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Sabato 30 marzo, alle ore 16, a Faenza, presso Faventia Sales (via San Giovanni Bosco, 1 ) si svolgerà l'incontro pubblico dal titolo "Obesità e disturbi del comprtamento alimentare in età evolutiva: il pericolo delle diete 'fai date'.

L'evento è promosso dall'Associazione "SulleAlidelleMenti" e dal "Centro per le famiglie" in occasione della VIII Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla.

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Con l’attivazione del nuovo servizio di Commissione medico legale per le patenti - che partirà dal prossimo 10 aprile presso la sede dell’Unità operativa “Medicina Legale” sita  in via Golfieri 4 (centro “Marconi”), e le cui prenotazioni, come annunciato, sono già aperte - servizio prima assente a Faenza e per il quale era necessario recarsi a Ravenna - viene rivista la collocazione di alcuni servizi territoriali, nell’ottica di offrirli alla cittadinanza in maniera il più possibile coordinata, coerente, ed in spazi adeguati e confortevoli.

Nello specifico:

  • Servizio di Continuità Assistenziale (Ambulatorio diurno prefestivi e festivi Guardia Medica) - risponde a tutta la popolazione distrettuale e a partire dal 16 febbraio sarà collocato nella sede di “Faenza  centro nord” (presso centro commerciale “La Filanda”) via della Costituzione 28/50, Faenza;
  • Ambulatorio infermieristico per la gestione delle patologie croniche - verrà collocato, dal 15 febbraio prossimo, presso la struttura  del nucleo di cure primarie di San Giuliano  (per la parte afferente al nucleo di medici di Via San Giuliano 1, Faenza).
  • Ambulatorio infermieristico per le attività prestazionali - attualmente attivo in via Golfieri, verrà a sua volta collocato, sempre dal 15 febbraio, presso la struttura “Faenza centro nord” via della Costituzione 28/42, Faenza, al piano terra e dunque di facile accesso per il cittadino, ha l’obiettivo di:

-       Rispondere ai bisogni assistenziali del cittadino, attraverso l’erogazione di prestazioni infermieristiche,

-       Fornire alla cittadinanza un punto di ascolto sanitario che faciliti l’orientamento e l’accessibilità ai vari servizi sanitari,

-       Garantire la presa in carico dei cittadini attraverso la continuità assistenziale tra ospedale e servizi sanitari territoriali,

-       Promuovere l’attività di prevenzione ed educazione alla salute,

-       Garantire risposte appropriate ai bisogni di assistenza infermieristica della popolazione attraverso la pianificazione per obiettivi e la predisposizione di percorsi d’assistenza integrati con altri professionisti;

  • Commissione medico legale per il riconoscimento della disabilità – sarà operativa presso la sede di via Golfieri 4 (centro “Marconi”) dal 4 marzo;
  • Commissione medica patenti – traseferita in via Golfieri. Si tratta della “Commissione di tipo 1” e quindi potranno essere visitati i residenti del Distretto di Faenza previa prenotazione. E’ già possibile rivolgendosi agli sportelli CUP aziendali (non è prevista la prenotazione via Cuptel e Farmacup, cioè nelle farmacie). E’ mirata a:

-       coloro che sono affetti da malattie cardiovascolari, diabete, malattie endocrine, malattie del sistema nervoso, malattie psichiche, epilessia, sindrome delle apnee notturne, malattie degenerative progressive dell’occhio,

-       coloro che effettuano la dialisi,

-       coloro che hanno subito un trapianto d’organo,

-       i titolari di patente C-CE con  età superiore a 65 anni,

-       i titolari di patente D-DE con età superiore a 60 anni,

-       coloro che necessitano di attestato annuale di idoneità professionale per le patenti di categoria C-CE-D-DE,

-       coloro che hanno avuto provvedimenti di revisione ai sensi dell’art.187 Codice della Strada (guida sotto l’influenza di sostanze psicotrope e/o stupefacenti).

Tali soluzioni logistiche e organizzative sono mirate a collocare ogni attività nella sede più appropriata e consona. L’ambulatorio per le prestazioni infermieristiche nella sede di “Faenza  centro nord” si integra con altri servizi già presenti per i cittadini, quale l’ambulatorio specialistico cardiologico, il punto prelievi, l’assistenza infermieristica domiciliare, la medicina dello sport, il consultorio familiare e pediatrico.

   

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Torna a Faenza l’annuale ciclo di incontri gratuiti “Parole Stupefacenti” promossi dal Servizio Dipendenze Patologiche di Faenza, Azienda USL della Romagna e dai Servizi Sociali dell’Unione della Romagna Faentina. Sei appuntamenti in programma da sabato 27 ottobre a mercoledì 28 novembre, che si propongono di offrire una lettura, non solo strettamente sanitaria ma anche sociale, economica e culturale, sulle tematiche dell’uso e abuso di sostanze psicoattive e su tutti i comportamenti a rischio legati al quotidiano che possono diventare vere e proprie patologie.

Filo conduttore dell’intero ciclo di conferenze, giunto alla diciottesima edizione, è  quest’anno il tema ‘modernità e post modernità’. Gli incontri, condotti da esperti e aperti alla cittadinanza, sono rivolti in particolare agli operatori dei servizi sanitari e sociali del territorio, agli insegnanti, agli educatori, agli studenti e a tutti coloro interessati a questi temi.

Si apre sabato 27 ottobre alle ore 16, nella sala n.5 di Faventia Sales ( via San Giovanni Bosco 1, Faenza) con l’incontro “Le società postmoderne: trasformazione, mutazione, espansione". Interverranno: il Sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il Direttore del Distretto Faenza e Lugo dell’Ausl Marisa Bianchin e il medico chirurgo, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, antropologo all’Università Cattolica e Policlinico Gemelli di Roma Paolo Cianconi.

Il ciclo di incontri proseguirà presso la sala Malmerendi del Museo di scienze Naturali in via Medaglie d’Oro 51 a Faenza, nelle seguenti giornate:

martedì 30 ottobre, dalle ore 17.30 alle 20, “Ipermodernità. Il digitale e la trasformazione del presente”. Interverrà Michele Marangi  Media Educator, formatore - Torino.

martedì 6 novembre, dalle ore 17.30 alle 20, “Giocare con le macerie. Remix e racconti, fughe e spiragli".Interverrà Davide Fant  formatore e ricercatore.

martedì 13 novembre, dalle ore 17.30 alle 20: al posto della relazione “O toccare il fondo o uno slancio di reni. Dipendenza e autonomia", del dottor Luigi Manconi, che non potrà essere presente per sopravvenuti motivi personali, parteciperà il dottor Paolo Cianconi con una relazione dal titolo "Interstizi d'occidente" Fenomeni, contesti e persone dell'esclusione sociale e della marginalità”.

martedì 20 novembre,  dalle ore 17.30 alle 20, “Senza fine trascini la nostra vita….” Famiglia e comunità a confronto con le nuove dipendenze comportamentali. Interverrà Gioacchino Lavanco, Docente di psicologia di comunità Università di Palermo.  

mercoledì 28 novembre, dalle ore 17.30 alle 20, “La resilienza per la creazione di competenze e nuovi obiettivi per l’individuo e la comunità”. Interverrà: Patrizia Meringolo Docente di Psicologia sociale e comunità Università di Firenze.
Le conclusioni del ciclo di incontri “Parole Stupefacenti” saranno a cura della Responsabile dell’Unità Operativa complessa Dipendenze patologiche Ravenna Deanna Olivoni.

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Presa in carico efficace, non eccessivo uso di farmaci,  lavoro in squadra anche con gli enti locali e le altre istituzioni.

Si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre, presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna, una cerimonia per ricordare che da circa 13 mesi, nel servizio, stesso, non viene effettuata alcuna contenzione dei pazienti.

Hanno partecipato:

Il sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni (in rappresentanza del Distretto di Lugo);

l’assessore Claudia Gatta di Faenza (in rappresentanza del Distretto di Faenza);

il comandante della polizia municipale di Ravenna Andrea Giacomini (anche in rappresentanza del sindaco di Ravenna);

il giudice tutelare di Ravenna Cesare Santi;

Milena Spadola (Collegio Infermieri Ravenna);

Giovanni Rossi (vicepresidente dell’associazione dei Spdc non restraitment, cioè che evitano contenzione);

Claudio Ravani (Direttore Dipartimento Psichiatrico Ausl Romagna);

Roberto Zanfini (Direttore Spdc Ravenna);

Barbara Bandini (Coordinatrice infermierisiticaSpdc Ravenna)

Valerio Cellini (associazione di parenti dei pazienti “Porte Aperte”).

Di seguito un breve excursus sul tema contenzione e cure psichiatriche, svolto dal dottor Zanfini, quindi i dati ed i principali virgolettati degli altri intervenuti.

Nonostante i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura ricorrano alla contenzione meccanica dei propri pazienti, non sono attualmente presenti leggi o norme che la regolamentino.

Il Regio Decreto 615/1909 - che al Capo IV art. 60 recitava: “Nel manicomio debbono essere aboliti o ridotti ai casi assolutamente eccezionali i mezzi di coercizione degli infermi e non possono essere usati se non con l’autorizzazione scritta del direttore o di un medico dell’istituto. L’autorizzazione indebita dell’uso di detti mezzi rende passibili coloro che ne sono responsabili di una pena pecuniaria … L’uso dei mezzi di coercizione è vietato nella cura in Case Private” - è stato infatti abolito dalla legge 180/1978 che non contempla tale modalità operativa.

In alcune Regioni comunque, in particolare l’Emilia Romagna, le contenzioni meccaniche sono state oggetto di circolari che le disciplinano con apposite disposizioni e vengono puntualmente monitorate.

Nel 2006 il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura ha segnalato che in Italia “il potenziale di abuso e di maltrattamento che l’uso di mezzi di contenzione comporta resta fonte di particolare preoccupazione … Purtroppo sembra che in molti degli istituti visitati vi sia un eccessivo ricorso ai mezzi di contenzione”. Per questo motivo la Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome ha, nel 2010, stilato delle raccomandazioni per prevenire le contenzioni fisiche in psichiatria.

Il ricorso alla contenzione è infine stigmatizzato dagli Ordini Professionali e nel 2015 il Comitato nazionale di Bioetica ha ribadito la necessità di un suo superamento.

La contenzione meccanica, infine, oltre che degradante, non è scevra da rischi e complicanze. Sin dal 2000 il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna ha avviato pratiche atte a ridurre il ricorso alla contenzione meccanica con l’obiettivo di eliminarla come pure di “umanizzare” sempre di più il ricovero in particolare per le persone ricoverate coattivamente. Gli interventi attuati sono stati strutturali, clinico organizzativo e formativi.

Per quello che riguarda gli interventi strutturali l’ambiente di cura è stato reso il più possibile simile a quello di un domicilio: sono state tolte le sbarre alle finestre, eliminate le telecamere, e si è reso possibile l’accesso a diverse aree del reparto.

Gli interventi clinico-organizzativi sono consistiti nel:

  • monitoraggio di ogni singola contenzione attraverso la registrazione e l’analisi per individuare i fattori che la determinano, in modo da poter apprendere stretegie/interventi preventivi;
  • trasparenza dell’operato avvisando i familiari e dando loro la possibilità di rimanere in reparto per tutta la sua durata;
  • assistenza continua da parte di un operatore per tutta la sua durata;
  • discussione da parte di tutto il gruppo di lavoro prima di utilizzarla, con supervisione da parte del Direttore per verificare se tutte le strategie alternative sono state esplorate;
  • possibilità di rinforzo del turno in caso di particolari situazioni di crisi;
  • utilizzo del tempo evitando, quando possibile, di “chiudere” la situazione di crisi per aspetti dovuti all’organizzazione.

Sono stati inoltre rafforzanti i piani di trattamento individuali basati sulla diagnosi funzionale, con un atteggiamento improntato alla partnership e al recovery, coinvolgendo la persona; si sono ridotti i tempi di inattività attraverso un aumento del tempo di relazione con gli operatori, l’esecuzione dei trattamenti psicosociali individuali e di gruppo. Le cosiddette regole di reparto sono poi state per gran parte sostituite dai summenzionati piani di trattamento individuale.

Diversi sono stati, infine, gli interventi formativi eseguiti che hanno riguardato l’apprendimento della diagnosi funzionale, di tecniche psicosociali, la gestione del rischio di violenza e dell’aggressività, interventi di debriefing e defusing per il gruppo di lavoro.

Attraverso queste azioni il numero delle contenzioni è stato gradualmente ridotto nel corso degli anni, passando dalle 150 del 2000 (il reparto aveva 15 posti letto) alle 3 del 2016 di cui l’ultima, ad oggi, eseguita nell’agosto di quell’anno. Il numero di pazienti trattati nel 2016 è stato di 430.

A questa situazione positiva si aggiungono altri dati, a loro volta positivi, sull’attività delle strutture per la salute mentale, in Romagna, come reso noto dal dottor Claudio Ravani.

La percentuale di popolazione “pesata” dell’Ausl Romagna rispetto alla Regione è del 25%. Ma dai dati regionali del Sistema Informativo Salute Mentale (Sism) emerge che l’Ausl Romagna eroga prestazioni al 25,23% della popolazione regionale.

Il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (Dsmdp) della Ausl Romagna, per la Psichiatria Adulti, eroga percentuali complessive di trattamenti superiori, pari al 26,25%, delle prestazioni complessive dei Dsmdp regionali.

La distribuzione delle prestazioni è ancora superiore se si considerano i raggruppamenti riabilitativi e psicoterapeutici:

  • psicoterapie                                         27,4%
  • psicoeducazione                                  30,29%
  • trattamenti socio-riabilitativi                   30,94%
  • verifiche e supervisioni                          27,6%
  • valutazioni (assessment e altro)            39,82%

Questi dati vanno integrati con le percentuali relative alle prestazioni tradizionalmente legate alla prescrizione e somministrazione dei farmaci, tipiche del setting ambulatoriale, che sono invece percentualmente più basse rispetto agli altri DSMDP regionali:

o          somministrazione farmaci                      21,92%

o          colloquio                                              23,27%

Senza definire differenze “rivoluzionarie”, questi dati indicano però una maggior propensione nel Dsmdp romagnolo ad orientare i trattamenti nell’ambito della riabilitazione, della recovery, della valutazione personalizzata, piuttosto che al tradizionale modello prevalentemente o unicamente ambulatoriale/ farmacologico.

La progettazione sul Budget di Salute, che sta progressivamente avviandosi (e che necessita dei tempi necessari a strutturare collaborazioni con gli altri soggetti coinvolti, come gli Enti Locali, il Privato Sociale, le Associazioni ecc.) contribuirà in modo decisivo a promuovere ulteriormente la logica degli interventi integrati ed altamente personalizzati, nell’ambito dei quali la farmacoterapia non assume certamente un ruolo centrale o esclusivo, ma funzionale e contestuale al raggiungimento degli obiettivi di riabilitazione, di inclusione sociale, di valorizzazione delle risorse della persona e del contesto “naturale”.

Gli altri interventi:

Spadola ha evidenziato che “questo risultato è frutto di un cambiamento culturale anche per gli infermieri. E quando vado in altri contesti raccconto che a Ravenna facciamo così. Sono importanti i lavoro in equipe e l’attitudine alla relazione. Un nostro slogan è ‘conteniamo la contenzione’”.

Giovanni Rossi ha ricordato che i reparti psichiatrici che riescono a raggiungere questi risultati sono 20 – 25 in tutt’Italia.

Giacomini ha ricordato che “a Ravenna è stato firmato uno dei primi protocolli sui tso “e che questi risultati sono frutto di un lavoro costante e di una stretta collaborazione. Davvero una  piccola rivoluzione culturale”.

Mentre il sindaco Proni e l’assessore Gatta hanno rimarcato l’importanza che gli enti locali non siano estranei a questi processi e percorsi nell’ottica della integrazione degli interventi, anche attraverso il budget di salute.

Il giudice tutelare Santi ha evidenziato come sia in aumento il numero di richieste per attivare l’amministratore di sostegno: 350 fino al 20 settembre 2017, mentre nello stesso periodo del 2016 erano state 270. Altro esempio di come la collaborazione di tutti gli enti sia importante.

E se la caposala del servizio Barbara Bandini ha ribadito che “così si lavora meglio, anche noi operatori stiamo meglio” il presidente di “Porte Aperte” Cellini ha evidenziato che “dopo anni difficili, finalmente siamo sulla buona strada. Continuiamo così e facciamo ancora di più su tutti gli aspetti della presa in carico”.

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Nella mattinata di oggi, a seguito di problemi sulla rete urbana di telefonia, presso la Casa della Salute di Faenza e presso altre sedi periferiche aziendali della zona di Faenza Centro - Nord si sono verificati alcuni disguidi. Il personale ha cercato di andare incontro agli utenti posticipando i pagamenti al momento dei ritiri dei referti o indirizzandoli ad altre sedi o ad altri momenti quando non era possibile fare altrimenti.

L'Azienda si scusa per i disagi pur non essendo ad essa imputabili.

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E’ attivo già da alcuni giorni, su tutto il territorio dell’Ausl Romagna, il piano per il contrasto delle ondate di calore che ormai da vari anni viene realizzato con gli Enti Locali, finalizzato a contrastare il disagio della popolazione, in particolare quella anziana: basti pensare che sul territorio romagnolo vivono oltre 143mila ultrasettantacinquenni.

In linea con quanto previsto dalla Regione Emilia Romagna, le principali azioni previste, e già attivate a partire dalla fine di maggio a cura dei Distretti dell’Ausl, contemplano in primis uno stretto raccordo, oltre che con gli Enti Locali e con i Medici di Medicina Generale, con le associazioni di volontariato e le organizzazioni no profit (tra cui la Protezione Civile, la Caritas, e altre presenti nei vari territori), per rendere gli interventi sinergici e quindi più efficaci. E’ inoltre prevista la condivisione con i centri sociali, le strutture di accoglienza di anziani e soggetti fragili, pubbliche e private, di piani di monitoraggio per il benessere degli ospiti ed eventuali misure per accrescerlo. Questi stessi soggetti, così come altri enti del pubblico o del privato sociale, nelle varie realtà, attiveranno iniziative, appositamente promosse, per facilitare ed eventualmente accogliere gli anziani in momenti di disagio climatico particolarmente forte.

Anche quest’anno sono state predisposte azioni di monitoraggio attivo sulla popolazione a rischio. Sono infatti disponibili, per ogni territorio, mappe, costruite ed aggiornate grazie alla collaborazione con le Istituzioni e in particolare coi Medici di Famiglia, degli utenti fragili,  in particolare le fasce di persone molto anziane, che vivono sole o con reti parentali e – o di vicinato assenti o molto deboli, e quindi maggiormente a rischio.  Qualora gli operatori riscontrino situazioni in cui si renda necessario un intervento di natura sanitaria o sociale, attivano il soggetto titolato a risolvere la criticità (Protezione Civile, Ospedali, Assistenza Domiciliare, Enti Locali, Volontariato…), sempre nell’ottica della collaborazione in rete tra tutti i soggetti che partecipano al piano.

Sempre nei vari territori sono stati inoltre attivati recapiti telefonici e mail dedicate, per chiunque voglia chiedere informazioni o suggerimenti sul caldo, o anche richieste di intervento. Sono i seguenti:

Cesenate:

Area Anziani Unione dei Comuni Valle Savio telefono 0547/356349

Settore Socio Assistenziale ed Educativo per l’infanzia Unione Rubicone e Mare telefono 0541/809669

Forlivese:

Servizi Sociali Comune di Forlì telefono 0543/712888

Punto Unico di Accesso per cure domiciliari Ausl  telefono 0543/733615 – 0543/733668

Ravennate:

Ravenna: Servizio Assistenza Anziani e Disabili Adulti telefono 0544/286629

Lugo: Servizio Assistenza Anziani telefono 0545/213449 o 0545/38283

Faenza: Servizio Assistenza Anziani e Disabili Adulti telefono 0546/691852

Riminese:

Rimini: Nucleo Fragilità telefono 0541/1490572 - mail: emergenzacaldo@coopcad.it  

Riccione: Nucleo Fragilità telefono 0541 1490572  - mail: emergenzacaldo@coopcad.it

 

CONSIGLI PRATICI

Tra le fasce di popolazione che maggiormente possono risentire delle ondate di caldo vi sono anziani e bambini. I bambini, ad esempio, hanno una superficie corporea maggiore a confronto del volume, rispetto agli adulti e hanno una temperatura di base più alta. E’ bene perciò che i genitori prestino la massima attenzione ai propri figli, poiché i bambini sudano meno degli adulti, e quando hanno caldo hanno più difficoltà ad esprimerlo, specialmente se molto piccoli. Anche per loro è raccomandata un’idratazione adeguata, possibilmente con acqua e non con succhi di frutta o bibite gassate o contenenti caffeina, e non troppo fredda, e un abbigliamento adatto e con capi leggeri e di fibre naturali.

Per quanto riguarda gli anziani, anch’essi devono seguire una corretta alimentazione e idratazione, ed in questo caso sono i figli o altri parenti più giovani a dover aumentare l’attenzione. Certo vanno  privilegiati i cibi leggeri, ma bisogna cercare di combattere la tendenza, che in alcuni anziani si presenta, di mangiare troppo poco quando arriva il caldo. Assai importante bere molto e spesso. Quanto all’aria condizionata, meglio non utilizzarla a temperature troppo basse.

Particolare attenzione dovranno averla anche le persone cardiopatiche, diabetiche (specialmente se insulinodipendenti) e con problemi respiratori, nel seguire i suggerimenti legati al caldo.

 

COME LIMITARE IL DISAGIO

- Bere molto e spesso (fino a due litri d’acqua al giorno) anche quando non si ha sete.

- Mangiare molta frutta e verdura; fare pasti leggeri.

- Vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali.

- Nelle ore più calde usare tende o chiudere le imposte.

- Fare bagni o docce con acqua tiepida.

- Stare il più possibile con altre persone.

- Passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata.

- Consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare.

- Pulire i filtri dei condizionatori periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25/27 gradi, e comunque non troppo bassa rispetto a quella esterna.

- Se si è affetti da diabete o ipertensione o da altre patologie che implicano l’assunzione continua di farmaci, è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo/ farmaco o sole/farmaco.

 

COSA NON FARE

- Evitare di bere bibite gassate e contenenti zuccheri.

- Evitare di bere alcolici e caffè.

- Evitare di consumare cibi troppo caldi.

- Limitare l’uso del forno e dei fornelli.

- Evitare, per quanto possibile, di uscire tra le 12 e le 17.

- Evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d'aria.

- Non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.

- Ridurre il più possibile l'utilizzo del pannolino per i bambini e degli analoghi presidi per gli anziani.

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Dal 18 febbraio al 1°ottobre la mostra “Déco. Il gusto di un’epoca” del MIC di Faenza partecipa al progetto espositivo “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia” dei Musei di San Domenico di Forlì. Nella sede faentina l’esposizione è dedicata a figure di spicco locali come Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Pietro Melandri, Riccardo Gatti, Giovanni Guerrini, per citare alcuni dei nomi più noti, analizzati in un periodo di attività che va dal 1920 al 1935.

Anche il gruppo Ausl Romagna Cultura, rappresentato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli, referente per il Patrimonio artistico culturale, partecipa a questo prestigioso evento che rende possibile la visita alle raccolte museali conservate nell’Ospedale di Faenza dove sono esposte le ceramiche di Pietro Melandri, da annoverare tra i più grandi ceramisti del Novecento e la cancellata in ferro battuto di Giovanni Guerrini, architetto faentino tra i progettisti dell'EUR di Roma.

Le visite guidate, o l'apertura del museo, sono effettuabili tutti i mercoledì dalle 10.30 alle 12.30 , previa prenotazione all'indirizzo: sonia.muzzarelli@auslromagna.it..

http://www.micfaenza.org/it/

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