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Servizi più puntuali e accoglienti per i pazienti, anche quelli con maggiori difficoltà come gli anziani, anche grazie alla società civile. In quest’ottica, nella mattinata di mercoledì scorso il Rotary Club Faenza ha donato all’Unità operativa di Geriatria dell’Ospedale “Per gli Infermi” di Faenza, una poltrona pesapersone.  

Alla breve cerimonia di donazione hanno partecipato il presidente del Rotary Club Faenza Tiziano Rondinini, l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Faenza Claudia Gatti; Emilia Montevecchi dell'Associazione Alzhaimer Italia Sezionze di Faenza; il presidente Lions Host Carla Bandini, il responsabile Commissione Sanità del Rotary Giuseppe Pezzi, il direttore medico del presidio ospedaliero di Faenza Davide Tellarini, il direttore della Geriatria Annalaura Spinelli ed il coordinatore infermieristico Mariacarla Ferri, la responsabile organizzativa del presidio Anna Lusa.

Questa donazione è un gesto per noi di grande valore, che racchiude l’importanza che il peso corporeo ha nella gestione clinico-assistenziale dell’anziano, soprattutto se non autosufficiente, quindi incapace di assumere la posizione ortostatica – ha spiegato la dottoressa Spinelli -. Le variazioni del peso corporeo sono significative nel corso di diverse malattie: nello scompenso cardiaco, nella sindrome da disidratazione, in corso di insufficienza renale e negli stati di malnutrizione calorico-proteica. Non solo, la valutazione del peso e dell’altezza consentono di calcolare il Body Mass Index (BMI), parametro di grande rilievo nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e fonte di informazione per quanto riguarda lo stato nutrizionale, la perdita di massa muscolare (sarcopenia) e della relativa forza muscolare (diapenia). Come direttore della Geriatria non posso, pertanto, che ringraziare a nome dei nostri pazienti e di tutto il meraviglioso personale, che opera in reparto,  il Rotary Club di Faenza”.

Il reparto di Geriatria di Faenza è dotato di 26 posti letto di degenza ordinaria e nel 2018 ha effettuato 955 ricoveri.

 

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Si è svolta questa mattina una sobria cerimonia inaugurativa relativa a due automobili per l’assistenza domiciliare, donate all’Ausl Romagna dell’Associazione Rimini Solidale Onlus. Erano presenti la vicepresidente dell’associazione Micaela Dionigi, l’assessore Mattia Morolli in rappresentanza del Comune di Rimini, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il direttore facente funzioni delle Cure primarie di Rimini Antonella Dappozzo, il direttore della Direzione Infermieristica e Tecnica di Rimini Andrea Galeotti.

Le due automobili donate sono due Panda, del valore commerciale complessivo di oltre 25mila euro. Saranno utilizzate per il servizio di assistenza domiciliare che, come specificato dalla dottoressa Dappozzo, “è una modalità di presa in carico dei pazienti molto importante e innovativa, trattata nel Piano Sociale e Sanitario vigente della Regione Emilia Romagna, vocato al mantenimento del paziente nel suo ambiente di vita. Si tratta di esperienze molto gradite dai pazienti e dai loro famigliari, che sempre più spesso ne sono anche i caregiver, perché il poter restare a casa propria è solitamente un elemento normalizzatore e che agevola la compliance rispetto alle terapie. Certo questo ribaltamento di paradigma, cioè non più il paziente che va a curarsi presso le strutture, ma i professionisti che vanno da lui, implica che il personale percorra grandi distanze. Per questo motivo la donazione di due automobili, da parte della Rimini Solidale Onlus ha una grande importanza e denota sensibilità e lungimiranza”.

A dare in senso quantitativo di tale attività, il dottor Galeotti, il quale ha evidenziato che nel 2018 sono stati 55.548 gli accessi infermieristici domiciliare in provincia di Rimini, su quasi duemila utenti assistiti, “ad opera, sul fronte infermieristico, di trenta infermieri cui se ne aggiungeranno tra breve altri 6”. L’assistenza domiciliare si sostanzia principalmente in prestazioni legate a prelievi, oncologia, cure palliative sia di base sia specialistiche.

“Il sostegno, negli ultimi anni, della Rimini Solidale è stato per noi un grande onore, del quale abbiamo fatto, e faremo di tutto, per essere degni – ha detto il dottor Tonini –, e credo rappresenti un esempio virtuoso di collaborazione tra settore pubblico e terzo settore/mondo economico”.

“Eventi di questo tipo – ha detto l’assessore Morolli – dimostrano come ci sia, a Rimini, una società civile sana, legata al proprio territorio e alle proprie radici. Una società civile che rimette al centro il valore della sanità e dei suoi operatori e che, attraverso i suoi imprenditori più illuminati, attiva collaborazioni importanti. Credo che sia un esempio per molti”.

Sono 12 anni che la Rimini Solidale Onlus sostiene l’ospedale di Rimini attraverso donazioni di vario tipo, come riassunto in una pubblicazione donata dall’Ausl all’associazione (realizzata internamente e quindi a costo zero), e come ricordato dalla vicepresidente Dionigi: “Questi 12 anni sono volati – ha raccontato – e sono stati anni di grande orgoglio ma anche ovviamente di vicissitudini. I tempi sono cambiati, alcuni amici hanno lasciato l’associazione e le cose sono diventate più difficili, ma abbiamo continuato a fare del nostro meglio, felici di quello che siamo riusciti a dare”.

 

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Ancora un gesto di vicinanza da parte della società civile nei confronti della sanità riminese. L’associazione Aned, che raggruppa pazienti affetti da patologie nefrologiche, ha infatti donato 9 televisori, di cui 8 collocati in altrettante stanze di degenza della Nefrologia ed 1 nella Sala Dialisi, completi di portatelevisori, per un valore complessivo di oltre mille euro.

Si è svolta questa mattina una sobria cerimonia di consegna alla quale hanno partecipato la delegata Aned Lia Blatti e i vertici dell’associazione, la dottoressa Catia Drudi in rappresentanza della direzione medica ospedaliera, il dottor Angelo Rigotti, direttore dell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi di Rimini dell’Ausl Romagna.

A rendere ancor più significativa questa donazione, il fatto che è frutto di donazioni delle famiglie di pazienti che, purtroppo, sono deceduti, e i cui nomi sono stati letti dalla delegata Lia Blatti nel suo intervento: Giuseppe Amadei, Francesco Molinari, Concetta Manusia Saporetti, Giuliano Giordani, Sergio Occhini.

Oltre a ringraziare l’associazione e le famiglie, la dottoressa Drudi ha sottolineato l’importanza dell’umanizzazione dei luoghi di cura, per la quale gesti come questo dell’Aned sono molto importanti.

Mentre il dottor Rigotti, oltre a ricordare le caratteristiche e i dati d’attività della “sua” unità operativa, ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione, in particolare per le patologie renali.

Il reparto di “Nefrologia e Dialisi” è situato presso l’Ospedale “Infermi” e dispone di 13 posti letto di degenza e 2 di day – hospital, e serve tutta la provincia di Rimini, anche attraverso posti dialisi in vari ospedali: 28 a Rimini, 15 a Riccione, 12 a Santarcangelo per un totale di 55  posti letto e 195 pazienti in dialisi. Vengono effettuate dalle 28.000 a più di 30.000 emodialisi l’anno, cui se ne aggiungono 500-600 per acuti e circa 650 dialisi per turisti, in estate, per circa 120 pazienti; 15 pazienti sono trattati in dialisi peritoneale. In reparto vengono seguite tutte le patologie nefrologiche e le complicanze cliniche dei pazienti dializzati e trapiantati, sono effettuati dai 350 ai 380 ricoveri annui, con 30-35 biopsie renali l’anno. Presso i day – service vengono effettuate oltre 1.300 visite l’anno per insufficienza renale cronica a 420 pazienti, più di 1000 visite l’anno per i 150 pazienti trapiantati seguiti in follow-up e sono seguiti 35 pazienti affetti dalla patologia rara “Malattia di Fabry”. Gli ambulatori (nefrologico, di prevenzione per l’insufficienza renale progressiva, e per la misurazione della pressione arteriosa) effettuano oltre 5.400 visite l’anno per esterni cui si aggiungono 1.200 consulenze interne. Il servizio dispone di 12 medici (compreso il primario), di 77 infermieri (tra cui quattro coordinatori), 7 operatori oss e 1 segretaria.

A rimarcare l’importanza della prevenzione si svolgerà sabato prossimo, 23 ottobre, a Novafeltria, l’ultimo degli interventi pubblici in occasione della Giornata Mondiale del Rene. Dalle 9 alle 13 sarà attiva postazione informativa/operativa presso l'ospedale di Novafeltria, dove personale infermieristico “Sacra Famiglia” e medico dell’Unità Operativa Nefrologia e Dialisi di Rimini, assieme ai volontari Aned, Aido e della Croce Verde di Novafeltria, saranno a disposizione dei cittadini per effettuare un breve ed essenziale check-up (compilazione di una breve scheda anamnestica, controllo della pressione arteriosa, esame delle urine, colloquio con gli specialisti in caso di esiti patologici). L’evento vedrà la partecipazione organizzativa della Croce Verde di Novafeltria.

 

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Si  è svolta questa mattina una sobria cerimonia di inaugurazione di una scultura in ceramica donata all’Ospedale di Faenza. Erano presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Faenza Massimo Isola, il vicesindaco di Riolo Terme Francesca Merlini, il direttore medico dell’Ospedale di Faenza dottor Davide Tellarini, oltre naturalmente all’autore dell’opera donata, che è stato ringraziato dal dottor Tellarini.

L’artista Pier Vittorio Fognani, di origini toscane, ha studiato a Faenza all’Istituto d’Arte per la Ceramica dove si è diplomato negli ultimi anni '50. Nel 1960 si è stabilito definitivamente a Faenza, dove ha aperto un laboratorio e ha alternato la sua attività di ceramista con alcuni periodi di insegnamento a Forlì, Ravenna, Deruta, Napoli e Chiavari. Ha diretto per alcuni anni la rivista “Ceramicart”. Entrato di ruolo all’istituto d’Arte di Lucca, si è trasferito in quella città fino al 1990, anno del suo rientro in Romagna, a Riolo Terme, dove attualmente vive e lavora. In questo lasso di tempo ha partecipato a mostre collettive e ha allestito mostre personali. Fra le tante mostre personali, le più importanti a Forlì, Modena, Ravenna, Riolo Terme, Firenze, Ferrara e Faenza (galleria Forum). Ha ottenuto molti riconoscimenti, fra cui il premio Ugolini al miglior ceramista under 30 (premio nazionale Faenza 1962) e diverse citazioni in riviste, volumi d’arte e giornali.

L’opera scultorea in ceramica che il maestro Fognani ha deciso di donare all’Ospedale di Faenza, si innesta, arricchendolo profondamente, nell'interessante cornice storica dell'ospedale “per gli Infermi” di  Faenza, voluta  dal Vescovo Antonio Cantoni nella seconda metà del Settecento.

La raccolta faentina presenta un percorso espositivo che rimanda alla propria storia e successiva sedimentazione patrimoniale. A questo proposito non si può dimenticare  il ciclo pittorico della Chiesa dedicato a S. Giovanni di Dio, eseguito da Filippo Comerio (1777 circa), che ci rammenta l’ordine dei Fatebenefratelli cui fu affidata la conduzione dell’Ospedale sino le soppressioni napoleoniche mentre, per quanto riguarda lo stretto rapporto tra artisti faentini Ospedale e cittadinanza,  si ricorda  il grande vaso eseguito da Pietro Melandri per il nuovo reparto d’idroterapia e la galleria dei benefattori con i suoi  39 ritratti in ordine cronologico.

Il complesso devozionale donato è costituito da due parti distinte in terracotta eseguite in momenti diversi. La terracotta centrale fu eseguita nel 2012, in occasione della mostra collettiva in ricordo del cinquecentenario del terremoto di Faenza mentre, la cornice, fu pensata e preparata successivamente col fine di aggiungere enfasi all'opera stessa. La “Madonna delle Grazie”, patrona della Diocesi di Faenza e Modigliana, madre di tutte le grazie, è raffigurata circondata da boccioli di rosa mentre stringere tra le mani le due terne di frecce spezzate.

Tutte queste opere sono un tassello importantissimo dell’opera di umanizzazione delle cure che si sta svolgendo presso l’Ospedale di Faenza, così come presso tutte le strutture sanitarie dell’Ausl Romagna, sulla scorta delle relative linee guida regionali.

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Anche nel 2018, in occasione delle festività natalizie, l’azienda Tricon ha voluto compiere un bellissimo gesto di solidarietà e di generosità nei confronti del reparto di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, donando una nuova e moderna tecnologia per fornire un’osservazione costante e continua dei valori dell’ossigeno e della frequenza cardiaca nei piccoli pazienti, utilizzando una pulsossimetria all'avanguardia. Piattaforma del valore di 3.500 euro che, inoltre, può essere aggiornata per consentire ai medici di monitorare in modo non invasivo più parametri aggiuntivi.

La Tricon, azienda leader del settore, si occupa della movimentazione di derivati del petrolio e di prodotti chimici. Con un team di professionisti presenti in tutto il mondo, è divenuta un’azienda riconosciuta a livello mondiale nel settore petrolchimico.

Alla cerimonia di donazione erano presenti il primario della Pediatria, dottor Federico Marchetti, personale dl reparto, i rappresentanti della Tricon Sara Salucci, Monica Baldi, Daniele Vitanza, la presidente dell’associazione “Il Mosaico - Amici dei Bambini Malati”, dottoressa Iole Augusta Venturi.

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento, rilevando che questa donazione ha contribuito ad implementare la dotazione di attrezzature sanitarie finalizzate al miglioramento del benessere dei bambini assistiti.

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Admo Emilia Romagna, Medoc, ForliFarma e Libertas insieme nel progetto "Prendiamoci a Cuore ….Admo" , una sinergia che vede nella ricerca il suo obiettivo primario. Il Gruppo Medoc, storica società di servizi nel settore della Medicina del Lavoro e Igiene Sicurezza a livello nazionale, con i suoi progetti di promozione della salute e il centro "Prenditi a Cuore - City Riability Wellness" e Admo Emilia-Romagna, associazione di volontariato che ha come scopo principale quello di informare la popolazione sulla possibilità di combattere le malattie oncoematologiche attraverso la donazione del midollo osseo, danno vita al progetto "Prendiamoci a Cuore.. Admo". Nel 2018 sono stati iscritti da Admo Emilia-Romagna oltre 8000 nuovi potenziali donatori e si sono registrate in Emilia Romagna ben 40 donazioni.  Il Progetto riguarderà la Regione Emilia-Romagna e si espliciterà in alcuni punti chiave, partendo dal presupposto che Admo Emilia-Romagna svolge un ruolo determinante circa la sensibilizzazione e il successivo arruolamento di nuovi potenziali donatori di midollo attraverso l’iscrizione all'Ibmdr (Registro Italiano Donatori Midollo Osseo) tramite kit salivare; indispensabile dunque è l’apporto della Società nella divulgazione della mission". Medoc metterà a disposizione dell’associazione i propri ambulatori di Forlì, Cesena, Faenza e Bologna e si farà portavoce della mission negli ambulatori dove è presente a Lugo, Ravenna e Rimini a titolo completamente gratuito per permettere ad Admo di effettuare i kit salivari sopramenzionati. E’ inoltre intenzione di Medoc coinvolgere anche i poliambulatori con i quali collabora in tutto il territorio italiano per incrementare il numero dei potenziali donatori di midollo osseo a livello nazionale. Il Progetto sarà supportato da Medoc anche con attività d’informazione e di sensibilizzazione gestite da Admo, che mirino ad aumentare non solo la conoscenza sulla tematica della donazione di cellule staminali emopoietiche, ma a favorire anche la partecipazione in un’ottica di cittadinanza attiva e ciò si sostanzia nel coinvolgimento di ForlìFarma che, attraverso il gruppo di farmacie associate e con la creazione di materiale ad hoc, diventerà punto informativo e di divulgazione della mission. In ambito sportivo, impossibile non menzionare la Società Sportiva Libertas, con cui Admo collabora già da tempo e di cui il Gruppo Medoc è sponsor, come esempio di progetto già avviato con successo a livello territoriale.

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E’ stato illustrato ieri sera, giovedì 28 febbraio, al Grand Hotel di Rimini, il Progetto del Rotary Club Rimini a favore del Reparto di Psicopatologia dell’Adolescenza, presso Ospedale “Infermi” di Rimini, dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’AUSL della Romagna, con il sostegno del Distretto Rotary 2072, a mezzo di una Sovvenzione della Fondazione Rotary. Un ulteriore esempio di vicinanza della società civile alla sanità riminese.

Il Progetto di supervisione, realizzato attraverso la messa in atto di un percorso formativo a favore degli operatori della Psicopatologia dell’Adolescenza, è nato con l’obiettivo di fornire un supporto per agevolare il confronto costante con la malattia psichiatrica, in questo caso di minori.

Tale percorso formativo ha dato l’opportunità agli operatori di acquisire competenze e tecniche di gestione che sono state subito attivate e che dunque, ad oggi, sono prassi operativa nell’attività quotidiana del Reparto. Il dottor Andrea Tullini Direttore della predetta Unità Operativa e gli operatori del Reparto, nel corso del Progetto, hanno posto in essere misurazioni periodiche dell’impatto sulle attività e sulla gestione dei pazienti, evidenziandone già i primi risultati positivi.

Nel corso della serata la dottoressa Daniela Rebecchi, consulente a cui è stata affidata l’attività di conduzione degli incontri relativi al Progetto, ha relazionato sul tema “I mille volti della dipendenza da Internet e Social Network: il caso Hikikomori”. La sindrome prende il nome “Hikikomori” da un termine giapponese che significa “isolarsi”. Un fenomeno scoperto in Giappone negli anni Ottanta e che sta dilagando in tutto il mondo. In Italia si stimano oltre 200.000 casi che coinvolgono ragazzi tra i 14 e i 22 anni.

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Nuova generosa donazione a favore della Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini di Cesena. Questa volta la solidarietà giunge dall’Associazione LiberaMente che, con il ricavato dello spettacolo benefico organizzato a dicembre al Teatro Bogart, ha donato al reparto cesenate due saturimetri, del valore di 1.000 euro.

L’Azienda USL della Romagna e tutta l’equipè ringraziano per nuova questa donazione l’Associazione LiberaMente, che da anni collabora attivamente per sostenere l’ospedale, arrivando a devolvere ai reparti di terapia intensiva neonatale e geriatria donazioni per un valore complessivo di circa 10mila euro.

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La dotazione tecnologica dell’Unità Operativa di Urologia dell’ospedale Bufalini di Cesena si arricchisce di nuove strumentazioni endoscopiche di ultima generazione grazie ad ACISTOM, l’Associazione Cesenate Incontinenti e Stomizzati presieduta da Giordana Giulianini.

Anche quest'anno, infatti, il reparto cesenate diretto dal dottor Carlo Lusenti ha potuto beneficiare della proficua collaborazione che esiste già da tempo con l’Associazione Cesenate e che si è concretizzata con la donazione, da parte di quest'ultima, di ben due ureteroendoscopi a fibre ottiche e da un nefroscopio semirigido miniaturizzato, del valore complessivo di 18mila euro.

“Grazie all'aggiunta di questi strumenti alla dotazione endoscopica già esistente – spiega il dottor Lusenti -  sarà possibile effettuare interventi urologici caratterizzati sempre più da una ridotta invasività e con minori possibili complicanze. In particolare sarà resa disponibile un’ampia e completa scelta nel campo del trattamento della calcolosi urinaria dell'alta via escretrice (renale ed ureterale) e anche migliori possibilità di trattamento e diagnosi delle patologie neoplastiche che interessano l'apparato urinario”.

“Gli strumenti donati – prosegue il dottor Lusenti - sono già stati utilizzati dagli operatori che hanno potuto constatare l'utilità e l'efficacia degli stessi in corso delle attività programmate confermando così la scelta mirata e ben amministrata di questa nuova generosa donazione di cui noi tutti siamo grati ad Acistom”.

La Presidente dell’Associazione, Giordana Giulianini, ricorda come questa donazione si inserisca nel solco di una tradizione che vede ormai da diversi anni l'impegno di Acistom per donare all’ospedale Bufalini innovative strumentazioni. "I nostri volontari – afferma la Presidente - sono convinti che queste donazioni vanno a vantaggio di tutta la collettività, sono i primi a crederci e la loro convinzione è lo stimolo principale per sensibilizzare gli altri cittadini, che vengono coinvolti a donare anche pochi euro, con l'acquisto dei biglietti della nostra lotteria o i prodotti del mercatino confezionati da altre volontarie. In questi tempi di crisi, dove le ristrettezze economiche e le incertezze sul futuro portano tanta parte della società a chiudersi egoisticamente in se stessa, l'attività dei volontari è un bene prezioso, perché contribuisce a costruire un'idea solidale di comunità: il volontario che dona il proprio tempo gratuitamente è anche spinto dalla voglia di migliorare un po’ la città dove vive, e Acistom, in quanto ‘associazione cesenate’ cercherà di proseguire con le sue attività a vantaggio di tutta la comunità cesenate".

L’Azienda USL della Romagna ringrazia ACISTOM per questa nuova importante donazione, che aggiungendosi alle numerose iniziative intraprese in questi anni dall’Associazione Cesenate, consolida il proficuo rapporto di collaborazione a sostegno dell’ospedale Bufalini nei percorsi di miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza

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La passione e l’impegno per l’altro, declinati nella medicina. E’ questo il messaggio che viene veicolato dalla mostra “La prima carità del malato è la scienza – Giancarlo Rastelli un cardiochirurgo appassionato all’uomo”, che si è tenuta presso gli Ospedali “Santa Maria delle Croci” di Ravenna e “Morgagni Pierantoni” di Forlì ( qui gli approfondimenti).

La stessa passione e lo stesso impegno che contraddistinguono l’operato dei medici anche fuori dalle mura dell’Ospedale. Ad esempio per la campagna “Un Sorriso contro il Dolore”, mirata a raccogliere fondi per dotare la Terapia Antalgica, diretta dal dottor Massimo Innamorato, di una innovativa apparecchiatura contro il dolore cronico (main sponsor “La BCC ravennate, forlivese e imolese”).

Non è un caso dunque l’evento che si svolgerà nella serata di sabato prossimo, 23 febbraio, presso il Teatro Rasi di Ravenna. Andrea Pace, studente dell’Università e curatore della mostra, ne illustrerà il razionale dopodichè il dottor Innamorato parlerà della campagna e dell’utilizzo dell’apparecchio contro il dolore cronico. Il tutto inframmezzato dalle musiche preferite dal dottor Rastelli e con una relazione su riferimenti di antropologia musicale realizzata dall’esperta Francesca Zanzi. Conduttrici della serata, Lucia Pierpaoli e Patrizia Baratoni.

“L’acquisizione di questa apparecchiatura – sottolinea il dottor Innamorato – è molto importante per i tanti pazienti che soffrono di dolore cronico, che naturalmente vengono già presi in carico dalle strutture ma che da questa apparecchiatura innovativa otterrebbero sicuramente un giovamento”.

L’evento – che ha il patrocinio del Comune di Ravenna, dell’Arcidiocesi di Ravenna e Cervia, dell’Ordine dei Medici di Ravenna e in collaborazione con l’associazione “Cuore e Territorio” - inizia alle ore 21, l’accesso è ad offerta libera per sostenere la campagna “Un Sorriso contro il Dolore”, rispetto alla quale si ricorda che è attiva una campagna di crowdfunding e che è possibile effettuare una donazione, comodamente anche dal proprio cellulare, collegandosi alla piattaforma ideaginger .

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