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E' stato donato, in questi giorni, alla Unità Operativa di Cardiologia di Forlì, diretta dal dottor Marcello Galvani, un moderno apparecchio di monitoraggio delle funzioni vitali Un gesto di  grande sensibilità da parte della famiglia Milanesi-Fiumi , a nome della signora Romana Fiumi, verso un reparto che assiste circa millecinquecento pazienti all'anno.
Il  monitor polifunzionale, già disponibile presso  il reparto di Degenza dell'Unità Operativa di Cardiologia  di Forlì è l'apprezzatissima donazione, frutto della generosità di Antonella Milanesi per ringraziare dell'elevato livello assistenziale del quale ha goduto la mamma Romana Fiumi.
L'apparecchiatura  permetterà il rapido riconoscimento di condizioni critiche per la salute dei cardiopatici ricoverati, facilitando l'intervento infermieristico e medico a garanzia del paziente. "Sono particolarmente grato per questa donazione - spiega il  primario, dottor Marcello Galvani - in quanto attesta, ancora una volta, la sensibilità dei nostri cittadini nei confronti dell'equipe cardiologica, dando significato profondo al nostro impegno quotidiano."

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Sabato prossimo, 16 febbraio, dalle ore 9 alle ore 11, la Cardiologia dell’Ospedale di Lugo organizza un incontro aperto a tutta la cittadinanza per approfondire ed informare sugli aspetti delle malattie cardiovascolari e dell'educazione al corretto stile di vita per prevenirle. L’iniziativa si inserisce nella “Settimana per il tuo cuore” promossa da A.N.M.C.O.. Dopo un momento di relazione frontale sul tema, per chi lo desidera verrà  effettuata la misurazione della pressione ed  eseguito l’elettrocardiogramma ; sarà consegnato materiale illustrativo.

Presso la Cardiologia dell’Ospedale di Lugo nel 2018 sono stati effettuati circa 700 ricoveri più 50 in day hospital e 1.500 prestazioni a pazienti di Pronto Soccorso. Si aggiunge attività ambulatoriale per pazienti interni (6.400 prestazioni) ed esterni (circa 17.000).

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Sabato 16 febbraio, dalle ore 9 alle ore 11, l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Lugo organizza un incontro aperto a tutta la cittadinanza per approfondire ed informare sugli aspetti delle malattie cardiovascolari e dell'educazione al corretto stile di vita per prevenirle e scompenso cardiaco.

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Ancora un’importante apparecchiatura donata alla sanità romagnola. Si è svolta nei giorni scorsi, nella sala riunioni del reparto di Cardiologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, una sobria cerimonia inaugurativa di un nuovo ecocardiografo donato dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) all’ospedale di Rimini e in particolare alla Cardiologia. Già alcuni anni fa l’istituto di credito aveva offerto al reparto, guidato dal dottor Giancarlo Piovaccari, un’apparecchiatura diagnostica all’avanguardia. Questo nuovo apparecchio rappresenta un importante tassello per la presa in carico sempre più puntuale e all’avanguardia dei pazienti con patologie dell’apparato cardiovascolare.

All’evento erano presenti Giosuè Boldrini (presidente di Bper Credit Management), Giuliano Lugli (Responsabile della Direzione Territoriale Bper Banca della Romagna), il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il direttore dei Presidi ospedalieri del Riminese Romeo Giannei, il direttore del Dipartimento di Malattie cardiovascolari dell’Ausl Romgna (e della cardiologia ospedaliera riminese) Giancarlo Piovaccari, con la sua equipe.

L’apparecchio donato è un ecocardiografo di ultima generazione attraverso il quale si effettuano ecografie del cuore. I cardiologi ricorrono all'ecocardiogramma quando sospettano la presenza di una malattia cardiaca, come ad esempio un danno del miocardio, uno stato di insufficienza cardiaca, una valvulopatia o un difetto congenito del cuore. Il valore dell’apparecchio donato alla Cardiologia riminese è di circa 45mila euro. “Proprio nei giorni scorsi – ha raccontato il professor Piovaccari – abbiamo svolto una formazione interna sull’utilizzo più efficace di apparecchiature di questo tipo. Con questo nuovo apparecchio avremo una ulteriore capacità ‘produttiva’ di circa cinquemila esami l’anno, e aggiorniamo i maniera significativa gli ecocardiografi di cui disponiamo. Ulteriore valore aggiunto risiede nel fatto che è un apparecchio mobile e che quindi si può ancor meglio adattare alle esigenze dei pazienti”.

Giosuè Boldrini ha sottolineato: “Ormai da diversi anni un proficuo rapporto di collaborazione lega BPER Banca all’Ospedale di Rimini e più in generale alla Sanità di questo territorio. L’importanza della donazione è avvalorata anche dal fatto che in questa struttura sono impegnati esperti di altissimo livello che quotidianamente studiano e lavorano per la salute delle persone”.

 

Giuliano Lugli ha a aggiunto che “per BPER Banca l’impegno sociale è una tradizione che ha basi sin dalla fondazione. Gli interventi dell’Istituto contemplano iniziative che spaziano dal campo culturale a quello ricreativo, con attenzione costante alle nuove generazioni, ma anche alle fasce più deboli della cittadinanza: l’ambito della Sanità è quindi di primaria importanza perché incide direttamente sul livello di benessere di una comunità, per cui è una grande soddisfazione aver concluso un’operazione in cui i primi beneficiari saranno proprio i pazienti romagnoli”.

Chiusura dei lavori a cura del direttore generale Tonini il quale, oltre ovviamente ad esprimere autentici e sentiti ringraziamenti alla Bper, ha assicurato il massimo impegno “dell’Azienda e di ogni suo operatore, nel mettere ‘a buon frutto’ questo prezioso apparecchio”. Ha quindi colto l’occasione per ribadire come “la cardiologia riminese sia uno dei nostri fiori all’occhiello, soprattutto grazie all’indefesso lavoro del dottor Piovaccari. Ma in generale, se prevarrà, al nostro interno, il senso di unità, continueremo ad erogare servizi sempre più puntuali ed appropriati a tutta la popolazione dell’intera Romagna. Anche per meritare la fiducia della società che sempre più spesso aiuta il sistema sanitario pubblico a dare il meglio. E’ una cosa molto bella, dobbiamo continuare con questa virtuosa relazione. Faremo quando dovuto per meritarcelo”.

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Martedì, 15 Gennaio 2019 18:02

Tre nuovi primari all'ospedale di Ravenna

Nelle ultime settimane, a seguito di apposite procedure, la Direzione Generale dell’Ausl Romagna ha nominato tre nuovi direttori di Unità operativa per l’ambito di Ravenna. Si tratta del dottor Andrea Rubboli per la Cardiologia e del dottor Marco Domenicali per la Medicina interna e del dottor Maurizio Menarini per la Centrale Operativa 118 Romagna ed Emergenza Territoriale della Provincia di Ravenna.

I tre professionisti stanno prendendo servizio in questi giorni. Si è dunque data una guida stabile e definitiva a tre servizi molto importanti e rispetto ai quali vi era forte attesa.

Il dottor Rubboli viene dall’Ospedale Maggiore e aveva già lavorato all’ospedale di Ravenna per circa due anni prima di recarsi a Bologna, ma ha avuto esperienze lavorative anche a Vicenza, Riccione e, sempre a Bologna, all’Ospedale “Sant’Orsola – Malpighi”. Laureatosi e specializzatosi all’Università di Bologna, il professionista ha maturato esperienze formative e lavorative anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti, in Svezia e in Svizzera.

Il dottor Domenicali è medico geriatra, laureatosi e specializzatosi all’Università di Bologna rispettivamente nel 1996 e nel 2000. Dopo varie esperienze all’estero è stato nominato professore associato  di Medicina Interna presso l’Alma Mater felsinea.

A questo proposito, sempre sul fronte medicina interna  si conferma la volontà della Direzione aziendale di procedere, dopo l’insediamento del nuovo direttore e una volta stabilizzato l’organico medico, con il progetto, già da tempo annunciato, di separazione dei due piani della Medicina Interna, prevedendo una Struttura Complessa a gestione ospedaliera con orientamento internistico/lungodegenza/post-acuzie, la quale avrà la responsabilità di circa 116 posti letto (somma dei 60 di un piano, dei 10 della cosiddetta “Medicina 3”, dei 27 della Lungodegenza di Cervia e dei circa 19 posti letto presenti in Post Acuti ma in carico alla Medicina Interna) ed una Struttura Complessa a gestione universitaria che, pur operando sempre nell’ambito della disciplina internistica svilupperà maggiori competenze in settori più specialistici e alla quale sarà affidata la responsabilità dei 60 posti letto di un altro piano. Tutto ciò rappresenta un evidente arricchimento dell’ospedale, che potrà così beneficiare del prezioso apporto della ricerca associata alla pratica clinica, in un connubio virtuoso, con innegabili riflessi sull’assistenza offerta ai pazienti. Successivamente sarà poi bandito il concorso per il Direttore della Medicina Interna a gestione ospedaliera.

Il dottor Menarini si è anch’egli laureato e specializzato (in “Anestesia e rianimazione”) a Bologna col massimo dei voti. Ha lavorato presso il “Sant’Orsola – Malpighi” e successivamente, e fino ad ora, presso l’Ospedale Maggiore di Bologna, dove era responsabile medico dell’Elisoccorso. Docente presso l’università di Bologna è stato organizzatore e relatore di vari congressi medici, nazionali e internazionali, e ha all’attivo numerose pubblicazioni.

Si coglie l’occasione per ricordare che, solo per le strutture dell’ambito territoriale di Ravenna, tra il 2016 e il 2018, sono state 15 (Ematologia, Gastroenterologia, Oncologia, Neurologia, Geriatria, Anatomia patologica ed Ostetricia - Ginecologia, Centro di salute mentale e Neuropsichiatria infantile e Direttore di  Distretto per Ravenna; Chirurgia generale per Faenza; Pronto soccorso - Medicina d’urgenza, Medicina interna e Direzione medica per Lugo, e ancora direzione del Dipartimento di Cure primarie di Ravenna - Faenza - Lugo). Vale a dire più di uno ogni due mesi e mezzo…  Si stanno già preparando inoltre le procedure selettive, che saranno espletate nei prossimi mesi, per le unità operative di Prevenzione oncologica e Chirurgia vascolare di Ravenna, Otorinolaringoiatria di Lugo, Medicina interna di Faenza e Direzione Infermieristica e tecnica per l’intero ambito territoriale di Ravenna.

A livello aziendale, nello stesso periodo, sono state 51 le unità operative “coperte” nel medesimo periodo (quasi una e mezzo al mese).

Questo non significa certo che va tutto bene, nessuno dice questo, e molte cose ancora ci sono da fare (tanto per citare, oltre ad espletare i concorsi di cui sopra, completare l’implementazione della rete oncologica e della rete delle cure palliative romagnola, proseguire coi lavori di edilizia sanitaria per migliorare ulteriormente tutti i presidi) ma pare difficile negare che la base di partenza sia tutt’altro che negativa.

 

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E’ stato effettuato nei giorni scorsi, presso l’Ospedale “Umberto I” di Lugo, un importante intervento per l’impianto di un pacemaker in una paziente ultracentenaria. La paziente era affetta da una grave patologia cardiaca che metteva a forte rischio la sua vita, anche in relazione all’età: 105 anni.

La dottoressa Ida Rubino, dell’equipe dell’unità operativa di Cardiologia del nosocomio lughese, ha dunque impiantato un pacemaker definitivo per blocco atrio-ventricolare di terzo grado. Una procedura molto rara in pazienti così anziani, sebbene ne sia stata portata a termine con successo una analoga, sempre all’Ospedale di Lugo, e sempre su una paziente della stessa età, anche nel 2012. E sono, a partire dal 2005 ad oggi, tre gli impianti su ultracentenari, su un totale di circa 800 interventi di questo tipo.

La paziente, che è residente presso una struttura del lughese, ha potuto così far rientro al proprio domicilio dopo 48 ore dall’intervento.

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L’A.USL Romagna lancia una nuova campagna informativa per riconoscere i sintomi dell’INFARTO e dell’ICTUS e chiamare subito il 118

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Venerdi scorso, presso la sala di emodinamica dell’Ospedale Morgagni  - Pierantoni  di Forlì, è stato effettuato un delicato intervento di angioplastica coronarica.

“Il caso si presentava con un raro aneurisma coronarico ad elevato rischio di rottura, tuttavia non trattabile chirurgicamente per le condizioni estremamente critiche del paziente”  - spiega il dott. Marcello Galvani, direttore della UO di Cardiologia di Forlì,  reparto in cui era ricoverato il paziente."

L’intervento è stato effettuato dal dott.Fabio Tarantino, responsabile della UO di Emodinamica provinciale Forlì-Cesena, e dalla sua équipe .

“Si trattava di una condizione insolita per noi cardiologi interventisti – chiarisce il dott.Tarantino – nella quale l’obiettivo principale era dato non tanto dall’aprire una coronaria ostruita, quanto invece dal chiudere un tratto di arteria e sigillare l’aneurisma coronarico in modo da impedirne la rottura che avrebbe avuto conseguenze gravissime per il paziente”. L’intervento è stato possibile tecnicamente grazie al lavoro di équipe e all' esperienza maturata nel nostro centro con tecniche endovascolari di embolizzazione degli aneurismi periferici e viscerali, attività che viene svolta qui da noi in collaborazione con i chirurghi vascolari”.

“La cardiologia interventistica è sicuramente un fiore all’occhiello della sanità romagnola con tre centri di riferimento che effettuano circa 3000 interventi di angioplastica coronarica di cui più di 600 in emergenza nell’infarto miocardico – afferma il dott. Giancarlo Piovaccari direttore del Dipartimento Cardiovascolare della AUSL della Romagna – ed è formata da ottimi professionisti riconosciuti in ambito nazionale ed in grado di trattare situazioni anche complesse come quella affrontata dal dott.Tarantino. " 

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"Come vivere dopo l’infarto: potrò tornare come prima?" Programma educazionale rivolto ai cittadini forlivesi con malattia coronarica
Sede: Sala Riunioni Fondazione Cardiologica Sacco, P.zza F.lli Ruffini, 6,  Forlì
 
"Il programma, alla sua quarta edizione, si pone l' obiettivo di favorire la partecipazione attiva del paziente (e dei suoi famigliari) al piano di cura redatto al momento della dimissione dall’Ospedale. E’ infatti scientificamente dimostrato che,  nei mesi e negli anni successivi all’infarto, l’aderenza alle terapie prescritte e l’adozione di un corretto stile di vita riduce al minimo (meno del 1% all’anno) la probabilità di nuove ricadute della malattia. Al fine di ottenere questo entusiasmante risultato è però necessario un forte impegno da parte di tutti i protagonisti del processo di cura (paziente, famigliari, operatori sanitari), basato sulla condivisione delle finalità, degli interventi  sanitari e della verifica dei risultati di questo confronto.  Il programma è articolato in una serie di riunioni su temi specifici (della durata di 2 ore circa) in cui medici ed infermieri illustreranno ai partecipanti cos’è l’infarto miocardico, come viene curato e gli stili di vita da adottare dopo l’evento acuto. Verrà dato il più ampio spazio alle domande dei partecipanti che potranno approfondire con gli operatori sanitari i temi trattati."
 
Programma
 
Sabato 10 marzo 2018 ore 9:30
Cos’è l’infarto miocardico e come viene curato
 
Sabato 17 marzo 2018 ore 9:30
I farmaci necessari una volta a casa
 
Sabato 24 marzo 2018 ore 9:30 
I corretti stili di vita
 
Per domande rivolgersi alla Sig. Patrizia Dall’Agata, Associazione Cardiologica Forlivese, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, tel. 0543 31787.
 
 
Docenti:
Marcello Galvani, Presidente Associazione Cardiologica Forlivese e Direttore UO Cardiologia, Ospedale Morgagni
Donatella Ferrini, Associazione Cardiologica Forlivese
Ottorino Catapano, Responsabile Ambulatorio Coronarico, UO Cardiologia, Ospedale Morgagni
Barbara Forti, Infermiera UO Cardiologia, Ospedale Morgagni
Caterina Radogna, Infermiera UO Cardiologia, Ospedale Morgagni
Tania Ballestra, Infermiera UO Cardiologia, Ospedale Morgagni
Meris La Corte, Infermiera UO Cardiologia, Ospedale Morgagni
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Il programma 2018 dell’Associazione Cardiologica Forlivese sarà il tema della puntata di Salute Informa, condotta da Saverio Ruggeri, che andrà in onda su VIDEOREGIONE ROSSA / canale 12 sul telecomando il: 01/01/18 ore 18:00, il 02/01 ore 08:15; su VIDEOREGIONE BLU / canale 112 il: 02/01/18 ore 22:30 e il 03/01/18 ore 06:00.

Le iniziative verranno  presentate dal Dr. Marcello Galvani, che ne è presidente.

Da oltre un anno tutti i pazienti dimessi dalla Cardiologia forlivese, a seguito di infarto miocardico, vengono infatti invitati a partecipare ad una serie di incontri, dal titolo "Come vivere dopo l’infarto: potrò tornare come prima?", che hanno come obiettivo insegnare ad affrontare le delicate tematiche che il paziente dovrà superare una volta rientrato  al suo domicilio: dalla corretta assunzione dei farmaci ai corretti stili di vita.

Ai pazienti partecipanti,gruppi di circa 30 persone ( il ciclo di incontri viene ripetuto 4 volte all’anno), viene somministrato anche un questionario sulla qualità di vita. Dall’analisi dei risultati è emerso che i partecipanti agli incontri dichiarano una buona salute fisica (a testimonianza dell’efficacia delle cure alle quali sono stati sottoposti nella fase acuta della malattia), ma una qualità incerta della condizione psicologica.

In particolare ,sono risultati particolarmente bassi i punteggi riguardanti la percezione del ruolo della persona all’interno del contesto sociale. “E’ per questa ragione” dichiara il Dr. Galvani, “che insieme a coloro che stanno collaborando con entusiasmo al programma , il Dr. Ottorino Capatano, responsabile dell’Ambulatorio Coronarico dell’UO, le infermiere professionali Meris La Corte, Caterina Radogna e Barbara Forti, abbiamo ritenuto opportuno cominciare a fornire ai nostri pazienti un adeguato supporto psicologico.

Grazie alla sincera disponibilità del Dr. Domenico Grandini, che è stato per lungo tempo Direttore dell’UO di Psicologia del nostro Ospedale, siamo ora in grado di aiutare i nostri pazienti anche da questo punto di vista”.

Il Dr. Grandini ha già iniziato la sua attività, coordinando il confronto all’interno del primo gruppo di pazienti. “Già da questo incontro” sottolinea il Dr. Grandini, “emerge la ricaduta emotiva prodotta dagli eventi cardiologici: condizionamenti verso la vita lavorativa, ansie e paure verso il futuro, vissuti ansiosi rilevati da familiari, conflitti e dubbi sulla integrità corporea ecc..

La comunicazione circolare, elemento centrale della dinamica del gruppo, ha permesso a ciascun partecipante di farsi conoscere da tutti gli altri e il condividere le medesime esperienze ha dato luogo ad un senso di vicinanza”.

Nella trasmissione televisiva verrà  dato anche ampio spazio al tema dell’insegnamento della rianimazione cardio-polmonare come elemento di miglioramento della nostra comunità.

Proprio con questo obiettivo l’Associazione Cardiologica Forlivese ha stretto rapporti con la l’Associazione VIVA, che da anni cura l’insegnamento della rianimazione cardio-polmonare nelle scuole del forlivese. Come ci illustreranno Debora Bombardi e Sandra Nocciolini, coordinatrici infermieristiche forlivesi del gruppo VIVA, l’arresto cardiaco avviene nel 70% dei casi in presenza di testimoni e solo nel 15% di questi vengono praticate le manovre rianimatorie di base in attesa della defibrillazione precoce da parte del 118. “Se riuscissimo ad aumentare la percentuale dall’attuale 15% al 50-60% dei casi” dettaglia Debora Bombardi, “ potremmo salvare circa 100.000 persone all’anno in Europa e circa 15 nella nostra Forlì”. “Il team forlivese di VIVA è composto da personale infermieristico e medico dell’emergenza (Cardiologia, Rianimazione, Pronto Soccorso, 118)” prosegue Sandra Nocciolini, “che partecipa all’iniziativa nazionale; quest’ultima si svolge generalmente la terza settimana del mese di ottobre. VIVA organizza anche una serie di incontri formativi durante tutto l’anno, in particolare nelle scuole medie e superiori. Nell’anno 2017 abbiamo realizzato un Progetto denominato “SALVA UNA VITA” che ha coinvolto 5 scuole medie e nello specifico gli studenti delle classi 3”.

L’obiettivo, ambizioso, della collaborazione tra Associazione Cardiologica Forlivese e gruppo VIVA è di assicurare l’insegnamento della rianimazione cardio-polmonare di base in tutte le scuole di Forlì.

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