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Marialisa il 6 agosto 2018 si è trovata coinvolta nell’esplosione avvenuta lungo la A14 a Borgo Panigale. Ha riportato ustioni profonde, fortunatamente non troppo estese, che hanno richiesto una serie di trattamenti medici, un intervento chirurgico di ricostruzione delle cute ustionata e la riabilitazione. A quasi dieci mesi da quel fatidico giorno Marialisa ha coronato il suo sogno: tagliare il traguardo della 100 chilometri del Passatore insieme alla sua famiglia. E l’ha fatto indossando una maglietta con su scritto “Grazie CGU Cesena”.

“Quando sono arrivata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena - racconta Marialisa che ha 45 anni e vive a Lugo – ho capito subito di essere nel posto giusto: mi hanno colpito i protocolli di sicurezza per evitare contaminazioni, la professionalità e l’umanità degli operatori, ma soprattutto gli occhi gentili dell'infermiera dietro la visiera e la sua voce che mi diceva ‘Stai tranquilla, sei arrivata nel posto giusto. E' un percorso lungo, ma si guarisce’".

Fin dal primo momento, l'obiettivo parallelo alla guarigione per Marialisa era quello di tornare quanto prima alla sua vita normale. Il lavoro, i viaggi, le camminate. Attività banali nella loro quotidianità, eppure diventati improvvisamente speciali. “In quei giorni passati al Centro Grandi Ustionati di Cesena – racconta - un desiderio particolarmente ricorrente, condiviso anche con le fisioterapiste che mi seguivano nel recupero della mobilità, era quello di partecipare nuovamente alla 100 chilometri del Passatore”. Già perché Marialisa da alcuni anni fa parte di un gruppo di camminatori che dal 2014, l'ultimo sabato di maggio, partecipano in modo non agonistico a questa gara, percorrendo a piedi - chi a staffetta chi per intero - tutti i 100 chilometri che collegano Firenze a Faenza.

“Nei giorni di ricovero a Cesena, mia sorella, mio cognato e io ci siamo posti l’obiettivo di fare la staffetta di famiglia alla 100 chilometri”. E così è stato: il 25 maggio tutti e tre insieme, in staffetta, hanno partecipato in maniera non agonistica alla competizione, partendo da Borgo S. Lorenzo (anziché da Firenze) e percorrendo circa 73 chilometri. “Metaforicamente – afferma - ho concluso un percorso cominciato in un letto d'ospedale, con il palmo della mia mano accostato a quello guantato di mia sorella che aveva l'altra mano appoggiata al vetro che la separava dal suo compagno, unendoci in una catena che si è riproposta durante la gara con il passaggio del testimone.”

“Desidero ringraziare quei lottatori che ogni giorno si recano al lavoro varcando la soglia del reparto Grandi Ustionati. Purtroppo la loro missione li porta a vedere i pazienti in uno dei momenti più difficili e non sempre hanno l'occasione di vederne il ritorno alla vita normale. La straordinarietà di questa storia sta nella loro estrema professionalità e umanità, nel sostegno che danno quotidianamente ai loro pazienti, senza sosta o ritrosie”.

“Al termine del percorso, nella piazza di Faenza gremita di spettatori che applaudivano i concorrenti – conclude Marialisa - con il testimone della staffetta saldo in mano, stretta in un abbraccio con mia sorella e mio cognato, il pensiero riconoscente è andato agli operatori sanitari del Centro grandi ustionati. Per me e la mia famiglia si è concluso un percorso che sarebbe stato impossibile percorrere senza il loro aiuto. Per questo sul retro delle nostre magliette abbiamo stampato ‘Grazie CGU Cesena’”.

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I reparti di Dermatologia e Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena, diretti dal dottori Davide Melandri, hanno ricevuto ieri la visita della Prof.ssa Annalisa Patrizi, direttore della Clinica Dermatologica e della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venerologia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e della Prof.ssa Bianca Maria Piraccini, Segretaria della Scuola, unitamente ad un gruppo di medici specializzandi.  L’incontro ha avuto lo scopo di mostrare ai medici la struttura ospedaliera di Cesena e le sue attrezzature, e presentare il personale medico e paramedico, in vista della frequenza di due mesi degli Specializzandi durante la loro attività di formazione specialistica.

La collaborazione, instaurata nel 2017, fra l’Azienda USL della Romagna e l’Ateneo Bolognese ha infatti comportato l’inserimento, fra le altre, delle Unità Operative di Dermatologia e Centro Grandi Ustionati di Cesena nella rete formativa della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venerologia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Durante la frequenza presso i reparti cesenati, gli Specializzandi in Dermatologia e Venereologia acquisiranno competenza riguardo alla gestione delle ustioni gravi, alla gestione Ambulatoriale medica e chirurgica delle ustione lievi/moderate e faranno pratica di tutte le attività ambulatoriali e di reparto delle struttura ospedaliera di Dermatologia.

Le attività assistenziali degli specializzandi, funzionali alla progressiva acquisizione delle competenze previste dall’ordinamento didattico della Scuola, saranno svolte anche presso la  Banca della Cute della Regione Emilia Romagna (RER), che afferisce al Centro Grandi Ustionati ed è una delle 5 banche del tessuto cutaneo italiane accreditate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

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Riflettori puntati sul Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena e sulla Banca Regionale della Cute dell’Azienda USL della Romagna nel programma televisivo di approfondimento FOCUS in onda su Teleromagna. Ad illustrarne l’attività, il funzionamento e i progetti di ricerca sono il dottor Davide Melandri, direttore del Centro Grandi Ustionati e della Banca della Cute e  la dottoressa Elena Bondioli direttore tecnico della Cell Factory e Criobanca e responsabile Bioingegneria Tessutale e Cellulare.

Il Focus dal titolo "Salviamo la pelle" andrà in onda:  mercoledì  27 marzo alle ore 13,30 e alle ore 18,15 su Teleromagna (tasto 14 sul telecomando); giovedì  28 marzo  alle ore 17,30 e alle ore 21,30 su TR24 (tasto 11 sul telecomando); venerdì  29 marzo alle ore 16 su Teleromagna; domenica 31 marzo alle ore 13,30 su Teleromagna e alle ore 23 su TR24.

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La Banca regionale della Cute sotto i riflettori di Rai Uno. All’interno della nota trasmissione "UNOMATTINA” di oggi è andato in onda uno spazio dedicato alla struttura d’eccellenza dell’Azienda USL della Romagna, che afferisce al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena . Ad illustrarne l’attività e il funzionamento, il dottor Davide Melandri, direttore del Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Bufalini di Cesena e della Banca della Cute della Regione Emilia Romagna, la dottoressa Elena Bondioli direttore tecnico della “Cell Factory” e Criobanca, la dottoressa Paola Minghetti, responsabile della Linea di Produzione Tessuto Cutaneo Omologo e la dottoressa Valeria Purpura, biotecnologo, che segue in particolare i progetti di ricerca.

 

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Sono 13 i pazienti assistiti ad oggi dal Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena per le ustioni riportate a seguito del tragico incidente avvenuto a Borgo Panigale il 6 agosto.  Si tratta di 10 uomini e 3 donne, di età compresa tra i 17 e i 65 anni, per lo più residenti e lavoratori che si trovavano nella zona dell’incidente. Di questi, 9 si trovano attualmente ricoverati nel reparto cesenate diretto dal dottor Davide Melandri, centro di alta specialità e punto di riferimento regionale e nazionale per pazienti gravemente ustionati e pazienti affetti da gravi e rare patologie dermatologiche che richiedono cure particolarmente intensive.

Per medici e infermieri dell’unità operativa sono settimane di super lavoro, in un periodo, quello estivo in cui si registra un fisiologico aumento dell’ attività. Tanto che il servizio è stato potenziato, incrementando anche il numero delle sedute ambulatoriali e di sala operatoria interna di cui dispone il reparto.

Il giorno stesso dell’esplosione sono stati ricoverati in condizioni gravi,  ma non in pericolo di vita, due pazienti: l’agente trentunenne della Polizia di Stato del Commissariato Santa Viola di Bologna, ustionato in modo grave durante i soccorsi e il ragazzo bulgaro non ancora maggiorenne. Entrambi sono stati recentemente dimessi.

Nei giorni successi sono poi stati ricoverati altri 9 pazienti trasferiti dalle strutture sanitarie del territorio bolognese che hanno riportato ustioni meno estese ma comunque profonde a causa della vampata di calore nella parte posteriore degli arti inferiori e superiori e, alcuni, al dorso.

“Per questi pazienti – spiega il dottor Davide Melandri direttore del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena – è stato necessario il ricovero in reparto in quanto all’arrivo presentavano tutti ustioni profonde, seppur non eccessivamente estese, che hanno richiesto trattamenti medici intensivi e interventi chirurgici di ricostruzione delle cute ustionata”.

Ustioni meno gravi ma che necessitano di cure mediche ambulatoriali per altri 2 pazienti che vengono assistiti dal Centro Grandi Ustionati presso l’Ambulatorio delle ferite e degli esiti cicatriziali post-traumatici che si avvale della presenza congiunta del dermochirurgo e del chirurgo plastico. “Fortunatamente – afferma il dottor Davide Melandri – questi pazienti hanno riportato ustioni poco estese e di grado intermedio profondo, ma che per la loro localizzazione in zone del corpo di rilevanza estetica o funzionale vanno attentamente controllate e gestite”. “Desidero ringraziare – conclude Melandri - tutto il personale del reparto per il grande e prezioso lavoro che sta svolgendo in queste settimane”.

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Klea è una bimba albanese di quasi 2 anni. E’ arrivata in urgenza dall’Albania all’Ospedale Bufalini di Cesena a maggio, grazie a un intervento umanitario, per curare le gravi ed estese ustioni causate dal rovesciamento di una grossa pentola di latte bollente. La bimba è stata sottoposta ad una serie di delicati interventi chirurgici e trattamenti medici intensivi eseguiti con successo dalle equipè del Centro Grandi Ustionati e della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica.

“Al suo arrivo – spiega il dottor Davide Melandri direttore del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena, –  la piccola presentava una situazione clinica di estrema gravità. Sono stati effettuati diversi interventi chirurgici di ricostruzione della cute ustionata, su più parti del corpo.  “Il buon esito degli interventi  - sottolinea il dottor Melandri - è stato possibile grazie al lavoro di squadra, in particolare con i colleghi neonatologi intensivisti”.“La bimba ora sta bene, - spiega il dottor Marcello Stella direttore dell’unità operativa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini di Cesena –  dopo un ricovero in Terapia Intensiva Neonatale è stata trasferita in Pediatra e poi dimessa. Dovrà effettuare ancora alcuni trattamenti fisioterapici e una serie di controlli ma presto potrà tornare a casa”.

L’intervento umanitario è stato attivato dall’Ausl della Romagna, con il supporto della Croce Rossa Italiana Comitato di Cesena , e autorizzato dall’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna in base al Programma assistenziale a fini umanitari

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E’ un bilancio positivo quello che emerge dai dati di attività della Banca Regionale della Cute dell’Azienda USL della Romagna. Il servizio, che fa capo al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena, registra un generale aumento dell’attività, in particolare quella portata avanti nel settore della Medicina Rigenerativa che si occupa della progettazione e della realizzazione a scopo di trapianto di bioprodotti cutanei, il cui utilizzo si sta via via estendendo a sempre più numerose specialità cliniche: dermatologia, ortopedia, urologia, oculistica, chirurgia plastica ricostruttiva, chirurgia senologica.

“Il 2017 – afferma il dottor Davide Melandri, direttore del Centro Grandi Ustionati dell’Ausl Romagna nonchè responsabile della Banca della Cute dell’Emilia Romagna – è stato un anno di intensa attività, nel corso del quale abbiamo dato risposta a numerose richieste di cute e tessuti provenienti da diversi ospedali italiani”. In particolare, sono state soddisfatte richieste arrivate dal Cardarelli di Napoli, dal Sant’Eugenio di Roma, dal Maggiore di Parma, Bologna, Reggio Emilia, dall’azienda ospedaliera di Verona, da strutture sanitarie di Pescara e Modena.” Complessivamente sono stati distribuiti 142.682 cm² di tessuto cutaneo, per un totale di 146 trapianti. Mentre il Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini ha utilizzato 44.962 cm² di cute, impiegandola essenzialmente per l’assistenza di pazienti severamente ustionati (46 trapianti).

“Rispetto agli anni precedenti – precisa il dottor Melandri” - si evidenzia un forte incremento dell’attività di trapianto di derma decellularizzato che è stato distribuito a scopo di trapianto per il trattamento clinico di 170 pazienti: 135 casi in ambito plastico ricostruttivo e 35 casi in ambito ortopedico. I trapianti di derma decellularizzato effettuati dall’Ausl della Romagna sono stati 155; di questi oltre 100 sono stati eseguiti nell’ambito senologico per la ricostruzione chirurgica dopo un intervento di asportazione di tumore alla mammella. I restanti 15 sono stati effettuati in altri ospedale regionali e nazionali.

La Banca della Cute della Regione Emilia Romagna è un laboratorio specializzato nella lavorazione-conservazione-stoccaggio-distribuzione di tessuto cutaneo ottenuto da donatore cadavere multiorgano e multi tessuto. E’ una delle 5 banche del tessuto cutaneo italiane accreditate dal Centro Nazionale Trapianti e dall’Istituto Superiore di Sanità. Ma è l’unica a produrre in laboratorio il derma decellularizzato, un bioprodotto di derivazione cutanea, ottenuto da donatore cadavere e costituito da derma sottoposto ad un processo di decellularizzazione (manipolazione minima) capace di rimuovere le componenti cellulari responsabili del rigetto sul ricevente, mantenendo, al tempo stesso, inalterata la struttura architettonica collagenica e fibrosa caratterizzante il tessuto.

Alla Banca ci si occupa anche di ricerca: sono infatti in corso diversi studi in collaborazione con strutture universitarie e altri soggetti inerenti la medicina rigenerativa e i tessuti bioingegnerizzati. Ultimo tra questi materiali biologici su cui la Banca ha in corso studi è la membrana amniotica, che presenta grosse potenzialità anche nel campo delle ferite cutanee.  

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