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Grazie alla generosità del Lions Club Rimini-Riccione Host, le persone con problemi di dislessia che richiedono una rieducazione ortottica avranno uno strumento in più per contrastare gli effetti della patologia. I club ha infatti donato all’unità operativa di Oculistica di Riccione – Rimini dell’Ausl Romagna, diretta dal dottor Andrea Mercanti, un tablet munito di un software innovativo, da utilizzare durante le sedute. Alla consegna, stamane all’ospedale di Riccione, hanno partecipato, oltre al primario, all’ortottista Davide Cacciatore e alla dottoressa Monica Mambelli per la direzione medica, il presidente del Club Cesare Frisoni ed il socio Edoardo Pinto.

Il disturbo.

In una porzione della popolazione dislessica è stata documentata la presenza di fini alterazioni visuopercettive. Tra queste anomalie vi è il rinforzo del mascheramento laterale tra le lettere che

compongono le parole: in pratica le lettere e le sillabe appaiono più vicine, dunque più facilmente confondibili. Alcune evidenze suggeriscono che alla base di questo fenomeno vi sia una distorsione dello spazio visivo che appare, agli occhi del dislessico, compresso lungo l’asse orizzontale. Al contrario la lettura tende a migliorare con l’aumento dello spazio tra le lettere.

Si aggiunge poi una dominanza oculare instabile, che a sua volta contribuisce in maniera rilevante al problema: normalmente durante la lettura uno dei due occhi dirige lo sguardo sulla parola e l’altro si limita a seguirlo integrando l’informazione visiva; in questi pazienti invece i due occhi tendono ad ostacolarsi ed evidenze sperimentali dimostrano che un rinforzo di questa funzione migliora la capacità di leggere del dislessico.

Perciò sorge l’esigenza di disporre di uno strumento in grado di evidenziare e quantificare la situazione, stimare l’effetto del mascheramento laterale e caratterizzare la forza della dominanza oculare.

Lo strumento donato.

Negli ultimi anni, ricerca, sperimentazione e tecnologia hanno dato vita ad un prodotto professionale

ed innovativo: una sintesi di test mirati a fornire un’indicazione sulla situazione visuopercettiva

del paziente in modo da favorirlo nella diagnosi ed aiutarlo nell'impostazione del protocollo riabilitativo con l’obiettivo di migliorare la visione periferica, ridurre l'effetto del mascheramento laterale e incrementare la performance lessicale nei pazienti dislessici visivi.

Del valore commerciale di ottomila euro, si tratta di un tablet con schermo ad alta risoluzione e luminosità calibrata, appositamente ingegnerizzato per una semplice e rapida esecuzione dei test con un telecomando touch-screen interattivo che permette un facile controllo dello strumento.

L’apparecchio può fornire al sanitario indicazioni circa le ripercussioni che le alterazioni visuopercettive possono avere, basandosi sui presupposti razionali reperibili in bibliografia

internazionale e su studi sull’argomento pubblicati in letteratura. Si aggiunge un allenamento visivo mirato a ridurre il fenomeno del mascheramento laterale paracentrale.

“Quotidianamente, nel corso delle nostre visite, incontriamo ragazzi che presentano questi disturbi – ha spiegato Cacciatore -: grazie a questa apparecchiatura saremo in grado di verificare se il disturbo è strettamente oculistico, e quindi a trattarlo in maniera adeguata, o legato alla dislessia, con conseguente avviamento ai relativi servizi territoriali”. Ha aggiunto il dottor Mercanti: “Poter trattare adeguatamente questi pazienti, così come più in generale tutti quelli con problemi di ipovisione, è molto importante anche per la loro qualità della vita. Ringraziamo – ha concluso il primario – il Lions Club Rimini-Riccione Host per questa importante donazione, specialmente in questo periodo di crisi”. Ringraziamenti ai quali si è aggiunta anche la direzione aziendale nella persona della dottoressa Mambelli.

Il presidente del club Frisoni ha sottolineato l’aspetto di “sussidiarietà” rappresentato da questo, come da altre donazioni dei Lions: “Come presidente sono lieto di chiudere il mio anno di presidenza con questa donazione di un valore significativo, a favore del nostro territorio e della nostra comunità”. Mentre Pinto ha ricordato la genesi della donazione: “Parlando con una dottoressa, mi ha timidamente fatto capire che con questo apparecchio la qualità lavorativa sarebbe molto migliorata. Da quel momento ci siamo messi all’opera e oggi possiamo festeggiare il risultato”.

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Pazienti da tutto il mondo, affetti dalla rara patologia del “midollo ancorato occulto”, per essere operati all’Ospedale di Faenza con la tecnica chirurgica mini-invasiva, ed innovativa, di sezione del filum terminale extradurale in anestesia locale. L’ultimo paziente straniero operato proveniente dal continente americano è un uomo di 36 anni arrivato nel marzo scorso dagli Stati Uniti d’America, ma dall’inizio del 2019 sono state operate anche due pazienti brasiliane di 49 e 28 anni (si allegano le relative fotografie).

Non un caso poiché l’esecutore di questo innovativo intervento svolto sin dal 2010 - il dottor Vanni Veronesi, della Struttura Semplice Dipartimentale di Chirurgia del Sistema Nervoso Periferico, diretta dal dottor Guido Staffa – l’ha descritto in un articolo che ha recentemente pubblicato sulla rivista scientifica americana "Operative Neurosurgery". Non è la prima volta che il dottor Veronesi opera un paziente straniero (il primo risale al 2015, un paziente bosniaco di 36 anni; a seguire, nel 2017 un paziente ungherese di 33 anni, nel 2018 un paziente polacco di 25 anni e il 2 maggio 2019 una paziente francese di 45 anni), ma questi sono i primi pazienti non europei.

“Dopo essere stata sottoposta in Brasile a due interventi a livello cranico per il trattamento della malformazione di Chiari associata alla siringomielia, Gabriela, la prima paziente brasiliana operata a gennaio 2019, è giunta in Italia – racconta il dottor Veronesi -. Con il supporto diagnostico della nuova metodica con risonanza magnetica lombare in posizione prona e in accordo con l'esito della visita medica è stata posta l'indicazione chirurgica. Il decorso postoperatorio è stato subito molto buono con immediati miglioramenti clinici, ed un giornale on line brasiliano ha riportato la notizia dell'intervento chirurgico effettuato in Italia”. Ligia, la seconda paziente brasiliana, è portatrice della malformazione di Chiari e non era mai stata trattata chirurgicamente a livello cranico.

Quindi Paul, il paziente statunitense, non presentava la malformazione di Chiari ma una piccola cavità siringomielica cervicale. “In tutti e tre i pazienti le condizioni cliniche nel postoperatorio sono migliorate rapidamente e gli aggiornamenti che ho avuto via e mail o mediante video, a distanza di settimane o mesi, hanno confermato i progressi clinici ottenuti” riferisce ancora il dottor Veronesi.

La patologia e l’intervento.

Nella sindrome del midollo ancorato occulto, descritta la per la prima volta nel 1990, si possono avere diversi sintomi che però sono aspecifici. Principalmente i disturbi si localizzano agli arti inferiori con dolori, rigidità, formicolio, alterazione della sensibilità. I dolori possono essere presenti anche a livello lombare. In alcuni casi vi sono disturbi sfinteriali con necessità di urinare spesso, di giorno e di notte, e nei casi più gravi compare anche incontinenza urinaria.

“Il midollo ancorato, occulto e non, può presentarsi come patologia a sé stante oppure essere associato ad altre patologie – spiega il dottor Veronesi, uno dei pochissimi neurochirurghi in Italia a eseguire questa tecnica in anestesia locale e senza rimozione di tessuto osseo – e nel caso delle suddette patologie concomitanti, dopo la chirurgia, possiamo avere la risoluzione o il miglioramento di sintomi che classicamente non rientrano tra quelli del midollo ancorato quali, per esempio, la cefalea e la cervicalgia. Prima di essere operato il paziente è sottoposto a una risonanza magnetica lombare particolare in posizione prona grazie alla quale, in virtù di un lavoro scientifico pubblicato nel 2013 da ricercatori dell’Università di Hiroshima, si può avere un riscontro strumentale al sospetto clinico di sindrome del midollo ancorato occulto. Il nostro innovativo protocollo con la RM lombare in posizione prona e la tecnica chirurgica mini-invasiva di sezione del filum terminale extradurale in anestesia locale è unico al mondo, infatti nei loro paesi i pazienti venuti dall’America oltre a non avere neurochirurghi che eseguo la suddetta tecnica chirurgica mini-invasiva non hanno avuto la possibilità di sottoporsi neppure alla RM lombare in posizione prona. L’intervento chirurgico mini-invasivo in anestesia locale dura circa 25 minuti, dopo tre ore il paziente può mettersi in piedi e deambulare, il giorno successivo il paziente è dimesso, per i pazienti italiani nel postoperatorio sono previste visite ambulatoriali di controllo a tre e sei mesi. Con questa tecnica chirurgica mini-invasiva non vi sono i rischi delle complicanze della tecnica chirurgica tradizionale che è effettuata in anestesia generale, in cui è prevista la rimozione di parte del tessuto osseo delle vertebre e l’apertura delle meningi. La durata dell’intervento chirurgico classico è di circa due ore, è previsto un iniziale riposo a letto per 24-36 ore e una degenza di 5-7 giorni, per ridurre le complicanze della chirurgia classica, che sono collegate anche all’invasività dell’approccio chirurgico, è auspicabile effettuare il monitoraggio elettrofisiologico in sala operatoria con ulteriore dispendio di risorse umane e strumentali con allungamento dei tempi di occupazione della sala operatoria.”

I riscontri.

Nel 2016 i dati preliminari del protocollo diagnostico e chirurgico sono stati oggetto di una tesi di laurea in medicina e chirurgica presso l'Università di Milano. E' stata valutata la situazione di benessere globale percepita dal paziente dopo l’intervento, considerando l’impatto sulle attività quotidiane e quindi sulla qualità di vita in generale, ed è stato riscontrato un miglioramento nel 87% dei pazienti. Non vi sono state complicanze. Dal 2014, epoca in cui alla tecnica chirurgica mini-invasiva è stata aggiunta la diagnostica strumentale mediante la risonanza magnetica lombare in posizione prona, ad oggi sono stati operati quasi duecento pazienti italiani provenienti da dodici regioni.

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La mission fondamentale delle Ausl è quella di dare risposte in termini di salute ai cittadini, ma è prioritario anche fornire un ambiente di lavoro migliore possibile in termini di sicurezza e privacy per gli operatori, specialmente nei locali aperti all’accesso del pubblico.

E va proprio in questa direzione una nuova donazione all’ospedale “Per gli Infermi” di Faenza, da parte de “La BCC ravennate, forlivese e imolese”. L’istituto di credito cooperativo, da sempre e meritoriamente molto vicino alla sanità faentina e ravennate in generale, ha infatti donato alla Direzione Sanitaria-Infermieristica del Presidio Ospedaliero una serie di arredi e divisori fonoassorbenti del valore di circa cinquemila euro, da collocarsi nell’open space del corpo storico della struttura sanitaria. Stamane la cerimonia di inaugurazione alla presenza di:

  • Paolo Caroli – Amministratore de “La BCC ravennate forlivese e imolese” e Presidente del Comitato Locale di Faenza
  • Valerio Albonetti – Capo Area Commerciale Faenza de “La BCC ravennate forlivese e imolese”
  • Davide Tellarini – direttore medico del presidio ospedaliero di Faenza;
  • Anna Lusa – responsabile Direzione tecnica infermieristica presidio di Faenza, in rappresentanza anche della direzione dell’ambito territoriale (Cristina Fabbri) e aziendale (Silvia Mambelli).

Grazie a questa donazione è stato sensibilmente ridotto il rumore di fondo prodotto dalla presenza di più operatori, e anche di pubblico, negli spazi comuni, ma anche il rischio di inciampi che era rappresentato da vari cavi elettrici di collegamento, che a loro volta “rientreranno” nelle pareti d’arredo donate. Operazione che, peraltro, era prevista come “azione di miglioramento” per quell’area di lavoro, da parte del Servizio Sicurezza e Salute dei Lavoratori dell’Ausl stessa, come evidenziato da Anna Lusa (Direzione infermieristica).

“Un altro importante passaggio che facciamo con ‘La BCC’ - ha sottolineato con forza il dottor Tellarini -; si tratta di un intervento importante, sia per la parte relativa all’utenza sia per le condizioni di lavoro della componente infermieristica che, solo qui a Faenza, conta circa 600 addetti”.

“’La BCC’ è sempre molto attenta alle esigenze del territorio nel quale opera – ha rimarcato Paolo Caroli – e nell’ambito delle nostre possibilità cerchiamo di andare incontro alle molteplici richieste che ci giungono dalla società civile, dal mondo delle associazioni e, come in questo caso, dall’Ausl. Abbiamo condiviso il progetto perché anche i momento dell’accoglienza nei confronti dell’utenza ha una sua importanza”.

“’Se stanno bene gli altri stiamo bene anche noi’: questo può essere un po’ il nostro motto – ha aggiunto Valerio Albonetti – e questo è quanto ci chiedono i nostri tremila soci nel faentino così come tutti e trentamila quelli che abbiamo. E’ la nostra missione e siamo sempre contenti quando possiamo aiutare la nostra comunità”.

Dopo la parte delle relazioni, il tradizionale taglio del nastro dei locali appena prediposti.

 

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Ancora un gesto di stima e vicinanza, da parte della società civile, nei confronti dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. Questa volta è il Centro di Prevenzione Oncologica Senologica a ricevere una importante donazione, grazie alla quale il livello di qualità e innovazione delle apparecchiature diagnostiche aumenterà ulteriormente.

I due ecografi che sono stati inaugurati questa mattina, donati dall’Istituto Oncologico Romagnolo e dalla “Fondazione Lucè Onlus” di Ravenna, rappresentano infatti il top di gamma rispetto a queste specifiche apparecchiature per la senologia. Si tratta di due ecografi in forma digitale di ultima generazione dotati di sonde lineari multifrequenze, dedicate in maniera specifica alla ecografia senologica. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, il presidente dell'associazione “Volontari e Amici dell'Istituto Oncologico Romagnolo" Mario Pretolani, la presidente del cda della “Fondazione Lucè Onlus” Laura Ruocco, il direttore medico del presidio ospedaliero di Ravenna Paolo Tarlazzi, la responsabile della Prevenzione Oncologica Senologica di Ravenna Patrizia Bravetti, il dottor Alessandro Berselli della ditta fornitrice General Electric.

I due nuovi ecografi vanno a sostituirne altri due già presenti presso il Servizio, ma che non erano a questo livello di innovazione e tecnologia, e si integrano perfettamente con il terzo ecografo presente, anch’esso più recente ed avanzato. In questo modo tutti e tre gli ecografi dedicati alla diagnostica senologica, presenti presso l’ospedale di Ravenna, offrono un livello altissimo di performance.  Con, di conseguenza, una altissima qualità nella diagnostica per le pazienti.

“In particolare – ha spiegato la dottoressa Bravetti – per le donne extrascreening, cioè quelle con meno di 45 anni che hanno oltretutto un seno molto denso. Queste sonde sono in grado di evidenziare lesioni più piccole e con maggiori dettagli. Le sonde potranno essere utilizzate anche per i progetti legati alla famigliarità della malattia”. Dal punto di vista tecnologico, il dottor Berselli ha ulteriormente evidenziato la maggior precisione che si potrà perseguire, nell’effettuazione delle biopsie, con questi ecografi, del valore complessivo di circa centomila euro.

Lara Ruocco ha evidenziato il percorso di sensibilizzazione e raccolta fondi, che ha coinvolto anche molti esponenti della cittadinanza, e che ha portato a questa importante donazione, ricordando anche quanto già fatto da “Fondazione Lucè Onlus” ad esempio per l’assistenza domiciliare ed evidenziando che “vi sia una buona divulgazione del ruolo del volontariato”.

Pretolani (Istituto Oncologico Romagnolo) ha a sua volta rimarcato come questo sia un ulteriore tassello nelle molte donazioni che lo IOR sta effettuando nei confronti dell’Ausl dell’intera Romagna, “opera di vicinanza che continuerà anche in futuro”. Altro fronte importante per lo IOR, “la sensibilizzazione: andiamo già nelle scuole ma abbiamo un progetto specifico, che partirà nei prossimi mesi, per accrescere la consapevolezza dell’importanza del volontariato nella lotta contro il cancro”.

Il sindaco Michele De Pascale, nel ringraziare le due associazioni e tutti i donatori per il bel risultato raggiunto, ha evidenziato come “in una situazione in cui il Sistema Sanitario Nazionale sta vivendo un momento non dei più facili, iniziative come questa sono importantissime per dare servizi sempre più innovativi e qualificati. La società civile si fida delle istituzioni e della sanità pubblica, e dovremo continuare ad impegnarci per conservare questa fiducia, e per facilitare il miglior accesso possibile dei cittadini ai servizi, anche alle persone con meno mezzi e strumenti culturali, in un’ottica di efficacia delle cure ed equità sostanziale d’accesso”.

La Direzione Aziendale, nella persona del dottor Tarlazzi, ringrazia i donatori auspicando che tali collaborazioni vengano sempre più valorizzate, ed assicurando il massimo impegno per l’utilizzo più proficuo possibile di queste, come di tutte, le apparecchiature diagnostiche.

Presso il servizio di Senologia dell’Ospedale di Ravenna vengono effettuate, annualmente, circa 16mila ecografie e, conseguentemente, circa 1.500 interventi di ago-aspirato e circa 400 microbiopsie. Sono circa 250 l’anno le nuove neoplasie che vengono diagnosticate.

Ravenna, 3 giugno 2019

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Sabato primo giugno, a Ravenna, si corre… per una buona causa. Il ricavato della “Mini Maratona Conoscitiva – Dai Ragazzi per i Nonni”, che avrà luogo tra i monumenti della città, sarà infatti dedicata all’acquisizione di apparecchiature e attrezzature per il reparto di Neurologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci”. E in particolare per un monitor da utilizzarsi per velocizzare ulteriormente gli interventi su pazienti colpiti da ictus.

Questa mattina presso l’ospedale, ha avuto luogo una conferenza stampa in cui è stata presentata l’iniziativa, col presidente del Rotary Club Ravenna “Galla Placidia”, il ragionier Piero Roncuzzi (membro del Comitato locale de “La BCC Ravennate, Forlivese & Imolese”), la presidente dell’Associazione “Alice” di Ravenna Daniela Toschi, Paola Novara (Museo Nazionale di Ravenna), il direttore medico del presidio ospedaliero di Ravenna Paolo Tarlazzi, il direttore della Neurologia Pietro Querzani, la responsabile Fundrising Elisabetta Montesi e la curatrice dell’evento Patrizia Baratoni. Dopo i saluti del Comune di Ravenna da parte del vicesindaco Eugenio Fusignani, che sabato sarà presente all’evento, Patrizia Baratoni ha ringraziato anche gli altri sponsor e sostenitori (varie scuole: l’Istituto Geometri “Morigia-Persida” e in particolare il professor Daniele Verati, il Liceo scientifico Alfredo Oriani e l’Istituto Comprensivo Damiano di Ravenna, poi la Polizia Municipale, Cittadinanzattiva Emilia Romagna, Conad Galileo, “Natura Nuova”) e ha illustrato l’evento.

Pronti, via: sabato primo giugno alle ore 9:30 in piazza del Popolo, dopo il saluto delle Autorità e degli organizzatori, si partirà (attorno alle 10) con la “minimaratona” per le vie circostanti ed i relativi monumenti; il punto d’arrivo, in cui sarà allestito un momento di ristoro e la consegna di diplomi di partecipazione, è previsto nella stessa piazza. Ad illustrare i monumenti che saranno incontrati lungo il percorso, Paola Novara: “Sarà un momento interessante perché potrà rappresentare un primo approccio conoscitivo rispetto a questi monumenti ed edifici storici, sebbene con un gruppo verosimilmente molto numeroso non potremo illustrarli tutti dettagliatamente. La partecipazione delle scuole e quindi dei giovani è molto importante sia per l’educazione al bello dei ragazzi sia per la componente solidale dell’evento”. E’ possibile iscriversi direttamente sul posto, con un’offerta minima di 2,5 euro.

Roncuzzi (“La BCC”) ha evidenziato il ruolo sociale, oltre che economico, dell’Istituto di Credito, in virtù del quale “partecipiamo a questa iniziativa ed abbiamo partecipato ad altre in sostegno dell’Ospedale e della sanità locale. Crediamo che, come banca, oltre alla nostra mission aziendale, sia importante anche lasciare qualcosa sul territorio per la nostra comunità”.

Un approccio che ovviamente è condiviso anche dal Rotary: nei giorni scorsi il Club “Galla Placidia” aveva donato arredi alla Pediatria e “anche negli anni scorsi abbiamo eseguito vari service – ha ricordato il presidente Bassi –: siamo tornati a collaborare con l’ospedale, e intendiamo continuare a farlo. Anche perché alla salute pubblica e alla tutela della persona, sono dedicati i nostri principali service, dal livello locale a quello internazionale. Nelle nostre politiche molta importanza la dedichiamo inoltre alla componente femminile e ai giovani: di qui è nato il coinvolgimento delle scuole nella ‘Mini maratona’ e anche l’idea del titolo, ‘I ragazzi per i nonni’, che vuol simboleggiare l’impegno che non deve mai mancare, nella presa in carico da parte delle giovani generazioni, verso quelle che le hanno precedute”. Sempre nell’ottica di raccolta fondi per iniziative a sfondo sociale e sociosanitario, le consorti del Rotary hanno realizzato un libro sui proverbi dialettali del ravennate, che sarà venduto in un banchetto nella giornata dell’evento.

Insomma un paio d’ore di cammino (e quindi sano movimento fisico) con in più un po’ di cultura, e soprattutto solidarietà. Sì perché il ricavato  dell’evento sarà dedicato alle apparecchiature per la Neurologia.

“L’ictus è una patologia tempodipendente – ha precisato in merito il dottor Querzani – e noi abbiamo messo in atto tutte le procedure possibili per accelerare al massimo la diagnosi e l’intervento, in modo da garantire ai pazienti il maggior recupero possibile. Un passaggio fondamentale per questo aspetto sarà l’attivazione di una barella/bilancia, che mentre trasporta il paziente ci rende noto il suo peso, indispensabile per dosare i farmaci da utilizzare nelle successive procedure, ed un monitor per monitorarlo anche durante i trasporti”. Costo dell’intera apparecchiatura, quasi tredicimila euro: già l’associazione “Alice”, che sabato avrà un banchetto in piazza, sta contribuendo per la  barella/bilancia, e l’iniziativa servirà per finanziare ulteriormente l’operazione, specialmente il monitor.

“La collaborazione di e tra tutti questi soggetti per l’iniziativa di sabato, così come per altre  - ha aggiunto il dottor Tarlazzi – è molto importante, ma è anche una gran bella cosa: è il ‘Sistema Ravenna’ che quando decide di fare una cosa la fa. La facciamo insieme, perché abbiamo messo insieme un’alleanza in cui ognuno fa la sua parte per perseguire il risultato. Vogliamo continuare così e fare ancora meglio”.

Approfondimento clinico sull’ictus.

In caso di ictus il campanello d’allarme deve scattare se si sente, o si nota in qualcuno, un dolore alla testa intenso e insolito, bocca storta e difficoltà a parlare, un lato del corpo più debole, difficoltà visiva e di equilibrio.

In Romagna, ogni anno, si registrano circa 2.100 ictus ischemici. Di questi l’80 per cento rappresenta un primo episodio, il 20 per cento una recidivia. Circa il 30 per cento dei pazienti con ictus si reca in Pronto Soccorso con mezzi propri, senza attivare il 118, con un conseguente allungamento dei tempi di intervento da parte dei sanitari.

Vi sono due modalità per intervenire sull’ictus: una modalità farmacologica, iniettando per via endovenosa una farmaco che elimina il trombo, o in via endovascolare, cioè rimuovendo l’ostruzione per via meccanica. Prima il paziente arriva in ospedale e, ovviamente, maggiori possibilità di successo hanno queste tecniche.

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La diagnostica ecografica ha completamente rivoluzionato l’approccio al paziente che accede al Pronto soccorso. Rappresenta infatti  l’ “estensione” dell’ esame e della visita, permettendo di impostare rapidamente  l’iter diagnostico-terapeutico ottimale soprattutto per le patologie tempo-dipendenti quali trauma, dolore toracico, sepsi. Trattandosi di un approccio rapido e non invasivo è uno strumento accurato e affidabile in grado di rispondere immediatamente a quesiti clinici mirati, rivestendo un ruolo diverso dall’esame eseguito in ambito specialistico. Ma oltre all’importanza diagnostica, l’ecografia in urgenza è un supporto indispensabile per tutte le procedure invasive e per il monitoraggio evolutivo del paziente critico. Va in quest'ottica la donazione, effettuata ieri, di un ecografo, da parte dell'Associazione "Pro Chirurgia Lughese" al pronto soccorso dell'Ospedale "Umberto I" di Lugo. Erano presenti, oltre ai vertici assocciativi ed istituzionali, il dottor Marco Fusaroli direttore medico del presidio ospedaliero di Lugo e la dottoressa Ivana Valenti, direttore del Pronto Soccorso.

"Ringraziamo l’associazione per l’attenzione rivolta al Pronto Soccorso con la donazione di questo ecografo - ha detto la dottoressa Valenti -. Si tratta di un apparecchio portatile compatto,resistente, facilmente trasportabile, dotato di tre sonde lineare, cardiologica e convex in grado di esplorare tutti i distretti corporei".

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Un nuovo computer portatile per rendere sempre più efficaci le prestazioni dell’Ambulatorio Urgenze Pediatriche (pronto soccorso pediatrico) dell’Ospedale di Faenza. A donarlo, il Circolo Filatelico Numismatico “Torricelli” di Faenza, che lo ha consegnato alcuni giorni fa nel corso di una piccola cerimonia. Erano presenti il presidente del Circolo Ilario Ferrini ed una delegazione di tre soci, che hanno consegnato il pc alla coordinatrice della Pediatria ed ai medici in servizio, alla presenza del direttore medico di presidio dottor Davide Tellarini e del dottor Alessandro Lazzari.

Il presidente Ferrini ha evidenziato l’impegno da oltre 60 anni, da parte del Circolo Torricelli, per la diffusione del collezionismo in genere, con attenzione alla cultura e alle migliori tradizioni della nostra comunità, il tutto unito all’impegno a favore del prossimo, del quale questa donazione è frutto. Da parte della direzione medica e del reparto, sinceri ringraziamenti ai donatori.

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Ancora un gesto di vicinanza della società civile al reparto di “Pediatria e Neonatologia” dell’Ospedale di Ravenna, e di significativo valore economico. Il Rotary Club Ravenna Galla Placidia ha infatti effettuato una donazione di arredi e attrezzature sanitarie per un valore di circa 12.500 euro.

Ieri pomeriggio la cerimonia di consegna alla presenza del direttore del Dipartimento Materno Infantile di Ravenna (nonché dell’Unità operativa), dottor Federico Marchetti, del personale medico e infermieristico e dei vertici del Rotary tra cui il Governatore del District 2072 Paolo Balzani e del presidente del Club Paolo Bassi.

La Pediatria e Neonatologia di Ravenna, come ha ricordato il dottor Marchetti, svolge le proprie attività cliniche ed assistenziali garantendo i seguenti servizi:

-     Ambulatorio delle Urgenze Pediatriche ed Osservazione Breve

-     Degenza Pediatrica

-     Day Hospital- Day Service

-     Attività Ambulatoriali per bambini ed adolescenti con malattie croniche.

L’attività dell’Ambulatorio di Urgenze Pediatriche (cosiddetto Pronto Soccorso Pediatrico) garantisce un’assistenza continuativa nelle 24 ore, con circa 10.000 accessi ogni anno di cui 600 osservazioni brevi intensive. Nell’ambito di queste attività il Service che è stato progettato e realizzato dal Rotary Club Ravenna Galla Placida ha avuto l’obiettivo di rendere l’attività del Pronto Soccorso Pediatrico meglio organizzata e funzionale.

Prima, infatti, il Pronto Soccorso Pediatrico non aveva un’area di accoglienza vera e propria (modello front-office, con bancone adeguato) e non disponeva di un qualificato sistema di arredo nello spazio dedicato all’assistenza e osservazione dei bambini, che dura anche alcune ore.

Il Service ha dunque consentito:

-     di avere a disposizione, negli spazi antistanti agli Ambulatori di Pronto Soccorso, un’area attrezzata (con la presenza di una infermiera) che garantisce un’immediata presa in carico dei bambini-adolescenti e dei genitori che arrivano dal Pronto Soccorso generale (primo triage), in grado di fornire rapide informazioni sui codici di accesso, la verifica delle condizioni cliniche, l’alert immediato in caso di necessità del personale medico e infermieristico, il raccordo complessivo con i sistemi di trasporto

-     di indirizzare, da parte dell’operatore presente nella postazione, le famiglie e i bambini negli appositi luoghi (contigui) che svolgono attività ambulatoriale specialistica

-     la permanenza in una stanza dedicata ed attrezzata con due lettini visita, moderni e funzionali, dei casi che richiedono l’accoglienza e la permanenza per alcune ore, al fine di garantire le cure necessarie prima dell’auspicato ritorno a domicilio o del necessario ricovero, sulla base dell’evoluzione clinica.

-     di garantire adeguati standard assistenziali in conformità a quelle che sono le attuali direttive esistenti in merito ad un adeguato funzionamento dei Pronto Soccorso pediatrici

Per quanto riguarda, invece, il reparto di degenza, i casi ricoverati sono annualmente circa 900, e richiedono un’assistenza continuativa da parte di almeno un genitore. Le stanze di degenza si compongono di due posti letto e sono dotate di poltrone per i genitori (una per ciascun posto letto) usurate ed esteticamente (in alcuni casi anche funzionalmente) inadeguate.

Il Rotary Club Ravenna Galla Placidia ha acquistato 6 Poltrone Relax su ruote con poggia gambe reclinabili ed inoltre 5 ricambi per le sedute e in un caso per lo schienale delle poltroni esistenti usurate. Attualmente la quasi totalità delle stanze è dunque dotata di nuove poltrone, dello stesso colore, di grande confort per i familiari (in modo particolare per il soggiorno notturno) ed anche per lo stesso bambino-adolescente durante le ore diurne. Questo ha reso le stanze di degenza molto più belle nell’accoglienza.

E ancora, nelle aree di attesa degli ambulatori, in alcuni spazi della degenza del reparto, per l’attesa prima delle visite o durante la permanenza durante il ricovero, erano disponibili delle sedute poco confortevoli e poco adatte per l’arredo di un reparto di Pediatria. Sono state donate 4 sedute (poltroncine) di vari colori (in conformità con i luoghi di attesa) ciascuna con tre posti, che rendono l’accoglienza esteticamente e qualitativamente conforme ad un reparto dedicato ai bambini e agli adolescenti. In modo particolare una di queste sedute è antistante a due nuove stanze di degenza dedicate al ricovero di ragazze/i in età adolescenziale con particolari bisogni speciali.

Nel dettaglio la donazione si compone di: un top e frontale bancone reception e fianchi esterni; una scrivania con sedia su ruote, quattro sedie a barra da tre posti ciascuna, due lettini visita a due sezioni ad altezza variabile, corredati di sponde laterali, porta rotolo, morsetto porta asta flebo, sei poltrone relax su ruote con poggia gambe, corredate da morsetto asta flebo e cinque ricambi per sedute di poltrone e uno schienale, due barelline per la stanza d’attesa infusione chiusa con tenda in simil plastica per creare zona confort.

“Siamo particolarmente grati al Rotary Galla Placidia per questo importante service – ha commentato il dottor Marchetti – che rappresenta un punto nodale per poter erogare un servizio sempre migliore ed una adeguata accoglienza ai nostri piccoli pazienti e alle loro famiglie”.

“Il Rotary è ben lieto di aver realizzato questo service; è un service per coloro che quotidianamente svolgono un service, nel caso di questo reparto per i piccoli pazienti della Pediatria – ha detto il presidente Bassi -. Già 12 anni fa abbiamo iniziato a collaborare con l’Ospedale di Ravenna e continueremo a farlo. Ci teniamo molto, in particolare per questo reparto, poiché, tra l’altro, la protezione di madri e bambini è una delle sei ‘aree critiche’ sulle quali il Rotary è chiamato ad operare”.

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Un concerto di sensibilizzazione sul come comunicare la malattia. Venerdì 3 maggio, alle ore 21, al Teatro Comunale di Cesenatico arriva “Oscar e la dama in rosa”, piece teatrale tratta dal libro best seller di Eric-Emmanuel Schmitt, nell’esecuzione dell’Orchestra Filarmonica Malatestiana di Cesena diretta da Giorgio Babbini e con le voci narranti di Roberto Mercadini e Lelia Serra.

Una storia commovente e coinvolgente, un racconto magico che affronta il rapporto tra malattia e sofferenza, amore e morte. Sotto la penna dello scrittore e drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt anche un evento triste può diventare allegro, ironico, giocoso, pur senza perdere mai la profondità richiesta da un tema doloroso come quello dei bambini gravemente malati.

L’evento è promosso da Azienda USL della Romagna, Comune di Cesenatico e Associazione ‘Amici della Musica’ con il contributo di Fondazione cassa di risparmio di Cesena, Gesturist di Cesenatico, Associazione Albergatori e Cooperativa bagnini di Cesenatico.
 
L’iniziativa servirà a raccogliere fondi per un progetto di musicoterapia in corsia, per i reparti di Pediatria degli ospedali M. Bufalini di Cesena e Morgagni – Pierantoni di Forlì.

Info e Prenotazioni: 329.8726018

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L’Associazione “Grande Sante”, costituita dagli amici di Sante Ricci in sua memoria, mantenendo l’impegno da lui iniziato per aiutare la comunità e in particolare i bambini, ha donato all’Ospedale “Umberto I” di Lugo arredi e suppellettili per l’allestimento delle due sale d’aspetto del reparto di Pediatria, per un valore di  2204,59 euro.

Il denaro donato proviene da una raccolta fondi tenutasi in occasione del compleanno di Sante e in altre iniziative promosse dall’Associazione, con la finalità di aiutare i bambini e le famiglie nei momenti di maggiore fragilità. A raccogliere la somma hanno contribuito tanti amici che si sono impegnati affinché fosse raggiunto questo importante obiettivo.

La consegna è avvenuta questa mattina, alla presenza del drettore del Servizio di Pediatria, professor Federico Marchetti, e di alcuni membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

“Grande Sante” è da sempre molto sensibile al problema dei bambini e ogni anno dedica le sue raccolte fondi a sostegno dei più piccoli.

L’Azienda USL della Romagna ringrazia tutti i volontari dell’Associazione e coloro che hanno contribuito alla donazione per la sensibilità e generosità dimostrate.

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