Visualizza articoli per tag: donazione

Ancora un gesto di vicinanza all’Azienda USL della Romagna, e in particolare all’Ospedale “Infermi” di Rimini, reparto di Ematologia. E ancora da parte del “Lions Club Rimini-Riccione Host” che già nelle scorse settimane aveva effettuato una importante donazione all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione.

Anche in questa circostanza la donazione è rappresentata da una apparecchiatura diagnostica. Si tratta, nello specifico, di tre pulsossimetri con relativi gusci protettivi, che saranno utilizzati per il monitoraggio delle condizioni generali dei pazienti dell’Ematologia, reparto diretto dalla dottoressa Patrizia Tosi. Del valore commerciale di circa mille euro, i tre apparecchi consentiranno un approccio sempre più efficace, flessibile e veloce al letto del paziente. Stamane, alla presenza del presidente del Club Cesare Frisoni, del socio Edoardo Pinto (che è anche presidente di Rimini Ail), della dottoressa Tosi e della dottoressa Catia Drudi della Direzione medica ospedaliera, il momento della consegna col simbolico taglio del nastro.

“Siamo molto grati al ‘Lions Club Rimini-Riccione Host’ per questa importante donazione – ha detto la dottoressa Tosi – che ci consente di dare risposte sempre più complete puntuali ed immediate ai nostri pazienti. Ringrazio anche l’Ail che ha collaborato operativamente all’iniziativa e che da sempre è vicina e sostiene il nostro reparto”.

“Questa donazione -  ha detto il presidente del “Lions Club Rimini-Riccione Host” – rientra nella politica di questo anno lionistico molto centrato sul tema salute. Siamo soddisfatti di contribuire, in questo modo, al benessere della nostra comunità”.

L’unità operativa di Ematologia di Rimini effettua mediamente da 80 a 120 ricoveri l’anno; segue 15-20 pazienti con leucemia acuta  e dai 25 a 35 trapianti autologhi l’anno.

Pubblicato in Notizie dal sito

Un’importante donazione alla Riabilitazione cervese, in nome del figlio morto alcuni anni fa. L’ha effettuata il “Comitato per la sicurezza stradale” (Cosistra), da sempre impegnato in iniziative benefiche e attento alle esigenze  territoriali, che  ieri sera,  sul palco allestito nella piazza di Cervia, ha consegnato al servizio un verticalizzatore ed una carrozzina pieghevole, per il servizio di Riabilitazione e fruibili da tutti i pazienti con grave disabilità ricoverati  in Lungodegenza a Cervia.

Il Cosistra  nasce in seguito alla morte in un incidente d'auto di Massimo Milanesi, figlio di Anna Barattin, presidente del Comitato, che ha deciso di raccogliere fondi “per far si che le persone più fortunate di mio figlio possano avere la possibilità di curarsi con attrezzature di alto livello per la riabilitazione”.

Il verticalizzatore, in particolare, è uno strumento indispensabile per il trasferimento di pazienti con gravi disabilità e diversa corporatura, e permette di sollevare il paziente da seduto in posizione eretta ed effettuare la deambulazione assistita; riduce inoltre  significativamente le tensioni e le sollecitazioni alla schiena degli operatori, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro ed efficiente.

La dottoressa Cinzia Lotta, direttore dell’unità operativa di Medicina Riabilitativa del Ravennate, ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla presidente di Cosistra, rilevando che “tali attrezzature contribuiranno  al miglioramento della  gestione dei pazienti quotidianamente assistiti presso la Medicina Riabilitativa e la Lungodegenza di Cervia, facilitando i trasferimenti e  migliorando le autonomie dei pazienti con gravi disabilità, che è il principio base della Riabilitazione”.

Pubblicato in Notizie dal sito

L’Associazione Crescere a Piccoli Passi ha donato alla Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini di Cesena tre pannelli decorativi che riproducono i disegni che gli alunni di 4 e 5 anni della Scuola Materna Don Augusto Vaienti di San Giorgio di Cesena hanno realizzato nell’ambito del concorso di disegni proposto dall’Associazione cesenate per rendere più allegre e colorate le pareti della Sala Relax dedicata ai genitori dei piccoli ricoverati.

I tre pannelli (due da 80x60 e uno  da 150 x 110 ) sono stati consegnati ufficialmente ieri pomeriggi in reparto, alla presenza tra gli altri del Sindaco di Cesena Enzo Lattuca, dell’Assessora ai Servizi educativi per l’Infanzia Carmelina Labruzzo, del primario Marcello Stella, del medico di presidio dottoressa Marina Amadori, del presidente dell’Associazione Crescere a Piccoli Passi Alice Gazzoni, della coordinatrice della Scuola Materna di San Giorgio  Adriana Cantafaro, della responsabile Fundraising aziendale Elisabetta Montesi.

“Come Associazione - afferma Alice Gazzoni presidente Associazione “Crescere a piccoli Passi -  vorrei ringraziare le maestre della scuola Don Augusto Vaienti nelle persone di Adriana , Francesca, Elisa e Gabriella per aver aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa e per aver guidato i loro bimbi in questo bellissimo progetto, i pannelli sono stati realizzati in collaborazione con Claudia Farnedi e la partecipazione dell’edicola cartoleria Cartolandia di Gianmarco e Gloria di San Giorgio e saranno posti all'interno della sala relax della terapia intensiva neonatale con l'intenzione di allietare i momenti in cui i genitori dei bimbi ricoverati sostano nella stanza”.

“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta dell’Associazione Crescere a piccoli passi – racconta la coordinatrice scolastica - E’ stata un’attività didattica di disegno libero, finalizzata a rappresentare i bambini e le famiglie. Abbiamo spiegato ai nostri alunni che i disegni sarebbero stati esposti nel reparto e che alle mamme e ai papà farà piacere guardarli mentre stanno accanto ai loro figli bisognosi di cure e di coccole. Questa iniziativa ci ha anche consentito, come scuola, di rafforzare la continuità orizzontale concretizzando il rapporto con una struttura così importante con l’ospedale Bufalini”.

“L’ospedale è il luogo di cura per eccellenza – osserva il Sindaco di Cesena Enzo Lattuca -. Ma nel percorso di guarigione, accanto alle fondamentali terapie mediche, ha un ruolo importante anche il benessere psicologico dei pazienti e dei loro famigliari. Rispecchia perfettamente questo concetto l’idea di portare in un reparto altamente specializzato come la terapia intensiva neonatale, i colori e la fantasia dei bambini, come augurio per la vita futura dei piccoli ricoverati. E’ un’idea apparentemente semplice, ma non scontata, e il fatto che sia nata grazie alla sensibilità di un’associazione la rende particolarmente preziosa”

Il dottor Stella e la dottoressa Montesi hanno ringraziato a nome dell’Azienda l’Associazione Crescere a Piccoli Passi, Claudia Farnedi, Gianmarco e Gloria di San Giorgio, le insegnanti e gli alunni della Scuola Materna Don Augusto Vaienti per questa nuova donazione che consente di migliorare l’accoglienza dei genitori che trascorrono in questo reparto ospedaliero lunghi periodi, spesso particolarmente intensi dal punto di vista emotivo e fisico.

Pubblicato in Notizie dal sito

Un sofisticato manichino di simulazione, sul quale esercitarsi e simulare le emergenze in sala parto. Questo il contenuto della generosa donazione che la Signora Anna Bisulli cesenate, già impegnata nel mondo del volontariato, ha deciso di devolvere in memoria del marito Emilio Volpe, al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini di Cesena.

La donazione, del valore di circa 8 mila euro, è stata consegnata ufficialmente oggi in reparto, alla presenza del direttore del reparto dottor Patrizio Antonazzo, della Signora Bisulli con i figli, del medico di direzione di presidio dottoressa Marina Amadori, della responsabile del fundraising aziendale Elisabetta Montesi, della coordinatrice ostetrica Gilda Sottile insieme ad alcuni professionisti dell’equipè.

“Il manichino – spiega il dottor Antonazzo direttore dell’Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia – riproduce il bacino di una partoriente, a grandezza naturale. Rappresenta lo strumento ideale per eseguire delle esercitazioni per la gestione di emergenze ostetriche come la distocia di spalle (quando il bambino resta incastrato con le spalle), l'emorragia ostetrica e l’assistenza al parto podalico”. “L’utilità del training mediante simulatore nel miglioramento dell’outcome neonatale e nell’incrementare lo standard di sicurezza in sala parto è suggerito dalle principali linee guida internazionali. Infatti la relativa rarità degli eventi e le conseguenze cliniche ad essi associati evidenziano la necessità di poter disporre di uno strumento che permetta di simulare i quadri clinici e poter prendere confidenza con le manovre ostetriche che in situazioni reali andrebbero eseguite in estrema emergenza e aumentare la sensibilità del lavoro in team. A nome dell’Azienda e dei professionisti tutti –  conclude il dottor Antonazzo - ringrazio la signora Anna Bisulli e Famiglia per questa generosa donazione che consente di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza”.

Pubblicato in Notizie dal sito

Il contrasto della sofferenza e del dolore è una cultura che sta crescendo, e deve continuare a crescere, anche in ambito sanitario. Da essa, infatti, dipende molto del benessere del paziente all’interno del percorso di cura complessivo. Va in quest’ottica un importante ed innovativo progetto formativo attivato in Ausl Romagna, per realizzare il quale è stato fondamentale il contributo di Rotary e Fondazione Taccia di Rimini.

Grazie alle loro donazioni per un totale di oltre 110mila euro, sono state infatti attivate postazioni per la formazione del personale sanitario che opera nella rete di Cure palliative , in cinque sedi aziendali in tutti gli ambiti territoriali (cesenate, forlivese, ravennate e riminese) ed è stato attivato un pacchetto formativo ad hoc per i professionisti che a vario titolo lavorano nell'ambito delle Cure Palliative dell'età adulta e pediatrica, incluso i medici di famiglia. Sono state inoltre donate altre attrezzature (pc portatili, carrelli, microfoni…) per allestire le postazioni.

Per questa importante donazione, che denota grande sensibilità nei confronti di un tema importante e che talvolta resta in “secondo piano”, si è svolta questa mattina, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, una cerimonia di inaugurazione cui hanno preso parte i presidenti di Rotary e Fondazione Taccia, Gian Piero Zinzani e Andrea Rossi, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, i presidenti degli ordini professionali di medici e infermieri di Ravenna, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, le direzioni medica e infermieristica dell’Ospedale di Ravenna, il direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna Federico Cappuzzo, il responsabile aziendale per la Formazione Pierdomenico Lonzi. L’intera cerimonia è stata trasmessa, appunto in teleconferenza, con le altre sedi collegate, ed è stata seguita, dunque, da oltre duecento persone, che nel corso del pomeriggio hanno effettuato la prima formazione professionale con la nuova apparecchiatura donata.

Da parte dei vertici aziendali, il ringraziamento ai donatori; il dottor Tonini ha tra l’altro evidenziato la vicinanza e collaborazione, in questa donazione tra due soggetti del volontariato, uno di Rimini e uno di Ravenna, che congiuntamente si impegnano per l’Ausl Romagna: “In un giorno come questo essere romagnolo è ancora più bello”.

Il primo cittadino ha a sua volta evidenziato come “il territorio della Romagna è uno di quelli in cui più che in ogni altro si sente la vicinanza del mondo associativo, delle fondazioni e della società civile in generale, attraverso donazioni, specialmente concentrante nell’ambito oncoematologico. Questo strumento, tra l’altro, contribuisce al processo di ‘avvicinamento’ dei territori dei professionisti dell’Ausl Romagna.

APPROFONDIMENTO TECNICO E RINGRAZIAMENTI

Si svolge oggi, presso il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Croci Ravenna, l’inaugurazione dei sistemi di videoconferenza dedicati alla realizzazione del “Progetto Cure Palliative della Romagna” e l’avvio del “Percorso di Formazione per gli operatori sanitari della Rete Locale di Cure Palliative della Romagna”, che vede coinvolti il personale che opera sia nella Rete di Cure Palliative dell’adulto sia nella Rete dell’età pediatrica, in Ospedale e sul Territorio.

La donazione si inserisce nelle attività del Rotary Club Ravenna per festeggiare il suo 70° anniversario

All’evento partecipano le Autorità Cittadine, la Direzione e il Personale dell’AUSL Romagna, il Presidente del Rotary Club Ravenna, Dott. Gian Piero Zinzani, i Soci del Rotary Club Ravenna e degli altri Club coinvolti nell’iniziativa, il Presidente della Fondazione Taccia, Dott. Andrea Paolo Rossi.

Alla realizzazione del progetto di installazione degli strumenti per videoconferenza, del valore di 80.320 Euro, oltre al Rotary Club Ravenna e alla Fondazione Taccia di Rimini, hanno partecipato i Rotary Club di Cervia Cesenatico, Cesena, Lugo, Ravenna Galla Placidia e Valle del Rubicone e  alcuni Club esteri, Beograd Centar e Beograd Skadarlija (Serbia), Bijeljina (Bosnia & Herzegovina), Moscow International (Russia). Ha contribuito inoltre la Rotary Foundation di Evanston (Chicago – USA), partecipazione che evidenzia l’internazionalità del Rotary che può realizzare importanti progetti umanitari grazie alla rete di rapporti esistente tra i club dei numerosi paesi in cui opera.

Il progetto Sistemi di Videoconferenza ha permesso di installare, presso le sedi pubbliche dell’AUSL della Romagna, 5 sistemi per  video conferenze:  all’ Ospedale S. Maria delle Croci Ravenna (Aula DEA, settimo piano), nelle sale riunioni dell’Hospice di Lugo, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone e all’Hospice di Rimini (Aula G).

La fornitura del pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative è finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000 €

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700 €: l’unione delle risorse ha fatto la differenza per realizzare un grande progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

La donazione, in accordo con l’AUSL della Romagna, ha, tra i vari obiettivi, la promozione della formazione continua per elevare il rendimento dei servizi nel campo dell’assistenza, della ricerca e della sperimentazione, per ridurre le differenze nelle pratiche cliniche per migliorare l’appropriatezza e l’efficienza clinica ed organizzativa. I sistemi di videoconferenza consentiranno quindi agli operatori di cure palliative di fruire contemporaneamente della medesima lezione, faciliteranno il confronto e la condivisione di casi clinici, riducendo il numero di spostamenti da una sede all’altra, con notevole risparmio di tempo e ottimizzazione delle risorse umane. Un appropriato sistema di cure palliative favorisce la qualità delle cure stesse e permette quindi di valorizzare la dignità dei malati. 

Questa giornata vede la partecipazione, in particolare per la parte formativa, di illustri docenti nella sell’Aula del DEA a Ravenna (in collegamento con le sedi di Lugo, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Rimini) quali:

Danila Valenti -  Direttore UO Rete delle Cure Palliative (SC), Azienda USL di Bologna

Stefano Zamagni - Professore a contratto a titolo gratuito. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi Bologna

Maria Rolfini -  Regione Emilia-Romagna - Assessorato politiche per la salute. Direzione Generale cura della persona, salute e welfare. Servizio assistenza territoriale

Marco Maltoni – Coordinatore Rete Locale Cure Palliative della Romagna

Luigi Saponi - Infermiere Case Manager di Rete, U.O. Terapia Antalgica e Cure Palliative, Rimini

La Rete Locale di Cure Palliative della Romagna (Rlcp), comprende le seguenti strutture di cure palliative:

per l’AUSL della Romagna

gli Hospice di Lugo e Fanza, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone, di Rimini, gli ambulatori di cure palliative, le attività al domicilio dei pazienti di cure palliative e di consulenza in Ospedale, Case di Cura Convenzionate e nelle Case Residenza per anziani erogate da equipe specificatamente formate e dedicate;

per il Privato Convenzionato:

  • Hospice di Ravenna
  • Hospice di Dovadola (FC)

 

Per l’ IRST-IRCCS di Meldola:

  • Struttura di Cure Palliative e Terapia del Dolore che eroga cure palliative nel nodo Ambulatorio e Ospedale – Consulenza.

La Rlcp è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rlcp della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. La Rlcp si pone a garanzia dell’equità di accesso alle cure palliative, dell’integrazione tra i nodi e le loro equipe, della presa in carico integrata in relazione alle necessità del malato e della sua famiglia, e del percorso di continuità di cura.

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che "le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono”. La normativa regionale evidenzia che "presso l’ambulatorio è possibile l’avvio precoce di cure palliative garantendo un graduale passaggio dalla fase di cura attiva alle cure palliative propriamente dette, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita." Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

Si coglie l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla buona riuscita del progetto e in particolare:

Dott.ssa Elisabetta Montesi, Responsabile Area Fundraising e Comunicazione Sociale, Ing. Lorenzo Rossi  Analista, UO Governo Sistemi Informativi ed i Tecnici, Claudio Benini, Massimo Boschetti,  David Deriu, Andrea Lotti  e Stefano Sangiorgi, il Dr. Pierdomenico Lonzi  Direttore Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione ed Emanuela Manzari - Collaboratore Professioni Sanitarie della medesima unita operativa, infine i Responsabili/Direttori delle Cure Palliative dell’AUSL della Romagna Dott.ssa Cristina Pittureri, Dott. Luigi Montanari, Dott. Marco Cesare Maltoni, Dott. Davide Tassinari.

 

PROFILO DEL ROTARY RAVENNA

Il Rotary Club Ravenna è il Rotary di più vecchia fondazione della Romagna, e ha celebrato proprio il 70° anniversario nel novembre 2018.

In questa importante ricorrenza, il presidente Gian Piero Zinzani, unitamente a tutto il Club, ha ritenuto di focalizzare la molteplice attività di service su un progetto importante, che coinvolgesse e si riverberasse nel tempo proprio in terra di Romagna.

Nel corso della annata che si avvia a conclusione il Rotary Club Ravenna, con il contributo fondamentale di Soci, famiglie ed amici, ha realizzato molti progetti al servizio della comunità locale, dal restauro di un fondo di antichi manifesti recuperati nell’archivio dell’Accademia delle Belle Arti, al restauro della lapide dedicata ad Antonia Alighieri, ora ricollocata in Santo Stefano degli Ulivi, dove la figliola di Dante si fece monaca con il nome di Suor Beatrice;

abbiamo dato Borse di Studio ai migliori diplomati del “Verdi”, ai vincitori del contest Agricoltura 4.0 del “Perdisa”, agli artisti dell’Accademia le cui opere in mosaico sono state selezionale per il ciclo dei 21 Arcani Maggiori, ciclo completato proprio questa annata (e le prossime due saranno per Dante); rifinanziato lo sportello d’ascolto alla “Novello”, lavorato con le scuole medie sullo spreco alimentare e con l’Artistico sul patrimonio culturale cittadino, e molto altro…., tuttavia volevamo fare qualcosa che andasse oltre la città, e quindi abbiamo realizzato una importante raccolta fondi per LFCD (Life For a Child wit Diabetics), abbiamo partecipato alla Run End Polio Now, e soprattutto abbiamo realizzato questo sistema di videoconferenza avanzato che unisce i 4 Hospice pubblici della Romagna (Lugo, Forlimpopoli, Savignano e Rimini) con l’aula magna dell’Ospedale di Ravenna, al fine di agevolare tutta la formazione di tutto il personale della Rete delle Cure Palliative in Romagna, con un investimento proprio sulle nostre Strutture PUBBLICHE.

Questo è stato possibile grazie al contributo economico, oltre che dell’RC Ravenna, dei Rotary Club di Lugo (Pres.Tbanelli), Cesena (Pres. Castagnoli), Valle del Rubicone (Pres, Bianchi), Ravenna Galla Placidia (Pres. Bassi) e Cervia Cesenatico (Pres. Magni), alcuni partner internazionali, primo fra tutti il Rotary Club Moscow International, e poi l’RC Beograd Centar, il Beograd Skadarlija, il Bijeljina, e infine l’americana Rotary Foundation, che ha subito compreso la straordinarietà del progetto finalizzato soprattutto alla formazione, e la Fondazione Taccia che – oltre ad aver ispirato il progetto e ad un sostanzioso contributo economico su questa infrastruttura – si farà poi carico dei corsi di formazione.

Una bella squadra, un bel risultato, per il benessere e la dignità di moltissime nostre famiglie, attraverso la “vituperata” sanità pubblica, che nell’accettare la donazione ha iscritto questi impianti nel patrimonio di Beni Mobili Pluriennali dell’Azienda USL della Romagna.

Il Presidente Zinzani ricorda infine come questo progetto sia già in linea con il motto presidenziale della incipiente annata rotariana 2019 - 2020: ROTARY CONNECTS THE WORD.

 

PROFILO DELLA FONDAZIONE "OSCAR TACCIA"

La missione della Fondazione Taccia consiste nel finanziare progetti nel settore della Oncologia e delle Cure Palliative nei territori della Romagna e della Sardegna, utilizzando la rendita del proprio patrimonio  che deriva dal lascito testamentario dell’Architetto Oscar Taccia di Rimini.

Il Progetto Cure Palliative nasce dall’incontro fortunato con il Rotary:  unendo le risorse potevamo realizzare un grande progetto, utile a tutti i sofferenti della Romagna, un progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

Il Progetto Cure Palliative, unitario nella sua struttura e conseguente nella sua fase esecutiva, concordato con tutti gli operatori del settore, è stato diviso in due parti:

  1. 1.     Acquisto delle attrezzature per un sistema di videoconferenza collocate in 5 Hospice della Romagna con finanziamento congiunto di Rotary e Fondazione Taccia per un valore di 80.700€.
  2. 2.     Fornitura di un pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative della durata di 2 anni,  finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000€

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700€, la unione delle risorse fa la differenza.

Andrea Rossi                                                                   

 

Pubblicato in Notizie dal sito

L’esempio tipico è quello della frattura di femore nell’anziano. Dopo l’intervento chirurgico è indispensabile la riabilitazione, e prima comincia meglio è. Altrimenti vi è il rischio che il paziente allettato faccia molta, troppa fatica a “rialzarsi”, con conseguenze negative anche a livello psicologico. E se questo è un esempio significativo, lo stesso principio vale per tutti i pazienti fratturati o sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica.

Per questo motivo personale dell’unità operativa di “Medicina riabilitativa” dell’Ausl Romagna visita il paziente subito dopo l’intervento, progetta un percorso riabilitativo ad hoc per lui e vi dà inizio già durante il ricovero, per poi proseguire anche successivamente con sedute ad hoc. E anche attraverso l’utilizzo di attrezzature, come ad esempio i deambulatori.

Emerge da questo l’importanza della donazione di ieri, di due deambulatori elettrici da parte della associazione “Amici di Maria Bambina” per un valore di oltre 2.300 euro. Attrezzature che saranno utilizzate, infatti, proprio per migliorare ulteriormente la presa in carico dei pazienti dal punto di vista della riabilitazione. Ed infatti erano presenti la dottoressa Monica Mambelli (direzione medica dell’ospedale di Riccione), il dottor Riccardo Galassi (direttore del servizio di Riabilitazione), don Angelo, cappellano dell’Ospedale, parroco di Misano Monte e punto di riferimento dell’Associazione, oltre ovviamente a vari membri del gruppo.

Ad ulteriormente testimoniare l’importanza di questa attività, il dottor Galassi ha reso noti i relativi dati. Solo per il presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica, nel corso del 2018 sono state effettuate visite su 4.839 pazienti e sono stati erogati 67.603 trattamenti riabilitativi. Dei pazienti visitati, 1.995 erano ricoverati e 2.844 ambulatoriali. Dei trattamenti, 28.952 sono stati erogati a pazienti ricoverati e 38.651 a livello ambulatoriale. Un’attività davvero significativa, svolta da 9 medici e 45 operatori infermieristici e tecnici che operano in tutti e cinque gli ospedali della provincia, e che, con i nuovi deambulatori donati, potrà ulteriormente accrescersi dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo “anche perché con essi possiamo attivare una fisioterapia più personalizzata sul singolo paziente”.

Dopo i ringraziamenti da parte della dottoressa Mambelli, la signora Monica Fornari, in rappresentanza degli “Amici di Maria Bambina”, ha raccontato come “ci siamo già impegnati per mantenere sempre in ottime condizioni la cappellina dell’ospedale, dedicata appunto a Maria Bambina. Ora però abbiamo voluto fare qualcosa in più anche per i pazienti”. Mentre don Angelo, nell’impartire la benedizione ha detto che “questo è il nostro modo per ‘benedire’ i pazienti, con un’opera per loro utile”.

Pubblicato in Notizie dal sito

E’ piccolo (di dimensioni), ma ha un valore (non solo economico) molto grande. Grazie alla vicinanza di varie associazioni, ditte, singoli cittadini, del Riminese, l’auto medica del 118 di stanza presso il Pronto Soccorso di Rimini sarà dotata di un innovativo ecografo portatile con sonda e borsa, del valore commerciale di circa 15mila euro.

L’apparecchio è un potente strumento diagnostico di estrema maneggevolezza (si tiene nel palmo di una mano): è stato infatti progettato per accompagnare gli operatori e i professionisti sanitari ovunque sia necessario, tanto al letto del paziente quanto sul campo. L’apparecchio infatti combina ottimamente eccellenti prestazioni di imaging ad alta risoluzione con ergonomia. In particolare un innovativo processo di utilizzo dei trasduttori migliora la penetrazione e la risoluzione del contrasto, ed aumenta la nitidezza della risoluzione dei dettagli senza per questo trascurare la capacità di resistenza alle cadute ed agli schizzi, potendo pertanto essere utilizzato negli ambienti più impegnativi. I dati e le immagini possono, tra l’altro, essere “esportate” tramite chiavette usb, o stampa tramite buetooth, wifi, mail, cloud e altre innovative modalità tecnologiche.

Dal punto di vista più strettamente clinico, l’ecografia è sempre più uno strumento fondamentale nella valutazione del paziente critico da parte del medico che lavora nel sistema dell’ emergenza, in quanto consente di individuare in breve tempo e nella maggior parte delle volte, la causa della criticità del paziente e di conseguenza intervenire. Le indicazioni all’utilizzo dell’ ecografo a livello extraospedaliero sono l’arresto cardiaco, il politrauma, l’insufficienza respiratoria, lo shock. Tutte patologie tempodipendenti in cui il tempo e il trattamento rapido giocano un ruolo fondamentale ai fini del miglior trattamento del  paziente.

L’utilizzo dell’ecografo nelle situazioni suddette facilita l’operato del medico del 118 in modo da supportare al meglio il paziente soccorso per strada o al proprio domicilio, inquadrandolo già dai primi minuti dell’intervento e consentendo la pianificazione della sua destinazione più adatta (ospedale non solo più vicino, ma anche più adeguato per rispondere a quella determinata urgenza/emergenza).

Tutto spiegato dalla dottoressa Tiziana Perin, direttore del Pronto soccorso di Rimini e dal dottor Marco Montanari, in una cerimonia di ringraziamento ai donatori svoltasi questa mattina in ospedale. Erano presenti rappresentanti dell’Istituto Alberghiero “Malatesta” (la dirigente Ornella Scaringi ed il professor Nicola Di Matteo) in cui gli studenti hanno realizzato e poi venduto biscotti per raccogliere fondi, la signora Patrizia Bonelli, motore dell’iniziativa (coi collaboratori Susi, Francesca, Manuela e Massimo), l’Associazione provinciale assistenza sociale invalidi per servizio (Apasis) col presidente Mario Di Spirito, anche in rappresentanza dell’Ums (Unione Mutilati per Servizio),  “Marco Simoncelli Fondazione Onlus” con Kate Fretti (Responsabile progetti World Wide); ma i ringraziamenti della Direzione Medica, rappresentata dal dottor Gianfranco Cicchetti, vanno anche a tutti coloro, anche semplici cittadini, che hanno partecipato con donazioni, tra cui in particolare Pasticceria Gardini e Raimondi, centro “I sempregiovani”, Caffè Pascucci, Compagnia teatrale “I’armidied”, i signori Fernanda Guidi e Mauro Neri.

Pubblicato in Notizie dal sito

Ragazzi che aiutano altri ragazzi e bambini, in un momento per loro delicato quale può essere quello del ricovero o anche solo di una visita in ospedale. “Ricevendone”, in cambio, una spinta per fare sempre meglio. Rappresenta dunque un bel circolo virtuoso l’iniziativa che si è svolta nella mattinata di sabato scorso nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Dove un gruppo di studenti delle classi prime dell’Istituto Comprensivo “Ricci Muratori” ha dato vita ad uno spettacolo teatrale per allietare, anche coinvolgendoli, piccoli pazienti dell’ospedale e altri bimbi in attesa di visita, nonché i loro genitori. Lo spettacolo fa parte di un progetto della scuola (ricompreso nei Pon europei) di didattica alternativa per il recupero e consolidamento nelle materie di italiano e matematica, attraverso laboratori di teatro funzionali al migliorare il flusso verbale, alla comprensione di testi e conseguente elaborazione espressiva anche in “linguaggio filmico”.

E visti gli ottimi risultati che tali laboratori stavano conseguendo, gli insegnanti e la dirigente dell’Istituto, professoressa Sandra Baldassarri, nonché l’educatore che ha seguito il laboratorio, Matteo Pironi, hanno valutato positivamente l’idea di allestire uno spettacolo in ospedale, in favore dei piccoli (e meno piccoli) pazienti.

Sabato mattina dunque i ragazzi, con alcuni genitori e l’insegnante Tiziana Casadei, si sono recati in ospedale, accolti dal primario dottor Federico Marchetti e da altri operatori del reparto, e hanno dato vita a vari sketch e piccole scenette in chiave umoristica, sorprendendo ed emozionando i presenti. Tutto ottimamente riuscito, tanto che, in vista del prossimo anno scolastico, si sta già pensando di riproporre  eventi della stessa tipologia, propedeutici a favorire  uno sviluppo
armonico nella fase evolutiva e la prevenzione del disagio in età pediatrica ed adolescenziale.

Insegnanti ed educatori colgono l’occasione per ribadire l’importanza di esperienze, non isolate, ma che aggregano e riaffermano come la scuola si faccia carico di laboratori innovativi, scambi di esperienze e di emozioni, fattori di crescita ed emancipazione dei ragazzi che possano così rendersi partecipi e fautori del loro futuro, rendendosi consapevoli di limiti e disagi che ogni giorno si affrontano ma che, attraverso l'elaborazione consapevole, è possibile superare. Magari, aiutando altri ragazzi e bimbi in ospedale.

Pubblicato in Notizie dal sito

E’ ormai pacifico che un ospedale accogliente è importante anche per la qualità della cura. Specie se i pazienti sono bimbi. In quest’ottica sono attivi da anni progetti di accoglienza nelle Pediatrie degli ospedali di tutta la Romagna. Oggi a Forlì è stato aggiunta una ulteriore, importante tessera, a questo bel mosaico. Si è infatti svolta una cerimonia di inaugurazione dell'allestimento pittorico con vetrofanie delle vetrate di ingresso della Pediatria del “Morgagni Pierantoni”, donate dal gruppo “Consorti Rotary Club” di Forlì.
“Siamo grati alle ‘Consorti del Rotary Club’ di Forlì per avere rivolto la loro generosa attenzione ai bambini e alla Pediatria del nostro Ospedale – ha detto il primario, dottor Enrico Valletta -. L’allestimento che, grazie a loro, Sally Galotti ha realizzato all’ingresso del nostro reparto non vuole avere una funzione puramente estetica, ma rientra in una visione più ampia di accoglienza del bambino in ospedale e di umanizzazione delle cure che gli sono prestate. Sappiamo ormai con certezza che avere attenzione anche a questi aspetti aiuta il bambino e la sua famiglia nel percorso di cura e di guarigione dalla malattia. Siamo felici che la sensibilità delle ‘Consorti del Rotary’ abbia colto il valore di questo messaggio e lo abbia fatto proprio. Siamo anche convinti che alla nostra gratitudine si aggiungerà certamente il grazie dei bambini e dei loro genitori”.

Tale progetto, del valore di circa tremila euro, è mirato infatti, in primo luogo, alla maggior serenità possibile dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, per quanto possibile in un luogo di cura quale quello ospedaliero.

Pubblicato in Notizie dal sito

Grazie alla generosità del Lions Club Rimini-Riccione Host, le persone con problemi di dislessia che richiedono una rieducazione ortottica avranno uno strumento in più per contrastare gli effetti della patologia. I club ha infatti donato all’unità operativa di Oculistica di Riccione – Rimini dell’Ausl Romagna, diretta dal dottor Andrea Mercanti, un tablet munito di un software innovativo, da utilizzare durante le sedute. Alla consegna, stamane all’ospedale di Riccione, hanno partecipato, oltre al primario, all’ortottista Davide Cacciatore e alla dottoressa Monica Mambelli per la direzione medica, il presidente del Club Cesare Frisoni ed il socio Edoardo Pinto.

Il disturbo.

In una porzione della popolazione dislessica è stata documentata la presenza di fini alterazioni visuopercettive. Tra queste anomalie vi è il rinforzo del mascheramento laterale tra le lettere che

compongono le parole: in pratica le lettere e le sillabe appaiono più vicine, dunque più facilmente confondibili. Alcune evidenze suggeriscono che alla base di questo fenomeno vi sia una distorsione dello spazio visivo che appare, agli occhi del dislessico, compresso lungo l’asse orizzontale. Al contrario la lettura tende a migliorare con l’aumento dello spazio tra le lettere.

Si aggiunge poi una dominanza oculare instabile, che a sua volta contribuisce in maniera rilevante al problema: normalmente durante la lettura uno dei due occhi dirige lo sguardo sulla parola e l’altro si limita a seguirlo integrando l’informazione visiva; in questi pazienti invece i due occhi tendono ad ostacolarsi ed evidenze sperimentali dimostrano che un rinforzo di questa funzione migliora la capacità di leggere del dislessico.

Perciò sorge l’esigenza di disporre di uno strumento in grado di evidenziare e quantificare la situazione, stimare l’effetto del mascheramento laterale e caratterizzare la forza della dominanza oculare.

Lo strumento donato.

Negli ultimi anni, ricerca, sperimentazione e tecnologia hanno dato vita ad un prodotto professionale

ed innovativo: una sintesi di test mirati a fornire un’indicazione sulla situazione visuopercettiva

del paziente in modo da favorirlo nella diagnosi ed aiutarlo nell'impostazione del protocollo riabilitativo con l’obiettivo di migliorare la visione periferica, ridurre l'effetto del mascheramento laterale e incrementare la performance lessicale nei pazienti dislessici visivi.

Del valore commerciale di ottomila euro, si tratta di un tablet con schermo ad alta risoluzione e luminosità calibrata, appositamente ingegnerizzato per una semplice e rapida esecuzione dei test con un telecomando touch-screen interattivo che permette un facile controllo dello strumento.

L’apparecchio può fornire al sanitario indicazioni circa le ripercussioni che le alterazioni visuopercettive possono avere, basandosi sui presupposti razionali reperibili in bibliografia

internazionale e su studi sull’argomento pubblicati in letteratura. Si aggiunge un allenamento visivo mirato a ridurre il fenomeno del mascheramento laterale paracentrale.

“Quotidianamente, nel corso delle nostre visite, incontriamo ragazzi che presentano questi disturbi – ha spiegato Cacciatore -: grazie a questa apparecchiatura saremo in grado di verificare se il disturbo è strettamente oculistico, e quindi a trattarlo in maniera adeguata, o legato alla dislessia, con conseguente avviamento ai relativi servizi territoriali”. Ha aggiunto il dottor Mercanti: “Poter trattare adeguatamente questi pazienti, così come più in generale tutti quelli con problemi di ipovisione, è molto importante anche per la loro qualità della vita. Ringraziamo – ha concluso il primario – il Lions Club Rimini-Riccione Host per questa importante donazione, specialmente in questo periodo di crisi”. Ringraziamenti ai quali si è aggiunta anche la direzione aziendale nella persona della dottoressa Mambelli.

Il presidente del club Frisoni ha sottolineato l’aspetto di “sussidiarietà” rappresentato da questo, come da altre donazioni dei Lions: “Come presidente sono lieto di chiudere il mio anno di presidenza con questa donazione di un valore significativo, a favore del nostro territorio e della nostra comunità”. Mentre Pinto ha ricordato la genesi della donazione: “Parlando con una dottoressa, mi ha timidamente fatto capire che con questo apparecchio la qualità lavorativa sarebbe molto migliorata. Da quel momento ci siamo messi all’opera e oggi possiamo festeggiare il risultato”.

Pubblicato in Notizie dal sito

Cerca notizia

Archivio

Mi piace