Ha avuto luogo pochi giorni fa la simbolica consegna dell'"assegnone" di 2.500 euro, vale a dire il ricavato di una cena che l'associazione di Coriano "Festa per far Festa" ha organizzato nel novembre scorso, in occasione della Giornata mondiale del Prematuro, e devoluti all'associazione "La Prima Coccola" che sotiene i progetti del reparto di Terapia Intensiva Neonatale - Neonatologia dell'Ospedale "Infermi" di Rimini.

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Grande successo per il primo appuntamento delle “Letture a voce alta dei bambini” in ospedale a Forlì

 (1 febbraio)

Grande successo per il primo appuntamento delle letture a voce alta degli alunni della scuola elementare "Duilio Peroni" di Vecchiazzano nell’atrio del Padiglione Morgagni dell’ospedale di Forlì.

Successo per le letture recitate magistralmente da bambini e bambine di appena nove anni, per il valore “curativo” dato alla lettura e per gli “spettatori” che si sono fermati ad ascoltare con attenzione.

All’iniziativa, organizzata dal gruppo Ausl Romagna Cultura e  dalla scuola primaria  "Peroni" di Vecchiazzano era presente anche la Direzione Sanitaria del Presidio, rappresentata dalla dottoressa Elena Vetri, il dirigente scolastico della scuola, il prof. Luigi Abbate e il consigliere regionale Paolo Zoffoli, presidente della Commissione Politiche per la salute e politiche sociali e già insegnante proprio di scuola primaria.

«Le letture a voce alta sono intese come alleate preziose per affrontare e superare momenti delicati della vita spiega l'insegnante Lara Verni , promotrice dell’evento- e gli obiettivi sono in primis la promozione della lettura e dell'ascolto, l'insegnare ai bimbi a parlare di fronte ad un pubblico e il creare uno spazio sereno cui potranno prendere parte pazienti e utenti del nosocomio. L'associazione sportiva "Corri Forrest" di Forlì ci ha donato proprio qualche giorno fa un piccolo impianto di amplificazione che i bambini potranno utilizzare durante i loro interventi. Attrezzatura che resterà "in eredità" e in deposito all'Unità operativa di Pediatria forlivese, in modo tale che possa essere utilizzata ogniqualvolta se ne presenti la necessità». «Ringrazio - prosegue la docente il Dott Paolo Masperi dirigente del presidio ospedaliero e il Prof Luigi Abbate dirigente del nostro istituto Comprensivo, che hanno autorizzato e favorito la realizzazione del percorso; la Dott.ssa Tiziana Rambelli, Dirigente presso la UO Sviluppo Sistemi Relazionali dell’Ausl Romagna  che ha messo a disposizione la propria professionalità e ha consentito la relazione tra le due istituzioni: Ausl e Scuola; i tirocinanti del gruppo Ausl Romagna Cultura, Giada Lolli, Jader Mazzotti e Francesco Rivelli, coordinati dalla Dott.ssa Sonia Muzzarelli, che saranno un prezioso e valido supporto ai nostri giovani lettori; l’Associazione sportiva Corri Forrest, per la fornitura di questo impianto di amplificazione che i bambini potranno utilizzare durante i loro interventi, la Dott.ssa Manuela Badocco, ex bibliotecaria, autrice di libri per bambini, esperta lettrice di storie a voce alta e, per questo, punto di riferimento per la selezione dei testi da proporre durante le letture; il Centro Didattico Romagnolo, che si è reso disponibile a contattare autori per bambini e lettori volontari, che prossimamente interverranno in prima persona; l’ Associazione Genitori della Scuola Primaria “D. Peroni” e in particolare il Sig. Giorgio Fantinelli che ci hanno aiutato nella realizzazione del manifesto.”

L’insegnante ha letto al pubblico anche la lettera scritta dalla signora Manuela Badocco, ex bibliotecaria e riferimento per la selezione dei testi letti dai bambini:

Cari alunni della classe IV della Scuola Peroni, io sono Manuela e vi scrivo questa letterina perché ho saputo che state per intraprendere una bellissima avventura che riguarda la lettura a voce alta di storie. Siccome anch’io, per moltissimo tempo, ho letto storie ad alta voce alla Biblioteca Saffi di Forlì, dove lavoravo, ho pensato di esprimervi la mia approvazione e vorrei dire a voi e alle vostre insegnanti: “Bravi, anzi bravissimi!”Chi ama leggere sa bene che le storie contenute nei libri possono avere effetti molto positivi: rimedi contro la noia, consolazione per i piccoli crucci dell’esistenza, passaporti per viaggiare nel mondo, coccole e conforto nei momenti tristi, occasioni per scambiare libri e commenti e per consolidare le amicizie o allacciarne di nuove….

Pertanto voi, cari bambini, vi accingete a compiere un’impresa straordinaria: rendere partecipi altre persone delle storie che leggerete a voce alta. Oltretutto in un luogo come l’Ospedale Morgagni.

Il progetto che state per realizzare è quindi davvero speciale: leggere a voce alta le storie che vi piacciono, condividendole con pazienti, visitatori, medici, infermieri e con ogni persona che vorrà ascoltarvi avrà di certo effetti benefici. Arricchirà probabilmente quel luogo e quel tempo di luminosi significati. Penso che mettere a disposizione il vostro tempo e la vostra voce sia un dono molto prezioso”.

Infine ecco i nomi dei piccoli “lettori” che si sono alternati sul palco: Annalisa Bisceglia, Filippo Medri, Luca Forlani, Laura Farneti, Filippo Montanari, Bianca Nunziatini.

Le letture sono in programma per tutto l'anno scolastico, con cadenza mensile, o bimensile, a seconda della disponibilità degli insegnanti, e vi potranno assistere tutti gli utenti  e gli operatori dell'ospedale. Prossimo appuntamento già fissato per MERCOLEDÌ 22 FEBBRAIO dalle 9.30 alle 10.30,  sempre presso l' atrio del Padiglione Morgagni

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Si svolgerà venerdì 10 febbraio alle ore 18,30 presso il Circolo della Scranna (c.so Garibaldi, 82 – Forlì) un incontro sul tema “Jerome Lejeune, la scoperta della trisomia 21 e la ricerca di una cura per la sindrome di Down”, promosso dal Centro Culturale La Bottega dell’Orefice, in collaborazione con diverse organizzazioni del territorio,l' associazione Amici dell'Hospice e il patrocinio dell'Ausl Romagna, a cui interverrà il prof. Pierluigi Strippoli, docente di Biologia applicata presso l’Università di Bologna.

Strippoli, insieme alla dott.ssa Lorenza Vitale e ad altri specialisti, hanno avviato un’attività di ricerca che studia i meccanismi genetici alla base della sindrome di Down, al fine di individuare nuovi approcci terapeutici. A questo proposito lo scorso 22 aprile, la prestigiosa rivista Human Molecular Genetics ha pubblicato un articolo curato dal gruppo di ricerca di Strippoli, dal quale si evince che la regione critica responsabile dei sintomi principali della sindrome di Down corrisponde a meno di un millesimo dell’intero cromosoma 21 umano: questo risultato apre la strada alla ricerca in tale regione di geni associati alla sindrome di Down, la cui funzione potrebbe diventare il bersaglio di una terapia mirata. Questo risultato apre la strada alla ricerca in tale regione di geni associati alla sindrome di Down, la cui funzione potrebbe diventare il bersaglio di una terapia mirata.

Il Professor Pierluigi Strippoli è Professore Associato presso il Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale di Bologna. Ha al suo attivo oltre 125 pubblicazioni scientifiche.
Il focus della attività scientifica del Prof. Strippoli è rappresentato, a partire dagli studi pionieristici del Prof. Jerome Lejeune, da uno studio sistematico del genoma umano e, in particolare, del cromosoma 21, responsabile della Sindrome di Down, mettendo a punto e impiegando metodi di analisi bioinformatica, genomica e post-genomica per caratterizzare due nuove famiglie geniche identificate nel suo Laboratorio (Down Syndrome Candidate Region 1-like/DSCR1-like e CYYR1) nella ricerca della identificazione di nuove possibilità di cura specifica della sindrome.

Nelle ricerche “di una vita”, vi sono momenti in cui può accadere di “raccogliere i frutti” di quanto a lungo ricercato e seminato. Il recente “salto” qualitativo, che ha consentito al Professor Strippoli e al suo gruppo la pubblicazione su una delle maggiori riviste scientifiche di Biologia Molecolare (Systematic reanalysis of partial trisomy 21 cases with or without Down syndrome suggests a small region on 21q22.13 as critical to the phenotype. Pelleri MC,... Strippoli P, . .Hum Mol Genet. 2016 Apr 22) è consistito nella identificazione della "regione critica" per la sindrome di Down.

Tale identificazione non è sufficiente per la cura della Sindrome di Down, ma è assolutamente un gradino necessario per porre le basi per un affronto delle maggiori manifestazioni della stessa, fino a potersi ipotizzare, in un futuro, un approccio genetico o epigenetico con una possibilità di “definitività”.
Il Prof. Strippoli è invitato a Forlì a presentare le sue ricerche. L’incontro scientifico sarà completato dalla testimonianza della mamma di un bimbo e l’evento in sala sarà seguito da un momento conviviale in cui siano facilitati ulteriormente incontri e scambi di esperienze.

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Saranno i bambini della scuola elementare "Duilio Peroni" di Vecchiazzano a "confortare" pazienti, famigliari ma anche medici e operatori dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni", con le loro "Letture a voce alta" che prenderanno il via nel grande atrio del presidio sanitario a partire dal 1 febbraio

Il gruppo Ausl Romagna Cultura e la scuola primaria  "Peroni" di Vecchiazzano presentano il progetto "Letture a voce alta nell'ospedale di Forlì".

 «Le letture a voce alta sono intese come alleate preziose per affrontare e superare momenti delicati della vita spiega l'insegnante Lara Verni - e gli obiettivi sono in primis la promozione della lettura e dell'ascolto, l'insegnare ai bimbi a parlare di fronte ad un pubblico e il creare uno spazio sereno cui potranno prendere parte pazienti e utenti del nosocomio. L'associazione sportiva "Corri Forrest" di Forlì ci ha donato proprio qualche giorno fa un piccolo impianto di amplificazione che i bambini potranno utilizzare durante i loro interventi. Attrezzatura che resterà "in eredità" e in deposito all'Unità operativa di Pediatria forli vese, in modo tale che possa essere utilizzata ogniqualvolta se ne presenti la necessità». «Il racconto - prosegue la docente - è una forma di comunicazione naturale ed istintiva, è il primo modo di apprendere dei bambini ed è stato il primo modo di comunicare e di organizzare le conoscenze agli albori dell'umanità. Pensiamo solo alle fiabe, al patrimonio che rappresentano».

«Il Centro Didattico Romagnolo - conclude Verni - fornirà i libri da proporre come lettura e ha anche espresso la propria disponibilità a contattare autori per bambini che potrebbero intervenire in prima persona durante queste letture animate. Gli alunni saranno accompagnati da noi insegnanti e saremo sostenuti nell'attività anche da alcuni tirocinanti del gruppo Ausl Romagna Cultura, coordinati da Sonia Muzzarelli». Prevista anche la collaborazione saltuaria dell'associazione dei Vip Clown. 

Primo appuntamento fissato per MERCOLEDÌ 1 FEBBRAIO dalle 9.30 alle 10.30, presso l' atrio del Padiglione Morgagni

Le letture sono in programma per tutto l'anno, con cadenza mensile o bimensile a seconda della disponibilità degli insegnanti, e vi potranno assistere tutti gli utenti  e gli operatori dell'ospedale

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Giovan Battista Morgagni maestro di Lorenzo da Ponte, librettista di Mozart

A poche settimane dalla conclusione delle riprese in Romagna della docufiction sulla vita di Giovan Battista Morgagni, nata da un’ idea del gruppo Ausl Romagna Cultura e realizzata con il contributo dell’Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi, Daniele Versari di Estados Cafè e Grand Hotel di Forlì, un’ interessante “curiosità” sulla storia del fondatore forlivese della patologia moderna…. Sua Maesta’Anatomica fu maestro di Lorenzo da Ponte, il celebre librettista di Mozart. La lunga vita di Lorenzo Da Ponte (1749-1838), poeta, librettista, libraio, editore ed appassionato polemista, ha attraversato in modo personalissimo la storia letteraria e musicale d’Europa e d’America. Tuttavia il nome di Da Ponte è rimasto così vivo e celebrato durante i secoli quasi esclusivamente grazie ai tre libretti scritti per Mozart: le Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte. Nato nel ghetto ebraico di Cèneda (nel territorio della Repubblica di Venezia) col nome di Emanuele Conegliano, a quattordici anni fu convertito al cattolicesimo, assumendo il nome del vescovo che lo aveva battezzato. Lorenzo entrò nel seminario di Ceneda assieme al fratello Girolamo. Alla fine del 1769 passò al seminario di Portogruaro dove, l'anno successivo, prese gli ordini minori. Rimase in quell'istituzione dapprima come insegnante di retorica, quindi come vicedirettore. Ma Lorenzo aveva avuto sempre una grandissima attrazione per la medicina e in quell’anno decise di recarsi a Padova per seguire le lezioni del più famoso anatomista dell’epoca, Giovanni Battista Morgagni. Il patologo aveva la veneranda età di 87 anni, ma continuava ad insegnare e ad esaminare casi e proprio in quell’anno aveva ricevuto il titolo di Anatomicorum totius Europae Princeps dalla Natio Germanica. Ed era sempre il 1769…. l’anno in cui le opere del patologo forlivese furono tradotte per la prima volta anche in inglese e si diffusero in tutte le accademie e le università europee… L’incontro tra Morgagni e Da Ponte è testimoniato, da quel che ci risulta, solo in testi scritti in lingua inglese. “Da Ponte frequentò il corso tenuto da Morgagni all’Università Padova – scrive lo scrittore John Wakefield Francis, nel 1858, nel volume “Old New York “ – e ci descrive in particolare l’ultima lezione del professore. In quella memorabile occasione potè incontrare anche la nobile moglie di Morgagni e i suoi figli.” Il patologo forlivese aveva allora quasi novant’anni. “Da Ponte racconta – prosegue Francis – che il professore non era mai stato never more in earnest, never more powerful, never more eloquent, mai così ardente,potente ed eloquente come in occasione dell’ultima lezione …. Fece restare tutti gli studenti col fiato sospeso. Morgagni, infatti,oltre a possedere una grandissima statura professionale, era un elegante maestro di letteratura, un antiquario della ricerca, un esperto nella tradizione storica”. Lorenzo Da Ponte conobbe quindi il Morgagni in giovane età, ma ne restò profondamente colpito. In seguito iniziò la carriera d’insegnante di lettere latine e retorica, ma nel 1776, per aver composto alcune poesie ispirate al pensiero di Rousseau, fu licenziato dal seminario di Treviso e gli fu interdetto l’insegnamento in tutte le scuole dello Stato Veneto. Tre anni dopo, a Venezia, fu bandito dal territorio della Serenissima per quindici anni, a causa dei suoi comportamenti ritenuti immorali. Si rifugiò a Gorizia, abbandonata anche questa alla fine del 1781, dopo che una sua poesia aveva scatenato una furibonda contesa. Approdò quindi nella scintillante e favolosa Vienna. Da Ponte scrisse per vari musicisti dei libretti straordinari, che ottennero grande successo, ma tre sono quelli che gli diedero l'immortalità, i libretti scritti per Mozart. Dopo varie peregrinazioni in Europa, inizialmente si stabilì a New York, per trasferirsi poi a Filadelfia e, infine e definitivamente, a New York. Qui aprì una libreria e si dedicò all'insegnamento della lingua e della letteratura italiana, fino a divenire nel 1825 il primo professore di letteratura italiana nella storia del Columbia College. Dopo il fiorentino Carlo Bellini, Da Ponte fu infatti il secondo intellettuale italiano in assoluto ad insegnare in una università americana. Se vi interessa avere altre notizie sulla vita di Giovan Battista Morgagni, Sua Maestà Anatomica, patologo forlivese che tanto rinnovò la medicina moderna e influenzò la vita culturale della sua epoca… anticipiamo che tra fine gennaio e inizio febbraio sarà probabilmente diffuso il trailer della docufiction storica appena realizzata.

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E' nato da un gruppo di pazienti in ospedale e finira' sui palchi...il primo progetto italiano di percorso e spettacolo teatrale sul tema dell’obesità...

L' idea e' diventata realta' grazie all'Associazione Sartoria teatrale, i pazienti, alcuni medici e professionisti dell' Unita' Operativa di Chirurgia endocrina dell'ospedale di Forli, diretta dal dottor Alberto Zaccaroni, e di Geriatria, diretta dal dottor Giuseppe Benati, in collaborazione con il Comune di Forlì ,  il patrocinio del Comune di  Forlimpopoli,  dell'Ausl Romagna e del Gruppo Ausl Romagna Cultura, Casa Artusi e il contributo del gruppo Consorti Rotary Club di Forlì.

"Si tratta di un lavoro teatrale che  affronta il tema dell’obesità assieme ai  pazienti - spiegano i promotori- con in scena obesi attualmente  in cura ed ex obesi che hanno superato la condizione di malattia attraverso interventi all’interno dei reparti dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.Riteniamo che il linguaggio teatrale possa aiutare i pazienti ad affrontare positivamente il percorso di  guarigione e nel contempo offrire l’occasione ad un pubblico più ampio per superare i pregiudizi, gli stereotipi nei confronti di ammalati che non vengono considerati vittime di una malattia. Per infrangere lo stigma sociale di cui chi è affetto da obesità dolorosamente soffre. Un’occasione per far riflettere sul rapporto con il cibo, sulla corretta alimentazione, sulla necessaria prevenzione.Anche, perché no, sul bisogno di equilibrio e di bellezza di cui le nostre vite hanno bisogno. Per volersi  bene e quindi , stare bene in salute, con sé stessi e con gli altri. "

Oltre allo spettacolo teatrale (che esordirà al Teatro Diego Fabbri di Forlì la sera del 20 maggio 2017, con repliche mattutine per le scuole e che verrà in seguito presentato in altri teatri) e il laboratorio di costruzione dello stesso con i pazienti, il progetto prevede una serie di interventi nelle scuole di presentazione della tematica per la prevenzione, con un “format” agile ed efficace. Ogni intervento è  strutturato con una breve introduzione musicale e teatrale,con brani di letteratura sull’argomento, la testimonianza di un ex obeso, la spiegazione della problematica e dei percorsi di guarigione nonché di  prevenzione da parte dei chirurghi , psicologhe e nutrizionisti del gruppo di progetto . Sono previste inoltre prove aperte e mini-spot teatrali per accompagnare presentazioni e video nelle scuole superiori. 

Nel prosieguo del progetto , si prevede la costruzione di laboratori teatrali sul tema dell’obesità e dell’equilibrio nelle scuole primarie e secondarie.

Gruppo di Progetto e coordinamento :

Chirurghi (Alberto Zaccaroni, Dario Bettini, Caterina Marfisi)

- Nutrizionisti (Giuseppe Benati, Domenico Coppola, Valentina Soverini)
- Dietiste (Melissa Righi, Roberta Gasparoni)
- Psichiatra (Lucia Bacchiani)
- Psicologa (Maria Grazia La Pietra)

Paolo Frapoli- Imprenditore e cantante lirico

Stefania Polidori – Insegnante e giornalista

Fabrizio Sirotti –Musicista e regista teatrale

Denio Derni – Insegnante e regista teatrale

Sceneggiatura e Regia:

Denio Derni

Fabrizio Sirotti

Assistente alla regia :

Stefania Polidori

Scenografia:

Enrico Zambianchi

Perché un percorso teatrale sul tema dell’obesità?

"L'obesità - spiega Denio Derni, presidente di Sartoria teatrale - e' come l’anoressia, è prigionia. È spesso accompagnata o nasce addirittura da una depressione o al contrario da una sopravvalutazione di se stessi . Sentimento di onnipotenza o impotenza. Sia l’una che l’altra conducono a non riconoscere più la realtà. Di se stessi e del mondo. Il cibo, elemento di  piacere e di gioia che si trasforma in diabolico strumento di asservimento del corpo e della mente. Una droga come tante da cui è difficile liberarsi da soli. Stigma sociale. L’obeso è rifiutato e colpevolizzato. Isolato, lasciato solo. Nell’adolescenza, spesso è vittima predestinata del bullismo, condotto alla disperazione, all’auto colpevolizzazione. 

Ma il cibo è un piacere, fisico e culturale. Che ci fa stare bene. L’Organizzazione Mondiale della sanità ha aggiornato la definizione di salute: non è solo l’assenza di malattie ma benessere generalizzato, è stare bene con se stessi, nei rapporti con gli altri , nel mondo. E per questo benessere generalizzato non  si può escludere il gusto di una cena deliziosa. Ma tutti i piaceri hanno un lato oscuro, quando si attraversa il confine che conduce all’ossessione.

Un’alimentazione scorretta e incontrollata è una minaccia . 

E oggi , dall’Europa agli Stati Uniti l’abbondanza e la diffusione di cibi definiti giustamente :spazzatura” si portano appresso una serie di patologie collegate, dal cancro al diabete. 

Dall’altra parte si assiste ad un assedio ansiogeno che colpevolizza il cibo, con diete commerciali che puntano a tagliare i chili alla svelta,senza tenere conto della salute e dell’individuo nella sua interezza. Il pensiero e il piacere del cibo sono connaturati all’uomo. Le vivande sono cose buone da pensare, oltre  che da consumare. Sono segni di aggregazione , di creatività, di amore."

"Negli stadi più avanzati farcela da soli diventa impossibile - concludono gli organizzatori -  Ed ecco che  indispensabile diventano la scienza e l’essere solidali. La chirurgia bariatrica , accompagnata dall’assistenza psicologica possono portare il paziente alla guarigione. Accanto alla solidarietà sociale, al rifiuto dell’emarginazione e della ghettizzazione.Il messaggio dello spettacolo teatrale vuole essere appunto modificare il pregiudizio sulla condizione dell’obeso, lo stigma sociale che non fa altro che alimentare il problema; giungere alla consapevolezza della necessità della prevenzione , della ricerca dell’equilibrio e del benessere. Non è rivolto solo a chi soffre del problema dell’obesità. E’ rivolto a tutti, perché tutti siamo in qualche modo prigionieri delle nostre ossessioni , delle nostre ansie, delle nostre consolazioni. Tutti abbiamo bisogno di uscire da una 

qualche prigione.E lo possiamo fare solo attraverso la consapevolezza e il riconoscimento della bellezza.

Fino a diventarne golosi . Golosi della vita. Golosi del proprio bene"

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Lunedì, 09 Gennaio 2017 11:27

Un vino per i pazienti oncoematologici

Nuovo, importante gesto di sensibilità, da parte di un imprenditore riminese, nei confronti del servizio di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Tenuta Mara, tenuta vinicola biodinamica di proprietà della famiglia Emendatori, ha infatti donato 9000 euro al servizio, per mezzo dell’associazione Arop, costituita dai genitori dei piccoli pazienti e che sostiene il servizio stesso.

Tale donazione va a concludere il progetto ‘MaraMia 2012 for Children’ promosso in collaborazione al Lions Club Valle del Conca a partire dal dicembre 2015, e che metteva a disposizione del service un’edizione limitata di 600 bottiglie per le quali la pigiatura è opera dei ‘piedini’ dei nipotini di Giordano e Mara Emendatori, e dei loro compagni di classe.

La consegna della somma è avvenuta nei giorni scorsi e sarà utilizzata dall’associazione per sostenere alcuni progetti di miglioramento dell’assistenza di piccoli ammalati di tumore, e per le loro famiglie.

La consistenza della donazione permetterà anche di acquisire nuovi arredi per il reparto, finalizzati a coniugare la funzionalità delle attrezzature con l’accoglienza e la compliance dei piccoli pazienti. Si provvederà a rendere note le relative acquisizioni nel momento in cui saranno perfezionate.

Già in passato Tenuta Mara aveva provveduto all’acquisto di aste portaflebo per il reparto, con rivestimenti in pelouche nelle colorazioni di vari animali.

L’Azienda rinnova dunque la gratitudine nei confronti dell’imprenditore che con grande generosità e discrezione resta vicino a chi soffre, e dell’Associazione Arop.

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 Oggi, alle ore 11, presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Forlì, gli sportivi e i volontari dell’Associazione Corri Forrest hanno donato, in presenza del primario, dottor Enrico Valletta, della dott.Simona Bianchi della Direzione Sanitaria, della insegnante Lara Verini e della vicepreside della scuola primaria di Vecchiazzano, e di alcuni rappresentanti degli sponsor, le attrezzature acquistate dalla raccolta fondi effettuata in occasione della gara podistica del 23 ottobre scorso.
“L'evento  sportivo – spiegano gli organizzatori- ha permesso la raccolta di 5800 euro ricavati dagli sponsor e dalle donazioni dei ben 950 partecipanti. Con questi fondi abbiamo acquistato attrezzature utili alle attività del reparto, sei camere di espansione con relative mascherine, un saturimetro, un tiralatte e una bilancia pesapersone, nove televisori per le camere dei piccoli degenti e un lettore dvd.”
“Siamo una società podistica nata nel 2010 – proseguono –con sede a Terra del Sole e Fuga Forrest è stata per noi la seconda iniziativa benefica importante, dopo la TAR, Traversata italiana a piedi da Viareggio a Cesenatico, svoltasi nel maggio 2014 in collaborazione con Liferunner a favore di  progetto pro Istituto Tumori di Meldola del nostro socio-amico Sandro Valbonesi. Il nostro intento è trasformare la Fuga Forrest in un progetto duraturo e continuativo ed è per questo che, il 22 ottobre 2017, ne riproporremo la seconda edizione”

Ma il reparto di Pediatria non e' stato l’unico a beneficiare della “befana” della Corri Forrest.
“Con i fondi raccolti  - aggiungono - abbiamo pensato di sostenere anche il progetto "Letture a voce alta" nell’ospedale di Forlì  della scuola primaria "D.Peroni" di Vecchiazzano, con il sostegno del gruppo Ausl Romagna Cultura. Il progetto, proposto dall’insegnante Lara Verni, inizierà nel 2017 e prevederà delle letture di brani, da parte dei piccoli studenti, nella “piazza” dell’ospedale. Gli obiettivi sono la promozione della lettura e dell’ascolto, insegnare ai bimbi a parlare di fronte ad un pubblico, creare uno spazio sereno cui potranno prendere parte pazienti e utenti del nosocomio. L’associazione sportiva Corri Forrest di Forlì, in particolare, ha donato un piccolo impianto di amplificazione che i bambini potranno utilizzare durante tali letture. Ci si propone di lasciare tale attrezzatura “in eredità” e in deposito presso l’U.O. di Pediatria in modo tale che possa essere utilizzata ogniqualvolta ce ne sia la necessità.”
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Mercoledì, 21 Dicembre 2016 10:55

Concerto di Natale dell'Ail a Rimini

Si svolgerà nel pomeriggio di venerdì 23 dicembre, con inizio alle ore 16:30, il Concerto di Natale di RiminiAIL Onlus (Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma Sezione provinciale di Rimini), organizzato in collaborazione con il Distretto Musica Valmarecchia e con Ausl Romagna. L'evento si svolge nell'Aula G dell'Ospedale "Infermi" di Rimini (padiglione Flaminio, ingresso principale sulla via onomina). Tutti i dettagli nella locandina .

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Lunedì, 19 Dicembre 2016 17:55

Un gioiello per aiutare un bimbo prematuro

Si chiamano “La Prima Coccola”. Sono braccialetti e ciondoli realizzati dal brand sammarinese “Marlù Gioielli” creato nel 2001 dalle tre sorelle Fabbri: Morena, Monica e Marta. Prendono il nome della realtà di volontariato che opera all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale Neonatologia dell’OspedaleInfermi” di Rimini, diretto dalla dottoressa Gina Ancora.

Saranno in vendita al pubblico dal primo gennaio nei 9Marlù Store”, i negozi monomarca del brand sammarinese. Due a Napoli, uno rispettivamente a Bologna, Ancona, Perugia, Terni, Parma, Riccione e l’ultimo nella capitale serba, Belgrado.

Il progetto nasce dall’esperienza personale di Marta Fabbri e dal desiderio della sua famiglia di offrire un sostegno concreto alla “Prima Coccola” e alla struttura neonatale dell’ospedale riminese: “Sono stata una delle ricoverate del reparto. Non ho trovato solo cure efficaci e qualificate, ma un personale medico e paramedico ricco di umanità e attenzione. Con loro lavorano ogni giorno i volontari della ‘Prima Coccola’. Quanto fanno è straordinario - spiega la più giovane delle tre sorelle Fabbri e direttrice marketing e comunicazione di Marlù – per sostenere il loro impegno, abbiamo offerto il contributo di quanto sappiamo fare nella nostra azienda. Abbiamo realizzato una prime serie di 600 tra bracciali e ciondoli chiamati ‘Prima Coccola’ e li abbiamo donati all’associazione. Con grande successo li hanno venduti durante le manifestazioni a cui partecipano. Visto il risultato ottenuto abbiamo fatto un nuovo passo. Da inizio anno quei gioielli entrano in pianta stabile nel nostro catalogo. Sosterremo l’associazione versando loro quanto raccolto ogni 12 mesi e aggiorneremo ogni tre mesi chi li ha acquistati su come progredisce il progetto sia sul nostro sito sia sui nostri canali social”.

L’immagine di questa serie speciale di monili, si lega ed evolve quella della linea “storica” e di maggiore successo di “Marlu”: “Nel Mio Cuore”. Rielaborata e rivisita per essere ancora più calda e emozionante per chi la indossa da Morena Fabbri, direttore creativo del brand sammarinese.

Marlù Gioielli” nasce nel 2001 a San Marino e in poco tempo è diventata anche realtà internazionale, con prodotti distribuiti in 4 Paesi del nostro continente. Due anni fa l’apertura del primo store a Riccione e in soli 24 mesi i negozi targati “Marlù” sono arrivati a 9. Mentre, le sue creazioni sono a disposizione in più di 1.000 gioiellerie italiane.

 L’Associazione “La Prima Coccola” raggruppa famiglie di bimbi nati pretermine e sostiene il reparto dell’Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale – Neonatologia dell’Ospedale “Infermi” Rimini con progetti, donazioni, fundrising. Esempio più recente, la stipula di una convenzione con l’Associazione Albergatori di Rimini grazie alla quale le famiglie dei piccoli pazienti che risiedono lontano da Rimini hanno prezzi agevolati in varie strutture alberghiere locali, e possono così stare più vicine al loro bimbo.

Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale Neonatologia dell’OspedaleInfermiRimini

Un neonato su 10 nasce prima del tempo, vuol dire che in Italia nascono circa 50.000 prematuri all’anno e che ogni anno ci sono circa 700.000/1.800.000 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni ex-prematuri. Si tratta di bambini e famiglie con bisogni speciali, soprattutto quelli nati di peso inferiore al chilo e mezzo che rappresentano circa la decima parte di tutti i prematuri.

A Rimini negli ultimi anni è cresciuta sensibilmente l’assistenza a neonati di peso alla nascita inferiore al chilo e mezzo che sono attualmente circa 60 ogni anno. Questo dato pone Rimini tra le 3 maggiori Terapie Intensive Neonatali della Regione Emilia-Romagna. Più della metà dei neonati di peso molto basso proviene da fuori provincia/regione. Nel reparto i piccoli pazienti possono contare sulle attrezzature più avanzate per l’assistenza respiratoria, per la prevenzione del danno cerebrale, per la nutrizione parenterale e per il monitoraggio non invasivo. L’obiettivo prioritario dello staff della TIN di Rimini è curare le malattie proteggendo al contempo il rapido sviluppo cerebrale di questi neonati. Tale obiettivo viene realizzato in collaborazione con le famiglie, che accedono liberamente al reparto in tutte le ore del giorno. Durante la permanenza in reparto uno staff esperto in cure individualizzate, in collaborazione con la psicologa, si prende cura del coinvolgimento graduale e progressivo dei genitori nell’accudimento dei loro bambini allo scopo di rafforzare il ruolo genitoriale in famiglie in cui le aspettative di gioia legate alla nascita sono state bruscamente mutate in profonde preoccupazioni.

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