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Grandissimo successo di pubblico al V Meeting GIPaleo, tenutosi sabato 18 maggio, presso la prestigiosa cornice del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Ce.U.B.), con la collaborazione del gruppo Ausl Romagna Cultura.
Sono stati tantissimi a sfidare le non certo agevoli condizioni meteorologiche: curiosi, studenti, appassionati della materia, ma anche professionisti e ricercatori del settore hanno velocemente saturato la sala del Teatro, sede dell’incontro. 
La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali, portati da Emma Petitti Assessore al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità della Regione Emilia Romagna, Gabriele Antonio Fratto nella duplice veste di Presidente della Provincia Forlì-Cesena e Sindaco di Bertinoro, Davide Drei Sindaco di Forlì e Paolo Masperi, Direttore del presidio Ospedaliero di Forlì. 
I rappresentanti delle istituzioni hanno dato il benvenuto ai partecipanti e ai numerosi relatori, sottolineando come queste importanti occasioni siano anche un mezzo di valorizzazione del nostro territorio, ricco di eccellenze anche nell’ambito della ricerca.
 La giornata è proseguita con le numerosissime relazioni, portate da esperti provenienti da tutta Italia e da esponenti di fama internazionale, fra cui Gino Fornaciari, Ezio Fulcheri, Emma Rabino Massa.
Presentato anche il recentissimo studio sulle reliquie e la ricostruzione del volto del primo Vescovo di Forlì,  San Mercuriale .
 “E’ stata una bellissima giornata, ricca di numerosissimi punti di vista, dalla forte connotazione interdisciplinare e dal solido rigore scientifico” spiegano Mirko Traversari e Luca Saragoni, organizzatori del Convegno. Soddisfatto anche il coordinatore nazionale GIPaleo, il professor Luca Ventura : “La presenza tra i relatori di giovani ricercatori, è un ottimo segnale di buona salute della paleopatologia nazionale,  che si sta sempre più dimostrando terreno inclusivo di altre discipline quali la Storia, l’Archeologia e l’Antropologia Fisica, senza mai perdere di vista il minimo comune denominatore che rimane l’Anatomia Patologica”. 
Il dottor Traversari ha concluso affermando che :“Possiamo ormai considerare il territorio forlivese in rete con gli altri poli di ricerca nazionale sulla Paleopatologia e questo spero possa essere un’ulteriore opportunità di  sviluppo del nostro territorio”.    
 
 
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" LA DATAZIONE EMERSA COLLOCA LE RELIQUIE ENTRO UN ARCO TEMPORALE CHE VA DAL II AL III SECOLO D.C E IL VOLTO RICOSTRUITO COINCIDE CON LE RAPPRESENTAZIONI DEL SANTO"

 
 Sabato 11 maggio, presso l’Abbazia di San Mercuriale, sono stati presentati in anteprima nazionale i risultati della seconda fase di studio sulle reliquie di San Mercuriale, primo Vescovo di Forlì. Dopo i saluti di mons. LIVIO CORAZZA, Vescovo di Forlì – Bertinoro, don ENRICO CASADIO, Abate di San Mercuriale, DAVIDE DREI, Sindaco di Forlì, LUCA MAZZARA, Presidente del Campus Universitario di Forlì, GERMANO CAPACCI, Presidente del Lions Terre di Romagna, TIZIANA RAMBELLI, in rappresentanza del gruppo Ausl Romagna Cultura e GABRIELLA TRONCONI per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì , Mirko Traversari, antropologo fisico e paleopatologo ha illustrato le scoperte rilevate sulle reliquie. 
Il progetto, che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre scorso, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. Questa seconda fase di studio, che segue la precedente incentrata sui risultati autoptici e radiologici, è focalizzata sui progressi delle indagini genetiche tuttora in corso, ma soprattutto sulla datazione atomica delle reliquie e sulla ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale. A qualche mese dal primo appuntamento, durante il quale sono stati presentati i risultati relativi allo studio antropologico, paleopatologico e paleoradiologico svolti sulle reliquie, questo secondo appuntamento rende conto alla popolazione e ai fedeli, sullo stato di avanzamento degli studi fino a questo momento. “Le analisi preliminari sul DNA antico - spiega il dottor Traversari - sono state condotte su due elementi scheletrici, uno proveniente dal cranio conservato alla SS Trinità, il secondo sulle reliquie del corpo conservato a San Mercuriale; con il fine ultimo di associare geneticamente le reliquie. Le estrazioni multiple e le amplificazioni sono state orientate sulla regione ipervariabile 1 (HVR-1) del DNA mitocondriale (mtDNA), che ereditiamo in toto dalla madre, e sulle Short Tandem Repeats (STR) del cromosoma Y, che proviene dal padre. Le analisi hanno immediatamente evidenziato una diagenesi piuttosto pronunciata per entrambi i marcatori, con il verificarsi di diversi siti degradati (deaminati) nel mtDNA e la limitata amplificazione delle STR, segno di una scarsa presenza di DNA nucleare, entro cui risiete il cromosoma Y. Successive analisi, tutt’ora in corso, mireranno alla cattura dell'intero mtDNA, per consentire la definizione dell’aplogruppo di provenienza delle reliquie (ndr. Gli aplogruppi rappresentano geneticamente l'eredità per relazione di parentela matrilineare di tutte le popolazioni umane, le loro origini ed i processi migratori) E’ comunque possibile confermare la relazione genetica tra le reliquie conservate a San Mercuriale, con il cranio custodito alla SS Trinità.” “Le reliquie – prosegue l’antropologo - sono state sottoposte a datazione con il metodo del radiocarbonio mediante la tecnica della Spettrometria di Massa ad alta risoluzione (AMS), presso il Centro di Datazione e Diagnostica (CEDAD) dell’Università del Salento, con relativa calibrazione in età di calendario mediante l’utilizzo del software OxCal Ver. 3.10, basato sui dati atmosferici. La datazione emersa, colloca le reliquie entro un arco temporale che va dal II al III secolo d.C., nel rispetto delle comunque scarne indicazioni storiche sicuramente attribuibili alla figura del Santo. E’ stata inoltre ricostruito il volto mediante tecnica digitale in 3D secondo il protocollo di Manchester, grazie ai dati provenienti dalla TAC eseguita presso il presidio ospedaliero Morgagni-Pierantoni di Forlì. La ricostruzione, operata dalla dott.ssa Chantal Milani afferente al Dipartimento di Medicina Legale, Università degli Studi Sapienza di Roma, ha tenuto conto delle indagini antropologiche precedentemente condotte e, in fase di rendering artistico finale, dell’iconografia tarda attribuita al Santo. Il risultato ottenuto restituisce un uomo dallo sguardo mite, con un profilo fortemente caratterizzato da un naso importante e lievemente asimmetrico, caratteristica che curiosamente ritroviamo anche su rappresentazioni di san Mercuriale, come ad esempio la tela di Baldassarre Carrari (1460-1516), fra le prime di cui disponiamo, in cui il Santo viene rappresentato con un naso caratteristico. Un futuro terzo appuntamento, completerà il quadro delle analisi, proponendo i risultati legati alla paleodieta del Santo, alla sua mobilità in vita e al completamento degli studi genetici, aspetti attualmente in corso di svolgimento.”           
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Il Festival della Scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori, tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole. Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva (https://bolognamedicina.it/)


Il prof. Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e componente del comitato scientifico del Festival della Scienza Medica e il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna, parteciperanno al Festival della Scienza Medica di Bologna per parlare dell'esperienza ultradecennale della chirurgia robotica all'ospedale di Forlì nei rispettivi settori.

In particolare, il prof. Giorgio Ercolani interverrà sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8,  all'incontro "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia", mentre il prof.Claudio Vicini interverrà lo stesso giorno alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, per parlare di apnee ostruttive nel sonno.

Il primo robot chirurgico "Leonardo Da Vinci", donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è entrato in funzione nel 2007 nell’ospedale forlivese (il primo ad entrare in attività in Emilia Romagna) ed è stato utilizzato in ben 608 interventi. Nel 2012, la stessa Fondazione, ne ha donato un secondo modello più avanzato, che è stato utilizzato, nel periodo compreso dal 2012 al 2019, in 1.470 operazioni, svolte in ben sette Unità operative dell’ospedale di Forlì (Chirurgia generale, gastroenterologica e mininvasiva, Chirurgia endocrina e bariatrica, Urologia, Chirurgia e terapie oncologiche avanzate, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria, Ginecologia-Ostetricia).

Il robot chirurgico sarà "fisicamente" presente al festival di Bologna, per tutta la durata della manifestazione a Palazzo Pepoli. Grazie ad un clinico specialista sarà possibile vedere dal vivo e comprendere al meglio le funzionalità del sistema robotico da Vinci Xi . È considerata la piattaforma ad oggi più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente sul mercato.

Anche "Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival . Alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna verranno infatti proiettati tra gli eventi in programma, presso la Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1, : https://bolognamedicina.it/programma-2019/docufiction-g-b-morgagni

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (http://www.morgagnipatologo.it/ ), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini. La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa (già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli).

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Ausl Romagna Cultura invita a :

 

MUSEI A
CIELO APERTO

Visite guidate, percorsi tematici,
letture, teatro, poesia e musica


S. AGATA SUL SANTERNO
4 maggio


FUSIGNANO
5 maggio


LAVEZZOLA di CONSELICE
11 maggio


BAGNACAVALLO
12 maggio


LUGO
1 e 2 giugno


S. SEVERO di COTIGNOLA

9 giugno

 

Da sabato 4 maggio torna in Bassa Romagna la rassegna “Musei a cielo aperto. Cimiteri monumentali” con visite guidate, percorsi tematici, letture, teatro, poesia e musica.La rassegna ha l’obiettivo di far conoscere i cimiteri locali per costruire una memoria diffusa e condivisa di un territorio attraverso la sua storia, la sua cultura e la sua arte. 

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. La direzione artistica di “Musei a cielo aperto” è di Paolo Gagliardi. La rassegna è organizzata dall’associazione “Storia e memoria della Bassa Romagna” con la collaborazione dei Comuni di Fusignano, Lugo, Conselice, Bagnacavallo, Cotignola, Sant'Agata sul Santerno; gode del patrocinio dei  Comuni coinvolti, dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, della Provincia di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna e della collaborazione del gruppo Ausl Romagna Cultura.

 

 



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   Il cibo tra necessità, condivisione e ostentazione dalla Preistoria all'età moderna

Tutto quello che avreste voluto sapere sul cibo, dalla Preistoria al XIX secolo: dall'archeologia culinaria alla simbologia della preparazione, rituali e curiosità sull'uso e l'evoluzione del cibo, elemento di condivisione per eccellenza

 

MAF, Museo Archeologico "Tobia Aldini", Piazza Fratti 5 a Forlimpopoli (FC)

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Venerdì 3 maggio prende il via il ciclo di cinque conferenze "Conversazioni al MAF Primavera 2019" promosse dal MAF, Museo Archeologico "Tobia Aldini" di Forlimpopoli fino al 24 maggio.
Nell'ambito dell'iniziativa l'archeologa Cinzia Cavallari e la storica dell'arte Anna Stanzani, entrambe funzionarie della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna ripropongono i temi della conferenza sull'alimentazione tenutasi nella sede della soprintendenza nel settembre 2018, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio: un percorso per immagini commentate sull’alimentazione e la "liturgia" dei pasti.
Nel corso della Preistoria, da un'economia basata sulla caccia e la raccolta dei frutti spontanei si passa, a seguito della scoperta dell'agricoltura e dell'allevamento, a un cambiamento radicale: di fatto il focolare domestico diventa simbolo di famiglia e di comunità. L'alimentazione accompagna la storia dell'uomo in tutte le sue sfaccettature, tra necessità di sostentamento a strumento di ostentazione di stato sociale. Pasti frugali, banchetti sontuosi in età romana e medievale, mutazioni del gusto, mode, sfruttamento delle risorse naturali, cucine, vasellame da mensa e contenitori per la cottura e la conservazione dei cibi costituiranno un'originale chiave di lettura per comprendere l'evoluzione delle società antiche, medievali e post-medievali.
Per l'età moderna, si aprirà una finestra particolare: quali sono i cibi e le suppellettili messi in tavola dai pittori? E quali sono le occasioni principali per rappresentare il cibo e i temi conviviali? Banchetti sacri e profani, cucine e osterie, nature morte e mercati saranno il filo conduttore di un viaggio nella civiltà della tavola.

La serata è promossa dal MAF Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e Ausl Romagna Cultura

Tutte le conferenze si tengono nella sala delle anfore del MAF e sono a ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

info 0543 748071
info@maforlimpopoli.it

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"Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival della Scienza Medica Genus Bononiae.L'importante manifestazione, che è stata presentata ufficialmente ieri e che si terrà a Bologna dal 9 al 12 maggio, ha infatti accettato di proiettare alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna, tra gli eventi in programma, presso Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1.
 

Il Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni (oltre 55.000 presenze nel 2018), e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori,  tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva.

"Quando Intelligenza e Salute sono in sintonia, cioè quando c’è abbastanza di entrambe, la condizione umana, personale e sociale, gode vantaggi e benefici. - spiega Gilberto Corbellini, direttore scientifico del Festival -  Da decenni, studi controllati dimostrano che le persone che in età giovanile ottengono risultati migliori nei test cognitivi, cioè che sono più intelligenti, nel corso della vita si ammalano meno e sono più longeve. Altri studi dimostrano che bambini che conducono stili di vita sani, soprattutto che non vivono in ambienti dove sono presenti rischi di malattie infettive, malnutrizione, violenze sociali o inquinamento, conseguono o mantengono gli standard cognitivi consentiti dai geni che hanno ricevuto in eredità, ottenendo soddisfacenti risultati professionali e contribuendo a costruire una società decente."

Il progetto  "G.B.Morgagni" 

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa  dei Risparmi   di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato(www.morgagnipatologo.it), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini.  La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa(già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi  e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. "Abbiamo raccontato la sua vita - spiega il regista Barbarossa - su un piano parallelo e sfruttando il linguaggio tanto del documentario, per raccontare il Morgagni che oggi è presente nelle strutture e nei medici della sua terra, quanto della docufiction, per illustrare le varie fasi della sua vita di scienziato, percorrendo un viaggio ideale tra presente e passato, tra eredità pienamente raccolta e storia. E lo faremo attraverso le varie età, sia quelle a cui fa riferimento lo scienziato forlivese, sia quelle delle persone che in questo territorio incontrano il nome di Morgagni: dallo studente, appunto, in procinto di iniziare l’anno scolastico nel Liceo Morgagni, passando per i suoi compagni di scuola un po’ più grandi che si stanno occupando di dedicare un sito a “Sua Maestà Anatomica”, ai giovani medici che lavorano sul territorio, ma anche a quelli che come Morgagni sono dovuti espatriare”. 

LE RIPRESE

La docufiction è stata girata, per le riprese moderne, nell'ospedale di Forlì e all'Irst di Meldola. A Forlì sono state effettuate riprese nei Licei Classico "G.B.Morgagni" e Scientifico "Paulucci De Calboli" (dove sono stati coinvolti studenti e docenti), in vicolo Gaddi e in altri luoghi caratteristici come la Biblioteca Comunale. Per le riprese storiche, con le comparse in costume, sono stati invece utilizzati il palazzo dei Commissari di Terra del Sole, gli splendidi giardini delle Terme di Castrocaro,la Biblioteca di Forlì e di Faenza, la bellissima antica farmacia di Lugo e, nel faentino, palazzo "Milzetti" (museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna) e la biblioteca. Tante le comparse provenienti da tutta la Romagna e coinvolte in ogni ruolo, dai figli/e del Morgagni agli assistenti, a nobili e popolani. 

Il regista, il protagonista e la troupe 

Il regista ed autore, Cristiano Barbarossa, ha realizzato svariate puntate di Superquark e numerosi programmi televisivi per la Rai. Ha vinto un Premio Giornalistico Ilaria Alpi, il Roma Fiction Fest, il Premio Flaiano, oltre ad altri premi e ad aver ricevuto la Nomination per i Premi Cinematografici Globi d’Oro. I suoi lavori sono stati trasmessi in Francia,Spagna, Giappone, Australia, Olanda, Portogallo, Irlanda.E' ideatore e autore di “Sirene” e “Tutta la Verità” per Discovery Channel. Il personaggio di G.B. Morgagni è stato interpretato da Riccardo Mei. Doppiatore, attore e cantante, è ormai da venti anni la voce per eccellenza della televisione italiana: spiega le frontiere della scienza su Superquark, viaggia per il mondo con Alle falde del Kilimangiaro, illustra i documentari estremi della serie Tabù di National Geographic, in onda su Sky, racconta i misteri della scienza in Voyager. E’ la voce caratteristica ed espressiva che si ascolta in innumerevoli programmi e che interpreta racconti dei grandi autori della letteratura mondiale nelle Short Stories per il gruppo Repubblica-L’Espresso. Anche per la troupe, presenze di professionisti del settore: alle scenografie e costumi Carlo del Giudice, al suono in presa diretta Daniele Ingrati, mentre direttore della fotografia Alessandro Galluzzi.  

Il gruppo Ausl Romagna Cultura 

Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli). 

 
 
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Forlì capitale della Paleopatologia italiana nel 2019

Grazie al lavoro scientifico svolto dal dottor Mirko Traversari e dal gruppo Ausl Romagna Cultura, Gipaleo sceglie Forlì per il suo meeting nazionale.

 

 

Si terrà presso la prestigiosa cornice del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro il 18 maggio, il V Meeting Nazionale del Gruppo Italiano di Paleopatologia (GIPaleo). “Per la prima volta l’importante convegno esce dalle sue sedi canoniche di Pisa e L’Aquila, che hanno ospitato i precedenti incontri” dice Mirko Traversari, della segreteria scientifica ed organizzativa, “E questo grazie ad una lunga collaborazione con il direttivo GIPaleo, che ha permesso di pervenire a questo splendido traguardo”. Maria Giovanna Belcastro, anch’essa della segreteria organizzativa ricorda che “La tematica principale del Meeting, la paleopatologia, studia le malattie del passato principalmente dal punto di vista morfologico e mediante l'esame diretto dei resti umani antichi. Oltre al duplice interesse antropologico e storico, che permette di ricostruire stile di vita e condizioni di salute dei nostri progenitori e di personaggi storici, la conoscenza delle malattie antiche riveste un’autentica importanza medica perché può contribuire ad una migliore comprensione delle malattie attuali” Luca Ventura, Coordinatore Nazionale GIPaleo, inoltre precisando che “il GIPaleo, riunendo gli anatomopatologi esperti di malattie del passato, vuole rappresentare una sorta di "casa comune" per tutte le professionalità coinvolte nell'approccio multidisciplinare ai resti umani antichi. Questo è lo spirito fondamentale dei nostri Meeting ed ecco perché a Bertinoro ascolterete anche Antropologi Fisici, Archeologi, Storici della Medicina, Conservatori e tanto altro”. Venendo nel merito del V Meeting di Bertinoro, Raffaele Gaeta, Segretario Nazionale GIPaleo, anticipa che “Il programma della giornata sarà ricchissimo, abbiamo ricevuto numerosissime richieste di adesioni, anche oltre le aspettative. Avremo le rappresentanze di ventuno Università italiane ed estere, sette Aziende ospedaliere, oltre a diversi Musei, Soprintendenze e Società scientifiche internazionali, un eccellente risultato insomma!”. Luca Saragoni, coorganizzatore dell’evento specifica che “Avremo il piacere di ascoltare contributi con firme prestigiose, fra le quali non possiamo non citare Gino Fornaciari ed Ezio Fulcheri, fra i più importanti paleopatologi al mondo e veri e propri decani, se non addirittura i fondatori della disciplina in Italia” a questo, Mirko Traversari aggiunge che “Essendo un evento assolutamente gratuito e rivolto a tutti, abbiamo pensato di fare un regalo alla cittadinanza ed ai curiosi aprendo la giornata con una lecture del prof. Fornaciari, che ci parlerà dello studio paleopatologico compiuto sui resti di Giovanni dalle Bande Nere, figlio di Caterina Sforza e forlivese di nascita” io stesso, conclude Traversari “relazionerò sulle ultime novità riguardo allo studio su San Mercuriale, tuttora in essere e che peraltro è soggetto principale della locandina dell’evento”.

L’evento, completamente gratuito e aperto al pubblico accoglierà chiunque sia interessato fino ad esaurimento posti in sala, si terrà il 18 maggio presso la Sala del Teatro del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro, dalle ore 8:30 alle 19:00. 

Il V GIPaleo gode del patrocinio del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna-Campus di Ravenna, dell’AUSL della Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Bertinoro e Comune di Forlì; è realizzato grazie al contributo di Daniele Versari di Estados Cafè Solidale, il Panificio di Camillo, AT.ED 2 Attrezzaturificio.

 

 
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La consolidata partnership tra i ricercatori del Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna e il Gruppo AUSL Romagna Cultura si arricchisce di un altro importante contributo scientifico. A darne notizia è Mirko Traversari, paleopatologo che ha all’attivo lo studio scientifico di San Mercuriale, primo Vescovo di Forli, tuttora in essere, e primo nome dell’articolo intitolato "Multi-analytic study of a probable case of fibrous dysplasia (FD) from Certosa monumental cemetery (Bologna, Italy). "
“Proprio pochissimi giorni fa questo complesso e articolato lavoro è stato pubblicato sull’International Journal of Paleopathology, la sinergia tra antropologi, paleopatologi, genetisti, radiologi e anatomopatologi ha permesso di pervenire ad un risultato straordinario in termini di capacità diagnostica su reperti antichi”, spiega Traversari, che aggiunge “Il paziente oggetto della ricerca, è un cranio di provenienza bolognese, che mostrava una singolarissima e severa malformazione. L’orientamento diagnostico ottenuto dalla combinazione tra analisi antropologica, radiologica e istologica, è stata rafforzata dallo cosiddetta Dental macrowear analysis, che ci ha permesso di datare l’insorgenza della patologia. Il tutto è stato verificato geneticamente e, oltre ad avere avuto la conferma della diagnosi di Displasia Fibrosa, abbiamo anche individuato alcune mutazioni genetiche associate alla patologia, fino ad ora sconosciute soprattutto sul campione antico”. 
 
La displasia fibrosa è una malattia che colpisce le ossa, dove nascono delle cicatrici (tessuto fibroso) che portano ad uno sviluppo anormale dell’osso. L’osso cresce e con esso anche le cicatrici che lo indeboliscono causando deformità ossee e fratture.
Il lavoro di ricerca, oltre che rendere disponibile uno dei più antichi e meglio studiati casi di Displasia Fibrosa da contesto storico, può fornire nuovi dati anche alla patologia moderna, sottolineando ancora una volta come questo tipo di studi sia funzionale anche al paziente attuale. Allo studio hanno partecipato Sara Piciucchi ed Enrico Petrella, dell’UO di Radiologia e Medicina Nucleare dell’Ospedale GB Morgagni-Pierantoni di Forlì, Francesco Feletti dell’UO di Radiodiagnostica dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna e Luca Saragoni dell’UO di Anatomia Patologia dell’Ospedale GB Morgagni-Pierantoni di Forlì.
 
Di seguito il link, valido fino al 12 maggio, da cui è possibile scaricare gratuitamente l’articolo:
 
(Nelle foto il dottor Mirko Traversari)
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Presentata in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, i Progetti “Ausl Romagna Cultura” e “Sua Maestà Anatomica” sulla figura di Giovanni Battista Morgagni.

Pierdomenico Lonzi, della direzione generale dell’Ausl Romagna, ha illustrato il Progetto Aziendale CURA (Corporate Academy dell’Ausl Romagna) che si prefigge di “integrare saperi, culture, patrimonio e professionalità”. Uno dei settori trainanti del progetto CURA è proprio “Ausl Romagna Cultura”.

Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura, ha rimarcato che Morgagni “è stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina: è il fondatore della patologia moderna”. Lo storico della medicina Francesco Puccinotti, ha poi aggiunto, “scrisse di Morgagni che ‘se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano si nominerebbe da lui”. La docufiction, ha spiegato infine Rambelli, “nasce da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura: istituto che ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’Ausl, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna e la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale”.

È poi intervenuta Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico archivistico dell’Ausl Romagna, che ha parlato di obiettivi, come quello primario “di mettere in sicurezza questo importante patrimonio, cercando di renderlo il più possibile fruibile”.

Mentre Luca Saragoni, anatomo patologo dell’ospedale di Forlì, e Mirko Traversari, antropologo fisico dell’Università degli studi di Bologna (sede di Ravenna), sempre sulla figura del Morgagni, hanno spiegato quelle che sono state le “innovazioni rivoluzionari introdotte da questo medico, anatomista e patologo in un’epoca difficile come il settecento”.

La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa, l’attore protagonista è Riccardo Mei.

È poi intervenuta la consigliera Valentina Ravaioli , che sul progetto ha parlato di “un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio, con l’obiettivo di renderlo fruibile a una platea più ampia, con attenzione particolare ai più giovani: una sfida ambiziosa e necessaria specie in un momento storico caratterizzato da un pericoloso oscurantismo di ritorno nei confronti della scienza”.

In conclusione, il presidente Paolo Zoffoli ha rimarcato l’originalità del progetto, “può essere un modello”. Sullo stesso tema ha poi sottolineato l’importanza di “fare crescere, attraverso una rete di collaborazioni, il territorio, anche attraverso la valorizzazione del lavoro dell’Ausl”.

 

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