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Si è svolta nella mattinata di ieri, presso l’Unità operativa di “Pediatria e Neonatologia” del Presidio Ospedaliero di Ravenna, l’inaugurazione del nuovo ambulatorio del Day Hospital del reparto stesso. Una realizzazione molto importante per quanto riguarda una sempre migliore accoglienza dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, che è stata possibile grazie alle generose donazioni dei coniugi Filippo Sbaraglia e Patrizia Parrotta e di Ravenna Farmacie.

I coniugi Sbaraglia hanno festeggiato il loro compleanno chiedendo ad amici e conoscenti non regali per loro stessi, ma donazioni da destinare all’Unità operativa di Pediatria di Ravenna; donazioni che sono state poi utilizzate per acquistare i nuovi arredi dello studio medico e un televisore da collocare in una stanza di degenza.

Ravenna Farmacie ha destinato il ricavato di una cena benefica all’acquisto di un lettino per visite, che è stato collocato nello stesso ambulatorio.

Alla cerimonia inaugurativa erano presenti il dottor Federico Marchetti (direttore dell’Unità operativa complessa di “Pediatria e Neonatologia”, il dottor Paolo Fusaroli in rappresentanza della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, i coniugi Filippo e Patrizia Sbaraglia con il figlio Davide, il Direttore della Farmacia Comunale n. 9 dottor Abdul Rahman Khatam in rappresentanza dello Staff di Ravenna Farmacie.

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento e quello del personale medico e infermieristico del Reparto di Pediatria, rilevando che il nuovo ambulatorio consente di visitare i bambini che afferiscono al Day Hospital pediatrico in un ambiente più colorato e a misura dei piccoli pazienti.

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Si è svolta questa mattina una conferenza stampa all’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza a seguito della donazione, da parte dell’istituto di credito “LA BCC ravennate, forlivese e imolese Soc. Coop.” di due letti per ambulatorio all’unità operativa di Oncologia del nosocomio, alla presenza del presidente della banca Secondo Ricci, del presidente del Comitato locale faentino Paolo Caroli, del responsabile dell’area commerciale di Faenza Valerio Albonetti, del direttore medico del presidio Davide Tellarini e del direttore dell’unità operativa Stefano Tamberi.

A fare gli onori di casa il dottor Tellarini, il quale ha evidenziato come quello di oggi sia “un ulteriore, importante gesto di vicinanza da parte della società civile all’Oncologia dell’Ospedale di Faenza. Già negli anni scorsi la banca aveva donato 6 letti per il day hospital, e ora ha inteso proseguire sulla stessa strada donando altri 2 lettini per gli ambulatori”. Lettini che serviranno per dare un servizio sempre più completo, dal punto di vista non solo clinico-diagnostico ma anche dell’accoglienza, ai pazienti faentini e a quelli che scelgono l’ospedale di Faenza per curarsi.

“L’attività del nostro reparto – ha precisato il dottor Tamberi – è molto apprezzata dalla cittadinanza, anche perché cerchiamo di mettere in pratica l’obiettivo di avere il paziente al centro della cura: qui da noi abbiamo vari servizi in consulenza, compreso quello nutrizionistico e il sostegno psicologico. Sono i professionisti che si muovono per le consulenze non i pazienti, che qui trovano tutto. Questa donazione è un elemento molto importante da questo punto di vista, cioè in un’ottica di adesione alle cure che è funzionale a maggiori chance di guarigione”. Tamberi ha inoltre precisato che “la nostra attività ambulatoriale è molto importante ed effettuiamo oltre duemila visite l’anno con un numero di pazienti che usufruisce delle nostre prestazioni di circa ottocento”.

Il presidente Ricci, nel suo intervento, ha detto che “voi svolgete una funzione importante, una missione delicata, nel prendervi cura della salute delle persone. Per questo nell’ambito dei nostri bilanci prevediamo somme significative per il sostegno agli ospedali, in tutto il territorio di nostra competenza. E per contro siamo felici quando i servizi ai quali effettuiamo delle donazioni, come questo ricevono l’apprezzamento dell’utenza”.

Il presidente del comitato locale Caroli ha evidenziato come “il sostegno al territorio di riferimento è nel Dna della nostra banca e in generale delle Banche di credito cooperativo; noi abbiamo migliaia di clienti e soci che ripongono fiducia in noi ed è doveroso, e ne siamo felici, ‘restituire’ un aiuto al nostro territorio di riferimento”.

Un’operazione questa, come evidenziato dal responsabile dell’area commerciale Albonetti, “che rafforza il senso di appartenenza dei residenti in questa città, il fatto di sentirsi faentini sette giorni su sette. Un attaccamento che si estende anche all’ospedale di Faenza, sia da parte dei cittadini sia degli operatori che vi lavorano”.

                                              

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Altro prestigioso riconoscimento per il dottor Francesco Lanza, direttore dell'Ematologia di Ravenna dell'Ausl Romagna. Il professionista è stato infatti eletto Presidente Nazionale della Società scientifica GIIMA, che opera nel settore dell'utilizzo clinico delle cellule staminali. L’elezione è avvenuta Sabato a Firenze in occasione del Congresso Nazionale. La Società ha una forte valenza interdisciplinare coniugando competenze infermieristiche, biologiche, biotecnologiche e mediche. GIIMA, tra l'altro, contribuisce alla formazione specifica in mobilizzazione e aferesi dei soci iscritti e patrocina e partecipa attivamente all’ organizzazione di numerosi corsi e convegni.

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Anche quest’anno Ravenna “città amica delle donne”, ha il piacere di ospitare tra i migliori professionisti esperti nel settore della patologia uroginecologica.

Si svolgerà infatti venerdì 30 novembre, presso la Sala Riunioni del Dea dell’Ospedale di Ravenna, il congresso “Uroginecologia e dintorni – Video Surgery”, cui parteciperanno molti professionisti del ramo operanti in Ausl Romagna ma anche medici di altri territori. A presiedere l’evento la dottoressa Enza Lamanna, medico dell’Urologia di Ravenna che si occupa di patologie di patologie uroginecologiche; presidente onorario un altro professionista ravennate, il dottor Salvatore Voce, primario di Urologia e presidente della Società Scientifica SIU che patrocina l’evento; il dottor Voce aprirà i lavori alle ore 8 (si proseguirà fino alle 17:30).

Non a caso come simbolo del congresso sono stati utilizzati i “Fiori di Ravenna”, progetto di Linea Rosa Ravenna in collaborazione con il CIDM e con CNA di Ravenna.

Le patologie del pavimento pelvico femminile, l’incontinenza urinaria delle donne e il prolasso degli organi pelvici saranno questi i temi di cui si parlerà in occasione del corso.

Due le sessioni previste, una in cui si parlerà di inquadramento diagnostico-terapeutico con indicazione dei percorsi assistenziali delle principali patologie del pavimento pelvico, e un’altra sessione dove verranno presentati video di chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico e di cura dell’incontinenza urinaria. Saranno inoltre presentate le innovative terapie del prolasso genitale che prevedono l’utilizzo di protesi di ultima generazione biocompatibili, efficaci nella risoluzione del difetto anatomico e funzionale.

Novità del Congresso è anche la presentazione del Percorso Diagnostico Terapeutico della patologia uro ginecologica dell’Ausl Romagna, cioè la presentazione di quelli che saranno a livello aziendale le linee guida e i nuovi percorsi diagnostico-terapeutici con approccio multidisciplinare alla patologia uro ginecologica.

Insomma un incontro tra professionisti per parlare di una patologia di grande impatto sociale che riguarda circa il 20 per cento della popolazione femminile.

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Il maltrattamento e la violenza all'interno delle relazioni affettive e di coppia costituiscono purtroppo ancora modalità di relazione diffusamente presenti ed orientate al mantenimento di potere e controllo sull'altro. Fenomeni di violenza sulle donne sono diffusi in tutti i gruppi sociali, indipendentemente dallo status economico, etnico, dai livelli di istruzione o di qualifica professionale e culturale con esiti gravi sulla salute fisica, riproduttiva e psicologica delle vittime e dei minori eventualmente coinvolti.

Un fenomeno, quello della violenza di genere, in progressiva e costante emersione, il cui contrasto vede impegnati numerosi Servizi ospedalieri e territoriali, sanitari, sociali ed associativi attraverso azioni di prevenzione, di rilevazione, di cura, sostegno, messa in sicurezza, accompagnamento al cambiamento.

La Regione Emilia Romagna, a fianco alle azioni di intercettazione e protezione delle vittime nei contesti dei Servizi sociali, sanitari e dei Centri Antiviolenza, ha fortemente voluto e promosso la nascita di centri pubblici all’interno delle Aziende Sanitarie per il trattamento degli uomini che agiscono violenza nei confronti delle donne, denominati Liberiamoci dalla Violenza (Ldv) così come indicato anche dalla Convenzione di Istambul del 2011.

Ldv Romagna compie il suo primo anno in questi giorni e da questo anno di attività molte riflessioni possono essere condivise per lavorare in rete con altri operatori sociali, sanitari, del volontariato e delle associazioni nella direzione della prevenzione, del cambiamento culturale, della protezione delle vittime, del contrasto al fenomeno anche attraverso il coinvolgimento degli uomini. Parlare di violenza non è mai facile, riconoscerla nelle proprie relazioni interpersonali, nelle finalità e nelle modalità di attivazione, assumere piena responsabilità dei propri comportamenti e degli effetti che questi determinano sugli altri, giungere alla scelta di chiedere aiuto, costituiscono ingredienti non scontati ma  indispensabili per il cambiamento.

In questo primo anno al Centro Ldv della Romagna si sono rivolti per chiedere informazioni sul trattamento o le modalità di invio e trattamento, 106 persone di cui il 21 per cento uomini che chiamano riconoscendo un proprio problema di violenza, il 33 per cento partners, il 23 per cento altri Servizi della Rete sociale o sanitaria, il 5 pe cento forze dell’ordine ed il 18 per cento cittadini che non si qualificano. Dei 22 uomini effettivamente presi in carico nel 2018 l’81 per cento è costituito da cittadini italiani ed il 19 per cento da cittadini stranieri, il 53 per cento ha un titolo di studio medio superiore o una laurea mentre solo il 28 per cento ha un titolo elementare o di media inferiore. Oltre il 66 per cento mantiene attualmente  una relazione con la partner ed il 71 per cento ha figli.

Su questi temi l’AUSL della Romagna ha organizzato un convegno che si terrà il prossimo 30 novembre prossimo, con la collaborazione ed il Patrocinio del Comune di Rimini e della Regione Emilia Romagna, che sarà un’occasione per confrontarsi sull’argomento e approfondire il modello di trattamento Alternative to violence realizzato dall’equipe del dottor Marius Rakil a Oslo (Norvegia) e le sue applicazioni nel contesto della Regione Emilia Romagna. La giornata formativa, denominata “Liberiamoci dalla Violenza. L’attuazione del progetto in Ausl della Romagna”, si svolgerà presso il Centro Congressi SGR “Sala Energia” in Via Chiabrera 34/4 dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

 

La giornata 30 proseguirà con la proiezione alle ore 21.00, presso la Cineteca Comunale in Via Gambalunga 27, del Docu-film “Ma l’amore c’entra?” alla presenza della Regista Elisabetta Lodoli e di alcuni professionisti del Centro Ldv di Rimini. Il documentario, girato sull’esperienza del Centro Ldv di Modena, presenta l’esperienza interiore di uomini che hanno intrapreso un percorso di cambiamento.

 

 

Rimini, 27 novembre 2018                                                          

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Venerdì 30 novembre, dalle ore 20, presso la Casa Spadoni di via Granarolo 99, si svolgerà la seconda edizione del Charity Dinner IOR della sede di Faenza: un evento che nasce per aggregare le Istituzioni, il mondo del Volontariato, i Medici e Ricercatori del nostro territorio, nonché le Aziende partner che da anni sostengono la lotta contro il cancro. Già dal debutto, avvenuto l’anno passato, la serata ha ottenuto un ottimo riscontro: sono state circa sessanta le persone intervenute, per un incasso di oltre 5.000 euro andato a favore dell’attivazione del servizio d’assistenza domiciliare di cure palliative per i pazienti del territorio. Si tratta di un percorso che contraddistingueva l’attività dell’Istituto soprattutto nella prima fase dei suoi 39 anni di vita, e che ora viene riproposto adattandolo alle nuove esigenze del malato oncologico e di chi gli sta accanto grazie ad un’equipe multidisciplinare che vede la presenza di volontari debitamente formati, di un’operatrice sanitaria e di una psicologa dedicata: non più semplice compagnia ed ascolto quindi, ma un vero e proprio approccio a tutto tondo alla malattia, per lenire per quanto possibile le sofferenze di chi ne affetto e alleviare un po’ il peso che grava sui suoi famigliari. Il bisogno di una tale assistenza è suffragato dai dati relativi alla sua erogazione: solo nella prima parte del 2018 già sedici pazienti di Faenza hanno richiesto l’intervento dell’operatrice IOR.

Se quindi la prima edizione del Charity Dinner di Faenza è stata dedicata ai servizi alla persona, o per usare le parole del motto IOR al “vicino a chi soffre”, quest’anno la serata andrà interamente alla seconda parte della mission: la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, l’”insieme a chi cura”. Nel corso della serata interverranno infatti il dott. Stefano Tamberi, Responsabile della U.O. di Oncologia dell’Ospedale degli Infermi di Faenza, e il dott. Giampaolo Ugolini, Direttore della U.O. di Chirurgia della medesima struttura, per presentare nuovi progetti e strumentazioni che promettono di avere un impatto determinante, in termini di aspettativa e di qualità di vita, per i pazienti del territorio. Inoltre, il ricavato andrà a sostenere gli studi portati avanti presso l’Istituto Tumori della Romagna, fondamentali per donare nuove speranze a chi lotta contro il cancro. « Da anni a Faenza la patologia mammaria, gastroenterica e urologica vengono strutturalmente affrontate in modo multidisciplinare: rimaneva aperta la sfida di curare al meglio i pazienti anziani – spiega proprio il dott. Tamberi – nel corso della serata presenteremo un progetto, portato avanti grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo, che darà una risposta anche a questo aspetto. Non dimentichiamo d’altronde che l’età media della popolazione si è allungata: anche l’aspettativa di vita del soggetto oncologico, grazie ai progressi delle terapie e della ricerca scientifica, è incrementata. Ne consegue che il cancro è sempre più una malattia che attiene alla terza età: più del 50% dei pazienti che entrano presso la nostra struttura ha più di 70 anni.»

Solidarietà, buon cibo, punto della situazione della lotta contro il cancro a Faenza, sostegno dei servizi erogati dalle strutture del territorio: i motivi per partecipare sono molteplici. Per informazioni e prenotazioni, da effettuare preferibilmente entro venerdì 17 novembre, è possibile contattare la Sede IOR di Faenza – Via Tolosano 6/B – tel. 0546 661505.

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Incontri e una serata di benefica, in  occasione della Giornata Mondiale del Parkinson. Ad organizzare le iniziative, che vedono anche la partecipazione di professionisti aziendali, l'associazione Parkinson di Rimini diretta dalla signora Giacobbi. La serata benefica, presso il locale Frontemare di Rivazzurra di Rimini, il cui ricavato sarà dedicato al sostegno psicologico dei pazienti e ad altri percorsi di sostegno, si svolge giovedì  29. Tutti i dettagli sugli eventi nell'allegato pieghevole.

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A Cattolica 4 Conferenze dedicate al tema della Salute grazie alla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, in collaborazione con l’Azienda USl della Romagna e con il Comune di Cattolica. Tra novembre e febbraio l'istituto di credito promuoverà 4 incontri, uno al mese, per informare i cittadini sulle eccellenze del sistema sanitario locale, che rappresenta un fiore all'occhiello del territorio. Sarà l’occasione per sensibilizzare tante persone su tematiche e problematiche inerenti la salute, che vale la pena approfondire. Tutte le iniziative si svolgeranno al palazzo del Turismo della Regina.

La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse, a favore del territorio – spiega il presidente della Banca di Gradara Fausto Caldari – Una persona che è in salute opera, lavora, si impegna ogni giorno, per la promozione e la crescita di questa società Per questo motivo abbiamo organizzato, un ciclo di 4 Conferenze sulla Salute con alcune eccellenze della sanità riminese, la prima col dott. Piovaccari, primario della Cardiologia riminese, reparto al quale, qualche anno fa, abbiamo donato una suite di apparecchiature per l’emodinamica e l’elettrofisiologia>>.

Ma la Salute si sostiene non solo promuovendo azioni di prevenzione e informazione. Per questo la BCC di Gradara ha acquistato un Sistema di risonanza magnetica nucleare per immagini, di ultima generazione, da donare all'ospedale Infermi di Rimini. Contribuiamo allo sviluppo del territorio partendo proprio dal sostegno alla Salute – continua il presidente della Banca di Gradara Fausto Caldari – Abbiamo acquistato una risonanza magnetica, del valore di 750.000 euro, che nel nuovo anno verrà inaugurata presso l'ospedale di Rimini. Un aiuto concreto per migliorare la qualità della sanità, a beneficio di tutta la comunità>>.


Il Programma

Mercoledì 28 Novembre 2018 “Evoluzione ed innovazioni delle terapie nelle malattie del cuore”. Con il direttore del Dipartimento Cardiovascolare e U.O Cardiologia Ospedale Infermi Giancarlo Piovaccari

Mercoledì 5 Dicembre 2018 “Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia di Rimini e il suo territorio” con il direttore dell'U.O Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Infermi Federico Spelzini

Mercoledì 16 Gennaio 2019 “Come sta cambiando la possibilità di sopravvivenza e la futura qualità della vita dei bambini nati prima del termine” con il direttore dell'U.O Terapia intensiva neonatale ospedale Infermi Gina Ancora

Martedì 5 Febbraio 2019 “Dalla chirurgia tradizionale alla chirurgia mini-invasiva: lo stato dell'arte” con il direttore della Chirurgia Generale e d'Urgenza di Rimini-Novafeltria-Santarcangelo Gianluca Garulli

 

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Sono stati inaugurati ieri mattina, all’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo, i locali completamente ristrutturati del servizio di “Medicina Riabilitativa”, diretta dal dottor Riccardo Galassi, per rendere un servizio sempre più efficace e sempre più di prossimità ai pazienti, soprattutto quelli del territorio di Santarcangelo di Romagna e dei comuni vicini.

Al “Franchini” sono operativi tre ambulatori fisiatrici settimanali presso i quali vengono effettuate:

  • Visite fisiatriche prioritarie;
  • Visite fisiatriche a prenotazione tramite Cup;
  • Controlli;
  • Collaudi di ausili;
  • Consulenze ai reparti di degenza.

Presso il servizio operano sei fisioterapisti che svolgono le seguenti mansioni:

  • Trattamenti riabilitativi rivolti ai pazienti degenti;
  • Trattamenti riabilitativi ambulatoriali;
  • Consulenza prechirurgica rivolta alle donne ricoverate presso la Senologia;
  • Gestione del gruppo settimanale aperto delle donne di chirurgia della mammella;
  • Trattamento del linfedema.

La struttura di Santarcangelo si innesta nella rete riabilitativa dell’ambito di Rimini dell’Ausl Romagna che eroga prestazioni anche negli altri quattro ospedali (Novafeltria, Riccione, Rimini e Cattolica) e in altre strutture. Una rete che permette la presa in carico della persona con disabilità senza discontinuità nel percorso a partire dall’evento acuto al rientro nel proprio contesto sociale, famigliare e lavorativo.

L’unità operativa contempla 10 medici fisiatri (compreso il dottor Galassi), 43 fisioterapisti di cui 2 coordinatori, 1 logopedista, 3 operatori amministrativi. Le prestazioni riabilitative erogate ed i ricoveri, a livello romagnolo superano le 150mila l’anno.

Dal punto di vista strutturale, i lavori, del valore di 165mila euro, e della durata complessiva di circa sei mesi, sono consistiti nella completa innovazione dell’impiantistica di sicurezza e adeguamento antincendio, nonché, ovviamente, nell’organizzazione degli spazi per portare alla strutturazione funzionale attuale. Sono stati seguiti dall’Unità operativa “Attività tecniche” diretta dall’architetto Enrico Sabatini.

Il Direttore generale dell’Ausl Romagna, dottor Marcello Tonini, ha esordito, nel suo breve intervento, evidenziando che “quella dell’ospedale di Santarcangelo è una realtà ormai consolidata e con un suo ruolo specifico all’interno della rete ospedaliera dell’Ausl Romagna. Cosa che, alcuni anni fa, era tutt’altro che scontata. Sono state giuste dunque le scelte fatte in passato: quella di definire una precisa vocazione chirurgica e quella di creare una filiera di servizi - la Medicina e Lungodegenza, Post Acuti, Pronto intervento, Poliambulatori e Casa della Salute, punto dialisi, gli spazi in convenzione con Luce sul Mare, cui si aggiunge ora anche la Riabilitazione – mirati alla presa in carico in particolare delle disabilità e dei pazienti con patologie croniche. Una vocazione ampia che va mantenuta, e rispetto alla quale sono indirizzati anche gli investimenti dei prossimi anni. Il Servizio Sanitario Nazionale, e ogni operatore al suo interno, ha l’obbligo e il dovere morale di curare le persone, tutte le persone, con pari dignità, nel senso più alto del termine”.

“Siamo felici della prosecuzione di lavori di riqualificazione che si stanno portando avanti presso le strutture dell’ospedale Franchini – afferma il sindaco di Santarcangelo Alice Parma – e del percorso di valorizzazione delle sue direttrici fondamentali: la chirurgia e i servizi alla persona”. “Il Franchini è un bene di tutta la comunità: è quindi importante continuare a lavorare insieme per un ospedale per tutti e di tutti”.

 

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E’ stata una vera e propria festa la manifestazione legata alla “Giornata Mondiale del Diabete” svoltasi nello scorso fine settimana a Ravenna. In piazza del Popolo è stato allestito uno stand in cui i medici della Diabetologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci”, coordinati dal dottor Paolo Di Bartolo (referente rete clinica di Diabetologia dell’Ausl Romagna), insieme a volontari di Croce Rossa Italiana (sezione di Ravenna), Lions della Provincia di Ravenna e naturalmente dell’Associazione Diabetici Provincia di Ravenna, svolgevano attività di counceling, misurando la glicemia e altri parametri delle persone che si presentavano e dando consigli sui corretti stili di vita e la prevenzione del diabete, patologia del benessere purtroppo in forte diffusione.

E sono state oltre 700 i ravennati che ne hanno approfittato, tra i quali più d’uno ha scoperto, non senza un po’ di disappunto, di avere la glicemia più alta rispetto a quanto sarebbe consigliabile. Persone che sono state avviate ad ulteriori approfondimenti, dimostrando come il diabete sia particolarmente insidioso perché non accompagnato, almeno all’inizio, da nessuna sintomatologia. Anche per questo le iniziative di sensibilizzazione sono importanti.

La manifestazione ha previsto anche due importanti momenti specifici. Nella mattinata di sabato, alla presenza del sindaco di Ravenna Michele de Pascale, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, del dottor Di Bartolo, il presidente e il vice presidente del CLT (Cooperativa Lavoratori Trasporti) di Ravenna, Enrico Giacomoni e Guido Ravaldini, hanno consegnato all’Associazione Diabetici una donazione finalizzata alla realizzazione di progetti di prevenzione del piede diabetico (una delle complicanze comuni e purtroppo invalidanti della patologia), di supporto psicologico alle famiglie, di educazione terapeutica sui corretti stili di vita nei pazienti di recente diagnosi (si allega la relativa fotografia). Domenica, invece, in conclusione dell’evento, grande festa, sempre in piazza, coi bimbi affetti da diabete in carico ai servizi, presso l’Ospedale di Ravenna.

 

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