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La demenza è una patologia in costante crescita nella popolazione generale ed è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Alzheimer Disease International, una priorità mondiale di salute pubblica. Un tema dunque di forte attualità e su cui esperti, medici, famigliari dei pazienti e Associazioni, si confronteranno in un importante convegno, organizzato da Ausl Romagna, che si svolgerà per l’intera giornata di mercoledì prossimo, 24 ottobre, presso l’hotel Dante di Cervia (qui tutti i dettagli). “Azienda Usl della Romagna – Piano regionale demenze: stato dell’arte e prospettive”, il titolo dell’iniziativa, maturata ed organizzata nell’ambito degli eventi per la XXV Giornata mondiale dell’Alzheimer e Demenze, e durante la quale si farà il punto della situazione e si analizzeranno possibili scenari futuri.

In Emilia Romagna nel 2017 sono state quasi 25mila le persone visitate per la prima volta nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, 12.246 delle quali (in lieve calo rispetto alle 12.400 dell’anno precedente) hanno ricevuto una diagnosi di demenza, di cui l’Alzheimer costituisce la forma più frequente; circa 80mila le persone con demenza in regione.

Nel territorio dell’Azienda Usl della Romagna risultano essere presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni. Calcolando un'incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell'8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer.

Gli obiettivi del Servizio Sanitario Regionale richiedono alle Aziende USL di dare piena applicazione a quanto previsto dal Piano regionale Demenze e all’implementazione dei Percorsi Diagnostici Terapeutici Locali così come previsto dalle linee di indirizzo nazionali. In particolare le Ausl dovranno garantire un percorso di presa in carico integrata e corretta gestione dei disturbi psicologici e comportamentali associati alle demenze, spesso causa di precoce istituzionalizzazione e/o ospedalizzazione, favorendo l’utilizzo di tutte le risorse dell’assistenza territoriale sanitaria, socio-sanitaria e sociale (come i Medici Medicina Generale, Centri Disturbi Cognitivi e Demenza, Ospedali di Comunità, Nuclei temporanei demenze, Centri Diurni, Assistenza domiciliare, i Caffè Alzheimer, i Centri d’incontro, formazione e sostegno dei caregiver). Molto stretto e proficuo anche il rapporto di collaborazione e confronto con gli Enti Locali.

La Direzione dell’Azienda USL Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza all’interno del contesto aziendale al fine di dare piena attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Demenze.

I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) rappresentano una realtà consolidata nel territorio aziendale, con un’articolazione presso l’ambito di Rimini–Riccione, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo. I CDCD, costituiscono il nucleo organizzativo dove, personale medico, infermieristico, assistenti sociali e psicologhe in possesso di particolari competenze specialistiche, attraverso idonee modalità di valutazioni multidisciplinari e in una logica di team, definiscono il progetto terapeutico assistenziale in condivisione con la persona e i suoi familiari.       

Nella nostra A.USL, alla strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che consente di qualificare ulteriormente il percorso in favore della persona.

Di particolare rilievo risultano essere i molteplici interventi promossi dalle Associazioni di Volontariato del territorio romagnolo che hanno accolto favorevolmente l’esigenza aziendale di poter condividere un percorso di lavoro fortemente integrato al fine di valorizzare le esperienze presenti sui singoli territori ed estenderle su base aziendale. Il lavoro di rete e la capacità di costruire relazioni efficaci promuovono una maggiore capacità di risposta ai bisogni personalizzati dei singoli pazienti.

 

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Domenica 21 ottobre, dalle ore 9.30 a Cesena si terrà la “Camminata tra i colori del Savio”, evento di raccolta fondi per sostenere il progetto ARTE IN CORSIA, attività di Art Terapy  presente  in diversi presidi ospedalieri della Romagna.

E’ una camminata non competitiva e solidale, rivolta a tutti coloro che vogliono camminare, correre o praticare il Nordic Walking, lungo un percorso di 8 chilometri, con la collaborazione di Mara Fullin, ex campionessa nazionale di basket e oggi maestro di nordic walking, oltre che allenatrice ,  della Nuova Virtus Cesena.

Il ritrovo per grandi e piccini è alle ore 9.00 presso l’Iper Coop Lungo Savio per il ritiro del kit di partecipazione. La partenza è alle ore 9.30 mentre l’arrivo è previsto alle ore le 11.30, sempre all’Iper Coop, dove ad attendere i bambini  ci sarà il Truccabimbi, mentre agli adulti verrà consegnato un simpatico omaggio.

Per iscriversi rivolgersi a: Associazione Artincounselling: Giorgia 340.0569525; Nuova Virtus Cesena: Mara 335.7257707; Living Sport via G. Marconi 331 Cesena. Sarà possibile effettuare l’iscrizione anche la mattina stessa, presso il desk allestito sul posto di ritrovo, presso l’Ipercoop Lungo Savio.  Per partecipare all’iniziativa è richiesto un contributo di 6 euro, che saranno interamente devoluti all’Associazione Artincouncelling per sostenere l’arte terapia presso i reparti di pediatria, di salute mentale e alcuni hospice dell’Azienda della Romagna.

L’evento è organizzato in partnership da: Associazione Artincounselling, Ausl della Romagna, COOP Alleanza 3.0, Nuova Virtus Cesena e AVIS Comunale di Cesena, con il patrocinio del Comune di Cesena e Centro Commerciale Lungo Savio.

In  caso di maltempo l’iniziativa sarà rinviata a data da destinarsi.

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Nell’ambito della rassegna “RiANIMAzione letteraria di Poesia intensiva”, che introduce in Ospedale - luogo deputato alla cura - pillole di poesia, incontri con autori e intermezzi musicali da socializzare con le persone ricoverate, i loro famigliari e i cittadini tutti, domenica 21 ottobre  2018 alle ore 15.30, presso la Sala Conferenze DEA dell'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna - Viale Randi n.5 (7° piano), Giampiero Cesari, Psichiatra e Psicoterapeuta, conversa con Livia Santini presentando il libro del fratello prematuramente scomparso Severino Cesari “Con molta cura”.

Letture a cura di: Sandra Melandri.

Curatrice dell’evento: Patrizia Baratoni.

Ingresso libero.

L’iniziativa è rivolta ai degenti, ai familiari, al personale ospedaliero e alla cittadinanza.

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Il ciclo di incontri Parole Stupefacenti, giunto alla diciottesima edizione, si apre sabato 27 ottobre alle ore 16.00 presso la sala n.5 di Faventia Sales, via San Giovanni Bosco n.1 a Faenza. Questo evento nasce dalla collaborazione fra il Servizio Dipendenze Patologiche di Faenza Azienda USL della Romagna e i Servizi Sociali dell’Unione della Romagna Faentina.

L’intento di “Parole Stupefacenti” è da sempre quello di offrire una lettura non solo strettamente sanitaria ma anche sociale, economica, culturale, sulle tematiche dell’uso/abuso di sostanze psicoattive e su tutti i comportamenti a rischio legati al nostro quotidiano che possono diventare vere e proprie patologie.

Il ciclo di incontri è rivolto alla cittadinanza e in particolare agli operatori dei servizi sanitari e sociali del territorio, agli insegnanti, agli educatori, agli studenti e a tutti coloro interessati a questi temi.

Quest’anno il filo conduttore dell’intero ciclo di conferenze sarà modernità e post modernità declinato da un punto di vista sociale, culturale, comunicativo, economico…..

Sabato 27 ottobre dalle ore 16.00 dopo i saluti delle autorità, il ciclo di incontri si aprirà con l’intervento del dott. Paolo Cianconi “Le società postmoderne: trasformazione, mutazione, espansione”. 

Paolo Cianconi è medico chirurgo, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, antropologo all’Università Cattolica e Policlinico Gemelli di Roma. Lavora come psichiatra presso la Casa Circondariale Regina Coeli di Roma. Si occupa di psicologia e psichiatria sociale della postmodernità. E’ Direttore scientifico del master di etnopsichiatria e psicologia della migrazione presso l’Istituto Beck di Roma. Ha effettuato ricerche in Italia e all’estero per studiare le comunità che sopravvivono ai bordi degli Stati, in condizioni di precarietà o varie forme di povertà, anche relazionali. Studia i fenomeni psicologici e collettivi connessi con le crisi e i collassi sociali.

Il ciclo di incontri proseguirà presso il Museo Civico di Scienze Naturali Malmerendi, in via Medaglie d’Oro n. 51 a Faenza, dalle ore 17.30 alle ore 20.00, nelle seguenti giornate:

Martedì 30 ottobre - dott. Michele Marangi  “Ipermodernità. Il digitale e la trasformazione del presente”.

Martedì 6 novembre - dott. Davide Fant  “Giocare con le macerie. Remix e racconti, fughe e spiragli”.

Martedì 13 novembre - dott. Luigi Manconi “O toccare il fondo o uno slancio di reni. Dipendenza e autonomia”.

Martedì 20 novembre - dott. Gioacchino Lavanco  “’Senza fine trascini la nostra vita….’ Famiglia e comunità a confronto con le nuove dipendenze comportamentali”.

Mercoledì 28 novembre - dott.ssa Patrizia Meringolo “La resilienza per la creazione di competenze e nuovi obiettivi per l’individuo e la comunità”.

 

Ulteriori dettagli e informazioni nel depliant allegato.

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Mercoledì 24 ottobre 2018, dalle ore 8.30 alle 18.00, si tiene a Cervia, presso il Club Hotel Dante in Viale Milazzo n. 81 - ang. Lungomare Deledda, il convegno “Azienda USL della Romagna - Piano Regionale Demenze: Stato dell’arte e prospettive”.

La Regione Emilia-Romagna sin dall'avvio del primo progetto regionale demenze (DGR 2581/99) ha sostenuto e valorizzato un orientamento integrato ai pazienti con disturbi cognitivi e demenza. L'aggiornamento del progetto regionale (DGR 990/16) ha fortemente ribadito un approccio globale alla persona, nelle diverse fasi di malattia, orientando gli interventi, sanitari e sociali, ad uno stretto coordinamento di rete. Il PDTA Regionale, e conseguentemente quello Aziendale, declina i percorsi di presa in carico in una prospettiva che pone al centro i bisogni della persona e della sua famiglia così come vengono percepiti e definiti dagli stessi e per come cambiano nel tempo in base all’evolvere della malattia.  

Il Convegno, partendo dalla ricognizione dell’esistente, vuole essere una rinnovata occasione di integrazione fra professionisti Associazioni, utenti, volontari e cittadini tutti impegnati nella costruzione di un’ampia Comunità Amica della Demenza, capace di accompagnare, dare voce e fornire risposte di appropriatezza ai malati e a chi li assiste.

L'evento è rivolto in modo particolare ai professionisti sanitari e sociali della rete di servizi ed ai volontari delle associazioni territoriali coinvolte nei percorsi di assistenza ed ai cittadini interessati.

Le iscrizioni sono aperte dal 8 al 20 ottobre 2018 con le modalità indicate nel depliant allegato.

Sono stati richiesti i crediti per l'Educazione Continua in Medicina per: Medico di Medicina Generale, Medici, Infermieri, Assistenti Sociali, Psicologi, Fisioterapisti, Terapisti Occupazionali, Educatori.

Comitato Scientifico: Roberta Mazzoni, Rachele Nanni, Federica Boschi, Stefano De Carolis, Alessandro Margiotta, Susanna Malagù

Per ulteriori informazioni:      

Segreteria Distretto Sanitario di Ravenna Ausl Romagna - Via Fiume Abbandonato, 134 - 48121 Ravenna - tel. 0544-286602 - fax: 0544-287009 - e-mail: distretto.ra@auslromagna.it

Tutte le informazioni e dettagli nel depliant allegato.

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Il Sistema Sanitario Nazionale pubblico e universalistico è una importante conquista. L'Italia l'ha fatta 40 anni fa, e oggi va rafforzata. Per questo l'Azienda ha deciso di organizzare il convegno "1978 - 2018. I quarant'anni del Sistema Sanitario Nazionale verso un futuro in rete" che si terrà al Centro Congressi della Fiera di Cesena (zona Pievesestina - via Dismano, 3845) nel pomeriggio del 31 ottobre prossimo.

Sarà un'occasione per confrontarci, mostrare quanto di buono abbiamo fatto, ma anche guardare al futuro. Un'occasione da non perdere. E' prevista la partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e dell'Assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi. Condurrà i lavori Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.

Tutti i dettagli nell'allegato pieghevole.

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Prendersi cura di persone con esperienza di disagio psichico vuol anche dire assumersi il compito di attivare azioni a contrasto dello stigma di cui troppo spesso sono oggetto. E’ questo lo spirito della mostra fotografica “Con quali occhi” che nei mesi di agosto e settembre viene ospitata al “Centro di Medicina e Prevenzione” (CMP) di via Fiume Montone Abbandonato a Ravenna. Il progetto è realizzato dall’associazione “Il cerchio e l’albero ONLUS” e punta a coinvolgere i visitatori della mostra anche al di là della mera visione. La mostra è composta da foto scattate da persone in cura presso i Servizi di Salute Mentale e non, a partire da 10 parole chiave che sono state interpretate dai partecipanti al progetto. Per ognuna di esse viene esposta una foto scattata da una persona con esperienza di malattia mentale e da una persona che non ha questa esperienza. Dopo averle viste, il visitatore può, a sua volta, fare una foto scegliendo una o più parole chiave e inviarla all’associazione tramite Whatsapp (tutti i riferimenti sono nell’allegato volantino) in modo da “proseguire” il percorso intrapreso dalla mostra e arricchirla di altri “punti di vista”.

Foto, scatti che catturano un’emozione, che regalano un’emozione, che restituiscono un’idea e fanno nascere riflessioni.

Persone che condividono un’esperienza e lo fanno a partire dal loro essere “persone nel mondo”.

Il Direttore del Distretto di Ravenna,  Roberta Mazzoni, ringrazia l’Associazione “il Cerchio e l’Albero ONLUS”  per la realizzazione del progetto e la messa a disposizione del materiale fotografico comunicando che la mostra è  allestita presso il Centro di Medicina Preventiva di Ravenna ed è visibile nelle giornate ed orari di apertura della struttura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8:30 alle ore 13:00; martedì e giovedì anche dalle 14:30 alle 17. In ottobre poi si sposterà a Faenza (Bistrò Rossini) e in novembre e dicembre al Palazzo Comunale di Bagnacavallo.

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L’Associazione “Rimini Solidale Onlus” torna a donare all’Ospedale di Rimini. Rivolgendosi ai pazienti più piccoli e delicati, i neonati prematuri. La Onlus - che da ormai dieci anni è impegnata in favore delle strutture sanitarie riminesi ha infatti donato un ecografo con sonda lineare per posizionamento eco guidato dei cateteri venosi centrali in Terapia Intensiva Neonatale, che è stato inaugurato alla presenza del presidente della “Rimini Solidale” Maurizio Focchi, della vicepresidente Micaela Dionigi, del direttore medico dei Presidi Ospedalieri riminesi Romeo Giannei, della dottoressa Gina Ancora (direttore della TIN dell’Ospedale di Rimini) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore settore Acquisti dell’Ausl Romagna).

Approfondimento clinico

Come spiegato dalla dottoressa Ancora, la cannulazione di vene/arterie è fondamentale nella cura del paziente in TIN per la somministrazione di liquidi e farmaci e per scopi di monitoraggio. La pratica di usare l'anatomia di superficie e la palpazione per identificare la posa di vie venose/arteriose si basa sulla posizione presunta del vaso e l’inserimento alla cieca dell'ago fino a quando del sangue non viene aspirato.

Sebbene l'inserimento di cateteri vascolari sia una manovra frequentemente eseguita in terapia intensiva, e sia parte integrante della formazione e della pratica medica dell'intensivista, essa si associa spesso a complicanze ed il tasso di successo va dal 60 al 95 per cento. Una stima del 2003 ha citato l'inserimento di circa 5 milioni di cateteri venosi centrali (nella vena giugulare interna, sottoclaveare e femorale venosa) ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di complicanze meccaniche fra il 5 ed il 19 per cento. Tali complicazioni possono verificarsi più spesso con operatori meno esperti, con anatomie difficili del paziente, situazioni procedurali rapide (in emergenza) e la presenza di comorbidità (coagulopatia, enfisema polmonare, ecc...). Riguardo i cateteri venosi centrali, le complicanze meccaniche includono la puntura arteriosa accidentale, la formazione di un ematoma, di un emotorace, di pneumotorace, di fistole artero-venose, di embolia gassosa venosa, di lesioni nervose, di lesioni del dotto toracico sul lato sinistro, di dissezione endoluminale e la puntura dell’aorta. L'incidenza di complicanze meccaniche aumenta di sei volte quando più di tre tentativi vengono fatti dallo stesso operatore.

L’uso dell’ecografia per la visualizzazione della vena da pungere, che si trova in profondità e che quindi non è visibile superficialmente, migliora notevolmente il tasso di successo nel posizionare un catetere venoso centrale e riduce il tasso di complicanza quali infezioni e trombosi. Ad oggi le linee guida internazionali parlano di posizionare tutti gli accessi venosi tramite ecografia. La venipuntura guidata da ultrasuoni sta rapidamente diventando la tecnica standard per raggiungere una linea centrale in neonati e bambini. L'ecografia offre la possibilità di scegliere l'accesso venoso più appropriato e più sicuro, oltre a eseguire una procedura sicura al 100 per cento.

Approfondimento tecnico

L’ecografo donato dalla Rimini Solidale Onlus, del valore commerciale di circa 23mila euro, è un apparecchio portatile modello Sonosite M-Turbo completo di carrello ergonomico, con garanzia di durata di cinque anni. La dotazione di sonda lineare consente di operare con maggior sicurezza per l’applicazione dei cateteri venosi centrali, specialmente in pazienti di picole dimensioni come sono i neonati, specie se pretermine

La “Rimini Solidale Onlus” e l’Ospedale “Infermi” di Rimini

Nell’ormai lontana giornata del 9 giugno 2008, quasi dieci anni fa esatti, si svolse l'inaugurazione della Tomografia Computerizzata a 64 strati, meglio nota come Tac Multistrati. Si trattava della prima donazione dell'associazione, nata nel 2007 ad opera di un gruppo di importanti e lungimiranti imprenditori riminesi, proprio con lo scopo di sostenere la sanità del territorio riminese. Si trattava anche della prima apparecchiatura di quel tipo, rivoluzionario, introdotta nell'Azienda USL.

In quella circostanza il presidente della “Rimini Solidale Onlus”, dottor Maurizio Focchi, disse che “il rapporto tra la nostra associazione e l’A.Usl non si conclude qui”. Parole profetiche. Negli anni successivi l'associazione ha donato:

Anno 2008 e successi –  Apparecchiature di supporto alla Tac multistrato

Anno 2011 - Mammografo mobile

Anno 2013 – Laser confocale per la Dermatologia

Anno 2015 - Sistema per biopsia mammaria per la Senologia

Anno 2017 – Sistema formativo con simulazione attiva per mamma bambino per la TIN.

Quindi la donazione di oggi.

Il dottor Giannei ha sottolineato con grande forza la stretta collaborazione tra società civile e sanità riminese, “che negli anni ha consentito di qualificare notevolmente la nostra offerta sanitaria”. Il presidente della Rimini Solidale Focchi ha aggiunto che “siamo un gruppo di persone che ama la sua sanità e che ha deciso, nel corso degli anni, di dare il proprio contributo. Stiamo continuando a farlo, e ne siamo felici, poiché vediamo che gli apparecchi che utilizziamo si inseriscono in una realtà sanitaria di alta livello e nella quale possono essere utilizzati, e sono utilizzati, al meglio”.

ZOOM SULL’ATTIVITA’ DELLA TIN

L'Unità Operativa “Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale” (TIN) fornisce assistenza a circa 3.500 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. Non tutte le famiglie sono riminesi: talune scelgono la struttura dell'”Infermi” pur provenendo da altri territori.

I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale. E' disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.

La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L'Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche molto pretermine.

Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la TIN è uno dei pochi reparti aperto alle famiglie 24 ore su 24, avvalendosi della collaborazione di una psicologa che può seguirle dalla  degenza in Ostetricia a quella in TIN.

A margine dell’inaugurazione la dottoressa Ancora ha colto l’occasione per ribadire, anche a nome delle società scientifiche dei neonatologi, l’importanza del parto in sicurezza e in punti nascita che hanno tutte le caratteristiche per essere sicuri. Proprio due giorni fa si è tra l’altro tenuta a Bologna una conferenza stampa su questo tema in cui sono state illustrate le "5 proposte per migliorare la sicurezza di madre e neonato" rispetto ai punti nascita, peraltro già oggetto di una conferenza stampa due giorni fa a Bologna. "In Emilia Romagna - recita il relativo manifesto - i dati sull'assistenza materna e neonatale sono buoni ma si può fare di più".

Ecco le 5 proposte: "Attenta valutazione delle gravidanze": quelle a basso rischio è appropriato vengano assistite dalle ostetriche, quelle a rischio devono essere seguite anche da medico specialista.

In secondo luogo "Assistenza alla gravidanza e al puerperio il più possibile vicine alla residenza", comprendendo anche l'assistenza domiciliare.

Terza proposta: "Tutti i parti devono essere assistiti presso le strutture in cui nascano almeno mille bambini ogni anno": quando il parto diventa complicato in maniera imprevista solo la presenza di un gruppo di professionisti con buona esperienza e abituati all'emergenza garantisce a mamma e bambino la miglior assistenza possibile.

Quarto: "Nelle gravidanze a rischio il parto deve svoglersi in strutture di secondo livello, in cui è presente una terapia intensiva neonatale".

Infine, quinta ed ultima proposta, "Per garantire il benessere della donna e del nascituro" l'assistenza deve essere attenta alle esigenze e alle tradizioni delle singole coppie mamma-bambino, gli ambienti devono essere confortevoli e permettere la permanenza di una persona scelta dalla donna, deve essere inoltre garantito il contatto pelle-pelle tra mamma e bimbo nelle prime due ore dopo il parto anche per avviare un buon allattamento al seno.


                                               

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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, e inaugurato alla presenza del sindaco Michele de Pascale, del direttore generale Marcello Tonini, del direttore sanitario Stefano Busetti, del direttore della Radiologia Carlo Orzincolo e degli operatori.

Del valore di 500.000 euro, la Tac verrà utilizzata per applicazioni in diversi campi: neurologico, vascolare, cardio-toracico, total body. La nuova apparecchiatura è infatti – come spiegato dal dottor Orzincolo - un sistema TC (di tomografia computerizzata) ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi: da quelli con traumi complessi o problemi cardiaci, a quanti siano in attesa di trattamento nei reparti di Pronto soccorso con flussi di lavoro intensi.

“Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini – ha aggiunto il professionista -: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo”.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine, consentendo di ricostruire 128 strati: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure, cardiologiche, angiologiche, neurologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche.

Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tac, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi, un esame cardio in soli 5 battiti ed esami più sicuri e precisi per pazienti con protesi metalliche. Proprio in questi giorni, inoltre, entra in funzione anche una nuova apparecchiatura per la diagnostica angiografica, che a sua volta consentirà di dare una risposta sempre più completa ai bisogni di cura dei ravennati.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Ravenna vengono effettuati ogni anno circa 175.000 esami di diagnostica per immagini, di cui 26.000 tac. Nell’ambito dell’intera provincia ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247.

Il dottor Busetti ha ribadito come, dopo l'inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia, lo scorso 22 maggio, questa nuova apparecchiatura “unica in Romagna a 128 strati” sia un ulteriore tassello del potenziamento, in strutture, personale e, appunto, tecnologie, dell’Ospedale di Ravenna. Gli ha fatto eco il direttore generale auspicando, da parte degli operatori, un modo di lavorare sempre più basato sul confronto reciproco e l’integrazione in modo da “mettere a frutto, al massimo, l’attività dei tavoli di lavoro per il bene dei pazienti”.

Conclusioni a cura del sindaco de Pascale, il quale ha evidenziato come “quello delle Radiologie del Ravennate, che coordinano la propria attività dando una risposta più completa alla cittadinanza, sia importante e possa essere colto anche in altri ambiti di intervento. Con questa apparecchiatura l’ospedale di Ravenna si conferma, e anche per il futuro, avanguardia sul fronte delle tecnologie biomedicali”.

 

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Una serata per sorridere. Ma sorridere facendo anche qualcosa di buono contro il dolore cronico. Di qui il titolo “Un sorriso contro il dolore” della serata che si svolgerà giovedì prossimo, 21 giugno, alla Sala d’Attorre di Casa Melandri (via Ponte Marino, 2), organizzata dall’Ausl col patrocinio del Comune di Ravenna e in collaborazione con le associazioni “Cittadinanza Attiva”, “Ravenna Parkinson” e “Amrer”. Si tratta di una serata benefica e il  cui ricavato sarà utilizzato per finanziare l’acquisto  di una apparecchiatura innovativa per la Terapia Antalgica dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci”.

“Si tratta – spiega il dottor Massimo Innamorato, responsabile della Rete delle Terapie del Dolore dell’Ausl Romagna – di una macchina da stimolazione transcranica elettrica che utilizzeremo per i pazienti affetti da alcune tipologie di dolore cronico”.

Il dottor Innamorato sarà presente giovedì sera, per illustrare la parte clinica del progetto, dopo i saluti dalle Direzione Generale e Sanitaria e del primo cittadino del Comune di Ravenna Michele de Pascale.

Quindi lo spettacolo di Maurizio Ferrini, e a seguire gli interventi di Monica Ricci (referente del percorso di Neurostimolazione midollare dell’Ausl Romagna) e dei portavoce delle associazioni. La serata è ad offerta libera e la cittadinanza è invitata.

Zoom sull’apparecchiatura.

La “tDCS” (stimolazione transcranica a corrente diretta continua), nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo, é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace, indolore e senza effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi). Nonostante sia una tecnica “giovane”, molti studi la indicherebbero come un possibile prezioso strumento per il trattamento di condizioni quali la fibromialgia, la depressione maggiore senza resistenza ai farmaci, e il dolore cronico; ci sono inoltre indicazioni di probabile efficacia nel morbo di Parkinson, demenza di Alzheimer, dipendenze, riabilitazione post ictus o traumi.

La tDCS permette due tipi di stimolazioni: anodica e catodica. La stimolazione anodica provoca un’eccitazione dell’attività neuronale e quella catodica la inibisce o la riduce. La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua ad una intensità costante, non percepibile dalla persona, che viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi (uno eccitatorio, l’anodo, e uno inibitorio, il catodo). Gli elettrodi sono rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività (consentendo di attraversare le ossa craniche e raggiungere l’area cerebrale d’interesse) ed evitare possibili effetti fastidiosi causati dall’applicazione diretta di corrente.

Questa tecnica, attraverso il flusso di corrente da un elettrodo all’altro, modifica i potenziali di membrana dei neuroni permettendo di modulare l’eccitabilità della corteccia cerebrale e quindi l’attività neuronale del cervello, aumentando o diminuendo la funzionalità dell’area stimolata (producendo effetti a livello cognitivo e comportamentale) per un tempo che permane oltre la durata della stimolazione. La stimolazione anodica in particolare, depolarizza i neuroni aumentando l’eccitabilità corticale dell’area stimolata, mentre la stimolazione catodica iperpolarizza i neuroni con effetti inibitori, favorendo di fatto l’induzione di fenomeni di neuroplasticità. Se la stimolazione viene ripetuta più volte é possibile rendere tali modificazioni più stabili e durature. Generalmente viene ripetuta cinque volte alla settimana, per un massimo di venti sessioni complessive.

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