L’Associazione “Rimini Solidale Onlus” torna a donare all’Ospedale di Rimini. Rivolgendosi ai pazienti più piccoli e delicati, i neonati prematuri. La Onlus - che da ormai dieci anni è impegnata in favore delle strutture sanitarie riminesi ha infatti donato un ecografo con sonda lineare per posizionamento eco guidato dei cateteri venosi centrali in Terapia Intensiva Neonatale, che è stato inaugurato alla presenza del presidente della “Rimini Solidale” Maurizio Focchi, della vicepresidente Micaela Dionigi, del direttore medico dei Presidi Ospedalieri riminesi Romeo Giannei, della dottoressa Gina Ancora (direttore della TIN dell’Ospedale di Rimini) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore settore Acquisti dell’Ausl Romagna).

Approfondimento clinico

Come spiegato dalla dottoressa Ancora, la cannulazione di vene/arterie è fondamentale nella cura del paziente in TIN per la somministrazione di liquidi e farmaci e per scopi di monitoraggio. La pratica di usare l'anatomia di superficie e la palpazione per identificare la posa di vie venose/arteriose si basa sulla posizione presunta del vaso e l’inserimento alla cieca dell'ago fino a quando del sangue non viene aspirato.

Sebbene l'inserimento di cateteri vascolari sia una manovra frequentemente eseguita in terapia intensiva, e sia parte integrante della formazione e della pratica medica dell'intensivista, essa si associa spesso a complicanze ed il tasso di successo va dal 60 al 95 per cento. Una stima del 2003 ha citato l'inserimento di circa 5 milioni di cateteri venosi centrali (nella vena giugulare interna, sottoclaveare e femorale venosa) ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di complicanze meccaniche fra il 5 ed il 19 per cento. Tali complicazioni possono verificarsi più spesso con operatori meno esperti, con anatomie difficili del paziente, situazioni procedurali rapide (in emergenza) e la presenza di comorbidità (coagulopatia, enfisema polmonare, ecc...). Riguardo i cateteri venosi centrali, le complicanze meccaniche includono la puntura arteriosa accidentale, la formazione di un ematoma, di un emotorace, di pneumotorace, di fistole artero-venose, di embolia gassosa venosa, di lesioni nervose, di lesioni del dotto toracico sul lato sinistro, di dissezione endoluminale e la puntura dell’aorta. L'incidenza di complicanze meccaniche aumenta di sei volte quando più di tre tentativi vengono fatti dallo stesso operatore.

L’uso dell’ecografia per la visualizzazione della vena da pungere, che si trova in profondità e che quindi non è visibile superficialmente, migliora notevolmente il tasso di successo nel posizionare un catetere venoso centrale e riduce il tasso di complicanza quali infezioni e trombosi. Ad oggi le linee guida internazionali parlano di posizionare tutti gli accessi venosi tramite ecografia. La venipuntura guidata da ultrasuoni sta rapidamente diventando la tecnica standard per raggiungere una linea centrale in neonati e bambini. L'ecografia offre la possibilità di scegliere l'accesso venoso più appropriato e più sicuro, oltre a eseguire una procedura sicura al 100 per cento.

Approfondimento tecnico

L’ecografo donato dalla Rimini Solidale Onlus, del valore commerciale di circa 23mila euro, è un apparecchio portatile modello Sonosite M-Turbo completo di carrello ergonomico, con garanzia di durata di cinque anni. La dotazione di sonda lineare consente di operare con maggior sicurezza per l’applicazione dei cateteri venosi centrali, specialmente in pazienti di picole dimensioni come sono i neonati, specie se pretermine

La “Rimini Solidale Onlus” e l’Ospedale “Infermi” di Rimini

Nell’ormai lontana giornata del 9 giugno 2008, quasi dieci anni fa esatti, si svolse l'inaugurazione della Tomografia Computerizzata a 64 strati, meglio nota come Tac Multistrati. Si trattava della prima donazione dell'associazione, nata nel 2007 ad opera di un gruppo di importanti e lungimiranti imprenditori riminesi, proprio con lo scopo di sostenere la sanità del territorio riminese. Si trattava anche della prima apparecchiatura di quel tipo, rivoluzionario, introdotta nell'Azienda USL.

In quella circostanza il presidente della “Rimini Solidale Onlus”, dottor Maurizio Focchi, disse che “il rapporto tra la nostra associazione e l’A.Usl non si conclude qui”. Parole profetiche. Negli anni successivi l'associazione ha donato:

Anno 2008 e successi –  Apparecchiature di supporto alla Tac multistrato

Anno 2011 - Mammografo mobile

Anno 2013 – Laser confocale per la Dermatologia

Anno 2015 - Sistema per biopsia mammaria per la Senologia

Anno 2017 – Sistema formativo con simulazione attiva per mamma bambino per la TIN.

Quindi la donazione di oggi.

Il dottor Giannei ha sottolineato con grande forza la stretta collaborazione tra società civile e sanità riminese, “che negli anni ha consentito di qualificare notevolmente la nostra offerta sanitaria”. Il presidente della Rimini Solidale Focchi ha aggiunto che “siamo un gruppo di persone che ama la sua sanità e che ha deciso, nel corso degli anni, di dare il proprio contributo. Stiamo continuando a farlo, e ne siamo felici, poiché vediamo che gli apparecchi che utilizziamo si inseriscono in una realtà sanitaria di alta livello e nella quale possono essere utilizzati, e sono utilizzati, al meglio”.

ZOOM SULL’ATTIVITA’ DELLA TIN

L'Unità Operativa “Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale” (TIN) fornisce assistenza a circa 3.500 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. Non tutte le famiglie sono riminesi: talune scelgono la struttura dell'”Infermi” pur provenendo da altri territori.

I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale. E' disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.

La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L'Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche molto pretermine.

Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la TIN è uno dei pochi reparti aperto alle famiglie 24 ore su 24, avvalendosi della collaborazione di una psicologa che può seguirle dalla  degenza in Ostetricia a quella in TIN.

A margine dell’inaugurazione la dottoressa Ancora ha colto l’occasione per ribadire, anche a nome delle società scientifiche dei neonatologi, l’importanza del parto in sicurezza e in punti nascita che hanno tutte le caratteristiche per essere sicuri. Proprio due giorni fa si è tra l’altro tenuta a Bologna una conferenza stampa su questo tema in cui sono state illustrate le "5 proposte per migliorare la sicurezza di madre e neonato" rispetto ai punti nascita, peraltro già oggetto di una conferenza stampa due giorni fa a Bologna. "In Emilia Romagna - recita il relativo manifesto - i dati sull'assistenza materna e neonatale sono buoni ma si può fare di più".

Ecco le 5 proposte: "Attenta valutazione delle gravidanze": quelle a basso rischio è appropriato vengano assistite dalle ostetriche, quelle a rischio devono essere seguite anche da medico specialista.

In secondo luogo "Assistenza alla gravidanza e al puerperio il più possibile vicine alla residenza", comprendendo anche l'assistenza domiciliare.

Terza proposta: "Tutti i parti devono essere assistiti presso le strutture in cui nascano almeno mille bambini ogni anno": quando il parto diventa complicato in maniera imprevista solo la presenza di un gruppo di professionisti con buona esperienza e abituati all'emergenza garantisce a mamma e bambino la miglior assistenza possibile.

Quarto: "Nelle gravidanze a rischio il parto deve svoglersi in strutture di secondo livello, in cui è presente una terapia intensiva neonatale".

Infine, quinta ed ultima proposta, "Per garantire il benessere della donna e del nascituro" l'assistenza deve essere attenta alle esigenze e alle tradizioni delle singole coppie mamma-bambino, gli ambienti devono essere confortevoli e permettere la permanenza di una persona scelta dalla donna, deve essere inoltre garantito il contatto pelle-pelle tra mamma e bimbo nelle prime due ore dopo il parto anche per avviare un buon allattamento al seno.


                                               

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Un nuovo lettino elettrico per le visite che vengono effettuate nell’Ambulatorio di Pronto Soccorso Pediatrico. Questo il contenuto della generosa donazione a favore dell’Unità Operativa di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna da parte dei Familiari di Marcella Barbieri e di Christian Casadio -   in ricordo dei loro cari scomparsi prematuramente nel luglio scorso a seguito di un incidente - e dell’Associazione AGEBO che svolge la sua attività in pediatria.

La consegna è avvenuta qualche giorno fa in reparto alla presenza dei donatori e del direttore dell’Unità Operativa di Pediatria dottor Federico Marchetti che ha calorosamente ringraziato per la generosità e la sensibilità dimostrata, sia a nome del personale della Pediatria, sia a nome della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna.

 

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Generosa donazione all’ospedale Bufalini da parte della Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna onlus che ha deciso di devolvere una serie di beni e attrezzature del valore di oltre 3200 euro a sostegno del Centro Regionale Fibrosi Cistica.

La consegna ufficiale è avvenuta oggi al Centro Regionale di Fibrosi Cistica dove erano presenti tra gli altri il presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna onlus dott. Alberto Bastianelli e la responsabile del Centro Fibrosi Cistica di Cesena dottoressa Fiorella Battistini. “Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna onlus – spiega il dott. Bastianelli presidente LIFC Romagna - ricorda ogni anno Selene Finanziere, affetta da fibrosi cistica, pittrice e amante dell’arte. Il 18 novembre 2017 nell’ambito della mostra Rimini P’Arte, in collaborazione con il progetto Cartello che promuove l’arte contemporanea, gli artisti Stefano Cecchini, Davide Frisoni, Luca Giovagnoli, Giovanni Lombardini, Filippo Manfroni, Stefano Ronci e Francesco Zavatta hanno realizzato una grande opera d’arte a sette mani. Il quadro è stato messo all’asta e il ricavato è stato utilizzato da LIFC Romagna  a sostegno del Centro Regionale Fibrosi Cistica dell’Ospedale M. Bufalini di Cesena con l’acquisto di uno spirometro portatile (strumento indispensabile per valutare la funzionalità polmonare), una cyclette affinché i pazienti ricoverati possano eseguire attività fisica controllata, quattro televisioni e altre apparecchiature che vanno a rendere più confortevole la permanenza in ospedale dei pazienti affetti da fibrosi cistica”. Una parte dei beni e delle attrezzature donate saranno utilizzate nei reparti di Pediatria e Medicina d’Urgenza, dove a seconda dell’età, vengono ricoverati i pazienti affetti da fibrosi cistica che necessitano di cure specialistiche e lunghi periodi di ricovero.

La Direzione dell’Azienda USL Romagna e tutti i professionisti coinvolti ringraziano la Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna onlus e tutti coloro che hanno contribuito a questa generosa donazione che consente di migliorare la qualità dell’assistenza e della cura dei pazienti affetti da fibrosi cistica.

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Una serata per sorridere. Ma sorridere facendo anche qualcosa di buono contro il dolore cronico. Di qui il titolo “Un sorriso contro il dolore” della serata che si svolgerà giovedì prossimo, 21 giugno, alla Sala d’Attorre di Casa Melandri (via Ponte Marino, 2), organizzata dall’Ausl col patrocinio del Comune di Ravenna e in collaborazione con le associazioni “Cittadinanza Attiva”, “Ravenna Parkinson” e “Amrer”. Si tratta di una serata benefica e il  cui ricavato sarà utilizzato per finanziare l’acquisto  di una apparecchiatura innovativa per la Terapia Antalgica dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci”.

“Si tratta – spiega il dottor Massimo Innamorato, responsabile della Rete delle Terapie del Dolore dell’Ausl Romagna – di una macchina da stimolazione transcranica elettrica che utilizzeremo per i pazienti affetti da alcune tipologie di dolore cronico”.

Il dottor Innamorato sarà presente giovedì sera, per illustrare la parte clinica del progetto, dopo i saluti dalle Direzione Generale e Sanitaria e del primo cittadino del Comune di Ravenna Michele de Pascale.

Quindi lo spettacolo di Maurizio Ferrini, e a seguire gli interventi di Monica Ricci (referente del percorso di Neurostimolazione midollare dell’Ausl Romagna) e dei portavoce delle associazioni. La serata è ad offerta libera e la cittadinanza è invitata.

Zoom sull’apparecchiatura.

La “tDCS” (stimolazione transcranica a corrente diretta continua), nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo, é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace, indolore e senza effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi). Nonostante sia una tecnica “giovane”, molti studi la indicherebbero come un possibile prezioso strumento per il trattamento di condizioni quali la fibromialgia, la depressione maggiore senza resistenza ai farmaci, e il dolore cronico; ci sono inoltre indicazioni di probabile efficacia nel morbo di Parkinson, demenza di Alzheimer, dipendenze, riabilitazione post ictus o traumi.

La tDCS permette due tipi di stimolazioni: anodica e catodica. La stimolazione anodica provoca un’eccitazione dell’attività neuronale e quella catodica la inibisce o la riduce. La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua ad una intensità costante, non percepibile dalla persona, che viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi (uno eccitatorio, l’anodo, e uno inibitorio, il catodo). Gli elettrodi sono rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività (consentendo di attraversare le ossa craniche e raggiungere l’area cerebrale d’interesse) ed evitare possibili effetti fastidiosi causati dall’applicazione diretta di corrente.

Questa tecnica, attraverso il flusso di corrente da un elettrodo all’altro, modifica i potenziali di membrana dei neuroni permettendo di modulare l’eccitabilità della corteccia cerebrale e quindi l’attività neuronale del cervello, aumentando o diminuendo la funzionalità dell’area stimolata (producendo effetti a livello cognitivo e comportamentale) per un tempo che permane oltre la durata della stimolazione. La stimolazione anodica in particolare, depolarizza i neuroni aumentando l’eccitabilità corticale dell’area stimolata, mentre la stimolazione catodica iperpolarizza i neuroni con effetti inibitori, favorendo di fatto l’induzione di fenomeni di neuroplasticità. Se la stimolazione viene ripetuta più volte é possibile rendere tali modificazioni più stabili e durature. Generalmente viene ripetuta cinque volte alla settimana, per un massimo di venti sessioni complessive.

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Ancora una iniziativa benefica da parte dell’Associazione Sportiva ‘Cesena per sempre’ legata all’A.C. Cesena, a favore dell’ospedale Bufalini. Nei giorni scorsi una delegazione dell’Associazione accompagnata da alcuni calciatori del Cesena Calcio e precisamente EMANUELE SUAGHER, KARIM LARIBI e NICOLÒ FAZZI, ha fatto visita ai bambini ricoverati presso il reparto di Pediatria, per consegnare tanti quaderni e  colori. Tra il giubilo e l’entusiasmo dei piccoli ricoverati e dei loro familiari, dinnanzi alla inaspettata visita dei calciatori della squadra del cuore, è stata consegnata tra l’altro al primario dott. Marcello Stella e alla coordinatrice Paola Sama, una donazione di 500 euro, che servirà a sostenere la clown terapia in reparto.

L’Azienda USL ringrazia l’Associazione ‘Cesena per sempre’, la Società del Cesena Calcio ed i calciatori per la sensibilità e la vicinanza dimostrata ancora una volta nei confronti dei bambini ricoverati in ospedale e tutti i tifosi che hanno contribuito alla generosa donazione.

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Ancora una volta un gesto di generosità e vicinanza della società civile nei riguardi della sanità locale. In questo caso è l’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna (Amrer) Onlus a donare un ecografo, del valore di oltre 18mila euro, al servizio di Reumatologia (nell’ambito dell’Unità Operativa di Medicina diretta dal dottor Giorgio Ballardini), dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Più nel dettaglio l’apparecchiatura è un ecografo articolare completo di tutte le necessarie sonde, adattatori e stampanti, che sarà utilizzato per lo studio dell’ambiente articolare nelle patologie reumatiche e in particolare nei reumatismi infiammatori cronici.

I pazienti affetti da queste patologie che afferiscono al servizio di Reumatologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini sono circa tremila all’anno per cui l’esigenza di poter usufruire di tale metodica per la diagnosi precoce e il monitoraggio della terapia riveste grande rilievo.

“Queste donazioni sono molto importanti per noi – commenta il dottor Romeo Giannei, direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novefeltria – per due ordini di motivi: in primis perché ci consentono di migliorare sempre di più la presa in carico dei nostri pazienti, e di questo daremo conto con piacere ad Amrer, come peraltro facciamo solitamente con tutti i nostri donatori; in secondo luogo perché testimoniano la fiducia della società civile nei nostri confronti”.

“L’ecografia articolare rappresenta un sistema di indagine diagnostica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni, ‘semplice’ in termini strumentali ma molto importante per evidenziare in fase precoce la presenza e attività delle più severe patologie reumatiche come le artriti e le vasculiti – commenta Daniele Conti di Amrer -. Uno strumento come quello donato alla Reumatologia dell’Ospedale ‘Infermi’ permetterà agli specialisti di avere a disposizione questa tecnica strumentale direttamente in fase di visita, riducendo tempi di attesa per l’esame stesso, e permettendo una valutazione più tempestiva anche nella scelta della terapia più appropriata alla fase di malattia. Il modello che abbiamo donato è particolarmente performante in termini di capacità di rilevazione, aspetto questo che permetterà alla Reumatologia riminese di partecipare agli studi scientifici promossi a livello universitario, aumentando esperienza degli operatori ed opportunità di servizio per il territorio. Ci tengo a precisare che questo strumento è il frutto del lavoro di molti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo ed energie sostenendo per Amrer attività di sensibilizzazione e raccolte fondi per il territorio riminese”.

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Mercoledì, 23 Maggio 2018 14:42

Libri i in dono in memoria del piccolo Achille

Nuovi libri per le biblioteche della Neonatologia dell’ospedale Morgagni -Pierantoni di Forlì e della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena. E’ il contenuto della donazione, del valore di 500 euro, che è avvenuta in questi giorni in memoria del piccolo Achille Barca, scomparso prematuramente, da parte dell’Associazione “Crescere a piccoli passi” Genitori della Terapia Intensiva Neonatale e della Neonatologia Cesena e Forlì, dei genitori del piccolo Achille e della scrittrice cesenaticense di libri per l’infanzia Elisa Mazzoli che con il libro "Il viaggio di piedino" ha recentemente vinto il premio letterario "Nati per leggere edizione 2018".

“I libri donati – afferma il dottor Marcello Stella direttore della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini -  hanno un valore maggiore rispetto all’uso quotidiano della semplice lettura. Queste pagine rappresentano un mezzo sia terapeutico, perché la lettura precoce favorisce un migliore sviluppo neurologico, sia un momento in cui i genitori rientrano in contatto con il proprio figlio dopo il distacco dovuto alla nascita prematura. Achille ed i suoi genitori hanno per noi tutti rappresentato in modo emblematico l’ideale della genitorialità, un modello in cui l’amore verso il figlio è incondizionato, supera gli ostacoli peggiori, unisce la famiglia e le persone vicine ad essa, e si diffonde positivamente a tutto l’ambiente. Adesso spirito di amore genitoriale viene trasmesso anche ai prossimi neonati ricoverati ed alle loro famiglie grazie alla “Biblioteca di Achille”. Un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questa generosa donazione anche da parte del dottor Enrico Valletta, direttore della Neonatologia dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, nonché direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena.

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Una bilancia ad alta precisione, del valore di circa 600 euro, per pesare i piccoli prematuri ricoverati nella Terapia Intensiva dell’ospedale Bufalini di Cesena. E’ stata donata questa mattina dall’Associazione “Crescere a piccoli passi” Genitori della Terapia Intensiva Neonatale e della Neonatologia Cesena e Forlì grazie al contributo economico devoluto della Palestra" FT STUDIO di Cesena. I gestori della palestra, Valentina e Martina Facciani ed Emanuele Gollinucci hanno promosso nei mesi scorsi una raccolta fondi tramite la vendita benefica di magliette, alla quale hanno aderito numerosi loro clienti.

“Le cure di ogni paziente adulto o neonato devono essere personalizzate sia nella relazione medico-paziente sia nella terapia – afferma il dottor Marcello Stella, direttore dell’UO Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena - Per un bambino prematuro 10 grammi possono fare la differenza in termini di sopravvivenza. Per questo motivo il ringraziamento è molto sentito, e la donazione risponde a una reale necessità di cura per piccoli pazienti, alcuni dei quali pesano molto meno di 1 Kg”.

L’Azienda USL ringrazia l’Associazione “Crescere a piccoli passi”, i gestori della Palastra FT Studio di Cesena e tutti coloro hanno contribuito alla generosa donazione.

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E’ stata inaugurata questa mattina, presso la sede del 118 Romagna a Ravenna, una nuova autoambulanza in dotazione al servizio. Il nuovo mezzo di soccorso è stato donato dalla Cooperativa Lavoratori Trasporto Ravenna CLT, presente, questa mattina coi propri vertici, al simbolico taglio del  nastro, insieme al sindaco di Ravenna Michele De Pascale e ai vertici sanitari dell’Ausl Romagna e del 118 Romagna, diretto dal dottor Claudio Begliardi.

Il mezzo donato

L’ambulanza donata è completa di attrezzatura sanitaria ed ha un valore di oltre 115mila euro. Dimensioni di cinque metri e mezzo per due, e altezza di oltre due metri e mezzo, il mezzo è dotato di tutte le più moderne apparecchiature per facilitazione della guida nell’ottica di perseguire la massima sicurezza stradale (ad esempio con dispositivi per segnalazioni luminose e sonore d’avanguardia). Estremamente curate le misure per il confort dei pazienti e degli operatori grazie ad approcci e innovativi ad esempio per le pedane di accesso, le modalità costruttive (con limitazione massima delle giunture), la coibentazione, il riscaldamento e la ventilazione di tutti gli spazi interni e in particolare della “cella sanitaria”.

L’ambulanza dispone di tre barelle: una a cucchiaio, una spinale e, la principale, autocaricante, predisposta anche per pazienti bariatrici (fino a 280 chili), cui si aggiunge una “sedia a portantina”. Quindi monitor per rilevazione parametri e trasmissione dati all’ospedale, defibrillatore, apparecchiature e bombole per gas medicali, aspiratori, presa per termoculla, un set di attrezzi per primo intervento in caso di incidenti stradali (ascia, piede di porco e altro).

Tutte le attrezzature di bordo sono comandate da un sistema integrato per la gestione, composto da un pannello di comandi sulla plancia della cabina, un pannello comando nel vano sanitario, ed una unità accessibile dallo sportello esterno.

Il mezzo, infine, è dotato di portellone laterale realizzato in modo da consentire il taglio dei tempi di fermo macchina per riparazioni o tagliandi e i relativi costi.

L’attività del 118 Romagna

Nel territorio romagnolo sono operative, nel periodo invernale, 45 ambulanze per l’emergenza, 10 automediche ed un elicottero, cui vanno aggiunte 10 ambulanze nel periodo estivo e circa 35 mezzi per il trasporto secondario, che variano nel numero a seconda dei trasporti richiesti. Nel 2017 sono state filtrate 123.990 richieste di soccorso, esitate in 113.828 interventi per 114.452 utenti trasportati nei vari Ospedali. I mezzi in emergenza svolgono una percorrenza media di 55.000/70.000 chilometri l’anno a seconda dell’ambito territoriale di utilizzo.

In particolare per l’ambito territoriale di Ravenna, i mezzi sono 14 in servizio tutti i giorni in inverno e 17 in estate, cui si aggiunge ora quello donato, e gli interventi effettuati 47.577.

I donatori

La Cooperativa Lavoratori Trasporto Ravenna CLT è un’azienda leader nel settore dei trasporti nazionali e internazionali di carbon black, carboni attivi e merci varie, con un parco mezzi di oltre 500 unità. Costituita nel 1983 da 26 soci,  ad oggi è presente in vari Paesi in territorio europeo con succursali e società partecipate. Il Gruppo di Imprese occupa circa 270 persone.

“Per festeggiare i 35 anni di attività i soci hanno scelto di compiere un gesto di responsabilità sociale a  sostegno della comunità locale donando un’autoambulanza attrezzata al centro Operativo 118 di Ravenna” ha detto il presidente Enrico Giacomoni, che ha partecipato alla sobria cerimonia insieme al vice Guido Ravaldini, ai membri del cda Cristina Perlini, Francesco Bambi e Demetrio Naso, al socio Romeo Giacomoni, già presidente di CLT dal 1988 al 2012; al presidente del Collegio Sindacale Enrico Montanari e al vicepresidente di Federcoop Romagna Rudy Gatta.

“Ringrazio a nome di tutta la città i soci della Cooperativa Lavoratori Trasporto Ravenna CLT, che per festeggiare un traguardo fondamentale come i 35 anni di attività, hanno voluto fare un dono di importantissimo valore a tutta la comunità ravennate – ha a sua volta detto il sindaco Michele De Pascale - . Lo trovo un gesto non solo di grande generosità e responsabilità sociale, prevista peraltro dalla Costituzione, ma anche un esempio virtuoso in un momento storico in cui spesso l’individualismo prende il posto del bene comune. Ravenna dimostra ancora una volta di avere un grande cuore. Come sindaco della città sono orgoglioso dei miei cittadini sempre pronti a gesti di solidarietà. Inoltre ringrazio il personale del 118 per la sua grande professionalità: con questa donazione avete messo benzina in una macchina da Formula 1”.

Il direttore Sanitario Stefano Busetti, che ha rappresentato l’Azienda insieme al dottor Giorgio Randi e a vari altri medici ed infermieri del servizio, ha concluso evidenziando la fortissima gratitudine dell’Azienda nei confronti della Clt, “così come di tutta la società civile che evidenzia il proprio apprezzamento rispetto al nostro lavoro, anche con donazioni. Gesti che ci aiutano a svolgere meglio il nostro lavoro, con un approccio sempre più proattivo nei confronti dei residenti e dei turisti che vengono nel Ravennate. Per di più le ambulanze sono strumenti sottoposti ad un fortissimo utilizzo e ad innovazioni tecnologiche rapidissime, per cui un mezzo nuovo in più ci consente di lavorare con maggior serenità”.

 

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Ancora una gioiosa incursione dell’Associazione “Qualcosa di grande per i Piccoli”, di Cesena, all’Ospedale “Infermi” di Rimini. Nei giorni scorsi infatti i volontari hanno consegnato regali e allietato per alcune ore i piccoli pazienti ricoverati in Pediatria (unità operativa diretta dal dottor Gianluca Vergine) e in quest’ambito al servizio nel servizio Oncoematologia pediatrica, coordinato dalla dottoressa Roberta Pericoli.

L’associazione cesenate, nei mesi scorsi, ha già dipinto un murales nei locali pediatrici dell’ospedale e in altre occasioni ha portato doni ai piccoli degenti.

Anche in quest’ultima occasione, pochi giorni fa, ognuno dei piccoli ricoverati ha ricevuto un dono, e altri giocattoli sono “avanzati” e saranno tenuti per bimbi che dovranno frequentare i servizi ospedalieri in futuro.

Ma i piccini e ragazzini presenti hanno potuto godersi anche un momento di svago. Come si vede, infatti, dalle foto allegate, i membri dell’associazione cesenate hanno anche organizzato un vero e proprio “spettacolo in corsia”. Pur ponendo la massima attenzione a non interferire con l’attività clinica, hanno infatti suonato e ballato con bimbi e mamme, abbigliati da clown o mascherati in altro  modo all’insegna del buon umore.

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