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Si è svolta questa mattina, nel reparto di Pediatria dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, una cerimonia di inaugurazione del progetto “Gocce di Blu”, ulteriore passo avanti per l’umanizzazione del reparto e l’accoglienza dei piccoli pazienti. Al piccolo evento erano presenti l’assessore del Comune di Rimini Mattia Morolli, Laura Moretti (Presidente dell’associazione “La Bottega Culturale”), Sonia Fabbrocino (arteterapeuta Collettivo Arteda), una lettrice volontaria e il direttore dell’Unità operativa di Pediatria dottor Gianluca Vergine.

Il progetto. Laboratori creativi, letture speciali, kit gioco, esposizione di un libro-quadro: sono questi gli ingredienti principali di "Gocce di Blu", serie di attività e allestimento di un percorso espositivo per i piccoli pazienti del reparto Pediatria dell'Ospedale Infermi di Rimini, che inaugura venerdì 7 dicembre, alle ore 10.30, e prosegue poi sino alla fine di gennaio 2019.

"Gocce di Blu" fa parte del progetto 'EduCarte - Sentieri di lettura e arte condivisa', ideato dall'associazione La Bottega Culturale e sostenuto economicamente dai Piani di Zona del Comune di Rimini. "Gocce di Blu è un’azione speciale del progetto - spiega Laura Moretti, presidente dell'associazione La Bottega Culturale - Lo scopo é promuovere i benefici apportati dall’arte in situazioni fragili, nello specifico durante la degenza in ospedale, indirizzandosi al target infanzia e famiglia, aiutando a superare il sentimento di isolamento e di esclusione a cui i bambini sono esposti durante la degenza".

"Gocce di Blu" prende spunto dal tema principale elaborato dalla mostra “Blu blu blu”, a cura di Immaginante, ospitata dal 19 ottobre all’11 novembre al Museo della Città di Rimini, mediante nuove ispirazioni e una impostazione personalizzata agli spazi ospedalieri. Nel suo complesso, dunque, è un proseguimento della precedente mostra con rivisitazioni e un’interpretazione nuova a cura di un’esperta di arteterapia. Al progetto hanno collaborato anche Centro per le Famiglie e Collettivo Arteda.

Esposizione libro-quadro, poi laboratori, letture e kit gioco

Il progetto libro-quadro è dedicato al colore blu del mare e del cielo nelle sue sfumature, percezioni psico-fisiche, emozioni, simboli e metafore. Il percorso espositivo rintraccia il blu nell’arte contemporanea attraverso alcune opere di grandi artisti per giocare al racconto delle emozioni.

Le suggestioni cromatiche e iconografiche dei quadri diventano luogo e spazio emozionali, raccontano mondi dentro cui si muovono i personaggi che insieme costruiscono le relazioni.

La parte narrativa, invece, è ispirata al libro “I due amici” di Paz Rodero e Wilkon Josef.

Il percorso espositivo è formato da quattordici tavole, esposte nello spazio dedicato alle attività ricreative del reparto di Pediatria. Le tavole delle illustrazioni – i cosiddetti libri-quadro - avranno una triplice funzione: la prima espositiva, la seconda ri-creativa e la terza narrativa.

Nelle prossime settimane, sino al termine di gennaio, varie attività saranno dedicate ai piccoli pazienti all'Ospedale Infermi di Rimini:

- tre attività laboratoriali dedicate ai bambini degenti, a cura di Sonia Fabbrocino (arteterapeuta del Collettivo Arteda), i quali saranno coinvolti in piccoli gruppi guidati da un’esperta di arte-terapia, per realizzare dei componimenti artistici ispirati all’esposizione. Ogni bambino avrà la possibilità di “giocare” e di sperimentare con materiali differenti, in prevalenza carta e plastica, per immergersi in creazioni artistiche e dare forma alle emozioni attraverso una vera e propria esperienza sensoriale;

- quattro letture speciali a cura dei Magnifici Lettori del Centro per le Famiglie di Rimini, mediante i libri-quadro che assumono la funzione scenografica, ma anche interattiva, attraverso l’inserimento di personaggi animati direttamente dai lettori;

- un kit gioco che include attività creative ispirate al tema del colore blu, in sinergia con la mostra laboratorio “Blu blu blu” e “Gocce di blu”, a cura di Laura Moretti (La Bottega Culturale).

Il dottor Vergine ha ringraziato tutti i soggetti che partecipano al progetto (Comune, Centro per le Famiglie di Rimini, lettori volontari…), evidenziando che “si tratta di un progetto che educa alle emozioni, ed è dunque molto indicato nell’ottica dei progetti di umanizzazione e integrazione socio sanitaria che si stanno portando avanti per tutti i reparti, ma in particolare per il nostro visto che i nostri pazienti sono dei bimbi”.

L’assessore Morolli ha commentato che “grazie a questo progetto si cerca di portare un sorriso in un luogo in cui normalmente si viene per curarsi, ma quando si sta male. A me è capitato, due volte, da bambino, di passare il Natale in ospedale, e capisco dunque bene l’importanza di un momento di ‘sollievo’ per i pazienti. Questo è un progetto importante e dimostra che quando lavoriamo insieme in sinergia otteniamo buoni risultati. Rimini, la Rimini vera, non è solo sui manifesti, ma anche dove la gente sta male”.

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Dopodomani, sabato 15 dicembre, in prossimità delle feste natalizie l’associazione “Il sorriso di Giada” onlus organizzerà nel reparto di pediatria dell’Ospedale Santa Maria delle Croci, uno spettacolo per presentare uno dei progetti di Pet Terapy in atto per i piccoli pazienti. Durante il pomeriggio saranno presenti diversi volontari che allieteranno il pomeriggio dei bimbi ricoverati. E in particolare: Chiara Tremamunno (trucca bimbi), Mauro Franceschelli (Pet terapy), Laura Ballestrino (lettura della fiaba di Sofia con accompagnamento musicale di Giampiero Bocchini). Saranno inoltre distribuiti panettoni a tutti i piccoli pazienti e alle loro famiglie. La grande sensibilità dimostrata, rinnova l’entusiasmo di tutto il personale della Pediatria di Ravenna nell’impegno a fare sempre di più e meglio verso i nostri piccoli pazienti.

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Riflettori puntati sulle ESPERIENZE DI CLOWNTERAPIA IN ITALIA” mercoledì 5 dicembre a Cesena. Dalle ore 14 alle 18, al Dipartimento di Psicologia (Aula Magna, p.le Aldo Moro) si svolgerà un  convegno sul tema, con la presentazione in anteprima nazionale del docufilm “CLOWN IN CORSIA prodotto da Metters Studio – Sonne Film-Mok con la regia del cesenate Matteo Medri e che andrà in onda su TV2000 a partire da venerdì 7 dicembre, alle ore 22.40.

L’evento, gratuito, aperto a tutti e accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie, è promosso da Azienda USL Romagna e Associazione Culturale Mok con il patrocinio di Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Federazione Nazionale Clown Dottori FNC, Metters Studio, Sonne Film, e focalizzerà l’attenzione sui passaggi fondamentali che hanno reso possibile l'inserimento della figura del clown nel sistema di cura. Verrà fornita una fotografia dello stato dell’arte sia a livello nazionale che internazionale. Una trattazione particolare verrà riservata alla presentazione in anteprima nazionale del documentario ‘Clown In corsia’, a cui seguiranno due tavole rotonde “I Clown in Pediatria” e “ I Clown in Oncoematologia” con la partecipazione di medici, infermieri e clown coinvolti nelle riprese del documentario.

 

IL DOCUMENTARIO CLOWN IN CORSIA

Racconta il mondo dei clown dottori all’interno di diversi contesti ospedalieri del panorama nazionale nei quali questi operano, mostrando una realtà fatta di momenti, spesso non semplici da gestire, che diviene il tema principale della narrazione. Seguendo diverse equipe di clown dottori, appartenenti a diverse realtà, tra cui capofila la Federazione Nazionale Clowndottori, viene raccontata la vita, l’esperienza e l’impegno di persone che nella vita operano come clown in corsia, basandosi su episodi di “quotidianità” del loro lavoro e delle equipe mediche con le quali entrano in contatto, dove le vicende si intrecciano continuamente e nelle quali l’operato di queste persone con il naso rosso traccia il filo della storia e ne sottolinea i momenti salienti.

È un racconto ricco di “dietro le quinte” e di interviste, volte a comprendere più da vicino l’attività dei nasi rossi, un lavoro complicato e per nulla improvvisato, dove emerge in modo significativo la valenza emotiva dell’operato, che richiede una grande professionalità, empatia ed umanità per essere gestita al meglio.

Attraverso il racconto in presa diretta delle gesta professionali e della vita di tutti i giorni, le storie di un gruppo di clown dottori appartenenti a diverse associazioni italiane, che operano in alcuni importanti ospedali della penisola (Ospedale Bufalini di Cesena, Policlinico Umberto I di Roma e Ospedale Salesi di Ancona), ci consente di aprire una finestra sul mondo della clownterapia, facendo luce su alcuni punti spesso in ombra e non conosciuti, delineando chi è e come opera un vero clown dottore e quale importante risorsa possa essere per le equipe mediche e i presidi ospedalieri e sociosanitari.

Un racconto che non prevede una sola voce, ma che dà voce anche a chi con i clown dottori si trova a collaborare nel cammino professionale, e a coloro che si trovano “dall’altra parte”, in quanto pazienti o familiari, che si ritrovano a vivere l’ospedalizzazione.

Produzione: Metters Studio e Sonne Film

Regia: Matteo Medri.

Durata: 64 minuti

In collaborazione con MoK Associazione Culturale e Federazione Nazionale Clown Dottori

Con il sostegno di  OROGEL

Produttore esecutivo: Giangiacomo De Stefano

Responsabile di produzione: Marilisa Murgia

Operatore di camera: Achille Matassoni; Luca Nervegna; Matteo Medri

Montaggio: Stefania Alberti

Musiche originali: Davide Caprelli

Mix audio: Daniele Cutrufo

Clown Dottori 

Alberto Dionigi - Associazione l’Aquilone di Iqbal, equipe “I nasi rossi del Dr. Jumba” - Cesena

Chiara Faggiano - Associazione l’Aquilone di Iqbal, equipe “I nasi rossi del Dr. Jumba” - Cesena

Roberto Flangini - Associazione l’Aquilone di Iqbal, equipe “I nasi rossi del Dr. Jumba” - Cesena

Linda Venturi - Associazione l’Aquilone di Iqbal, equipe “I nasi rossi del Dr. Jumba” - Cesena

Massimo Sangiuliano - Associazione l’Aquilone di Iqbal, equipe “I nasi rossi del Dr. Jumba” - Cesena

Fabio Ambrosini - Associazione Il Baule dei Sogni - Ancona

Patrizia Petetta - Associazione Il Baule dei Sogni - Ancona

Paolo Scannavino - Cooperativa Soccorso Clown - Roma

Laura Donzella - Cooperativa Soccorso Clown - Roma

CHI È IL CLOWN DOTTORE?

Il clown dottore è un operatore professionale che opera in ambito sociosanitario attraverso le arti della clownerie e utilizza la metafora terapeutica per mutare segno alle emozioni negative delle persone con disagio di tipo sanitario e/o sociale. Lo scopo del clown è infatti quello di porsi in una posizione di ascolto attivo e attento dei contesti e delle situazioni in cui opera, in modo da elaborare le migliori strategie di comunicazione e interazione con tutte le persone presenti nel contesto d’intervento, nonché quello di indurre una modifica nello stato emotivo dei pazienti, favorendo l’aumento delle emozioni positive e il decremento di quelle negative. Potremmo quindi definire il clown un “interprete delle emozioni”.

Il clown dottore è un operatore appositamente formato per operare negli ambienti di disagio e sofferenza e che ha il proprio campo d’azione nella relazione. Egli è in grado di comprendere i blocchi affettivi e opera in collaborazione con il personale sanitario per facilitare le procedure terapeutiche. Il clown dottore è quindi un facilitatore di relazioni e sviluppa strategie per migliorare la qualità del ricovero, trasformando un ambiente di cura in un luogo a misura di persona.

I clown dottori operano principalmente in coppia, secondo un meccanismo collaudato che si basa sulle figure del clown Bianco e dell’Augusto, che permette di creare situazioni comiche in quanto il clown Bianco mette in ridicolo e in difficoltà il clown Augusto, rendendo sempre protagonisti il paziente e il caregiver che lo assiste. Inoltre, il lavoro in coppia permette di operare su più fronti (ad es. bambino e genitore o altro parente), sia di sostenersi vicendevolmente nei momenti più difficili. Come è ampiamente dimostrato, quando il clown dottore entra in reparto l'atmosfera della corsia muta.

L’intervento è improntato alla modificazione dello stato emotivo negativo del paziente in una forma accettabile di vissuto rispetto all’ospedalizzazione. Questo rappresenta il cambiamento che il clown può operare in senso positivo, trasformando le situazioni di vita in qualcosa di paradossale, grottesco e comico.

L’intervento del clown dottore è quindi volto a ricreare un luogo a misura di bambino dove la fantasia trasforma il contesto rendendolo magico. Il clown si fa veicolo delle sue volontà, le concretizza in gioco, mimo, narrazione, gags e magia, conferendo al bambino non più un ruolo passivo, ma da protagonista.

LA PRODUZIONE Sonne Film

Casa di produzione indipendente fondata nel 2010 che realizza documentari di Creazione e Format televisivi. Tra le produzioni più importanti:

 “Raunch Girl” (2011), Finalista Miglior sceneggiatura al Premio Solinas, selezionato presso l'Uruguay Film Festival, Bergamo Film Meeting, Genova Film Festival e molti altri.

“A casa non si torna” (2012), documentario di creazione e documentario crossmediale; Premio Immagini Amiche 2013, Premio “Miglior Social Webdoc” all’Immaginario Web Fest 2013, selezionato in numerosi festival nazionali ed internazionali.

“L’eresia dei Magnacucchi” (2013), trasmesso da RAI STORIA.

“I Mostri di Balsorano” (2013), trasmesso da RAI 3 La Storia Siamo Noi.

“Nè carne nè pesce” (2013), serie di 10 episodi trasmessa dal Gambero Rosso Channel - SKY.

“Nel Pallone” (2014), mini serie sul calcio prodotta per LAEFFE - Feltrinelli.

“Pianisti” (2015), serie di 10 episodi sull’Accademia pianistica più importante al mondo. In onda su Classica HD-SKY.

“Rotte indipendenti” (2016), serie di 4 episodi sulla musica indipendente - SKY ARTE HD.

“San Mauro Pascoli: il paese dei calzolai”(2016), documentario sul paese di Giovanni Pascoli e di alcuni dei più grandi marchi di calzature femminili. RAI 3.

“Vai col liscio”, serie di tre episodi sul mondo del liscio. SKY Arte HD.

“La terra dei motori”, documentario sul mondo delle minimoto, in onda su DOC3 – RAI3.

In produzione “I bambini del Pentcho” documentario; Con Rai Cinema. primavera 2018., “At the matinee”. Documentario sui matinee hardcore del CBGB. Autunno 2018; “68”. Serie per Sky Arte HD. Primavera 2018; “Alla ricerca del suono”. Serie Classica HD. Primavera 2018.

 

Metters Studio

Realizza e produce prodotti audiovisivi a 360°: dallo spot commerciale per la TV o ADV web, a documentari culturali e sociali per diverse realtà del panorama regionale e nazionale.  Alcuni dei clienti che Metters Studio segue da diversi anni sono: Technogym, Orogel, Effegibi, Catena Select Hotel, Wellness Valley e Romagna district. Tra i premi e i riconoscimenti: finalista all'Ive Seen Film Festival, vincitore Miglior Soggetto e Sceneggiatura prima edizione di Amarcord film festival per il cortometraggio “Solo”.

Produzioni:

• Produzione spot per messa in onda nazionale per vari brand quali: Orogel, Technogym, Effegibi.

• “Solo”, cortometraggio che attraverso un ribaltamento dei ruoli e del sistema, affronta una tematica spesso scomoda, schierandosi per la natura stessa della sceneggiatura e del soggetto, a favore di una categoria.

• “Cambiare ancora”, progetto sul bullismo femminile, disponibile su canali libero video.

• “Le origini della Zanzara tigre”, documentario per Regione Emilia Romagna, Cargo Film

Francia.

“Vai col liscio. L'epopea del liscio romagnolo in tre atti”, serie di tre episodi sul mondo del liscio. SKY Arte giugno 2017.

La serie verrà trasmessa in prima serata il giorno 7 dicembre 2018 su TV2000 (canale 28 del digitale, SKY canale 140, TivùSat 18), canale che ha una ricca programmazione grazie a importanti produzioni e volti noti:  www.tv2000.it/docfilm/

Il trailer del docufilm "Clown in Corsia" è visibile sulla pagina facebook FNC- Federazione Nazionale Clown Dottori

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Si svolgerà mercoledì 5 dicembre prossimo, presso il "Misano World Circuit Marco Simoncelli" di Misano Adriatico il convegno dal titolo "Lavoro e mobilità - Il futuro alle porte", cui parteciperà, come relatore l'ingegner Pierpaolo Neri, direttore dell'Unità operativa "Antinfortunistica" di Rimini dell'Ausl Romagna. Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

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Si è svolta nella mattinata di ieri, presso l’Unità operativa di “Pediatria e Neonatologia” del Presidio Ospedaliero di Ravenna, l’inaugurazione del nuovo ambulatorio del Day Hospital del reparto stesso. Una realizzazione molto importante per quanto riguarda una sempre migliore accoglienza dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, che è stata possibile grazie alle generose donazioni dei coniugi Filippo Sbaraglia e Patrizia Parrotta e di Ravenna Farmacie.

I coniugi Sbaraglia hanno festeggiato il loro compleanno chiedendo ad amici e conoscenti non regali per loro stessi, ma donazioni da destinare all’Unità operativa di Pediatria di Ravenna; donazioni che sono state poi utilizzate per acquistare i nuovi arredi dello studio medico e un televisore da collocare in una stanza di degenza.

Ravenna Farmacie ha destinato il ricavato di una cena benefica all’acquisto di un lettino per visite, che è stato collocato nello stesso ambulatorio.

Alla cerimonia inaugurativa erano presenti il dottor Federico Marchetti (direttore dell’Unità operativa complessa di “Pediatria e Neonatologia”, il dottor Paolo Fusaroli in rappresentanza della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, i coniugi Filippo e Patrizia Sbaraglia con il figlio Davide, il Direttore della Farmacia Comunale n. 9 dottor Abdul Rahman Khatam in rappresentanza dello Staff di Ravenna Farmacie.

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento e quello del personale medico e infermieristico del Reparto di Pediatria, rilevando che il nuovo ambulatorio consente di visitare i bambini che afferiscono al Day Hospital pediatrico in un ambiente più colorato e a misura dei piccoli pazienti.

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Si è svolta questa mattina una conferenza stampa all’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza a seguito della donazione, da parte dell’istituto di credito “LA BCC ravennate, forlivese e imolese Soc. Coop.” di due letti per ambulatorio all’unità operativa di Oncologia del nosocomio, alla presenza del presidente della banca Secondo Ricci, del presidente del Comitato locale faentino Paolo Caroli, del responsabile dell’area commerciale di Faenza Valerio Albonetti, del direttore medico del presidio Davide Tellarini e del direttore dell’unità operativa Stefano Tamberi.

A fare gli onori di casa il dottor Tellarini, il quale ha evidenziato come quello di oggi sia “un ulteriore, importante gesto di vicinanza da parte della società civile all’Oncologia dell’Ospedale di Faenza. Già negli anni scorsi la banca aveva donato 6 letti per il day hospital, e ora ha inteso proseguire sulla stessa strada donando altri 2 lettini per gli ambulatori”. Lettini che serviranno per dare un servizio sempre più completo, dal punto di vista non solo clinico-diagnostico ma anche dell’accoglienza, ai pazienti faentini e a quelli che scelgono l’ospedale di Faenza per curarsi.

“L’attività del nostro reparto – ha precisato il dottor Tamberi – è molto apprezzata dalla cittadinanza, anche perché cerchiamo di mettere in pratica l’obiettivo di avere il paziente al centro della cura: qui da noi abbiamo vari servizi in consulenza, compreso quello nutrizionistico e il sostegno psicologico. Sono i professionisti che si muovono per le consulenze non i pazienti, che qui trovano tutto. Questa donazione è un elemento molto importante da questo punto di vista, cioè in un’ottica di adesione alle cure che è funzionale a maggiori chance di guarigione”. Tamberi ha inoltre precisato che “la nostra attività ambulatoriale è molto importante ed effettuiamo oltre duemila visite l’anno con un numero di pazienti che usufruisce delle nostre prestazioni di circa ottocento”.

Il presidente Ricci, nel suo intervento, ha detto che “voi svolgete una funzione importante, una missione delicata, nel prendervi cura della salute delle persone. Per questo nell’ambito dei nostri bilanci prevediamo somme significative per il sostegno agli ospedali, in tutto il territorio di nostra competenza. E per contro siamo felici quando i servizi ai quali effettuiamo delle donazioni, come questo ricevono l’apprezzamento dell’utenza”.

Il presidente del comitato locale Caroli ha evidenziato come “il sostegno al territorio di riferimento è nel Dna della nostra banca e in generale delle Banche di credito cooperativo; noi abbiamo migliaia di clienti e soci che ripongono fiducia in noi ed è doveroso, e ne siamo felici, ‘restituire’ un aiuto al nostro territorio di riferimento”.

Un’operazione questa, come evidenziato dal responsabile dell’area commerciale Albonetti, “che rafforza il senso di appartenenza dei residenti in questa città, il fatto di sentirsi faentini sette giorni su sette. Un attaccamento che si estende anche all’ospedale di Faenza, sia da parte dei cittadini sia degli operatori che vi lavorano”.

                                              

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Altro prestigioso riconoscimento per il dottor Francesco Lanza, direttore dell'Ematologia di Ravenna dell'Ausl Romagna. Il professionista è stato infatti eletto Presidente Nazionale della Società scientifica GIIMA, che opera nel settore dell'utilizzo clinico delle cellule staminali. L’elezione è avvenuta Sabato a Firenze in occasione del Congresso Nazionale. La Società ha una forte valenza interdisciplinare coniugando competenze infermieristiche, biologiche, biotecnologiche e mediche. GIIMA, tra l'altro, contribuisce alla formazione specifica in mobilizzazione e aferesi dei soci iscritti e patrocina e partecipa attivamente all’ organizzazione di numerosi corsi e convegni.

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Anche quest’anno Ravenna “città amica delle donne”, ha il piacere di ospitare tra i migliori professionisti esperti nel settore della patologia uroginecologica.

Si svolgerà infatti venerdì 30 novembre, presso la Sala Riunioni del Dea dell’Ospedale di Ravenna, il congresso “Uroginecologia e dintorni – Video Surgery”, cui parteciperanno molti professionisti del ramo operanti in Ausl Romagna ma anche medici di altri territori. A presiedere l’evento la dottoressa Enza Lamanna, medico dell’Urologia di Ravenna che si occupa di patologie di patologie uroginecologiche; presidente onorario un altro professionista ravennate, il dottor Salvatore Voce, primario di Urologia e presidente della Società Scientifica SIU che patrocina l’evento; il dottor Voce aprirà i lavori alle ore 8 (si proseguirà fino alle 17:30).

Non a caso come simbolo del congresso sono stati utilizzati i “Fiori di Ravenna”, progetto di Linea Rosa Ravenna in collaborazione con il CIDM e con CNA di Ravenna.

Le patologie del pavimento pelvico femminile, l’incontinenza urinaria delle donne e il prolasso degli organi pelvici saranno questi i temi di cui si parlerà in occasione del corso.

Due le sessioni previste, una in cui si parlerà di inquadramento diagnostico-terapeutico con indicazione dei percorsi assistenziali delle principali patologie del pavimento pelvico, e un’altra sessione dove verranno presentati video di chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico e di cura dell’incontinenza urinaria. Saranno inoltre presentate le innovative terapie del prolasso genitale che prevedono l’utilizzo di protesi di ultima generazione biocompatibili, efficaci nella risoluzione del difetto anatomico e funzionale.

Novità del Congresso è anche la presentazione del Percorso Diagnostico Terapeutico della patologia uro ginecologica dell’Ausl Romagna, cioè la presentazione di quelli che saranno a livello aziendale le linee guida e i nuovi percorsi diagnostico-terapeutici con approccio multidisciplinare alla patologia uro ginecologica.

Insomma un incontro tra professionisti per parlare di una patologia di grande impatto sociale che riguarda circa il 20 per cento della popolazione femminile.

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Il maltrattamento e la violenza all'interno delle relazioni affettive e di coppia costituiscono purtroppo ancora modalità di relazione diffusamente presenti ed orientate al mantenimento di potere e controllo sull'altro. Fenomeni di violenza sulle donne sono diffusi in tutti i gruppi sociali, indipendentemente dallo status economico, etnico, dai livelli di istruzione o di qualifica professionale e culturale con esiti gravi sulla salute fisica, riproduttiva e psicologica delle vittime e dei minori eventualmente coinvolti.

Un fenomeno, quello della violenza di genere, in progressiva e costante emersione, il cui contrasto vede impegnati numerosi Servizi ospedalieri e territoriali, sanitari, sociali ed associativi attraverso azioni di prevenzione, di rilevazione, di cura, sostegno, messa in sicurezza, accompagnamento al cambiamento.

La Regione Emilia Romagna, a fianco alle azioni di intercettazione e protezione delle vittime nei contesti dei Servizi sociali, sanitari e dei Centri Antiviolenza, ha fortemente voluto e promosso la nascita di centri pubblici all’interno delle Aziende Sanitarie per il trattamento degli uomini che agiscono violenza nei confronti delle donne, denominati Liberiamoci dalla Violenza (Ldv) così come indicato anche dalla Convenzione di Istambul del 2011.

Ldv Romagna compie il suo primo anno in questi giorni e da questo anno di attività molte riflessioni possono essere condivise per lavorare in rete con altri operatori sociali, sanitari, del volontariato e delle associazioni nella direzione della prevenzione, del cambiamento culturale, della protezione delle vittime, del contrasto al fenomeno anche attraverso il coinvolgimento degli uomini. Parlare di violenza non è mai facile, riconoscerla nelle proprie relazioni interpersonali, nelle finalità e nelle modalità di attivazione, assumere piena responsabilità dei propri comportamenti e degli effetti che questi determinano sugli altri, giungere alla scelta di chiedere aiuto, costituiscono ingredienti non scontati ma  indispensabili per il cambiamento.

In questo primo anno al Centro Ldv della Romagna si sono rivolti per chiedere informazioni sul trattamento o le modalità di invio e trattamento, 106 persone di cui il 21 per cento uomini che chiamano riconoscendo un proprio problema di violenza, il 33 per cento partners, il 23 per cento altri Servizi della Rete sociale o sanitaria, il 5 pe cento forze dell’ordine ed il 18 per cento cittadini che non si qualificano. Dei 22 uomini effettivamente presi in carico nel 2018 l’81 per cento è costituito da cittadini italiani ed il 19 per cento da cittadini stranieri, il 53 per cento ha un titolo di studio medio superiore o una laurea mentre solo il 28 per cento ha un titolo elementare o di media inferiore. Oltre il 66 per cento mantiene attualmente  una relazione con la partner ed il 71 per cento ha figli.

Su questi temi l’AUSL della Romagna ha organizzato un convegno che si terrà il prossimo 30 novembre prossimo, con la collaborazione ed il Patrocinio del Comune di Rimini e della Regione Emilia Romagna, che sarà un’occasione per confrontarsi sull’argomento e approfondire il modello di trattamento Alternative to violence realizzato dall’equipe del dottor Marius Rakil a Oslo (Norvegia) e le sue applicazioni nel contesto della Regione Emilia Romagna. La giornata formativa, denominata “Liberiamoci dalla Violenza. L’attuazione del progetto in Ausl della Romagna”, si svolgerà presso il Centro Congressi SGR “Sala Energia” in Via Chiabrera 34/4 dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

 

La giornata 30 proseguirà con la proiezione alle ore 21.00, presso la Cineteca Comunale in Via Gambalunga 27, del Docu-film “Ma l’amore c’entra?” alla presenza della Regista Elisabetta Lodoli e di alcuni professionisti del Centro Ldv di Rimini. Il documentario, girato sull’esperienza del Centro Ldv di Modena, presenta l’esperienza interiore di uomini che hanno intrapreso un percorso di cambiamento.

 

 

Rimini, 27 novembre 2018                                                          

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Venerdì 30 novembre, dalle ore 20, presso la Casa Spadoni di via Granarolo 99, si svolgerà la seconda edizione del Charity Dinner IOR della sede di Faenza: un evento che nasce per aggregare le Istituzioni, il mondo del Volontariato, i Medici e Ricercatori del nostro territorio, nonché le Aziende partner che da anni sostengono la lotta contro il cancro. Già dal debutto, avvenuto l’anno passato, la serata ha ottenuto un ottimo riscontro: sono state circa sessanta le persone intervenute, per un incasso di oltre 5.000 euro andato a favore dell’attivazione del servizio d’assistenza domiciliare di cure palliative per i pazienti del territorio. Si tratta di un percorso che contraddistingueva l’attività dell’Istituto soprattutto nella prima fase dei suoi 39 anni di vita, e che ora viene riproposto adattandolo alle nuove esigenze del malato oncologico e di chi gli sta accanto grazie ad un’equipe multidisciplinare che vede la presenza di volontari debitamente formati, di un’operatrice sanitaria e di una psicologa dedicata: non più semplice compagnia ed ascolto quindi, ma un vero e proprio approccio a tutto tondo alla malattia, per lenire per quanto possibile le sofferenze di chi ne affetto e alleviare un po’ il peso che grava sui suoi famigliari. Il bisogno di una tale assistenza è suffragato dai dati relativi alla sua erogazione: solo nella prima parte del 2018 già sedici pazienti di Faenza hanno richiesto l’intervento dell’operatrice IOR.

Se quindi la prima edizione del Charity Dinner di Faenza è stata dedicata ai servizi alla persona, o per usare le parole del motto IOR al “vicino a chi soffre”, quest’anno la serata andrà interamente alla seconda parte della mission: la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, l’”insieme a chi cura”. Nel corso della serata interverranno infatti il dott. Stefano Tamberi, Responsabile della U.O. di Oncologia dell’Ospedale degli Infermi di Faenza, e il dott. Giampaolo Ugolini, Direttore della U.O. di Chirurgia della medesima struttura, per presentare nuovi progetti e strumentazioni che promettono di avere un impatto determinante, in termini di aspettativa e di qualità di vita, per i pazienti del territorio. Inoltre, il ricavato andrà a sostenere gli studi portati avanti presso l’Istituto Tumori della Romagna, fondamentali per donare nuove speranze a chi lotta contro il cancro. « Da anni a Faenza la patologia mammaria, gastroenterica e urologica vengono strutturalmente affrontate in modo multidisciplinare: rimaneva aperta la sfida di curare al meglio i pazienti anziani – spiega proprio il dott. Tamberi – nel corso della serata presenteremo un progetto, portato avanti grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo, che darà una risposta anche a questo aspetto. Non dimentichiamo d’altronde che l’età media della popolazione si è allungata: anche l’aspettativa di vita del soggetto oncologico, grazie ai progressi delle terapie e della ricerca scientifica, è incrementata. Ne consegue che il cancro è sempre più una malattia che attiene alla terza età: più del 50% dei pazienti che entrano presso la nostra struttura ha più di 70 anni.»

Solidarietà, buon cibo, punto della situazione della lotta contro il cancro a Faenza, sostegno dei servizi erogati dalle strutture del territorio: i motivi per partecipare sono molteplici. Per informazioni e prenotazioni, da effettuare preferibilmente entro venerdì 17 novembre, è possibile contattare la Sede IOR di Faenza – Via Tolosano 6/B – tel. 0546 661505.

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