardia Medica Turistica

Nel periodo estivo l’assistenza medica turistica è attivata tutti i giorni, festivi compresi, ed eroga prestazioni ambulatoriali e domiciliari alla popolazione non residente (turisti e lavoratori stagionali) momentaneamente presente sul territorio, con 24 ambulatori distribuiti tra Cattolica e Lido Adriano.

Si allegano locandine e schede coi servizi dei vari territori.

Il Direttore Sanitario Stefano Busetti ha colto l’occasione della presentazione dei rinforzi estivi per rimarcare che “l’attenzione al personale da parte di questa Azienda è molto forte. Sugli otre 15mila dipendenti complessivi abbiamo avuto un incremento di 386 unità tra 2015 e 2016, di ulteriori 92 tra 2016 e 2017 e di ulteriori 145 tra 2017 e 2018. Stiamo lavorando, attraverso i concorsi, anche alla stabilizzazione del personale. Dal 2015 si è provveduto a stabilizzare 349 infermieri e 515 infermieri e addetti all’assistenza; inoltre, attraverso i dettami del Decreto Madia, saremo nelle condizioni di stabilizzare ulteriori 80 medici e 260 infermieri e addetti all’assistenza”.

 

 

Si è svolta questa mattina una conferenza stampa presso la sede Ausl di Ravenna inn cui sono stati illustrati i rinforzi estivi in vista della imminente stagione turistica.

Premessa

Il periodo temporale maggio-settembre assume per l’Ausl della Romagna, per il notevole incremento del numero degli assistiti, una forte rilevanza sul piano socio-sanitario. Basti pensare infatti che nel corso delle ultime estati (giugno, luglio, agosto e settembre) nelle località turistiche balneari dell’intera riviera, da Cattolica ai Lidi Ravennati, si sono registrati circa tre milioni di arrivi turistici con un aumento medio della popolazione residente del 50 per cento circa. Una situazione che richiede grande attenzione nella programmazione del personale e dei servizi, ovviamente in continuità con quanto già in essere nei diversi ambiti territoriali secondo il criterio della “programmazione storica”. Tale programmazione contempla il confronto tra il numero di accessi invernali ed estivi, degli ultimi cinque anni, in pronto soccorso/pronto intervento delle realtà di Cesena, Ravenna e Rimini, ed il medesimo confronto rispetto al 118 Romagnasoccorso.

Per quanto attiene agli accessi di pronto soccorso / pronto intervento, si registra un incremento di attività del 33 per cento circa nel Cesenate, del 38 per cento circa nel riminese e del 17 per cento circa nel ravennate.

Per quanto attiene alle chiamate al 118 l’incremento tra estate ed inverno è del 25 per cento circa.

 

I potenziamenti per ambito territoriale

Va precisato che le attività in incremento sono realizzate attraverso:

-           reclutamento di personale aggiuntivo;

-           assegnazioni di turni/prestazioni aggiuntive per personale infermieristico, ostetrico e tecnico di radiologia, stante le difficoltà di reclutare per brevi periodi unità con specifiche competenze.

 

 

 

 

 
  Casella di testo: POTENZIAMENTO ESTIVO ANNO 2018
	ambito di Cesena	ambito di Ravenna	ambito di Rimini	totale
personale infermieristico	11	14	27	52

personale tecnico (autisti e OSS)	2	9	6	17

medici	4	6	7	17

totali	17
29
40
86

 

Il 118 Romagna soccorso

Forli

Dal primo giugno al 30/9 l’ambulanza con soccorritori di San Benedetto in Alpe nei Week end e festivi diventa ambulanza con Infermiere

Cesena

1  ambulanza h 17 (dalle 7 alle 24) dal 1/6 al 31/8 a Cesenatico

Rimini

2 ambulanze h 24 dal 1/6 al 30/9

2 ambulanze h 10 in orario diurno dal 1/6 al 31/8

2 ambulanze h 10 in orario diurno dal 1/6 al 20/9

Ravenna - Centrale operativa

Rinforzo h12 in orario diurno nei giorni di sabato domenica e lunedi e festivi dal 2/6 al 10/9

2 ambulanze h 12 in orario diurno dal 11/6 al 30 giugno poi  diventano h24 dal 1/7 al 9/9

1 ambulanza h 10 in orario diurno week-end e festivi dal 1/7 al 31/8

2 moto con infermiere dal 1/7 al 31/8 nei week end e festivi.

E’ inoltre prevista la presenza di ulteriori rinforzi in occasione di manifestazioni importanti come ad esempio Molo street parade, Notte rosa, Frecce tricolori, ecc.  sono escluse da tale programmazione, ma gestite a parte. A livello infermieristico, si aggiungono 9 infermieri e 8 autisti.

 

Dialisi per turisti

Tra i servizi aggiuntivi ai turisti, è ormai tradizione l’erogazione di dialisi, previa prenotazione con un call center unico aziendale. Nel corso dell’estate 2018 è prevista l’erogazione di 169 sedute di dialisi, in turno serale, presso le sedi di Cesenatico (69 sedute), Cervia (42) e Rimini (48 sedute).

    

Guardia Medica Turistica

Nel periodo estivo l’assistenza medica turistica è attivata tutti i giorni, festivi compresi, ed eroga prestazioni ambulatoriali e domiciliari alla popolazione non residente (turisti e lavoratori stagionali) momentaneamente presente sul territorio, con 24 ambulatori distribuiti tra Cattolica e Lido Adriano.

Si allegano locandine e schede coi servizi dei vari territori.

Il Direttore Sanitario Stefano Busetti ha colto l’occasione della presentazione dei rinforzi estivi per rimarcare che “l’attenzione al personale da parte di questa Azienda è molto forte. Sugli otre 15mila dipendenti complessivi abbiamo avuto un incremento di 386 unità tra 2015 e 2016, di ulteriori 92 tra 2016 e 2017 e di ulteriori 145 tra 2017 e 2018. Stiamo lavorando, attraverso i concorsi, anche alla stabilizzazione del personale. Dal 2015 si è provveduto a stabilizzare 349 infermieri e 515 infermieri e addetti all’assistenza; inoltre, attraverso i dettami del Decreto Madia, saremo nelle condizioni di stabilizzare ulteriori 80 medici e 260 infermieri e addetti all’assistenza”.

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Giovedì 24 maggio, alle ore 21, su Teleromagna (canale 14), alla trasmissione "Ping Pong", condotta da Piergiorgio Valbonetti, "Sua Maestà Anatomica G.B.Morgagni" sarà il protagonista degli interventi di storici, medici, studiosi,studenti e attori della docufiction a lui dedicata.
Ping Pong è il programma di approfondimento di Teleromagna che affronta temi di attualità e politica assieme ai protagonisti del nostro territorio ed è visibile in Emilia Romagna, Veneto, Marche e Lombardia.
 
G. B.Morgagni, “Sua Maestà Anatomica” e'stato un patologo forlivese, che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...".

Il progetto di valorizzazione del noto patologo forlivese G.B.Morgagni  é nato da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura ed ha già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (www.morgagnipatologo.it), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna, la realizzazione di una docufiction, a cura del regista Cristiano Barbarossa, con il contributo dell' Istituto Oncologico romagnolo,  Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè  e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì", a cura del dottor Giancarlo Cerasoli, edizioni Grafikamente, realizzato con il contributo di Formula Servizi , Daniele Versari di Estados Cafè e  Istituto Oncologico Romagnolo. 

Il gruppo Ausl Romagna Cultura è stato costituito con delibera nel 2016 e si occupa di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-storico culturale


In studio, a condurre insieme al giornalista Piergiorgio Valbonetti,  la dottoressa Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura e il dottor Giancarlo Cerasoli, curatore del volume sul patologo forlivese.
Interverranno il prof. Dino Amadori, direttore scientifico emerito dell' Irst di Meldola, il prof. Giorgio Ercolani,  direttore della Chirurgia Generale e di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate, il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa- Collo dell' Ausl Romagna,  il dottor Luca Saragoni, anatomopatologo dell' ospedale di Forli, il prof. Paolo Morgagni, chirurgo nel nosocomio forlivese, il prof.Mirko Traversari, archeoantropologo del Dipartimento dei Beni Culturali dell' Università di Bologna sede di Ravenna, la professoressa Enrica Micelli e il professor Claudio Casali, rispettivamente docenti al Liceo Classico e al Liceo Scientifico di Forli, e il dottor Daniele Versari, imprenditore di  Estados Cafè . 
In studio sono stati invitati anche la dottoressa Elisabetta Scozzoli e il dottor Massimo Fiori, in rappresentanza del Lions Terre di Romagna, che ha sostenuto il progetto del sito con le scuole e, per il gruppo Ausl Romagna Cultura, il dottor Stefano De Carolis, direttore della Scuola di Storia della Medicina di Rimini e la dottoressa Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico e archivistico dell'Ausl Romagna e l' Istituto Oncologico Romagnolo. Saranno presenti anche il fotografo Leonardo Michelini, che ha realizzato  le immagini del volume su Morgagni, studenti delle scuole superiori forlivesi e alcune comparse della docufiction.
Infine, special guest, in collegamento telefonico durante la trasmissione, il noto attore e doppiatore Riccardo Mei, che ha interpretato il ruolo di G.B.Morgagni nella docufiction storica.
 
 

SUA MAESTA’ ANATOMICA

In onda

 

CH.14

GIOVEDI’ 24/05

H.21.00

CH.11

VENERDI’ 25/05

H.21.00

CH.74

SABATO 26/05

H.14.00

CH.14

SABATO 26/05

H.23.15

CH.11

DOMENICA 27/05

H.15.15

 
 
 
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Nuova importante sinergia tra la sanità pubblica romagnola e la sanità militare. E’ stata sottoscritta oggi la convenzione tra l’Azienda USL della Romagna e gli Enti Militari dell’Aeronautica e dell’Esercito delle Province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna “per l’implementazione delle competenze cliniche in emergenza urgenza del personale sanitario militare presso le strutture sanitarie dell’AUSL Romagna"

.La convenzione - sottoscritta dal direttore generale dell’Azienda USL della Romagna dott. Marcello Tonini e per i Comandi degli Enti Militari dal Comandante del 15° Stormo Aeronautica Militare di Cervia Col. Pil. AArn Tomaso Invrea, dal Comandante del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste” di Forlì Col. F. ISMI Nicola Di Sabato, dal Comandante del 7° Reggimento Aviazione Esercito Rimini Col. A. (AVES) t. ISSMI P.O. Marco Poddi, dal Comandante del 121° Reggimento Artiglieria Contraerei “Ravenna” di Rimini Ten Col. A. C/a Luca Vigna Taglianti - recepisce il Protocollo di Intesa siglato nel 2015 tra Regione Emilia Romagna e Ministero della Difesa finalizzato a sviluppare e rafforzare sinergie tra il Servizio Sanitario degli Enti Militari presenti in Emilia-Romagna e il Servizio Sanitario Regionale.

"Oggi per me è molto importante essere qui – ha dichiarato l’Assessore al Bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità della Regione Emilia Romagna Emma Petitti - perché siamo la prima Regione in Italia che mette in atto questo accordo, da noi fortemente voluto. Una sperimentazione della quale siamo orgogliosi, attuata in Romagna attraverso la convenzione tra Ausl e forze armate con l'auspicio che presto possa essere allargata alle altre Aziende sanitarie del nostro territorio. Puntare sulla collaborazione nella formazione sanitaria delle forze armate e quindi fornire nuovi strumenti di aiuto per le nostre comunità è un ulteriore tassello che si aggiunge all'impegno della Regione Emilia-Romagna nel settore della sanità che sosteniamo con progetti integrati e risorse importanti. La sanità è infatti uno dei settori per i quali abbiamo chiesto di ottenere maggiori spazi di autonomia. Grazie infine all'Ausl, alle forze armate e a chi ha permesso di realizzare questo progetto"formazione sanitaria delle forze armate e quindi fornire nuovi strumenti di aiuto per le nostre comunità è un ulteriore tassello che si aggiunge all'impegno della Regione Emilia-Romagna nel settore della sanità che sosteniamo con progetti integrati e risorse importanti. La sanità è infatti uno dei settori per i quali abbiamo chiesto di ottenere maggiori spazi di autonomia. Grazie infine all'Ausl, alle forze armate e a chi ha permesso di realizzare questo progetto".

“A nome di tutti i Sindaci della Romagna – ha sottolineato il Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna Paolo Lucchi – ringrazio i protagonisti di questo accordo che ci rende orgogliosi perché esprime un percorso professionale comune che garantisce uno standard di sanità particolarmente elevato e che ci consentirà di poter intervenire con maggior precisione in caso dovessero verificarsi sul territorio eventuali calamità e situazioni critiche”

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Comandante della Brigata Aeromobile Friuli di Bologna Generale Salvatore Annigliato che ha sottolineato: “si tratta di un momento importante per i nostri militari e per il personale sanitario militare che potrà incrementare le proprie capacità  e competenza a favore del paese e dei cittadini”.  

“E’ un grande piacere e un grande onore per l’Azienda USL della Romagna  – ha commentato il Direttore Generale dell’Azienda sanitaria romagnola Marcello Tonini. “la convenzione sottoscritta oggi rappresenta un valore aggiunto per il Servizio Sanitario Regionale e quello Nazionale che porterà benefici a tutti”.


L’iter procedurale di tale accordo si è avviato con la delibera della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna 963/2015 del 20 luglio 2015. Il 3 dicembre 2015 viene firmato  a Roma un protocollo d’intesa tra il Ministro della Difesa On. Roberta Pinotti ed i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia alla presenza dei vertici dello Stato Maggiore Difesa e della Sanità Militare.

Nasce così un gruppo di lavoro paritetico formato da sei unità (tre Medici Militari di nomina dello Stato Maggiore Difesa e tre Medici nominati dalla Direzione Generale Cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia Romagna).Il focus della redazione del protocollo viene delineato dall’Unità Operativa Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione dell’Ausl Romagna diretta dal dott. Piedomenico Lonzi e dal Ten. Col Nicola Marcello per gli aspetti tecnici riguardanti la Sanità Militare (Igesan) ed il coordinamento degli incontri del Comitato Paritetico Regionale.Sulla base del lavoro prodotto dal gruppo, sentito il parere dello Stato Maggiore Difesa, il 16 ottobre 2016 con delibera 1561, la  Regione Emilia Romagna, per prima in Italia, ha approvato uno “schema di convenzione tra le Aziende sanitarie regionali e le forze armate italiane per l’implementazione delle competenze cliniche in emergenza urgenza-urgenza del personale sanitario militare”.

Oggi, primi in Regione, l’Ausl della Romagna e i  Comandanti-rappresentanti delle Forze Armate locali di Aeronautica Militare ed Esercito Italiano sottoscrivano questo accordo che rappresenta una grande opportunità, senza costi reciproci e senza obblighi di sorta, ma che dà il via a nuove importanti sinergie tra sanità militare e civile sia per operare meglio Fuori dai Confini Nazionali, qualora richiesto, sia per cooperare in situazioni di pubbliche calamità ed esercitative sul territorio regionale.     

L’impegno, concretamente, è di supportare lo sviluppo delle migliori professionalità per il personale sanitario militare (medici, infermieri e aiutanti di sanità) per garantire al meglio la salute dei militari e, al tempo stesso, per accrescere le risorse professionali disponibili sul territorio in caso di grandi calamità e di situazioni particolarmente critiche che dovessero verificarsi. Poter fare affidamento, in queste particolari situazioni, su operatori sanitari militari formati all’interno del sistema sanitario regionale e che quindi conoscono procedure e organizzazione, garantisce la disponibilità di una risorsa qualificata in più a vantaggio della popolazione.

Partirà dunque negli ospedali un percorso di formazione che prevede corsi, lezioni e attività didattica ‘sul ‘campo’ presso le unità operative dell’area dell’emergenza - urgenza dei Presidi ospedalieri di Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna.

La convenzione, in sintesi

I destinatari della formazione sono gli ufficiali medici in servizio permanente effettivo: ufficiali laureati in medicina e chirurgia, in medicina veterinaria ed in psicologia ed abilitati all’esercizio professionale; sottoufficiali infermieri diplomati o laureati in scienze infermieristiche; aiutanti di sanità: graduati di truppa in servizio permanente effettivo, assimilabili all’infermiere generico e all’Operatore socio sanitario. Oltre naturalmente al personale sanitario (medici, infermieri) dell’Azienda USL della Romagna che parteciperà ai vari momenti  istruttivi e formativi.Per ciascun frequentatore verrà predisposto un progetto formativo e di orientamento, con la definizione degli obiettivi e delle modalità di svolgimento dell’attività presso le strutture aziendali. Durante lo svolgimento del periodo formativo il personale sanitario militare sarà affiancato da tutor dell’Ausl.L’attività di formazione e orientamento sarà seguita dai referenti già individuati dallo Stato Maggiore Difesa ed dall’Ispettorato Generale della Sanità Militare  nel Medical Advisor della Brigata Aeromobile di Bologna, Col. Me. Mario Mele e nel Capo Infermeria di Corpo del Comando 15 Stormo Cervia (Ra) Tenente Col. Csrn Nicola Marcello e da un responsabile dell’attività formativa (clinica assistenziale) dell’Azienda USL della Romagna.Tra gli obiettivi formativi figurano l’acquisizione di competenze nel campo della diagnostica strumentale, della farmacologia dell’emergenza, della tossicologia clinica, della gestione dell’insufficienza respiratoria acuta e della crisi ipertensiva; l’apprendimento di tecniche di disostruzione delle prime vie aree, gestione delle complicanze di urgenza ortopediche, trattamento dei diversi tipi di ferite, gestione delle emorragie esterne, emergenze neurologiche e psichiatriche, nozioni sulle modalità di intervento in emergenza in azioni particolari che coinvolgono il bambino e la donna in stato di gravidanza, competenze in campo veterinario e psicologico per gli aspetti relativi all’assistenza di persone direttamente coinvolte in eventi negativi e dei loro familiari.

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Il 5 maggio ricorre la Giornata mondiale dell’igiene delle mani promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un appuntamento annuale al quale aderisce da sempre anche l’Azienda USL della Romagna per ribadire il ruolo chiave dell’igiene delle mani, un gesto tanto semplice quanto importante, sia in medicina che nella quotidianità, per ridurre i rischi di trasmissione di virus e batteri.

Il maggior numero di contaminazioni e trasferimenti di germi avviene infatti attraverso le mani. Ecco perché lavarsi le mani correttamente rappresenta una delle misure più efficaci per proteggerci dalle infezioni.

Anche quest’anno, su tutto il territorio romagnolo sono stati organizzati dai professionisti dell’Ausl Romagna che si occupano di Rischio Infettivo diversi momenti di sensibilizzazione rivolti agli operatori sanitari e ai cittadini e che prevedono la produzione e diffusione di materiali informativi non solo all’interno dei presidi ospedalieri ma, grazie al concorso dei Dipartimenti di Cure Primarie, anche presso le Case Residenza per Anziani che hanno aderito.

Sempre nella giornata di domani, negli atri principali degli Ospedali Bufalini di Cesena e Morgagni - Pierantoni di Forlì, saranno inoltre allestiti spazi dedicati (Stand Mani Point) con l’esposizione di progetti, foto e video in tema di igiene delle mani, anche prodotti dalle strutture coinvolte. A Rimini questi materiali saranno esposti nei pressi del “Bar Dea” dell’Ospedale Infermi e resteranno in mostra fino al 7 maggio. A Ravenna l’info point sarà situato all’Ospedale Santa Maria delle Croci (corridoio bar). A Ravenna è stato svolto anche un concorso fotografico: gli operatori sono stati invitati a scattare una fotografia, all’interno del loro contesto lavorativo, il cui messaggio, rivolto ai cittadini, doveva essere “ci prendiamo cura di voi con mani pulite e sicure". Sono pervenute 14 foto che saranno esposte nell’info point ma anche all’Ospedale Umberto I di Lugo (atrio ingresso padiglione E) e all’Ospedale per gli Infermi di Faenza (ingresso corso Mazzini – Atrio Colonne).

Infine fino al 5 maggio, nelle mense dei presidi ospedalieri dell’Azienda USL della Romagna i vassoi sono apparecchiati con delle tovagliette speciali, per ricordare agli operatori sanitari l’importanza di una corretta igiene delle mani.

L’obiettivo è quello di evidenziare la semplicità dell’igienizzazione delle mani attraverso l’uso di gel idroalcolico, ormai presente in maniera importante in tutte le strutture sanitarie. Basta mettere in atto 5 semplici azioni (di qui il fatto che la Giornata ricorra il 5 maggio, cioè il 5/5) che richiedono non più di 30 secondi, ma che sono fondamentali.

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Operazioni al cervello a paziente sveglio. Dopo aver concluso un 2017 da record per numero di interventi effettuati (1.435 all’Ospedale di Cesena e 150 all’Ospedale di Cattolica), l’Unità Operativa di Neurochirurgia del Bufalini, diretta dal dottor Luigino Tosatto, ha recentemente introdotto una importante novità: la neurochirurgia con paziente sveglio (Awake Surgery). E’ la tecnica più avanzata per intervenire sui tumori cerebrali in aree eloquenti, in quanto consente di asportare il massimo possibile di lesione, salvaguardando al contempo alcune aree specifiche del cervello che regolano il linguaggio, il movimento e altre funzioni cognitive superiori.

“La chirurgia a paziente sveglio, in uso in pochi centri in Italia – spiega il dottor Tosatto – è una tecnica indicata soprattutto per interventi chirurgici di asportazione di gliomi di bassa e media gravità e viene utilizzata per rimuovere i tumori localizzati vicino alle aree del linguaggio.  E’ una modalità operativa di alta  complessità,  in quanto richiede una stretta collaborazione e una forte integrazione multidisciplinare tra diversi professionisti di elevata competenza, oltre a una lunga formazione sul campo. Sia prima che durante l’intervento vengono coinvolti neurochirurghi, neuropsicologi, anestesisti, neurofisiologi neuroradiologi, neurologi, anatomo patologi, personale infermieristico e tecnico”.

Nel corso dell’intervento il paziente è vigile e risponde a una serie di test prestabiliti che gli vengono posti  dal neuropsicologo per monitorare che durante l'asportazione del tumore restino intatte le capacità di linguaggio e di movimento. “ Il paziente – precisa il dottor Tosatto - aiuta a guidare la mano del neurochirurgo che, supportato anche da sistemi di neuronavigazione, può localizzare e asportare nel modo più completo e preciso possibile la massa neoplastica, senza danneggiare le zone del cervello che regolano le funzioni del linguaggio. La difficoltà maggiore consiste nell’arrivare al massimo dell’asportazione della lesione pur conservando il più possibile le funzioni. Ciò impatta notevolmente  sulla qualità della vita del paziente e sul decorso della malattia. Non tutti i pazienti tuttavia possono essere sottoposti a questo tipo di intervento, non solo per la tipologia di tumore di cui sono affetti, ma anche per i tempi piuttosto lunghi di preparazione all’intervento, anche per accertare  che il paziente sia in grado di gestire lo stato di ansia e paura durante la procedura”.

Con l’introduzione di questa nuova tecnica chirurgica l’Unità Operativa di Neurochirurgia  segna un ulteriore traguardo nel trattamento e nella cura dei tumorali cerebrali.  Nell’anno 2017 il reparto cesenate ha raggiunto un record di  interventi chirurgici, registrando un aumento dell’attività chirurgica, soprattutto per quanto riguarda il trattamento delle patologie neuroncologiche, con indicatori di esito, riportati nel Piano Nazionale Esiti ( PNE) tra i migliori sul territorio Nazionale.

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L’Azienda USL della Romagna ringrazia l’Associazione APS “Non ho paura del buio” per aver donato, in occasione delle festività pasquali, 100 libri e 100 giocattoli a tutte le Pediatrie dell’Ausl. Complessivamente l’Associazione ha devoluto e consegnato 400 libri e 400 giocattoli, raccolti grazie al generoso contributo di tanti cittadini.

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E’ un bilancio positivo quello che emerge dai dati di attività della Banca Regionale della Cute dell’Azienda USL della Romagna. Il servizio, che fa capo al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena, registra un generale aumento dell’attività, in particolare quella portata avanti nel settore della Medicina Rigenerativa che si occupa della progettazione e della realizzazione a scopo di trapianto di bioprodotti cutanei, il cui utilizzo si sta via via estendendo a sempre più numerose specialità cliniche: dermatologia, ortopedia, urologia, oculistica, chirurgia plastica ricostruttiva, chirurgia senologica.

“Il 2017 – afferma il dottor Davide Melandri, direttore del Centro Grandi Ustionati dell’Ausl Romagna nonchè responsabile della Banca della Cute dell’Emilia Romagna – è stato un anno di intensa attività, nel corso del quale abbiamo dato risposta a numerose richieste di cute e tessuti provenienti da diversi ospedali italiani”. In particolare, sono state soddisfatte richieste arrivate dal Cardarelli di Napoli, dal Sant’Eugenio di Roma, dal Maggiore di Parma, Bologna, Reggio Emilia, dall’azienda ospedaliera di Verona, da strutture sanitarie di Pescara e Modena.” Complessivamente sono stati distribuiti 142.682 cm² di tessuto cutaneo, per un totale di 146 trapianti. Mentre il Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini ha utilizzato 44.962 cm² di cute, impiegandola essenzialmente per l’assistenza di pazienti severamente ustionati (46 trapianti).

“Rispetto agli anni precedenti – precisa il dottor Melandri” - si evidenzia un forte incremento dell’attività di trapianto di derma decellularizzato che è stato distribuito a scopo di trapianto per il trattamento clinico di 170 pazienti: 135 casi in ambito plastico ricostruttivo e 35 casi in ambito ortopedico. I trapianti di derma decellularizzato effettuati dall’Ausl della Romagna sono stati 155; di questi oltre 100 sono stati eseguiti nell’ambito senologico per la ricostruzione chirurgica dopo un intervento di asportazione di tumore alla mammella. I restanti 15 sono stati effettuati in altri ospedale regionali e nazionali.

La Banca della Cute della Regione Emilia Romagna è un laboratorio specializzato nella lavorazione-conservazione-stoccaggio-distribuzione di tessuto cutaneo ottenuto da donatore cadavere multiorgano e multi tessuto. E’ una delle 5 banche del tessuto cutaneo italiane accreditate dal Centro Nazionale Trapianti e dall’Istituto Superiore di Sanità. Ma è l’unica a produrre in laboratorio il derma decellularizzato, un bioprodotto di derivazione cutanea, ottenuto da donatore cadavere e costituito da derma sottoposto ad un processo di decellularizzazione (manipolazione minima) capace di rimuovere le componenti cellulari responsabili del rigetto sul ricevente, mantenendo, al tempo stesso, inalterata la struttura architettonica collagenica e fibrosa caratterizzante il tessuto.

Alla Banca ci si occupa anche di ricerca: sono infatti in corso diversi studi in collaborazione con strutture universitarie e altri soggetti inerenti la medicina rigenerativa e i tessuti bioingegnerizzati. Ultimo tra questi materiali biologici su cui la Banca ha in corso studi è la membrana amniotica, che presenta grosse potenzialità anche nel campo delle ferite cutanee.  

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Mercoledì 18 aprile, dalle ore 17 alle 19, si terrà a Savignano sul Rubicone, presso la Sala Galeffi del Comune, un incontro pubblico di presentazione delle iniziative per promuovere la salute e la prevenzione delle malattie cronico/degenerative nel territorio della Casa della Salute del Rubicone. La cittadinanza è invitata.

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Un intervento eccezionale e tempestivo. Una storia commovente e a lieto fine che ha visto protagoniste qualche mese fa una giovane donna ravennate e la sua piccola venuta al mondo nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena pochi istanti prima che i neurochirurghi operassero la giovane mamma per un gravissimo aneurisma cerebrale. “La paziente, incinta, era incosciente e in imminente pericolo di vita a causa di una emorragia cerebrale causata da un aneurisma” – racconta Luigino Tosatto direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena. “La situazione era grave. Occorreva operare d’urgenza per salvarle la vita ma al contempo dovevamo cercare da fare il possibile per salvare la vita anche alla piccola che portava in grembo. Non c’era tempo da perdere, così abbiamo deciso di far nascere la piccola nella sala operatoria di Neurochirurgia con un taglio cesareo d’urgenza. Un parto eccezionale avvenuto all’ottavo mese di gravidanza grazie all’intervento simultaneo  e tempestivo dei neurochirurghi, dell’equipè di Ostetricia e Ginecologia, degli anestesisti e dei neuroradiologi”.Effettuato il parto, l’equipè diretta dal dottor Tosatto è potuta  intervenire sulla giovane mamma che è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico di asportazione dell’aneurisma cerebrale. Un caso piuttosto raro e complesso, tanto che la paziente  è stata sottoposta a più procedure chirurgiche programmate, per ottenere l’eccellente risultato, di risoluzione completa della malattia.Oggi mamma e figlia stanno bene. “La cosa più emozionante –  concordano medici e infermieri del Bufalini  - è stato veder nascere la piccola nella sala operatoria di Neurochirurgia, considerate le gravi condizioni in cui si trovava la mamma”.

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La Direzione Generale dell’Ausl Romagna ha annunciato la nomina, questa mattina, della nuova direttrice della Unità Operativa Complessa di Chirurgia Senologica di Forlì, Santarcangelo e Ravenna : la dottoressa Annalisa Curcio.
“La dottoressa Curcio rappresenta la continuità dell’eccellente lavoro svolto, in dodici anni, dall’Unità Operativa di Senologia di Forlì”, ha esordito il dottor Paolo Masperi, direttore del presidio ospedaliero di Forlì.

“Si è trattato, per l’Ausl Romagna, della prima nomina di un primario nel 2018– ha proseguito il dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna – e riguarda una struttura, trasversale a tutta la Romagna, che riunisce le tre Breast Unit già esistenti di Ravenna, Santarcangelo e Forlì. La dottoressa Curcio dirigerà tutte le tre équipes, composte da ben quattordici chirurghi, che effettuano, complessivamente, circa 1200 interventi all’anno. Va sottolineato che in Romagna il tasso di sopravvivenza, a cinque anni, delle pazienti operate è del 90%: il migliore a livello nazionale ed europeo”.

Anche il direttore generale dell’Ausl Romagna, dottor Marcello Tonini, ha rivolto i suoi complimenti alla dottoressa Curcio per la nomina, ricordando che questo “apre un percorso di selezioni nell’ambito forlivese che porterà, nel 2018, alla copertura di cinque primariati : Ortopedia, Oculistica, Medicina, Gastroenterologia e Urologia.”

“Ringrazio la Direzione per la fiducia in me riposta – ha replicato la dottoressa Curcio – premiando un lavoro svolto da anni in questa Unità Operativa. Ora l’équipe di cui mi occuperò non sarà più solo quella forlivese, ma si estenderà a tutta la Romagna e il mio obiettivo sarà l’integrazione dei percorsi e delle professionalità, uniti ad un proficuo lavoro scientifico di ricerca, già attivato con Istituti ed enti prestigiosi come l’Irst di Meldola”

Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti e la lode, la dottoressa Curcio ha ottenuto la  Specializzazione in Chirurgia Generale e il Dottorato di ricerca in Chirurgia Oncologica con il massimo dei voti e la lode all’Università di Modena e Reggio Emilia. Si è sempre occupata di chirurgia senologica presso centri specializzati e vanta anche un’ importante esperienza al prestigioso Memorial Hospital (MSKCC) di New York. Ha partecipato a circa 3000 interventi di chirurgia mammaria, occupandosi anche di attività di ricerca e partecipando a studi clinici nazionali ed internazionali.
Ha contribuito alla stesura delle linee guida e del PDTA della mammella della Regione Emilia Romagna. E’ docente e membro del comitato di gestione del Master Universitario di Chirurgia Oncoplastica della mammella dell’Università di Genova. E’ membro attivo delle principali Società Scientifiche di ambito senologico.

 

L’Unità operativa di Senologia di Forlì

L’ Unità Operativa di Senologia di Forlì, creata nel 2006, esegue circa 700 interventi all’anno (chirurgia radioguidata delle lesioni non palpabili e dell'ascella, chirurgia oncologica, oncoplastica e ricostruttiva) di cui circa 400 di chirurgia oncologica, garantendo alle pazienti la ricostruzione immediata in caso di mastectomia. Nel nosocomio forlivese vengono inoltre eseguite tecniche innovative di ricostruzione mammaria, grazie alla presenza, nell'équipe, di chirurghi plastici dedicati.
L’Unità Operativa di Senologia si occupa del trattamento chirurgico della patologia mammaria benigna e maligna, con applicazione della tecnica radioguidata per la localizzazione delle lesioni non palpabili e per la ricerca del linfonodo sentinella. L’attività chirurgica comprende interventi di chirurgia oncologica demolitivi (conservativa e radicale), interventi per patologia malformativa, per patologia benigna e/o infiammatoria e per patologia mammaria maschile (ginecomastia e neoplasia).
L’approccio diagnostico-terapeutico viene svolto nell’ambito di un percorso unico definito, dal punto di vista organizzativo, dal Gruppo Senologico multidisciplinare composto da oncologo, radiologo dedicato, chirurgo, medico nucleare, chirurgo plastico, fisiatra e fisioterapiste, anatomo-patologo, psico-oncologo, genetista, radioterapista, medico delle cure palliative e medico di base. Pertanto le scelte terapeutiche e le impostazioni dei piani di cura vengono discusse e condivise, nell’ambito di riunioni settimanali, garantendo così al paziente il miglior trattamento disponibile. La donna viene sempre "accompagnata" nel suo percorso chirurgico da professionalità, competenza e umanità.
Nel 2017 la UO di Senologia di Forlì ha vinto il premio Memorial Prize della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) per il primo utilizzo in Italia della Matrice Omologa Dermica Acellularizzata (M.O.D.A) derivata da donatore, fornita dalla Banca della Cute di Cesena.

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