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Coloro che non sono più giovanissimi ricorderanno un servizio del tg degli anni ’80 in cui uno dei primi trapiantati di cuore italiani raccontava di aver fatto, seppure in maniera non competitiva e affiancato dal suo medico, anche lui appassionato  di podistica, la Maratona di New York. Al di là di un caso diventato famoso, è sicuro che anche chi ha avuto un trapianto di organo può (e anzi dovrebbe) fare attività fisica, in maniera controllata.

E proprio di questo importante argomento si parlerà nell’ambito di un convegno organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e previsto per sabato prossimo, 10 novembre, presso l’hotel Ambasciatori di Rimini. “Attività fisica come terapia per i pazienti trapiantati: il punto a 10 anni dall’inizio del progetto ‘Trapianto… e adesso sport’” il titolo dell’evento che verrà moderato dal dottor Alessandro Nanni Costa, direttore del Cento Nazionale Trapianti. Tutti di altissimo livello i relatori, tra cui il dottor Giovanni Mosconi (responsabile nazionale del progetto “Trapianto… e adesso sport” e direttore dell’Unità operativa di Nefrologia di Forlì e Cesena dell’Ausl Romagna) e, sempre per l’Ausl Romagna, il dottor Gianluigi Sella. Inoltre le infermiere Loredana Succi e Daniela Fadda parleranno dell’esperienza maturata nei pazienti seguiti presso gli ambulatori nefrologici rispettivamente di Cesena e Forlì, mentre Roberta Amici illustrerà il coordinamento delle indagini nei pazienti trapiantati presso la Medicina dello Sport di Ravenna.

“Si tratta di un incontro molto prestigioso e sono contento che si svolga in Romagna – commenta il dottor Mosconi –. Da 10 anni stiamo lavorando sul tema dell’attività fisica per le persone trapiantate ed è il momento di confrontarci su tutti gli aspetti più rilevanti di questo argomento, soprattutto ad un livello così alto come quello che i relatori che verranno a Rimini consentiranno. Sono convinto che da questo incontro emergeranno anche importanti prospettive di lavoro futuro”.

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UniCIBO

Storia di cibo tra Paleolitico e Neolitico

Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” (Forlimpopoli)

Una mostra a cura di Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli e Mirko Traversari

 

Sabato 17 novembre 2018 alle ore 17.00 nella suggestiva cornice del Teatro “Giuseppe Verdi” si terrà l’inaugurazione della mostra allestita al Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini”.

 

Mangiare è vitale, è conviviale, è buono, è bello. Dalla necessità alla sublimazione - la storia dell’uomo e della sua alimentazione attraverso una documentazione insolita: ossa, denti, semi e piante. L’uomo circa 10.000 anni fa attua la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Cambia radicalmente il suo rapporto con l’ambiente, con gli animali, con le piante, con i suoi simili, cambia radicalmente la sua visione del mondo. Tutti noi (o quasi) oggi siamo eredi di quei cambiamenti. Da lì siamo partiti per arrivare oggi alle nuove transizioni tecnologiche.

Ci sono cibi antichi e cibi moderni, cibi consueti e cibi insoliti, cibi consentiti e cibi proibiti, cibi sani e cibi dannosi alla salute, cibi semplici e cibi trasformati, ma tutti ricavati da piante, semi, radici, tuberi, terra, piccoli e grandi animali, uomini!....anche uomini. L’antropofagia ha attraversato tutta la storia dell’uomo per fame, per odio, per amore, per caso, per celebrare momenti speciali e importanti…

La mostra, allestita presso il Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli, si colloca nell’ambito istituzionale del 2018 quale Anno del Cibo italiano, sancito dal MIBAC con formale direttiva. L’esposizione illustra come si può ricostruire la dieta nelle popolazioni del passato attraverso l’esposizione di pezzi originali e di pannelli esplicativi, soffermandosi sui metodi e sui cambiamenti alimentari con particolare attenzione alle fasi di transizione. Quanto esposto è frutto delle attività di ricerca svolte in questo ambito dal Laboratorio di Bioarcheologia e osteologia forense dell’Università degli Studi di Bologna e sarà visitabile dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019.

 

Mostra promossa da

Comune di Forlimpopoli

MAF - Museo Archeologico Civico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”

SMA-Sistema Museale di Ateneo dell’Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna – Collezioni di Antropologia

 

A cura di

Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli, Mirko Traversari

 

Con il Patrocinio di

MiBAC-Ministero per i Beni e le Attività Culturali 2018-Anno del Cibo Italiano

 

Con la collaborazione di

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Bologna

Dipartimento dei Beni Culturali-Campus di Ravenna dell’Università degli Studi di Bologna

Centro Studi Farinelli

AUSL della Romagna

Istituto Alberghiero di Forlimpopoli “Pellegrino Artusi”

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

Sponsor tecnico

Formula Servizi per la Cultura

 

Comunicazione

Tiziana Rambelli (AUSL Romagna – Gruppo Cultura)

 

Periodo di apertura

dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019

 

Presentazione

Teatro “Giuseppe Verdi” di Forlimpopoli, sabato 17 novembre 2018, ore 17.00

 

Inaugurazione

MAF-Museo Archeologico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”, sabato 17 novembre 2018, ore 18.00

 

Orari di apertura del Museo

Venerdì 9.00-13.00

Sabato e Domenica 10.00-13.00; 15.30-18.30

 

Mercoledì e Giovedì aperture su richiesta 9.00-13.00

 

Visite guidate (su prenotazione) a cura di

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

INFO e PRENOTAZIONI

www.maforlimpopoli.it

tel. 0543.748071

email: info@maforlimpopoli.it

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Presentati ieri, nell'Abbazia di San Mercuriale, i risultati preliminari sullo studio delle reliquie del Santo patrono di Forlì.

Il progetto, iniziato con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

"L’opportunità di procedere ad una ricognizione dei resti mortali di san Mercuriale è stata fornita dalla necessità di verificare lo stato di conservazione delle ossa, conservate da circa 18 anni in un contenitore ligneo che, per sua specifica caratteristica strutturale, non poteva rappresentare una collocazione ottimale - spiega il Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo -In occasione della ricognizione, è stata ritrovata una buona rappresentatività dell’intero scheletro, con limitate lacune peraltro già registrate nel corso delle passate ricognizioni. L’analisi del contenitore ligneo ha confermato i dubbi alla base dell’intera analisi: numerose cavitazioni e veri e propri resti di insetti, hanno infatti mostrato che l’interno dell’urna era stato colonizzato e permaneva un pericoloso collegamento tra l’esterno e le ossa del Santo. Le ossa sono state restaurate a secco, eliminando interventi incongrui dovuti a passati interventi che, avendo usato materiali igroscopici, potevano rappresentare anch’essi un rischio per la corretta conservazione dei resti. Successivamente sono stati stabilizzati alcuni elementi ossei che sono andati incontro a rotture postmortali, tramite l’utilizzo di colle reversibili come i moderni standard conservativi richiedono."

"Prima di procedere con i vari microprelievi da destinare alle indagini genetiche, atomiche e microbiologiche, i resti sono stati sottoposti a TAC total body per lo studio di dettaglio di ogni singolo distretto - prosegue il dottor Enrico Petrella, Medico Radiologo dell'ospedale di Forlì - il set di immagini acquisite rappresenta inoltre una sorta di reliquia digitale che garantirà la conservazione virtuale dei resti osteologici, potendo inoltre fornire potenzialità future circa la riproducibilità 3D di ogni singolo osso del corpo del Santo."

"Una volta completate queste necessarie fasi preliminari - chiarisce il dottor Traversari - i resti sono stati sottoposti ad analisi autoptica diretta per meglio delineare il profilo biologico, paleopatologico ed occupazionale. Mercuriale uomo, era alto poco meno di 1,60 metri, di corporatura non particolarmente robusta, anche se segnato da ripetuti impegni muscoloscheletrici probabilmente legati ad attività abituali quali la deambulazione ed il trasporto di grevi. Soffriva di osteoporosi e aveva forse qualche fastidio al cingolo scapolare; avendo il setto nasale deviato, non è improbabile che soffrisse di sinusite cronica. Non ci sono segni riconducibili ad eventi traumatici e certamente non è morto per strangolamento, essendosi conservato intatto l’osso ioide.I risultati delle indagini genetiche, saranno determinanti per poter procedere con le successive analisi e per sciogliere alcuni dubbi di natura diagnostica, legati ad alcuni quadri patologici al momento solo ipotizzati."

 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono state le preziose reliquie di San Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo.

"Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna. "

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono "dire" i sacri resti? "Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì". Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che "sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protovescovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la celebrazione di una sua traslazione dal cimitero adiacente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie .

Durante la presentazione dei risultati, è stato presentato anche il nuovo reliquiario che ospiterà i resti di San Mercuriale, opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS) e dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 

 

 
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DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


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Terminati i lavori, da lunedì 8 ottobre sarà disponibile all’utenza il nuovo parcheggio adiacente al Pronto Soccorso dell’ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì, che ha  una disponibilità complessiva di 146 posti auto.

Questi posti vanno ad aggiungersi al parcheggio di proprietà del Comune (di fronte alla Camera Mortuaria), che mette a disposizione 635 posti auto, più 15 riservati ai disabili, per un totale di 650 posti, mentre, quello di proprietà AUSL, situato di fronte al Padiglione Vallisneri, offre 485 posti auto, più sette riservati ai portatori di handicap, per un totale di 492 posti. All’interno dell'area ospedaliera sono invece disponibili 246 posti auto, di cui 30 per portatori di handicap.

Complessivamente, quindi, con il nuovo parcheggio, saranno a disposizione degli utenti dell'ospedale di Forlì 1534 posti auto.

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Continuano, con grande successo ed entusiasmo, le attività culturali e artistiche organizzate dagli operatori e dagli assistiti del Dipartimento di salute mentale dell'Ausl Romagna, ambito di Forlì, diretto dal dottor Claudio Ravani.
 
Il primo evento, in data 20 settembre, al Salone del Gusto di Torino , vede avviarsi una collaborazione con Slow Food che, ci auguriamo, dovrebbe proseguire a Forlì con iniziative sul territorio,  all'insegna della cultura del risparmio, del riuso e del benessere, ma anche dell' inclusione sociale. Il secondo appuntamento invece, "I suoni del tempo", lunedì 24 settembre, all'interno della Settimana del Buon Vivere di Forlì, vedrà salire sul palcoscenico la  band musicale condotta da grandi musicisti come Vince Vallicelli e Pierluigi Colonna . Il terzo, previsto per il 28 settembre, sul Palco Centrale della Cittadella del Buon Vivere - Piazza Guido da Montefeltro, 12, Forlì,  prevede la presentazione del  libro "A teatro. In compagnia" e, a seguire, il reading/concerto dei famosi Wu Ming
 
In allegato, i programmi dei vari eventi
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Dopo il dottor Paolo Morgagni e il dottor Alessandro Cucchetti, altri due chirurghi generali dell'ospedale di Forlì, il dottor Davide Cavaliere e il dottor Leonardo Solaini, ottengono l'abilitazione scientifica nazionale a professori universitari di seconda fascia.

"Questi importanti riconoscimenti - spiega il prof. Giorgio Ercolani, direttore della Unità Operativa Chirurgia Generale e Terapie oncologiche Avanzate di Forlì di cui i chirurghi sopra citati fanno parte - sono una testimonianza dell'impegno scientifico che i singoli professionisti, ma anche tutta la nostra unità operativa, hanno profuso nella ricerca, a fianco di un importante lavoro clinico e assistenziale. E' ormai noto che nelle strutture sanitarie dove si fa ricerca si cura meglio e che l'attività scientifica migliora anche quella assistenziale."

 

Il dottor Davide Cavaliere, laureatosi  Medicina e Chirurgia, ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Generale e il Perfezionamento in Chirurgia Laparoscopica. Delegato provinciale della Società Italiana di Chirurgia Oncologica dal 2008 al 2014, è stato leader dell'Oncoteam carcinosi Peritoneale SICO dal 2014 al 2017 e Consigliere SICO dal 2016 ad oggi. E' stato anche Presidente della Società Polispecialistica Giovani Chirurghi dal 2011 al 2016 e Garante del Collegio Italiano dei Chirurghi dal 2016 al 2017.Autore e coautore di 53 pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate su Pubmed e 2 capitoli su  testi chirurgici, è revisore per diverse riviste peer-reviewed internazionali, nonché curatore della versione italiana de "Sabiston Textbook of Surgery" - 20th Edition. E' invitato come relatore, moderatore, opinion leader a numerosi Congressi nazionali e internazionali, ha svolto attività di docenza in Corsi di perfezionamento e Master Universitari ad indirizzo chirurgico.

Il dottor Leonardo Solaini, laureatosi in Medicina e Chirurgia, specializzato in Chirurgia Generale, è stato Clinical Research Fellow c/o Royal London Hospital, Barts and the London HPB centre, Londra, Regno Unito ed attualmente è assegnista di ricerca c/o Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC), Università di Bologna con incarico assistenziale c/o  Unità Operativa Chirurgia Generale e Terapie oncologiche Avanzate, Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. Autore di 43 pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed internazionali di cui 18 come primo autore. Project coordinator di diversi studi internazionali sulla patologia oncologica del tratto gastroenterico. Vincitore della borsa di studio “EYSAC Research Fellowship” della European Society of Surgical Oncology per il progetto di ricerca “The role of FOLFIRINOX and gemcitabine in combination with ablation therapy in the treatment of locally advanced pancreatic cancer” per il quale ha frequentato in qualità di Research fellow c/o Department of Surgery, Academic Medical Centre di Amsterdam. Svolge regolarmente attività di revisore per riviste peer-reviewed internazionali.

 

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Venerdì, 25 Maggio 2018 11:27

Foto da Favola nella Pediatria di Forlì

Mettere in relazione le immagini ha qualcosa di magico che prende vita nel momento in cui si inizia a smontare la stratificazione in cui ogni testo visivo è ordinato. Apre le porte dal primo giugno, presso l’Ausl Romagna - Forlì, grazie al progetto “Riscossa fantastica – Quadreria in Pediatria” la mostra dal titolo Foto da Favola. Dieci fotografie di vari autori del Gruppo Tank – Sviluppo Immagine. Il percorso è parte di un progetto d’indagine che racconta il confine tra visione, fotografia, favola contemporanea.

L’immagine e la parola diventano materia di ricerca artistica e riflessione per accedere alla relazione tra sé stessi e l’altro. Tank Circolo Benemerito della Fotografia Italiana (Fiaf), espone una ricerca per immagini che traduce alcune favole inedite, dell’autrice Renata Franca Flamigni, in colorate finestre sul mondo giocando sul confine vero - verosimile. Dieci nuove finestre dunque per abbattere i muri del luogo di cura, dal primo giugno al primo ottobre, per offrire ai bambini, ai degenti, ai cittadini, un’opportunità di dialogo invitando i piccoli a continuare il cammino per la crescita. Gli scatti, da tutta la Romagna, proposti da 5 autori Tank, Domenico Bressan, Flavio Milandri, Franca Panzavolta, Cristina Paglionico, Francesca Collina, sono un’occasione per sostenere la riflessione sul contributo che le Medical Humanities portano al Reparto di Pediatria, guidato dal Primario Dott. Enrico Valletta.

La memoria, i ricordi e le immagini che nutrono il nostro sguardo, fin da piccoli, sono determinanti nella codificazione di ciò̀ che vedremo. Per questo anche il Piano strategico di sviluppo della fotografia italiana (2018-2022) prevede di avviare progetti pilota di educazione all’immagine, in una serie di scuole dell’infanzia e dell’istruzione primaria e secondaria, nel corso dell’anno scolastico 2017/18, per promuovere con urgenza l’apprendimento del linguaggio fotografico. Un proposito a cui possiamo certamente ascrivere anche l’importante iniziativa di questi 5 potenti autori.

Riscossa fantastica – Quadreria in Pediatria, con il patrocinio di Ausl Romagna e Comune di Forlì – Assessorato alla Cultura, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, è proposto dall’Associazione Fantariciclando con Pediatria dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni, Action Line, Metamuseo girovago, PuntoDonna, La Guida dei bambini, Tank - Sviluppo Immagine. La strabiliante Quadreria presso Azienda USL della Romagna, Reparto di Pediatria Ospedale Morgagni-Pierantoni, via Forlanini, 34 – Forlì, è ad ingresso libero in orario di apertura al pubblico del Reparto.

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Torna il tradizionale appuntamento della sezione Avis di Castrocaro Terme - Terra del Sole, con "I mercoledì della salute e della prevenzione",  quest'anno  in collaborazione con Ausl Romagna Cultura.
Nella suggestiva cornice del Palazzo Pretorio di Terra del Sole, incontri con medici ed esperti sui temi della prevenzione e della salute, condotti dal dottor Saverio Ruggeri.
 

'' I Mercoledì della Salute e della Prevenzione"

 

9 Maggio ore 21

L'istituto di ricerca oncologica avanzata di Meldola nella prevenzione e nella cura dei tumori.

Prof Dino Amadori - Dir. scientifico Irst di Meldola - Dott.Mattia Altini Dir.Sanitario IRST di Meldola

Dott.ssa Vanessa Agostini - Direttore f.f. U.O.Servizio Ematologia e Medicina Trasfusionale Forlì-cesena e Officina Trasfusionale

 

16 Maggio ore 21

La Prevenzione e la cura delle Malattie del benessere: parliamo di Diabete

Dott.Maurizio Nizzoli - Dir UO Endocrinologia e Malattie Metaboliche di Forlì - Dott.ssa Anna Francesca Fabbri Unità di Raccolta AVIS Forlì

 

23 Maggio ore 21

Da Giovan Battista Morgagni alle terapie chirurgiche avanzate: uno sguardo al passato per vedere nel futuro della chirurgia

 

Prof. Giorgio Ercolani Dir. UO chirurgia generale e .Terapie 0ncologiche di Forlì e docente ordinario di Chirurgia dell' Università di Bologna

Dott.ssa Tiziana Rambelli - Giornalista scientifica - Dirigente presso Ausl Romagna e Coordinatrice della Comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura

Dott.Marco Gentile Unità di Raccolta AVIS Forlì

 

30 Maggio ore 21

Le calorie che fanno bene: dalla necessità del cibo ad una nutrizione che cura

Salvatore Giannella - Giornalista, già direttore dell'Europeo e Airone, curatore del blog "al positivo" Giannella Channel

Dott.ssa Federica Ruggeri - Nutrizionista Fondazione Cardiologica Forli

 Dott.ssa Sabrina Sirri - Unità di Raccolta A VIS Forli

 
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Preveni…Amo Forlì.

La prevenzione inizia dai giovani

Sabato, 28 aprile, ore 9.30

Auditorium Cassa dei Risparmi di Forlì, via Flavio Biondo 16

 

Meeting tra dottori e ragazzi/e delle scuole superiori per conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale,organizzato da Ausl Romagna e Comune di Forli, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

 

Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un bollettino di guerra che potrebbe  che dovrebbe -essere evitato.

 

Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni..Amo", che vedrà partecipare medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, professionisti dell'ospedale di Forlì e Cesena, esperti della Polizia Municipale di Forlì e di Cesena, a confronto diretto con le studentesse e gli studenti delle scuole superiori forlivesi.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi, che é stato sperimentato a Parma ed a Cesena e si spera possa essere replicato in tutte le città romagnole.

 

L' incontro forlivese si terrà sabato mattina, a partire dalle 9.30, presso l'Auditorium Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, alla presenza del Sindaco Davide Drei, del Direttore Sanitario dell'Ausl Romagna Stefano Busetti , dell’Assessore alle Politiche per la salute della regione Emilia Romagna, Sergio Venturi e del Dirigente dell’Ufficio scolastico Territoriale Giuseppe Pedrielli.

 

Responsabili scientifici dell’evento il Dott. Vanni Agnoletti - Direttore della U.O. di Anestesia e rianimazione Cesena, il Dott. Luca Ansaloni -Direttore della U.O. di Chirurgia d’ urgenza Ospedale Cesena e la Dott.ssa Costanza Martino della U.O di Anestesia e Rianimazione Cesena.

Al meeting interverranno inoltre un panel di esperti, tra cui il pilota di Superbike dell'Aprilia del team Milwaukee Lorenzo Savadori , esperti della Polizia Municipale e alcuni medici dell’ Ospedale di Forlì tra cui il prof.Giorgio Ercolani, Direttore della U.O. di Chirurgia di Forlì e docente ordinario di chirurgia del'università di Bologna, il Dott. Stefano Maitan direttore della U.O. di Anestesia e Rianimazione di Forlì, che collaborano con il Trauma Center di Cesena nell'ambito della "rete trauma" e il dottor Andrea Fabbri, direttore del Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza e 118 di Forlì  .

" I dati Istat - spiegano gli organizzatori -dimostrano come, negli anni, nella nostra regione si sia ridotto sensibilmente il numero di vittime della strada, ma rimanga elevato il numero di vittime per incidenti a pedoni e due ruote. Nell’ultimo anno, al Trauma Center di Cesena, centro di riferimento dell'Ausl Romagna, hanno avuto accesso circa 500 traumi maggiori, di cui la metà ricoverati in Rianimazione.

L’età mediana dei pazienti con trauma grave e' stata di 45 anni, il 16% dei traumi aveva un'età inferiore ai 25 anni. La causa prevalente di trauma (62%) sono gli incidenti stradali. Un malato su 10 muore in rianimazione per trauma e un malato su tre tra i sopravvissuti ha disabilità residua a distanza."

 

"Da qui - proseguono - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (SIAT) della Romagna, diretto dal Dott. Vanni Agnoletti, per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. "Preveni…Amo" è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. Questi eventi negativi improvvisi possono segnare l’intera esistenza di chi ha ancora una lunga prospettiva di vita. L’incontro sarà un meeting tra dottori e ragazzi/e delle scuole superiori per conoscere e prevenire i traumi."

 

"All'appuntamento di sabato - spiegano- verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani."

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